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E’ online il nuovo sito di Metrovia: tutti i chiarimenti sul progetto di una mobilità sostenibile per la città di Roma

All’inizio di quest’anno abbiamo pubblicato (e apprezzato) il progetto di Metrovia relativo alla riqualificazione di un luogo importante come Porta Maggiore. Ma Metrovia offre molto di più: è una vera e propria rivoluzione nella mobilità sostenibile urbana. La cura del ferro in una visione strategica e fattibile senza progetti faraonici ma puntando a utilizzare ed ottimizzare le strutture già esistenti e un programma di investimenti mirato a una vera strategia di interconnessioni e nodi di scambio. Tutto questo in un ottica di preservazione e, dove necessario, di rivalutazione del patrimonio monumentale e storico della città di Roma.

Nel nostro Rione non solo il bellissimo progetto di riqualificazione di Porta Maggiore e via Giolitti ma, finalmente, anche un piano di decongestione della Stazione Termini che invece i piani del PUMS mirano ad accentrare con nuove linee “Terminicentriche”

Ecco l’annucio su twitter e di seguito alcune tavole descrittive dell’attuale situazione dei trasporti su ferro nella città di Roma e come potrebbe cambiare con il progetto Metrovia.

 

Il nuovo sito Metrovia

I complimenti fanno sempre piacere, a maggior ragione quando arrivano per una buona causa

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un post (vedi) commentando in termini più che positivi il progetto di Metrovia relativo alla riqualifcazione di Piazza Porta Maggiore con la semplificazione dei tracciati tranviari e la creazione di una vasta area archeologica.

Ci fa piacere che gli ideatori del progetto ci abbiano menzionato commentando il nostro post con queste parole “l’approccio Metrovia trova una definizione perfetta.”

Il nostro sogno è passare dalle parole ai fatti e ridare a tutta la zona in questione quella dignità che diverse scellerate scelte del passato le hanno tolto.

Vorremmo anche ripresentare (vedi post) un brevissimo filmato della serie “Esquilino Tales – Master in comunicazione dei Beni Culturali” dal itolo “Passaggio” creato da Margherita Stisi. Il filmato, pur nella sua brevità, mette a nudo due aspetti negativi dell’attuale situazione di Porta Maggiore: il continuo passaggio di tram  intorno e attraverso il monumento e la mancanza totale di una illuminazione notturna.

Un progetto di Metrovia per l’area di Porta Maggiore e via Giolitti finalmente rispettoso dei tesori archeologici della zona

Innanzitutto una doverosa premessa: Porta Maggiore è il principale nodo tranviario di tutta Roma, non esiste alcun altra zona della città che veda il passaggio di tante linee di tram. E non solo nell’attualità ma anche nel PUMS il documento programmatico per la mobilità sostenibile del Comune di Roma. Ecco l’immagine del documento relativa a tutte le linee tranviarie che dovrebbero essere ideate nei prossimi anni in tutta Roma. Il centro nevralgico non è la Stazione Termini o un’altro luogo ma rimane Porta Maggiore con tutti i problemi che ne conseguono.

E questa è stata una scelta fatta nei decenni scorsi quanto mai discutibile (vedi foto accanto con le devastazioni all’area archeologica apportate per la posa dei binari) perchè il luogo in questione è un sito archeologico di eccezionale importanza e bellezza soffocato non solo dall’incessante traffico veicolare ma anche dal passaggio dei numerosissimi tram intorno e attraverso la porta. Purtroppo il PUMS non solo non cerca di migliorare la sitazione, ma, se possibile, addirittura la peggiora

E proprio partendo da questi presupposti che nasce il progetto di Metrovia, aumentare l’offerta dei mezzi pubblici su rotaia ma riqualificando la zona, semplificando e unificando i tragitti tranviari, limitando e ordinando il traffico veicolare e creando di fatto un parco archeologico di grande interesse e bellezza. Insomma un vero progetto che coniuga mobilità ed urbanistica. Ecco il filmato di Metrovia.

