Il Muef ArtGallery è lieto di presentare la mostra dal titolo “Ieri ho salvato il mondo”. Dal 24 al 31 gennaio 2026 Inaugurazione sabato 24 gennaio 2026 ore 17.30 Artisti partecipanti: Sandro Bonforti, Bruno Bufalino, Paolo Casicci, Giovanna Cataldo, Anna De Angelis, Alexander L. Di Meglio, Hafiza, Mario La Carrubba, Ruggero Lenci, Franco Maruotti, Luisa Mazzullo, Lina Morici, Viviana Pallotta, Elio Rizzo. “La bellezza salverà il mondo”, scrive Dostoevskij ne “L’Idiota”, affidando all’arte la capacità di trasformare la realtà senza imporle una forma, ma donandole la dimensione del possibile. Di fronte a un presente segnato da crisi ambientali, conflitti, smarrimenti identitari e un sovraccarico visivo, la bellezza non appare più un rifugio, ma un campo di battaglia. Il titolo, volutamente paradossale, suggerisce un gesto minimo, quotidiano, quasi accidentale, a cui ogni artista si dedica: salvare il mondo non come atto epico, ma come microintervento nella trama dell’esistente. La mostra esplora questa tensione, chiedendosi cosa significhi oggi per un’artista assumere la responsabilità — o l’illusione — di incidere sul reale. Le opere riunite, nella loro unicità e nel loro esporsi, sono di per sé stesse azioni che riparano all’inerzia del nostro quotidiano. Alcune ricostruiscono, altre sottraggono; alcune interrogano il linguaggio delle immagini, altre propongono nuovi immaginari; tutte, però, condividono una stessa urgenza: esercitare una forma di cura critica verso il mondo, un atto di immaginazione responsabile. “Ieri ho salvato il mondo” è dunque un invito a considerare l’arte, non come mero abbellimento, ma come essenza ed esercizio del vivere, in cui la bellezza coincide con l’armonia, ma anche con la capacità di fare attrito. Una bellezza che salva l’idea, il gesto, l’istante d’emozione e riflessione. Forse è abbastanza. Forse è già un modo di salvare il mondo.
Il MUEF ArtGallery si pregia di ospitare la mostra personale di Mauro Molinari dal titolo “Figure e follie” che si tiene dal 29 novembre al 6 dicembre 2025. Inaugurazione sabato 29 novembre 2025 ore 17,30
Curata da Claudia Zaccagnini, l’esposizione raccoglie 18 disegni, fra i più recenti prodotti da Mauro Molinari. Il disegno occupa un posto e riveste un ruolo necessario nella vastissima e varia produzione dell’artista, essendo base e innesco per la sua originalissima figurazione. Come scrive la curatrice Claudia Zaccagnini nel catalogo della mostra, “Il fermo proposito di dedicare un’esposizione ai disegni di Mauro Molinari ha il sapore di un ritorno alle origini, a quella natura primigenia che trova la sua concretezza nel fare artistico […] Molinari è un eccellente disegnatore che pensa e costruisce su solide basi preliminari il suo discorso artistico da oltre cinquant’anni. Il disegno è per lui un elemento essenziale e irrinunciabile nello sviluppo delle sue idee. Che riguardi la figura umana, le ambientazioni paesistico-architettoniche, gli animali, gli oggetti del vivere quotidiano o gli elementi decorativi esso costituisce l’anima fondante di ogni pensiero, di ogni sperimentazione, di ogni progetto.” Assistiamo dunque all’avvicendarsi di personaggi e scenari, ritratti da Molinari con tratto ironico e dissacrante, ma al tempo stesso con la sottile indulgenza di chi si sente parte della stessa umanità. Ancora con le parole di Claudia Zaccagnini, “Molinari legge in maniera personalissima il nostro tempo, affidando ai suoi dinamici ambasciatori il monito di una società in disgregazione. Il suo occhio attento osserva e registra con il disegno ogni disagio, ogni emozione, ogni desiderio, ogni indeterminatezza. […] Molinari non giudica la sua Umanità. La ritrae con curiosità e con quel leggero sorriso proprio di uno spirito ironico, fermandola nei suoi grafismi, a volte sapientemente ossessivi ma dal potente rigore geometrico.”
È stato stampato un catalogo in edizione limitata di 50 copie numerate, 20 delle quali recano la firma e un intervento dell’artista. La cura del catalogo e il testo critico sono di Claudia Zaccagnini. All’interno del catalogo è presente il componimento poetico “Condomini” di Floria Bufano.
