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I complimenti fanno sempre piacere, a maggior ragione quando arrivano per una buona causa

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un post (vedi) commentando in termini più che positivi il progetto di Metrovia relativo alla riqualifcazione di Piazza Porta Maggiore con la semplificazione dei tracciati tranviari e la creazione di una vasta area archeologica.

Ci fa piacere che gli ideatori del progetto ci abbiano menzionato commentando il nostro post con queste parole “l’approccio Metrovia trova una definizione perfetta.”

Il nostro sogno è passare dalle parole ai fatti e ridare a tutta la zona in questione quella dignità che diverse scellerate scelte del passato le hanno tolto.

Vorremmo anche ripresentare (vedi post) un brevissimo filmato della serie “Esquilino Tales – Master in comunicazione dei Beni Culturali” dal itolo “Passaggio” creato da Margherita Stisi. Il filmato, pur nella sua brevità, mette a nudo due aspetti negativi dell’attuale situazione di Porta Maggiore: il continuo passaggio di tram  intorno e attraverso il monumento e la mancanza totale di una illuminazione notturna.

Qualcosa si muove per la valorizzazione del cd. Tempio di Minerva Medica e la riqualificazione di via Giolitti

Apprendiamo con piacere l’approvazione dell’atto  del I Municipio per la valorizzazione del cd. Tempio di Minerva Medica partendo dall’impianto di illuminazione. E’ un primo passo per la rivalutazione di questo eccezionale monumento, tanto sottovalutato e rovinato negli ultimi cento anni quanto apprezzato e studiato nei secoli precedenti, e per la riqualificazione di via Giolitti in cui l’illuminazione pubblica, così carente in quel punto, gioca un ruolo determinante.

Ecco il post di Davide Curcio presidente dell’assemblea del Primo Municipio e il documento ufficiale

Un progetto di Metrovia per l’area di Porta Maggiore e via Giolitti finalmente rispettoso dei tesori archeologici della zona

Innanzitutto una doverosa premessa: Porta Maggiore è il principale nodo tranviario di tutta Roma, non esiste alcun altra zona della città che veda il passaggio di tante linee di tram. E non solo nell’attualità ma anche nel PUMS il documento programmatico per la mobilità sostenibile del Comune di Roma. Ecco l’immagine del documento relativa a tutte le linee tranviarie che dovrebbero essere ideate nei prossimi anni in tutta Roma. Il centro nevralgico non è la Stazione Termini o un’altro luogo ma rimane Porta Maggiore con tutti i problemi che ne conseguono.

E questa è stata una scelta fatta nei decenni scorsi quanto mai discutibile (vedi foto accanto con le devastazioni all’area archeologica apportate per la posa dei binari) perchè il luogo in questione è un sito archeologico di eccezionale importanza e bellezza soffocato non solo dall’incessante traffico veicolare ma anche dal passaggio dei numerosissimi tram intorno e attraverso la porta. Purtroppo il PUMS non solo non cerca di migliorare la sitazione, ma, se possibile, addirittura la peggiora

E proprio partendo da questi presupposti che nasce il progetto di Metrovia, aumentare l’offerta dei mezzi pubblici su rotaia ma riqualificando la zona, semplificando e unificando i tragitti tranviari, limitando e ordinando il traffico veicolare e creando di fatto un parco archeologico di grande interesse e bellezza. Insomma un vero progetto che coniuga mobilità ed urbanistica. Ecco il filmato di Metrovia.

Per maggior chiarezza pubblichiamo anche due filmati esplicativi della linea che secondo il progetto Metrovia viene chiamata T1 che  non solo prenderebbe il posto dell’attuale Laziali Centocelle ma di fatto creerebbe un servizio di mobilità pubblica in grado di collegare numerose zone periferiche del quadrante sud est di Roma completamente prive di trasporti su ferro con il centro della città e con numerosi nodi di scambio. Il utto liberando finalmente via Giolitti.

E’ inutile dire che siamo completamente d’accordo con questa linea progettuale che riprende al 100% tutte le indicazioni, i consigli e le richieste che abbiamo formulato all’attuale amministrazione ma sono cadute nel vuoto : se vogliamo che Roma diventi finalmente una città europea dal punto di vista della mobilità bisogna dar vita a progetti di questo tipo altrimenti si rischia di spendere a vuoto montagne di fondi erogati per il miglioramento del trasporto pubblico ma che di fatto risolvono poco o nulla.

Una tesi di Laurea sulla riqualificazione della zona di Piazza Pepe: una base interessante per ulteriori spunti e idee

Presentiamo il filmato tratto dal lavoro effettuato per la tesi di laurea di Elisa Labellarte sotto la guida del relatore arch. Andrea Grimaldi, Professore Associato di Architettura degli Interni dell’Università degli Studi ” La Sapienza”. La tesi è relativa alla riqualificazione della zona intorno a Piazza Pepe con particolare riguardo al Nuovo Mercato Esquilino.