Per maggior chiarezza pubblichiamo anche due filmati esplicativi della linea che secondo il progetto Metrovia viene chiamata T1 che  non solo prenderebbe il posto dell’attuale Laziali Centocelle ma di fatto creerebbe un servizio di mobilità pubblica in grado di collegare numerose zone periferiche del quadrante sud est di Roma completamente prive di trasporti su ferro con il centro della città e con numerosi nodi di scambio. Il utto liberando finalmente via Giolitti.

E’ inutile dire che siamo completamente d’accordo con questa linea progettuale che riprende al 100% tutte le indicazioni, i consigli e le richieste che abbiamo formulato all’attuale amministrazione ma sono cadute nel vuoto : se vogliamo che Roma diventi finalmente una città europea dal punto di vista della mobilità bisogna dar vita a progetti di questo tipo altrimenti si rischia di spendere a vuoto montagne di fondi erogati per il miglioramento del trasporto pubblico ma che di fatto risolvono poco o nulla.

3 dicembre 2020: ramo sulla linea aerea del tram a via di Porta Maggiore. Deviati tram e bus.

Questa la notizia della mattina del 3 dicembre 2020

ma non ci si può meravigliare più di tanto.

Guardate questa fotografia: sempre a via di Porta Maggiore un albero è stato potato alla fine di agosto e i rami con gli onnipresenti nastri gialli dopo più di tre mesi sono ancora lì in stato di decomposizione insieme a rifiuti vari

Da allora non è venuto più nessuno nè dell’AMA per rimuovere i rami secchi, nè del Servizio Giardini del Comune per potare gli altri alberi. E’ ovvio che alle prime piogge  e alle prime folate di vento autunnali quei pochi poveri alberi rimasti (ndr. sono più gli alberi tagliati negli anni scorsi e mai ripiantati che quelli rimasti) abbiano avuto dei problemi. Segnaliamo che ormai è un fatto ricorrente quasi ogni anno di questi tempi (la foto seguente  è di ottobre 2018 ed stata scattata a via di Porta Maggiore)

e fortunatamente non ci sono stati mai feriti ma solo danni a cose e, ovviamente, disagi per la chiusura della via per sgomberare la strada dai rami caduti. Purtroppo temiamo che ci sarà il solito film già visto con il taglio di altri alberi per motivi di sicurezza senza che nessuno pensi mai  a ripiantarli. Addirittura su questo blog c’è un post analogo  sempre relativo agli alberi di via di Porta Maggiore del 2009 (vedi)!!!

Per questo nei giorni scorsi alcuni cittadini del Rione si sono dati da fare per piantare a proprie spese alcuni alberi in vie limitrofe a via di Porta Maggiore perchè stanchi di aspettare il Comune dopo anni ed anni di inutile attesa

Questo è il link su Facebook

https://www.facebook.com/groups/seidellesquilinose/permalink/1833425863462197

70 anni e non li dimostra

In questi giorni l’attuale Stazione Termini, costruita per la prima volta a metà dell’ottocento e completamente ristrutturata tra il 1938 e i primi anni del dopoguerra,  compie 70 anni (vedi articolo RailPost) essendo stata inaugurata ufficialmente il 20 dicembre del 1950. Il filmato dell’Istituto Luce (già da noi pubblicato nel 2017) è una fedele testimonianza degli avvenimenti di quel giorno

Divenuta l’hub più importante d’Italia per le comunicazioni ferroviarie nonchè il principale terminal per la mobilità pubblica locale si appresta ad ulteriori cambiamenti e ammodernamenti che vedranno la luce nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

Per celebrare questo anniversario le FS hanno pubblicato alcuni brevi   ma interessanti filmati sull’account Facebook RailPostFS e avviato la condivisione di immagini scattate nella Stazione con i seguenti hastag #TERMINI70 e #RAILWAYheART

Via Giolitti: non solo i monumenti dimenticati ma pure le rotaie abbandonate e senza manutenzione

Nei giorni scorsi c’è stato un grave incidente a via Labicana, un tram è deragliato ed è andato a finire contro un autobus e due autovetture. Fortunatamente nonostante la gravità dell’accaduto c’è stato solo un ferito serio (il conducente dell’autobus). Di seguito il post di “Leggo” apparso   su Facebook.

