Come è nato il termine “grottesche”? ne parlano gli archeologi del PArCo in attesa della grande mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” alla Domus Aurea di Roma

archeologiavocidalpassato

Un bell’esempio di “grottesca” da una parete della Domus Aurea (foto PArCo)

Non c’è ancora la data. Ma è vicina. Almeno questo sembra far trasparire l’annuncio da parte del parco archeologico del Colosseo sull’attesa mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: “Il Parco Archeologico del Colosseo si unirà alle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Raffaello con una mostra interattiva unica nel suo genere, che permetterà di rivivere in prima persona la storia della scoperta della Domus Aurea e delle grottesche, a partire dalla loro fortuna nel Rinascimento”. E con l’occasione gli archeologi del PArCo tornano sul tema centrale della mostra: le grottesche. “La definizione di “grottesche” non è semanticamente riconducibile ai temi decorativi che questi dipinti rappresentavano”, spiegano gli archeologi, “bensì al modo in cui gli artisti tra la fine Quattrocento e i primi anni del Cinquecento le avevano riscoperte, “immergendosi” nelle “grotte oscure” all’interno…

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“A qualcuno piace freddo” concerto jazz a Piazza Pepe: presentazione di Gennaro Berger e Peppe D’Argenzio

Intervista di Roma Radio capitale a Gennaro Berger e Peppe D’Argenzio sul concerto jazz che si svolgerà stasera, 8 giugno 2020, a Piazza Pepe alle ore 19,45

Il cd. Tempio di Minerva Medica tra Horti e Palatia

Il cd. Tempio di Minerva Medica

Pianta settecentesca dell’area all’interno delle Mura Aureliane tra I Trofei di Mario e Porta Maggiore

Enrico Gallocchio

Abitare nel Mediterraneo Tardoantico

Il cd. Tempio di Minerva Medica a Roma: tra Horti e Palatia

Un articolo di Enrico Gallocchio che ha per tema il cd. Tempio di Minerva Medica alla luce dei rilievi effettuati in occasione del recente restauro del monumento. Dalle diverse fasi della sua costruzione alle ipotesi di uso del monumento: da edificio panoramico a sede di incontri di alta rappresentanza. In ogni caso un monumento di eccezionale importanza per la storia dell’architettura e assolutamente unico. L’articolo è corredato di numerose immagini molto interessanti perchè ritraggono non solo il monumento prima del 1828 anno in cui ci fu un crollo di notevole entità ma anche la zona dell’Esquilino vicina a Porta Maggiore come appariva nella seconda metà del ‘700

8 luglio 2020 “A qualcuno piace freddo” concerto jazz a Piazza Pepe

Riprendiamoci i nostri spazi verdi…prima un’asta e adesso Musica!

8 luglio 2020 ore 19,45

A qualcuno piace freddo

Concerto Jazz

Piazza Pepe

Riprendiamoci gli spazi, popoliamo le nostre piazze! dopo il successo della Asta di Solidarietà di Portici Aperti, ecco un’altra occasione culturale da non perdere: su promozione del comitato Esquilino Vivo e con la partecipazione del Municipio Roma 1 Centro, le Associazioni e i Comitati dell’Esquilino vi invitano alla serata “A qualcuno piace freddo!

Peppe D’Argenzio ed il Quartetto Pepe

suoneranno all’ombra dell’acquedotto Anio Vetus.

Il concerto è gratuito, sono previsti alcuni posti a sedere distanziati come da norme vigenti esauriti i quali ci si potrà accomodare sul prato sempre rispettando il dovuto distanziamento; nel corso della serata sarà possibile, per chi lo volesse lasciare una donazione a favore della distribuzione alimentare di Portici Aperti.

Facciamo anche di questa serata un bel successo 

fotografo di scena Guido Laudani

a seguire cena su prenotazione al ristorante Cucina Pepe con menù Jazz prenotare entro il martedì 7 luglio Luca 320 305 8084.

 

Via Giolitti: non solo i monumenti dimenticati ma pure le rotaie abbandonate e senza manutenzione

Nei giorni scorsi c’è stato un grave incidente a via Labicana, un tram è deragliato ed è andato a finire contro un autobus e due autovetture. Fortunatamente nonostante la gravità dell’accaduto c’è stato solo un ferito serio (il conducente dell’autobus). Di seguito il post di “Leggo” apparso   su Facebook.

