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La tradizionale processione del Corpus Domini anche quest’anno non si farà

Anche quest’anno, nonostante il superamento dei problemi legati alla pandemia, la tradizionale processione del Corpus Domini dalla basilica di San Giovanni in Laterano fino alla basilica di Santa Maria Maggiore, a causa delle precarie condizioni di salute del Santo Padre è stata  annullata.

Questo il comunicato stampa del Vaticano:

Per le limitazioni imposte al Papa dalla gonalgia e per le specifiche necessità liturgiche della celebrazione, non si celebrerà la Santa Messa e Processione con la Benedizione Eucaristica in occasione della Festa del Corpus Domini

Comunque la solennità del Corpus Domini verrà celebrata solennemente nella Basilica di Santa Maria Maggiore

I sotterranei di Santa Maria Maggiore

Un interessante articolo di Angelo Mortati relativo ai sotterranei della Basilica si Santa Maria Maggiore tratto dall’account Facebook “Roma Antica”.  Anche le immagini provengono dalla medesima fonte

catacombe moderne e misteri antichi
chiamati i sotterranei catacombe moderne perché in qualche modo le richiamano, trattandosi di cunicoli che si aprono e girano lungo il perimetro della Basilica creando dei sostegni, per un motivo funzionale: consolidare il sottosuolo per l’assetto statico e creare un’intercapedine intorno in modo da ridurre l’eccessiva umidità proveniente dal terreno essendo le fondazioni e le mura dell’edificio addossate alla collina; umidità tale da minacciare il prezioso pavimento cosmatesco della Basilica.
I reperti visibili due muri di “opus reticulatum” di un grande edificio romano. risalente al I secolo avanti Cristo fino all’età di Cesare, resti di un ambiente con delle nicchie e apparati di riscaldamento con parti di muro recanti dipinti e tracce di pavimento con mosaici. Si è constatata la caratteristica tipica dei siti, l’evoluzione nel tempo con la costruzione di nuove strutture su quelle precedenti: qui sembra si tratti di due stanze aggiunte tra il II e il III secolo che furono prima decorate con marmi alle pareti, poi con affreschi: si tratta di un calendario agricolo diviso in due semestri la cui collocazione potrebbe essere o sulla stessa parete o su due pareti, una magari nella parte opposta del periplo dei sotterranei. Del calendario, in gran parte svanito, si apprezzano i resti di affreschi finemente decorati e le iscrizioni sulle operazioni stagionali. E’ il più antico pervenuto e l’unico nel luogo in cui fu affrescato; Filippo Magi, a cui va la scoperta, lo ritiene di poco successivo al 332 dopo Cristo perché sono menzionati i Ludi sarmatici celebrati dal 25 novembre al 1° dicembre dopo la vittoria in tale anno di Costantino sui Sarmati. nei 17 metri di lunghezza per ogni semestre erano scritti a caratteri bianchi su sfondo rosso i fatti da ricordare; i pannelli relativi ai singoli mesi intervallati per quasi tre metri tra l’uno e l’altro da dipinti di scene relative ai lavori del singolo mese. Il più visibile è il mese di settembre restaurato nel 2000 a cura dei Musei Vaticani con una veduta agreste finemente dipinta, una costruzione al centro, scene bucoliche intorno. Si avverte la delicatezza delle figure dipinte, alte meno di dieci centimetri, e si intravedono le scritte sui ludi circensi in corrispondenza della prima decade di ottobre e sui ludi sarmatici alla fine di novembre. Ci fu una successiva fase di affreschi forse per il deterioramento di quelli preesistenti e il calendario venne ricoperto da pitture di scarso valore di tipo geometrico con decorazioni colorate a scacchiera. Una chicca, per così dire, è il palindromo latino che si intravede: tre parole che suonano nello stesso modo sia se sono lette da destra sia da sinistra, è la scritta in graffito Roma summus amor.
Il mistero del Calendario e del Macello L’archeologa snocciola una serie di fonti, prima tra tutte il “Liber Pontificalis”, con le vite dei Pontefici a partire da Pietro, dove si parla della Basilica di Liberio presso (letteralmente “iuxta”) il Macello di Livia. Questo edificio doveva essere del I secolo dopo Cristo , nel II secolo c’erano altri ambienti. Ma se era un ambiente collegato al Macello, cioè al mercato, come si spiega il calendario delle lavorazioni agricole? E’ difficile trovarvi un nesso, né è stata accettata l’ipotesi avanzata dallo scopritore Filippo Magi, che i resti sotto la basilica fossero proprio del Macello intitolato nell’anno 7 a Livia, la celebre moglie di Augusto; non corrisponde la struttura, dai resti murari e da altri reperti sembra indubbio si trattasse di un cortile con portico, forma inusitata nei mercati.
Ma le ipotesi e l’enigma non impediscono di ammirare l’“opus reticulatum” del muro di contenimento del colle e di notare le irregolarità naturali e i dislivelli dei terrazzamenti originari. Diverse le opere murarie a sinistra e a destra, interrogativo di più facile risposta, e comunque meno intrigante dell’enigma vero e proprio: Macellum o Domus romana? C’è da guardare il pavimento con il mosaico, la parte dove spuntano resti di colonne che dovevano sostenere il porticato intorno al cortile. L’archeologa Adelaide Sicuro fa un excursus storico delle trasformazioni cittadine, serve a capire come le destinazioni mutano nel tempo fino a quando si arriva alla costruzione della grande basilica dedicata alla Madonna, “iuxta Macellum Liviae”, quella Liberiana “sparita” non quella attuale che realizzerà Sisto III dopo il Concilio di Efeso del 431, in posizione sopraelevata di sei metri sul piano stradale di allora, costruendola sopra l’edificio preesistente che risultò così interrato. Colpiscono le pareti dove sono collocate in bella vista le tegole d’epoca romana .Ci sono bolli del periodo classico, bolli pagani e bolli cristiani con in mezzo il monogramma di Cristo, 66 di queste tegole hanno il bollo di Cassio. Si distinguono anche i bolli di Teodorico del VI secolo , uno con la scritta “in nomine Dei”, un altro con “Maria Madre di Cristo”; alla fine dell’VIII secolo il monogramma di papa Adriano I. Vi è collocata una serie di tegole da Caligola Nerone ad Eugenio IV.
Indirizzo: Piazza di Santa Maria Maggiore-Rione Monti(Roma centro) Telefono: 06 69886802 (ore 9.00-18.15)

