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Le soluzioni che non risolvono nulla

Da qualche tempo un tratto di viale Manzoni è divenuto un vero e proprio accampamento per una decina di “homeless”. Potete immaginare le condizioni igienico sanitarie (specie in questo momento) del marciapiede ma non solo, anche la strada è divenuta off-limits dal momento che nessuno ci parcheggia più le autovetture (vedi filmato). Avremmo voluto più volte rimarcare questa situazione pubblicando dei post ma ci sembrava di mancare di rispetto a questi poveri diavoli che per ragioni diverse sono costretti a vivere per strada. Ma ora alla luce di quello che sta accadendo non possiamo far finta di nulla specie per documentare le politiche sociali delle istituzioni del tutto deficitarie riguardo a questo problema che è divenuto notevolmente compiesso. Come al solito, quando la situazione diventa insostenibile (e onestamente lo era) si sgombera con le maniere forti (pattuglie di Vigili Urbani e squadre AMA) questa poveri esseri umani senza offrire loro nulla in cambio in termini di aiuti materiali e psicologici con il risultato che o vanno da qualche altra parte (e la situazione di viale Castrense ne è una tremenda testimonianza) o dopo pochi giorni ritornano nello stesso posto.

Ed infatti è quello sta succedendo a viale Manzoni: dal marciapiede finalmente pulito e praticabile al ritorno di alcuni degli homeless sono passate solo poche ore

Il problema è a monte: ci si dovrebbe interrogare del perchè di tutte queste persone (a Roma ce ne sono circa 10.000) che vivono in mezzo alla strada senza inutili e dannosi steccati ideologici, e a valle: cercando di individuare tra i molti edifici pubblici in disuso qualcuno in grado di poter ospitare in maniera dignitosa gli homeless per il tempo necessario ad una chiarificazione del loro stato.  Continuare ad agire come stanno facendo ora le istituzioni significa rischiare di trasformare la città in un enorme accampamento.

I tesori nascosti nel sottosuolo del Rione Esquilino – #3

Roma. Viale Manzoni, Via Emanuele Filiberto. L’ammodernamento della linea A della Metropolitana: nuovi spunti per la conoscenza della topografia antica

Donato Colli – Mariateresa Martines – Sergio Palladino

Un interessante articolo sulla topografia antica della zona compresa tra viale Manzoni e via Emanuele Filiberto. Lo studio analizza le indagini eseguite in quella parte dell’Esquilino tra il 2006 e il 2008 in occasione dei lavori di ammodernamento della linea A della Metropolitana.

Il saggio mette in evidenza la presenza di antichissime vie di comunicazione tra Palatino e Celio che passavano proprio in questa zona e pone l’accento sulle numerose distruzioni effettuate fino agli anni ’20 del secolo scorso per la costruzione degli edifici del nuovo Esquilino e quelle degli anni ’70 per la costruzione della Metro A con le relative stazioni. Fotografie, planimetrie e sezioni molto accurate completano questo interessantissimo articolo.

 

 

La Stazione Termini e i progetti mai realizzati

All’inizio del 2015 pubblicammo il post “Le grandi sorprese dei vecchi progetti (1883) all’#Esquilino e non solo” analizzando il Piano Regolatore di Roma del 1883 e sottolineando che già a quel tempo, tra le altre cose,  era stato previsto un sottopassaggio per prolungare viale Manzoni oltre i binari dei treni che transitavano da e verso la Stazione Termini fino ad un suo eventuale congiungimento con la via Tiburtina.

In realtà, in quel documento,  il tutto era racchiuso all’interno delle  mura aureliane e l’uscita non era neache abbozzata anche perchè, al pari dell’Esquilino, il quartiere di San Lorenzo era ancora in costruzione e quindi l’Ing. Viviani, il responsabile del progetto, si era limitato più che altro ad indicare questa soluzione che poi, in effetti, non ebbe alcun seguito negli anni successivi.

Immagine n.1

Ma nel 1938 l’arch. Angiolo Mazzoni nel presentare il suo progetto per il rinnovamente della Stazione Termini oltre che la parte architettonica ideò anche diverse soluzioni urbanistiche per rivoluzionare la mobilità di tutta la zona intorno alla nuova Stazione Termini.

Abbiamo finalmente trovato la riproduzione della tavola originale in cui si indicavano le diverse demolizioni da effettuare per realizzare strade più larghe e facilitare la mobilità evitando colli di bottiglia e tortuose deviazioni che, ahinoi, sono tuttora presenti e causano ogni giorno ingorghi e rallentamenti.

