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La disciplina del traffico e le deviazioni dei mezzi pubblici per la rievocazione del miracolo della neve a S. Maria Maggiore

Evento particolare – Roma – Zona Esquilino: Piazza di San Maria Maggiore strade chiuse al traffico causa evento particolare dalle 18:00 del 5 agosto 2017 alle 23:59 del 5 agosto 2017
-Piazza dell’Esquilino nel tratto e verso compreso tra Via Cavour e Via di Santa Maria Maggiore
-Via di Santa Maria Maggiore nel tratto compreso tra Via Cavour e Via Liberiana
-Via Liberiana
-Via San Giovanni Gualberto
-“Rievocazione storica del Miracolo della Madonna della Neve all’Esquilino”

Dalle 20,30 otto linee del trasporto pubblico dovranno cambiare percorso, i collegamenti C3, 16, 70, 71, 360, 590, 649, 714.

Considerazioni su una vecchia fotografia del 1890

Foto tratta dall’archivio di “Roma Ieri ed Oggi”

In quasi tuttte le fotografie  il cd. Tempio di Minerva Medica veniva e viene ripreso dalla parte di via Giolitti (e non fa eccezione neanche il modernissimo Google Maps) ed è quindi una rarità vederlo dalla parte opposta specie in una foto scattata nel lontano 1890. Aldilà dei pensieri romantici che un’immagine vintage come questa può suscitare, in realtà si possono considerare alcuni fatti che si manifestano in tutta la loro evidenza.

    • Immagine n.1

      Fin dalla costruzione della prima ferrovia da e per la Stazione Termini nel 1860 ca., i progettisti si tennero a una distanza di circa 20 metri dal monumento, distanza che è rimasta praticamente invariata nei decenni e ancora oggi è possibile riscontrare da una foto tratta da Google Maps (immagine n.1). Tale accortezza venne drasticamente rigettata quando nel 1911 venne creata la Ferrovia Roma Fiuggi che passava e passa tuttora a una distanza minima dal Tempio di Minerva Medica (vedi la medesima immagine). A tal proposito

      Immagine n.2

      vorremmo anche evidenziare come i  tecnici che nei primi anni del ‘900 progettarono le prime linee tranviarie della città di Roma evitarono accuratamente di far passare i  tram accanto al monumento in questione (l’immagine  n.  2  è un particolare della pianta di Roma pubblicata dal Genio Civile nel 1911 con tutte le linee tranviarie realizzate fino a quel momento).

    • Anche se all’epoca della foto   del 1890 non esistevano fabbricati dalla parte del cd. Tempio  di Minerva  Medica a via Giolitti  (allora viale Principessa Margherita) erano senz’altro previsti dal Piano Regolatore esistente. Ma indipendentemente da ciò i progettisti delle prime linee ferroviarie che arrivavano e partivano dalla Stazione Termini si preoccuparono di costruire un terrapieno su cui posizionare i binari (facilmente riconoscibile nella foto d’epoca in basso a destra) evitando di posare le rotaie sul terreno senza una specifica preparazione che attutisse le vibrazioni che erano causate dal passaggio dei treni e che lo rendesse più compatto e resistente al peso dei convogli. Anche  in questo  caso  chi  progettò la Roma Fiuggi se ne infischiò di tutto ciò e  si costruì la ferrovia direttamente sulla strada senza alcuna preparazione preventiva pur ben sapendo che il luogo era di natura particolare, pieno cioè dei cosiddetti “Sinkhloles Antropogenici” cioè delle cavità  sotterranee  originate dalle cave  conosciute già in età pre romana e dai numerosissimi fabbricati e monumenti che caratterizzavano l’Esquilino  in epoca imperiale, prima distrutti per ricavarne materiale da costruzione e successivamente interrati. Non è affatto un caso che nel corso di questo ultimo secolo, da quando è partito il servizio di questa linea ferroviaria si siano aperte numerose voragini sotto le rotaie: le ultime in ordine di tempo nel 2010 e nel 2014 (Il Messaggero, Roma Today la voragine del 2010)
    • Immagine n.3