In esposizione si trovano circa venti opere che segnano una sorta di percorso visivo nell’arte astratta di Federica Virgili e in cui la potente metafora del cantiere diventa scenario e sfondo ideale per una ricerca artistica che alla sperimentazione tecnica unisce l’invenzione di un vero e proprio linguaggio poetico e simbolico. L’uso diffuso di materiali e “sostanze” prese dal mondo del lavoro è protagonista di una pittura che è gesto, energia, istinto del bello. Il cantiere, da sempre luogo di trasformazione, di lavoro e di progettazione diventa quindi un riferimento fantastico per il comporsi di gesti, stratificazioni materiche, cromie vibranti, ma soprattutto evoca la forza del processo manuale e la vitalità di un fare artistico che è anche presa di consapevolezza e affermazione identitaria di una fiera femminilità.
La mostra non si limita perciò alla semplice celebrazione dell’itinerario artistico, ma pone la presenza femminile al centro di una riflessione sulla libertà espressiva e sulla necessità di trasformare i luoghi – reali e figurati – in spazi di autonomia e riconoscimento. L’universo astratto di Virgili origina dall’istintività gestuale e immaginifica, ma poi si sedimenta in una traccia personale che esalta proprio le dinamiche della sensibilità femminile: ogni tela racconta la necessità di affrontare il peso del vissuto, di gestire le fragilità e le resistenze, ma anche di liberare energie e progettualità. Con “Donne in cantiere”, Federica Virgili firma un percorso autentico e profondo, evidenzia come il processo creativo sia soprattutto un lavoro continuo di auto-determinazione e libertà.
In occasione del finissage, il giorno 8 novembre 2025, il MUEF ArtGallery è lieto di ospitare un intervento del critico d’arte Roberto Litta, e uno musicale del Cinetic Trio del m.o Marco Turriziani
Artisti partecipanti Ziad Abo Gheda, Tommaso Andreocci, Armando Casali, Giovanna Cataldo, Giuliana Cortese, Massimo D’Angelo, Anna De Angelis, Alexander L. Di Meglio, Luciano Lombardi, Stefano Tagliati, Luisa Valeriani, Federica Virgili
Il Muef ArtGallery è lieto di presentare Lezioni d’amore una mostra in cui gli artisti hanno l’intento di esplorare l’amore in tutte le sue sfaccettature, un tema eterno e universale che attraversa il tempo, le culture e le emozioni. L’amore è un insegnante silenzioso, una forza che modella il nostro essere e che si manifesta nelle forme più diverse: il legame passionale, l’affetto familiare, l’amicizia sincera, l’amore per la natura e per l’umanità, ma anche il dolore della perdita e la vulnerabilità dell’attesa. L’esposizione è un racconto visivo e sensoriale fatto di colori, forme, e materiali ̶ in cui si evoca l’essenza dei sentimenti. Ogni opera è un invito a riflettere, emozionarsi e rivedere la nostra relazione con questo sentimento così complesso e trasformativo. Un’occasione per prendere lezione, per aprire il cuore e lasciare che l’arte ci guidi verso una comprensione più profonda del nostro essere
Il Muef ArtGallery è lieto di presentare “Immagine e immaginario” mostra collettiva in cui undici artisti hanno l’occasione di indirizzare la riflessione del pubblico sulla dialettica fra immagine e immaginario perché convinti di quanto essa sia essenziale per comprendere i modi con cui tutti noi diamo senso alla realtà, creiamo simboli, miti, visioni e costruiamo la nostra esperienza del mondo. Le opere degli artisti, le immagini dei loro mondi fantastici, mirano direttamente all’immaginario degli osservatori, in un gioco di specchi che è il vero senso dell’arte e di ciò che chiamiamo bellezza.
La rappresentazione artistica è infatti la sublimazione di quel rapporto peculiare che si instaura fra immagine e immaginario. L’immagine è l’elemento visibile, è la composizione di forme e materie che l’artista imposta, costruisce e che restituisce come fatto compiuto, mentre l’immaginario è l’universo di significati, simboli e fantasie che l’opera suscita nell’osservatore e che l’artista ha messo in gioco nella sua creazione. In questo senso l’immagine è il dato tangibile, è un “oggetto” che può essere osservato, analizzato, interpretato e che perciò evoca un senso di realtà immediato. L’immaginario è l’insieme immateriale e sintetico di ogni percezione, intima o esteriore, che costituisce la base dei nostri ideali, desideri, sentimenti e che partecipa alla nostra intuizione del mondo e della nostra identità.
Attraverso l’immagine dunque l’artista agisce sull’immaginario, proprio e collettivo, inventa e contempla una realtà che va oltre il visibile, ma che nella forma, nel colore, nella materia diventa riflesso di un’emozione, specchio di un mondo interiore, espressione di una poesia del possibile. L’immagine così, trasfigurando la semplice osservazione del reale, o solcando il terreno della più pura astrazione, diventa lo strumento attraverso cui l’immaginario prende forma, diventa un innesco che può espandersi in significati molteplici e stratificati proprio perché diventa un ponte fra l’immaginario dell’artista e quello dell’osservatore.