Ecco il documento tratto dal libro “Termini. Dalle Botteghe di Farfa al Dinosauro” di G.Angeleri e U.M. Bianchi (cliccare per ingrandirlo)

Immagine 2

Abbiamo cercato di evidenziare i punti salienti di questo progetto indicandoli in quattro zone ben definite:

  1. Demolizione degli edifici che si affacciano su via Giolitti da Piazza dei Cinquecento a via Mamiani. Demolizione iniziata (palazzo davanti alla galleria della stazione di cui è rimasto solo il pian terreno) ma mai portata a termine. Demolizione edifici che si affacciano su via Cappellini per ingrandire la strada e renderla di fatto un prolungamento del sottopassaggio Tubingo senza restrizioni.
  2. Demolizioni parziali di edifici militari tra via Marsala e viale Pretoriano per la creazione di vie per il collegamento da e per la Stazione Termini e piazzali.
  3. Demolizioni di edifici che si affacciano su via Marsala da Piazza dei Cinquecento a via del Castro Pretorio per allargare la strada in prossimità delle entrate della Stazione e degli ambienti facenti parte dell’intero complesso architettonico
  4. Creazione del sottopassaggio per prolungare viale Manzoni oltre le linee ferroviarie con le demolizioni in via dei Sabelli a S.Lorenzo per allargare la strada e renderla di fatto un prolungamento  di viale Manzoni con la sua stessa larghezza.

Immagine n.3

In questa rara fotografia (immagine n.3) scattata alla fine degli anni ’30 del secolo scorso mentre si stavano costruendo gli edifici di servizio della Stazione Termini accanto al cd. Tempio di Minerva Medica si può notare in basso a sinistra l’apertura che avrebbe dovuto diventare l’ingresso del gemello del sottopasso Tubingo e che avrebbe prolungato il flusso del traffico di viale Manzoni ben oltre le Mura Aureliane. Tale apertura è ancora ben visibile al giorno d’oggi: in Immagine 4 risulta evidente la differenza sostanziale della muratura e del rivestimento esterno rispetto all’insieme del fabbricato perchè nel corso degli anni, nel secondo dopoguerra, quello spazio venne chiuso e adibito a tutt’altro uso.

Immagine n. 4

La speranza è che finalmente i progetti creati per questa parte dell’Esquilino (e via Giolitti in particolare) siano portati a termine e finalmente tutta la zona venga valorizzata per quello che è: un vero e proprio museo a cielo aperto con tutti i suoi monumenti di inestimabile valore.

A viale Manzoni un esempio pratico della teoria di Wilson e Kelling

Forse la conoscete meglio come “La teoria dei vetri o delle finestre rotte” elaborata nel 1982 da J.Q. Wilson e G.L. Kelling, ed è “La teoria che afferma che mantenere e controllare ambienti urbani reprimendo i piccoli reati, gli atti vandalici, la deturpazione dei luoghi, il bere in pubblico, la sosta selvaggia o l’evasione nel pagamento di parcheggi, mezzi pubblici o pedaggi, contribuisce a creare un clima di ordine e legalità e riduce il rischio di crimini più gravi.” (da Wikipedia).

Nel filmato seguente siamo a viale Manzoni, Esquilino, lato destro della strada nella direzione verso via Labicana. Il palazzo ripreso è stato per molto tempo sede dell’ Ufficio Scolastico Regionale ma da un paio d’anni, dopo il trasferimento di questo ufficio in altra sede, è stato svuotato e abbandonato. Nessuna manutenzione, nessun controllo e i risultati si vedono: graffiti ovunque, segni di bivacchi  diurni e notturni, sporcizia sparsa e centinaia di adesivi e manfesti abusivi sui muri e sulle serrande


Dall’altra parte della strada c’è il palazzo della FIAT o meglio, ora, FCA, una parete di travertino che in mancanza di controlli e manutezione sarebbe un’istigazione a delinquere per i vandali graffitari che insozzano tutti muri del Rione. Ebbene sembra di essere in un’altra città: muri puliti, nessun manifesto o adesivo e niente sporcizia.

Miracolo? No, semplicemente manutenzione e controllo. I rari graffiti subito eliminati e una videocamera che veglia 24 h. su 24 h. il tratto di strada.

Non ci sembra sia così difficile mantenere un minimo di decoro anche in una zona “difficile” come l’Esquilino. Basta un pò di buona volontà da parte di tutti.

Torna finalmente al suo posto la targa di viale Manzoni

In una città normale neanche  si farebbe caso a un problema di questo tipo. Sicuramente, al massimo in pochi giorni, in qualunque altro luogo la targa sarebbe stata rimessa al suo posto ma a Roma, purtroppo, tutto fa notizia e i tempi per trovare la soluzione per dei problemi anche di poco conto si allungano a dismisura. Per mesi e mesi l’incrocio di viale Manzoni con via Giolitti è rimasto senza l’indicazione stradale.