      Anche una persona a digiuno di qualsiasi cognizione tecnica al solo vedere il cd. Tempio di Minerva Medica avrebbe pensato che la parte verso via Giolitti  fosse quella con i maggiori problemi statici visti i crolli che avevano caratterizzato il monumentio nel 1829 in occasione di una forte scossa tellurica. Ed il fatto che mancassero completamente non solo la porzione di cupola ma anche le arcate che la sorreggevano (nella foto il monumento ritratto ai primi del ‘900) doveva far pensare che non era il caso di esporlo ad altre sollecitazioni di natura statica. Ma così non fu, e vinsero le considerazioni economiche che portarono alla costruzione della ferrovia da parte di un privato (ing. Clementi) la cui  premura era quella di creare una linea che trasportasse il materiale per  la posa in opera dei sampietrini,  le maestranze addette al carico e allo scarico dei questa merce e gli operai specializzati per preparali e   posizionarli sulle strade. Solo negli anni ’20 quando la società privata che la gestiva fallì, la proprietà della ferrovia passò all’amministrazione pubblica.

Ora, nonostante che in un secolo questa ferrovia nel tratto Porta Maggiore – Stazione Laziali abbia prodotto dei danni incalcolabili a persone (invivibilità per rumori e vibrazioni e per decenni danni ambientali  tuttora visibili) e a cose (monumenti e palazzi con crolli e crepe),  dopo 15 anni di  assicurazioni delle amministrazioni comunali precedenti (“appena pronta la Metro C la Laziali Giardinetti scomparirà”) quella attuale vorrebbe non solo mantenerla ma addirittura farla arrivare alla Stazione Termini. E tutto  questo ben conoscendo i problemi che   questa linea causa non solo ai residenti del tratto di via Giolitti preso in considerazione ma anche a chi abita nei palazzi di via Prenestina situatti appena prima Porta Maggiore. E’ evidente che le parole del Presidente della Commissione Mobilità del Comune di Roma Enrico Stefano pubblicate su Facebook nei giorni scorsi

…”Le pedonalizzazioni producono ovunque solo benefici per tutti, dal punto di vista sociale, ambientale,
economico, di qualità della vita, dei valori immobiliari.”
non valgono per gli abitanti di via Giolitti che forse  perchè  brutti e cattivi sono costretti a convivere con scosse telluriche perenni e rumori assordanti che minano la salute e deprezzano il valore degli immobili.

Le sorprese del passato: la rete tranviaria creata a Roma per l’Esposizione Universale del 1911

E’ passato più di un secolo da quando nel 1911 in occasione dell’Esposizione Universale di Roma venne creata una rete tranviaria per dare la possibilità ai visitatori che arrivavano da ogni parte del mondo  per questo evento, di spostarsi rapidamente e comodamente non solo tra i vari luoghi dedicati alle mostre e agli allestimenti, ma anche per visitare i monumenti più rappresentativi della città eterna. Ovviamente si partì da zero visto che i primi tram elettrici videro la luce solo negli ultimi anni del secolo XIX e  si pensò anche all’importanza pubblica successiva del progetto che avrebbe fatto di Roma una città all’avanguardia per il trasporto   su rotaia in superficie. Il Rione Esquilino per la sua valenza di quartiere urbanisticamente moderno per quell’epoca e per i suoi lunghi viali rettilinei si prestava a meraviglia per questo nuovo tipo di mobilità e difatti già allora risultava in assoluto una delle zone meglio servite e collegate di tutta Roma. Però guardando l’immagine seguente (cliccare per ingrandirla) che è un particolare della pianta di Roma del Genio Civile  pubblicata nel 1911 ci si accorge come i progettisti, che, ripetiamo, partirono da zero e lavorarono nei primissimi anni del ‘900, preferirono utilizzare quasi tutti gli assi longitudinali del Rione (via Merulana, via di Santa Croce in Gerusalemme, un tratto di via E. Filiberto, via di Porta Maggiore, via Principe Umberto) eccetto l’attuale via Giolitti (allora viale Principessa Margherita). Un caso? O più precisamente un atto di rispetto per il cd. Tempio di Mineva Medica dato che, nonostante l’assenza  di palazzi a quell’epoca nel tratto via Micca – Porta Maggiore,  non poteva essere spostato e obbligava i tram a una curva troppo pronunciata e un passaggio troppo ravvicinato al monumento.