ORARIO : Il museo e l’area archeologica sono temporaneamente in manutenzione.

Biglietto intero: € 5,00
Ridotto: € 4,00

“La nascita e l’infanzia di Gesù” I mosaici a Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore – L’adorazione dei Re Magi

Forse non tutti sanno che all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore c’è un antico mosaico (del V secolo d.C.) creato sull’arco della navata principale che raffigura episodi della nascita e dell’infanzia di Gesù Cristo. Ecco un interessante articolo tratto dall’account Fickr di Athur Urbano che riassume in maniera sintetica le storie alla base di questa splendida realizzazione. Per chi volesse approfondire l’argomento consigliamo di leggere un articolo di Fabrizio Sciarretta sul sito “ArtePiù” dal titolo “Santa Maria Maggiore: le storie dell’Arco Trionfale

The Birth and Infancy of Jesus (Rome, Italy)

The papal basilica of Santa Maria Maggiore, located on Rome’s Esquiline Hill, dates to the fifth century, perhaps replacing an earlier church. According to a popular tradition, the site was chosen after a miraculous snow storm in early August was sent by the Virgin Mary. Dedicated by Pope Sixtus III, it was one of the first churches dedicated to the Virgin Mary after the Council of Ephesus declared her Theotokos, or Mother of God, in 431.

One of the centerpieces of the basilica is the cycle of mosaics on the sanctuary arch. These date to the period of the construction of the basilica in the fifth century. They depict the narratives associated with the birth and infancy of Jesus. Many of these come from the Gospels of Matthew and Luke, such as the Annunciation to Mary, the visit of the Magi, and the slaughter of the innocents. Some scenes also seem to be based on apocryphal accounts. At the base of the mosaic are representations of Jerusalem and Bethlehem as cities with magnificent jeweled walls. The name of Pope Sixtus III (here spelled Xystus) at the top center of the program identifies the bishop of Rome as the patron.

La traduzione in italiano

La nascita e l’infanzia di Gesù (Roma, Italia)

La basilica papale di Santa Maria Maggiore, situata sul colle Esquilino di Roma, risale al V secolo, forse sostituendo una chiesa precedente. Secondo una tradizione popolare, il luogo sarebbe stato scelto dopo che una miracolosa tempesta di neve ai primi di agosto era stata inviata dalla Vergine Maria. Dedicata da papa Sisto III, fu una delle prime chiese dedicate alla Vergine Maria dopo che il Concilio di Efeso la dichiarò Theotokos, o Madre di Dio, nel 431.

Uno dei pezzi forti della basilica è il ciclo di mosaici sull’arco del santuario. Questi risalgono al periodo della costruzione della basilica nel V sec. Rappresentano le narrazioni associate alla nascita e all’infanzia di Gesù. Molti di questi provengono dai Vangeli di Matteo e Luca, come l’Annunciazione a Maria, la visita dei Magi e la strage degli innocenti. Alcune scene sembrano anche essere basate su resoconti apocrifi. Alla base del mosaico ci sono rappresentazioni di Gerusalemme e Betlemme come città con magnifiche mura ingioiellate. Il nome di Papa Sisto III (qui scritto Xystus) in alto al centro del programma identifica il vescovo di Roma come patrono.