Non è, purtroppo, la prima volta che succedono incidenti di questo tipo infatti meno di un anno fa il giornale “La Repubblica” registrò questo video per un analogo deragliamento di un tram.

Ancora una volta la scarsa manutenzione delle rotaie ha causato incidenti che solo per fortuna non hanno avuto esiti drammatici. 

Vogliamo documentare ora lo stato dei binari a via Giolitti, tenendo anche presente che negli anni passati si sono aperte numerose voragini sotto le rotaie.

 

Oltre a fare dei proclami trionfalistici sulla tranvia che verrà, non sarebbe il caso di provvedere a un minimo di manutenzione ordinaria per i binari attuali senza aspettare l’incidente?

Raffaello e i suoi insegnamenti poco conosciuti e quindi poco seguiti

Raffaello Sanzio, uno dei più grandi geni della storia dell’umanità, agli inizi del ‘500 scriveva:

“Il confronto con gli antichi deve essere da noi mantenuto vivo e continuo, al fine di poterli eguagliare e magari superare, con nuovi grandi edifici, di nutrire e favorire le virtù, di risvegliare gli ingegni, di dar premio a virtuose fatiche, qui ed oggi. Ma senza distruggere più nulla della bellezza che dai nostri avi abbiamo ereditato. Anzi tutelandola e restaurandola con ogni diligente attenzione. Questo è il nostro grande, immane compito e intento che perseguiremo con ogni severità ed energia.”

 

E’ superfluo dire che il grande pittore urbinate conosceva benissimo il cd. Tempio di Minerva Medica tanto da immortalarlo in una delle Stanze da lui affrescate nel Vaticano.

Poi, dopo diversi secoli, nel secondo dopoguerra, è nata la Repubblica Italiana e con essa  la Costituzione della Repubblica Italiana che relativamente alla cultura e al patrimonio monumentale detta:

Articolo 9

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

All’Esquilino,  abbiamo dovuto sopportare (e sopportiamo tuttora) un simile affronto che da oltre un secolo ha causato (e causa tuttora) problemi strutturali certificati da ENEA e Università Roma 3 ai danni di un monumento di eccezionale valore, bellezza ed importanza come il cd. Tempio di Minerva Medica e ai danni anche dei palazzi limitrofi

dopo che nel 1915 si era consumato lo scempio di distruggere per sempre le mura affioranti del monumento su via Giolitti (vedi immagini successive) per posare i binari della futura ferrovia a scartamento ridotto Roma Fiuggi antenata dell’attuale Laziali – Centocelle. Ricordiamo che dal 1916 (e quindi è più di un secolo) il monumento è chiuso al pubblico. Se ci consentite un momento di sano umorismo possiamo affermare che il cd. Tempio di Minerva Medica è il monumento più sicuro al mondo dato che è chiuso da un epoca anteriore addirittura all’Epidemia Spagnola (1918)

 

Collezione “Roma Ieri ed Oggi”
Collezione “Roma Sparita”

Si pensava che,  in questo momento, ci fossero tutte le possibilità e le risorse per risolvere finalmente una volta per tutte questo problema e ridonare questo splendido esempio di architettura tardoantica alla cittadinanza di Roma e al mondo intero, ma, nell’ attesa degli sviluppi futuri,  il Comune, purtroppo, non fa nulla non solo per eliminare le sollecitazioni al di fuori di qualsiasi norma a cui è soggetto il cd. Tempio di Munerva Medica (vedi convogli praticamente vuoti che passano davanti al monumento senza preoccuparsi di rallentare) ma anche per limitare temporaneamente i notevoli disagi  di chi abita  nei palazzi limitrofi. Qui un filmato dello stato dei binari in prossimità del momumento. E per il futuro che cosa progetta?

