10 aprile 2026 ore 21:00
GATSBY CAFE’
Mistery Pacific
Federico Procopio • chitarra solista
Fabrizio Montemarano • contrabbasso
10 aprile 2026 ore 21:00
GATSBY CAFE’
10 aprile 2026 ore 17:00
PIAZZA VITTORIO – LATO VIA CONTEVERDE
Dalle 16 alle 20 di oggi, venerdì 10 aprile, si svolgerà una manifestazione con corteo che da piazza Vittorio Emanuele II, angolo via Conte Verde, giungerà a piazzale del Verano – fronte obelisco, percorrendo via Principe Eugenio, viale Manzoni, via Giovanni Giolitti, il tunnel di Santa Bibiana, piazza di Porta San Lorenzo e via Tiburtina.
All’iniziativa è prevista la partecipazione di 2mila persone.
Entro le 11 e sino al termine dell’evento, si provvederà allo sgombero di tutti i veicoli in sosta, con rimozione forzata, presenti lungo i tratti stradali interessati dal corteo.
Saranno possibili temporanee interdizioni del transito veicolare nei piani stradali interessati dall’iniziativa.
Possibile, inoltre, la sospensione delle postazioni taxi presenti lungo le strade della manifestazione.
Potranno essere deviate o limitate le linee 3, 5, 14, 19L, 71, 88, 105, 163, 360, 443, 448, 492, 542, 545, 590 e 649.

9 aprile 2026
PALAZZO MERULANA
Open Day
Dal 9 aprile al 25 ottobre 2026
Palazzo Merulana, nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e Coopculture, è lieto di presentare InterAzionI. Incontri tra presenza, gesto e parola all’interno del progetto ABITARE IL MUSEO_PERCORSI, STRUMENTI E APPROFONDIMENTI PER UNA FRUIZIONE INTEGRATA DEL PATRIMONIO CULTURALE vinto grazie al bando “Contributi a favore dei Servizi culturali e dei Sistemi di Servizi inseriti nelle organizzazioni regionali O.A.R., O.B.R. e O.M.R., anno 2025” della Regione Lazio.
Dal 9 aprile al 25 ottobre 2026, a Palazzo Merulana si terrà un ciclo di 12 incontri ibridi tra esperienza artistica e scoperta sensibile, centrato su teatro, poesia, narrazione e performance, un’occasione preziosa di esplorazione, memoria, relazione e meraviglia destinata al pubblico over 60.
Un format modulare, non un corso, ma una serie di appuntamenti tematici da “assaporare” uno per uno.
Gli appuntamenti, condotti da Gaia Riposati, attrice e artista, sono progettati come incontri in equilibrio tra happening e laboratorio, piccole lezioni-spettacolo che aprono uno spazio di scoperta, esperienza, ascolto e gioco creativo.
Attraverso la parola, il gesto, l’azione, la memoria e la relazione con lo spazio, si offre ai partecipanti un tempo di qualità in cui esplorare, assaporare e (se lo desiderano) sperimentare nuove forme di espressione.
Ogni incontro è aperto, accogliente.
I partecipanti potranno decidere liberamente quanto desiderano essere coinvolti nella sperimentazione attiva e quanto invece restare in ascolto o osservazione, lasciandosi toccare dalla parola, dalla voce, dal gesto, dalla relazione.
L’approccio è quello di un’arte relazionale che valorizza l’unicità di ciascuno, stimola la curiosità e crea condizioni per l’emergere di immagini interiori, ricordi, visioni, parole da condividere o custodire.
Questi gli appuntamenti:
Guardare è già partecipare.
Un incontro-soglia per entrare nello spazio dell’ascolto e della presenza: non si impara il teatro, si impara a stare.
Prima della parola c’è il soffio.
Voce, silenzio, ritmo: la scena nasce nell’aria che attraversa il corpo.
Il corpo sa prima di noi.
Piccoli movimenti quotidiani si rivelano come tracce di racconto.
