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Il recupero del giardino “Willy Montero Duarte” – riflessioni su storia, rischi e opportunità

Il post pubblicato qualche giorno fa da Esquilino Chiama Roma su Facebook (link al post) ci dà lo spunto per qualche riflessione sul progetto di recupero del giardino intitolato a Willy Montero Duarte, che ha preso il via da circa quattro mesi e i cui lavori dovrebbero giungere al termine in questa primavera.

Nel post veniva evidenziato come la parte dell’acquedotto visibile sia solo una porzione dell’opera, essendo gran parte dell’intera struttura sotterranea, a causa dello svolgersi degli eventi nel corso della storia, sia per cause naturali che per azioni umane.
Il fatto è suffragato dalle immagini, che riportiamo anche sopra: lo studio del Piranesi di circa tre secoli fa, la foto d’epoca (presumibilmente di fine ‘800) e il giardino ai giorni d’oggi.

Ogni attività di scavo prevista dal progetto nelle immediate vicinanze delle arcate avrebbe potuto portare alla luce il resto dell’acquedotto o magari altri reperti o scoperte interessanti dal punto di vista storico e artistico.

Ma se ragioniamo dal punto di vista della gestione di progetto, la questione ci induce ad alcune considerazioni.

Come ogni responsabile di progetto ben sa, scoperte inattese, sono imprevisti o rischi che, se non analizzati, pianificati e gestiti correttamente, mettono a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi di progetto e nella quasi totalità dei casi compromettono il rispetto dei tempi e dei costi previsti.
Di fronte ad un imprevisto può talvolta interrompersi il ciclo di vita del progetto in attesa di prendere decisioni sulle azioni da intraprendere.
Bisogna interpellare i soggetti competenti, impiegare risorse e tempo, per individuare lo scenario di soluzioni possibili (che si può fare?) e il piano di azione (che faremo?) per affrontare ogni rischio, o anche le opportunità da cogliere.

La disciplina del project management insegna a considerare i rischi non solo in un’accezione negativa, poiché da essi possono nascere delle opportunità. L’importante è tenerne conto già in fase di pianificazione di progetto.

Nel ciclo di vita di un progetto, la pianificazione è la fase più impegnativa; quella in cui analizzando il contesto, gli obiettivi e i risultati da raggiungere, si deve redigere un piano, con le risorse a disposizione, che eviti le insidie del fallimento del progetto.
Perciò sono da prendere in considerazione anche i rischi da gestire.
Essi vanno in primo luogo individuati, poi analizzati per prevedere strategie che includono piani di monitoraggio e azioni per mitigarli, modi di aggirarli o affrontarli di fronte al loro verificarsi.
Il fine è quello di evitare aggravi di costo o ritardi del progetto, talvolta addirittura il fallimento.


Durante il lavoro di recupero del giardino, in fase di scavo per le opere di illuminazione, pare si siano ritrovati cunicoli della vecchia Centrale del latte di cui si era persa memoria; un evento che si è trasformato nell’opportunità operativa di utilizzare un tracciato preesistente e in una riscoperta di rilievo storico-culturale sull’utilizzo che quello spazio ha avuto nel corso del tempo.


Ogni progetto è unico!
Per progetti ancora più complessi, soprattutto se di riqualificazione del territorio in siti storici come quelli del rione Esquilino, ricco di un patrimonio artistico sotterraneo, la necessità di una iniziale analisi multidisciplinare che non trascuri problematiche, rischi e opportunità, diviene ancora più pressante.
Già in fase di definizione iniziale di ogni progetto andrebbero coinvolti i soggetti con le competenze necessarie e pensiamo ad esempio ad architetti, storici dell’arte, archeologi, professionisti di gestione progetto.

Porsi le giuste domande, individuare i potenziali problemi, analizzare e valutare gli eventuali impatti, prima ancora di pensare a proposte di soluzioni, permette di partire “con il piede giusto” e giungere ad una pianificazione che pone le basi per il successo del progetto…. e talvolta tramuta rischi negativi in opportunità che creano valore.