 

Una tranvia che di nuovo  passa accanto  al cd. Tempio di Minerva Medica  come l’attuale treno a scartamento ridotto (vedi rendering in 3D nella foto sopra) e che remderà difficoltoso se non addirittura impossibile un accesso sicuro al monumento.

Tralasciamo di riportare ancora una volta le leggi che regolano le norme per la sicurezza dei veicoli su rotaia. Chi volesse può ricrercare e scaricare il DPR 753 del 1980  e leggere con attenzione gli articoli 51 e 61.  Ma qualcuno ci spieghi perchè con pervicace ostinazione si progetti di  far passare una tranvia su doppio binario in una strada larga davanti al cd. Tempio di Minerva Medica meno di 11 metri  e per di più in un tratto curvileneo con una visibilità nulla (il cd. Tempio di Minerva Medica è in mezzo alla strada ed ha un diametro di 26 m e un’analoga altezza) rifiutando  di valutare una qualsiasi alternativa.

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020) & Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020). Foto: Roma, ALTARE DELLA PATRIA – Primi anni del 1900 / 2008.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA 2021.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020) & Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020). Foto: Roma, ALTARE DELLA PATRIA – Primi anni del 1900 /2008.

1). ROMA – Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020) & Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020). Foto:  Roma, ALTARE DELLA PATRIA - Primi anni del 1900 /2008.

Fonte / source:
— Repubblica (05/06/2020).
https://roma.repubblica.it/

2). ROMA – LE TALPE RIPARTONO, MA NON C’È NULLA DA FESTEGGIARE. La delibera per prolungare lo scavo delle gallerie della Metro C fino a piazza Venezia è stata approvata questa notte in Giunta straordinaria. Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Metro C a Piazza Venezia via libera alla Stazione-museo. La Repubblica (05/06/2020) & Salviamo la Metro C / Facebook (04/06/2020). Foto:  Roma, ALTARE DELLA PATRIA - Primi anni del 1900 /2008.

L’iter burocratico iniziato con gli interventi del Ministero dei Trasporti e del CIPE a inizio dicembre 2019 si è concluso. C’è il via libera anche da parte del Comune: le talpe possono infatti ripartire per scavare quei circa 200 m che mancano alla futura stazione Venezia e necessari a…

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Non tutti sono d’accordo sul progetto del Comune relativo alla nuova linea tranviaria Termini Tor Vergata

Da qualche giorno è nato un nuovo gruppo su Facebook “Abitare a Termini” che nutre molte perplessità sul progetto del nuovo tratto della tranvia che dovrebbe collegare la Stazione dei Laziali con la Stazione Termini lungo via Giolitti. Riportiamo il loro appello consigliando di leggerlo attentamente senza preconcetti sperando che non si creino inutili e sterili polemiche come nel passato ma che si apra un serio e fattivo dibattito che tenga presente le ragioni di tutti (senza nessuno escluso) per arrivare a delle conclusioni e soluzioni realmente condivise.

