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Dicembre 2017 : il punto sui restauri del cd. Tempio di Minerva Medica

Terminati restauri all’interno del monumento dalla parte di via Giolitti è partito l’ennesimo lotto che riguarda il restauro delle absidi e delle arcate dalla parte opposta.

Come si evince dal cartello l’inizio dei lavori è stato fissato per il 02/11/2017 e avrà una durata complessiva di 240 giorni. Quindi per maggio 2018 si dovrebbe porre la parola fine ai lavori di restauro, ripristino e messa in sicurezza del monumento.

Abbiamo utilizzato il condizionale per diversi motivi: in primo luogo non conosciamo lo stato della parte esterna situata dal lato delle linee ferroviarie che partono e arrivano alla Stazione Termini e quindi non possiamo affermare se sono stati eseguiti già dei lavori oppure è necessario un ulteriore bando di gara per un altro lotto, e poi se, come tutti auspichiamo, venisse presa la decisione di riaprirlo al pubblico c’è assolutamente bisogno di creare un arredo interno (giardini, viali, alberi e box informativi) consono all’importanza e alla mole del monumento.

Ci auguriamo che il 2018 sia finalmente un anno di svolta  perchè è inconcepibile che per colpa di un progetto dissennato del 1910, anno in cui venne dato il permesso di costruire una ferrovia che passa  non a pochi metri ma addirittura a pochi centimetri, il Tempio di Minerva Medica, amato ed apprezzato nei secoli passati tanto da essere il monumento di Roma Antica più riprodotto dai pittori e dagli incisori dopo il Colosseo, sia chiuso al pubblico.

 

Risolti i problemi idrici a via Giolitti in questo inizio di settembre 2017, ma…

Dopo oltre due mesi, nei primi giorni di settembre sono stati effettuati i lavori dall’ACEA per riparare la falla alla conduttura dell’acqua che si era aperta davanti al sottopassaggio di Santa Bibiana con relativo parziale allagamento della sede stradale.

Dopo circa due giorni è stato risolto anche l’analogo problema davanti al cd. Tempio di Minerva Medica.

Ricordando che si è trattato di  rotture  che si erano già manifestate alla fine di dicembre dello scorso anno praticamente negli stessi punti e che agli ultimi piani di non pochi stabili dell’Esquilino, ormai da oltre un anno e mezzo, in alcune ore non arriva l’acqua, non possiamo che rinnovare la preghiera alle autorità compenti di programmare dei lavori defnitivi di sostituzione della condotta idrica che trasporta questo bene così prezioso verso la Stazione Termini, perchè, anche per gli stravolgimenti climatici avvenuti negli ultimi anni, non è più ammissibile che si sprechi una tale quantità d’acqua sia per le perdite continue sia per delle vere e proprie falle che vengono riparate dopo mesi.

L’Esquilino dei misteri – secondo episodio – Un lavoro dimenticato a via Micca

A via Pietro Micca, poco prima delle feste natalizie alcuni operai hanno piantato dei paletti per la strada e hanno recintano due tratti della via con la rete arancione. Nessun avviso, nessun cartello di inizio lavori, nessun intervento plausibile (voragine, tombino, muro pericolante). Dopo pochi giorni la situazione era già questa

20170126_152550Dopo un paio di settimane

20170128_085041Poi così

20170226_094609Dall’altra parte della strada


e infine così

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Ci chiediamo in primo luogo perchè sono stati creati questi due recinti. Da residenti non sarebbe sbagliato conoscere anche in anticipo di che interventi si tratta e quanto tempo dovrebbero durare i lavori. Ma quello che è successo a via Micca è veramente assurdo: nessun avviso, nessun cartello,  nessun intervento, nessuna emergenza visibile e i lavori ormai dimenticati. Ma è normale tutto ciò?

 

L’Esquilino dei misteri – prima parte, un cantiere con sospensione e fine dei lavori “ad libitum”

Non si tratta del filone esoterico (peraltro molto interessante ed intrigante) relativo al nostro Rione, ma più semplicemente di alcuni fatti  che, ai più, sono difficili da capire.

