Dal 9 al 22 aprile 2024
GATSBY CAFE’
Sommerso
Mostra fotografica di
Conor Morrissey

Dal 9 al 22 aprile 2024
GATSBY CAFE’
Mostra fotografica di

11 e 12 aprile 2026
TEATRO BRANCACCIO
Di e con Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler e Michael Vogel Una produzione di FAMILIE FLÖZ, Admiralspalast, Theaterhaus Stuttgart
INFINITA è uno spettacolo sui primi e sugli ultimi istanti di vita, sulla nascita e sulla morte.
È uno spettacolo sui momenti in cui avvengono i grandi miracoli della vita, il timido ingresso
nel mondo, i primi coraggiosi passi e l‘inevitabile caduta finale.
“Questo è un pezzo teatrale riempito di maschere magiche, sublime teatro d’ombra e
ammaliante musica”.
INFINITA è un mosaico dei grandi piccoli momenti della vita. Semplice, e composto delicatamente,
è un breve sguardo sui temi perpetui della nascita, del sesso, della morte e tutto ciò che è universalmente comico.
11 aprile 2026 dalle ore 15:30
GIARDINO NICOLA CALIPARI – PIAZZA VITTORIO
presso Horti Magici
14 marzo- 11 aprile qualificazioni per la gran finale del 20 giugno

11 aprile 2026 ore 21:00
GATSBY CAFE’

11 aprile 2026 ore 11:00
Un percorso collettivo per attraversare e ripensare uno dei luoghi più complessi e ricchi di storia del quartiere Esquilino.
Insieme a esperti, studiosi e realtà del territorio, discuteremo di rigenerazione urbana, mobilità e spazi pubblici, tra progetti e trasformazioni possibili: dal Dente Cariato alla riqualificazione dell’area della Minerva Medica, fino a Porta Maggiore.
Appuntamento: ingresso Museo Nazionale Romano (Palazzo Massimo)
Sabato 11 aprile
Ore 11:00
Intervengono:

Dal 10 al 12 aprile 2024
TEATRO BASILICA
Caino e Abele, Adamo ed Eva e poi ancora Davide e Betsabea, Booz e Rut; la Bibbia, il grande libro da cui tutti discendiamo, ci racconta di ancestrali parabole di coppia, di un bene e di un male, di un bello e di un brutto, dominate da azioni violente e ferocemente umane che indignatamente ci appartengono. Sagrestano e Virtuosa sono i protagonisti assoluti de La Fame-la parabola dell’uomo che fece tutto per amore-, il nuovo spettacolo della compagnia Les Moustaches. Intensi, amorali e allegorici, Sagrestano e Virtuosa sono
gli antieroi di una nuova parabola tanto immaginaria quanto reale, apparentemente lontana, tremendamente contemporanea.
Con le regole di una fiaba incensurabile, La Fame racconta di una coppia grezza e insensibile, dominata da istinti ancestrali, mangiare, bere, dormire, delle volte, se capita, fare l’amore, tutto il resto non conta o, meglio, non è contemplato. Il loro stare in questo mondo non ha pretese, basta “una vogliuzza per il giorno e una per la sera, fermo restando la salute” e quell’indomito desiderio di non fare alcuna fatica per ottenere qualcosa. Ma è così che davanti a un imprevisto, o a un nuovo ostacolo finito sul cammino, gli uomini inciampano e non sanno come rialzarsi. Sagrestano e Virtuosa, abituati alla fortuna di un piatto sempre pieno dovranno improvvisamente affrontare le bestemmie dei fondi vuoti, la fame è arrivata come un ospite inatteso che bussa all’uscio del portone trovando Sagrestano e Virtuosa decisamente impreparati.
drammaturgia Alberto Fumagalli
regia Ludovica D’Auria e Alberto Fumagalli
con Chiara Liotta e Alberto Fumagalli
costumi Giulio Morini
assistente alla regia Tommaso Ferrero
luci Giulia Bandera
scene Davide Moriggi
responsabile organizzativo Pietro Morbelli
produzione Les Moustaches, Accademia Perduta Romagna Teatri
con il sostegno di Toscana Terra Accogliente, Fondazione Toscana Spettacolo, Teatro Metastasio, Catalyst, Murmuris, Archètipo, Teatro popolare d’arte
10 e 11 aprile 2026, ore 21:00
12 aprile 2026, ore 16:30
✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€
Teatro Basilica
Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma
Tel. +39 392 976 8519
Email: info@teatrobasilica.com
10 aprile 2026 ore 21:00
GATSBY CAFE’
10 aprile 2026 ore 17:00
PIAZZA VITTORIO – LATO VIA CONTEVERDE
Dalle 16 alle 20 di oggi, venerdì 10 aprile, si svolgerà una manifestazione con corteo che da piazza Vittorio Emanuele II, angolo via Conte Verde, giungerà a piazzale del Verano – fronte obelisco, percorrendo via Principe Eugenio, viale Manzoni, via Giovanni Giolitti, il tunnel di Santa Bibiana, piazza di Porta San Lorenzo e via Tiburtina.
All’iniziativa è prevista la partecipazione di 2mila persone.
Entro le 11 e sino al termine dell’evento, si provvederà allo sgombero di tutti i veicoli in sosta, con rimozione forzata, presenti lungo i tratti stradali interessati dal corteo.
Saranno possibili temporanee interdizioni del transito veicolare nei piani stradali interessati dall’iniziativa.
Possibile, inoltre, la sospensione delle postazioni taxi presenti lungo le strade della manifestazione.
Potranno essere deviate o limitate le linee 3, 5, 14, 19L, 71, 88, 105, 163, 360, 443, 448, 492, 542, 545, 590 e 649.

9 aprile 2026
PALAZZO MERULANA
Open Day
Dal 9 aprile al 25 ottobre 2026
Palazzo Merulana, nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e Coopculture, è lieto di presentare InterAzionI. Incontri tra presenza, gesto e parola all’interno del progetto ABITARE IL MUSEO_PERCORSI, STRUMENTI E APPROFONDIMENTI PER UNA FRUIZIONE INTEGRATA DEL PATRIMONIO CULTURALE vinto grazie al bando “Contributi a favore dei Servizi culturali e dei Sistemi di Servizi inseriti nelle organizzazioni regionali O.A.R., O.B.R. e O.M.R., anno 2025” della Regione Lazio.
Dal 9 aprile al 25 ottobre 2026, a Palazzo Merulana si terrà un ciclo di 12 incontri ibridi tra esperienza artistica e scoperta sensibile, centrato su teatro, poesia, narrazione e performance, un’occasione preziosa di esplorazione, memoria, relazione e meraviglia destinata al pubblico over 60.
Un format modulare, non un corso, ma una serie di appuntamenti tematici da “assaporare” uno per uno.
Gli appuntamenti, condotti da Gaia Riposati, attrice e artista, sono progettati come incontri in equilibrio tra happening e laboratorio, piccole lezioni-spettacolo che aprono uno spazio di scoperta, esperienza, ascolto e gioco creativo.
Attraverso la parola, il gesto, l’azione, la memoria e la relazione con lo spazio, si offre ai partecipanti un tempo di qualità in cui esplorare, assaporare e (se lo desiderano) sperimentare nuove forme di espressione.
Ogni incontro è aperto, accogliente.
I partecipanti potranno decidere liberamente quanto desiderano essere coinvolti nella sperimentazione attiva e quanto invece restare in ascolto o osservazione, lasciandosi toccare dalla parola, dalla voce, dal gesto, dalla relazione.
L’approccio è quello di un’arte relazionale che valorizza l’unicità di ciascuno, stimola la curiosità e crea condizioni per l’emergere di immagini interiori, ricordi, visioni, parole da condividere o custodire.
Questi gli appuntamenti:
Guardare è già partecipare.
Un incontro-soglia per entrare nello spazio dell’ascolto e della presenza: non si impara il teatro, si impara a stare.
Prima della parola c’è il soffio.
Voce, silenzio, ritmo: la scena nasce nell’aria che attraversa il corpo.
Il corpo sa prima di noi.
Piccoli movimenti quotidiani si rivelano come tracce di racconto.
Gli oggetti custodiscono memorie.
Un teatro essenziale dove la materia diventa testimone e presenza.
Non siamo una sola voce.
Alter ego, risonanze, identità in dialogo.
La poesia non si spiega, si abita.
Versi come luoghi da attraversare insieme.
Ricordi individuali si intrecciano e cambiano forma.
Dalla storia personale alla narrazione condivisa.
Un gesto ripetuto diventa rivelazione.
La vita ordinaria si lascia guardare con occhi nuovi e si fa nuova.
Improvvisare è accogliere.
Il non previsto diventa possibilità.
L’altro è uno specchio mobile.
Dialoghi, echi, presenze che si riconoscono.
Piccole forme.
Micro-drammaturgie essenziali, anche silenziose.
Un tempo condiviso di emersione.
Non uno spettacolo, ma un’apparizione lieve di ciò che è accaduto.
9 aprile 2026
TEATRO BRANCACCIO
«Nel mio nuovo spettacolo, sempre col linguaggio satirico che ci fa sorridere amaramente anche delle cose più serie e tragiche, offro agli spettatori un manuale di autodifesa per provare a invertire la rotta dal basso. E per smetterla di essere un popolo di cornuti contenti»
A grande richiesta nuova data, dopo quella del 14 gennaio, al Teatro Brancaccio di Roma per Marco Travaglio, con il nuovo spettacolo, “Cornuti e Contenti. Ma non sarà anche colpa nostra?”. La nuova data il 9 aprile, organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Lo spettacolo è prodotto da Loft Produzioni S.r.l. Dopo aver denunciato tante volte la mala-politica e la mala-informazione, penso che sia venuto il momento di guardarci allo specchio e cercare le nostre magagne. Perché milioni di italiani votano sempre per chi poi li tradisce, o addirittura li ha già traditi e si propone di rifarlo? Perché milioni di persone premiano, dalla carta stampata ai social, dalla televisione alla radio, quei media e quei programmi che sfornano sistematicamente bufale e bugie? Se veniamo continuamente truffati da politici pessimi e/o incapaci è anche perché li votiamo anziché lasciarli senza un seggio e costringerli ad andare a lavorare: come se godessimo ad affidare la soluzione dei nostri problemi a chi ne è la causa. Se veniamo continuamente disinformati e manipolati è perché non ci ribelliamo a chi prende in giro, lasciando certi giornali in edicola, certi siti e certi social senza like, certi programmi in tv e in radio senza audience. Finché avranno successo, continueranno a truffarci. Anche su questioni drammatiche, come la guerra mondiale in cui ci stanno trascinando e la fine dell’indipendenza della magistratura che vogliono farci inghiottire nel referendum sulla separazione delle carriere (a cui sarà dedicato un capitolo del recital per chiarire con parole semplici di che si tratta). E come l’astensione, che molti italiani scambiano per un’estrema forma di ribellione al Sistema, mentre ne è l’assicurazione sulla vita (ad astenersi sono gli elettori liberi e dunque incazzati che potrebbero cambiare tutto, mentre i voti di scambio e di abitudine continuano ad arrivare, per la gioia di chi non vuole cambiare nulla). (Marco Travaglio)
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«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
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