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Via Giolitti: non solo i monumenti dimenticati ma pure le rotaie abbandonate e senza manutenzione

Nei giorni scorsi c’è stato un grave incidente a via Labicana, un tram è deragliato ed è andato a finire contro un autobus e due autovetture. Fortunatamente nonostante la gravità dell’accaduto c’è stato solo un ferito serio (il conducente dell’autobus). Di seguito il post di “Leggo” apparso   su Facebook.

Non è, purtroppo, la prima volta che succedono incidenti di questo tipo infatti meno di un anno fa il giornale “La Repubblica” registrò questo video per un analogo deragliamento di un tram.

Ancora una volta la scarsa manutenzione delle rotaie ha causato incidenti che solo per fortuna non hanno avuto esiti drammatici. 

Vogliamo documentare ora lo stato dei binari a via Giolitti, tenendo anche presente che negli anni passati si sono aperte numerose voragini sotto le rotaie.

 

Oltre a fare dei proclami trionfalistici sulla tranvia che verrà, non sarebbe il caso di provvedere a un minimo di manutenzione ordinaria per i binari attuali senza aspettare l’incidente?

Raffaello e i suoi insegnamenti poco conosciuti e quindi poco seguiti

Raffaello Sanzio, uno dei più grandi geni della storia dell’umanità, agli inizi del ‘500 scriveva:

“Il confronto con gli antichi deve essere da noi mantenuto vivo e continuo, al fine di poterli eguagliare e magari superare, con nuovi grandi edifici, di nutrire e favorire le virtù, di risvegliare gli ingegni, di dar premio a virtuose fatiche, qui ed oggi. Ma senza distruggere più nulla della bellezza che dai nostri avi abbiamo ereditato. Anzi tutelandola e restaurandola con ogni diligente attenzione. Questo è il nostro grande, immane compito e intento che perseguiremo con ogni severità ed energia.”

 

E’ superfluo dire che il grande pittore urbinate conosceva benissimo il cd. Tempio di Minerva Medica tanto da immortalarlo in una delle Stanze da lui affrescate nel Vaticano.

Poi, dopo diversi secoli, nel secondo dopoguerra, è nata la Repubblica Italiana e con essa  la Costituzione della Repubblica Italiana che relativamente alla cultura e al patrimonio monumentale detta:

Articolo 9

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

All’Esquilino,  abbiamo dovuto sopportare (e sopportiamo tuttora) un simile affronto che da oltre un secolo ha causato (e causa tuttora) problemi strutturali certificati da ENEA e Università Roma 3 ai danni di un monumento di eccezionale valore, bellezza ed importanza come il cd. Tempio di Minerva Medica e ai danni anche dei palazzi limitrofi

dopo che nel 1915 si era consumato lo scempio di distruggere per sempre le mura affioranti del monumento su via Giolitti (vedi immagini successive) per posare i binari della futura ferrovia a scartamento ridotto Roma Fiuggi antenata dell’attuale Laziali – Centocelle. Ricordiamo che dal 1916 (e quindi è più di un secolo) il monumento è chiuso al pubblico. Se ci consentite un momento di sano umorismo possiamo affermare che il cd. Tempio di Minerva Medica è il monumento più sicuro al mondo dato che è chiuso da un epoca anteriore addirittura all’Epidemia Spagnola (1918)

 

Collezione “Roma Ieri ed Oggi”
Collezione “Roma Sparita”

Si pensava che,  in questo momento, ci fossero tutte le possibilità e le risorse per risolvere finalmente una volta per tutte questo problema e ridonare questo splendido esempio di architettura tardoantica alla cittadinanza di Roma e al mondo intero, ma, nell’ attesa degli sviluppi futuri,  il Comune, purtroppo, non fa nulla non solo per eliminare le sollecitazioni al di fuori di qualsiasi norma a cui è soggetto il cd. Tempio di Munerva Medica (vedi convogli praticamente vuoti che passano davanti al monumento senza preoccuparsi di rallentare) ma anche per limitare temporaneamente i notevoli disagi  di chi abita  nei palazzi limitrofi. Qui un filmato dello stato dei binari in prossimità del momumento. E per il futuro che cosa progetta?

