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Vaisakhi a Piazza Vittorio

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Oggi piazza Vittorio è stato un tripudio di volti e di colori, con il Vaisakhi, festa sikh che, dal poco che so io, ammetto la mia ignoranza in materia, dovrebbe essere una sorta di capodanno, in cui si celebra la nascita della loro comunità religiosa e in cui portano in processione il loro libro sacro.

Spettacolo straordinario, con qualche risata legata all’amico che continuava a confondere i presenti con i cattivi di guerre stellari o con Consuelo, portoricana capitata per caso all’Esquilino, che continuava a ripetere

“Only in Rome”

Ovviamente, altrimenti non saremmo all’Esquilino, non è mancato il solito brontolone locale, che a bassa voce, continuava a brontolare un

“Che vonno questi”

Così per sfizio, mi sono divertito a ricordargli come i sikh furono, assieme a tanti altri indiani, come carne da cannone dagli Alleati nella campagna di Liberazione d’Italia dai nazifascisti. E se è libero di sparare i suoi…

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Celebrando il Bene Comune

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In questi giorni, all’Esquilino infuria la polemica sul fatto che i frequentatori della moschea di Piazza Cimbra, i vicini di casa di Sant’Eusebio, per capirci, data la sua chiusura per problemi, come dire, statici, non avendo più un tetto sopra le testa, hanno chiesto il permesso di tenere la preghiere del venerdì sui marciapiedi di Piazza Vittorio.

Discussione che ha raggiunto livelli sublimi, quando qualcuno, dopo la diatriba

“Perché le processioni sì e loro no”

se ne è uscito con un

“Loro no, perché Roma è stata fondata dai cristiani, mica dai maomettani”.

Ora, premesso che trovo paradossale e anche ridicolo che chi abbia sollevato la polemica, noto infiocchettatore di alberi per celebrare a modo suo i Saturnalia, critichi uno si inginocchia in direzione della Mecca, ritengo, come Burke, come ognuno sia libero di seguire la sua strada, per finire all’Inferno, senza rompere le scatole a chi percorre un…

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L’origine di Santa Croce in Gerusalemme

Un interessantissimo articolo del nostro amico Alessio Brugnoli che svela le origini della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

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Dunque, per chi non lo sapesse, la bella notizia è che Manu sta cominciando a camminare con una stampella sola: se tutto andrà bene, dalla prossima settimana potrà abbandonarle. Insomma. grazie alla fisioterapia, il decorso sta andando molto bene.

Così, per festeggiare, in attesa della presentazione di domani del libro di Leiber alla Sala Giuseppina al Palazzo del Freddo, vi aspettiamo numerosi, riprendo a parlare del Sessorianum, narrando di come fosse Santa Croce ai tempi dei Secondi Flavi.

L’architetto a cui Elena, madre di Costantino, commissionò la trasformazione del consistorium, la sala delle udienze del Palazzo Imperiale, in un luogo di culto cristiano, si trovò davanti a un problema assai raro nella storia dell’Architettura: inventarsi una nuova tipologia di edificio.

Per fare questo, probabilmente si ispirò alle sale di rappresentanza absidate realizzate nei palazzi tardo imperiali, come a Spalato o a Tessalonica e alla basilica di Massenzio e Costantino della…

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Cronache da Esquisito

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E’ facile parlare male dell’Esquilino: chi lo fa, ha tante frecce al suo arco, dal degrado edilizio, alla mancata manutenzione dei luoghi pubblici del Rione, dalla scarsa illuminazione alla latitanza dell’AMA nel raccogliere i rifiuti e pulire le strade.

Problemi antichi, accentuati dal disinteresse di tante amministrazioni, che ormai sono radicati e fossilizzati. Poi, diciamola tutta, per troppi radical chic è difficile comprendere la varia e complessa umanità che lo vive, con tutte le sue luci e ombre, che Gadda scelse per rappresentare la vita nella sua totalità, caotica, zeppa di dialetti, di gerghi, di umori, di emozioni.

Insomma, non ci vuole molto, per sparare il titolone sulla testata nazionale di turno, spacciarlo per il Bronx di Roma, nel caso migliore, sfruttando un’ipocrita e pelosa indignazione, per vendere qualche copia in più, nel peggiore, per difendere interessi politici e speculativi assai poco chiari.

Più difficile, faticoso e complesso raccontare il…

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Templum Gentis Flaviae

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CarnevalEsquilino 3.0 sta procedendo alla grande. Stamattina, la festa dei bambini, organizzata magnificamente da Paola Morano, è stata un successone. Spero che la sfilata dei carri di questo pomeriggio abbia avuto altrettanto successo. Martedì, termineremo alla grande con l’evento delle Danze di Piazza Vittorio nel Caffè Ciamei, dove ci sarà anche uno spazio dedicato ai bambini. Rocografica verrà infatti  a portare degli album da colorare, dedicati a loro.

In attesa di tale festa, mi metto a parlare di uno tra i meno noti monumenti dell’antica Roma presenti nel nostro Rione: il Templum Gentis Flaviae, celebre per la sua grandezza e per la magnificenza della decorazione in marmo e oro, fatto costruire da Domiziano sul luogo della sua casa natale, intorno al 95 d.C.

Per molto tempo, si era ipotizzato che trovasse sotto la Caserma dei corazzieri del palazzo del Quirinale, dove sono stati scavati vari resti: un tratto di Mura…

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Lo stendardo rubato

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Sabato, come molti sanno, l’Esquilino è stato scenario di Stend/Art Stendardi di artista a piazza Vittorio, in cui numerosi artisti locali hanno decorato i portici con riproduzioni delle loro opere.

Ci sarà occasione per scrivere le mie riflessioni e perplessità su tale iniziativa: ma oggi vorrei parlare d’altro. Domenica sera, alle 18.50, uno degli stendardi, che rappresenta un’opera di Michel Bedouin, è stato rubato in circostanze poco chiare.

Di versioni ne sto sentendo tante, alcune romanzate, e ammetto che mi risulta difficile capire il perchè di tale gesto: ho molti dubbi sulla versione del complotto, su quella della bravata per ubriachezze e su quella di furto per lucro.

Sperando che le forze dell’ordine ne vengano presto a capo e che gesti del genere non si ripetano, esprimo la mia solidarietà sia a Michel Bedouin, sia all’associazione Arco di Gallieno che ha promosso Stend/Art

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Via Giolitti 212

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Nell’ottica di recupero di Via Giolitti, in questi giorni ho parlato della questione dello stabile situato al 212; spazio costituito da tre padiglioni su due piani, tipico edificio industriale d’inizio secolo, fu la sede del Centro di formazione professionale della Regione Lazio, sino al 2000.

Abbandonato per anni, forse venduto a una S.r.l sotto la giunta Storace, ci furono delle polemiche all’epoca, divenne la “Casa dei Diritti Negati”, un centro sociale, tra l’altro oggetto di parecchie tesi di laurea, sgomberato nel 2006, anche se in maniera discreta, qualche occupante, in emergenza abitativa, sospetto sia rimasto.

Di chiunque sia la proprietà, pubblica o privata, però lo stabile non è stato mai valorizzato: per caso, però, ho scoperto come l’IPi stia facendo da advisor per una sua vendita in due lotti distinti.

Citando il loro sito, abbiamo

Compendio immobiliare costituito da due immobili: – IMMOBILE N. 1 Edificio distribuito su due…

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Ridare vita a Via Giolitti

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Come sapete, difficilmente su questo blog faccio propaganda politica, tranne quando si tratta di spernacchiare il cialtronismo dei grillini che (mal)governano Roma. Però, in questo caso, farò un’eccezione, condividendo il comunicato dei consiglieri del I Municipio Di Serio e Curcio, relativo alla questione Via Giolitti.

Come detto altre volte, assieme a tanti amici artisti, stiamo elaborando un piano per rendere Via Giolitti un’asse della cultura: iniziativa che non impatterebbe solo sull’Esquilino, ma anche su San Lorenzo e su parte del V Municipio, creando un circolo virtuoso per rendere più vivibile l’intero quadrante cittadino.

Piano che non implica solo il recupero a fini culturali e artistici di edifici pubblici abbandonati, ma soprattutto la ricostruzione di un tessuto sociale che anni di abbandono da parte delle istituzioni hanno desertificato. Per cui la battaglia di Curcio e di Di Serio, sul recupero dei negozi comunali al commercio di qualità e alla cultura…

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Castra Fontanorum

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I Castra Fontanorum è uno dei piccoli misteri dell’Esquilino: sede del collegio dei fullones e dei fontani, ossia dell’associazione di categoria dei proprietari delle lavanderie, sappiamo dalle fonti antiche che doveva essere nei pressi della Chiesa di Sant’Antonio e che fosse decorata con fontane e statue.

Nel Rinascimento fu persino associato ai trofei di Mario o con la basilica di Giunio Basso.Attualmente gli scavi archeologici ancora non hanno determinato la sua posizione precisa: i membri del collegio sono tra l’altro noti per una delle più lunghe cause civili della Roma Antica.

A quanto pare, i gestori degli acquedotti, i curatores aquarum, nel 182 d.C. decisero di violare il contratto di fornitura alle lavanderie, diminuendo drasticamente l’afflusso d’acqua, mettendo in crisi gli affari di tutte le lavanderie romane

I rappresentanti di categoria andarono a protestare negli uffici dei curatores, nei pressi della nostra Largo Argentinia e furono presi a pernacchioni.

I…

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Street food a Roma, esperienze all’insegna del gusto

Treasure Rome

Amatriciana, Cacio e pepe, carbonara, coda alla vaccinara. Alzi la mano chi non si è mai concesso un pranzo o una cena in un’osteria o ristorante romano, per provare uno dei piatti della famosa tradizione culinaria della città. Roma però offre ancora di più: lo street food è ormai realtà consolidata e un ottimo compromesso se non si vuole perdere assolutamente nulla della Città Eterna. Perchè per assaporarla fino in fondo ci sono anche validissime soluzioni mordi e fuggi: ecco le nostre preferite!

ANTICO FORNO ROSCIOLI (via dei Chiavari 34)

Pane, panini e pizza, ma anche cornetti, dolci e biscotti. L’Antico Forno Roscioli, a dua passi da Campo De’ Fiori,  è un vero e proprio paradiso per tutti coloro che non disdegnano affatto una pausa pranzo o merenda all’insegna di prelibatezze, semplici o più elaborate, tipiche dei forni della tradizione. Frequentato sia da turisti che da romani, è da segnare…

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