E’ sicuramente un’ipotesi suggestiva, certamente di non facile realizzazione, ma non mancano spunti assai interessanti che potrebbero essere presi in considerazione anche per interventi di minore portata ma non per questo meno importanti.

Un aspetto che riteniamo fondamentale nella trattazione è l’importanza che viene riservata alla riqualificazione intesa come intervento globale: ogni progetto deve essere armonizzato con il contesto urbano e storico della zona e non deve essere fine a se stesso.

Per finire, questo è uno dei primi frutti degli incontri e dei seminari che sono stati fatti nei mesi e negli anni passati nel contesto del progetto “Esquilino chiama Roma”, che ci auguriamo dopo oltre un anno di sosta per le note vicissitudini relative alla pandemia possa riprendere quanto prima per affrontare nuovi temi sempre relativi non solo alla riqualificazione ma anche alla rivalutazione del Rione Esquilino con la fruizione di nuovi spazi già realizzati o in via di realizzazione

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La torre piezomerica della Stazione Termini non solo è stata ripulita ma ora è anche illuminata

Vasta eco nei mesi scorsi ha avuto lo scempio perpetrato ai danni della torre piezometrica di via Gioliti da “Geco” e compagni che avevano riempito di graffiti questo notevole esempio di architettura razionalista di Angiolo Mazzoni

Nei giorni scorsi prima è stata ripulita

ed infine è stata illuminata

Che sia un primo passo per tutti quei lavori di riqualificazione di cui ha bisogno via Giolitti che sono attesi non da mesi ma da anni.

Dicembre 2020, il punto sulla ristrutturazione dell’ex Cabina Ace della Stazione Termini

In un filmato della Fondazione FS viene illustrato lo stato attuale della ristrutturazione dell’ex Cabina Ace della Stazione Termini a via Giolitti dal direttore Generale Ing. Luigi Francesco Cantamessa Armati. Nel filmato si entra nello splendido edificio progettato da Angiolo Mazzoni e con l’ausilio di ricostruzioni virtuali è possibile immaginare cosa avrà a disposizione il pubblico a lavori finiti. Un’altra perla del Rione Esquilino che si aggiunge a tutti gli altri progetti in atto che creeranno un’offerta culturale veramente di livello eccezionale

Finalmente una nuova recinzione per il cd. Tempio di Minerva Medica. Ma la sicurezza rimarrà una chimera fin quando il trenino passerà a pochi centimetri dal monumento

Come avevamo previsto in un precedente post (vedi), finalmente, sono iniziati i lavori per installare una recinzione degna di questo nome nel lato sud del cd. Tempio di Minerva Medica e rimuovere quella, provvisoria,  che era servita negli anni scorsi per il cantiere ma che era divenuta un vero e proprio oltraggio alla dignità del monumento.

Un plauso alla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma che ha rispetttato le promesse per questo progetto nonostante i problemi legati al lock down che certamente non hanno aiutato ad espletare le pratiche (bando di gara, assegnazione ed inizio lavori) necessarie per il completamento di questa opera ma non possiamo non sottolineare di nuovo e con forza i gravi problemi legati alla sicurezza sia dei pedoni in genere (specialmente anziani, diversamente abili e bambini ) sia degli operai che stanno eseguendo questo lavoro. Non ci stancheremo mai di evidenziare come un treno o un tram non possa passare a pochi centimetri da un monumento senza creare  enormi disagi per il passaggio dei pedoni e la tutela dei lavoratori impegnati in una qualsiasi opera di manutenzione ordinaria e/o straordinaria alle pareti esterne del monumento su via Giolitti. Assai eloquenti il filmato e le immagini seguenti

Ecco quali dovrebbero essere i prossimi passi per ottenere il completo recupero e la valorizzazione del monumento:

  • Risoluzione una volta per tutte dei problemi legati alla sicurezza sia per quanto riguarda la situazione attuale sia per quella ipotizzata dal nuovo progetto della trasformazione del treno a scartamento ridotto a tram
  • Progetto di illuminazione del cd. Tempio di Minerva Medica: è assurdo che un monumento del genere debba rimanere al buio
  • Progetto per la sistemazione degli ambienti interni con ideazione di aiuole, percorsi funzionali per visitare il monumento e creazione di tutti i servizi necessari per i visitatori
  • Ed infine apertura al pubblico del cd. Tempio di Minerva Medica dopo oltre un secolo di chiusura.

Ci aspettiamo che si inizi finalmente a ragionare in maniera coerente su tutte queste problematiche. Di fronte a progetti seri e concreti nessuno si tirerebbe indietro per offrire un fattivo contributo di idee ma è arrivato il momento che chi deve decidere sul futuro del cd. Tempio di Minerva Medica si prenda finalmente le proprie responsabilità e decida sul da farsi senza ulteriori indugi e ritardi anteponendo la sicurezza di visitatori, cittadini e lavoratori su qualsiasi altra tematica.