 

Una tranvia che di nuovo  passa accanto  al cd. Tempio di Minerva Medica  come l’attuale treno a scartamento ridotto (vedi rendering in 3D nella foto sopra) e che remderà difficoltoso se non addirittura impossibile un accesso sicuro al monumento.

Tralasciamo di riportare ancora una volta le leggi che regolano le norme per la sicurezza dei veicoli su rotaia. Chi volesse può ricrercare e scaricare il DPR 753 del 1980  e leggere con attenzione gli articoli 51 e 61.  Ma qualcuno ci spieghi perchè con pervicace ostinazione si progetti di  far passare una tranvia su doppio binario in una strada larga davanti al cd. Tempio di Minerva Medica meno di 11 metri  e per di più in un tratto curvileneo con una visibilità nulla (il cd. Tempio di Minerva Medica è in mezzo alla strada ed ha un diametro di 26 m e un’analoga altezza) rifiutando  di valutare una qualsiasi alternativa.

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020) & Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020). Foto: Roma, ALTARE DELLA PATRIA – Primi anni del 1900 / 2008.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA 2020.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020) & Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020). Foto: Roma, ALTARE DELLA PATRIA – Primi anni del 1900 /2008.

1). ROMA – Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020) & Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020). Foto:  Roma, ALTARE DELLA PATRIA - Primi anni del 1900 /2008.

Fonte / source:
— Repubblica (05/06/2020).
https://roma.repubblica.it/

2). ROMA – LE TALPE RIPARTONO, MA NON C’È NULLA DA FESTEGGIARE. La delibera per prolungare lo scavo delle gallerie della Metro C fino a piazza Venezia è stata approvata questa notte in Giunta straordinaria. Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020) & Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020). Foto:  Roma, ALTARE DELLA PATRIA - Primi anni del 1900 /2008.

L’iter burocratico iniziato con gli interventi del Ministero dei Trasporti e del CIPE a inizio dicembre 2019 si è concluso. C’è il via libera anche da parte del Comune: le talpe possono infatti ripartire per scavare quei circa 200 m che mancano alla futura stazione Venezia e necessari a…

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Non tutti sono d’accordo sul progetto del Comune relativo alla nuova linea tranviaria Termini Tor Vergata

Da qualche giorno è nato un nuovo gruppo su Facebook “Abitare a Termini” che nutre molte perplessità sul progetto del nuovo tratto della tranvia che dovrebbe collegare la Stazione dei Laziali con la Stazione Termini lungo via Giolitti. Riportiamo il loro appello consigliando di leggerlo attentamente senza preconcetti sperando che non si creino inutili e sterili polemiche come nel passato ma che si apra un serio e fattivo dibattito che tenga presente le ragioni di tutti (senza nessuno escluso) per arrivare a delle conclusioni e soluzioni realmente condivise.