Iniziamo con il primo mistero. Lo scorso mese di ottobre abbiamo pubblicato un post (“Le incompiute del Rione Esquilino” vedi) in cui esprimevamo dei dubbi sui lavori  presso l’ala dell’Istituto Galilei con l’ingresso a  Viale Manzoni che avrebbero dovuto essere terminati ad agosto 2016 ma sono tutt’ora ben lungi dall’essere ultimati. Evidentemente qualcuno ha recepito il messaggio e ha tolto l’enorme cartello che era posizionato fuori dal cancello

20161114_151325 e al suo posto ne   è comparso un altro molto più piccolo  e non più esposto all’esterno   ma all’interno dell’edificio in ristrutturazione e quindi assai poco visibile

12-11-16-16-21-office-lensA parte la considerazione di vedere  in un cantiere quasi sempre deserto  un esercito di  professionisti con vari livelli di responsabilità   tra  cui addirittura due archeologi  per una ristrutturazione di un palazzo di inizio ‘900  ,  vorremmo però sapere quali sono i motivi di questo ritardo mostruoso:  sono stati ritrovati reperti archeologici  ?  O si tratta  semplicemente dei soliti problemi economici e  finanziari a bloccare questi lavori,  visto che la data di ultimazione  dei lavori , fissata inizialmente ad agosto del 2016,  era stata spostata al 2020 e la cosa più incredibile che la sospensione degli  stessi che in precedenza era  dal 15/12/2014 al 04/05/2015 era lasciata senza  l’anno di scadenza quindi, come si dice, “ad libitum”. Ma il cartello è stato cambiato di nuovo ed ora ce n’è uno ancora più criptico  e incomprensibile

20170128_145433dal momento che permane la sospensione “ad libitum” in questo caso senza alcuna data di  fine periodo ma, in compenso,   quella  della conclusione dei lavori  specificata ora è divenuta il 7/12/2016 (!?), cioè avrebbero dovuto essere terminati da circa due mesi mentre chiunque può constatare che l’edificio è  ancora   allo   stato iniziale del restauro. Un minimo di trasparenza e chiarezza da parte dei soggetti interessati sarebbe senz’altro auspicabile visto che si tratta di un lavoro di non piccola entità.

Durante i lavori Italgas a viale Manzoni ritrovati reperti archeologici

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post (vedi) sulla natura particolare del sottosuolo di via Giolitti ritenendolo del tutto inadeguato al passaggio di un treno a scartamento ridotto data la presenza dei cosiddetti “sinkholes antropogenici”,  cavità naturali ed artificiali dovute alla natura del terreno (antiche cave di tufo) e alla presenza di moltissimi reperti archeologici. Puntualmente, visti  gli scavi  che da circa  due mesi i tecnici di Italgas stanno effettuando a viale Manzoni per lavori di adeguamento della rete di trasporto del gas, sono venuti alla luce al’incrocio tra via Giolitti e viale Manzoni alcuni reperti archeologici che, se solo fossero stati ritrovati nell’area dei Fori Imperiali avrebbero riempito le pagine dei giornali, ma visto che sono stati ritrovati all’Esquilino e per giunta sotto una strada molto trafficata  non ne sarà data notizia sulla stampa che conta e dopo una frettolosa analisi sarà messo tutto a tacere come è stato fatto per altri casi del genere negli anni passati.

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E’ evidente che si tratta di un arco in laterizio e la struttura superiore  forse di una volta a botte (impossibile stabilire  con un’unica  analisi visiva se coeva  all’arco) , tra l’altro perfettamente integra, che lascia immaginare la presenza di un antico portico che risulta incredibilmente presente (la zona è quella indicata dall’ellisse rossa) anche in una ricostruzione virtuale tratta dal sito francese  http://www.maquettes-historiques.net che abbiamo pubblicato nel post “L’Esquilino come era ai tempi dell’antica Roma

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Sempre sullo stesso asse viario vogliamo ricordare i  reperti  rinvenuti durante gli anni passati:

Per esempio, quelli durante la costruzione dell’Hotel ES Radisson (gli unici che sono stati preservati ma che hanno costretto, a  suo tempo, a rivedere completamente il progetto dell’hotel);

quelli durante i lavori Acea davanti alla chiesa di Santa Bibiana nel 2001;

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quelli durante i lavori Terna a via Bixio angolo via Giolitti nel 2010/2011 (i rilevamenti durarono più di un anno, quindi i reperti erano tutt’altro che di scarsa importanza);

