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Project Management Consultant; PMP

Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in roma antica – Il Palatino – Estratto n°2

Ecco il secondo estratto dal libro Vita d’ogni in Roma Antica.
[Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze – 1962]

Iniziamo le pagine dedicate ai Colli di Roma, a partire dal Palatino, che ospitò case di notabili e politici e dove sorsero i primi santuari e templi e le prime porte nelle mura.

Più di ogni altro colle, il Palatino coi suoi successivi aspetti ha seguito la storia di Roma: da primitivo centro di Roma, la Roma Quadrata di Romolo, si ingrandì con l’ingrandirsi dell’Impero e divenne la sede dei principi.
Dall’alto dominava il centro di Roma; anche oggi i ruderi grandiosi che ne rimangono dominano la piana del Foro

Chi avesse perso il primo paragrafo, sulla Roma da Romolo a Costantino, può leggerlo in questo post
La storia dei sette colli continuerà a breve con l’Aventino e il Celio.
Nel frattempo buona lettura!

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Ci piacerà, se lo apprezzate, selezionare altri estratti dall'indice, che riportiamo di seguito (basta un click sull'immagine per ingrandirla) e perciò invitiamo chiunque avesse curiosità per uno specifico paragrafo a segnalarcelo. 

Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in roma antica – Estratto n°1

Da qualche settimana, mi è capitato fra le mani questo libro, ereditato da mia madre, che ho iniziato a leggere con curiosità e che ho pensato potesse essere una fonte utile per qualche post su questo blog.
Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze
Anno: 1962 (sesta edizione)

Nella quarta di copertina si legge il prezzo di 700 Lire.
Si stupiranno credo i ragazzini che non hanno vissuto il tempo delle lire a pensare che al cambio odierno equivale a circa 40 centesimi, ovviamente senza considerare l’inflazione.
Ci viene in aiuto il sito inflationhistory.com per calcolarci il prezzo attuale di 8,60 Euro, inflazione inclusa.

Ho pensato di strutturare questa prima lettura come presentazione, piuttosto che in forma di solo testo e sono partita dal primo paragrafo che ci racconta la Roma da Romolo a Costantino.
Proseguirò nei prossimi post con la storia dei sette colli che ci ricorda la graduale occupazione che la città fece di essi, a partire dal Palatino.

Ci piacerà, se lo apprezzate, selezionare altri estratti dall'indice, che riportiamo di seguito (basta un click sull'immagine per ingrandirla) e perciò invitiamo chiunque avesse curiosità per uno specifico paragrafo a segnalarcelo. 
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Il recupero del giardino “Willy Montero Duarte” – riflessioni su storia, rischi e opportunità

Il post pubblicato qualche giorno fa da Esquilino Chiama Roma su Facebook (link al post) ci dà lo spunto per qualche riflessione sul progetto di recupero del giardino intitolato a Willy Montero Duarte, che ha preso il via da circa quattro mesi e i cui lavori dovrebbero giungere al termine in questa primavera.

Nel post veniva evidenziato come la parte dell’acquedotto visibile sia solo una porzione dell’opera, essendo gran parte dell’intera struttura sotterranea, a causa dello svolgersi degli eventi nel corso della storia, sia per cause naturali che per azioni umane.
Il fatto è suffragato dalle immagini, che riportiamo anche sopra: lo studio del Piranesi di circa tre secoli fa, la foto d’epoca (presumibilmente di fine ‘800) e il giardino ai giorni d’oggi.

Ogni attività di scavo prevista dal progetto nelle immediate vicinanze delle arcate avrebbe potuto portare alla luce il resto dell’acquedotto o magari altri reperti o scoperte interessanti dal punto di vista storico e artistico.

Ma se ragioniamo dal punto di vista della gestione di progetto, la questione ci induce ad alcune considerazioni.

Come ogni responsabile di progetto ben sa, scoperte inattese, sono imprevisti o rischi che, se non analizzati, pianificati e gestiti correttamente, mettono a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi di progetto e nella quasi totalità dei casi compromettono il rispetto dei tempi e dei costi previsti.
Di fronte ad un imprevisto può talvolta interrompersi il ciclo di vita del progetto in attesa di prendere decisioni sulle azioni da intraprendere.
Bisogna interpellare i soggetti competenti, impiegare risorse e tempo, per individuare lo scenario di soluzioni possibili (che si può fare?) e il piano di azione (che faremo?) per affrontare ogni rischio, o anche le opportunità da cogliere.

La disciplina del project management insegna a considerare i rischi non solo in un’accezione negativa, poiché da essi possono nascere delle opportunità. L’importante è tenerne conto già in fase di pianificazione di progetto.

Nel ciclo di vita di un progetto, la pianificazione è la fase più impegnativa; quella in cui analizzando il contesto, gli obiettivi e i risultati da raggiungere, si deve redigere un piano, con le risorse a disposizione, che eviti le insidie del fallimento del progetto.
Perciò sono da prendere in considerazione anche i rischi da gestire.
Essi vanno in primo luogo individuati, poi analizzati per prevedere strategie che includono piani di monitoraggio e azioni per mitigarli, modi di aggirarli o affrontarli di fronte al loro verificarsi.
Il fine è quello di evitare aggravi di costo o ritardi del progetto, talvolta addirittura il fallimento.


Durante il lavoro di recupero del giardino, in fase di scavo per le opere di illuminazione, pare si siano ritrovati cunicoli della vecchia Centrale del latte di cui si era persa memoria; un evento che si è trasformato nell’opportunità operativa di utilizzare un tracciato preesistente e in una riscoperta di rilievo storico-culturale sull’utilizzo che quello spazio ha avuto nel corso del tempo.


Ogni progetto è unico!
Per progetti ancora più complessi, soprattutto se di riqualificazione del territorio in siti storici come quelli del rione Esquilino, ricco di un patrimonio artistico sotterraneo, la necessità di una iniziale analisi multidisciplinare che non trascuri problematiche, rischi e opportunità, diviene ancora più pressante.
Già in fase di definizione iniziale di ogni progetto andrebbero coinvolti i soggetti con le competenze necessarie e pensiamo ad esempio ad architetti, storici dell’arte, archeologi, professionisti di gestione progetto.

Porsi le giuste domande, individuare i potenziali problemi, analizzare e valutare gli eventuali impatti, prima ancora di pensare a proposte di soluzioni, permette di partire “con il piede giusto” e giungere ad una pianificazione che pone le basi per il successo del progetto…. e talvolta tramuta rischi negativi in opportunità che creano valore.

In attesa di giungere al completamento del progetto e di fruire del giardino di Willy il prima possibile, ci piace chiudere con qualche citazione di illustri personaggi, a proposito di problemi, soluzioni e opportunità.

Se avessi solamente un’ora per risolvere un problema, passerei 55 minuti a definire bene il problema e 5 minuti a pensare alle soluzioni (Albert Einstein)

Dovunque guardiamo su questa terra, le opportunità prendono forma dentro i problemi (Nelson Rockefeller)

Nessun problema può resistere all’assalto di una riflessione approfondita (Voltaire)

La mappa dell’immagine in evidenza è tratta dal sito https://laromanatoponomastica.weebly.com/esquilino.html