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3/6/26 “La banalità del bene” al Teatro Brancaccio

3 giugno 2026

TEATRO BRANCACCIO

Filppo Giardina

La banalità del bene

Quando la violenza affascina più della pace e la dittatura seduce più della democrazia, la gente soffre, ma il comico ride, perché sa che nel dramma risiede la radice più profonda dell’umorismo.

Una popolazione occidentale, prigioniera di mondi e intelligenze virtuali, si appresta a vivere una fase cruciale per il futuro della civiltà con l’atteggiamento capriccioso e infantile di un bambino sciocco.

L’idea di comunità ha lasciato il posto a un patetico individualismo che, per mascherare la propria solitudine, si riempie la bocca del primo ideale a buon mercato pur di poter gridare al mondo di esistere e di stare dalla parte dei giusti.

Nel frattempo c’è la guerra, ma le persone sono troppo concentrate su se stesse per pensare a soluzioni.

Il pragmatismo viene preso per cinismo e la nostra civiltà si avvia a estinguersi con l’arroganza tronfia di chi sa che due più due fa quattro e lo ripete a ogni occasione per sentirsi intelligente.

Tutto questo è la banalità del bene: un viaggio paradossale in un mondo che sta vivendo una situazione talmente tragica da rendere impossibile non riderne.

Per i temi trattati e il linguaggio utilizzato lo spettacolo è vietato ai minori di 16 anni.

Produzione Showbees, Talento | Ufficio stampa CGP Comunicazione Globale Promotion

Dall’1 al 14/6/26 Festival “Teatro Azione – L’arte dell’incontro” al Teatro Basilica

Dall’1 al 14 giugno 2026

TEATRO BASILICA

Festival

Teatro Azione – L’arte dell’incontro

Nasce a Roma L’arte dell’incontro, il nuovo festival teatrale dedicato alle nuove generazioni di attori, in programma dall’1 al 14 giugno 2026 al TeatroBasilica.


Il festival nasce con l’obiettivo di creare un ponte concreto tra formazione accademica e mondo professionale, offrendo ai giovani interpreti l’occasione di lavorare accanto a registi affermati del teatro contemporaneo.

La direzione artistica di Andrea Baracco ha scelto come tema della prima edizione Il veleno dell’amore, utilizzando la drammaturgia di William Shakespeare per riflettere sulle fragilità e le ossessioni delle relazioni contemporanee. Al centro del festival ci sono domande profonde: quando l’amore smette di essere incontro e diventa bisogno, dipendenza o perdita di sé?

Tre importanti registi guideranno gli allievi della scuola in questo percorso artistico:

  • Sogno di una notte di mezza estate diretto da Veronica Cruciani
  • La commedia degli errori diretto da Fausto Paravidino
  • Romeo e Giulietta diretto da Michele Sinisi

Ogni spettacolo esplora una diversa sfumatura del “veleno” dell’amore: il fraintendimento e l’illusione in Sogno di una notte di mezza estate, la confusione identitaria e lo smarrimento ne La commedia degli errori, fino all’amore assoluto e totalizzante di Romeo e Giulietta, dove il sentimento si trasforma in dipendenza e consuma chi lo vive.

Il festival vuole così diventare non solo uno spazio di formazione teatrale, ma anche un laboratorio di riflessione sull’identità, sui legami affettivi e sulle inquietudini delle nuove generazioni.

Gli spettacoli

dal 04 al 06 giugno, ore 20.30
LA COMMEDIA DEGLI ERRORI
Regia di Fausto Paravidino

con (in ordine alfabetico):
Dionisia Ambrosio, Maria Chiara Barello, Giammarco Buccellato, Davide Cocco, Maria Concetta Ferrera, Gabriele Marchese, Giorgia Marozzi, Federica Martinelli, Valeria Morrone, Beatrice Nicolo’, Viviana Pungi’, Flavio Ranucci, Sara Salgoughi

Consulenza ai costumi e agli elementi di scena Laura Giannisi

Una delle prime opere di Shakespeare e probabilmente la sua prima commedia. E’ ispirata ai Menaecmi di Plauto, è una delle sole due opere di Shakespeare (insieme alla Tempesta) a rispettare le tre unità aristoteliche (si svolge tutta in un girono) ed è probabilmente l’unica farsa che Shakespeare abbia scritto. Parla di due coppie identiche di gemelli che si confondono e vengono confusi per le strade di Efeso. Shakespeare è bravissimo a scrivere farse ma fa di più: la piece inizia con un tono da tragedia, un uomo che ha perso i figli sta per essere a morte e questo ci induce ad una strana attenzione a quello che succederà in quel luogo di stregonerie e perdizione che è Efeso/Londra, dove l’incontro con i propri Doppleganger mette in discussione la fiducia nella propria identità e mette a durissima prova l’idea di amore fedele ed esclusivo. 

