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25 settembre – 25 ottobre 2021 Esposizione fotografica “Ateliers” presso Hyunnart Studio

25 settembre-25 ottobre 2021
 
HyunnArt studio
 
Esposizione fotografica
 

Ateliers

 
 
HyunnArt studio,
Viale Manzoni 85/87 Roma
25 settembre-25 ottobre 2021

Una lodevole iniziativa a viale Manzoni. Residenti ed esercenti piantano 2 piccoli ulivi

A viale Manzoni e a via di Porta Maggiore ci sono dei monconi di alberi in certi casi da più di 10 anni. Il Comune aveva negli ultimi tempi iniziato a prendere delle decisioni: plantumazioni di nuove essenze arboree? No semplicemente la copertura  di asfalto dove c’era il moncone.

Ma questa volta alcuni residenti e alcuni esercizi commenrciali hanno deciso che era troppo e bisognava fare qualcosa per ridonare a un tratto viale Manzoni quella che dovrebbe essere l’essenza di un viale, cioè glli alberi e quindi sono stati piantati due piccoli ulivi.

Nel ricordare che nei mesi scorsi ci sono state delle iniziative analoghe a via Grandi e a via Balilla non possiamo che rallegrarci per questa dimostrazione di amore per la propria città

Il Mercato delle Erbe a viale Manzoni

Archivio Fotografico Roma Sparita – Personale comunale addetto alla sorveglianza del Mercato delle Erbe

Forse non tutti sanno che nel Rione Esquilino fino al 1922, anno in cui sono stati inaugurati i Mercati Generali a via Ostiense, nel luogo dove oggi sorge l’Istituto Tecnico Galileo Galilei. alla fine del XIX secolo venne edificato un complesso di edifici che ufficialmente venne chiamato il “Mercato Centrale” ma per tutti era il Mercato delle Erbe di viale Manzoni dove avvenivano le vendite all’ingrosso di frutta e verdura.  Si riteneva che la vicinanza della Stazione Termini facilitasse i problemi di trasporto  e della distribuzione delle merci.

Archivio Fotografico di Roma Sparita – Una rara fotografia del Mercto delle Erbe a viale Manzoni

L’immagine qui sotto è un particolare di una pianta di Roma del periodo che va dalla fine ‘800 all’inizio ‘900 in cui al posto dell’Itituto Tecnico Galileo Galilei che venne costruito negli anni successivi al 1922 compare il “Mercato Centrale”. (cliccare per ingrandire)

    Dal sito “Mercati d’Autore – Storia delle Storie del Mercato d’Autore Parte 3”

    Alla fine dell’ottocento la frutta e verdura furono ospitate a viale Manzoni, in quel mercato delle Erbe che chiuderà per trasferirsi con le altre merceologie nei nuovi, e per allora, era il 1922, futuristici, mercati di via Ostiense. Realizzato alla fine dell’Ottocento, troviamo (anche se non coperto) il mercato Esquilino non lontano dalla stazione Termini era un luogo di grande passaggio, dopo una prima sistemazione nel 1913, ma anche in epoca fascista assistiamo al rilancio ed alla apertura di nuovi mercati coperti come quello di di via Baccina nel Rione Monti. I mercati continuarono a prosperare durante il Fascismo e sopravvissero alla guerra ed alla borsa nera.

    Intervista del TG3 Lazio a dirigenti, docenti e collaboratori scolastici del Liceo Scientifico Isacco Newton

    Nell’edizione della ore 14,00 dell’8 gennaio 2021 del TG3 Lazio è andata in onda un’intervista di Valeria Cucchiaroni ai dirigenti, ai docenti e ai collaboratori scolastici (ed anche a uno studente su internet) del Liceo Isacco Newton di Viale Manzoni, 47. Sono stati trattati gli argomenti più importanti relativi alla riapertura delle scuole superiori che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) avvenire il 18 gennaio. Preoccupazioni, osservanza delle norme anti contagio e indicazioni per la ripresa. Ecco il filmato

    Il Labirinto di Villa Altieri all’Esquilino

    Giovanni Cipriani: Il Labirinto di Villa Altieri

    Forse non tuttii sanno che nel giardino di Villa Altieri era presente un labirinto di siepi famoso per essere uno tra i più grandi della città di Roma. L’edificio principale fu risparmiato (ed è tuttora la sede della Biblioteca della Città Metropolitana con l’Archivio Storico) dalle demolizioni iniziate dopo il 1870 per la costruzione del nuovo Esquilino, il giardino, invece, fu completamente distrutto  e con esso il labirinto. Ecco la pianta del labirinto in un disegno di Giovanni Acquaroni

     

    e una rara fotografia con il labirinto, un pino secolare al centro e Villa Altieri sullo sfondo

     

