Dopo il successo travolgente di Famiglia Imbarazzi – Imbarazziamoci Tour, che ha totalizzato 185 repliche e oltre 120.000 biglietti venduti in tutta Italia, Giuseppe Ninno, in arte Mandrake, torna a teatro con un nuovo spettacolo completamente inedito: “Citofonare Casa Imbarazzi”.
Il nuovo tour porta sul palco l’universo comico che ha conquistato milioni di persone sui social e nei teatri italiani, con uno sguardo ancora più ampio e coinvolgente sulla vita quotidiana della famiglia più irriverente del web.
Attraverso situazioni paradossali, dialoghi taglienti e momenti di pura comicità, Mandrake racconta dinamiche familiari, abitudini di tutti i giorni e piccoli grandi imbarazzi che ognuno di noi riconosce immediatamente. Il risultato è uno spettacolo dal ritmo serrato, capace di alternare risate spontanee, osservazioni brillanti e momenti in cui il pubblico si ritrova perfettamente nelle storie raccontate sul palco.
“Citofonare Casa Imbarazzi” è il nuovo capitolo di un racconto che continua a evolversi: nuovi episodi, nuove situazioni e tutta l’energia di uno show pensato per far ridere, sorprendere e coinvolgere il pubblico dall’inizio alla fine.
di Giovanni Scifoni musiche originali Luciano Di Giandomenico strumenti antichi Luciano Di Giandomenico | Maurizio Picchiò | Stefano Carloncelli una coproduzione Viola Produzioni – Centro di Produzione teatrale | Teatro Carcano distribuzione Mismaonda
I biglietti per il concerto previsto il 6 Marzo sono posticipati al 30 Settembre 2026 Eventuali rimborsi della data del 6 Marzo potranno essere richiesti entro e non oltre il giorno 13 MARZO 2026 Per i biglietti acquistati attraverso il circuito TICKETONE,le richieste di rimborso dovranno essere inoltrateesclusivamente a TICKETONE seguendo le indicazioni su https://www.rimborso.info/ I biglietti acquistati presso il botteghino del teatro Brancaccio potranno essere rimborsati recandosi in biglietteria.
Roberto Vecchioni, dopo il successo dell’ultimo libro “L’Orso bianco era nero. Storia e leggenda della parola” (Piemme), continua con “Tra il Silenzio e il Tuono Tour” che prende il nome da uno dei suoi lavori letterari (“Tra il silenzio e il tuono”, Einaudi 2024). Lo spettacolo, prodotto da DM Produzioni, in programma nei luoghi più suggestivi d’Italia, nella prima parte è dedicato ai brani dell’ultimo album “L’Infinito” (2018, Etichetta DME), per poi lasciare spazio ad alcuni classici del repertorio del cantautore, in una narrazione che tiene insieme la musica e la parola. Già dal titolo, autocitazione di “Chiamami ancora amore”, emerge il rimando autobiografico insieme all’analisi dei grandi temi che animano la passione dell’autore: la letteratura, la filosofia, la musica e il cinema. Il 6 marzo sarà al Teatro Brancaccio di Roma, data organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci.
«Tra il silenzio e il tuono Tour è un grande spettacolo di canti e monologhi. Il silenzio appartiene all’immaginazione, allo spirito, all’anima, mentre il tuono invece appartiene a quello che ho fatto e mi è stato fatto cioè alla vita, che pulsa molto: l’unico modo per acquietarla è rivolgersi allo spirito– spiega Vecchioni – tutta la prima parte dello spettacolo è giocata sull’ultimo disco e sui personaggi che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Emerge un mio concetto recente, nuovo, di grande amore per tutto ciò che si fa e si vive. La seconda parte dello spettacolo, invece, è una specie di ritorno, uno sguardo sul passato con le canzoni di prima, che mostrano come si è arrivati al concetto di Infinito attraverso pensieri particolari sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità… e come poi tutte queste piccole cose si siano ricomposte in un’unica idea, che è quella di amare la vita comunque sia, bella o brutta perché in realtà è sempre bella. Siamo noi che a volte la immaginiamo in un altro modo».
Roberto Vecchioni è accompagnato dalla “band storica”, costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Antonio Petruzzelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).
“Presentato da Romaeuropa Festival in collaborazione con Teatro Brancaccio.
