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Dal 22/4 al 3/526 “Le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 22 aprile al 3 maggio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Paola Minaccioni in

Le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow

di Julia May Jonas

traduzione di Marta Salaroli

con
MONICA NAPPO
VALENTINA SPALETTA TAVELLA
scena MARCO ROSSI e FRANCESCA SGARIBOLDI
costumi ALESSANDRO LAI
luci LUIGI BIONDI
musiche originali ROSSANO BALDINI
aiuto regia ELVIRA BERARDUCCI
regia CRISTINA SPINA

una produzione degli Ipocriti di Melina Balsamo

Durata: 1 ora e 35 minuti, atto unico

Le Stravaganti Dis-avventure di Kim Sparrow è una Dark Comedy che segue tre eccentriche intrappolate in una spirale di disperazione e tradimento.
Kim, hipster quarantenne e manager di un negozio vintage, fa da mentore a Tussie, aspirante fashion designer non-binario sulla ventina. Il loro piano per rubare abiti di alta moda a una ricca cliente si complica quando Blatta, la più vecchia amica di Kim e ladra di professione, si inserisce con prepotenza nello schema. Ne segue una commedia degli errori che porta a violenza inaspettata e a un duro confronto con l’identità.

Note di regia
Questa pièce offre uno spaccato di New York attraverso lo sguardo di tre protagoniste femminili insolite, stravaganti, ridicole, violente, a volte volgari, che incarnano una società contemporanea in declino. Può risultare scomodo, irriverente e provocatorio vederle rappresentate in questo modo, ma penso che intercettino una verità e una rabbia che ci appartiene.
Julia May Jonas è un’autrice e drammaturga americana contemporanea le cui opere sono state rappresentate in teatri prestigiosi di New York come il Lincoln Center, The Bushwick Starr, Prelude, Incubator Arts Center, The Brick e PS122. Fondatrice del collettivo Nellie Tinder, ha ricevuto il sostegno della Mental Insight Foundation e della Rockefeller Foundation. Il suo romanzo d’esordio, Vladimir, è stato inserito tra i “Migliori libri del 2022” da Time Magazine, New York Magazine ed Entertainment Weekly, oltre a essere scelto come New York Times Editor’s Pick. Il romanzo è stato adattato in una serie televisiva con protagonista Rachel Weisz, che debutterà su Netflix il 5 marzo 2026.
La narrazione si sviluppa in due parti: nella prima assistiamo alla pianificazione della rapina, dove si definiscono le dinamiche di potere e le motivazioni delle protagoniste; nella seconda le alleanze si spostano e i personaggi affrontano conseguenze brutali. Questa struttura costruisce una tensione crescente e rivela le verità più profonde sulle tre donne mentre le loro facciate crollano.
L’opera esplora l’obsolescenza in una cultura ossessionata dalla giovinezza, le relazioni intergenerazionali e il modo in cui la disperazione spinge le persone oltre i confini morali. La domanda centrale è: cosa succede quando persone che si sentono scartate dalla società cercano di prendere ciò che credono di meritare? La storia cattura quella sensazione familiare a chiunque arrivi a New York: aspettare l’opportunità giusta, sperando che porti al successo. Ma Kim, Blatta e Tussie, stanche di aspettare che il destino bussi alla loro porta, decidono di prendere in mano la situazione. Rubare abiti vintage pregiati diventa il loro tentativo disperato di crearsi un’opportunità, un futuro, la possibilità di avviare finalmente l’attività commerciale tanto sognata.
Per essere considerato “vintage”, un capo deve avere almeno 25 anni: è il passaggio del tempo che lo rende prezioso e unico. Questa dinamica crea un paradosso affascinante: mentre i vestiti acquisiscono valore invecchiando, Kim vive nel terrore del tempo che passa, sentendosi perennemente fuori sincronia con il presente, in una sorta di eterno ritardo. Il vintage, fenomeno ormai diffuso globalmente ma con un forte epicentro nelle metropoli contemporanee, è diventato più di una tendenza: è una filosofia di vita, una risposta consapevole allo spreco dell’industria dell’abbigliamento. Indossare i vestiti di qualcun altro è un gesto performativo che genera speranza, desiderio di fuga, illusione di potere.
Questa dark comedy è anche una riflessione sul mondo capitalistico in cui viviamo: sulla differenza di classe, sui ricchi e sui poveri, un esame spietato sull’essere umano e su un sistema che ci vuole usare, comprare e mettere in costante confronto per stabilire chi è il migliore o il peggiore. La storia si concentra sulle relazioni tra queste tre donne, sui loro legami di dipendenza e sul bisogno disperato di una rivalsa contro la società che le ha escluse. Nelle metropoli la gentrificazione avanza inesorabile: le città si trasformano in luoghi esclusivi per ricchi, costringendo i poveri a spostarsi sempre più lontano verso le periferie, o a ritrovarsi a 45 anni ancora coinquiline in appartamenti condivisi.
È una pièce provocatoria che nasce dalla necessità di dare spazio a personaggi femminili non convenzionali. Siamo abituati a vedere uomini cattivi, falliti, volgari, violenti, inetti sulla scena, ma è tempo di ampliare lo sguardo e rappresentare le donne in tutte le loro sfaccettature.
Cristina Spina