Il 12 ottobre 2024 alle ore 17,30 al Muef Artgallery si inaugura una mostra molto interessante, la personale di Volker Klein Überhaupt Nicht Klein (per niente piccolo). Vi aspettiamo come sempre numerosi.
L’esposizione si terrà dal 12 al 19 ottobre dal martedì al sabato dalle 17,30 alle 20
Il titolo è evidentemente giocato sul cognome dell’artista, Volker Klein, di cui vengono esposte circa venti opere su tela e una serie sciolta di lavori su carta da spolvero. Volker Klein, tedesco di nascita, vive ormai da moltissimi anni in Italia a Roma e da qui ha sviluppato il suo percorso artistico e la modulazione di un linguaggio formale dai canoni spiccatamente espressionistici, ma al tempo stesso poetici, ironici, sognanti. Nelle sue opere, Klein innesta fra loro e combina pittura, collage, elementi grafici e scritture, così come fa dialogare apparati figurativi con le dinamiche astratte delle stesure cromatiche e del segno grafico con cui inventa geometrie imprecise, più o meno regolari. In questo modo, Klein congela le emozioni di un giorno e di un’ora, fra colore, immagine, ritaglio e sequenza segnica o alfabetica. Costruisce drammaturgie intime piene di assonanze e riferimenti al mondo esterno, come fermi immagine arrestati in una dilatazione infinita delle impressioni momentanee. Sono teatri tra il metafisico e il surreale, portati fuori dalla loro storia immediata, eppure non straniati dalle geografie del quotidiano, che viene, anzi, come irraggiato da un flash di emozione e fantasia. Sono piccole (per niente piccole) “tentazioni” dello sguardo, illusorie, ironiche, sensibili. Sono arte in accrescimento, pochi spazi vuoti e tanta pittura rapinosa, sono le assiepate concentrazioni di stimoli visivi e mentali, connessioni non rigorosamente plausibili o decifrabili, ma, come dice lo stesso Klein, “in grado di aprire nuove strade creative per superare le barriere imposte dalle tradizioni, dalle convenzioni che costringono l’arte in compartimenti stagno”.
Il MUEF ArtGallery è orgoglioso di ospitare, dal 3 fino al 10 febbraio, la mostra fotografica “Ossidazioni – Cose dell’altro mondo” di Armando Casali. Le fotografie esposte rappresentano un florilegio sintetico della più ampia manifestazione che, con lo stesso titolo, si è tenuta lo scorso dicembre presso la “Ex-Cartiera Latina” nel parco regionale dell’Appia antica.Armando Casali, attraverso la tecnica della ripresa “macro”, cioè l’ingrandimento del soggetto fotografato a dimensione naturale o superiore, restituisce un insieme di visioni dove l’esaltazione del particolare diventa una sorta di viaggio fantastico e fantasmagorico attraverso i territori dell’immaginazione. Le corrosioni che il tempo e le intemperie producono sulle lastre metalliche dei cartelli stradali e delle affissioni pubblicitarie, e la dilatazione lenticolare dei dettagli, disegnano il formarsi di mondi e paesaggi, di spazi e dimensioni in seducente equilibrio fra reale e immaginario. Nel campo ristretto di un’ossidazione si scopre così l’immagine dell’intero universo, o il gravitare di pianeti e satelliti, il corrugarsi delle formazioni geologiche, lo sprofondare degli oceani, l’infittirsi di alberi e foglie. È un “mondo altro” che Casali illustra in sette capitoli/percorsi/visioni, non a caso come i giorni della Genesi, il numero dell’ universo in movimento, e in cui il contatto con il reale non è dato tanto dalle analogie ottiche, ma piuttosto dalla rivelazione di bellezza e armonia insite persino nello scarto e nel disfacimento, nella intensità creatrice dei processi naturali, in quella immaginativa dei processi mentali ed emotivi, nella percezione che da uno scatto fotografico si possa risalire fino ai propri ricordi, a suggestioni e fantasie, si possa risalire fino alla propria esperienza del mondo. La mostra è accompagnata dal prezioso volume, edito da GRAFFITI, che raccoglie nei sette capitoli la serie completa di “Ossidazioni – Cose dell’altro mondo”.
La galleria è aperta dal martedì al sabato dalle 17.30 alle 20
Gruppo amatoriale di attori che ha accettato la sfida di fare teatro sotto la regia competente dello scrittore e attore Paolo Procaccini. SPIKKIDAJO ci allieterà con sketch divertenti, alcuni in romanesco.
Letture interpretate da Grazia Rita Visconti. Musiche del CINETIC TRIO. Quadri in esposizione di Alessandro Bruno, Cinzia Colantoni, Michelina Linsalata e Federica Virgili INGRESSO LIBERO