Un nuovo fantastico sito, ora visitabile, arricchisce il patrimonio archeologico dell’Esquilino


Dal sito http://www.romasotterranea.it

Fra S. Maria Maggiore e Piazza Vittorio, sull’antico Mons Cispius, si trova la chiesa di S.Vito. La prima menzione della chiesa, già detta “in Macello”, dal vicino Macellum Livianum, si trova nella vita di Papa Leone III (795-816).
L’area immediatamente vicina alla chiesa – intitolata in realtà oltre che a S. Vito anche ai SS. Modesto e Crescenzia – presenta, visibili a tutti, due elementi di notevole importanza archeologica: una porzione delle cosiddette Mura Serviane, in blocchi di tufo di Grotta Oscura, incastonate in un edificio lungo Via Carlo Alberto e, orientato esattamente come queste, l’Arco di Gallieno, ricostruito in epoca giulio-claudia su quella che doveva essere l’antica Porta Esquilina.
Importanti ed ampi scavi effettuati al di sotto della chiesa nel 1971-1972 e poi nel 1979 hanno permesso di acquisire importanti informazioni relativamente alla topografia della zona. E’ stata ritrovata una porzione delle antiche mura di cappellaccio, forse databili addirittura al VI secolo a.C. e fondate nel terreno vergine della valle esquilina. Si è accertata la presenza di un varco con orientamento nord-sud, corrispondente con tutta probabilità alla prima Porta Esquilina. E’ stato inoltre rilevato un diverso rapporto tra la cinta muraria del IV secolo a.C. e il sito della nuova Porta Esquilina in senso est-ovest, che si risolve con un percorso ad angolo ottuso della fortificazione ed uno sfasamento dei due tratti attestati alla porta.
E’ poi visibile la strada romana, presente con un tratto di basolato che accenna al percorso sotto il terzo fornice laterale dell’Arco di Gallieno.
Sono inoltre state scoperte delle opere idrauliche da riferirsi all’arrivo dell’acquedotto Anio Vetus presso la Porta Esquilina: in particolare un castellum aquae ed una riorganizzazione degli spechi sotterranei dell’acquedotto avvenuti in età traianea. Il nucleo cristiano della diaconia si inserì proprio in ambienti ridossati al corpo del castellum aquae, lungo il lato nord della chiesa attuale. L’accesso a questi ambienti avveniva da una porta che si affacciava sulla strada romana.
Sono presenti inoltre i resti architettonici del probabile primo ambiente del IV secolo d.C. raccolti nella zona di risulta tra il castellum e le mura del IV secolo a.C., oltre alle sepolture dell’epoca cristiana disposte ai margini della strada riutilizzando un vecchio canale di scolo legato al castellum.
E’ stata infine accertata la fase medievale della prima chiesa.

Vorremmo solamente aggiungere  che è uno dei pochissimi luoghi di Roma (ed è tutto dire) in cui si può fare idealmente un viaggio nel tempo che va dal VI secolo a.C. alla seconda metà del milleottocento, dalle Mura Serviane all’attuale chiesa di San Vito passando per le stratificazioni di età augustea, tardoantica, medioevali e  rinascimentali. Insomma un’altra eccezionale testimonianza di quanta ricchezza, bellezza, arte e cultura è capace di offrire il Rione Esquilino e in particolare l’area di Piazza Vittorio.

Peccato che a poche decine di metri da questo fantastico sito ci tocca vedere simili sconci

Possibile che non si possa fare nulla per ridonare all’Esquilino e alla città di Roma quella dignità che merita e che le spetta per la sua storia e l’importanza che tutto il mondo le riconosce.

2 pensieri riguardo “Un nuovo fantastico sito, ora visitabile, arricchisce il patrimonio archeologico dell’Esquilino”

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