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 22, giovedì 23, sabato 25, martedì 28 aprile, venerdì 1, sabato 2 maggio ore 21:00
  • venerdì 24, mercoledì 29, giovedì 30 aprile ore 19:30
  • sabato 25 aprile ore 16:30
  • domenica 26 aprile e domenica 3 maggio ore 17:00
credit foografico

Azzurra Primavera

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Dall’8 al 19/4/26 “Ditegli sempre di sì” al Teatro Ambra Jovinelli

Dall’8 al 19 aprile 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Ditegli sempre di sì

di

Eduardo De Filippo

con 

Mario Autore
Anna Jodice
Domenico Pinelli
e con
 
GIANLUCA CANGIANO, MARIO CANGIANO, LUIGI LEONE
ANTONIO MIRABELLA, LAURA PAGLIARA, VITTORIO PASSARO
LUCIENNE PERRECA, SIMONA PIPOLO, ELENA STARACE
scena LUIGI FERRIGNO / SARA PALMIERI
costumi VIVIANA CROSATO, ANTONIETTA RENDINA
musiche MARIO AUTORE
regia DOMENICO PINELLI
 
 
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io, col pronto e santo sostegno di Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel, due colleghi che – non a caso – definisco fratelli, ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.
Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.
In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo. Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia … ditegli sempre di si!
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
 
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.
La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
 
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
Eppure, continua:
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
 
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.
Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.
Domenico Pinelli
 
Orari spettacolo
  • mercoledì 8 giovedì 9, sabato 11, martedì 14 aprile, venerdì 17, sabato 18 aprile ore 21:00
  • venerdì 10, mercoledì 15, giovedì 16 aprile ore 19:30
  • sabato 11 aprile ore 16:30
  • domenica 12 e domenica 19 aprile ore 17:00
credit fotografico

Oreste Lanzetta

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Dal 18 al 29/3/26 “Nessuno – Le avventure di Ulisse” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 18 al 29 marzo 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Stefano Accorsi

in

Nessuno

Le avventure di Ulisse

 

testo di Emanuele Aldrovandi

e con Francesca Del Duca
adattamento e regia Daniele Finzi Pasca
scene Luigi Ferrigno
costumi Giovanna Buzzi

produzione di Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

Siamo felici di annunciare il nuovo spettacolo con protagonista Stefano Accorsi, artista con cui abbiamo creato negli anni un vero e proprio sodalizio.