dall’08 all’10 giugno, ore 20.30
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Regia di Veronica Cruciani

con (in ordine alfabetico):
Olivia Angeletti, Caterina Bignante, Beatrice Campo, Giorgia Caprari, Lucrezia Carnassale, Sabrina Ciaramella, Vincenzo Comerci, Gianluigi De Luca, Sergio Del Prato, Chiara Di Bella, Alessandro Lizza, Alessia Marcelli, Viviana Monaco, Giorgio Piccolo, Viola Provenzano, Francisco Roca Rey, Helena Rossi, Raul Eduardo Salzano, Francesca Pia Tarantino, Elian Tibaldi

Consulenza ai costumi e agli elementi di scena Laura Giannisi

Quattro giovani amanti fuggono da Atene per sottrarsi a una società oppressiva e si ritrovano in un bosco magico dove regnano conflitti tra Oberon e Titania e l’intervento caotico di Puck, che altera amori e percezioni. La vicenda diventa un intreccio di confusione, trasformazioni e perdita di controllo.Il testo viene letto come attuale perché riflette crisi ambientali, instabilità della natura e temi di potere e autorità in una società patriarcale che limita libertà e autodeterminazione. Emergono anche i comici, lavoratori che, nonostante la precarietà, continuano a inseguire il sogno del teatro e dell’immaginazione.

12 e 13 giugno, ore 20:30 – 14 giugno, ore 18
ROMEO E GIULIETTA
regia di Michele Sinisi

con (in ordine alfabetico):
Federico Agresti, Sonia Bellin, Francesca Romana Brinchi Giusti, Chiara Coccoluto, Matilde Contarin, Matteo Coppi, Beatrice De Persio, Virginia Fasan, Sofia Gigli, Isabella Gori, Eleonora Grasso, Francesca Mingarelli, Corinna Pacciardi Cini, Pamela Pirulli, Rebecca Romoli, Maria Roberta  Sardone, Aurora Tozzato

Consulenza ai costumi e agli elementi di scena Laura Gervasi 

Un classico che esplode. Due ragazzi si amano mentre attorno tutto deraglia: parole, corpi, scene, resistenze. La tragedia non è la linea tra Romeo e Giulietta, ma il vortice che li avvolge e che genera energia esplosiva nella rotazione. Gli incontri amorosi tra i due giovani amanti, mostrano lo scarto, l’errore, il disordine che tiene viva la loro stessa storia. Perché ogni atto genera entropia, e l’unico modo per essere onesti è esibirla. Un organismo babelico dove il caos è drammaturgia.

Eventi Spaciali

Spettacolo del corso di regia

6 giugno, ore 18
FLOCK
Regia di Margherita Guelfi

Con
Alice Cecconi, Fabio Gallamini, Matteo Libertucci, Antonio Presti, Flavio Ranucci, Francesco Tozzi.

Corti teatrali del triennio di recitazione

10 giugno, ore 18
Scordati (di me)
Anna Cipriani, Lorenzo Cosi, Emilio Sartoni, Sara Scarpellini, Ada Suarez.

12 giugno, ore 18
Mezzanotte e Mezza
Antonio Presti, Shadi Romeo, Francesco Tozzi.

Corti teatrali dei corsi liberi

13 giugno, ore 17
Occhi verdi d’amore
Lorenzo Bellucci
200.000 chilometri di noi stessi
Tiziana Miglino

Interviste

4 giugno, ore 18
Mila Onder intervista Isabella Del Bianco Fondatrice della scuola Teatro Azione

5 giugno, ore 18
Le allieve e gli allievi di Teatro Azione intervistano il regista Fausto Paravidino

9 giugno, ore 18
Le allieve e gli allievi di Teatro Azione intervistano la regista Veronica Cruciani

13 giugno, ore 18
Le allieve e gli allievi di Teatro Azione intervistano il regista Michele Sinisi

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14 giugno, ore 20
Consegna dei diplomi di terzo anno e festa di fine festival (riservata alle allieve e agli allievi in corso)

TeatroBasilica, Piazza di Porta San Giovanni, 10 – Roma

Info e prenotazioni:
Mail: segreteria@teatroazione.it
Telefono: 06 574 33 99 | 377 486 0915

Il calendario delle attività dell’Urban Center Metropolitano fino al 12/6/26

Il calendario degli incontri e degli eventi dell’Urban Center Metropolitano aggiornato fino al 12 giugno 2026

Dal 29/5 al 4/6/26 “The Stone Guardians of Azerbaijan” Mostra fotografica al Medina Art Gallery

Dal 29 maggio al 4 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6

The Stone Guardian of Azerbaijan

Mostra fotografica di

Aydin Mehdiyev
Nei paesaggi dell'Azerbaigian, la natura rivela un linguaggio distinto, quasi silenzioso, plasmato non dalla mano dell'uomo, ma dal tempo, dal vento e dalla profonda memoria della terra. Pertanto, la mostra "Guardiani di Pietra dell'Azerbaigian" invita il pubblico a un dialogo contemplativo con forme naturali che, nella loro struttura organica, evocano associazioni con silhouette angeliche, guardiani e presenze immateriali.

