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Dal 12 al 18/6/26 “In natura” Mostra bipersonale di Alessandro Trani & Gene Pompa al Medina Art Gallery

Dal 12 al 18 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 4 – 6

In natura

Mostra bipersonale di

Alessandro Trani & Gene Pompa

Il progetto espositivo mette a punto un viaggio sensoriale nel paesaggio contemporaneo, riflesso attraverso due linguaggi opposti e complementari: la densità della terra e la trasparenza dell’aria.

Gene Pompa, maestro del divisionismo materico, porta in scena una natura pulsante, scolpita con la spatola e illuminata da inserti in foglia d’oro. Le sue opere sono “corpi” pittorici che catturano la luce e celebrano la fertilità dei boschi e delle stagioni.

In contrappunto…

Alessandro Trani esplora la dimensione dell’etereo. I suoi orizzonti marini, privi di riferimenti geografici, si spingono verso l’astrazione, trasformando la tela in uno spazio meditativo dove il cielo e l’acqua si fondono in un abbraccio infinito.

L’esposizione non è solo un confronto estetico…

…ma un ritorno a “casa”: Trani, nato artisticamente proprio sotto l’egida della galleria di Pompa, dialoga qui con il suo mentore in un passaggio di testimone tra la certezza della materia e il mistero del Creato.

La mostra non è una pura rassegna di paesaggi, ma un’indagine ontologica sulla percezione. Gene Pompa opera una “vivisezione” della luce: il suo divisionismo supera la retina e diviene tattile, trasformando la natura in un manufatto prezioso e arcaico. Ogni sua opera è un’affermazione di presenza. Al contrario, la pittura di Alessandro Trani agisce per sottrazione. Se Pompa aggiunge strati di vita, Trani dissolve i contorni della realtà per rivelarne l’essenza spirituale. Le sue opere sono portali silenziosi che conducono l’osservatore verso un “altrove” dove il tempo si ferma. 

Il risultato è un “inno” armonico…

…l’energia tellurica di Pompa trova il suo naturale sfogo negli spazi infiniti di Trani, offrendo al pubblico una visione completa e sicura della bellezza che ci circonda.

Dal 12 al 18/6/26 “Domenico Iervasi – Equilibrio” Mostra personale al Medina Art Gallery

Dal 12 al 18 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Equilibrio

Mostra personale di

Domenico Iervasi

Sia interiore che proiettata sulle aspettative della società: la mostra di Domenico Iervasi si sviluppa come un’esplorazione intuitiva ove espressione personale e percezione esterna interagiscono in una negoziazione continua.

Al centro della pratica dell’artista si colloca la figura umana, resa con una precisione e un’intensità sorprendenti. Volti e corpi emergono con una chiarezza quasi iperrealista, spesso in un confronto diretto con lo sguardo del pubblico, per poi dissolversi in campi di colore gestuale. I corpi appaiono sospesi tra definizione e frammentazione, fungendo da punti di ancoraggio mentre l’astrazione si espande intorno ad essi.

Il colore agisce al tempo stesso…

…come struttura e come elemento di rottura. Applicato attraverso stratificazioni e gesti espressivi, circonda, interrompe e talvolta attraversa la figura, generando una tensione dinamica tra controllo e abbandono. Questo dialogo produce un senso di movimento sulla superficie pittorica, in cui l’intensità cromatica si contrappone alla quiete e alla delicatezza della forma umana.

In opere come Adamo e Eva, la composizione stessa diviene metafora di equilibrio. I corpi intrecciati costruiscono una struttura circolare, suggerendo ciclicità, dualità e interdipendenza. In questo contesto, l’equilibrio non è statico, ma relazionale: si costruisce attraverso prossimità, contrasto e scambio continuo.

Nel concept della mostra, l’equilibrio non si manifesta come uno stato di armonia pacificata, ma come una condizione attraversata da tensione, frammentazione e intensità emotiva. In opere come L’urlo il corpo è luogo di rottura tra contenimento e rilascio. Anche in Eva la figura si colloca in una fase di trasformazione, negoziando identità, esposizione e consapevolezza di sé.

Nel suo nucleo più profondo, Equilibrio accoglie la complessità e la dimensione irregolare. Non assenza di conflitto, non stato fisso o purificato. Ma capacità di sostenere simultaneamente realtà molteplici, in divenire e spesso contraddittorie, che non vengono risolte, ma mantenute in tensione.