Dopo il successo di “Giocando con Orlando” e “Decamerone. Vizi, virtù e passioni” di Marco Baliani, e di “Azul” scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca, Stefano Accorsi si immerge in un  nuovo e ambizioso progetto: una rilettura teatrale del mito di Ulisse.

Lo spettacolo non sarà un semplice adattamento scenico, ma un vero e proprio viaggio nella psiche, nell’animo e nelle avventure del più umano tra gli eroi omerici.

Nuovo Teatro prosegue dunque il proprio impegno nel promuovere e creare progetti di qualità capaci di affascinare e coinvolgere il grande pubblico.

NOTE DI REGIA
Le parole hanno bisogno di sudore, per essere suonate con eleganza. Perché possano diventare leggere vanno spogliate, smussate rendendole ciottoli multicolori di una spiaggia immaginaria. Vengo da un teatro dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni. Per trovare questi punti di disequilibrio ci vogliono attori forti e delicati allo stesso tempo, abituati ad usare il corpo con l’elasticità e la potenza di un arco che scaglia immagini negli occhi degli spettatori. Ritrovare Stefano mi ha fatto tanto piacere, ci siamo capiti con facilità quando abbiamo costruito “Azul” e in “Nessuno” abbiamo affinato la nostra complicità.
Sono un obbiettore di coscienza, nel mio paese mi capitò di scontare qualche mese di prigione per aver rifiutato di prestare servizio di leva, raccontare dunque le gesta dei guerrieri non mi è solo insolito ma totalmente inusitato, una specie di salto mortale senza rete. Sono un clown, amo gli eroi semplici, i perdenti, quelli nei quali mi riconosco, i fragili, quelli fatti di materia che si sbriciola.
Così ho trasformato il dialogo interiore di un eroe sacro in un dialogo colmo di amore tra un eroe fragile e il suo amore. È arrivata dunque Penelope, un fuoco calmo, il ritmo selvaggio della femminilità e alla nostra avventura si è unita Francesca cielo stellato, la voce che ci guida verso casa. Noi clown ci occupiamo essenzialmente dei drammi, facciamo ridere per distrarre l’anima degli spettatori e quando meno se lo aspettano li colpiamo con il dolore di chi cade e si spezza. Volevo un Ulisse che facesse ridere e poi piangere, sorridere e poi commuovere, che fosse fatto della stessa materia dei nostri ricordi più ingenui, che parlasse d’amore e poco di sangue.
Nella vetrinetta in casa della nonna venivano conservate le tazzine del servizio buono, mai usate, troppo preziose per essere maneggiate. Il caffè di tutti i giorni lo si beveva nelle tazzine spaiate, tazzine sbocconcellate a cui nessuno era affezionato, quelle tazzine le ho ereditate io e mi sono preso anche una delle buone che si era frantumata alla fine di un pranzo di Natale conservata poi per anni nell’ovatta in attesa di un improbabile miracolo.
Quando Stefano e Marco mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile, quella che quando si spacca svela l’umanità che dovrebbero avere gli eroi, poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni. Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione, di ogni chiacchiera nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie?
Nessuno risponderà.
Daniele Finzi Pasca

 

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 18 giovedì 19, sabato 21, martedì 24, venerdì 27, sabato 28 marzo ore 21:00
  • venerdì 20, mercoledì 25, giovedì 26 marzo ore 19:30
  • domenica 22 e domenica 29 marzo ore 17:00
credit fotografico foto di Viviana Cangialosi

Dal 4 al 15/3/26 “People, Places & Things” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 4 al 15 marzo 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Anna Ferzetti

