Tutti gli articoli di esquilino

la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo come non l’avete mai vista e la storia del suo rinvenimento

Ecco la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo  in una moderna riproduzione in 3D. Utilizzare il mouse per ammirare l’opera a 360°

La storia del suo rinvenimento  sottolinea come l’Esquilino sia stato (e sia tuttora) un’autentica miniera di capolavori dell’antichità. In questo caso la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo, una delle più famose e più fotografate di Roma Antica, che si trova al Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano, venne ritrovata nel 1910 in una proprietà privata tra via Mecenate e via Labicana.

Di seguito il post di Facebook  a cura del Museo Mazionale Romano con la storia del rinvenimento e le fotografie d’epoca

Ettore Petrolini: Da Piazza Pepe al Padiglione delle meraviglie

Forse non tutti sanno che la carriera artistica di una delle icone del teatro comico italiano, e non solo, è legata fortemente al Rione Esquilino. Stiamo parlando di Ettore Petrolini prematuramente scomparso negli anni ’30 del secolo scorso ma capace di creare dei personaggi che sono rimasti  nella storia del teatro (Gastone, Nerone…).

Ebbene questo grande attore ha calcato i suoi primi passi nel mondo dell’arte scenica proprio a Piazza Pepe quando ancora era popolata da baracconi che proponevano attrazioni di qualsiasi genere, praticamente una sorta di Luna Park ante litteram (vedi foto del titolo). E fu lì che Giuseppe Jovinelli notò questo ragazzo e gli offrì, in seguito, la prima scrittura come una delle maggiori attrazioni per l’omonimo teatro che venne inaugurato nel 1910.

Alla fine della pagina il link dell’Archivio Teatrale della SIAE che racconta con dovizia di particolari  (con note autobiografiche dello stesso attore) il periodo della vita di Ettore Petrolini passato tra i baracconi di Piazza Pepe, le tournèe all’estero e la definitiva consacrazione con il primo contratto stipulato con il nuovo Teatro Jovinelli.

http://www.bibliotecateatralesiae.it/mostre/petrolini/jovinelli.asp

I diversi progetti che partiranno nel 2020 nel Rione Esquilino – #2: la ristrutturazione dell’ex cabina ACE di Roma Termini

Finalmente delle notizie ufficiali su un altro progetto di grande importanza per la riqualificazione del Rione Esquilino: di seguito il post, corredato da numerose fotografie,  apparso sull’account  Facebook della Fondazione FS Italiane sui lavori di restauro e ristrutturazione dell’ ex cabina ACE di Roma Termini a via Giolitti. Anche in questo caso, sia perchè i lavori sono iniziati già da qualche mese, sia perchè non ci sono stati ritardi considerevoli a causa del coronavirus, tutto lascia prevedere che saranno rispettati i tempi di esecuzione e che il cantiere verrà chiuso entro la fine del 2022 regalando un altro elemento per valorizzare il Rione Esquilino in generale e via Giolitti in particolare.

 

2020 Un’estate da ricordare per Piazza pepe

 

 Dopo decenni di abbandono il giardino di Piazza Pepe nell’area archeologica dell’acquedotto Anio Vetus prima che partano i lavori di restauro da parte del I Municipio è stato utilizzato in questa torrida estate per ospitare eventi di varia natura. Notevole il successo di pubblico che ha riscoperto, anche in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo a causa del coronavirus, il piacere di stare insieme e  di ascoltare buona musica come di vedere esibizioni sportive o partecipare alla presentazioni di libri.

Ecco in rapida successione gli eventi che hanno caratterizzato questa estate a Piazza Pepe

L’8 luglio si inizia con un concerto di musica Jazz con Peppe D’Argenzio e il quartetto Pepe (vedi post dedicato)

 

Il 21 luglio è un pomeriggio dedicato al pattinaggio su rotelle: diversi bambini mettono i pattini per la prima volta e alla fine applauditissime esibizioni di giovani atleti (vedi post dedicato)

Il 29 luglio è la volta del Concerto della Banda della Polizia di Roma Capitale (vedi post dedicato)

Il 30 luglio la presentazione del libro “Il signore gentile” alla presenza dell’autore Lino Bordin

 

Il 5 agosto la presentazione del libro “Il Mondo in un quartiere” alla presenza dell’autore Antimo Luigi Farro