13 acrobati e danzatori/trici – interpreti e discipline Hamidou Aboubakar Sidiki – danzatore hip-hop, B-Boy | Mohcine Allouch – danzatore hip-hop, B-Boy | Hammad Benjkiri – porteur | Zhor El Amine Demnati – danzatrice hip-hop, B-Girl | Achraf El Kati – acrobata | Bouchra El Kayouri – acrobata, equilibrista, cantante | Youssef El Machkouri – acrobata, porteur | Mohammed Guechri – danzatore hip-hop | Hamza Naceri – acrobata | Kawtar Niha – acrobata | Youssef Salihi – danzatore hip-hop e popping | Hassan Taher – acrobata, equilibrista | Mohammed Takel – acrobata, giocoliere
regia e coreografie RAPHAËLLE BOITEL
+ crediti
Torna al Romaeuropa Festival, dopo l’accoglienza di Fiq! al REF 2024, l’energia travolgente del Groupe Acrobatique de Tanger, fondato nel 2003 da Sanae El Kamouni per portare l’acrobazia marocchina tradizionale dentro una scrittura contemporanea. Con KA-IN, tredici interpreti incontrano l’universo della coreografa Raphaëlle Boitel, che imprime al gruppo la sua cifra inconfondibile: una scrittura formale di grande precisione, insieme fisica e coreografica, capace di tenere in tensione slancio, caduta, controllo e vertigine. Il risultato è un circo danzato in chiaroscuro, attraversato da sabbia, luce e movimento incessante, in cui portés, salti, equilibri e figure collettive diventano materia di un racconto sulla giovinezza come forza di rischio, desiderio di oltrepassare il limite e possibilità di una fraternità ancora da inventare. Eredi della tradizione acrobatica marocchina legata alla cultura amazigh, gli artisti si muovono come un organismo compatto e pulsante da cui emergono, a tratti, individualità in cerca di affermazione. Più che un inno generico alla libertà, KA-IN è una macchina scenica di rara generosità, in cui la virtuosità si organizza in una forma rigorosa, mobile, attraversata da una vitalità che non smette mai di interrogare il rapporto tra appartenenza, identità e desiderio di futuro.
Kitri, una vivace ragazza spagnola è innamorata del barbiere Basilio. Il padre di Kitri vorrebbe che la figlia sposasse il ricco ma goffo Gamache, ma i due innamorati cercano in ogni modo di stare insieme. Don Chisciotte, accompagnato dal fedele Sancho Panza, interviene nelle loro vicende e li aiuta a superare gli ostacoli. Un momento centrale del balletto è il celebre “Sogno di Don Chisciotte”: dopo essere stato ferito durante una delle sue avventure, il cavaliere si addormenta e immagina un mondo incantato popolato da driadi e creature eteree. In questa visione appare anche Kitri, trasfigurata come la sua amata Dulcinea, simbolo dell’ideale di bellezza e purezza che egli insegue.Il balletto si conclude con il matrimonio di Kitri e Basilio, celebrato in un clima di gioia e festa.
Apre la serata:
“ÉTUDES”
Musiche di Carl Czerny Coreografie di Giada Primiano, Giorgia Montepaone, Simona Deiana, Giulia Di Stefano, Carla Rossi, Devis Rada, Sara Carpitella
Docente repertorio Carla Rossi
Coordinatrice dipartimento danza classica Clarissa Mucci
La prima parte dello spettacolo racconta il percorso di crescita del danzatore, mostrando come tecnica, disciplina e arte si fondano in un’unica espressione. Attraverso una successione di esercizi e combinazioni coreografiche, il pubblico assisterà a un viaggio che parte dalle basi dello studio accademico per giungere alla piena maturità artistica. Un cammino fatto di impegno, consapevolezza e passione, in cui ogni movimento diventa strumento di espressione e identità.
produzione AltraScena | organizzatore Viola Produzioni
Limbo è un monologo tra stand up comedy e storytelling, in cui Francesco De Carlo racconta una vicenda straordinaria, che lo ha costretto a scegliere tra radici e ambizioni e ad affrontare sogni di gloria e bulli di quartiere. Una storia che gli ha cambiato la vita, successa tutta in due giorni, durante i quali il suo passato è emerso nella sua brutalità e ha rischiato di mettere a repentaglio il suo futuro. Perché il Limbo è quello spazio irrequieto in cui tutti siamo costretti a vivere, sospesi tra nostalgia e speranza, narcisismo e insicurezze, voglia di partire e bisogno di restare. Cos’è più importante, un motorino in periferia o un aereo per l’America? Mentre ci pensate, allacciate le cinture. E soprattutto il casco.