People. Places & Things

 

di DUNCAN MACMILLAN
traduzione MONICA CAPUANI

con BETTI PEDRAZZI, THOMAS TRABACCHI, TOTÒ ONNIS

LUCA MASSARO, MARIA GIULIA TOSCANO, GIORGIO STEFANI, SOFIA CAPO, GABRIELE BADAGLIALACQUA, MARTA VIRGINIA MORGAVI

scena LUIGI FERRIGNO
costumi ROBERTO CHIOCCHI
luci BIANCA PERUZZI
maestro di voce SUSAN MAIN
aiuto regia LUCA BARGAGNA
movimenti scenici MARCO ANGELILLI

regia
PIERFRANCESCO FAVINO

Per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay

Produzione Gli Ipocriti di Melina Balsamo diretta da Pierfrancesco Favino

Emma è in scena, è Nina nel Gabbiano di Cechov.
Kostja le parla, lei risponde, non sa dove mettere le mani, è Nina, non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri.
Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà?
Nina sta per cadere giù dal palco … o forse è Emma che sta scivolando via.
Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto.
_______________________
Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra.
A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare.
In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura.
Pierfrancesco Favino

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 4 giovedì 5, sabato 7, martedì 10, venerdì 13, sabato 14 marzo ore 21:00
  • venerdì 6, mercoledì 11, giovedì 12 marzo ore 19:30
  • sabato 7 marzo ore 16:30 
  • domenica 8 e domenica 15 marzo ore 17:00
credit fotografico Natale De Fino

Dal 18/2 all’1/3/26 ” Art!” diretto e interpretato da Michele Riondino al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 18 febbraio all’1 marzo 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

ART!

di Yasmina Reza

diretto ed interpretato da

Michele Riondino

con Daniele Parisi, Michele Sinis
scene Vito Giuseppe Zito
costumi Silvia Segoloni
una produzione Argot Produzioni e Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo
e Fondazione Sipario Toscana onlus – La città del Teatro

“Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc, MICHELE RIONDINO da solo in scena, ad apertura di sipario. «È una tela di circa un metro e venti per un metro, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche».
Inizia così Art, la commedia francese contemporanea più recitata al mondo.
Tre amici di vecchia data si organizzano per passare una serata insieme, e il citato quadro bianco a righe bianche si trasforma, battuta dopo battuta, nel catalizzatore che porta alla luce nevrosi, rancori, rivalità rimasti finora sopiti.
In questa commedia crudele e divertente sull’ amicizia gli scambi di battute, sempre più velenose e taglienti, arrivano a smascherare la fragile impalcatura della relazione tra Marc, Serge e Yvan, costruita su egoismo, vanità e ipocrisia. Yasmina Reza in questa commedia nera tocca picchi di crudele comicità, si diverte e ci fa divertire, perchè ridiamo molto, anche se il sorriso è sempre più tirato, man mano che emerge la malinconia.”

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 18 giovedì 19, sabato 21, martedì 24, venerdì 27, sabato 28 febbraio ore 21:00
  • venerdì 20, mercoledì 25, giovedì 26 febbraio ore 19:30
  • sabato 21 febbraio ore 16:30
  • domenica 22 febbraio e domenica 1 marzo ore 17:00

Dal 4 al 15/2/26 “A casa tutti bene” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 4 al 15 febbraio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

A casa tutti bene

Scritto da GABRIELE MUCCINO
con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison

 

Tratto dal film “A casa Tutti bene”
Scritto da Gabriele Muccino e Paolo Costella
Prodotto da Lotus Production- una società del gruppo Leone Film Group
con Rai Cinema
regia di Gabriele Muccino

con
Giuseppe Zeno Anna Galiena
Alice Arcuri, Ilaria Carabelli, Maria Chiara Centorami,
Lorenzo Cervasio, Simone Colombari, Vera Dragone,
Sandra Franzo, Alessio Moneta, Celeste Savino
Musiche Nicola Piovani
Coproduzione Best Live e Teatro Stabile d’Abruzzo

Scritto da Gabriele Muccino
con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison
Musiche a cura di Pasquale Filastò – Edizioni Lodus Production
Scene Roberto Crea, Costumi Angelica Russo, Luci Marco Macrini
Video grafica Mirko Ruggiero – Jacopo Reale Aiuto regia Martina Glenda
Casting Marita D’Elia, Direttore di Produzione Francesca Chiappetta
Produzione esecutiva Elisabetta Nepitelli Alegiani