In attesa di giungere al completamento del progetto e di fruire del giardino di Willy il prima possibile, ci piace chiudere con qualche citazione di illustri personaggi, a proposito di problemi, soluzioni e opportunità.

Se avessi solamente un’ora per risolvere un problema, passerei 55 minuti a definire bene il problema e 5 minuti a pensare alle soluzioni (Albert Einstein)

Dovunque guardiamo su questa terra, le opportunità prendono forma dentro i problemi (Nelson Rockefeller)

Nessun problema può resistere all’assalto di una riflessione approfondita (Voltaire)

La mappa dell’immagine in evidenza è tratta dal sito https://laromanatoponomastica.weebly.com/esquilino.html 

8 marzo 2021: Inaugurazione di una panchina rossa nei Giardini di Piazza Vittorio contro la violenza di genere.

8 marzo 2021 ore 17,00

Giardini di Piazza Vittorio

inaugurazione della panchina rossa  contro la violenza sulle donne

20/02/2021 Giardino di Piazza Vittorio “Albero delle identità” Laboratorio all’aperto per bambini – prenotazione obbligatoria

SABATO 20 FEBBRAIO (15.00-16.00)

GIARDINO di PIAZZA VITTORIO

Ci siamo tutti incantati davanti al bellissimo Albero delle identità, l’opera partecipata che ha valorizzato le “foglie abilità” realizzate dai ragazzi.
Sabato pomeriggio si terrà un laboratorio all’aperto per i bambini e i ragazzi per ampliare l’Albero.

Per iscriversi, cliccate su questo link:

“Be-Jesus” l’inaugurazione del presepe avveniristico a Piazza Vittorio in un servizio di TG3 Lazio

E’ andato in onda sul TG3 Lazio del 15 gennaio 2021 delle ore 14,00 il servizio di Antonella Armentano sull’inaugurazione del Presepe nel giardino di Piazza Vittorio con le interviste al suo ideatore Guillermo Mariotto, alla Sindaca Virginia Raggi e ad alcuni artisti che hanno realizzato i personaggi

Alcune immagini del presepe e un filmato con la musica originale in sottofondo 

Un pò di storia del “Fritto Misto” di Piazza Vittorio

A scanso di equivoci non è un articolo che parla di gastronomia ma della fontana monumentale da poco restaurata che si trova all’interno del giardino “Nicola Calipari”  di Piazza Vittorio, opera di Mario Rutelli, bisnonno dell’ex sindaco di Roma Francesco, che venne così soprannominata  dal popolo romano subito dopo la collocazione provvisoria sulla fontana delle Naiadi a Piazza della Repubblica allora Piazza dell’Esedra.

Faccciamo un pò la storia di questo gruppo monumentale e della fontana delle Naiadi a Piazza della Repubblica cercando di accompagnare il tutto con delle immagini d’epoca

Fig. n.1 – Piazza delle Terme l’attuale Piazza della Repubblica nel 1880

Questa è Piazza della Repubblica come si presentava nel 1880. In realtà allora si chiamava Piazza delle Terme e praticamente non c’era nulla, nè la fontana nè i palazzi progettati in seguito dall’architetto Koch (Fig. n. 1). In realtà l’architetto francese Nenot aveva appena vinto un concorso per erigere in questa piazza un monumento celebrativo a Vittorio Emanuele II, ma si cambiò idea e si pensò di spostare il monumento commemorativo accanto al Campidoglio avviando un nuovo concorso per la costruzione dell’odierno “Vittoriano”. Quindi si decise di spostare la fontana che era stata costruita un centinaio di metri prima dalla parte  della stazione Termini (fig. n.2) al centro della piazza delle Terme (ora Piazza della Repubblica) anche perchè dopo solo pochi anni la fontana aveva bisogno di interventi per ripristinare molti zampilli che non funzionavano più (Fig. n. 3 e n.4)

Fig. n. 2: La Fontana di Termini quando era ancora praticamente nell’attuale giardino di via delle Terme di Diocleziano
Fig. n.3: La fontana nella vecchia collocazione avrebbe bisogno di interventi per ripristinare il funzionamento originario
Fig. n.4: La vecchia fontana è quasi all’asciutto

Per cui si decise di costruire una fontana monumentale al centro della Piazza che sarebbe stata rinominata Piazza dell’Esedra.