Dal gruppo Facebook ABITARE A TERMINI

SOS Esquilino. Fermiamo il progetto del tram su via Giolitti!
Il progetto dell’Amministrazione comunale relativo alla linea ferroviaria Laziali – Centocelle ha subito in queste ultime settimane un’accelerazione: il progetto di massima, presentato dal Comune di Roma al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per accedere ai relativi finanziamenti, prevede la trasformazione dell’attuale linea ferroviaria (trenino giallo) in tramvia e il prolungamento dell’attuale capolinea dalle Laziali fino a Termini.
I rendering circolati in questi giorni ipotizzano il capolinea a via Giolitti, angolo via Gioberti, praticamente a ridosso degli edifici i cui civici 101, 119, 137 sono residenziali, pubblici e privati. Questo comporterebbe un eccessivo affollamento dei marciapiedi in prossimità di portoni e negozi; il pericoloso aumento delle vibrazioni alle quali gli edifici sarebbero sottoposti, in aggiunta a quelle già provocate dalla metropolitana (edifici che già in passato hanno richiesto interventi di consolidamento, solo in parte realizzati); l’eliminazione di tutti i parcheggi e delle aree di carico e scarico – anche temporanei. Da anni i residenti di via Giolitti lamentano i disagi e i danni causati agli edifici privati e ai monumenti dall’attuale linea ferroviaria. Anziché eliminare tale disagio e avviare un progetto per la riqualificazione della via, l’Amministrazione comunale decide di estendere tale disagio anche all’area di Termini, già gravata da problematiche complesse.
Via Giolitti, primo impatto per chi arriva a Roma con il treno e quindi asse viario di importanza nevralgica anche sul piano dell’immagine della città, avrebbe bisogno di interventi di valorizzazione delle presenze architettoniche e archeologiche, investendo su arredo urbano, verde, riqualificazione commerciale assieme ad un grande impegno a sostegno delle fragilità sociali e per la sicurezza della zona. Una valorizzazione e una riqualificazione urgentemente necessarie, che l’Amministrazione non può rimandare oltre se non vuole calpestare la dignità dei residenti e di tutti gli attori che operano in ambito turistico, culturale, economico e religioso in quest’area.
In un momento in cui si dovrebbe puntare a ripopolare il centro storico, il Comune di Roma persevera in un progetto che renderà ancora più difficile la vita ai residenti e impedirà quella riqualificazione dell’intero percorso di via Giolittidi cui ci sarebbe assoluto bisogno. L’alternativa al progetto del Comune esiste ed è quella di far proseguire il tram da Porta Maggiore sulla rete già esistente (quella per Piazza Vittorio) opportunamente ammodernata in termini di mezzi e infrastruttura. Una soluzione che eviterebbe di mettere in contrapposizione i bisogni degli utenti del trasporto pubblico con quelli dei residenti dell’area di Termini.
Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale di Roma di ripensare il progetto, tenendo conto anche delle nostre legittime esigenze, e di coinvolgere gli abitanti dell’area di Termini in decisioni che potrebbero avere un così grave impatto sulla sicurezza degli edifici e sulla già compromessa vivibilità della zona.
 
per aderire a questo appello rispondi “aderisco” a questo post oppure scrivici una email a abitare.termini@gmail.com

Il cd. Tempio di Minerva Medica continuerà ad essere il monumento più bistrattato del mondo?

Immagine n.1: Dal sito Roma Ieri ed Oggi: 1915 Fotografia di via Giolitti all’altezza del Tempio di Minerva. Notare anche il cartellone sulla destra su cui c’è scritto “Comitato Esquilino per Famiglie dei chiamati” riferendosi probabilmennte ai chiamati alla leva per la Grande Guerra 15 – 18

Questa è una rara fotografia del 1915 ed è stata scattata a via Giolitti in un momento ben preciso: appena prima che venissero distrutte le mura esterne affioranti del cd. Tempio di Minerva Medica (ben visibili nell’immagine) per preparare il terreno alla posa in opera delle rotaie della futura linea Roma Fiuggi, inaugurata nel 1916, oggi divenuta linea urbana Laziali Centocelle. In basso, nella foto,  si possono notare i sanpietrini che si stavano togliendo per il medesimo motivo.

Questa foto evidenzia senza ombra di dubbio molte cose:

  • Lo scempio perpetrato al patrimonio monumentale e archeologico nazionale nel 1915 quando sono state distrutte le mura affioranti della parte esterna  del cd. Tempio di Minerva Medica a via Giolitti per consentire il passaggio di una linea ferroviaria a scartamento ridotto ideata e costruita da un privato per soddisfare le proprie esigenze (trasporto promiscuo di persone e merci ). Tale spazio avrebbe potuto costituire parte integrante dell’area espositiva del monumento, ma addirittura, da allora (fino a tutt’oggi), lo stesso è stato chiuso al pubblico. Ciò non toglie che anche ora si potrebbe recuperare quell’area con i resti che attualmente sono sotterranei  per valorizzarli, come è stato fatto, per esempio, per le stazioni di S. Giovanni e Amba Aradam della Metro C, e non per nasconderli o peggio ancora per distruggerli completamente.
  • L’area di via Giolitti davanti al cd. Tempio di Minerva Medica è indubbiamente e incontestabilmente dello Stato Italiano proprietario del monumento e quindi anche di tutte le costruzioni annesse allo stesso anche se sotterranee (esistono anche degli ambienti sotterranei). Quindi la Regione Lazio e il Comune di Roma possono mettersi d’accordo per il passaggio di proprietà del terreno su cui insistono le rotaie di questa linea per tutta la tratta ma non per quella precisa porzione di strada che rimane proprietà inalienabile dello Stato Italiano. Per cui qualsiasi intervento anche in superficie, anche il più banale, deve ottenere l’autorizzazione della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. E il progetto del Comune attuale (vedi immagina n.4) presuppone lavori tutt’altro che banali con delle opere di scavo da eseguire praticamente per tutta via Giolitti (idea folle solo a pensarla).
  • Via Giolitti e il cd Tempio di Minerva Medica, fino a quel tempo (1915), nonostante gli sventramenti e le distruzioni operate dopo il 1870 per la costruzione del nuovo quartiere Esquilino avevano mantenuto una loro dignità: c’era addirittura un piccola area pedonale davanti al monumento (vera e non presunta come vorrebbe il nuovo progetto del Comune, vedi immagine n. 4) che anche a livello paesaggistico risultava molto più bello da vedere senza tralicci, rotaie e treni che passano accanto
Immagine n. 2: La situazione nel 2020
Immagine n.3

Questa invece è la situazione attuale (immagine n.2  ripresa nello stesso punto di quella del 1915): tralicci arruggiti addossati alle mura del monumento, rotaie e treni che passano accanto. Senza contare i numerosissimi fili elettrici e i cartelli di pericolo di morte. E che dire del passaggio pedonale interdetto per la presenza di un muro del monumento? Onestamente vorremmo chiedere a tutti i paladini del passaggio a tutti i costi di questa linea a via Gioliti compresi alcuni pseudoambientalisti: ma veramente preferite questa situazione a quella ante 1915?

Immagine n.4

E questa sarebbe la soluzione ideata dal Comune e spacciata come isola pedonale con i pedoni che dovrebbero camminare accanto ai tram ivi compresi bambini e disabili. E le possibili file di turisti e visitatori del cd Tempio di Minerva Medica, qualora come tutti ci auguriamo riaprisse, dove dovrebbero passare e sostare per accedere al monumento, accanto ai tram in movimento? Il problema è che in quel punto, che lo si voglia o no, non c’è lo spazio necessario per far passare due binari di tram (e quindi con scartamento ordinario) in sicurezza. Ma in quale parte del mondo si potrebbe mai pensare di far passare una linea tranviaria su due binari in meno di m. 10,80 di larghezza e con  palazzi d’epoca di edilizia residenziale da una parte e un monumento importantissimo ma ovviamente altrettanto fragile di quasi 2000 anni fa dall’altra?

Ben venga un’isola pedonale vera con al massimo il passaggio di biciclette e perchè no, con alberi e fioriere, ma non una presa in giro come quella prospettata dal Comune. Ci auguriamo che in sede della Conferenza dei Servizi che dovrà essere convocata prima dell’autorizzazione definitiva al progetto tra i vari attori interessati prevalga il buon senso e che vengano studiate delle alternative (largamente possibili ed attuabili) per evitare che il cd. Tempio di Minerva Medica continui ad essere dopo più di un secolo il monumento più bistrattato del mondo.

Sono tornati i mini bus elettrici: ma guai a farli passare per l’Esquilino!

Queste le parole dellì’allora presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale,  Enrico Stefàno:

Ad Aprile partiremo con la linea 119, a Giugno con la 117 arrivando fino ad un parco di 25 mezzi. Sarà un primo test importante per verificare l’affidabilità sulle nostre strade. Qualora dovesse rilevarsi positivo, amplieremo il servizio, stiamo già studiando alcune ipotesi per coprire l’Aventino e Monte del Gallo. Parallelamente il recupero proseguirà potenzialmente fino al totale di 60 minibus.