Ripresi i lavori per il miglioramento della recinzione del cd. Tempio di Minerva Medica

Immagine n.1

Dopo la pausa estiva sono ripresi i lavori, iniziati nei mesi precedenti,  per estendere i miglioramenti della recinzione esterna (immagine n.1) anche al cancello che offre la possibilità di entrare direttamente all’interno monumento (Immagine n.2).

Immagine n.2

Speriamo che sia la parte propedeutica di un intervento più importante,  ossia la sostituzione dell’obbrobriosa recinzione (immagini n. 3 e 4) della parte sud del monumento a suo tempo creata per permettere il cantiere di restauro. Visto che i restauri ormai sono terminati da quasi due anni sarebbe ora di recuperare anche a livello ambientale e paesaggistico il cd. Tempio di Minerva Medica

Immagine n.3
Immagine n.4

Via Giolitti: Vent’anni (e più) passati invano

Pubblichiamo un documento dell’Associazione Abitanti via Giolitti redatto alla fine del secolo scorso in occasione di un incontro sui temi dell’Esquilino che si tenne al Teatro Brancaccio.

Da allora alcune cose sono cambiate a via Giolitti; nel tratto da Porta Maggiore alla stazione dei Laziali non passano più autobus di linea dell’Atac e da diversi anni è stato risolto il problema delle polveri rosse che venivano prodotte in quantità industriale dai sistemi frenanti dei treni della linea, allora, Laziali – Pantano e i cui segni sono ancora visibili sugli edifici della Stazione Termini (vedi foto sopra), ma alcune problematiche sono rimaste esattamente come allora, anzi forse sono addirittura peggiorate tenendo presente che le rotaie della linea ferroviaria e le vetture hanno vent’anni di più.

Comunque, sono le proposte dell’Associazione ad essere assolutamente più che attuali: questo per dire che non è certo mancato l’impegno fin da allora da parte dei residenti, ma ahimè, tutte le amministrazioni che si sono succedute non hanno mai recepito ciò che veniva formulato e consigliato. Ecco il documento

 

E’ dello stesso periodo questo progetto (in realtà una tesi di laurea in Architettura) relativo alla riqualificazione di via Giolitti in particolare nel tratto da Porta Maggiore alla Stazione dei Laziali. Già allora era chiaro che senza un’attenzione particolare al cd. Tempio di Minerva Medica qualsiasi proposito di miglioramento ambientale e urbanistico sarebbe stato illusorio e con diversi anni di anticipo sia su altri progetti presentati al Premio Catel del 2011 sia su alcune realizzazioni relative alla Metro C relative alla valorizzazione di reperti archeologici il progettista ipotizzava uno scavo per riportare alla luce le mura del monumento che giacciono sotto il piano stradale di via Giolitti con relativo ripristino della quota archeologica.  Sarà mai possibile realizzare un simile progetto a via Giolitti?

“Flussi e varchi della Stazione Termini”

Uno dei problemi che spesso causa  il fallimento di un progetto è la mancata analisi preventiva di tutte quelle componenti che concorrono alla programmazione, alla realizzazione e alla fruizione futura del bene che si è progettato. Nel caso della Stazione Termini spesso in sede di progetto ci si dimentica che in tempi normali è un luogo che vede il transito di oltre 400.000 persone ogni giorno (una intera città di medie dimensioni) e quindi non possono essere lasciati al caso i flussi dei viaggiatori e di tutti coloro che passano per la stazione anche per altri motivi (negozi e punti di ristorazione). Ne va della sicurezza, ma anche e soprattutto della stessa ottimizzazione di tutti i servizi che gravitano nell’area. Come vedremo in un prossimo articolo proprio l’agevolazione dei flussi dei passeggeri in entrata e in uscita era stato uno dei problemi principali nel progetto originale del Mazzoni della nuova Stazione Termini.

Tenendo presente che attualmente tutti i flussi pedonali all’interno della stazione sono stati stravolti a causa delle norme restrittive anti coronavirus, per la ripresa della normale attività proponiano uno studio del 2007 di Riccardo Esposito e Maria Elena Indelicato che si occupa proprio di questo problema: i flussi di tutti coloro che transitano per  la Stazione Termini in determinate fasce orarie. Potrebbe sembrare un documento un pò datato ma in realtà l’unico grande cambiamento da allora è lo spostamento del terminal delle linee di autobus per gli aeroporti da via Marsala (allora era piccolo e quasi ininfluente per la vita della Stazione) all’attuale sede a via Giolitti con un traffico che è aumentato in maniera esorbitante (centinaia di corse ogni giorno)  con un conseguente aumento di flusso di viaggiatori all’esterno della Stazione.

Questo per sottolineare che qualsiasi progetto che preveda un aumento del numero delle persone che transitano nell’area della stazione non può prescindere da un’analisi del genere per non correre il pericolo di peggiorare una situazione già molto problematica.