Un’immagine del cd. Tempio di Minerva Medica prima che fosse costruita la ferrovia Roma Fiuggi

Ci si chiede per quale motivo negli anni immediatamente successivi si permise alla  linea Roma Fiuggi tra l’altro costruita da privati oltretutto promiscua (trasportava persone e  merci in particolare i cosiddetti selci per farne sampietrini) di utilizzare anche quest’ultimo viale e costringere alla chiusura (e al progressivo abbandono a causa dei continui micro crolli) il cd. Tempio di Minerva Medica. Ci piacerebbe conoscere quante “teste” saltarono prima di trovare qualcuno che fosse d’accordo con questo sconcio e desse il permesso di realizzarlo. Tra l’altro la storia di questa ferrovia è un continuo susseguirsi di fallimenti e di passaggi di proprietà, un caso anche questo? E ai giorni nostri la Regione Lazio sta facendo di tutto per regalare (e sottolineiamo questa parola) la proprietà al Comune di Roma perchè non ne vuol più sapere di questa linea mentre pensa a notevoli investimenti  per  le altre ferrovie regionali (Roma Lido e Roma Viterbo) e ai trasporti su gomma con l’acquisto di nuovi autobus per centinaia e  centinaia di milioni di euro. Tutti pazzi?

Oggi, al termine di un restauro lungo, difficoltoso e costoso la situazione del Tempio di Minerva Medica a causa della ferrovia è questa : passaggio pedonale interrotto (mai che sentissimo qualcuno di tutti quelli a cui sta a cuore la pedonalizzazione delle aree più significative di Roma elevare una protesta nei confronti delle autorità per questo autentico sconcio), turisti disorientati di fronte a tanta bellezza ma del tutto negata perchè permane la chiusura del monumennto (e chissà fino a quando)

Per chi avesse la curiosità di  conoscere le linee tranviare anche negli altri quartieri e rioni nella Roma  del 1911 e le antiche numerazioni dei tram  ecco il link. Rimarrete stupiti nel vedere che già allora erano state concepite e realizzate delle linee  che dovrebbero essere ripristinate nei prossimi anni.

30 aprile 2017: Torna il tram storico 907 a Porta Maggiore

Il GRAF, in collaborazione con ATAC SpA – Azienda per la Mobilità, organizza un’escursione sulla rete tramviaria di Roma con la storica elettromotrice 907 di nostra proprietà.

L’escursione è prevista per domenica 30 aprile 2017; si percorrerà l’itinerario fino a Piazza Risorgimento; poiché i posti sull’elettromotrice sono limitati come consueto a 28 per gruppo (14 seduti), al fine di consentire la partecipazione ad un più ampio numero di persone sono previsti tre turni distinti, secondo il seguente programma:

Gruppo A:
appuntamento a Piazza di Porta Maggiore h 9.45
partenza con tram 907 h 10.00
arrivo a Piazza Risorgimento h 11.00

Gruppo B:
appuntamento a Piazza Risorgimento h 10.50
partenza con tram 907 h 11.05
arrivo a Piazza Galeno h 11.35,
breve sosta per fotografie, partenza da Piazza Galeno h 11.40
arrivo a Piazza Risorgimento h 12.10

Gruppo C:
appuntamento a Piazza Risorgimento h 12.00
partenza con tram 907 h 12.15
arrivo a Piazza di Porta Maggiore h 13.15
Le prenotazioni si accettano fino ad esaurimento posti. Si chiede ai Soci interessati a partecipare all’escursione di contattare Edoardo Franchi (e-mail all’indirizzo tram907@graftreni.it specificando, oltre ai nominativi, il numero dei posti richiesti ed il gruppo di preferenza). E’ richiesto un contributo spese pari a 4,00 € a persona per i Soci (per i non Soci 7,00 € adulti, 12,00 € speciale coppie, 4,00 € ragazzi da 11 a 15 anni), da pagare direttamente al momento di salire sul tram. I bambini fino a 10 anni viaggiano gratis.