Spesso i turisti cercavano il nome della strada con tanto di cartina o smartphone in mano ma poi, sconsolatamente, erano costretti a chiedere a qualche passante se si trovassero esattamente a viale Manzoni.

Ora, da qualche giorno, finalmente, la targa è stata riposizionata

Ma è normale che anche per questi problemi di poco conto e tutto sommato di facile ed  economica risoluzione si debbano aspettare tempi biblici per risolverli?

All’incrocio tra viale Manzoni e via Giolitti addio all’albero che era lì da decenni

Premesso che le perturbazioni atmosferiche di questi ultimi giorni sono state assolutamente fuori della norma e hanno causato ingenti danni in tutta Italia (e purtroppo ci sono state anche tante vittime) non possiamo non far presente che l’albero che si è schiantato all’incrocio tra viale Manzoni e via Giolitti (fortunatamente e miracolosamente senza provocare danni a persone)

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fosse malato e da tempo si erano verificati dei seri problemi al marciapiede e allo scarico fognante vicino (la foto qui sotto è tratta da un nostro post del 2011 vedi)

Foto del 2011

e questa è una una foto  tratta da un altro nostro post pubblicato la scorsa estate (vedi)

Foto del 2018

Come si vede in tutti questi anni non è stato fatto assolutamente nulla, anzi l’unico intervento è stato quello di chiudere la fontanella all’angolo vicino (ben prima dei problemi della siccità) perchè le radici avevano occluso lo scarico e quindi fuorusciva l’acqua. Intervento che però non ha mai eliminato l’allagamento che si verifica successivamente ad ogni pioggia più o meno consistente

Ora la situazione è questa

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E’ perfettamente visibile il moncone del tronco quasi svuotato e il pauroso rialzo del piano del marciapiede in prossimità ad esso . A chi dobbiamo appellarci perchè venga ristabilita una situazione di sicurezza e di piena operatività dell’impianto fognante?

Oltretutto gli alberi accanto sono in una situazione analoga (vedi) ed assurdo aspettare che cadano da soli rischiando di provocare altri seri danni a persone e a cose; occorre intervenire subito.

Marciapiedi che si innalzano all’Esquilino, fenomeni di bradisismo? No, solo alberi senza manutenzione

Che le radici degli alberi da tempo immemore siano la causa dei numerosissimi dissesti sui marciapiedi dell’Esquilino è cosa risaputa

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Ma che si arrivasse addirittura ad un innalzamento del piano del marciapiede in alcuni tratti di  viale Manzoni ha dell’incredibile!

Innanzitutto che cos’è il bradisismo; riportiamo una definizione per spiegarlo:

Il bradisismo (dal greco βραδύς bradýs, “lento” e σεισμός seismós, “scossa”) è un fenomeno legato al vulcanismo consistente in un periodico abbassamento (bradisismo positivo) o innalzamento (bradisismo negativo) del livello del suolo

Ora, chiariamo subito, per quanti problemi possa avere il Rione, fenomeni vulcanici, almeno per ora, non ci sembra che si siano mai manifestati, ma che in alcuni tratti di viale Manzoni il piano del marciapiede si sia notevolmente rialzato (si vede ad occhio nudo e sono diversi centimetri) per colpa delle radici degli alberi è incontestabile.

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Quello che non sopportiamo più è la presa in giro da parte delle istituzioni che, per esempio, dopo anni ed anni, è stata perpetrata in un’altro tratto di viale Manzoni: un paio di rattoppi raffazzonati e una recinzione per delimitare il problema più grosso che è rimasto inalterato. Forse dobbiamo aspettare altri anni per vedere risolto il distacco del travertino dal marciapiede con una apertura paurosa del tombino? E gli altri dissesti?

Marzo 2018: dopo l’ex cinema Apollo altri crolli all’Esquilino

Per la quarta volta sono state ricondizionate le reti di plastica che delimitano l’area che è stata interessata da diversi crolli nello scorso mese di novembre a viale Manzoni. Vedremo questa volta quanto dureranno, ma sarebbe ora che venissero iniziati i lavori di riparazione e ripristino.

Nello stesso palazzo  il primo marzo si è verificato  un altro crollo all’incrocio tra viale Manzoni e via Principe Umberto

Prima della messa in sicurezza

I calcinacci caduti sul marciapiede

Ma questa volta si è proceduto in maniera più razionale, demolendo  i pezzi pericolanti, alla messa in sicurezza  piuttosto che alla creazione di un’ulteriore area interdetta al passaggio dei pedoni. Resta però evidente una copiosa perdita d’acqua causata molto probabilmente da una fuoriuscita  dal tubo della grondaia.