L’insieme dei mosaici dell’Arco Trionfale di Santa Maria Maggiore

Due splendide stampe della Basilica di Santa Maria Maggiore del 1664

Due splendide stampe di Lievin Cruyl del 1664 che ritraggono la Basilica di Santa Maria Maggiore con vedute laterali. Da notare le grandi trasformazioni architettoniche della basiica avvenute nel XVIII secolo ad opera di Ferdinado Fuga e  urbane dello spazio circostante che ci sono state nei secoli successivi fino ai giorni nostri.

5 agosto 2021: Alcune immagini e alcuni video della rievocazione del Miracolo della neve a Santa Maria Maggiore

5 agosto 2021 38°Edizione della Rievocazione Storica del Miracolo della Madonna della Neve

5 agosto 2021 ore 21:00

Santa Maria Maggiore

38°Edizione della Rievocazione Storica del Miracolo della Madonna della Neve

In occasione di questo tradizionale evento c’è anche un nutrito calendario di celebrazioni liturgiche. Nella giornata di giovedì 5 agosto ci sarà anche la tradizionale pioggia di petali di fiori all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore

Sono previste diverse deviazioni dei mezzi pubblici durante i festeggiamenti.

Giovedì 5 agosto, dalle ore 21.00 alle ore 24.00, si svolge la rievocazione storica del “Miracolo della Madonna della Neve” in piazza di Santa Maria Maggiore. Per l’evento dalle ore 20.30 circa a fine servizio, vengono chiuse al traffico veicolare piazza di Santa Maria Maggiore, via dell’Esquilino, via Liberiana, via Carlo Alberto e via Merulana (da piazza di Santa Maria Maggiore a largo Brancaccio). Deviate le linee 16-70-71-360-590-649-714.
– linea 16 in direzione via Costamagna: da via Cavour, devia in via Farini, via Napoleone III, piazza Vittorio Emanuele II, via Emanuele Filiberto e piazza di Porta San Giovanni; in direzione XX Settembre – da piazza di Porta San Giovanni, prosegue per via Emanuele Filiberto, piazza Vittorio Emanuele II, via Napoleone III e via Gioberti;
– linea 70 solo in direzione via Giolitti: da via Nazionale, prosegue per la stessa, piazza della Repubblica, via delle Terme di Diocleziano, via Amendola, via Cavour, via Farini e via Gioberti;
– linea 71 (circolare): da via Giolitti, prosegue per la stessa, piazza dei Cinquecento, via Cavour, via Panisperna, via Milano, via Nazionale, piazza della Repubblica, via delle Terme di Diocleziano, via Amendola, via Cavour, via Farini e via Gioberti;
– linee 360-590 e 649 direzione centro: da via Emanuele Filiberto e via Conte Verde, deviano piazza Vittorio Emanuele II, via Napoleone III e via Gioberti; in direzione esterna – da via Cavour, deviano in via Farini,via Napoleone III e piazza Vittorio Emanuele II e via Emanuele Filiberto e via Conte Verde;
– linea 714 in direzione piazzale Nervi: da via Cavour, devia in via Farini, via Napoleone III, piazza Vittorio Emanuele II, via Emanuele Filiberto, via D. Fontana e piazza San Giovanni in Laterano; in direzione Stazione Termini – da piazza San Giovanni in Laterano, prosegue per piazza di Porta San Giovanni, via Emanuele Filiberto, piazza Vittorio Emanuele II, via Napoleone III e via Gioberti;
Temporaneamente soppresse le fermate n. 70480-70392-70424-70680-70681-70676-70682-70243-76573-70431-7043-70677-70678-70245.

Il prospetto della Basilica di Santa Maria Maggiore in 3D

Il prospetto della basilica di Santa Maria Maggiore in 3D. Potete ingrandire a tutto schermo l’immagine e muovervi con il mouse per scoprire nuovi punti di vista di questo eccezionale monumento. Cliccando sui numeri si apriranno delle finestre con cenni storici sulla storia del progetto e delle varie trasformazioni che sono state effettuate nel corso dei secoli scorsi

La basilica di Santa Maria Maggiore è risultata la preferita delle 4 basiliche papali di Roma (precedendo addirittura San Pietro) in un sondaggio on line promosso dall’Istituto Americano di Cultura Romana (vedi) anche grazie alla spettacolare nuova illuminazione inaugurata qualche mese fa e evidenziata (in parte) dalla fotografia seguente

 

 

“La Sperduta” una storia (o leggenda?) tutta esquilina

La Sperduta è il nome di una campana della Basilica di Santa Maria Maggiore che suona ogni sera poco dopo le 21. Ai suoi rintocchi è legata una storia (o leggenda?) molto ben raccontata da questo articolo apparso su Famiglia Cristiana il 5 agosto scorso.