Dalle 10,30 deviate/limitate 30 linee nel I Municipio

Questa mattina dalle 10,30 alle 12 avrà luogo la Corsa per la Memoria, con partenza e arrivo a Portico d’Ottavia. Si tratta della prima edizione di una manifestazione che attraverso lo sport vuole ripercorrere i momenti che hanno segnato la tragedia delle persecuzioni nel corso della II Guerra Mondiale.
Al percorso non competitivo di 10 chilometri si aggiunge una passeggiata di 3,5 chilometri, passando per piazza Venezia, via dei Fori Imperiali, il rione Monti tra via Cavour e piazza degli Zingari, via Merulana, piazza Vittorio, viale Manzoni, via Tasso, via Labicana, piazza del Colosseo, via San Gregorio, viale Aventino, via Marmorata, Testaccio, lungotevere Aventino, piazza Bocca della Verità, via Petroselli e Portico d’Ottavia.
Tra le 10,30 e le 12, le linee che potrebbero essere deviate, anche con la temporanea disattivazione dei capolinea, saranno: H, 3, 8, 16, 23, 44, 51, 63, 70, 71, 75, 81, 83, 85, 87, 118, 130, 160, 170, 280, 360, 590, 628, 649, 673, 714, 715, 716, 780, C3.

Riflessioni sull’incontro “Liberi di Muoversi” organizzato dal Primo Municipio il 14 dicembre 2014

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Breve sunto dell’incontro del 14 dicembre organizzato dal 1° Municipio:” Liberi di muoversi“. Tra gli invitati anche l’Assessore Linda Meleo ed Enrico Stefàno. Proprio perché contavamo sulla presenza dei due esponenti capitolini, con Mauro Vetriani abbiamo pensato di parteciparvi, sperando di poter esporre la questione trenino e tutto ciò che già sapete.Invece del Comune non si è presentato nessuno.
La Presidente del Municipio ha lamentato le difficoltà che incontrano nei rapporti conil Campidoglio. Vorrebbero occuparsi e cercare di risolvere i gravi problemi del traffico cittadino in modo fattivo.
Tutti gli intervenuti hanno rivendicato un maggiore spazio per le iniziative del Municipio.

Questo è solo il primo di altri incontri che ci saranno nei prossimi mesi.Tema centrale è stata la proposta di “realizzare una rete ciclabile con infrastruttura digitale,integrata da un servizio di bike sharring; la realizzazione di piccole aree e brevi tratti stradali pedonali; l’estensione delle aree con zone 30 e ancora la revisione delle discipline di traffico e sosta con la creazione di corridoi ciclabili che le colleghino creando una rete.”

Non c’è stato dibattito e non è stata data la parola ai presenti.Abbiamo lasciato copia del nostro documento alla Presidente Alfonsi e abbiamo preso i contatti con l’ingegnere Emilio Cera il tecnico consulente della mobilità del 1° Municipio.

Abbiamo appreso dall’Ass.re della mobilità della Regione Lazio Michele Civita che la Regione ha ceduto la concessione della linea ferroviaria Laziali- Centocelle al Comune di Roma.

Credo che dopo le feste natalizie dovremmo incontrarci e decidere insieme le iniziative da intraprendere.

Intanto auguro a tutti voi buone feste con l’auspicio che il prossimo anno ci sorrida e ci regali buoni frutti.

Un affettuoso saluto

Dina Capozio


“La differenza tra te e me”. Lettera aperta a Linda Meleo e Enrico Stefàno.

Cittadini Re di Roma

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Chi ci segue e ci conosce sa come la pensiamo. Da anni andiamo scrivendo che il male di questa città è un sistema di mobilità che uccide il territorio e i suoi cittadini, con effetti negativi diretti e indiretti sulla salute, sulla qualità della vita, sulla economia.