Gli oggetti custodiscono memorie.
Un teatro essenziale dove la materia diventa testimone e presenza.
Non siamo una sola voce.
Alter ego, risonanze, identità in dialogo.
La poesia non si spiega, si abita.
Versi come luoghi da attraversare insieme.
Ricordi individuali si intrecciano e cambiano forma.
Dalla storia personale alla narrazione condivisa.
Un gesto ripetuto diventa rivelazione.
La vita ordinaria si lascia guardare con occhi nuovi e si fa nuova.
Improvvisare è accogliere.
Il non previsto diventa possibilità.
L’altro è uno specchio mobile.
Dialoghi, echi, presenze che si riconoscono.
Piccole forme.
Micro-drammaturgie essenziali, anche silenziose.
Un tempo condiviso di emersione.
Non uno spettacolo, ma un’apparizione lieve di ciò che è accaduto.
9 aprile 2026
TEATRO BRANCACCIO
«Nel mio nuovo spettacolo, sempre col linguaggio satirico che ci fa sorridere amaramente anche delle cose più serie e tragiche, offro agli spettatori un manuale di autodifesa per provare a invertire la rotta dal basso. E per smetterla di essere un popolo di cornuti contenti»
A grande richiesta nuova data, dopo quella del 14 gennaio, al Teatro Brancaccio di Roma per Marco Travaglio, con il nuovo spettacolo, “Cornuti e Contenti. Ma non sarà anche colpa nostra?”. La nuova data il 9 aprile, organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Lo spettacolo è prodotto da Loft Produzioni S.r.l. Dopo aver denunciato tante volte la mala-politica e la mala-informazione, penso che sia venuto il momento di guardarci allo specchio e cercare le nostre magagne. Perché milioni di italiani votano sempre per chi poi li tradisce, o addirittura li ha già traditi e si propone di rifarlo? Perché milioni di persone premiano, dalla carta stampata ai social, dalla televisione alla radio, quei media e quei programmi che sfornano sistematicamente bufale e bugie? Se veniamo continuamente truffati da politici pessimi e/o incapaci è anche perché li votiamo anziché lasciarli senza un seggio e costringerli ad andare a lavorare: come se godessimo ad affidare la soluzione dei nostri problemi a chi ne è la causa. Se veniamo continuamente disinformati e manipolati è perché non ci ribelliamo a chi prende in giro, lasciando certi giornali in edicola, certi siti e certi social senza like, certi programmi in tv e in radio senza audience. Finché avranno successo, continueranno a truffarci. Anche su questioni drammatiche, come la guerra mondiale in cui ci stanno trascinando e la fine dell’indipendenza della magistratura che vogliono farci inghiottire nel referendum sulla separazione delle carriere (a cui sarà dedicato un capitolo del recital per chiarire con parole semplici di che si tratta). E come l’astensione, che molti italiani scambiano per un’estrema forma di ribellione al Sistema, mentre ne è l’assicurazione sulla vita (ad astenersi sono gli elettori liberi e dunque incazzati che potrebbero cambiare tutto, mentre i voti di scambio e di abitudine continuano ad arrivare, per la gioia di chi non vuole cambiare nulla). (Marco Travaglio)
Dal 3 al 9 marzo 2026
MEDINA ART GALLERY
Mostra collettiva di artisti greci
Nel film ‘Eat, pray, love’ in una scena ambientata in Italia, Julia Roberts prova a pronunciare la parola “attraversiamo”. Che significa “fare il passaggio”, “attraversare” o anche “attraversare una strada”. La mostra collettiva di artisti greci, nel cuore di Roma, accanto al Colosseo, nella Pasqua del 2026, rappresenta l’opportunità di “passare”: per ogni visitatore, il passo sul proprio cammino sarà catturato visivamente in dipinti, fotografie e installazioni.