Una famiglia si riunisce nella casa storica per festeggiare l’ottantesimo compleanno della madre, Alba. Questo incontro farà deflagrare antichi conflitti e nuove tensioni.
Conosceremo gli 11 personaggi e le loro articolate relazioni attraverso le dinamiche che si svilupperanno in scena, e ci rispecchieremo nelle loro speranze, nei loro innamoramenti, nei loro tradimenti, nel loro affannarsi e credere in un futuro migliore.

Portare “A Casa Tutti Bene” a teatro è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo, concentrata nella casa di famiglia, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari.
Il teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi, rendendo il pubblico partecipe delle loro fragilità e tensioni. È un racconto universale in cui ognuno può riconoscersi, trovando nei complessi legami familiari un riflesso delle proprie esperienze.
Con questo adattamento voglio offrire un’esperienza intima e profonda, che catturi l’essenza della famiglia, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti.

Gabriele Muccino

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 4 giovedì 5, sabato 7, martedì 10, venerdì 13, sabato 14 febbraio ore 21:00
  • venerdì 6, mercoledì 11, giovedì 12 febbraio ore 19:30
  • sabato 7 febbraio ore 16:30
  • domenica 8 e domenica 15 febbraio ore 17:00
credit fotografico Riccardo Ghilardi

Dal 13 al 18/1/26 “Amleto²” al Teatro Jovinelli

Dal 13 al 18 gennaio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Amleto²

uno spettacolo di e con Filippo Timi
e con Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli, Mattia Chiarelli
luci Oscar Frosio
produzione Teatro Franco Parenti /Fondazione Teatro della Toscana

Una nuova edizione lo spettacolo cult di Filippo Timi. Una rilettura dove ogni gesto o parola diventano gioco e voce personale, provocazione intelligente.
L’artista stravolge il testo shakesperiano, rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si consuma un elogio della follia.
Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, colorato, dove la tragedia si trasforma in commedia, tra potere e oblio, tra frivolezza e pazzia.
Quello di Timi è un Amleto annoiato, che non ha più voglia di interpretare la monotona storia familiare, non ha più voglia di amare Ofelia, non ha più voglia di niente. Voci fuori campo lo richiamano, invano, al suo destino. Intorno a lui si muovono i personaggi scaturiti dalla sua instabile mente interpretati da Mascino, Rocco e Lietti, sue storiche sodali artistiche.

Orari spettacolo
  • martedì 13 giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 gennaio ore 21:00
  • mercoledì 14 gennaio ore 19:30
  • domenica 18 gennaio ore 17:00
credit fotografico Annapaola Martin

Dal 7 all’11/1/26 “La guerra com’è” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 7 all’11 genneio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

La guerra com’è

Tratto dal libro “Una persona aal volta” di Gino Strada

con ELIO GERMANO e TEHO TEARDO
fonico Francesco Fazzi
disegno luci Alberto Tizzone
scene Andrea Speranza
video Gianluca Meda

una produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot

Produzioni con il contributo di Regione Toscana in collaborazione con EMERGENCY

Un duetto di musica e parole. Accompagnato dalla musica di Teho Teardo, l’attore Elio Germano darà corpo e voce al libro Una persona alla volta, racconto dell’impegno contro la guerra e delle esperienze di Gino Strada, da giovane chirurgo in prima linea a fondatore di Emergency.
Parole potenti, autentiche e dirette che hanno ispirato i due artisti che rinnovano la loro collaborazione e sintonia in scena dopo il successo di Il sogno di una cosa dal romanzo di Pier Paolo Pasolini, sempre prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni.
Una riflessione sulle conseguenze della guerra e sul diritto universale alla salute. Il racconto delle esperienze che lo hanno condotto da giovane chirurgo di Sesto San Giovanni fino ai Paesi più lontani, per seguire l’idea che portava avanti con la sua passione e con la sua ONG: salvare vite umane e lottare per i loro diritti. Una narrazione appassionata e avventurosa delle radici che hanno ispirato Gino Strada, viaggio dopo viaggio. Un libro forte e semplice nel linguaggio che restituisce la voce di Gino, il modo di dire le cose di una persona molto competente che ha vissuto esperienze importanti e non può fare a meno di raccontarle, senza retorica. Il racconto di chi la guerra l’ha vissuta dalla parte di chi ricuce, di una persona che non è interessata ai colori degli schieramenti, ma a rimettere insieme pezzi di umanità scomposta, è una cosa forte e rivoluzionaria in questo momento storico. L’idea comune con Teardo, in questo spettacolo, è stata quindi farsi strumento affinché le parole di Gino Strada vengano ascoltate da più persone possibili ».
Elio Germano «Quando leggo le parole di Gino Strada vengo travolto da un’energia irresistibile che mi fa venir voglia di fare, di costruire qualcosa, di reagire. Anche quando arrivano dall’epicentro di una tragedia umanitaria, dal mondo che va in frantumi. Lo faccio con la musica che è ciò con cui mi sintonizzo con il mondo».
Teho Teardo

“Gli impegni internazionali, gli equilibri geopolitici, la deterrenza… persino i posti di lavoro vengono evocati da decenni per dire che no, non è possibile togliere soldi alla guerra – scrive Gino Strada – E invece un modo diverso di vivere su questo pianeta è possibile. È possibile vivere in una società che rispetta alcuni principi, indiscutibili e non negoziabili: i diritti umani. Non è una questione di risorse che mancano, ma di scelte che non si fanno. È arrivato il momento di decidere che priorità ci diamo come società: la vita delle persone o la guerra? Salute, istruzione gratuita, un lavoro dignitoso e protezione o fame e sofferenza per molti? Non è troppo.

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 7, venerdì 9,  sabato 10 gennaio ore 21:00
  • giovedì 8 gennaio ore 19:30
  • domenica 11 gennaio ore 17:00
credit fotografico Fabrizio Cestari

Dal 26/12/25 al 6/1/26 “Magnifica presenza uno spettacolo di Ferzan Ozpetek” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 26 dicembre 2025 al 6 genneio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Magnifica presenza uno spettacolo di Ferzan Ozpetek

Con
SERRA YILMAZ – TOSCA D’AQUINO
ERIK TONELLI
e con
TONI FORNARI – LUCIANO SCARPA
TINA AGRIPPINO – SARA BOSI – FABIO ZARRELLA
scene LUIGI FERRIGNO
costumi MONICA GAETANI
luci PASQUALE MARI

Dopo il successo di MINE VAGANTI, Ferzan Ozpetek torna in Teatro con un nuovo adattamento scenico di uno dei suoi successi cinematografici.
Ferzan Ozpetek torna a teatro con il nuovo adattamento scenico di uno dei suoi successi cinematografici, Magnifica presenza. Il regista, tra i più amati del nostro cinema, prosegue così il percorso inaugurato con Mine vaganti, e fa rivivere in teatro uno dei suoi film cult portando con sé in questa avventura una compagnia di attori esplosivi: Serra Yilmaz, Tosca D’Aquino, Erik Tonelli, Toni Fornari, Luciano Scarpa, Tina Agrippino, Sara Bosi, Fabio Zarrell

Dal 10 al 21/12/25 “Non ti pago” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 10 al 21/12/25