Dal 5 all’11/6/26 “Stefan Velund – Solo Exhibit” al Medina Art Gallery

Dal 5 all’11 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4, 6

Stefan Velund – Solo Exhibit

Nella poetica di Stefan Velund, la pittura si presenta come un territorio di soglie tra forma e dissoluzione, superficie e profondità, luce e ombra.

Le sue opere delineano un linguaggio astratto e simbolico, in cui il colore – spesso vibrante, talvolta più contenuto – diventa strumento di costruzione emotiva e percettiva. Il materiale pittorico, affidato principalmente all'acrilico su tela materica, non si limita a descrivere immagini, ma emerge come presenza viva, quasi tattile.

In opere come Asse, Sfera, Monolite, Sia fatta luce ed Eternità echi di dimensioni ancestrali e archetipiche focalizzano i dipinti sulle forme primarie dell'esistenza: centro, equilibrio, stabilità, persistenza, essenzialità. Questa serie presenta una geografia emotiva di paesaggi interiori, un luogo metafisico e sospeso, mai completamente svelato: rigenerato a ogni sguardo.


Tra figurativo e astratto, tutto sembra attraversato da una luce che non solo illumina, ma rivela: fa emergere presenze, tensioni, memorie e simboli che abitano la superficie come tracce di un tempo ormai scomparso.

Accanto a questa tensione strutturale…
visibile nell'uso consapevole di elementi surreali, emerge una componente più lirica ma altrettanto visionaria, che si ritrova nella serie dedicata alle danzatrici: Aurielle, Aniara, Ivorielle… giovani spiriti che fluttuano nell'aria, seguendo il ritmo di una danza silenziosa, quasi più aggraziate dei loro stessi abiti, proiettandosi verso una dimensione metafisica ed evanescente.

Poi arrivano i ritratti in cui la dimensione evocativa si intensifica: i volti non impongono un'unica lettura, ma aprono spazi all'interpretazione: angeli, demoni, donne sognate o persino immaginate. Creature di un mondo lontano che, in qualche modo, grazie al pittore stesso, entrano in contatto con la nostra realtà per rivelarci qualcosa. Attraverso luci, ombre, lampi dorati, improvvisi bagliori rossi, elementi simbolici ricorrenti che caratterizzano la poetica di Stefan Velund, animati da contrasti cromatici e risonanze che si materializzano sulla tela, veri e propri campi magnetici di energia visiva e interiore.

I volti, i paesaggi di Stefan Velund non narrano, ma evocano. Non definiscono, ma suggeriscono. Ogni opera appare come un frammento di una visione che chiede di essere abitata e assaporata lentamente, permettendo l'emergere di risonanze intime e individuali.

Questa mostra personale presenta una serie di opere che dialogano tra loro come le molteplici corde della stessa canzone, in cui i visitatori sono invitati a fermarsi, ad ascoltare e a soffermarsi in questo spazio delicato e intenso, dove la pittura non si limita a mostrarsi, ma accade.

Dal 5 all’11/6/26 “Salvatore Petrucino, Proiezioni e Visioni” al Medina Art Gallery

Dal 5 all’11 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Proiezioni e Visioni

Mostra personale di

Salvatore Petrucino

“Proiezioni e Visioni”: questo è il panorama immaginifico di una serie di sagaci e pungenti osservazioni sul mondo contemporaneo in cui emerge lo sguardo disincantato ma spesso ancora sognante dell’artista.

Il fil rouge dell’esposizione…

…è una certa ambivalenza tra realtà e rappresentazione, come se l’artista, da narratore onnisciente, conoscesse ciò che si cela davvero dietro le apparenze: in “All In”, è il demone del gioco d’azzardo che si nasconde dietro un giovane e aitante pokerista. In “Neverland” è il Peter Pan che non vuole perdere la sua fanciullezza. Un pedone che apparentemente piccolo e indifeso spodesta il proprio re in “Scacco matto”… persino su Spiderman aleggia minaccioso il profilo del ragno radioattivo che lo ha reso sovrumano, nella tela “The Shadow of Spiderman”.

L’ombra è al tempo stesso proiezione e rivelazione…

…evidenza tangibile di ciò che realmente siamo o desideriamo essere. La costruzione del dipinto avviene infatti accostando due piani: uno anteriore, in cui i personaggi interpretano il copione che gli è stato assegnato e uno posteriore che, come una quinta teatrale, ospita la vera natura dei fatti narrati.

Nostalgia per un mondo più autentico e critica sottile alla società coeva si uniscono nell’Arte candidamente espressionista di Petrucino, il quale utilizza toni forti in contrasto tra loro per accentuare sì il senso di irrealtà ma anche quello di universalità degli scenari rappresentati.