Sotiria Alevizou, Olga Anastasiadou, Lydia Avlonitou, Dimitrios Brakatsoulas, Elena Chatzianthanasiou, Makrina Chatzatoglou, Marina Chrisan, Maria Darla, Maria Doudouli, Ola Furmaga, Georgia Georgiadou, Kleoniki Gkioufi, Yiannis Kaminis, Yiannis Karagiannopoulos, Andromachi Kati, Thodoris Kemidis, Meropi Kiorpe, George Kotsikas, Asimina Kouzouni, Chrysovalantia Lampiri, Dimitra Laoutari, Anthie Lola, Stavros Lolas, Giorgos Makrigiannis, Christina Michalopoulou, Athanasia Nouni, Konstantina Ntziavou, Elsa Papagiannopoulou, Katerina Pavlidou, Trifoula Pavlidou, Sofia Pouli, Dorothea Samanidou, Maria Sofia, Kirsikka Soustiel, Katerina Theodorou, Kiriaki Theodorou, Nikoleta Tsikoti, Chrysa Tsiari, Evaggelia Vekiaropoulou, Efi Verikiou, Europe Yfantidou.
Dal 28 febbraio al 28 giugno 2026
MUSEO STORICO DELLA FANTERIA
Dal sito “navigaresrl.com
LA MOSTRA
La mostra “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta”, a cura di Vittoria Mainoldi, a partire dal 28 febbraio e fino al 28 giugno 2026 al Museo Storico della Fanteria di Roma, espone alcune tra le più note e preziose opere su carta del Maestro del Fauvismo, corrente caratterizzata dall’uso audace e antinaturalistico del colore.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, Matisse chiude la sua stagione fauve abbandonando gradatamente la pittura per dar vita a nuove forme espressive, che spaziano dal disegno alla grafica, dalla progettazione di scenografie e costumi teatrali, fino ai papier découpés, le famose carte colorate, che ritaglia e ricompone per creare sintesi formale nelle immagini. È il periodo nizzardo, che a ben vedere dura quasi trentacinque anni, di più in proporzione rispetto agli anni delle avanguardie parigine.
Dai suoi moltissimi libri e dalle opere su carta, tutte diverse per stile e tecnica, tanto da rendere difficile etichettare Matisse in una corrente invece di un’altra, si evince una spiccata sensibilità per linea e colore, che diventano i cardini saldi di un’architettura volta a raggiungere l’essenziale. Si tratta di un graduale rinnovamento linguistico che costituisce un’estensione della sua ricerca cromatica, ma che al tempo stesso la porta alle estreme conseguenze.
Attraverso la grafica, Matisse può lavorare sul limite, il limite della linea, su tutto. In molte opere su carta, infatti, la figura sembra nascere da una tensione interna più che da un contorno definito. I volti, i corpi, gli oggetti inanimati emergono come se fossero il risultato di una decisione improvvisa, ma che è in realtà profondamente meditata. La linea matissiana, apparentemente fluida e naturale, è spesso il prodotto di una lunga elaborazione mentale, in cui ogni segno superfluo viene eliminato.

Il bianco della carta diventa elemento costitutivo del disegno, uno spazio attivo, e a differenza delle sue opere pittoriche, che funzionavano per accumulazione, le grafiche di Matisse sembrano registrare il momento in cui l’artista riconosce l’equilibrio raggiunto e interrompe il proprio gesto. Questo è ancora più evidente quando il colore torna prepotente nel suo lavoro, come ad esempio nei gouaches découpées.
Limitato sulla sedia a rotelle dalla malattia, Matisse dipinge a guazzo su grandi fogli di carta che, una volta asciutti, verranno ritagliati ed incollati in composizioni colorate: sintesi perfetta tra coloriture e precisione dei profili, una nuova forma di espressione che diverrà nota con il nome di “cut-outs”. Materiali modesti e tecniche elementari creano in realtà opere complesse, nate da una costante ricerca e da un immenso lavoro di semplificazione, di sottrazione.
