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L’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore a 360°

Un’esperienza innovativa grazie al post pubblicato da 360 Vsio sul proprio account Facebook. Lo splendore dell’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore  visibile spostando semplicemente il mouse e cliccando contemporaneamente il tasto siinistro. Vedrete lo splendido soffitto dorato e il pavimento cosmatesco come se foste all’interno della basilica.

La Cappella Sistina a Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore è senza alcun dubbio uno dei monumenti più conosciuti  e più visitati della città di Roma. Qualche anno fa un sito americano fece un sondaggio online chiedendo ai suoi lettori quale fosse la preferita tra le quattro basiliche maggiori di Roma e la precelta risultò proprio,incredibilmente, Santa Maria Maggiore doppiando addirittura i voti per San Pietro!

E’ difficile trovare qualche romano che non sia mai entrato nella storica basilica ma sicuramente pochi conoscono la storia dalle origini ai giorni nostri specialmente per quanto riguarda le due cappelle cupolate maggiori (Sistina e Paolina).

L’articolo seguente, opera di Nicoletta Marconi, oltre alla storia della Cappella Sistina  a Santa Maria Maggiore, con dovizia di particolari  descrive i progetti e l ‘organizzazione del cantiere e delle maestranze.


Il “Quadrato Magico” una curiosità storica e archeologica visibile a Roma solo all’Esquilino

Un’altra particolarità ed esclusività del Rione Esquilino è la presenza del Quadrato Magico Sator nei sotterranei della Basilica di Santa Maria Maggiore.  Si tratta di un palindromo che può essere letto in qualsiasi verso ma le parole rimangono sempre le stesse. Pur essendo numerosi i rinvenimenti di questo reperto in Italia e in Europa, a Roma, l’unico visibile è appunto quello che si trova nei sotterranei della basilica. Il significato di questa singolare iscrizione latina è tuttora controverso e si sono fatte diverse ipotesi di traduzione e interpretzione: nel seguente articolo tratto dall’account Facebook “Anticae viae” notizie e curiosità per saperne di più

5 agosto 2022: La rievocazione del miracolo della neve ad agosto all’Esquilino sui social

Ecco alcuni post apparsi su Facebook e Twitter reletivi alla rievocazione storica del miracolo della Madonna della neve. In realtà erano moltissimi ma abbiamo scelto, per ovvi motivi di spazio, quelli più rappresentativi

5 agosto 2022 – 39° edizione della rievocazione storica del miracolo della Madonna della neve a Santa Maria Maggiore

Il 5 agosto ricorre l’anniversario del miracolo della neve  sul colle Esquilino avvenuto nel 358 d.C.. Come ormai da tradizione anche quest’anno si svolgerà la rievocazione di quel prodigio presso la basilica di Santa Maria Maggiore, prima con le celebrazioni liturgiche e con la cascata di petali bianchi all’interno della basilica e poi con gli spettacoli di musica e luci sulla piazza che culminerà con la famosa nevicata artificiale alle 24:00.

Il programma liturgico (cliccare per ingrandire)

La rievocazione storica del Miracolo della Madonna della neve all’Esquilino si svolgerà a partire dalle 21. Ideatore e curatore dell’evento sarà, come ogni anno dal 1983, l’architetto Cesare Esposito. Proiezioni, giochi di luce, letture, musiche, la Fanfara della Legione Allievi Carabinieri e un soprano e un tenore allieteranno tutti i presenti. In programma, inoltre, la lettura di un trattato rivolto alla città di Roma, scritto da Esposito, e la presenza dei gonfaloni dei 22 rioni capitolini. L’evento, dedicato anche quest’anno, come l’anno scorso, a Papa Francesco, si concluderà a mezzanotte con fiocchi di neve, simbolo di pace, che discenderanno dal cielo e imbiancheranno il suolo del piazzale antistante la Basilica, creando uno spettacolo imperdibile.

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Dal sito ATAC le modifiche ai percorsi della rete dei bus che ci saranno dalle 20:30 di giovedì 5 agosto fino a cessate esigenze

Dalle ore 21.00 alle ore 24.00, si svolge la rievocazione storica del “Miracolo della Madonna della Neve” in piazza di Santa Maria Maggiore. Per l’evento dalle ore 20.30 fino a fine servizio,  chiuse al traffico piazza di Santa Maria Maggiore, via dell’ Esquilino, via Liberiana, via Carlo Alberto e via Merulana (da piazza di Santa Maria Maggiore a largo Brancaccio). Deviate le linee 16-70-71-360-590-649-714.