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ed infine la voragine di due anni fa all’incrocio di Porta Maggiore che ha riportato alla luce i resti di un tempio di epoca repubblicana, tutti con un unico comune denominatore: via Giolitti e i suoi tesori archeologici. Purtroppo non bastano  questi esempi per convincere gli amministratori a intraprendere un serio piano di riqualificazione urbanistica della via e delle strade adiacenti che parta da Porta Maggiore  e continui per l’asse viario verso la Stazione Termini con la  conseguente dismissione  del  treno  Laziali Centocelle  che  nella tratta finale (Porta Maggiore  – Laziali) è utilizzato ormai da pochi intimi e che tanti danni arreca alle strutture di via Giolitti impedendo, di fatto, qualsiasi progetto valido per riportare la via a qui livelli di vivibilità e di decoro urbano che meriterebbe.

 

Le “incompiute” del Rione Esquilino

A viale Manzoni,  nei pressi dell’incrocio con via Emanuele Filiberto c’è  in bella mostra questo cartello presso un’entrata secondaria dell’Istituto  Tecnico Galileo Galilei-Palazzzina E (cliccare per ingrandire).

office-lens-20160921-172224Si riferisce a dei lavori regolarmente assegnati dopo un bando di gara per “il consolidamento, messa in sicurezza e riqualificazione funzionale”  e  finanziati (almeno si spera) dalla “Città Metropolitana di Roma Capitale” in pratica la ex Provincia di Roma. Ma leggendo le date i conti non tornano : a fronte di un lavoro non certo misero (€ 1.823.383,87) notiamo queste specifiche “Data consegna lavori – 25/11/2014”, “Data ultimazione lavori – 22/03/2016”, “sospensione dei lavori – dal15/12/2014 al 04/05/2015″ ” Data ultimazione lavori – 09/08/2016″

La situazione a ottobre  2016 è questa:

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i lavori ci sembrano ben lungi dall’essere terminati, anzi per dirla tutta il cantiere sembra abbandonato . Non vorremmo che andasse a finire come l’emblema dei progetti incompiuti, anzi mai iniziati, all’Esquilino : l’ex cinema teatro Apollo.

cairoli2 Dal 2005, infatti, per circa quattro anni questo cartello è rimasto appeso   a via Cairoli sopra una delle porte dell’ex cinema  specificando dei lavori per creare  all’inizio un edificio da destinare ad un’ipotetica “Casa dei Comici” per cambiare idea in seguito e  ricavarne un “Centro Polifunzionale”  avveniristico (vedi progetto) . Purtroppo  i lavori non iniziarono mai e nel 2009 venne tolto anche il cartello. Da allora è sceso l’oblio su questa struttura : autorità, attori, registi e artisti in genere sempre pronti a scendere in campo per altre situazioni analoghe (per esempio l’ex cinema America)   si sono completamente dimenticati di questo edificio (tra l’altro bellissimo e raro esempio di liberty) che ormai è chiuso da più di 15 e anni ed è stato spesso oggetto di occupazioni e versa, attualmente, in uno stato di vergognoso degrado e abbandono.

Le  foto testimoniano come gli stessi graffitari abbiamo più volte cambiato gli scarabocchi nel corso di tutti questi anni e  il  terrificante degrado di una porta secondaria a via Giolitti con dei rifiuti che sono lì da anni e aumentrano continuamente. Sarebbe ora che alle parole seguissero i fatti; se il Comune o chi per esso non è in grado di provvedere alla riqualificazione di questi immobili abbia il coraggio di fare delle scelte e di coinvolgere dei privati per dei progetti seri. A che serve  tenere questi edifici  chiusi e abbandonati?

Dal 30/08/16 iniziano i lavori all’ASL RMA a via Luzzatti. Ma chi ha scritto il cartello?

Avevamo visto giusto, il 30/08/2016 iniziano i lavori per la messa in sicurezza dell’edificio del Poliambulatorio ASL RMA   a via Luzzatti n. 8 e quindi  vigerà il divieto di sosta per tutta la lunghezza dello stabile fino a cessate esigenze. Il danno è più grave di quello che poteva sembrare ad una prima  constatazione perchè il distacco dell’intonaco si è verificato praticamente per tutta la struttura dell’ultimo piano. Non sappiamo se le scosse telluriche dello scorso 24 agosto siano la causa o solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso ma, alidilà di qualsiasi considerazione, ci sembra veramente inaccettabile che uno stabile ristrutturato neanche dieci anni fa sia ridotto già in questo stato.