Queste immagini non sono il risultato di un intervento artistico…

…eppure possiedono una notevole espressività interiore, come se celassero un'intenzione nascosta. Appaiono come testimoni di secoli, incarnando uno spazio in cui la realtà naturale e l'immaginazione umana si incontrano. In questa interazione, lo spettatore diventa co-creatore, completando ciò che vede attraverso la propria percezione. Il progetto si confronta con il fenomeno della pareidolia, la tendenza umana a percepire immagini familiari all'interno di elementi astratti.

Tuttavia, in questo contesto, va oltre un effetto psicologico, toccando un bisogno umano più profondo di trovare significato, protezione e un senso di presenza spirituale nel mondo circostante. L'Azerbaigian, con il suo patrimonio culturale stratificato, si rivela qui attraverso forme create dalla natura stessa: strutture primordiali che trasmettono l'idea di custodia ed eternità.

Questi "guardiani di pietra" trascendono la materia, unendo il geologico al mitologico, il reale al simbolico.

Nel quadro della cultura visiva contemporanea, il progetto propone una riconsiderazione dell'atto del vedere come processo creativo. Sfida la percezione convenzionale della natura come sfondo passivo, affermandola invece come autrice autonoma, capace di plasmare immagini che risuonano con la coscienza umana.

In definitiva, "Guardiani di pietra dell'Azerbaigian" non è semplicemente una documentazione fotografica di paesaggi, ma un invito a ricercare il sacro nel mondo naturale.

Pone una domanda fondamentale: queste forme sono solo un gioco di immaginazione, o sono testimoni silenziose di un'altra realtà, nascosta, arcaica?

Aydin Mehdiyev è Dottore in Scienze Tecniche, Colonnello del Servizio Doganale e un illustre fotografo, insignito del titolo di "Titano" dall'Associazione Internazionale dei Fotografi d'Arte (IAAP) nell'aprile 2025. Attualmente è professore presso il Dipartimento di Meccanica dell'Università di Architettura e Costruzioni dell'Azerbaigian.

Segui la mostra di Aydin Mehdiyev sui profili social della Galleria d'Arte Medina:

31/5/26 Futuro Roma VI edizione”Te quiero” Luca Scaduto x W.O.M. Dancers al Teatro Brancaccino

31 maggio 2026 ore 19:00 e 21:00

TEATRO BRANCACCINO

Luca Scaduto x W.O.M. Dancers

Te quiero

coreografie di LUCA SCADUTO, danzatore del Ballet du Grand Théâtre de Genève, Svizzera

Spettacolo “Te quiero” del programma professionale W.O.M. DI BRANCACCIODANZA con le coreografie di Luca Scaduto, danzatore del Ballet du Grand Théâtre de Genève, Svizzera.
“Te quiero” non è inteso come una dichiarazione, ma come una condizione del corpo. Prima di diventare linguaggio, la frase agisce come un gesto che modella postura, distanza e attenzione. Il desiderio appare come una forza silenziosa ma persistente, capace di piegare il movimento, organizzare la prossimità e alterare il ritmo.
La coreografia si sviluppa attraverso tentativi di sostenere, rimandare o resistere a questo impulso, lasciando emergere momenti di esitazione, ripetizione e interruzione. Questi movimenti rivelano te quiero come una negoziazione continua tra presenza e assenza, esposizione e protezione, slancio e trattenimento.
Piuttosto che rappresentare l’affetto, i corpi ne vengono riorganizzati. In questo spazio, “te quiero” esiste come uno stato fragile: praticato, messo alla prova e incarnato nel tempo.

