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Dal 30/10 al 5/11/26 “Sadness” Mostra personale di Adriana Ileana Badescu al Medina Art Gallery

Dal 30 ottobre al 5 novembre 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA 220

Adriana Ileana Badescu

Sadness

Attraverso un tocco capace di catturare l’invisibile, Adriana Ileana Bădescu esplora la sfera dell’emotività umana in tutta la sua più sviscerata vulnerabilità e vi riesce con estrema finezza. La mostra evidenzia come la ricerca dell’artista si spinga sino alla metamorfosi della materia, un’indagine caratterizzata dalla fusione tra le tecniche di pittura tradizionali e le prospettive artistiche della contemporaneità.

Bădescu, dunque, offre una visione valorizzata non soltanto dall’esperienza, ma anche da una ricca conoscenza del mezzo pittorico; basti pensare allo studio condotto sulla pittura cinese a Shanghai, della cui influenza si possono scorgere tracce.

All’interno del percorso espositivo…

…il linguaggio visivo dell’artista guida il pubblico a comprenderne la versatilità. Nelle opere distintive dal titolo “On The Sofa” e “I am Medusa”, tale linguaggio si esprime nella fitta tessitura di punti e cerchi cromatici sovrapposti. Qui, figura e spazio non sono limitati da contorni netti, ma resi definiti nella loro indeterminatezza. Questo approccio puntinista, o ancor più precisamente molecolare, trasforma la tela in materia vibrazionale, ove i cerchi sembrano rappresentare le cellule della coscienza stessa, diretto collegamento a un’identità non monolitica, ma stratificata, costantemente soggetta a dissoluzione e ricomposizione.

La produzione di Bădescu si estende alla ritrattistica d’impianto classico e non, ma sempre sottratta alla realtà fuorviante. Volti di donna restano immersi in composizioni cromatiche eterogenee che sembrano dialogare con il soggetto, esponendo lati di loro nascosti. Dalla nube di colori rarefatti in cui il soggetto delicato di “Vivien” prende forma, l’artista passa, in altri lavori, a un’esplorazione dal valore fortemente tattile, che mette in atto tramite pennellate dense di colore, e a giochi cromatici che, in modi diversi e mirati, danno vita al soggetto femminile.

L’indagine espressiva dell’artista si espande verso il surrealismo. La tela si fa allegorica e visionaria: emblematica quella ambientata sul litorale, una potente metafora surreale che contrappone la solitudine dell’individuo al peso mostruoso e snaturato della civiltà urbana da cui egli si è inesorabilmente disconnesso.

Ad attenuare la tensione, tuttavia…

…non mancano i riferimenti alla cultura pop. In una scena d’interno, Bădescu accosta una figura vestita di un solo colore, il viola, ad un dalmata a sua volta adagiato accanto a una fastosa figura femminile; un insieme che compone una narrazione visiva dalle sfumature psicologiche. Ancora una volta, non si esclude una lettura che scomodi la mente, che spinga il pubblico a interrogarsi sul confronto tra dominazione e vulnerabilità, sulla maschera sociale e sulla ricerca di un contatto.

In ultima analisi, questa articolata selezione di opere d’arte restituisce al pubblico il ritratto di un’artista capace di muoversi con padronanza tra la sintesi sferica e la potenza tattile e figurativa della pittura, offrendo una profonda e sfaccettata riflessione sull’esperienza umana.

Dal 23 al 29/10/26 “Franca Buscaglia – Mostra personale” al Medina Art Gallery

Dal 23 al 29 ottobre 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A . POLIZIANO 4,6

Mostra personale di

Franca Buscaglia

La mostra è inserita all’interno della programmazione di RAW 2026 – Rome Art Week.

I lavori di Franca Buscaglia vanno dalla pittura ad olio gravida di colori per ottenere il giusto punto cromatico, all’uso di materiali eterogenei per arrivare oggi alla “scarnificazione”, cioè all’essenziale e sottolineare solo il proprio punto di vista espresso nella sua opera attraverso l’uso sapiente dei mezzi a sua disposizione.

Franca Buscaglia ha attraversato con il corpo il fare pittura.

Ha un’ottima conoscenza delle materie e dei materiali che ha sperimentato ed usato nel suo percorso per arrivare, dominarli e portarli al punto giusto di esplosioni di colori, materici e non.

Nel tempo ha accumulato esperienze e conoscenza decidendo lei cosa, perché, quando e come inserire o togliere elementi necessari per esprimere la sua idea di pittura.

La pittura per Franca Buscaglia è vita.

Lei dipinge con il corpo, non solo con il pensiero, la mente e l’elaborazione di concetti. Lei domina, sovrasta: è la dea che fa e disfa, dispone ed espone quello che è dentro di lei nel dubbio e nella certezza e spesso con leggerezza estrema da suscitare meraviglia nell’occhio attento dell’osservatore.

Franca Buscaglia ha raggiunto una essenzialità e una conoscenza della materia che tratta da acquietare o esaltare i contenuti che trasmette attraverso le opere. La tela, ghinea, lino, juta, la scelta di alleggerirla, lavorando direttamente su trama e ordito, con o senza preparazione, con o senza colore o solo un’ombra di colore appena percepibile non è mai lasciata al caso.

Franca Buscaglia è un carroarmato.

Ha una costanza indescrivibile per questo va fino in fondo a scoprire dentro e fuori dalla tela i misteri del suo fare arte. Misteri che condivide soltanto con occhi attenti in grado di leggere il suo punto di partenza e quello di arrivo in questa operazione di alleggerire e svelare.

Al contrario della body Art Franca Buscaglia usa la tela al posto del corpo: o opera una forma di incisione direttamente sulla tela o sulle materie prime proprie del mezzo pittorico perché ne ha una padronanza certa e può portare il suo intervento d’arte dove e come ritiene opportuno.

Testo a cura di Anita Mollo

Dal 23 al 29/10/26 “Arielle Aufkin” Mostra personale al Madina Art Gallery

Dal 23 al 29 ottobre 206

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA,220

Arielle Aufkin

Mostra personale

Arielle Aufkin è un’artista che si avvicina alla pittura nel 2025, dopo aver lavorato per molti anni come tecnica delle telecomunicazioni. Nello stesso anno, una malattia autoimmune e il dolore intenso che ne deriva interrompono profondamente la sua quotidianità, portandola alla pittura quasi per necessità, inizialmente come forma spontanea di arteterapia.

Quello che nasce come rifugio personale diventa presto un vero e proprio linguaggio artistico, attraverso cui esplora temi come la metamorfosi, la rinascita e la società. Il suo lavoro è stato presentato in Francia, Miami, Milano e Zurigo. Attraverso la pittura, Arielle costruisce un universo visivo in cui esperienza personale e trasformazioni collettive si incontrano, dando forma a una ricerca in continua evoluzione.

Dal 2 al 22/10/26 Mostra personale di Soile Yli-Mäyry al Medina Art Gallery

Dal 2 al 22 ottobre 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Mostra personale di

Soile Yli-Mäyry

Fino al 22 Ottobre 2026 torna a Roma nella gallery di Via Merulana 220 la straordinaria artista finlandese Soile Yli-Mäyry, con la nuova mostra del tour internazionale, organizzata con il supporto dell’Ambasciata di Finlandia in Italia per cui ringraziamo l’Ambasciatore S.E. Matti Lassila.

Opening Event Venerdì 2 Ottobre alle ore 18

La mostra è inserita all’interno della programmazione di RAW 2026 – Rome Art Week

Dal 2 all’8/10/26 “Elegie romane” Mostra di Antonio Finelli al Medina Art Gallery

Dal 2 all’8 ottobre 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4, 6

Antonio Finelli

Elegie romane

“Pur intimamente legato all’ambiente artistico romano, lavora da molti anni lungo una linea geografico-concettuale che interseca Berlino e Marrakech, città dove partecipa a mostre collettive e personali, tra le quali ricordiamo “Sotto i cieli di Roma e Berlino” nel 2009 all’Istituto Italiano di Cultura, la personale “Charlottenburg” nel 2013 e le personali a Marrakech e Rabat nel 2012. A Roma, dopo lo sviluppo di un percorso intenso e pluriennale, nel 2022 Medina Art Gallery organizza la sua personale a Palazzo Merulana.

Nell’odierna era digitale, l’opera di Antonio Finelli sottrae le immagini di Roma al logorio di un tempo faticoso e frammentato. Elegie del passato ma anche del futuro: la pittura è filtrata da una sensibilità globale e comparativa sulla luce, la quale evolve da fenomeno atmosferico a sostanza filosofica. Non la luce mutevole dell’impressione, non il chiaro-scuro del barocco romano, ma una luce assoluta, zenitale ed incorruttibile, che investe l’architettura della città secondo una rappresentazione figurativa immediata, diretta ed allo stesso tempo metafisica.”

Dal 25/9 all’8/10/26 “I sentieri dell’anima” rassegna d’arte a cura di Elisa Bergamino al Medina Art Gallery

Dal 25 settembre all’ 8 ottobre 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34

I sentieri dell’anima

Rassegna di arte contemporanea a cura di Elisa Bergamino

Dal 18 al 24/9/26 “Tutto a Uno” Mostra bipersonale di Marina Milan e Alessandro Trani al Medina Art Gallery

Dal 18 al 24 settembre 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6

Tutto a Uno

Il dialogo ritrovato tra colore, materia e sentimento

Questo appuntamento segna un atteso ritorno: a più di 8 anni di distanza dalla loro felice esposizione condivisa del 2018 proprio nelle gallerie Medina, i due artisti tornano a intrecciare i propri percorsi in un sodalizio creativo ancora più maturo e magnetico.

Il titolo scelto, “Tutto a uno”, esprime la potente convergenza di due linguaggi espressivi che, partendo da sponde opposte, si completano in una suggestiva unità. Dietro la scelta di questo titolo volutamente insolito e non immediato si cela la vera chiave di lettura dell’esposizione: l’espressione di una tensione ideale, in cui il mondo composito delle opere confluisce e si azzera verso la sintesi pura dell’incontro artistico.

Da un lato, la ricerca di Marina Mian celebra un mondo variegato e multiforme. Attraverso un acquerello delicato e policromo, l’artista dà vita a figure angeliche, ritratti evocativi, soffuse esplorazioni floreali e raffinati paesaggi della laguna veneta, capaci di catturare la pluralità delle forme della realtà e la trasparenza della luce.

A questa esuberanza figurativa risponde l’unicità essenziale delle marine di Alessandro Trani. La sua risposta si affida a tempere acquerellate e gouaches che si fanno spesso monocromatiche, dense e materiche. Abbandonando la trasparenza pura, la stesura pittorica di Trani acquisisce una consistenza corposa e profonda, dando forma agli orizzonti liquidi e traducendo sulla carta gli stati d’animo più reconditi.

La scorrevolezza cromatica della Mian incontra così la sintesi meditativa di Trani. Due polarità distinte che, nell’equilibrio della mostra, trovano una perfetta e armonica fusione.

Questo connubio tematico…

…delinea una mostra straordinariamente poetica e sensoriale. L’accostamento, in particolare, tra la delicatezza dei fiori con l’immensità fluida del mare suggerisce una forte componente emotiva, legata al viaggio interiore, alla bellezza, al ricordo e alla nostalgia.

In ultima analisi, “Tutto a uno” si rivela come un percorso di accoglienza e superamento dei contrasti. L’opera corale dei due artisti dimostra come la complessità del dettaglio e l’immensità della sintesi non siano elementi distanti, ma facce della stessa medaglia: un invito universale a riscoprire la bellezza che nasce quando l’infinitamente piccolo converge verso la sintesi dell’unità e si ricongiunge all’infinito.

Dal 12 al 18/6/26 “In natura” Mostra bipersonale di Alessandro Trani & Gene Pompa al Medina Art Gallery

Dal 12 al 18 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 4 – 6

In natura

Mostra bipersonale di

Alessandro Trani & Gene Pompa

Il progetto espositivo mette a punto un viaggio sensoriale nel paesaggio contemporaneo, riflesso attraverso due linguaggi opposti e complementari: la densità della terra e la trasparenza dell’aria.

Gene Pompa, maestro del divisionismo materico, porta in scena una natura pulsante, scolpita con la spatola e illuminata da inserti in foglia d’oro. Le sue opere sono “corpi” pittorici che catturano la luce e celebrano la fertilità dei boschi e delle stagioni.

In contrappunto…

Alessandro Trani esplora la dimensione dell’etereo. I suoi orizzonti marini, privi di riferimenti geografici, si spingono verso l’astrazione, trasformando la tela in uno spazio meditativo dove il cielo e l’acqua si fondono in un abbraccio infinito.

L’esposizione non è solo un confronto estetico…

…ma un ritorno a “casa”: Trani, nato artisticamente proprio sotto l’egida della galleria di Pompa, dialoga qui con il suo mentore in un passaggio di testimone tra la certezza della materia e il mistero del Creato.

La mostra non è una pura rassegna di paesaggi, ma un’indagine ontologica sulla percezione. Gene Pompa opera una “vivisezione” della luce: il suo divisionismo supera la retina e diviene tattile, trasformando la natura in un manufatto prezioso e arcaico. Ogni sua opera è un’affermazione di presenza. Al contrario, la pittura di Alessandro Trani agisce per sottrazione. Se Pompa aggiunge strati di vita, Trani dissolve i contorni della realtà per rivelarne l’essenza spirituale. Le sue opere sono portali silenziosi che conducono l’osservatore verso un “altrove” dove il tempo si ferma. 

Il risultato è un “inno” armonico…

…l’energia tellurica di Pompa trova il suo naturale sfogo negli spazi infiniti di Trani, offrendo al pubblico una visione completa e sicura della bellezza che ci circonda.

Dal 12 al 18/6/26 “Domenico Iervasi – Equilibrio” Mostra personale al Medina Art Gallery

Dal 12 al 18 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Equilibrio

Mostra personale di

Domenico Iervasi

Sia interiore che proiettata sulle aspettative della società: la mostra di Domenico Iervasi si sviluppa come un’esplorazione intuitiva ove espressione personale e percezione esterna interagiscono in una negoziazione continua.

Al centro della pratica dell’artista si colloca la figura umana, resa con una precisione e un’intensità sorprendenti. Volti e corpi emergono con una chiarezza quasi iperrealista, spesso in un confronto diretto con lo sguardo del pubblico, per poi dissolversi in campi di colore gestuale. I corpi appaiono sospesi tra definizione e frammentazione, fungendo da punti di ancoraggio mentre l’astrazione si espande intorno ad essi.

Il colore agisce al tempo stesso…

…come struttura e come elemento di rottura. Applicato attraverso stratificazioni e gesti espressivi, circonda, interrompe e talvolta attraversa la figura, generando una tensione dinamica tra controllo e abbandono. Questo dialogo produce un senso di movimento sulla superficie pittorica, in cui l’intensità cromatica si contrappone alla quiete e alla delicatezza della forma umana.

In opere come Adamo e Eva, la composizione stessa diviene metafora di equilibrio. I corpi intrecciati costruiscono una struttura circolare, suggerendo ciclicità, dualità e interdipendenza. In questo contesto, l’equilibrio non è statico, ma relazionale: si costruisce attraverso prossimità, contrasto e scambio continuo.

Nel concept della mostra, l’equilibrio non si manifesta come uno stato di armonia pacificata, ma come una condizione attraversata da tensione, frammentazione e intensità emotiva. In opere come L’urlo il corpo è luogo di rottura tra contenimento e rilascio. Anche in Eva la figura si colloca in una fase di trasformazione, negoziando identità, esposizione e consapevolezza di sé.

Nel suo nucleo più profondo, Equilibrio accoglie la complessità e la dimensione irregolare. Non assenza di conflitto, non stato fisso o purificato. Ma capacità di sostenere simultaneamente realtà molteplici, in divenire e spesso contraddittorie, che non vengono risolte, ma mantenute in tensione.

Dal 5 all’11/6/26 “Stefan Velund – Solo Exhibit” al Medina Art Gallery

Dal 5 all’11 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4, 6

Stefan Velund – Solo Exhibit

Nella poetica di Stefan Velund, la pittura si presenta come un territorio di soglie tra forma e dissoluzione, superficie e profondità, luce e ombra.

Le sue opere delineano un linguaggio astratto e simbolico, in cui il colore – spesso vibrante, talvolta più contenuto – diventa strumento di costruzione emotiva e percettiva. Il materiale pittorico, affidato principalmente all'acrilico su tela materica, non si limita a descrivere immagini, ma emerge come presenza viva, quasi tattile.

In opere come Asse, Sfera, Monolite, Sia fatta luce ed Eternità echi di dimensioni ancestrali e archetipiche focalizzano i dipinti sulle forme primarie dell'esistenza: centro, equilibrio, stabilità, persistenza, essenzialità. Questa serie presenta una geografia emotiva di paesaggi interiori, un luogo metafisico e sospeso, mai completamente svelato: rigenerato a ogni sguardo.


Tra figurativo e astratto, tutto sembra attraversato da una luce che non solo illumina, ma rivela: fa emergere presenze, tensioni, memorie e simboli che abitano la superficie come tracce di un tempo ormai scomparso.

Accanto a questa tensione strutturale…
visibile nell'uso consapevole di elementi surreali, emerge una componente più lirica ma altrettanto visionaria, che si ritrova nella serie dedicata alle danzatrici: Aurielle, Aniara, Ivorielle… giovani spiriti che fluttuano nell'aria, seguendo il ritmo di una danza silenziosa, quasi più aggraziate dei loro stessi abiti, proiettandosi verso una dimensione metafisica ed evanescente.

Poi arrivano i ritratti in cui la dimensione evocativa si intensifica: i volti non impongono un'unica lettura, ma aprono spazi all'interpretazione: angeli, demoni, donne sognate o persino immaginate. Creature di un mondo lontano che, in qualche modo, grazie al pittore stesso, entrano in contatto con la nostra realtà per rivelarci qualcosa. Attraverso luci, ombre, lampi dorati, improvvisi bagliori rossi, elementi simbolici ricorrenti che caratterizzano la poetica di Stefan Velund, animati da contrasti cromatici e risonanze che si materializzano sulla tela, veri e propri campi magnetici di energia visiva e interiore.

I volti, i paesaggi di Stefan Velund non narrano, ma evocano. Non definiscono, ma suggeriscono. Ogni opera appare come un frammento di una visione che chiede di essere abitata e assaporata lentamente, permettendo l'emergere di risonanze intime e individuali.

Questa mostra personale presenta una serie di opere che dialogano tra loro come le molteplici corde della stessa canzone, in cui i visitatori sono invitati a fermarsi, ad ascoltare e a soffermarsi in questo spazio delicato e intenso, dove la pittura non si limita a mostrarsi, ma accade.