Non è, purtroppo, la prima volta che succedono incidenti di questo tipo infatti meno di un anno fa il giornale “La Repubblica” registrò questo video per un analogo deragliamento di un tram.

Ancora una volta la scarsa manutenzione delle rotaie ha causato incidenti che solo per fortuna non hanno avuto esiti drammatici. 

Vogliamo documentare ora lo stato dei binari a via Giolitti, tenendo anche presente che negli anni passati si sono aperte numerose voragini sotto le rotaie.

 

Oltre a fare dei proclami trionfalistici sulla tranvia che verrà, non sarebbe il caso di provvedere a un minimo di manutenzione ordinaria per i binari attuali senza aspettare l’incidente?

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo – IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937). S.v., Carlo Pavia (08/11/2019) & (26/11/2018); Andrea Felice (26/08/2018); IL MESSAGGERO (23|01|2015); Alvaro de Alvariis (2012); Dr. Anna M. Liberati (2003); James E. Packer (2008 & 1979); Giornale Luce B1131 / Istituto Luce Cinecittà (21/07/1937) & Pierino Di Carlo (1935).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA 2020.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo – IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937). S.v., Carlo Pavia (08/11/2019) & (26/11/2018); Andrea Felice (26/08/2018); IL MESSAGGERO (23|01|2015); Alvaro de Alvariis (2012); Dr. Anna M. Liberati (2003); James E. Packer (2008 & 1979); Giornale Luce B1131 / Istituto Luce Cinecittà (21/07/1937) & Pierino Di Carlo (1935).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas - Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 - 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo - IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937).

1). ROMA – Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città; Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020).

La cultura romana si è radicata nei territori conquistati militarmente attraverso il modello di vita urbano, che si esprime negli edifici che qualificano la città come tale.

La mostra intende descrivere questo processo affiancando edifici dalle funzioni analoghe distribuiti nelle città dell’impero. Una mostra dedicata alla relazione fra città, cittadinanza e…

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Roma e L’Esquilino nel Medioevo: i 10 itinerari di Einsiedeln

Einsiedeln

Città del cantone Schwyz (Svizzera), 13.370 ab. (stima 2006), 15 km a NE della capitale, nella valle dell’Alp, a W del lago di Sihl. Industrie editoriali e del legno.  La città sorse intorno all’abbazia benedettina fondata nel 934 da Benno ed Eberardo di Strasburgo. Dopo un periodo di grande splendore (sec. X-XV) il convento decadde con la Riforma, ma nel sec. XVII tornò ad acquistare importanza e a partire dal 1704 venne completamente ricostruito su pianta simmetrica ideata dal frate Caspar Moosbrugger, diventando così il maggiore complesso conventuale barocco della Svizzera.

Questa cittadina deve la fama oltre che per l’abbazia anche perchè da diversi secoli si trova presso l’annessa biblioteca il manoscritto “Itinerari di Einsiedeln” una guida di un anonimo scritta per visitare Roma nel periodo carolingio in dieci itinerari ideati per conoscere non solo le chiese più importanti ma anche molti degli antichi monumenti ancora esistenti in quel periodo

Tra i tanti edifici di culto e i tanti monumenti vengono citate anche diverse chiese dell’Esquilino, segno inequivocabile che anche in quel periodo il Rione fosse luogo di pellegrinaggi e visite nei monumenti di epoca romana (Terme di Diocleziano, Terme di Traiano, Trofei di Mario, cd Tempio di Minerva Medica etc.)

Da Wikipedia

L’Itinerario Einsiedlen è una descrizione sommaria della città di Roma fatta nel VIIIIX secolo.

Il manoscritto dell’Itinerario appartenne un tempo alla abbazia di Pfeffers e si trova presso la biblioteca dell’abbazia benedettina di Einsiedeln, in Svizzera. Il manoscritto è attribuito ad un Anonimo di Einseldeln, detto anche Anonimo di Mabillon dal nome del monaco benedettino che lo ha rinvenuto, lo storico Jean Mabillon[1][2]. Il manoscritto fu esaminato e descritto da Haenel, Jordan, De Rossi[3] e dall’archeologo Rodolfo Lanciani. Il testo è stato composto con le scritte di una pianta della città di Roma dell’epoca di Carlo Magno e preparato ad uso dei pellegrini[1], per condurli verso i principali centri religiosi che erano interessanti dal punto di vista della fede cristiana oltre che turistici.