Il 6 agosto la conferenza “Colonialismo e Postcolonialismo”

Le soluzioni che non risolvono nulla

Da qualche tempo un tratto di viale Manzoni è divenuto un vero e proprio accampamento per una decina di “homeless”. Potete immaginare le condizioni igienico sanitarie (specie in questo momento) del marciapiede ma non solo, anche la strada è divenuta off-limits dal momento che nessuno ci parcheggia più le autovetture (vedi filmato). Avremmo voluto più volte rimarcare questa situazione pubblicando dei post ma ci sembrava di mancare di rispetto a questi poveri diavoli che per ragioni diverse sono costretti a vivere per strada. Ma ora alla luce di quello che sta accadendo non possiamo far finta di nulla specie per documentare le politiche sociali delle istituzioni del tutto deficitarie riguardo a questo problema che è divenuto notevolmente compiesso. Come al solito, quando la situazione diventa insostenibile (e onestamente lo era) si sgombera con le maniere forti (pattuglie di Vigili Urbani e squadre AMA) questa poveri esseri umani senza offrire loro nulla in cambio in termini di aiuti materiali e psicologici con il risultato che o vanno da qualche altra parte (e la situazione di viale Castrense ne è una tremenda testimonianza) o dopo pochi giorni ritornano nello stesso posto.

Ed infatti è quello sta succedendo a viale Manzoni: dal marciapiede finalmente pulito e praticabile al ritorno di alcuni degli homeless sono passate solo poche ore

Il problema è a monte: ci si dovrebbe interrogare del perchè di tutte queste persone (a Roma ce ne sono circa 10.000) che vivono in mezzo alla strada senza inutili e dannosi steccati ideologici, e a valle: cercando di individuare tra i molti edifici pubblici in disuso qualcuno in grado di poter ospitare in maniera dignitosa gli homeless per il tempo necessario ad una chiarificazione del loro stato.  Continuare ad agire come stanno facendo ora le istituzioni significa rischiare di trasformare la città in un enorme accampamento.

7 agosto 2020: Gemellaggio virtuale tra il cd. Tempio di Minerva Medica e la cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze in occasione del suo 600° anniversario

600° Anniversario della costruzione della cupola del Duomo di Firenze

Nello scorso anno ci era venuta l’idea di proporre un gemellaggio tra il cd. Tempio di Minerva Medica e il Duomo di Firenze in occasione del 600° anniversario dell’inizio della costruzione della famosa cupola opera di Filippo Brunelleschi (7 agosto 1420). Ma poi le note vicissitudini legate al lockdown hanno impedito di fatto l’ideazione di questo evento.

Perchè questo gemellaggio?

E’ ormai certo che, all’inizio del XV secolo, per trarre ispirazione per il  grandioso progetto della cupola di Santa Maria del Fiore, il grande architetto fiorentino studiò a fondo  i monumenti antichi nel periodo  che passò a Roma, e  tra questi il cd. Tempio di Minerva Medica e in particolare la cupola che segnava un’autentica svolta nella tecnica di costruzione nel mondo dell’architettura tardoantica.

Anzi, tenendo presente che la cupola del Duomo di Firenze doveva essere edificata su una base poligonale (ottagono irregolare), costruzione più complessa che su una base circolare (p.e. il Pantheon), il cd. Tempio di Minerva Medica offrì sicuramente degli spunti e delle idee importanti e risolutive per il grande progetto fiorentino data la base decagona che in altezza si trasforma in un profilo circolare.

Pubblichiamo, per l’occasione,  delle bellissime fotografie inedite del cd. Tempio di Minerva Medica, per gentile concessione dell’autore Roberto Vicini,  con un punto di vista del tutto inusuale che, se ce ne fosse ancora bisogno, mostrano tutta la magnificenza della grande struttura tardoantica di via Giolitti (ma anche la sua infelicissima posizione) ed anche la sua particolarità costruttiva  (assai evidente in queste foto) che ispirò Filippo Brunelleschi (cliccare per ingrandire le foto).