Biglietti acquistabili esclusivamente presso il Botteghino del Teatro Brancaccio e della Sala Umberto nelle seguenti modalità
SCRIVI UNA MAIL
oppure recandosi al botteghino aperto al pubblico dal martedì al sabato dalle ore 16:00 alle ore 19:00

Brancaccino, Via Mecenate 2

31/5/26 Itinerari cameristici “La calda e profonda voce del Romanticismo” Concerto al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

31 maggio 2026 ore 17:00

MUSEO NAZIONALE DEGLI STRUMENTI MUSICALI

Itinerari cameristici

La calda e profonda voce del Romanticismo

30/5/26 “Gatsby plays Miles Davis + Jam Session” al Gatsby Cafè

30 maggio 2026 ore 21:00

GATSBY CAFE’

Gatsby plays Miles Davis  + Jam Session

“Anybody can play. The note is only 20 percent. The attitude of the motherfucker who plays it is 80 percent.”
Miles Davis

Line-up:

Roberto Tarenzi • pianoforte
Alessandro Bintzios • contrabbasso
Pietro Mortillaro • batteria

Come ogni sabato, a seguire ci scateniamo in Jam Session…
Appello ai musicisti: portate lo strumento e unitevi 

30/5/26 “Ancora in due” al Teatro Brancaccio

30 maggio 2026

TEATRO BRANCACCIO

Casa Abis

Ancora in due

Vera Produzione

Dopo il successo del primo spettacolo, Stella e Gabriele tornano sul palco con una nuova commedia ironica, tenera e spietata sulla vita di coppia. Si parte dal matrimonio e si attraversano, senza filtri, le tappe della convivenza, i microtraumi della quotidianità, le aspettative degli altri, le crisi, i compromessi… e quella misteriosa forza che spinge due persone a restare insieme. In un mondo in cui la coppia stabile sembra un reperto del passato, Casa Abis mette sotto il microscopio la relazione duratura con il suo stile inconfondibile: ritmo serrato, autoironia tagliente, aneddoti veri e una buona dose di veleno comico. Casa Abis – Ancora in due è uno spettacolo autentico e profondamente umano, che fa ridere (tanto), riflettere (un po’) e dire, alla fine: “Anche noi, in fondo, ci siamo ancora. E siamo ancora in due.”

Maggiori informazioni

30/5/26 Rassegna di Musica Antica “Tutta fiamme: passioni e gelosie amorose” Concerto al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

30 maggio 2026 ore 17:30

MUSEO NAZIONALE DEGLI STRUMENTI MUSICALI

13° Rassegna di Musica Antica

Tuuta fiamme: passioni e gelosie amorose

Dal 29/5 al 4/6/26 “Antonella Corso – Mostra fotografica” al Medina Art Gallery

Dal 29 maggio al 4 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY . VIA MERULANA, 220

Antonella Corso- Mostra fotografica

Con “Parigi: 14 anni in 9 emozioni” Antonella Corso sviluppa un racconto autobiografico e al tempo stesso un’esplorazione universale della memoria, dell’identità e della trasformazione emotiva. Il progetto nasce da un lungo periodo vissuto a Parigi tra il 2003 e il 2017, durante il quale l’artista ha intrecciato la propria esperienza personale con il tessuto urbano e simbolico della capitale francese.

La pratica fotografica di Corso si fonda su uno sguardo intimo e continuo, capace di trasformare luoghi iconici in spazi interiori. Le sue immagini non documentano semplicemente la città, ma ne restituiscono una dimensione vissuta, in cui architetture, luci e paesaggi diventano depositi di emozioni e ricordi. La Tour Eiffel, la Senna, i giardini e le piazze parigine emergono come presenze ricorrenti, attraversate da esperienze quotidiane e momenti di forte intensità emotiva. La mostra si articola in nove nuclei tematici – Celebrazione, Sogno, Scoperta, Stupore, Malinconia, Paura, Lutto, Fascino del caos ed Essenziale – che costruiscono una mappa affettiva più che cronologica.

Ogni sezione rappresenta…

…una diversa modalità di percezione della città, riflettendo stati d’animo che vanno dalla meraviglia alla perdita, fino alla ricostruzione di un equilibrio interiore. Particolarmente significativa è la presenza di immagini legate agli eventi del 2015, che introducono una riflessione sulla fragilità e sulla resilienza collettiva. In questo contesto, la città diventa teatro di una tensione emotiva condivisa, ma anche spazio di rinascita.

Attraverso un linguaggio visivo diretto e poetico, Antonella Corso costruisce un racconto per immagini in cui il personale si apre a una dimensione universale. Lo spettatore è invitato a entrare in relazione con le opere, riconoscendo nelle fotografie tracce della propria esperienza.

La mostra si configura come un percorso immersivo e riflessivo, che accompagna il visitatore verso una dimensione essenziale fatta di memoria, consapevolezza e sguardo interiore.

Segui Antonella Corso su Instagram: clicca qui @antocorso_photography

Segui la mostra di Antonella Corso sui profili social di Medina Art Gallery: