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Identità e Radici

Immagini e suoni dell’evento organizzato per presentazione del libro “Un amore pizzicato” al Palazzo del Freddo (8 giugno 2018)

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Ieri sera, la presentazione di Un amore pizzicato è stato qualcosa di più dell’occasione per conoscere un bel libro o un prologo della prossima stagione in piazza de Le danze di Piazza Vittorio (a proposito, chi non viene, si possa trovare a pranzo con Salvini e Di Maio); è stata una profonda e provocatoria riflessione sull’Identità e sulle proprie radici.

L’Identità, a differenza di ciò che afferma la cattiva politica, non è qualcosa di fisso e immutabile, ma si costruisce ogni giorno, con le esperienze che viviamo e con il dialogo con le tante persone che incontriamo; la diversità non la impoverisce, ma anzi, la rende più ricca e profonda.

L’Identità non esclude, ma include: non costruisce barriere, ma ponti. E le radici, concetto complesso e contraddittorio, specie in Calabria, dove si scontano bene e male, non sono catene che ci imprigionano, ma le ali con cui spicchiamo il volo.

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L’ex cinema Apollo e la Lucrezia Borgia de noantri…

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E’ inutile girarci attorno: la vicenda del Cinema Teatro Apollo è una perfetta metafora di come Roma sia entrata in tilt negli ultimi anni.

La sua vicenda comincia a fine Ottocento, in quella che era piazza Guglielmo Pepe, dove Giuseppe Jovinelli e Concetta Calabrese fecero costruire per vari anni dei baracconi ad uso teatro in legno; per molto tempo questa piazza era stata un importante luogo di incontro ed intrattenimento. I continui rischi di incendio però, a cui erano sottoposte queste strutture, portarono Giuseppe Jovinelli alla decisione di costruire il suo primo teatro in muratura, il teatro Jovinelli (oggi Ambra Jovinelli) inaugurato nel 1909.

Pochi anni dopo, nel 1917, fece costruire un altro teatro, il Politeama Margherita (oggi ex cinema Apollo) adiacente al teatro Jovinelli. Il progetto per questo nuovo teatro venne affidato all’ingegner Luigi Federico Bobini e venne costruito all’angolo tra via Cairoli e viale Principessa Margherita (l’attuale via…

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Flavia Amabile, Il Soprintendente di Roma Francesco Prosperetti: “Rivedere la riforma Franceschini”

Emergenza Cultura

Secondo il responsabile è necessario ripensare la separazione fra musei territoriali e soprintendenze

«La riforma Franceschini? All’inizio sono stato uno dei suoi sostenitori ma

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Il Marziano è vivo !

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Debbo confessare una cosa: non mi aspettavo il successo della presentazione di De Core, il Marziano è vivo e combatte assieme a noi, a cui ho partecipato ieri sera, nella Sala Giuseppina, presso il Palazzo del Freddo.

Perché, diciamola tutta, questi primi scampoli d’estate invitano ad andare al mare, piuttosto che fare capolino a una presentazione di un fumetto underground. Poi, il vir esquilinus medio, è di solito alquanto pigro, quando esce dalla sua zona di confort; per qualche aborigeno locale, Primavalle, Tufello e Trullo sono luoghi altrettanto alieni di Marte, Giove e Saturno.

Però nonostante tutto, tante persone hanno vinto la loro pigrizia e assistito a una sorta di viaggio onirico in quell’inferno dantesco che è diventata la nostra città: in cui vi è il girone degli iracondi, degli indifferenti, delle drogati di consumismo, dei terrorizzati dall’apparente diversità.

Un viaggio in cui il Marziano, che è in…

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Il samurai esquilino ?

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Giovanni Rorutesu, chi era costui ? Difficile a dirsi, visto che è il protagonista di un piccolo mistero che dura da più di un secolo. Nel 1904, infatti, l’erudito giapponese Shujirou Watanabe, scartabellando nell’archivio del Ministero degli Esteri giapponesi, si trovò davanti una breve nota, in cui si raccontava come il daimyō cristiano Gamou Ujisato avesse spedito un’ambasciata nella Roma pontificia.

Convinto di avere trovato un precedente della più nota ambasciata Tenshō, Watanabe decise di studiare i documenti lasciati da tale feudatario, nella speranza di trovare qualche notizia più precisa su tale missione diplomatica; nell’agosto del 1904, si trovò per caso davanti una cronaca di corte, il Goyuuhitsu-Nikki, scritta nel scritto nel 1642 da Gozaemon Ohno.

Dato che risaliva a una data posteriore a quella dell’ambasciata, Watanabe non la degno di uno sguardo: la leggenda racconta che nel rimettere a posto il libro, questo gli cadde dalle mani, aprendosi…

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NEXTOP E UN NUOVO PUNTO BOOKCROSSING A ROMA

Libra 2.0 "la salvalibri"

NEXTOP E UN NUOVO PUNTO BOOKCROSSING A ROMA

Grazie anche ai libri di Libra2.0 e a Pagine Viaggianti, al #NexTop (magazzino sociale cittadino di Roma Termini, in via di Porta San Lorenzo 5) è attiva una fornitissima #biblioteca,

Apertura al pubblico lu-me-gio-ve h 9:30-13.

Un #Bookcrossing per ‘liberare’ la cultura, per regalare a tutti il piacere della lettura e per condividere emozioni.
VI ASPETTIAMO!

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Gaetano Sepe

Ieri di ritorno dall’Esquilino, dove mi sono recato pe realizzare un servizio fotografico, ho fotografato un mural e sono stato fermato da un signore che mi ha detto:

Quello sono io!

In effetti la somiglianza è eccezionale tra Gaetano Sepe e il ritratto sul muro, opera dell’artista Mauro Sgarbi. E Gaetano è lì, sotto i ballatoi di un palazzo Umbertino che ha il suo piccolo banchetto dove vende cinte e portafogli. Mi spiega la storia del mural. Mi racconta di quella volta che Michele Placido lo sgridò per non averlo salutato, proprio lì e proprio a lui. Mi racconta mentre mi fa vedere foto su foto…di suo padre, Gaetano Sepe come lui, ucciso alle Fosse Ardeatine, ucciso dai tedeschi. Mi mostra una fotografia di quando era barista al Bar Barberini, una foto che reca la data: 1962. Lo scatto glielo fece, indovinate un pò…un certo Alberto Sordi.

Fotografia e memoria…

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Tomaso Montanari, Cosa indica il dito (mozzato) della Bibiana di Bernini

Emergenza Cultura

La notizia della mutilazione della Santa Bibiana di Bernini, che ho dato ieri su Repubblica, ha avuto una grandissima eco: se ne sono occupati i telegiornali, e i carabinieri del Nucleo di Tutela hanno aperto un fascicolo su questa incredibile vicenda.

Nel disastro, questo è almeno un motivo di consolazione.

Innanzitutto perché forse così sapremo esattamente cosa è successo. Quel che per ora filtra, è che l’incidente sarebbe successo il 24 aprile mattina, mentre l’opera veniva ricollocata sull’altare. Un errore nell’uso del supporto (tavolette saponate) avrebbe provocato un impatto tra la statua e la nicchia, e l’anulare sarebbe stato tranciato di netto. Molte sono le cose che non sappiamo, soprattutto circa l’inconcepibile scelta di non comunicare quel che era successo.

Ma c’è un’altra ragione, anche più importante, per cui dobbiamo essere grati al clamore mediatico dell’amputazione di Bibiana. Ed è che questo clamore costringe a vedere ciò che rimuoviamo…

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Domenica Futurista

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Quando un paio d’anni fa, con le Danze di Piazza Vittorio, facemmo partire il progetto Street Attack, per valorizzare gli spazi urbani del nostro rione, ridefinendo il rapporto tra luoghi e persone e aiutando con la bellezza la costruzione di un’identità condivisa tra le infinite anime dell’Esquilino, proponemmo un approccio inclusivo, aperto a interventi di altri soggetti, nella convinzione che la pluralità di voci non fosse un pericolo, ma una ricchezza.

Fu una scommessa, ma che sta avendo un esito positivo: da qualche mese i portici Piazza Vittorio stanno diventano uno dei palcoscenici più vivaci e interessanti per la poster art romana, i cui protagonisti, in forme fragili e transitorie, riflettono sulla contraddittoria ricchezza del Rione, fatta di luci e ombre.

I loro messaggi, poi, cosa che mi ha stupito in positivo, ma più invecchio, più sono pessimista sulla natura umana, sono stati apprezzati e compresi dagli…

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Iside all’Esquilino

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Come scritto tante volte, anche nell’antica Roma l’Esquilino era un rione multietnico, confusionario e ricco di religioni, lingue e culture differenti.

A riprova di questo, in zona vi erano due santuari dedicati ad Iside. Il primo, di cui sono rimasti pochi resti nell’omonima piazza, fu costruito per volontà di Quinto Cecilio Metello Pio, generale di parte sillana, nel I secolo a.C.

Questo santuario si articolava scenograficamente con portici e fontane su una serie di terrazze, collegate da rampe e scalinate, secondo un ben noto modello adottato in età ellenistica in santuari dedicati a divinità salutari, come quello della Fortuna Primigenia a Palestrina.

Dagli scavi, eseguiti a spizzichi e bocconi nei secoli, si suppone come il tutto fosse costruito su tre livelli: il primo, costituito da una ninfeo monumentale, con tre nicchie abbellite con vasche a cascata e con statue a tema egizio, il secondo con una piscina lustrale, a forma…

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