Queste le cartine degli itinerari che sono entrati  in funzione ad aprile e a giugno 2019

Potrebbero essere considerati degli itinerari tali da collegare le basiliche dell’Esquilino e i siti archeologici (Colosseo compreso) in maniera da decongestionare metropolitane e tram dai numerosi turisti, ma evidentemente non è questo il fine di questi mezzi o comunque non si ritiene che simili rimedi possano essere importanti per la mobilità in genere.

Manutenzione Metro A: le interruzioni del servizio previste per il mese di agosto 2019

Dal sito LuceVerde Infomobilità Roma

  Gli interventi previsti per il mese di agosto 2019 relativi alla manutenzione della Metro A:

– dal 4 al 13 agosto, la circolazione sarà interrotta nella tratta Termini-Anagnina e resterà attiva nella tratta Termini-Battistini

 

– dal 14 al 19 agosto, la circolazione sarà interrotta tra le stazioni di Ottaviano e San Giovanni, resterà attiva sulle tratte Battistini-Ottaviano e San Giovanni-Anagnina;

 

– dal 20 al 25 agosto, la circolazione sarà interrotta tra Termini e Battistini e resterà attiva tra Termini e Anagnina;

 

ANSF e Trenino della Casilina

ilcantooscuro

Trenino-Termini-Centocelle

Sinceramente e pacatamente, stasera avrei voluto postare una recensione su qualche libro letto in vacanza; ma date le polemiche di queste ore sul trenino Termini Centocelle, su cui tanti presunti intellettuali esquilini stanno, come dire, dando sui social il peggio di sè, è doveroso buttare giù due righe su quanto sta succedendo.

Cominciamo a specificare cosa sia l’ANSF, Agenzia Ferroviaria Sicurezza Ferroviaria, organismo indipendente creato in Italia con sede a Firenze, negli edifici presso la stazione di Firenze Santa Maria Novella e cliente che giustamente mi prende a schiaffoni dalla mattina alla sera,per regolamentare la sicurezza della circolazione ferroviaria sulla rete nazionale, vigilare sull’applicazione delle norme, rilasciare autorizzazioni, certificazioni ed omologazioni alle imprese e ai gestori delle infrastrutture ferroviarie operanti in Italia.

Tale agenzia è nata in seguito all’emanazione del decreto legislativo 162 del 10 agosto 2007 che ha recepito i suggerimenti della direttiva europea 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle…

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Forse non avranno il PUMS ma in Svizzera le decisioni sulla mobilità pubblica sono democratiche e lungimiranti

Tre modi di intendere il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile, in Svizzera,  in maniera responsabile e democratica, con un occhio al futuro e senza inutili preconcetti

Foto n. 1

Esempio n.1

A Sciaffusa il Comune ha deciso di sostituire tutti gli autobus diesel con autobus elettrici di ultimissima generazione  che sono già in servizio in altre grandi città europee come Madrid, Londra e Amburgo (e non vanno a fuoco). Si ricaricano in pochi minuti al capolinea e differiscono dai tram  praticamente solo per la presenza di ruote gommate (vedi foto n.1 e filmato). E’ un’operazione di un certo impegno economico e il Comune nella  presentazione del progetto ha anticipato che, comunque, l’ultima parola spetterà ai cittadini promuovendo un referendum popolare prima di intraprendere questa strada. Teniamo presente quanto un’operazione di questo tipo sarebbe utile nella nostra città, sia da un punto di vista ambientale, sia da un punto di vista economico, perchè, in Svizzera, hanno calcolato in 11 anni il tempo necessario per ammortizzare la maggiore spesa iniziale e per iniziare a  conseguire dei vantaggi economici. Ma nel caso di Roma questo periodo potrebbe essere notevolmente inferiore, anzi, forse si potrebbero ottenere dei vantaggi economici fin da subito tenendo presente che i nuovi progetti del Comune per il Centro della città  prevedono solo  tramvie e ciò comporta delle spese iniziali notevoli senza considerare i rischi di natura archeologica e logistica che un buon amministratore dovrebbe sempre tener presenti.

Ecco il servizio originale della Televisione Svizzera con il relativo filmato

Sostituire l’intera flotta diesel costerà 58 milioni di franchi. Ma alla lunga farà bene, oltre che all’ambiente, anche alle finanze.

Sorgente: Sciaffusa presenta il suo autobus elettrico


Foto n. 2

Esempio n. 2

Esaminiamo ora un progetto che si riferisce alla città di Lugano e ai suoi dintorni: si è deciso di rimodernare una linea extraurbana che dal centro  cittadino arriva a Ponte Tresa per un percorrenza di circa 33 Km. Perchè vogliamo prendere ad esempio questa ferrovia? Semplicemente perchè é stato scelto un tipo di convoglio, il “tram-treno”, assai simile a quelli che il Comune di Roma vorrebbe utilizzare per la linea urbana Termini – Tor Vergata. Il progetto si propone non di creare una nuova linea ma di rendere più moderna quella esistente per ridurre il tempo di percorrenza da oltre 35 minuti a circa 24 (!),  di triplicare nel lungo termine l’utenza che la utilizza e migliorare il comfort delle carrozze. Analizziamo questi dati:

  • La linea è una ferrovia extraurbana che collega diversi centri dell’interland di Lugano. Viene utilizzata da veri pendolari (nel caso della Termini Tor Vergata vengono definiti pendolari anche gli abitanti di Centocelle) ed è importantissima non solo per la mobilità locale ma anche sotto l’aspetto economico essendo una zona ad alta densità industriale e commerciale.
  • Il tempo di percorrenza così basso si spiega perchè essendo un tram-treno in servizio extraurbano compie pochissime fermate giusto quelle necessarie per il collegamento dei paesi dell’interland di Lugano. Questo lo rende altamente competitivo perchè risulta più comodo ed economico rispetto al medesimo tragitto effettuato su una vettura privata.
  • I progettisti avendo riscontrato delle criticità nell’attraversamento oltre che del centro di Lugano anche della zona industriale di Manno hanno effettuato delle correzioni “per evitare opposizioni”. Che cosa significa: che hanno ritenuto disdicevole per la fluidità della linea sia l’attraversamento urbano in superficie di Lugano sia il passaggio a Manno dovendo il tram – treno intersecare presso questo comune una strada provinciale e l’ingresso in una zona commerciale ed hanno così deciso per l’interramento della linea presso queste due località (vedi la foto n. 2 relativa al progetto per la stazione di Lugano)

Il servizio originale andato alla Televisione Svizzera

Il tracciato sarà interrato a Manno per mantenere l’accesso stradale alla zona industriale e il P+R previsto a Bioggio sarà scisso in due parti.

Sorgente: Tram-treno Luganese, i lavori slittano al 2021

Ora alcune considerazioni sull’utilizzo di un simile mezzo di trasporto pubblico per la tratta Termini – Tor Vergata

  • Perchè per un tratto quasi escusivamente urbano con un basso chilometraggio (15 km. ca.) utilizzare un mezzo di queste prestazioni? E’ come utilizzare per un Taxi una Ferrari! Un tram moderno sarebbe più che sufficiente e otterrebbe i medesimi risultati.
  • Il tragitto pur essendo quasi esclusivamente urbano non prevede alcun interramento pur partendo dal centro della città (Termini). E ovviamente è soggetto a numerosi passaggi di incroci con semafori e quindi rallentamenti. Per esempio solo nel tratto da Termini a Porta Maggiore (900 m ca.) il tram – treno sarebbe costretto a passare quattro semafori ed effetture tre fermate oltre ovviamente a quella di partenza. Anche il numero complessivo di fermate e incroci dell’intera tratta è elevato e quindi viene vanificato a priori l’aspetto principale di questi convogli: la velocità.
  • Proprio partendo da questi presupposti la linea non risulta granchè competitiva, a livello di tempi, con un tragitto eseguito su una vettura privata o uno scooter specie per il percorso da capolinea a capolinea (un’ora ca. con assenza di traffico agli incroci) e quindi poco appetibile da chi dovrebbe lasciare il mezzo privato a favore di quello pubblico.
  • E’ un mezzo di trasporto “unico” che non fa rete con nessun altro della flotta del Comune di Roma: non è un tram, non è un treno, non è una metropolitana, non è un  autobus, non è un filobus. Ha bisogno quindi di proprie vetture, di proprie rotaie, di una propria centrale di trasformazione della corrente elettrica, di una propria linea di corrente, di proprie risorse umane (macchinisti, meccanici, addetti alla manutenzione). Ma è lecito sperperare tutto questo ben di Dio per una sola linea di 15 km scarsi? Non sarebbe più opportuno ed economico integrarla nell’attuale rete tranviaria esistente?

Esempio n.3

A Zermatt,  ai piedi del Cervino, hanno deciso di pavimentare le strade sperimentando l’idea di un’azienda scozzese, la MacRebur, che ha ideato un procedimento per miscelare sostanze plastiche derivate dal ricicli (lo 0,3%) al bitume.

I vantaggi sarebbero enormi perchè a fronte di un limitatissimo rischio di inquinamento ambientale si potrebbero smaltire decine e decine di migliaia di tonnellate di materie plastiche altrimenti difficilmente riciclabili. In più il composto utilizzato risulterebbe più elastico e resistente rispetto a quelli tradizionali.

Il servizio originale andato alla Televisione Svizzera

Troppa plastica? A Zermatt ci fanno le strade

Sorgente: Troppa plastica? A Zermatt ci fanno le strade

 

 

Il mondo dei sogni e la dura realtà di via Giolitti – raccolta firme per fermare temporaneamente il “trenino” a Porta Maggiore

Ecco come dovrebbe diventare nei progetti, ma più realisticamente nei sogni,  la  linea Laziali Centocelle a via Giolitti. Chi la vorrebbe così non conoscendo appieno le criticità della strada dovrebbe saper ascoltare e valutare le istanze di chi ci vive, ci lavora o ha conoscenze che purtroppo molti amministratori e progettisti non hanno, e non trincerarsi dietro stereotipi improponibili o delle crude valutazioni di costi e ricavi.

Creare dei progetti che costano centinaia di milioni di euro alla collettività senza conoscere la storia e i monumenti di via Giolitti ci sembra francamente inaccettabile: qui non si tratta di costruire un plastico per i trenini elettrici ma di avere a che fare con la storia millenaria, la cultura e il benessere dei cittadini.

Nel corso di numerosi incontri e numerose discussioni i fautori di questa linea non hanno mai tenuto nel giusto conto questi dati oggettivi:

  • Documenti ufficiali dell’ENEA comprovanti senza ombra di dubbio che il cd. Tempio di Minerva Medica (ma anche i palazzi vicini e la chiesa di Santa Bibiana) è sottoposto a vibrazioni con dei valori elevatissimi, tali da metterne a repentaglio  la sua stessa struttura, a causa esclusivamente del passaggio dei convogli della suddetta linea ferrotranviaria. (vedi doc.1, doc.2, doc.3)
  • Documento ufficiale dell’ISPRA comprovante la natura particolare del sottosuolo di via Giolitti in maniera specifica dalla chiesa di Santa Bibiana a Porta Maggiore popolato da numerosi “sinkholes antropogenici” (“cavità sotterranee”) vedi
  • L’esistenza di una precisa legge dello Stato Italiano che impone delle distanze minime tra rotaie ed edifici (a maggior ragione se si tratta di monumenti di così grande valore) vedi.
  • L’articolo della Costituzione Italiana (il nono vedi) che indica come lo Stato debba preservare il paesaggio e il patrimonio artistico e monumentale della Nazione in maniera che possa essere fruito dal singolo cittadino così come da gruppi interessati. E il cd. Tempio di Minerva Medica è chiuso al pubblico da oltre un secolo a causa di questa ferrovia.
  • La carreggiata a senso unico adibita al traffico veicolare accanto al monumento larga appena 3,6 m e quindi ai limiti della legge che prescrive 3,5 m di larghezza minima (riducibili a 3,25 m) per il passaggio dei mezzi di soccorso e dei mezzi pubblici collettivi. Ciò impedisce qualsiasi spostamento significativo delle rotaie (vedi REGOLAMENTO VIARIO E CLASSIFICA FUNZIONALE
    DELLE STRADE URBANE DI ROMA CAPITALE pag. 54)