    Le soluzioni che non risolvono nulla

    Da qualche tempo un tratto di viale Manzoni è divenuto un vero e proprio accampamento per una decina di “homeless”. Potete immaginare le condizioni igienico sanitarie (specie in questo momento) del marciapiede ma non solo, anche la strada è divenuta off-limits dal momento che nessuno ci parcheggia più le autovetture (vedi filmato). Avremmo voluto più volte rimarcare questa situazione pubblicando dei post ma ci sembrava di mancare di rispetto a questi poveri diavoli che per ragioni diverse sono costretti a vivere per strada. Ma ora alla luce di quello che sta accadendo non possiamo far finta di nulla specie per documentare le politiche sociali delle istituzioni del tutto deficitarie riguardo a questo problema che è divenuto notevolmente compiesso. Come al solito, quando la situazione diventa insostenibile (e onestamente lo era) si sgombera con le maniere forti (pattuglie di Vigili Urbani e squadre AMA) questa poveri esseri umani senza offrire loro nulla in cambio in termini di aiuti materiali e psicologici con il risultato che o vanno da qualche altra parte (e la situazione di viale Castrense ne è una tremenda testimonianza) o dopo pochi giorni ritornano nello stesso posto.

    Ed infatti è quello sta succedendo a viale Manzoni: dal marciapiede finalmente pulito e praticabile al ritorno di alcuni degli homeless sono passate solo poche ore

    Il problema è a monte: ci si dovrebbe interrogare del perchè di tutte queste persone (a Roma ce ne sono circa 10.000) che vivono in mezzo alla strada senza inutili e dannosi steccati ideologici, e a valle: cercando di individuare tra i molti edifici pubblici in disuso qualcuno in grado di poter ospitare in maniera dignitosa gli homeless per il tempo necessario ad una chiarificazione del loro stato.  Continuare ad agire come stanno facendo ora le istituzioni significa rischiare di trasformare la città in un enorme accampamento.

    I tesori nascosti nel sottosuolo del Rione Esquilino – #3

    Roma. Viale Manzoni, Via Emanuele Filiberto. L’ammodernamento della linea A della Metropolitana: nuovi spunti per la conoscenza della topografia antica

    Donato Colli – Mariateresa Martines – Sergio Palladino

    Un interessante articolo sulla topografia antica della zona compresa tra viale Manzoni e via Emanuele Filiberto. Lo studio analizza le indagini eseguite in quella parte dell’Esquilino tra il 2006 e il 2008 in occasione dei lavori di ammodernamento della linea A della Metropolitana.

    Il saggio mette in evidenza la presenza di antichissime vie di comunicazione tra Palatino e Celio che passavano proprio in questa zona e pone l’accento sulle numerose distruzioni effettuate fino agli anni ’20 del secolo scorso per la costruzione degli edifici del nuovo Esquilino e quelle degli anni ’70 per la costruzione della Metro A con le relative stazioni. Fotografie, planimetrie e sezioni molto accurate completano questo interessantissimo articolo.

     

     

    La Stazione Termini e i progetti mai realizzati

    All’inizio del 2015 pubblicammo il post “Le grandi sorprese dei vecchi progetti (1883) all’#Esquilino e non solo” analizzando il Piano Regolatore di Roma del 1883 e sottolineando che già a quel tempo, tra le altre cose,  era stato previsto un sottopassaggio per prolungare viale Manzoni oltre i binari dei treni che transitavano da e verso la Stazione Termini fino ad un suo eventuale congiungimento con la via Tiburtina.

    In realtà, in quel documento,  il tutto era racchiuso all’interno delle  mura aureliane e l’uscita non era neache abbozzata anche perchè, al pari dell’Esquilino, il quartiere di San Lorenzo era ancora in costruzione e quindi l’Ing. Viviani, il responsabile del progetto, si era limitato più che altro ad indicare questa soluzione che poi, in effetti, non ebbe alcun seguito negli anni successivi.

    Immagine n.1

    Ma nel 1938 l’arch. Angiolo Mazzoni nel presentare il suo progetto per il rinnovamente della Stazione Termini oltre che la parte architettonica ideò anche diverse soluzioni urbanistiche per rivoluzionare la mobilità di tutta la zona intorno alla nuova Stazione Termini.

    Abbiamo finalmente trovato la riproduzione della tavola originale in cui si indicavano le diverse demolizioni da effettuare per realizzare strade più larghe e facilitare la mobilità evitando colli di bottiglia e tortuose deviazioni che, ahinoi, sono tuttora presenti e causano ogni giorno ingorghi e rallentamenti.

