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La Cappella di San Pietro in vincula e San Michele a Santa Maria Maggiore

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Ogni tanto su Facebook, mi capita di leggere una cosa del genere

A Roma c’è un Piero della Francesca e nessuno lo sa. Quel San Luca lassù, col suo bravo toro, è suo. Ma inspiegabilmente nessuna indicazione o targhetta lo segnala, e la gente ignara ci passa sotto per raggiungere le toilettes.

Premesso che è doveroso invitare a una maggiore valorizzazione di un’importante testimonianza del Quattrocento romano, l’attribuzione di tale opera a Piero della Francesca è ben poco fondata…

Se chi grida ai quattro venti questa cosa non è un addetto ai lavori, passi pure, è una testimonianza di orgoglio civico, ma se a dirlo è un pittore, mi cadono le braccia…

Anche perché dietro quell’affresco vi è una storia tanto complessa, quanto affascinante, il cui principale protagonista, il il cardinale di Rouen Guillaume d’Estouteville, è un personaggio, per dirla all’americana, larger than life.

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Normanno, uomo coltissimo, amico fraterno…

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Murales della scuola Di Donato

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Potrei usare la vicenda dei murales della Di Donato come strumento di polemica contro la Campanini, ma non ne varrebbe la pena… Più che altro posso esprimere la mia preoccupazione sul fatto che non si salvino dalla furia iconoclasta della portavoce Cinque Stelle, il che rende sempre più necessario un intervento del Municipio a favore della tutela e della valorizzazione del patrimonio della Street Art dell’Esquilino, che, di giorno in giorno, sta diventando sempre più significativo, in termini di qualità e quantità.

Voglio invece complimentarmi con chi ha avuto l’idea, con chi ha promosso l’iniziativa e con tutti i ragazzi che l’hanno realizzata: perché hanno compreso la vera essenza della Street Art, di festa condivisa, che rafforza i legami sociali e rende, con la Bellezza, la vita più degna di essere vissuta.

Solo chi non capisce o teme ciò, può esserne nemico…  Ma questi può distruggere un’opera, non l’idea…

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Un nuovo martedì in piazza

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Qualche giorno fa, su uno dei tanti gruppi facebook dedicati all’Esquilino, un fan dell’hard rock se ne uscì con la battuta

Hanno rotto con questa pizzica

Ora, io non contesto i gusti musicali del prossimo, però, il tipo, con poco acume, ha male interpretato il rapporto tra Danze di Piazza Vittorio e la musica popolare: questa non è un fine, ma come la street art e tanti altri linguaggi, uno strumento per recuperare lo spazio urbano e costruire le basi di una socialità comunitaria.

Se lui è capace di farlo, utilizzando un altro tipo di musica, ben venga, non possiamo che esserne felici. In caso contrario, è l’ennesima riprova del grosso problema del nostro rione: parafrasando il buon Toro Seduto, il problema dell’Esquilino è che ci sono troppi ciarlatani e pochi che si sporcano le mani.

E noi Danze di Piazza Vittorio, magari suoneremo male, musica antiquata, ma non ci…

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In viaggio nella Street Art dell’Esquilino

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Negli ultimi mesi,  sia io, sia le Danze di Piazza Vittorio sono state tacciate di promuovere la Street Art all’Esquilino per non ben precisi motivi personali: accuse che, in questi giorni, sembrano passare dall’ambito della discussione da bar su Internet alla polemica politica.

Benché sia il primo, a cui non sia chiaro cosa ci sia venuto in tasca  a me e a le Danze dai murales, però è evidente una cosa: la profonda ignoranza degli accusatori, sia artisti, sia politici, che non si rendono che le iniziative portate avanti dal sottoscritto non sono che una minima parte della Street Art presente nel Rione.

Grazie al blog Un Murale al giorno, di cui ho saccheggiato buona parte delle foto presenti, mi prendo l’incarico di renderli un poco più colti, per mostrare come esista un mondo, oltre via Giolitti e il Mercato Esquilino, che, a quanto pare, gli sembra una…

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Cronache da San Giovanni

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Per dirla tutta, è complicato raccontare la Festa di San Giovanni all’Esquilino, perché le emozioni e le immagini si accavallano, rischiando di travolgermi. Certo, è stata un’ammazzata (per il sottoscritto, limitata, siamo onesti), una corsa contro il tempo, una lotta con una burocrazia folle insensata, ma alla fine ne è valsa la pane. Gli abitanti del Rione, qualsiasi sia la loro storia e cultura, si sono riappropriati delle loro storie e tradizioni e hanno recuperato la dimensione sociale di uno spazio urbano troppo spesso dimenticato dalle istituzioni

Una festa, che ha rafforzato il nostro essere una comunità e ci ha acculturato, con la visita ai San Vito e con la musica del Coro di Piazza Vittorio, che è stata veramente commovente e ci ha riavvicinato alla profonda spiritualità e allo stupore che ogni uomo prova davanti al mistero dell’Esistenza, al di là di quelle costruzioni convenzionali a cui diamo il…

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La grande famiglia de Le Danze di Piazza Vittorio

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Sì, devo confessarlo… Le Danze di Piazza Vittorio, per chi le bazzica, sono qualcosa di più di un’associazione culturale, impegnata in talmente tante cose, che spesso se ne perde il filo: sono, in realtà, una sorta di strampalata e parecchio folle famiglia allargata.