Il campanile romanico di S. Maria Maggiore è alto 75 metri, il più alto di Roma. Costruito tra il 1375-1376, è stato, nei secoli, rialzato e completato sotto il cardinale Guglielmo d’Estouteville, arciprete della basilica fra il 1445 e il 1483, a cui si deve anche, per fini statici, la grossa volta a crociera di divisione tra la parte inferiore e il primo piano. Nei primi anni dell’Ottocento fu munito di un orologio. Una delle campane è detta “La Sperduta” e suona appena dopo le 21. In merito ad una leggenda che risale al XVI secolo: quella della pastorella (pare cieca) che si era persa nei prati intorno all’Esquilino, pascolando il suo gregge; era ormai sera e la pastorella non tornava, furono fatte suonare le campane della Basilica di Santa Maria Maggiore perché i rintocchi la guidassero a casa. Sembra poi che effettivamente lei non tornò mai più ma le campane continuino a chiamarla. Da qui il rito serale detto appunto della “Sperduta”. Altra storia simile, ambientata nello stesso periodo, narra che, invece di una pastorella, si fosse sperduta una pellegrina (o un distinto viaggiatore, secondo altre fonti) che, venendo a Roma a piedi, avesse appunto perso la strada e pertanto si fosse raccomandata alla Vergine per essere aiutata. Subito udì i rintocchi della campana, seguendo i quali raggiunse la Basilica di Santa Maria Maggiore e quindi la salvezza. In ricordo del fatto la pellegrina lasciò una rendita affinché alle 2 di notte (trasformate alle 9 di sera nei tempi recenti) venisse perpetuamente suonata la campane.

Vorremmo sottolineare un altro dei primati che contraddistinguono il Rione Esquilino: il campanile più alto di Roma.

Il miracolo della Madonna della neve ai tempi del coronavirus: il programma definitivo della rievocazione

Il miracolo della Madonna della neve ai tempi del coronavirus

Tutto pronto per la storica rievocazione del Miracolo della Madonna della neve all’Esquilino a Roma che si terrà domenica 30 agosto 2020, a partire dalle ore 20h30 fino alle 24h, nell’isola pedonale di piazza Santa Maria Maggiore. Un appuntamento tradizionale giunto alla 37esima edizione e che ogni anno, accoglie migliaia di partecipanti. L’evento, ideato e diretto dall’Architetto Cesare Esposito, mette in scena la storica nevicata che portò alla costruzione della basilica, con proiezioni e giochi di luci. Partecipano autorità Ecclesiastiche, Em.mo e Rev.mo. Signor Cardinale. Card. Stanisław Ryłko, arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, Autorità Capitoline e rappresentanti della Regione Lazio.

La rievocazione è uno dei pochi eventi che non sono stati cancellati dalla programmazione estiva della Capitale, a causa delle nuove ordinanze in merito all’emergenza Covid “anti-movida”. La manifestazione di quest’anno si riveste di un significato altamente simbolico che invita a trovare il coraggio per reagire a quello che sta accadendo e soprattutto un invito alla guarigione. Un messaggio con il quale “metaforicamente” viene presentata una richiesta di intercessione per la grazia, un atto, un evento religioso e di speranza.

La serata vede la partecipazione della fanfara dei Carabinieri, diretta dal M° Danilo Di Silvestro, con a seguire un concerto della soprano Maria Prosperi e del baritono Giuseppe Milli che ci regaleranno alcuni brani tratti dalla grande  lirica ma anche romanze della tradizione popolare e riservando un omaggio al M° Ennio Morricone, con un balletto di Micol Girasole, Prima ballerina della Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e che, con la loro partecipazione, hanno voluto ricordare quanto il corpo di ballo sia parte della storia del Rione Monti con il Teatro dell’opera di Roma e abbia contribuito all’immagine della città eterna. Nonostante, la difficoltà del periodo, non si arresta la fiaba che solo l’arte ci può donare, così come ci hanno grandi maestri del nostro secolo, a partire da Fellini che non si sono mai dimenticati del grande cuore del popolo romano.

Il pubblico sarà accolto con il video del brano musicale “TuttoCambia”, dedicato al periodo della pandemia, scritto e cantato dal giovane poeta del varesotto, romano di nascita, Francesco Hervé Sambugar, composizione e musica Lorenzo Buscema.

I pavimenti cosmateschi della Basilica di Santa Maria Maggiore

Chissà quante volte abbiamo camminato sul pavimento della Basilica di Santa Maria Maggiore senza prestare attenzione alla sua  incredibile bellezza. Questo articolo di Nicola Severino illustra la storia di questa pavimentazione corredando il testo con splendide immagini d’epoca della basilica e fotografie di particolari del pavimento.