Dopo la messa in sicurezza

Sarebbe però ora che il Comune si facesse carico di riparare e mantenere in uno stato dignitoso gli stabili di sua proprietà: non è possibile vedere che un patrimonio del genere sia abbandonato all’incuria e ai guasti del tempo. Ad ogni evento atmosferico fuori dalla norma si susseguono crolli e problemi. Gli altri edifici che sono stati curati e riparati in tempi recenti hanno retto benissino alla neve e al gelo di questi ultimi giorni.

Domenica 4 marzo si è verificato un nuovo crollo a via Bixio. Questa volta è interessato un fabbricato privato e non di proprietà comunale, ma il fatto non fa che avvalorare la nostra tesi, infatti non erano mai stati eseguiti dei lavori di ripulitura, controllo  e  ripristino da almeno cinquant’anni e le avverse condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni hanno causato danni di non poco conto. Per fortuna, anche questa volta, non si sono registrati danni a persone.

Per finire vorremmo ancora ribadire l’assurda situazione dell’ex cinema Apollo, infatti ci è giunta una notizia che definire allarmante è poco (vedi commenti del post): i recenti crolli hanno interessato anche il tetto dell’edificio che è costituito da lastre di eternit (amianto) e si sta sgretolando. Pensiamo che ogni altra considerazione sia del tutto superflua.

L’Esquilino cade letteralmente a pezzi!

Non è una metafora per sottolineare i numerosi problemi che affliggono il nostro Rione, è la pura realtà di alcune costruzioni che, senza alcuna manutenzione da decenni, stanno dimostrando tutto il peso degli anni e con numerosi crolli su marciapiedi e banchine mettono in pericolo l’incolumità dei cittadini che devono passare per le strade o i luoghi in cui si trovano. E gli unici interventi che il comune è capace di programmare sono i transennamenti con la pellicola di plastica che dopo pochi giorni e/o qualche pioggia si rompono o si ritirano consentendo il passaggio anche dove sarebbe vietato per ovvi motivi di sicurezza.

Iniziamo dagli autentici orrori di via Giolitti i cui casi più eclatanti sono l’ex cinema Apollo e la pensilina alla stazione dei Laziali con dei crolli avvenuti ormai da circa  un anno e mezzo ma mai riparati

Ecco le foto :

Continuiamo con un crollo avvenuto in questi ultimi giorni a viale Manzoni: anche qui le solite recinzioni e chissà  quanto tempo  bisognerà aspettare per dei lavori di messa in sicurezza e ripristino.

A dire il vero per quanto riguarda questo ultimo evento era un crollo annunciato perchè gli intonaci di quel palazzo sono pieni di crepe e nei mesi passati qualche piccolo distacco avrebbe dovuto mettere in guardia chi di dovere. Invece si è dovuto aspettare la caduta di grossi pezzi di calcinaccio (vedi foto) con tutti i rischi che si sono corsi, per obbligare le autorità competenti a un misero intervento cautelativo.

E poi una considerazione: si tratta di edifici di proprietà pubblica (Stazione Laziali e ex Cinema Apollo) o mista (il palazzo a viale Manzoni è proprietà comunale ma negli anni passati diversi appartamenti sono stati venduti a privati). E’ evidente come l’incuria e la mancanza di qualsiasi intervento di manutenzione abbia causato queste situazioni che oltre ad essere vergognose per una città civile sono estremamente pericolose per i cittadini che vivono e lavorano nel nostro Rione.

E per finire una volta tanto vorremmo esternare un plauso a tutti quei condomini privati ( e non sono pochi) del Rione Esquilino che dal 2012, anno della grande gelata, che tanti problemi ha procurato ai vetusti edifici umbertini, con enormi sacrifici ma con grande senso di responsabilità si sono accollati le spese per la messa in sicurezza prima e il ripristino dopo senza aspettare contributi speciali o finanziamenti pubblici.

 

 

 

E fu luce…. anche a viale Manzoni!

Stavolta evidenziamo un avveninmento positivo: sono state cambiate le lampade a viale Manzoni adeguandole ai nuovi standard dell’illuminazione a LED. Minori consumi e una maggiore visibilità. Forse qualcuno storcerà la bocca perchè siamo passati dalla luce gialla a quella bianca (vi ricordate tutte le polemiche di quest’estate?) ma vi possiamo assicurare che l’effetto è tutt’altro che disprezzabile, anzi…

Contestualmente ha riaperto anche lo show room della FCA (la ex FIAT di viale Manzoni tanto per intenderci) che con le sue nuove lampade e i nuovi faretti di ultima generazione  riesce ad illuminare ulteriormente anche l’incrocio con via Principe Eugenio e il pezzo iniziale di via di Porta Maggiore.

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Beh, a viale Manzoni, mancheranno tante altre cose e c’è da lavorare parecchio per riportarlo a un livello decente di decoro urbano, ma almeno la luce notturna c’è, almeno quella….