Come tutte le famiglie allargate ci sono gli scazzi, i momenti in cui vorresti prendere il prossimo a randellate in capo, oppure preferiresti stare da solo e non vedere nessuno… Ma, per di più, prevalgono i momenti di gioia, di avventura e condivisione.

E la prima nei Giardini di Piazza Vittorio è proprio uno di questi… Ci si diverte, ci si incontra, si rivedono vecchi amici con cui si vorrebbe trascorrere più tempo assieme… Per cui, cibatevi questo diario minimo…

Come sempre, date le origini del leader maximo, si comincia con il sonu a ballu…  La riprova che, quanto diceva mio nonno non era poi così sbagliato……

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Gaetano vende Sogni

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Se dovessi definire questa prima giornata di Street Attack 2.0, forse la parola più giusta sarebbe festa.

Una grande festa popolare, dove decine di persone, di ogni popolo accampato all’Esquilino, si sono fermate a chiacchierare, a dare pareri e cosa più importante, a mostrare il loro affetto a Gaetano, un pezzo di storia del nostro Rione.

Con il suo sorriso che non giudica nessuno e incoraggia tutti, con la sua generosità e le sue buone parole, ci ricorda ogni giorno come dovremme essere, per liberarci dal nostro egoismo e da tutte le assurde paturnie che avvelenano la nostra vita.

Perchè, come dice bene il buon Beetroot

Gaetano non vende cose, vende sogni

E in qualche modo, oggi, tutti noi gli abbiamo reso omaggio: perché la Street Art è qualcosa che va oltre il pittore e il promotore.

E’ figlia di una comunità, con i suoi sogni e le sue speranze……

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Gli eroi dimenticati dell’Esquilino

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Sabato Martelli Castaldi e Roberto Lordi, due nomi che a molti dicono poco, ma che meriterebbero di essere impressi nella memoria dell’Esquilino.

Entrambi erano pionieri dell’Aviazione Militare in Italia: Sabato nel 1933, a soli 36 anni di età, venne nominato generale di brigata e ritenuto probabile successore di Italo Balbo a ministro dell’Aeronautica.

Roberto partecipò anche ad alcuni spettacolari e pionieristici eventi aeronautici (organizzazione del primo lancio collettivo di paracadutisti nel 1927, partecipazione al raid Roma-Torino-Londra nel 1928, prima trasvolata al mondo del Tibesti, la più elevata catena montuosa del deserto del Sahara) e nel 1933 fu inviato in Cina, per assistere Chiang Kai-shek nella creazione delle forze aeree cinesi.

Tutti e due però denunciarono le ruberie e le truffe dei gerarchi fascisti e per questo, furono cacciati dal loro ruolo, con la scusa che fossero pazzi.

Ritornati alla vita civile, trovarono lavoro presso il polverificio della Ditta Stacchini…

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Il Murale dell’Aula Magna dell’Ex Caserma Sani

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Nell’ambito delle discussioni sull’opportunità del murale di Mauro Sgarbi al Mercato Esquilino, saltò fuori, come argomento a favore, il progetto di decorazione dell’Aula Magna dell’ex Caserma Sani, promosso dalla Carnegie Mellon University e dal Comune di Roma, grazie all’impegno e all’interessamento dell’artista e professore Douglas Cooper.

Progetto che vide coinvolto il nostro Centro Anziani e che fu finanziato, oltre che dall’università americana, anche dalla Fondazione Olivetti,dalla Roy A. Hunt Foundation e dalla Bitner Foundation.

Ora, mi ricordo che se ne parlava intorno al 2004/2005, ma essendo in quel periodo cominciata la mia personale versione di Casa Surace con il trasferimento a Milano, non seguì più la questione.

Anzi, visto che da quando ero tornato a casa, non ne avevo più sentito parlare, davo per scontato che quel progetto fosse abortito; finché, un settimanella fa, parlando con i miei amici del Mercato Esquilino, feci…

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OneTasteEsquilino

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Per dirla alla Li er Barista

“E’ da quanno che so’ pischello, che l’Esquilino è ‘na pipinara”.

Ossia fin da quando ho memoria io, ossia dagli anni Settanta, il nostro rione ha sempre avuto una serie di problemi di nettezza urbana e di controllo del territorio; sospetto poi, leggendo giornali e fonti d’epoca che questi vadano assai più indietro nel tempo.

Ora, dato che quando ero bambino, oggettivamente di immigrati in giro ce ne erano assai pochini, è abbastanza ragionevole ipotizzare come tali problemi, più che essere legati alla loro presenza, siano strutturali al Rione, figli di una politica urbana miope e superficiale da parte del Campidoglio, che purtroppo ormai è quasi secolare.

Posizione la mia, che viene tacciata di buonismo, sia da parte della minoranza radical chic degli abitanti del Rione, che non hanno memoria storia e non hanno chiaro come non si possa avere la botte piena e…

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