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Non ti pago

di Eduardo De Filippo

con

SALVO FICARRA – CAROLINA ROSI
e con NICOLA DI PINTO – MARIO PORFITO – MARCELLO ROMOLO

regia LUCA DE FILIPPO
e con (in ordine di apparizione)
VIOLA FORESTIERO, FEDERICA ALTAMURA,
VINCENZO CASTELLONE,
ANDREA CIOFFI, CARMEN ANNIBALE, PAOLA FULCINITI

scene GIANMAURIZIO FERCIONI
costumi SILVIA POLIDORI
musiche NICOLA PIOVANI
luci SALVATORE PALLADINO
aiuto regia NORMA MARTELLI

Non ti pago! Nel 2015 l’ultima messa in scena della Compagnia di teatro di Luca De Filippo, amici e compagni di lavoro legati al rigore e alla straordinaria capacità artistica di Luca che ne curò la regia: fu la sua ultima regia.
A dieci anni dalla sua scomparsa ho deciso di riportare sulle tavole del palcoscenico la commedia; per omaggiarlo certo, ma soprattutto per restituirlo al suo pubblico che continua ad amarlo e a quei ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo come persona e di applaudirlo in teatro.
Così mi sono dedicata con forza al progetto, cosciente della responsabilità che avrei dovuto affrontare, ma anche certa del sostegno che avrei incontrato nel proporlo.

Dieci anni fa ho voluto conservare la scenografia: il fondale, il suo bellissimo boccascena, gli oggetti, hanno ripreso vita come fossero stati sempre pronti per arrivare in un altro teatro, in un’altra città di questa lunghissima e a volte complicata tournée che è la vita… Curando l’allestimento sapevo che, pezzo dopo pezzo, insieme ai costumi, alle scene, alle musiche, i ricordi mi avrebbero rintracciata … e alla gioia di ritrovarmi nei teatri, si sarebbe silenziosamente insinuata in me e senza chiedermi permesso, anche quella sofferenza che si prova nell’affrontare la memoria delle perdite, ma con la consapevolezza che, quella memoria, diventa poi parte di noi, non ci abbandona mai e ci rende ciò che siamo.
In Non ti pago! ho ripreso la visione scenica di Luca che, in una personale prospettiva delle opere di Eduardo, aveva a mano a mano accentuato l’avidità morale dei personaggi. Attraverso la comicità della componente ludica, del gioco del lotto, Luca aveva letto la storia in chiave moderna e aveva registrato con cura in modo quasi grottesco ma mai macchiettistico, i temi che Eduardo, autore di indiscussa contemporaneità, ha sempre analizzato nelle sue opere: la disgregazione dei rapporti familiari, metafora del disfacimento di una società. Ingredienti non secondari.
Insieme a me sul palco ci saranno gli attori e i tecnici della Compagnia di teatro di Luca De Filippo, felici di poter partecipare di nuovo a questa avventura.
E con noi ci sarà, nelle vesti del protagonista Ferdinando Quagliuolo, un interprete di straordinaria sensibilità che ha aderito con entusiasmo al progetto.
Salvo Ficarra, emozionato, commosso, ha deciso di affrontare il personaggio protagonista della commedia, con le sue doti caratterizzate da leggerezza e spessore, incontrandone lo spirito comico ma accentuandone le ombre interiori. Facendo suo l’intento di Luca: creare un dialogo continuo con il pubblico che verrà a vedere la commedia. Facendo vibrare quelle corde che sono nella sua cifra artistica come lo erano in quella di Luca.
Per questo e per aver accettato di entrare in questa famiglia teatrale, per averci regalato il suo Ferdinando Quagliuolo in una chiave di lettura originale, lo ringrazio con tutto il cuore.
Non mi resta che augurare buon divertimento al pubblico che ha voluto bene a Luca e che speriamo, ci accolga ancora con quel calore che ci ha sempre manifestato dalla sua scomparsa.

Carolina Rosi

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 10, giovedì 11, sabato 13, martedì 16, venerdì 19, sabato 20 dicembre ore 21:00
  • venerdì 12, mercoledì 17, giovedì 18 dicembre ore 19:30
  • domenica 14 e domenica 21 dicembre ore 17:00