La lista degli itinerari infra Moenia erano i seguenti:

  • Da ponte Aelius all’Esquilino, per Santa Lucia in Selce;
  • Da Ponte Aelius a Porta Salaria; Da Ponte Aelius alla Porta Asinaria (oggi Porta San Giovanni in Laterano);
  • Da Ponte Aelius a San Paolo fuori le Mura;
  • Da Porta Nomentana al Foro Romano;
  • Da Porta Flaminia (Piazza del Popolo) al Campidoglio;
  • Da Porta Tiburtina (San Lorenzo) alla Suburra, per la Porta Esquilina di Servio;
  • Da Porta Tiburtina per la Porta Viminale di Servio;
  • Da porta Aurelia (San Pancrazio) alla Porta Preneste (Porta Maggiore);
  • Dal Circo Massimo a Porta Metronia per il Celio;
  • Dalla Porta Appia (Porta San Sebastiano) alla Schola Greca presso Bocca della Verità.

In termini di castramentazione romana, il nono itinerario che va da est ad ovest della città formerebbe il Decumanus Majior; il terzo itinerario invece, nella sua direzione Nord-Sud, rappresenterebbe il Cardo. Il redattore dell’Itinerario si prometteva di condurre i pellegrini, oltre che per le vie della fede anche per i monumenti, gli edifici più importanti, sacri o profani, che ancora esistevano nel IX secolo[4]. La cartografia usata dal redattore fa pensare ad una consultazione di mappe anteriori a quelle dell’epoca carolingia per la presenza di nomi come Vicus Patricius, Minervium, Hadrianum, che appaiono troppo classici per il IX secolo.

Le strade per le quali l’Itinerario conduce sono quelle della Roma imperiale. Un esempio legato alle condizioni della città lo abbiamo dal primo Itinerario[5]. Alla sinistra del percorso, i pellegrini potevano ammirare il Circo Flaminio, la Rotonda, le terme di Agrippa[6], il Foro di Traiano e la sua colonna, l’arco di Settimio Severo nel Foro, la chiesa di Sant’Adriano (non era altro che la sede dell’antico Senato), la chiesa di Sant’Agata, e poi nella Suburra potevano ammirare le terme di Costantino, la chiesa di San Vitale, la chiesa di Sant’Eufemia. Alla destra, invece, a partire dal ponte Aelius davanti a Castel Sant’Angelo, si potevano ammirare la chiesa di San Lorenzo in Damaso, il teatro di Pompeo, la basilica di San Lorenzo, il Campidoglio, la chiesa di San Sergio (dove si trova l’ombelico di Roma)[7], la statua equestre di Costantino, la basilica di Santa Pudenziana nella Suburra, la chiesa di San Lorenzo in Formosa, e infine le terme di Traiano ad Vincula[8].

Il Manoscritto di Einsiedlen include in totale quattro sezioni: una raccolta di iscrizioni dell’Urbe, l’itinerario per i pellegrini, un’antologia liturgica e dei carmi latini[9]. La sezione dei carmi è attribuibile ad un altro autore, probabilmente appartenente al monastero di Reichenau[9], mentre le iscrizioni sono riprese da molti monumenti romani e parlano di personaggi non noti, sebbene importanti, ed edifici ormai non più esistenti[10].

1 luglio 2020 Assemblea dell’Associazione Abitanti via Giolitti

Associazione Abitanti Via Giolitti – Esquilino

www.esquilino-oggi.it

blog-esquilino.com

 

Assemblea dell’Associazione

aperta a tutti

mercoledì  1° luglio 2020

  ore 18. 30

c/o   Piazza di Porta Maggiore

ingresso al  civico n. 6 ( portone accanto alla tabaccheria)

 

Dopo una lunga e sofferta pausa, sentiamo l’esigenza di riunirci  anzitutto per rivederci e per decidere quali iniziative intraprendere.

Spesso durante questo lungo periodo di quarantena ci siamo detti che niente

sarà più come prima.

Ce la metteremo tutta perché sia migliore di prima.