Ecco una foto di un avvenimento nella nuova piazza con la fontana appena costruita (Fig. n.5)

Fig. n. 5: La nuova fontana a Piazza dell’Esedra

Ma la fontana era spoglia e sicuramente aveva bisogno di qualche ornamento per far bella mostra di sè specialmente per il 1888 quando arrivò a Roma in visita ufficiale Guglielmo II, re di Germania, Per pensare di ornarla con gruppi monumentali non c’era il tempo necessario e quindi si affidò il progetto ad Alessandro Guerrieri che pensò ad una soluzione temporanea con l’alto zampillo centrale e 4 leoni laterali da sostituire in seguito con delle statue (fig. n.6).

Fig. n.6: La fontana con i 4 leoni

Nella figura n. 6 oltre alla fontana con i 4 leoni si nota la recinzione  che veniva adottata a quei tempi per salvaguardare i monumenti e il secondo palazzo di Koch ancora da costruire.

Infine, tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, si affidò ad un artista siciliano, Mario Rutelli,  il compito di eseguire i gruppi monumentali delle naiadi (la Naiade degli Oceani, la Naiade dei Fiumi, la Naiade dei  Laghi e la Naiade delle Acque Sotterranee) che avrebbero sostituito i leoni e quello centrale che comprendeva tre figure umane, un delfino e un polpo, avvinghiati in una lotta. Ecco la fontana al termine dei lavori (Fig. n.7 e Fig. n. 8)

Fig. n.7 La fontana con il “fritto misto” al centro
Fig. n.8: Un’alltra immagine del “fritto misto” a Piazza dell’Esedra

Purtroppo per quanto successo ebbero le “Naiadi” che finirono addirittura per diventare un caso perchè  l’esibizione di corpi femminili nudi era una assoluta novità per la Roma post papalina, il gruppo centrale non riscosse il consenso popolare che anzi lo etichettò come “fritto misto” e le autorità del tempo decisero di  rimuoverlo (Fig. n. 9).

Fig. n. 9 La fontana senza gruppo centrale

Successivamente venne commissionato alla stesso Rutelli un nuovo gruppo più semplice e più sobrio (una sola figura maschile con un delfino) che poi è quello che ancora è al centro della fontana (Fig. n. 10)

Fig. 10 Il gruppo che tuttora è al centro della Fontana delle Naiadi

E il “fritto misto” che fine fece? Si decise di collocarlo in una fontana appositamente costruita nel nuovo giardino di Piazza Vittorio Emanuele II (Fig. n. 11)

Fig. n. 11 Il “fritto misto”a Piazza Vittorio

Finalmente questo gruppo monumentale trovò la sua collocazione definitiva e con la ristrutturazione del giardino di Piazza Vittorio da poco terminata nel mezzo di una rinnovata fontana è divenuto una delle attrazioni del luogo (Fig. n. 12)

Fig. n. 12 La fontana appena restaurata nel giardino di Piazza Vittorio

Il comunicato del Comitato Piazza Vittorio Partecipata (CPVP) relativo a notizie e approfondimenti sul giardino recentemente rinnovato

Il documento del Comitato Piazza Vittorio Partecipata con le notizie e gli aggiornamenti relativi al rinnovato giardino di Piazza Vittorio Emanuele II

Piazza Dante: una sbirciatina tra le inferriate prima della riapertura ufficiale

Anche per quanto riguarda Piazza Dante, dopo circa un decennio di chiusura, è prossima la riapertura del giardino. Un’altra area verde nel nostro Rione che finalmennte sarà di nuovo fruibile per tutti i cittadini dopo la recentissima riapertura del giardino di Piazza Vittorio.