Linea 16 direzione via Costamagna: da via Cavour, via Farini, via Napoleone III, piazza Vittorio Emanuele II, via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni; direzione via XX Settembre: da piazza di Porta San Giovanni, via Emanuele Filiberto, piazza Vittorio Emanuele II, via Napoleone III, via Gioberti.

Linea 70 solo direzione via Giolitti: da via Nazionale, prosegue per via Nazionale, piazza della Repubblica, via delle Terme di Diocleziano, via Amendola, via Cavour, via Farini, via Gioberti.

Linea 71 proveniente dalla stazione Tiburtina: da via Giolitti, prosegue per via Giolitti, piazza dei Cinquecento, via Cavour, via Panisperna, via Milano, via Nazionale, piazza della Repubblica, via delle Terme di Diocleziano, via Amendola, via Cavour, via Farini, via Gioberti.

Linee 360-590 direzione piazza delle Muse/piazza del Risorgimento: da via Emanuele Filiberto, piazza Vittorio Emanuele II, via Napoleone III, via Gioberti; direzione piazza Zama/piazza di Cinecittà: da via Cavour, via Farini, via Napoleone III, piazza Vittorio Emanuele II,  via Emanuele Filiberto.

Linea 649 direzione stazione Tiburtina: da via Conte Verde, piazza Vittorio Emanuele II, via Napoleone III, via Gioberti; direzione largo Don Orione: da via Cavour, via Farini, via Napoleone III, piazza Vittorio Emanuele II, via Conte Verde.

Linea 714 direzione piazzale Nervi: da via Cavour, via Farini, via Napoleone III, piazza Vittorio Emanuele II, via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni, piazza San Giovanni in Laterano; direzione stazione Termini: da piazza San Giovanni in Laterano, piazza di Porta San Giovanni, via Emanuele Filiberto, piazza Vittorio Emanuele II, via Napoleone III, via Gioberti.

Temporaneamente sospese le fermate 70480-70392-70424-70680-70681-70676-70682-70243-76573-70431-70432-70677-70678-70245.

2 – 4 agosto 2022 in preparazione alla festa della Madonna della Neve il Triduo e il Concerto del 4 agosto nella basilica di Santa Maria Maggiore

Il programma del 2022 di uno degli eventi più rappresentativi della tradizione romana prevede un Triduo, dal 2 al 4 agosto, alle ore 18, predicato dal canonico della Basilica, monsignor Luigi Veturi, e un concerto, giovedì 4 agosto, alle 21, dal titolo “Neve non tocca”, della Venerabile Cappella Liberiana, diretta dal maestro di Cappella Idelbrando Mura, con musiche e brani tra gli altri di Pier Luigi da Palestrina, Domenico Bartolucci, Léon Boëllmann, Valentino Miserachs.

La tradizionale processione del Corpus Domini anche quest’anno non si farà

Anche quest’anno, nonostante il superamento dei problemi legati alla pandemia, la tradizionale processione del Corpus Domini dalla basilica di San Giovanni in Laterano fino alla basilica di Santa Maria Maggiore, a causa delle precarie condizioni di salute del Santo Padre è stata  annullata.

Questo il comunicato stampa del Vaticano:

Per le limitazioni imposte al Papa dalla gonalgia e per le specifiche necessità liturgiche della celebrazione, non si celebrerà la Santa Messa e Processione con la Benedizione Eucaristica in occasione della Festa del Corpus Domini

Comunque la solennità del Corpus Domini verrà celebrata solennemente nella Basilica di Santa Maria Maggiore

I sotterranei di Santa Maria Maggiore

Un interessante articolo di Angelo Mortati relativo ai sotterranei della Basilica si Santa Maria Maggiore tratto dall’account Facebook “Roma Antica”.  Anche le immagini provengono dalla medesima fonte