Odg:

1) proposta di inviare una comunicazione scritta tramite posta certificata alla Soprintendente Speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma in merito alla richiesta di tutela del c.d. Tempio di Minerva Medica  che rientra nei poteri a Lei conferiti dalla Legge. Si tratta della stessa richiesta già sottoscritta dalle Associazioni Esquiline, lo scorso anno al Soprintendente Prosperetti,  andato in pensione.

2)  analisi del Progetto di trasformazione a scartamento ordinario dell’attuale ferrovia Laziali – Centocelle e prolungamento da Tor Vergata a Termini, recentemente presentato dalla’ Amministrazione e che è stato approvato e finanziato dal MIT.

3) proposta di lanciare una campagna di denuncia su tutti i mezzi di comunicazione, ma anche di proposte tese a valorizzare tutto il bello che c’è lungo Via Giolitti e nel Rione Esquilino.

4) varie ed eventuali.

La riunione avrà termine alle ore  20.30

Nel ringraziare i Signori Condomini per averci concesso l’uso del loro ampio terrazzo, chiediamo a tutti/e coloro che parteciperanno alla riunione di venire con la mascherina, di rispettare la distanza fisica.

 

La Presidente dell’Associazione Abitanti Via Giolitti- Esquilino

Maria Prassede Capozio

mp.capozio@libero.it

Estate 2020 all’Esquilino: il ritorno dei vandali

Con riferimento al famoso “Sacco di Roma” ad opera di Genserico, re dei Vandali, nel 455 d.C., dobbiamo constatare il ritorno nella città dei “vandali” (con la “v” minuscola) intesi come barbari incivili. Durante il periodo del lockdown ci eravamo illusi che alla ripresa delle normali attività potessimo vivere in una città migliore: purtroppo le cose stanno andando nel verso esattamente opposto e. se possibile, ci stiamo risvegliando con tutti i problemi del prima coronavirus in qualche caso anche peggiorati. Da qualche giorno, all’Esquilino, hanno ripreso l’attività, con rinnovata lena, i vandali che non solo imbrattano tutti i muri ma si divertono a rompere oggetti che servono per la sicurezza stradale dei cittadini, pedoni o automobilisti che siano

Ed ecco come hanno ripreso  ad imbrattare i muri. In qualche caso è possibile vedere la lotta infinita tra i vandali e i proprietari degli immobili e/o il Comune: strati su strati tra graffiti e riverniciature. Da notare la ripresa degli imbrattamenti sul muro perimetrale di Santa Bibiana

E’ evidente che non ci sia nulla da fare e dobbiamo rassegnarci a vedere la città ridotta in questo modo da questi novelli barbari

1883 – 1888: in soli 5 anni quanti cambiamenti all’Esquilino!

Se qualcuno pensa che le varianti ai vari Piani Regolatori siano figlie dei nostri tempi si sbaglia di grosso. Guardate questi  particolari di due mappe di Roma, i primi relativi a quella del P.R. ufficialmente approvato nel 1883 i secondi di un’altra mappa pubblicata nel 1888 con qualche opera in più  realizzata ma con non poche variazioni rispetto a diverse  idee e linee guida di solo 5 anni prima

Immagine 1 Piazza Virroeio Emanuele II

Nell’immagine 1 c’è la pianta di Piazza Vittorio a sinistra quella del P.R. del 1883 con la piazza divisa in quattro grandi quadranti con una rotonda in mezzo per collocare la statua monumentale del re Vittorio Emanuele II. L’asse viario che da Santa Croce in Gerusalemme arrivava a Santa Maria Maggiore non era interrotto dalla Piazza. Nella seconda immagine a destra scompaiono i quadranti e la statua commemorativa e l’asse viario viene interrotto.

Immagine 2. Particolare della zona sud dell’Esquilino

Nell’immagine a sinistra c’è l’idea di creare un tunnel alla fine di viale Manzoni per oltrepassare la ferrovia,  in quella di destra, del 1888, scompare questo tunnel di viale Manzoni, rimane quello di Santa Bibiana (che sarà realizzato qualche anno dopo) ma ne viene immaginato un altro che da Porta San Lorenzo arriva a via Mamiani. In realtà diversi decenni dopo (1938) sarà realizzato con la nuova Stazione Termini il sottopassaggio Turbigo ma in asse con via Cappellini

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