Fino al 22 Ottobre 2026 torna a Roma nella gallery di Via Merulana 220 la straordinaria artista finlandese Soile Yli-Mäyry, con la nuova mostra del tour internazionale, organizzata con il supporto dell’Ambasciata di Finlandia in Italia per cui ringraziamo l’Ambasciatore S.E. Matti Lassila.
Opening Event Venerdì 2 Ottobre alle ore 18
La mostra è inserita all’interno della programmazione di RAW 2026 – Rome Art Week
“Pur intimamente legato all’ambiente artistico romano, lavora da molti anni lungo una linea geografico-concettuale che interseca Berlino e Marrakech, città dove partecipa a mostre collettive e personali, tra le quali ricordiamo “Sotto i cieli di Roma e Berlino” nel 2009 all’Istituto Italiano di Cultura, la personale “Charlottenburg” nel 2013 e le personali a Marrakech e Rabat nel 2012. A Roma, dopo lo sviluppo di un percorso intenso e pluriennale, nel 2022 Medina Art Gallery organizza la sua personale a Palazzo Merulana.
Nell’odierna era digitale, l’opera di Antonio Finelli sottrae le immagini di Roma al logorio di un tempo faticoso e frammentato. Elegie del passato ma anche del futuro: la pittura è filtrata da una sensibilità globale e comparativa sulla luce, la quale evolve da fenomeno atmosferico a sostanza filosofica. Non la luce mutevole dell’impressione, non il chiaro-scuro del barocco romano, ma una luce assoluta, zenitale ed incorruttibile, che investe l’architettura della città secondo una rappresentazione figurativa immediata, diretta ed allo stesso tempo metafisica.”
I biglietti per il concerto previsto il 6 Marzo sono posticipati al 30 Settembre 2026 Eventuali rimborsi della data del 6 Marzo potranno essere richiesti entro e non oltre il giorno 13 MARZO 2026 Per i biglietti acquistati attraverso il circuito TICKETONE,le richieste di rimborso dovranno essere inoltrateesclusivamente a TICKETONE seguendo le indicazioni su https://www.rimborso.info/ I biglietti acquistati presso il botteghino del teatro Brancaccio potranno essere rimborsati recandosi in biglietteria.
Roberto Vecchioni, dopo il successo dell’ultimo libro “L’Orso bianco era nero. Storia e leggenda della parola” (Piemme), continua con “Tra il Silenzio e il Tuono Tour” che prende il nome da uno dei suoi lavori letterari (“Tra il silenzio e il tuono”, Einaudi 2024). Lo spettacolo, prodotto da DM Produzioni, in programma nei luoghi più suggestivi d’Italia, nella prima parte è dedicato ai brani dell’ultimo album “L’Infinito” (2018, Etichetta DME), per poi lasciare spazio ad alcuni classici del repertorio del cantautore, in una narrazione che tiene insieme la musica e la parola. Già dal titolo, autocitazione di “Chiamami ancora amore”, emerge il rimando autobiografico insieme all’analisi dei grandi temi che animano la passione dell’autore: la letteratura, la filosofia, la musica e il cinema. Il 6 marzo sarà al Teatro Brancaccio di Roma, data organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci.
«Tra il silenzio e il tuono Tour è un grande spettacolo di canti e monologhi. Il silenzio appartiene all’immaginazione, allo spirito, all’anima, mentre il tuono invece appartiene a quello che ho fatto e mi è stato fatto cioè alla vita, che pulsa molto: l’unico modo per acquietarla è rivolgersi allo spirito– spiega Vecchioni – tutta la prima parte dello spettacolo è giocata sull’ultimo disco e sui personaggi che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Emerge un mio concetto recente, nuovo, di grande amore per tutto ciò che si fa e si vive. La seconda parte dello spettacolo, invece, è una specie di ritorno, uno sguardo sul passato con le canzoni di prima, che mostrano come si è arrivati al concetto di Infinito attraverso pensieri particolari sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità… e come poi tutte queste piccole cose si siano ricomposte in un’unica idea, che è quella di amare la vita comunque sia, bella o brutta perché in realtà è sempre bella. Siamo noi che a volte la immaginiamo in un altro modo».
Roberto Vecchioni è accompagnato dalla “band storica”, costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Antonio Petruzzelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).
Prendi due cantanti giovani, belle e cattive, un cantante chitarrista con la passione per i bassi, un folle pianista di ragtime e un batterista che suona anche senza batteria.
E poi dagli un obiettivo: trovare e suonare lo Swing… anche quando non c’è!
Rinnovare, resistere, reinventare. Il tema delle @europeanheritagedays trova motivi di profonda connessione con la storia del nostro Museo! Il tamburello racconta una lunga storia di continuità di trasformazioni e contaminazioni. Un’occasione unica per scoprire questo strumento musicale!
“Presentato da Romaeuropa Festival in collaborazione con Teatro Brancaccio.