Ecco alcune immagini scattate tra le inferriate che testimoniano con l’imminente termine dei lavori di ristrutturazione e ripristino la prossima riapertura del giardino

Piazza Vittorio: Riaperto il giardino “nicola Calipari”. Le immagini e un pò di storia del giardino e degli edifici

La storia del giardino di Piazza Vittorio

(dal sito “Esquilino chiama Roma”)

La storia degli edifici di Piazza Vittorio

(dal sito “Archidiap.com)

31 ottobre 2020: Riapre il giardino “Nicola Calipari” a Piazza Vittorio.

Comunicato stampa ufficiale di Roma Capitale sulla riapertura del giardino Nicola Calipari a Piazza Vittorio

I Giardini “Nicola Calipari” di Piazza Vittorio Emanuele II tornano a nuova vita dopo gli interventi di riqualificazione coordinati dal Dipartimento Lavori Pubblici. Sabato l’area, totalmente, rinnovata sarà aperta al pubblico.

L’evento di inaugurazione inizialmente previsto è stato rinviato a causa delle norme relative all’emergenza Covid.

I giardini, da sabato 31 ottobre, saranno comunque aperti a tutti i cittadini.

 

Dopo più di 20 anni i giardini di una delle piazze più importanti della nostra città tornano a nuova vita. L’intervento era atteso da decenni. I residenti di questo rione auspicavano un lavoro di riqualificazione completa, che fungesse da volano per risolvere i problemi di sicurezza e decoro che ci sono su Piazza Vittorio. La rinnovata bellezza dei giardini è solo il primo tassello. Non ci fermiamo e nei prossimi anni quest’area sarà curata e monitorata attentamente per evitare che torni nel degrado”, ha spiegato la sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

Il progetto è frutto di una proficua collaborazione tra agronomi, architetti, ingegneri, restauratori della Sovrintendenza Capitolina e di una condivisione con le associazioni di quartiere, a seguito di un Protocollo d’Intesa firmato tra l’Assessorato ai Lavori Pubblici, l’Assessorato al Verde, Municipio I e il FAI.

Grazie agli interventi è stato possibile preservare il carattere esotico dei giardini, con numerose varietà arboree provenienti da tutto il mondo, e potenziarlo con la piantumazione di altri 42 alberi, 17 palme, 450 piante decorative, 250 nuove arbusti da fiore. È stato riqualificato e valorizzato il roseto presente all’interno dei giardini e rimesso in funzione l’impianto di irrigazione nei prati.

La futura manutenzione del verde orizzontale e verticale sarà garantita per i prossimi cinque anni dalla stessa impresa che ha effettuato i lavori sui giardini in stretta collaborazione con il Servizio Giardini di Roma Capitale e con il Dipartimento Ambiente. È stato ripristinato l’antico percorso interno a “forma di 8” che definisce meglio l’area a disposizione degli ospiti per camminare e le aree verdi. Sono state installate 110 panchine e riqualificata tutta l’area della piazza centrale con la pavimentazione in travertino.

È prevista una gestione sinergica per implementare sicurezza e decoro all’interno dei giardini, con un lavoro che coinvolga Polizia Locale, addetti all’apertura e chiusura dell’intera area e persone aderenti ai Progetti Utili alla Collettività. La pulizia sarà garantita da Ama nelle aree esterne con interventi quotidiani potenziati rispetto all’attuale gestione.

 

ACEA Areti ha ripristinato e potenziato gli impianti di illuminazione pubblica esistenti nei giardini. Ha realizzato, inoltre, la nuova luce per i Trofei di Mario, e per la Fontana del Glauco, nuovamente funzionante dopo l’intervento da parte della Sovrintendenza Capitolina, e per la nuova fontana degli Zampilli.