Dal gruppo Facebook ABITARE A TERMINI

SOS Esquilino. Fermiamo il progetto del tram su via Giolitti!
Il progetto dell’Amministrazione comunale relativo alla linea ferroviaria Laziali – Centocelle ha subito in queste ultime settimane un’accelerazione: il progetto di massima, presentato dal Comune di Roma al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per accedere ai relativi finanziamenti, prevede la trasformazione dell’attuale linea ferroviaria (trenino giallo) in tramvia e il prolungamento dell’attuale capolinea dalle Laziali fino a Termini.
I rendering circolati in questi giorni ipotizzano il capolinea a via Giolitti, angolo via Gioberti, praticamente a ridosso degli edifici i cui civici 101, 119, 137 sono residenziali, pubblici e privati. Questo comporterebbe un eccessivo affollamento dei marciapiedi in prossimità di portoni e negozi; il pericoloso aumento delle vibrazioni alle quali gli edifici sarebbero sottoposti, in aggiunta a quelle già provocate dalla metropolitana (edifici che già in passato hanno richiesto interventi di consolidamento, solo in parte realizzati); l’eliminazione di tutti i parcheggi e delle aree di carico e scarico – anche temporanei. Da anni i residenti di via Giolitti lamentano i disagi e i danni causati agli edifici privati e ai monumenti dall’attuale linea ferroviaria. Anziché eliminare tale disagio e avviare un progetto per la riqualificazione della via, l’Amministrazione comunale decide di estendere tale disagio anche all’area di Termini, già gravata da problematiche complesse.
Via Giolitti, primo impatto per chi arriva a Roma con il treno e quindi asse viario di importanza nevralgica anche sul piano dell’immagine della città, avrebbe bisogno di interventi di valorizzazione delle presenze architettoniche e archeologiche, investendo su arredo urbano, verde, riqualificazione commerciale assieme ad un grande impegno a sostegno delle fragilità sociali e per la sicurezza della zona. Una valorizzazione e una riqualificazione urgentemente necessarie, che l’Amministrazione non può rimandare oltre se non vuole calpestare la dignità dei residenti e di tutti gli attori che operano in ambito turistico, culturale, economico e religioso in quest’area.
In un momento in cui si dovrebbe puntare a ripopolare il centro storico, il Comune di Roma persevera in un progetto che renderà ancora più difficile la vita ai residenti e impedirà quella riqualificazione dell’intero percorso di via Giolittidi cui ci sarebbe assoluto bisogno. L’alternativa al progetto del Comune esiste ed è quella di far proseguire il tram da Porta Maggiore sulla rete già esistente (quella per Piazza Vittorio) opportunamente ammodernata in termini di mezzi e infrastruttura. Una soluzione che eviterebbe di mettere in contrapposizione i bisogni degli utenti del trasporto pubblico con quelli dei residenti dell’area di Termini.
Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale di Roma di ripensare il progetto, tenendo conto anche delle nostre legittime esigenze, e di coinvolgere gli abitanti dell’area di Termini in decisioni che potrebbero avere un così grave impatto sulla sicurezza degli edifici e sulla già compromessa vivibilità della zona.
 
per aderire a questo appello rispondi “aderisco” a questo post oppure scrivici una email a abitare.termini@gmail.com

Il cd. Tempio di Minerva Medica continuerà ad essere il monumento più bistrattato del mondo?

Immagine n.1: Dal sito Roma Ieri ed Oggi: 1915 Fotografia di via Giolitti all’altezza del Tempio di Minerva. Notare anche il cartellone sulla destra su cui c’è scritto “Comitato Esquilino per Famiglie dei chiamati” riferendosi probabilmennte ai chiamati alla leva per la Grande Guerra 15 – 18

Questa è una rara fotografia del 1915 ed è stata scattata a via Giolitti in un momento ben preciso: appena prima che venissero distrutte le mura esterne affioranti del cd. Tempio di Minerva Medica (ben visibili nell’immagine) per preparare il terreno alla posa in opera delle rotaie della futura linea Roma Fiuggi, inaugurata nel 1916, oggi divenuta linea urbana Laziali Centocelle. In basso, nella foto,  si possono notare i sanpietrini che si stavano togliendo per il medesimo motivo.