Analizzare l’opera grafica di Matisse non è solo fondamentale per comprendere appieno il corpus dell’autore, ma anche per contestualizzarla all’interno della produzione artistica del secondo dopoguerra, quando molti altri maestri scelsero l’illustrazione, l’editoria e la stampa come banco di prova e spazio autonomo di ricerca.

Domenica 5 aprile torna l’appuntamento “Domenica al Museo”, iniziativa che prevede l’ingresso gratuito nei musei, monumenti e parchi archeologici statali, ogni prima domenica del mese. Continua a leggere 5 aprile 2026 (Pasqua) #Domenicalmuseo: musei gratis per tutti


4 aprile 2026 ore 21:00
GATSBY CAFE’

Dal 3 al 9 aprile 2026
MEDINA ART GALLERY – VIA POLIZIANO, 4-6
Mostra personale di
‘Battiti Silenti” è ciò che non sempre può essere espresso attraverso parole, ma che necessita di essere percepito. Il lavoro di Konstantinos Liotis emerge da paesaggi interiori in cui l’identità si frammenta, si riformula e pulsa sotto lo strato dell’esperienza. Le opere appaiono come cartografie emotive: spazi in cui il linguaggio si dissolve, il silenzio diventa pressione e il colore assume il ruolo della voce. Attraverso una vivida intensità cromatica, figure distorte e geometrie fluide, Liotis traduce stati interiori in narrazioni visive che respirano, fremono e si trasformano.
Al centro della sua esperienza artistica c’è la tensione tra frammentazione e totalità: i volti si moltiplicano, i corpi si dissolvono, le mani protendono, i cuori si spezzano e si riformano. Non identità fisse ma stati in divenire, istanti in cui l’io è sospeso tra il collasso e la creazione. Che si tratti di lotte personali, traumi collettivi, ansia tecnologica o felicità radicale, le opere insistono sull’identità: mai statica, forgiata mediante la pressione, la contraddizione e le scelte coraggiose. Il silenzio pulsa attraverso cardiogrammi, bocche serrate, mani aperte e linee elettriche. Tutto rifiuta di rimanere immobile: la creazione diviene sopravvivenza, la felicità un atto di sfida, l’amore diviene riconoscimento. Anche il dolore e l’ingiustizia non sono rappresentati come punti finali, ma come forze che richiedono memoria, responsabilità e trascendenza.
…caos e struttura, intuizione e intenzione. Il colore non è decorativo ma viscerale, qualcosa che si assapora, si respira e si sopporta. Le linee si piegano e si fondono come correnti emotive, mentre i simboli ricorrono come incipit: bocche che parlano e urlano, mani che si tendono e combattono, occhi che testimoniano, semi che si schiudono, cuori che resistono. Konstantinos Liotis approccia la pittura sia come esplorazione di sé che come narrazione aperta. Le sue opere non dettano il significato, ma lo stimolano. “Battiti silenti” è in definitiva una mostra sul recupero: il recupero della voce, dell’emozione, della presenza. È un promemoria: anche nel silenzio, qualcosa pulsa… e se ascoltiamo attentamente, potremmo sentire noi stessi in divenire.
Just another WordPress.com site
"Al tempo la sua arte/ All'arte la sua libertà."
da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
il quotidiano on line di Roma e provincia
Visite guidate ed aperture speciali a Roma
«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
Art'immagine. Arte è immagine! Arte è immagine? Immagine è arte? Immagin'arte, Immaginare è un'arte.
All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
Rete Economia Sociale e Solidale
Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
Ricordi, fotografie e viaggi
Just another WordPress.com site
"Al tempo la sua arte/ All'arte la sua libertà."
da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
il quotidiano on line di Roma e provincia
Visite guidate ed aperture speciali a Roma
«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
Art'immagine. Arte è immagine! Arte è immagine? Immagine è arte? Immagin'arte, Immaginare è un'arte.
All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
Rete Economia Sociale e Solidale
Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
Ricordi, fotografie e viaggi