13 acrobati e danzatori/trici – interpreti e discipline Hamidou Aboubakar Sidiki – danzatore hip-hop, B-Boy | Mohcine Allouch – danzatore hip-hop, B-Boy | Hammad Benjkiri – porteur | Zhor El Amine Demnati – danzatrice hip-hop, B-Girl | Achraf El Kati – acrobata | Bouchra El Kayouri – acrobata, equilibrista, cantante | Youssef El Machkouri – acrobata, porteur | Mohammed Guechri – danzatore hip-hop | Hamza Naceri – acrobata | Kawtar Niha – acrobata | Youssef Salihi – danzatore hip-hop e popping | Hassan Taher – acrobata, equilibrista | Mohammed Takel – acrobata, giocoliere
regia e coreografie RAPHAËLLE BOITEL
+ crediti
Torna al Romaeuropa Festival, dopo l’accoglienza di Fiq! al REF 2024, l’energia travolgente del Groupe Acrobatique de Tanger, fondato nel 2003 da Sanae El Kamouni per portare l’acrobazia marocchina tradizionale dentro una scrittura contemporanea. Con KA-IN, tredici interpreti incontrano l’universo della coreografa Raphaëlle Boitel, che imprime al gruppo la sua cifra inconfondibile: una scrittura formale di grande precisione, insieme fisica e coreografica, capace di tenere in tensione slancio, caduta, controllo e vertigine. Il risultato è un circo danzato in chiaroscuro, attraversato da sabbia, luce e movimento incessante, in cui portés, salti, equilibri e figure collettive diventano materia di un racconto sulla giovinezza come forza di rischio, desiderio di oltrepassare il limite e possibilità di una fraternità ancora da inventare. Eredi della tradizione acrobatica marocchina legata alla cultura amazigh, gli artisti si muovono come un organismo compatto e pulsante da cui emergono, a tratti, individualità in cerca di affermazione. Più che un inno generico alla libertà, KA-IN è una macchina scenica di rara generosità, in cui la virtuosità si organizza in una forma rigorosa, mobile, attraversata da una vitalità che non smette mai di interrogare il rapporto tra appartenenza, identità e desiderio di futuro.
Ascanio Celestini con alcuni dei racconti del suo ultimo romanzo Poveri Cristi. Accompagnato per la prima volta da Danilo Blaiotta, pianista e compositore tra i più interessanti talenti italiani. La parola si intreccia alla musica nelle storie di persone e vite ai margini, da sempre al centro della ricerca narrativa di Celestini, mettendo in relazione scrittura, memoria e realtà.
“Prendersi cura di un familiare, trovare una persona di fiducia per un aiuto nella vita quotidiana, orientarsi tra servizi e pratiche: abbiamo esigenze diverse, che meritano risposte vicine e affidabili. Ma vivere bene significa anche incontrarsi, condividere il cibo, coltivare relazioni e partecipare alla vita del rione. La cura, la socialità e la convivialità non sono bisogni separati: insieme fanno la qualità della nostra comunità.
All’Esquilino queste esigenze convivono con una ricchezza di competenze, saperi, culture ed energie. Ci sono persone che hanno bisogno di un sostegno e persone che cercano l’opportunità di mettere a frutto ciò che sanno fare. Spesso sono le stesse: ciascuno può avere qualcosa da chiedere e qualcosa da offrire.
Da qui nasce il progetto della 𝗖𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗘𝘀𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗻𝗼 : un’impresa sociale al servizio del rione, che vuole trasformare le relazioni e la fiducia costruite negli anni dal Polo Civico e dalle associazioni in servizi utili, occasioni di incontro e lavoro regolare e dignitoso.
Vogliamo sviluppare 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮: accompagnamenti, aiuto nelle commissioni e nelle necessità di casa (pulizie , piccole riparazioni ), supporto digitale e socialità. Risposte concrete per sostenere l’autonomia delle persone e alleggerire il carico di chi si prende cura degli altri.
Vogliamo costruire 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 : un punto di riferimento riconoscibile dove trovare ascolto e orientamento, capire a chi rivolgersi ed essere accompagnati nell’accesso ai servizi. Un presidio che colleghi abitanti, associazioni e professionisti, perché una richiesta non resti senza seguito.
E vogliamo dare vita a un 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗻𝗴 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗹𝗲, costruito insieme alle diverse comunità dell’Esquilino: un servizio per feste, incontri ed eventi che valorizzi i saperi gastronomici del rione e li trasformi in opportunità di lavoro, scambio e convivialità, con attenzione alla qualità del cibo e alla riduzione degli sprechi.
È così che vogliamo 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘄𝗲𝗹𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘂𝗻’𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀: organizzando risposte ai bisogni, riconoscendo le capacità delle persone e facendo in modo che il valore generato torni a beneficio del quartiere. Perché prendersi cura della comunità significa anche prendersi cura di chi lavora: l’accessibilità dei servizi non può poggiare sul lavoro sottopagato.
Hai un bisogno da condividere, una competenza da mettere in gioco o un’idea da proporre? La Cooperativa di Comunità Esquilino si costruisce anche con te.