catacombe moderne e misteri antichi
chiamati i sotterranei catacombe moderne perché in qualche modo le richiamano, trattandosi di cunicoli che si aprono e girano lungo il perimetro della Basilica creando dei sostegni, per un motivo funzionale: consolidare il sottosuolo per l’assetto statico e creare un’intercapedine intorno in modo da ridurre l’eccessiva umidità proveniente dal terreno essendo le fondazioni e le mura dell’edificio addossate alla collina; umidità tale da minacciare il prezioso pavimento cosmatesco della Basilica.
I reperti visibili due muri di “opus reticulatum” di un grande edificio romano. risalente al I secolo avanti Cristo fino all’età di Cesare, resti di un ambiente con delle nicchie e apparati di riscaldamento con parti di muro recanti dipinti e tracce di pavimento con mosaici. Si è constatata la caratteristica tipica dei siti, l’evoluzione nel tempo con la costruzione di nuove strutture su quelle precedenti: qui sembra si tratti di due stanze aggiunte tra il II e il III secolo che furono prima decorate con marmi alle pareti, poi con affreschi: si tratta di un calendario agricolo diviso in due semestri la cui collocazione potrebbe essere o sulla stessa parete o su due pareti, una magari nella parte opposta del periplo dei sotterranei. Del calendario, in gran parte svanito, si apprezzano i resti di affreschi finemente decorati e le iscrizioni sulle operazioni stagionali. E’ il più antico pervenuto e l’unico nel luogo in cui fu affrescato; Filippo Magi, a cui va la scoperta, lo ritiene di poco successivo al 332 dopo Cristo perché sono menzionati i Ludi sarmatici celebrati dal 25 novembre al 1° dicembre dopo la vittoria in tale anno di Costantino sui Sarmati. nei 17 metri di lunghezza per ogni semestre erano scritti a caratteri bianchi su sfondo rosso i fatti da ricordare; i pannelli relativi ai singoli mesi intervallati per quasi tre metri tra l’uno e l’altro da dipinti di scene relative ai lavori del singolo mese. Il più visibile è il mese di settembre restaurato nel 2000 a cura dei Musei Vaticani con una veduta agreste finemente dipinta, una costruzione al centro, scene bucoliche intorno. Si avverte la delicatezza delle figure dipinte, alte meno di dieci centimetri, e si intravedono le scritte sui ludi circensi in corrispondenza della prima decade di ottobre e sui ludi sarmatici alla fine di novembre. Ci fu una successiva fase di affreschi forse per il deterioramento di quelli preesistenti e il calendario venne ricoperto da pitture di scarso valore di tipo geometrico con decorazioni colorate a scacchiera. Una chicca, per così dire, è il palindromo latino che si intravede: tre parole che suonano nello stesso modo sia se sono lette da destra sia da sinistra, è la scritta in graffito Roma summus amor.
Il mistero del Calendario e del Macello L’archeologa snocciola una serie di fonti, prima tra tutte il “Liber Pontificalis”, con le vite dei Pontefici a partire da Pietro, dove si parla della Basilica di Liberio presso (letteralmente “iuxta”) il Macello di Livia. Questo edificio doveva essere del I secolo dopo Cristo , nel II secolo c’erano altri ambienti. Ma se era un ambiente collegato al Macello, cioè al mercato, come si spiega il calendario delle lavorazioni agricole? E’ difficile trovarvi un nesso, né è stata accettata l’ipotesi avanzata dallo scopritore Filippo Magi, che i resti sotto la basilica fossero proprio del Macello intitolato nell’anno 7 a Livia, la celebre moglie di Augusto; non corrisponde la struttura, dai resti murari e da altri reperti sembra indubbio si trattasse di un cortile con portico, forma inusitata nei mercati.
Ma le ipotesi e l’enigma non impediscono di ammirare l’“opus reticulatum” del muro di contenimento del colle e di notare le irregolarità naturali e i dislivelli dei terrazzamenti originari. Diverse le opere murarie a sinistra e a destra, interrogativo di più facile risposta, e comunque meno intrigante dell’enigma vero e proprio: Macellum o Domus romana? C’è da guardare il pavimento con il mosaico, la parte dove spuntano resti di colonne che dovevano sostenere il porticato intorno al cortile. L’archeologa Adelaide Sicuro fa un excursus storico delle trasformazioni cittadine, serve a capire come le destinazioni mutano nel tempo fino a quando si arriva alla costruzione della grande basilica dedicata alla Madonna, “iuxta Macellum Liviae”, quella Liberiana “sparita” non quella attuale che realizzerà Sisto III dopo il Concilio di Efeso del 431, in posizione sopraelevata di sei metri sul piano stradale di allora, costruendola sopra l’edificio preesistente che risultò così interrato. Colpiscono le pareti dove sono collocate in bella vista le tegole d’epoca romana .Ci sono bolli del periodo classico, bolli pagani e bolli cristiani con in mezzo il monogramma di Cristo, 66 di queste tegole hanno il bollo di Cassio. Si distinguono anche i bolli di Teodorico del VI secolo , uno con la scritta “in nomine Dei”, un altro con “Maria Madre di Cristo”; alla fine dell’VIII secolo il monogramma di papa Adriano I. Vi è collocata una serie di tegole da Caligola Nerone ad Eugenio IV.
Indirizzo: Piazza di Santa Maria Maggiore-Rione Monti(Roma centro) Telefono: 06 69886802 (ore 9.00-18.15)