Il gesto ormai sdoganato di “lasciare la macchina in doppia fila per 5 minuti ma con le 4 frecce” uccide molto di più di una coltellata al cuore. Perché presuppone un totale asservimento e una totale accettazione della ineluttabilità dell’automobile in una città dove invece le auto andrebbero centellinate e calmierate, se non in alcune zone addirittura eliminate. Quando prendiamo la nostra auto ci sentiamo autorizzati a fare qualsiasi cosa, oltrepassare i limiti di velocità, fare manovre azzardate per accelerare i tempi di percorrenza e bruciare i semafori, venire alle mani con il primo che ci capita a tiro perchè non sta…

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Relazione sull’incontro del 12 ottobre con Enrico Stefàno

Relazione sull’incontro del 12 ottobre con Enrico Stefàno, Presidente della Commissione Capitolina Mobilità e alcuni rappresentanti dell’Associazione Abitanti Via Giolitti – Esquilino

Tema dell’incontro: mobilità e trenino Laziali- Centocelle.

Durante l’incontro si sono affrontati diversi aspetti del traffico e della mobilità  del Rione Esquilino legati all’area Sud- Est della città.  A nostro avviso il perno di ogni cambiamento e innovazione deve partire dalla linea C della Metropolitana che entro la prima metà del prossimo anno arriverà a S. Giovanni.

Altro aspetto imprescindibile e che non consente più rinvii è la grave situazione in cui versa la linea del trenino. E’ sotto gli occhi di tutti lo stato penoso e di grave pericolo in cui sono ridotti i binari e i vagoni che ormai si avviano a compiere un secolo.

Ci è stato detto che questa linea andrà a morire per naturale consunzione anche perché non ci sono neppure in commercio i pezzi di ricambio.

La posizione di fondo di Stefàno è quella di privilegiare il trasporto su rotaie e quindi di non abbandonare la sede tranviaria, magari sostituendola con treni più moderni.

Gli abbiamo fatto notare che parallelamente a Via Giolitti ci sono i tram della linea 5 e 14 che in pratica sono un doppione di tramvia e che porta sino a Termini.

Per ora si è in una fase di analisi e studio di un progetto ben ragionato e che sappia collegare, potenziare, migliorare e ampliare ciò che già esiste con quanto sarà realizzato.

Pertanto abbiamo chiesto di essere puntualmente informati sui piani che intende realizzare l’Amministrazione e che ci sia il consenso delle cittadine e cittadini delle aree coinvolte.

Registriamo di aver incontrato un interlocutore disponibile e consapevole della necessità di affrontare questa situazione con impegno e insieme ai residenti.

Poiché siamo consapevoli delle lungaggini che comunque sono sempre presenti, e siamo anche molto consapevoli dello stato di pericolosità e di gravi rischi che si corrono facendo ancora circolare questi treni su Via Giolitti, per accelerare i tempi abbiamo pensato di mettere insieme una documentazione costituita da fotografie della tramvia, delle crepe nei muri delle nostre case, di interventi di consolidamento, o resi necessari in seguito alle vibrazioni, e di portarli ai vari uffici sia del Comune, ma anche ai Vigili del Fuoco per chiedere di attestare i treni a Porta Maggiore.

Prima del prossimo incontro con Stefàno faremo una riunione dell’Associazione, nel frattempo diamoci da fare a mettere insieme tutta la documentazione possibile.

Un saluto

Dina Capozio

Presidente dell’Associazione Abitanti di via Giolitti Esquilino

Domenica 18 settembre 2016 “In viaggio con la storia – 10 anni di tram 907”

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Il GRAF, Gruppo Romano Amici della Ferrovia, in collaborazione con ATAC SpA ed il polo museale ATAC, promuove domenica 18 settembre 2016 durante la settimana europea della mobilità 2016 ed in occasione dei dieci anni dalla fine del restauro della storica vettura, promuove la giornata-evento dedicata al “Tram 907”, il più anziano tram ancora in circolazione in Roma.

La manifestazione si svolgerà secondo il seguente programma, con corse riservate del tram storico 907 lungo l’itinerario Porta Maggiore – Porta San Paolo, soste fotografiche nei punti più scenografici della rete, e visita guidata presso il Polo Museale ATAC di Roma Porta San Paolo, dove sono esposti rotabili che hanno prestato servizio su tutte le principali linee ferroviarie e tramviarie di Roma e Provincia.