Spettacolo in lingua bulgara con sopratitoli in italiano e inglese
Senza Sangue è la storia di Nina, sopravvissuta al massacro della sua famiglia, e Tito, uno dei protagonisti dell’efferato delitto, che decenni dopo si ritrovano faccia a faccia.
Nel suo romanzo Alessandro Baricco pone la domanda: la salvezza sta nella vendetta o nel rinunciarvi? La versione scenica trasforma la risposta in un’esperienza teatrale totale, con danza e musica. Una viva esperienza sull’amore come ultima opportunità di guarigione e sul potere delle parole che sono allo stesso tempo un’arma e un mezzo di riconciliazione e rinuncia all’odio.LEGGI DI PIU’
“Senza sangue” è un poema teatrale sul circolo vizioso della violenza e sulla possibilità di riconciliazione. In un mondo segnato dalla guerra e dall’odio, una donna si trova faccia a faccia con il proprio passato. Non è solo un incontro. È un giudizio. Alessandro Baricco pone la domanda: la salvezza sta nella vendita o nel rinunciarvi? La versione scenica trasforma il romanzo in una grande esperienza teatrale in cui l’amore risulta l’ultima opportunità di guarigione.
“Senza sangue” è una parabola teatrale per la memoria, la colpa e la scelta di interrompere il ciclo della violenza. La storia inizia con un atto di violenza, ma la sua vera forza si sviluppa anni dopo: nell’incontro tra il passato e il presente. Due persone si ritrovano faccia a faccia portando il peso del vissuto e della questione se la vendetta porta consolazione. Lo spettacolo crea un’atmosfera tesa ma profondamente umana, nella quale le parole sono allo stesso tempo un’arma e un’opportunità di riconciliazione. Il mondo poetico di Baricco si trasforma in uno spazio scenico in cui il dolore non è il punto finale, ma l’inizio di una scelta. “Senza sangue” è un racconto sul potere di rinunciare all’odio e i trovare un’altra via d’uscita.
Performance in Bulgarian with Italian and English surtitles
“Silk” is the story of a French merchant who travels to Japan to buy silkworms. There, he falls in a quiet and platonic love for a mysterious local girl, experiencing a passion suspended between reality and desire.
The performance captures Alessandro Baricco’s delicate poetics and transforms it into a gentle yet intense performance, mirroring the delicacy of silk. A captivating harmony of images, music, and movement perfectly evokes the novel’s themes of nostalgia for what has never been experienced, and the fragility and preciousness of desire and existence itself. READ MORE
Spettacolo in lingua bulgara con sopratitoli in italiano e inglese
“Seta” è la storia di un mercante francese che viaggia fino al Giappone per comprare bachi da seta. Qui s’innamora in modo silenzioso e platonico di una misteriosa ragazza locale, vivendo una passione sospesa tra realtà e desiderio.
Lo spettacolo coglie la poetica delicata di Alessandro Baricco e la trasforma in una rappresentazione lieve ma intensa, simile alla delicatezza della seta. Una suggestiva armonia di immagini, musica e movimento che evocano perfettamente il tema della nostalgia per ciò che non si è mai vissuto e della fragilità e preziosità del desiderio e dell’esistenza stessa.
Quando la violenza affascina più della pace e la dittatura seduce più della democrazia, la gente soffre, ma il comico ride, perché sa che nel dramma risiede la radice più profonda dell’umorismo.
Una popolazione occidentale, prigioniera di mondi e intelligenze virtuali, si appresta a vivere una fase cruciale per il futuro della civiltà con l’atteggiamento capriccioso e infantile di un bambino sciocco.
L’idea di comunità ha lasciato il posto a un patetico individualismo che, per mascherare la propria solitudine, si riempie la bocca del primo ideale a buon mercato pur di poter gridare al mondo di esistere e di stare dalla parte dei giusti.
Nel frattempo c’è la guerra, ma le persone sono troppo concentrate su se stesse per pensare a soluzioni.
Il pragmatismo viene preso per cinismo e la nostra civiltà si avvia a estinguersi con l’arroganza tronfia di chi sa che due più due fa quattro e lo ripete a ogni occasione per sentirsi intelligente.
Tutto questo è la banalità del bene: un viaggio paradossale in un mondo che sta vivendo una situazione talmente tragica da rendere impossibile non riderne.
Per i temi trattati e il linguaggio utilizzato lo spettacolo è vietato ai minori di 16 anni.
Produzione Showbees, Talento | Ufficio stampa CGP Comunicazione Globale Promotion