ORARIO : Il museo e l’area archeologica sono temporaneamente in manutenzione.

Biglietto intero: € 5,00
Ridotto: € 4,00

“La nascita e l’infanzia di Gesù” I mosaici a Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore – L’adorazione dei Re Magi

Forse non tutti sanno che all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore c’è un antico mosaico (del V secolo d.C.) creato sull’arco della navata principale che raffigura episodi della nascita e dell’infanzia di Gesù Cristo. Ecco un interessante articolo tratto dall’account Fickr di Athur Urbano che riassume in maniera sintetica le storie alla base di questa splendida realizzazione. Per chi volesse approfondire l’argomento consigliamo di leggere un articolo di Fabrizio Sciarretta sul sito “ArtePiù” dal titolo “Santa Maria Maggiore: le storie dell’Arco Trionfale

The Birth and Infancy of Jesus (Rome, Italy)

The papal basilica of Santa Maria Maggiore, located on Rome’s Esquiline Hill, dates to the fifth century, perhaps replacing an earlier church. According to a popular tradition, the site was chosen after a miraculous snow storm in early August was sent by the Virgin Mary. Dedicated by Pope Sixtus III, it was one of the first churches dedicated to the Virgin Mary after the Council of Ephesus declared her Theotokos, or Mother of God, in 431.

One of the centerpieces of the basilica is the cycle of mosaics on the sanctuary arch. These date to the period of the construction of the basilica in the fifth century. They depict the narratives associated with the birth and infancy of Jesus. Many of these come from the Gospels of Matthew and Luke, such as the Annunciation to Mary, the visit of the Magi, and the slaughter of the innocents. Some scenes also seem to be based on apocryphal accounts. At the base of the mosaic are representations of Jerusalem and Bethlehem as cities with magnificent jeweled walls. The name of Pope Sixtus III (here spelled Xystus) at the top center of the program identifies the bishop of Rome as the patron.

La traduzione in italiano

La nascita e l’infanzia di Gesù (Roma, Italia)

La basilica papale di Santa Maria Maggiore, situata sul colle Esquilino di Roma, risale al V secolo, forse sostituendo una chiesa precedente. Secondo una tradizione popolare, il luogo sarebbe stato scelto dopo che una miracolosa tempesta di neve ai primi di agosto era stata inviata dalla Vergine Maria. Dedicata da papa Sisto III, fu una delle prime chiese dedicate alla Vergine Maria dopo che il Concilio di Efeso la dichiarò Theotokos, o Madre di Dio, nel 431.

Uno dei pezzi forti della basilica è il ciclo di mosaici sull’arco del santuario. Questi risalgono al periodo della costruzione della basilica nel V sec. Rappresentano le narrazioni associate alla nascita e all’infanzia di Gesù. Molti di questi provengono dai Vangeli di Matteo e Luca, come l’Annunciazione a Maria, la visita dei Magi e la strage degli innocenti. Alcune scene sembrano anche essere basate su resoconti apocrifi. Alla base del mosaico ci sono rappresentazioni di Gerusalemme e Betlemme come città con magnifiche mura ingioiellate. Il nome di Papa Sisto III (qui scritto Xystus) in alto al centro del programma identifica il vescovo di Roma come patrono.

L’insieme dei mosaici dell’Arco Trionfale di Santa Maria Maggiore

Due splendide stampe della Basilica di Santa Maria Maggiore del 1664

Due splendide stampe di Lievin Cruyl del 1664 che ritraggono la Basilica di Santa Maria Maggiore con vedute laterali. Da notare le grandi trasformazioni architettoniche della basiica avvenute nel XVIII secolo ad opera di Ferdinado Fuga e  urbane dello spazio circostante che ci sono state nei secoli successivi fino ai giorni nostri.