    Ecco il documento tratto dal libro “Termini. Dalle Botteghe di Farfa al Dinosauro” di G.Angeleri e U.M. Bianchi (cliccare per ingrandirlo)

    Immagine 2

    Abbiamo cercato di evidenziare i punti salienti di questo progetto indicandoli in quattro zone ben definite:

    1. Demolizione degli edifici che si affacciano su via Giolitti da Piazza dei Cinquecento a via Mamiani. Demolizione iniziata (palazzo davanti alla galleria della stazione di cui è rimasto solo il pian terreno) ma mai portata a termine. Demolizione edifici che si affacciano su via Cappellini per ingrandire la strada e renderla di fatto un prolungamento del sottopassaggio Tubingo senza restrizioni.
    2. Demolizioni parziali di edifici militari tra via Marsala e viale Pretoriano per la creazione di vie per il collegamento da e per la Stazione Termini e piazzali.
    3. Demolizioni di edifici che si affacciano su via Marsala da Piazza dei Cinquecento a via del Castro Pretorio per allargare la strada in prossimità delle entrate della Stazione e degli ambienti facenti parte dell’intero complesso architettonico
    4. Creazione del sottopassaggio per prolungare viale Manzoni oltre le linee ferroviarie con le demolizioni in via dei Sabelli a S.Lorenzo per allargare la strada e renderla di fatto un prolungamento  di viale Manzoni con la sua stessa larghezza.

    Immagine n.3

    In questa rara fotografia (immagine n.3) scattata alla fine degli anni ’30 del secolo scorso mentre si stavano costruendo gli edifici di servizio della Stazione Termini accanto al cd. Tempio di Minerva Medica si può notare in basso a sinistra l’apertura che avrebbe dovuto diventare l’ingresso del gemello del sottopasso Tubingo e che avrebbe prolungato il flusso del traffico di viale Manzoni ben oltre le Mura Aureliane. Tale apertura è ancora ben visibile al giorno d’oggi: in Immagine 4 risulta evidente la differenza sostanziale della muratura e del rivestimento esterno rispetto all’insieme del fabbricato perchè nel corso degli anni, nel secondo dopoguerra, quello spazio venne chiuso e adibito a tutt’altro uso.

    Immagine n. 4

    La speranza è che finalmente i progetti creati per questa parte dell’Esquilino (e via Giolitti in particolare) siano portati a termine e finalmente tutta la zona venga valorizzata per quello che è: un vero e proprio museo a cielo aperto con tutti i suoi monumenti di inestimabile valore.

    A viale Manzoni un esempio pratico della teoria di Wilson e Kelling

    Forse la conoscete meglio come “La teoria dei vetri o delle finestre rotte” elaborata nel 1982 da J.Q. Wilson e G.L. Kelling, ed è “La teoria che afferma che mantenere e controllare ambienti urbani reprimendo i piccoli reati, gli atti vandalici, la deturpazione dei luoghi, il bere in pubblico, la sosta selvaggia o l’evasione nel pagamento di parcheggi, mezzi pubblici o pedaggi, contribuisce a creare un clima di ordine e legalità e riduce il rischio di crimini più gravi.” (da Wikipedia).

    Nel filmato seguente siamo a viale Manzoni, Esquilino, lato destro della strada nella direzione verso via Labicana. Il palazzo ripreso è stato per molto tempo sede dell’ Ufficio Scolastico Regionale ma da un paio d’anni, dopo il trasferimento di questo ufficio in altra sede, è stato svuotato e abbandonato. Nessuna manutenzione, nessun controllo e i risultati si vedono: graffiti ovunque, segni di bivacchi  diurni e notturni, sporcizia sparsa e centinaia di adesivi e manfesti abusivi sui muri e sulle serrande


    Dall’altra parte della strada c’è il palazzo della FIAT o meglio, ora, FCA, una parete di travertino che in mancanza di controlli e manutezione sarebbe un’istigazione a delinquere per i vandali graffitari che insozzano tutti muri del Rione. Ebbene sembra di essere in un’altra città: muri puliti, nessun manifesto o adesivo e niente sporcizia.

    Miracolo? No, semplicemente manutenzione e controllo. I rari graffiti subito eliminati e una videocamera che veglia 24 h. su 24 h. il tratto di strada.

    Non ci sembra sia così difficile mantenere un minimo di decoro anche in una zona “difficile” come l’Esquilino. Basta un pò di buona volontà da parte di tutti.

    Torna finalmente al suo posto la targa di viale Manzoni

    In una città normale neanche  si farebbe caso a un problema di questo tipo. Sicuramente, al massimo in pochi giorni, in qualunque altro luogo la targa sarebbe stata rimessa al suo posto ma a Roma, purtroppo, tutto fa notizia e i tempi per trovare la soluzione per dei problemi anche di poco conto si allungano a dismisura. Per mesi e mesi l’incrocio di viale Manzoni con via Giolitti è rimasto senza l’indicazione stradale.

    Spesso i turisti cercavano il nome della strada con tanto di cartina o smartphone in mano ma poi, sconsolatamente, erano costretti a chiedere a qualche passante se si trovassero esattamente a viale Manzoni.

    Ora, da qualche giorno, finalmente, la targa è stata riposizionata

    Ma è normale che anche per questi problemi di poco conto e tutto sommato di facile ed  economica risoluzione si debbano aspettare tempi biblici per risolverli?