 

 

Alcuni articoli sull’argomento

La storia della cupola del Brunelleschi (vedi)

Un interessantissimo articolo sul cd. Tempio di Minerva Medica con, alla fine, un confronto tra la ricostruzione della cupola del monumento e quella del Duomo di Firenze (vedi)

Un breve estratto dallo studio “Brunelleschi e le proporzioni armoniche” di Silvia Parolari

Alcune monografie su Brunelleschi insistono sull’importanza avuta dallo studio dell’architettura romana, in particolare per la Rotonda degli angeli, che presenta delle similitudini con il Ninfeo degli Orti Liciniani (Tempio a Minerva Medica)
 
Un interessante articolo con dei filmati della storia della Cupola del Duomo di Firenze e un articolo sul cd. Tempio di Minerva Medica. Alla fine un confronto tra vari tipi di cupole (vedi)
 

La tradizionale nevicata a Santa Maria Maggiore per la celebrazione della Madonna della neve quest’anno si farà il 30 agosto

La tradizionale nevicata artificiale accompagnata da uno spettacolo di luci e musiche che si tiene davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore non è stata eliminata dal calendario degli eventi ma è stata solo posticipata al 30 agosto.

Ecco il comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA

Torna l’appuntamento con la storica rievocazione del Miracolo della Madonna della neve all’Esquilino, uno spettacolo a cura dell’Architetto Cesare Esposito, giunto alla sua 37esima edizione, patrocinato dal Comune di Roma, Mibac- Ministero beni culturali e del turismo, Regione Lazio, Vaticano e I° Municipio.

La manifestazione che si svolge in Piazza Santa Maria Maggiore, come concordato con il Comune di Roma, quest’anno, anziché svolgersi il 5 agosto, sarà spostata al 30 agosto 2020. La piazza viene trasformata in un teatro di luci per ricordare l’evento del 5 agosto 358 d.c, quando la Vergine Maria apparve in sogno a Papa Liberio con la richiesta di erigere una Basilica dove il giorno seguente avrebbe trovato della neve fresca. La mattina seguente si verificò il miracolo e Papa Liberio tracciò il perimetro della Basilica, seguendo la forma del velo di neve lasciata sul colle dell’Esquilino, edificando la prima Basilica nel mondo dedicata alla Madonna della Neve.

Spettacolo di archi riflessi di luce, architetture sonore che fanno ruotare le colonne della facciata di Ferdinando Fuga, effetti speciali, neve e proiezioni con le letture di Riccardo Cucciolla sulla storia della Basilica.

L’amore per la città, nonostante le difficoltà del momento, ci porta ancora una volta a incontrarci e quest’anno, più che mai, la manifestazione si riveste di un significato altamente simbolico e spirituale, come supplica alla Madonna, alla quale affidarsi con umiltà e amore per scongiurare il pericolo di una seconda ondata pandemica e i timori legati a un altro lockdown.

Dalle ore 20 alle 24, il 30 agosto 2020, nell’isola pedonale di Piazza Santa Maria Maggiore si svolgerà la storica nevicata con proiezioni e giochi di luci. La serata sarà arricchita dalla fanfara dei Carabinieri, diretta dal M° Danilo Di Silvestro.

Un evento dedicato a Papa Francesco, molto a cuore ai romani e una forte attrattiva turistica. La tradizione continua nel segno della speranza.

Partecipa il Cardinale della Basilica Santa Maria Maggiore.

L’architetto Cesare Esposito
La Basilica di Santa Maria Maggiore

6 agosto 2020 Conferenza sul Colonialismo e Postcolonialismo a Piazza Pepe

Piazza Pepe

Giovedì 6 Agosto ore 19:30
Piazza Pepe

Conferenza sul Colonialismo e Postcolonialismo

 
una lettura geopolitica da Colombo al COVID-19, intervento di Gabriel Vignoli, docente di relazioni internazionali, commenta Carla Baiocchi.

 
 

6 e 9 agosto 2020 Anna Netrebko e Yusif Eyvazov “Omaggio a Roma” al Circo massimo

Omaggio a Roma

Stagione 2019/2020
 
6 e 9 agosto
 
Circo Massimo

Anna Netrebko e Yusif Eyvazov
Omaggio a Roma

DIRETTORE Jader Bignamini

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma

5 agosto 2020 Presentazione del libro “Il mondo in un quartiere” a Piazza Pepe

Mercoledì 5 agosto 2020 – ore 19,30
Piazza Pepe
 
Presentazione del libro “Il mondo in un Quartiere

di Antimo Luigi Farro

Saranno presenti l’autore ed Emanuele Toscano, docente di Sociologia