 

Il Dipartimento Lavori Pubblici ha riqualificato tutto il sistema di smaltimento delle acque piovane, ottimizzando i sistemi di approvvigionamento idrico per le fontane e fontanelle presenti nei giardini. Sistemati tutti gli impianti delle società dei pubblici servizi e predisposti per futuri eventi culturali, rassegna ed eventi cinematografici. È stata completata l’installazione dei nuovi sistemi di videosorveglianza con la quale sarà controllato il perimetro esterno, le aree interne e la zona della Casina Liberty, con l’obiettivo di prevenire atti vandalici.

Nel nuovo progetto di riqualificazione è stata data grande attenzione alle aree ludiche per bambini, ragazzi e adulti. Sono stati installati giochi per i bambini da 0 a 5 anni, ma anche per quelli più grandi con tavoli da ping-pong, 2 canestri per il basket, un campo per giochi con la palla e, anche, un’area scacchi.

È stata riqualificata l’area dedicata ai cani ed alla colonia felina che vive all’interno dei giardini.

Completato il restauro della cosiddetta “Porta Magica”, incastonata in un blocco di terra e tufo vicino ai Trofei di Mario, anch’essi riqualificati dalla Sovrintendenza Capitolina.

Terminati i lavori di restyling, da parte della Sovrintendenza Capitolina, sulla Casina Liberty che, dopo il completamento della gara per la gestione del servizio, diverrà un punto di ristoro per gli ospiti. Sono stati riqualificati, anche, i bagni pubblici, che torneranno a disposizione dei cittadini dopo la riapertura dei giardini.

 

L’Ufficio del Decoro Urbano sta studiando progetti per coinvolgere le scuole del quartiere con attività di laboratorio sui giardini. Sono allo studio, e solo quando sarà possibile vista l’emergenza Covid-19, alcune iniziative culturali che coinvolgano anche le associazioni di quartiere, le comunità straniere e giovani migranti.

 

La riqualificazione completa dei Giardini di Piazza Vittorio ha restituito ai cittadini una delle aree verdi più belle e variegate del nostro centro storico, dopo anni di abbandono. Siamo intervenuti su tutti gli aspetti del giardino come, ad esempio, sulla cura del verde anche con nuove alberature, percorsi pedonali rinnovati, la riattivazione della fontana del Rutelli, nuova illuminazione per i Trofei di Mario, la Casina Liberty che diventerà un punto ristoro e un nuovo sistema di videosorveglianza. Un intervento che ha donato nuova bellezza e decoro. Abbiamo, poi, messo in piedi un programma di gestione e manutenzione del giardino che ne preserverà la bellezza nel tempo. Ringrazio tutte le persone e i tecnici che hanno lavorato per questo risultato”, precisa l’assessora alle Infrastrutture Linda Meleo.

 

Oggi rinasce lo splendido giardino di Piazza Vittorio che torna ad essere il fulcro della vita sociale di un quartiere multiculturale nel cuore di Roma. Un aspetto di cui si è tenuto conto nella progettazione del verde, realizzata dai tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale, che ricrea un piccolo orto botanico ricco di piante esotiche. Un tesoro di biodiversità che sarà possibile apprezzare grazie alle visite guidate che condurranno alla scoperta delle piante e dei loro paesi di origine. Ci prenderemo cura di questo gioiello nato da un prezioso lavoro di squadra per tutelarlo e svilupparne tutte le potenzialità”, ha concluso l’assessora alle Politiche del Verde Laura Fiorini.

Un filmato di “Roma ieri oggi” sul giardino di Piazza vittorio poco prima della sua riapertura

In attesa della riapertura ufficiale un bel filmato tratto dall’account Facebook di “Roma ieri oggi” che ci mostra il giardino di Piazza Vittorio alla fine dei lavori di riqualificazione