Basterebbero (e avanzerebbero) queste considerazioni per porsi dei seri dubbi sull’opportunità di continuare a far passare questi convogli a  pochi cm. da  monumenti così importanti ma i fautori di questa linea ferrotranviaria  continuano imperterriti a sminuire o addirittura ad ignorare questi fatti e ad indicare esempi di realizzazioni in altre città che sono assolutamente improponibili per la situazione presente a via Giolitti.

Prendiamo, ad esempio, quello che è stato fatto a Nizza, bellissima città del sud della Francia ma non paragonabile neppure lontanamente a Roma. Analizziamo questa fotografia

Innanzitutto c’è un percorso perfettamente rettilineo dei binari, marciapiedi su ambedue i lati della strada di circa 3/4 metri di larghezza, superficie rotabile su prato larga circa 7 metri, spartitraffico su prato e con alberi largo almeno 3 metri, strada per il traffico veicolare a doppio senso di circolazione (almeno altri 8 metri) e infine nessun traliccio a lati della strada . A chi non piacerebbe una realizzazione del genere? Ma per realizzarla occorre lo spazio necessario, e non è certo via Giolitti la sede più idonea per un progetto del genere.

Guardate ora questa foto: sapete quanto è la distanza tra il monumento e il palazzo di fronte? 0,78 m il passaggio pedonale + 3,6 m la carreggiata per il traffico veicolare + 6,4 m la parte adibita ai binari e in un punto nulla più per cui in totale 10,78 m tra il muro del palazzo e il muro del cd Tempio di Minerva Medica!

E analizziamo poi gli edifici di Nizza accanto alle rotaie: edilizia di fattura abbastanza recente (50-60 anni al massimo) nella quasi totalità in cemento armato (e quindi molto più resistenti alle vibrazioni) e di scarso valore architettonico eppure c’è stata un’attenzione notevole sotto l’aspetto paesaggistico. Niente di lontanamente paragonabile alla situazione di via Giolitti con uno dei monumenti più importanti di Roma Antica databile intorno al 250 d.C. e quindi con ben 1800 anni sulle spalle (senza considerare la chiesa di Santa Bibiana, opera del Bernini del 1625, sullo stesso percorso).

Ma non basta perchè di fatto il cd. Tempio di Minerva Medica è in mezzo alla strada (vedi foto accanto, cliccare per ingrandirla)  e obbliga il cosiddetto “trenino” ad una curva  a bassissimo raggio  ostruendo di fatto la visibilità  in maniera da infrangere delle precise regole per la sicurezza ferrotranviaria: ci siamo divertiti a fare un fotomontaggio per ricreare una situazione simile a quella di via Giolitti a Nizza e secondo voi  i tecnici francesi non avrebbero pensato a un itinerario alternativo?

Dobbiamo aspettare che crolli una porzione del monumento appena restaurato (ma ancora chiuso) o che si apra un’ennesima voragine sotto i binari perchè finalmente si riesca a ragionare?

Ecco l’unica tavola del mega progetto della ferrovia Termini Tor Vergata che siamo riusciti ad ottenere

Dal 19 febbraio scorso l’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino ha iniziato la raccolta di firme per attestare il capolinea della linea Laziali Centocelle a Porta Maggiore in attesa di conoscere e poter valutare il progetto definitivo dell’opera. Valutando le difficoltà amministrative e i tempi (lunghi) di una eventtuale realizzazione non è pensabile che la situazione attuale possa proseguire ancora per anni continuando ad arrecare danni ai monumenti e mantenendo tutte le altre criticità. Ecco il testo che vi preghiamo di leggere attentamente