Questa foto evidenzia senza ombra di dubbio molte cose:

  • Lo scempio perpetrato al patrimonio monumentale e archeologico nazionale nel 1915 quando sono state distrutte le mura affioranti della parte esterna  del cd. Tempio di Minerva Medica a via Giolitti per consentire il passaggio di una linea ferroviaria a scartamento ridotto ideata e costruita da un privato per soddisfare le proprie esigenze (trasporto promiscuo di persone e merci ). Tale spazio avrebbe potuto costituire parte integrante dell’area espositiva del monumento, ma addirittura, da allora (fino a tutt’oggi), lo stesso è stato chiuso al pubblico. Ciò non toglie che anche ora si potrebbe recuperare quell’area con i resti che attualmente sono sotterranei  per valorizzarli, come è stato fatto, per esempio, per le stazioni di S. Giovanni e Amba Aradam della Metro C, e non per nasconderli o peggio ancora per distruggerli completamente.
  • L’area di via Giolitti davanti al cd. Tempio di Minerva Medica è indubbiamente e incontestabilmente dello Stato Italiano proprietario del monumento e quindi anche di tutte le costruzioni annesse allo stesso anche se sotterranee (esistono anche degli ambienti sotterranei). Quindi la Regione Lazio e il Comune di Roma possono mettersi d’accordo per il passaggio di proprietà del terreno su cui insistono le rotaie di questa linea per tutta la tratta ma non per quella precisa porzione di strada che rimane proprietà inalienabile dello Stato Italiano. Per cui qualsiasi intervento anche in superficie, anche il più banale, deve ottenere l’autorizzazione della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. E il progetto del Comune attuale (vedi immagina n.4) presuppone lavori tutt’altro che banali con delle opere di scavo da eseguire praticamente per tutta via Giolitti (idea folle solo a pensarla).
  • Via Giolitti e il cd Tempio di Minerva Medica, fino a quel tempo (1915), nonostante gli sventramenti e le distruzioni operate dopo il 1870 per la costruzione del nuovo quartiere Esquilino avevano mantenuto una loro dignità: c’era addirittura un piccola area pedonale davanti al monumento (vera e non presunta come vorrebbe il nuovo progetto del Comune, vedi immagine n. 4) che anche a livello paesaggistico risultava molto più bello da vedere senza tralicci, rotaie e treni che passano accanto
Immagine n. 2: La situazione nel 2020
Immagine n.3

Questa invece è la situazione attuale (immagine n.2  ripresa nello stesso punto di quella del 1915): tralicci arruggiti addossati alle mura del monumento, rotaie e treni che passano accanto. Senza contare i numerosissimi fili elettrici e i cartelli di pericolo di morte. E che dire del passaggio pedonale interdetto per la presenza di un muro del monumento? Onestamente vorremmo chiedere a tutti i paladini del passaggio a tutti i costi di questa linea a via Gioliti compresi alcuni pseudoambientalisti: ma veramente preferite questa situazione a quella ante 1915?

Immagine n.4

E questa sarebbe la soluzione ideata dal Comune e spacciata come isola pedonale con i pedoni che dovrebbero camminare accanto ai tram ivi compresi bambini e disabili. E le possibili file di turisti e visitatori del cd Tempio di Minerva Medica, qualora come tutti ci auguriamo riaprisse, dove dovrebbero passare e sostare per accedere al monumento, accanto ai tram in movimento? Il problema è che in quel punto, che lo si voglia o no, non c’è lo spazio necessario per far passare due binari di tram (e quindi con scartamento ordinario) in sicurezza. Ma in quale parte del mondo si potrebbe mai pensare di far passare una linea tranviaria su due binari in meno di m. 10,80 di larghezza e con  palazzi d’epoca di edilizia residenziale da una parte e un monumento importantissimo ma ovviamente altrettanto fragile di quasi 2000 anni fa dall’altra?

Ben venga un’isola pedonale vera con al massimo il passaggio di biciclette e perchè no, con alberi e fioriere, ma non una presa in giro come quella prospettata dal Comune. Ci auguriamo che in sede della Conferenza dei Servizi che dovrà essere convocata prima dell’autorizzazione definitiva al progetto tra i vari attori interessati prevalga il buon senso e che vengano studiate delle alternative (largamente possibili ed attuabili) per evitare che il cd. Tempio di Minerva Medica continui ad essere dopo più di un secolo il monumento più bistrattato del mondo.