In viaggio nella Street Art dell’Esquilino

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Negli ultimi mesi,  sia io, sia le Danze di Piazza Vittorio sono state tacciate di promuovere la Street Art all’Esquilino per non ben precisi motivi personali: accuse che, in questi giorni, sembrano passare dall’ambito della discussione da bar su Internet alla polemica politica.

Benché sia il primo, a cui non sia chiaro cosa ci sia venuto in tasca  a me e a le Danze dai murales, però è evidente una cosa: la profonda ignoranza degli accusatori, sia artisti, sia politici, che non si rendono che le iniziative portate avanti dal sottoscritto non sono che una minima parte della Street Art presente nel Rione.

Grazie al blog Un Murale al giorno, di cui ho saccheggiato buona parte delle foto presenti, mi prendo l’incarico di renderli un poco più colti, per mostrare come esista un mondo, oltre via Giolitti e il Mercato Esquilino, che, a quanto pare, gli sembra una…

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Un nuovo fantastico sito, ora visitabile, arricchisce il patrimonio archeologico dell’Esquilino

Dal sito http://www.romasotterranea.it

Fra S. Maria Maggiore e Piazza Vittorio, sull’antico Mons Cispius, si trova la chiesa di S.Vito. La prima menzione della chiesa, già detta “in Macello”, dal vicino Macellum Livianum, si trova nella vita di Papa Leone III (795-816).
L’area immediatamente vicina alla chiesa – intitolata in realtà oltre che a S. Vito anche ai SS. Modesto e Crescenzia – presenta, visibili a tutti, due elementi di notevole importanza archeologica: una porzione delle cosiddette Mura Serviane, in blocchi di tufo di Grotta Oscura, incastonate in un edificio lungo Via Carlo Alberto e, orientato esattamente come queste, l’Arco di Gallieno, ricostruito in epoca giulio-claudia su quella che doveva essere l’antica Porta Esquilina.
Importanti ed ampi scavi effettuati al di sotto della chiesa nel 1971-1972 e poi nel 1979 hanno permesso di acquisire importanti informazioni relativamente alla topografia della zona. E’ stata ritrovata una porzione delle antiche mura di cappellaccio, forse databili addirittura al VI secolo a.C. e fondate nel terreno vergine della valle esquilina. Si è accertata la presenza di un varco con orientamento nord-sud, corrispondente con tutta probabilità alla prima Porta Esquilina. E’ stato inoltre rilevato un diverso rapporto tra la cinta muraria del IV secolo a.C. e il sito della nuova Porta Esquilina in senso est-ovest, che si risolve con un percorso ad angolo ottuso della fortificazione ed uno sfasamento dei due tratti attestati alla porta.
E’ poi visibile la strada romana, presente con un tratto di basolato che accenna al percorso sotto il terzo fornice laterale dell’Arco di Gallieno.
Sono inoltre state scoperte delle opere idrauliche da riferirsi all’arrivo dell’acquedotto Anio Vetus presso la Porta Esquilina: in particolare un castellum aquae ed una riorganizzazione degli spechi sotterranei dell’acquedotto avvenuti in età traianea. Il nucleo cristiano della diaconia si inserì proprio in ambienti ridossati al corpo del castellum aquae, lungo il lato nord della chiesa attuale. L’accesso a questi ambienti avveniva da una porta che si affacciava sulla strada romana.
Sono presenti inoltre i resti architettonici del probabile primo ambiente del IV secolo d.C. raccolti nella zona di risulta tra il castellum e le mura del IV secolo a.C., oltre alle sepolture dell’epoca cristiana disposte ai margini della strada riutilizzando un vecchio canale di scolo legato al castellum.
E’ stata infine accertata la fase medievale della prima chiesa.

Vorremmo solamente aggiungere  che è uno dei pochissimi luoghi di Roma (ed è tutto dire) in cui si può fare idealmente un viaggio nel tempo che va dal VI secolo a.C. alla seconda metà del milleottocento, dalle Mura Serviane all’attuale chiesa di San Vito passando per le stratificazioni di età augustea, tardoantica, medioevali e  rinascimentali. Insomma un’altra eccezionale testimonianza di quanta ricchezza, bellezza, arte e cultura è capace di offrire il Rione Esquilino e in particolare l’area di Piazza Vittorio.

Peccato che a poche decine di metri da questo fantastico sito ci tocca vedere simili sconci

Possibile che non si possa fare nulla per ridonare all’Esquilino e alla città di Roma quella dignità che merita e che le spetta per la sua storia e l’importanza che tutto il mondo le riconosce.

26 giugno 2017 “Harry’s Bar” all’Apollo 11

con il sostegno di

presenta

in anteprima romana

lunedì 26 giugno ore 21.30

c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

HARRY’S BAR
un film di Carlotta Cerquetti

Italia, 2015, 52′

interverranno

la regista e sceneggiatrice
FRANCESCA COMENCINI

la regista del film
CARLOTTA CERQUETTI

 

“Molte storie sono state scritte sui suoi tavoli. Ora un documentario ci racconta la sua”
Il film racconta del piccolo locale veneziano nato nel 1931 da un incredibile incontro tra un barman e un turista americano, e diventato nel tempo una sorta di leggenda. Mentre fuori scorre la Storia, Harry’s diventa un tempio del buongusto e un punto di ritrovo per le personalità che transitano a Venezia, da Hemingway a Maria Callas, da Orson Welles alla regina Elisabetta. Nonostante l’enorme successo, il locale non perde il suo carattere, e – come ci racconta il suo gestore Arrigo Cipriani – continua a basare la sua filosofia su dei pochi semplici elementi: la qualità, l’accoglienza e la semplicità. Ricco di materiale di repertorio e aneddoti incredibili, il film è un omaggio alla nostra memoria, alla città di Venezia e alla passione per il proprio lavoro della famiglia che gestisce il locale.

Regia: Carlotta Cerquetti – Interpreti: Arrigo Cipriani, Marina Cicogna, Achille Bonito Oliva, Naomi Campbell – Fotografia: Roberta Allegrini, Martina Cocco – Montaggio: Osvaldo Bargero – Musica: Claudio Capponi – Produttore: Giovanni Cassinelli – Produzione: Wider Films