Si avranno quattro gruppi con i seguenti orari:

Gruppo A 

  • appuntamento a p.zza di Porta Maggiore h 9.45 
  • partenza con tram 907 h 10.00 
  • arrivo a Porta San Paolo h 10.40 
  • inizio visita polo museale ATAC h 10.50 
  • fine visita polo museale ATAC h 11.45

Gruppo B 

  • appuntamento al polo museale ATAC di Porta San Paolo h 9.45 
  • inizio visita polo museale ATAC h 10.00 
  • fine visita polo museale ATAC h 10.40
  • partenza con tram 907 da Porta San Paolo h 10.50 
  • arrivo a p.zza di Porta Maggiore h 11.45

Gruppo C 

  • appuntamento a p.zza di Porta Maggiore h 11.30 
  • partenza con tram 907 h 11.45 
  • arrivo a Porta San Paolo h 12.20 
  • inizio visita polo museale ATAC h 12.30 
  • fine visita polo museale ATAC h 13.25 

Gruppo D 

  • appuntamento al polo museale ATAC di Porta San Paolo h 11.10 
  • inizio visita polo museale ATAC h 11.25 
  • fine visita polo museale ATAC h 12.20 
  • partenza con tram 907 da Porta San Paolo h 12.30 
  • arrivo a p.zza di Porta Maggiore h 13.10

Il programma è strutturato quindi in una corsa in tram e la visita al museo.

Il personale di condotta è fornito da ATAC SpA.

Le spese di esercizio della circolazione del tram storico sono sostenute dal GRAF e, pertanto, ai fini della partecipazione libera è richiesto un contributo di € 7 per gli adulti e € 4 per i ragazzi tra 11 e 15 anni ed i soci GRAF e €12 per le coppie.

Si prega di prenotare inviando una mail a: tram907@graftreni.it

Indicando nome, la preferenza per il gruppo e il numero di posti

Di nuovo problemi seri per la linea Laziali – Centocelle

Nuovo  serio problema ieri a Piazzale Labicano per la linea Laziali Centocelle. Stavolta è parzialmente deragliato (svio treno) un convoglio, ecco alcuni tweet relativi all’accaduto :

Ed ecco una fotografia dell’inconveniente

Non  ci stancheremo mai di chiedere alle autorità competenti di evitare queste  assurde situazioni (ore di disservizio e disagi vari) e i pericoli oggettivi  che corrono i viaggiatori, dal momento che è il secondo incidente serio in  poco più di un mese e   sempre nel medesimo  punto (praticamente vicino agli archi di Porta  Maggiore), decidendo una volta per tutte di dismettere la ferrovia da  Piazzale Labicano  in poi nel verso della Stazione Termini ed di abbracciare senza indugi il progetto della Circolare Sud con il nodo di interscambio presso la costruenda stazione Pigneto. Sarebbe finalmente un atto di civiltà nei confronti di residenti esasperati, monumenti minacciati, viaggiatori  trascurati e per la risoluzione di problemi mai risolti  e sempre taciuti . Che senso ha continuare ad erogare un   pessimo servizio che ormai non ha eguali neanche nel terzo mondo con tutto quello che ne consegue?  Per quanto riguarda gli investimenti ricordiamo che la Regione Lazio ha già stanziato la sua parte per quanto riguarda la prima fase della costruzione della stazione del Pigneto ( che comprenderebbe anche  i lavori  per la  trasformazione  della ferrovia in oggetto in   tranvia   denominata appunto “circolare sud”) e pensiamo che un progetto del genere, moderno, modulare, rispettoso dell’ambiente e dei monumenti, complementare alla Metro C e non alternativo come risulterebbe una metropolitana di superficie con lo stesso percorso, sarebbe finalmente una risposta sensata per ridurre in maniera significativa il traffico privato nel settore est di Roma e ridonare una nuova vita a una piazza e una via che aspettano interventi  urbanistici da oltre   un secolo.