Via Luzzatti, ennesimo esempio di disorganizzazione

Avevamo aperto l’anno con un post che tra le altre cose  evidenziava come a via Luzzatti, incredibile oasi nel caos del rione Esquilino, a pochi giorni dal rifacimento totale del manto stradale dopo i lavori di Italgas fossero arrivati dei mezzi dell’Acea e avessero di nuovo  bucato l’asfalto ancora fresco di posatura (vedi) in un paio di punti per interventi di cui non conoscevamo la natura. L’unico dubbio era che si trattasse di interventi d’urgenza e quindi non programmabili, ma così non è perché si tratta di lavori per l’adeguamento dell’illuminazione pubblica, chissà da quanto tempo decisi e mai realizzati.


Il risultato purtroppo è evidente, rappezzi su una strada appena riasfaltata che alla fine degli altri interventi chissà quanti saranno. Ora, sarebbe fantascienza per Roma chiedere che lavori che presuppongono uno scavo negli stessi punti di una stessa via possano essere eseguiti contemporaneamente, ma almeno era così difficile realizzarli prima che la strada fosse completamente riasfaltata? E’ poi così difficile creare un ufficio per il coordinamento dei vari lavori delle aziende che assicurano i servizi alla città? Non facciamo altro che sentire parole, parole, parole ma la realtà dei fatti è sempre la stessa e non si vede la luce alla fine del tunnel.

Una volta tanto il I Municipio ha ragione e abbiamo le prove

Nei giorni scorsi c’è stato un certo allarme all’Esquilino per alcune  foto postate sui social network che segnalavano dei lavori effettuati dall’Italgas in via Pellegrino Rossi e terminati con l’asportazione dei sampietrini sostituiti da una colata di asfalto

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Foto di Oreste T. da ” Roma Today”

Poi le dichiarazioni della presidente del I municipio che riportiamo da Roma Today

(Titolo dell’articolo) Via di San Basilio, tornano i sampietrini al posto dell’asfalto: “Promessa mantenuta”
„Ma Alfonsi assicura: “Nel caso specifico è una normalissima procedura che consiste nello scavo da parte di Italgas, poi posizionamento della nuova tubazione, riempimento dello scavo con asfalto in provvisorio, realizzazione degli allacci alle utenze, messa in carico della tubazione, collaudo e ripristino definitivo di tutto il manto stradale in sampietrini”“

Stavolta siamo perfettamente d’accordo con queste dichiarazioni perché un fatto del genere è già capitato un paio di anni fa a via G. Pepe con la stessa procedura e fu monitorato e segnalato da questo blog con il post dell’ 11/04/2013 “I sampietrini ritrovati” (vedi) solo che allora questo problema da noi sollevato non era ritenuto di grande importanza e l’articolo non ebbe quella risonanza che invece avrebbe avuto oggi dopo le decisioni del Comune di togliere i sampietrini da alcune zone del centro storico per posizionarli in periferia.

Gli strani lavori che si fanno da un pò di tempo all’Esquilino

Già a febbraio scorso manifestammo più di una  perplessità su alcuni lavori svolti a via Principe Umberto e in altre vie del rione (vedi post) con modalità non del tutto chiare. Ora siamo addirittura stupiti da quello che è accaduto nei giorni scorsi. Sabato 6 giugno, di buon mattino,  sono arrivati, senza (come al solito) alcun preavviso, dei camion che hanno scaricato un piccolo cingolato che ha iniziato a grattare l’asfalto proprio sopra il rattoppo (che non presentava nè buche, nè altri problemi) del precedente lavoro a via Principe Umberto. Fatto questo, così come erano arrivati se ne sono andati. Si pensava ad un intervento propedeutico ad un altro scavo anche se non era stato esposto alcun cartello ed invece lunedì mattina è arrivata un’altra squadra (anch’essa senza alcun preavviso) e ha ricoperto di asfalto l’area che era stata grattata.

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Non sappiamo più cosa pensare : lavori completamente inutili, anonimi e chissà quanto costosi ! Se questa è la maniera di riconquistare la fiducia dei cittadini, non ci siamo proprio.