Strumento figurativo che l’artista utilizza con frequenza è il riferimento agli scacchi…

… un sistema spesso disfunzionale all’interno del quale tutti siamo chiamati a giocare le nostre mosse. Muovendo alfieri e pedoni costruiamo il nostro futuro.

Non manca in generale una vena di sottile ironia con cui il pittore affronta il rapporto con l’Arte Contemporanea: “La scimmia rosa” di Cattelan diviene parodia della vendita plurimilionaria di “Comedian” in un sistema che appare sempre più “esorbitante”.

In questo contesto Petrucino, interprete della società che lo circonda, si fa portavoce di un’estetica vivida, animata da contrasti, in cui spicca un certa capacità di individuare e sintetizzare gli elementi della più efficace coomunicazione.

Sfoglia il catalogo delle opere: clicca qui!

Dal 29/5 al 4/6/26 “The Stone Guardians of Azerbaijan” Mostra fotografica al Medina Art Gallery

Dal 29 maggio al 4 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6

The Stone Guardian of Azerbaijan

Mostra fotografica di

Aydin Mehdiyev
Nei paesaggi dell'Azerbaigian, la natura rivela un linguaggio distinto, quasi silenzioso, plasmato non dalla mano dell'uomo, ma dal tempo, dal vento e dalla profonda memoria della terra. Pertanto, la mostra "Guardiani di Pietra dell'Azerbaigian" invita il pubblico a un dialogo contemplativo con forme naturali che, nella loro struttura organica, evocano associazioni con silhouette angeliche, guardiani e presenze immateriali.

Queste immagini non sono il risultato di un intervento artistico…

…eppure possiedono una notevole espressività interiore, come se celassero un'intenzione nascosta. Appaiono come testimoni di secoli, incarnando uno spazio in cui la realtà naturale e l'immaginazione umana si incontrano. In questa interazione, lo spettatore diventa co-creatore, completando ciò che vede attraverso la propria percezione. Il progetto si confronta con il fenomeno della pareidolia, la tendenza umana a percepire immagini familiari all'interno di elementi astratti.

Tuttavia, in questo contesto, va oltre un effetto psicologico, toccando un bisogno umano più profondo di trovare significato, protezione e un senso di presenza spirituale nel mondo circostante. L'Azerbaigian, con il suo patrimonio culturale stratificato, si rivela qui attraverso forme create dalla natura stessa: strutture primordiali che trasmettono l'idea di custodia ed eternità.

Questi "guardiani di pietra" trascendono la materia, unendo il geologico al mitologico, il reale al simbolico.

Nel quadro della cultura visiva contemporanea, il progetto propone una riconsiderazione dell'atto del vedere come processo creativo. Sfida la percezione convenzionale della natura come sfondo passivo, affermandola invece come autrice autonoma, capace di plasmare immagini che risuonano con la coscienza umana.

In definitiva, "Guardiani di pietra dell'Azerbaigian" non è semplicemente una documentazione fotografica di paesaggi, ma un invito a ricercare il sacro nel mondo naturale.

Pone una domanda fondamentale: queste forme sono solo un gioco di immaginazione, o sono testimoni silenziose di un'altra realtà, nascosta, arcaica?

Aydin Mehdiyev è Dottore in Scienze Tecniche, Colonnello del Servizio Doganale e un illustre fotografo, insignito del titolo di "Titano" dall'Associazione Internazionale dei Fotografi d'Arte (IAAP) nell'aprile 2025. Attualmente è professore presso il Dipartimento di Meccanica dell'Università di Architettura e Costruzioni dell'Azerbaigian.

Segui la mostra di Aydin Mehdiyev sui profili social della Galleria d'Arte Medina:

Dal 29/5 al 4/6/26 “Antonella Corso – Mostra fotografica” al Medina Art Gallery

Dal 29 maggio al 4 giugno 2026

MEDINA ART GALLERY . VIA MERULANA, 220

Antonella Corso- Mostra fotografica

Con “Parigi: 14 anni in 9 emozioni” Antonella Corso sviluppa un racconto autobiografico e al tempo stesso un’esplorazione universale della memoria, dell’identità e della trasformazione emotiva. Il progetto nasce da un lungo periodo vissuto a Parigi tra il 2003 e il 2017, durante il quale l’artista ha intrecciato la propria esperienza personale con il tessuto urbano e simbolico della capitale francese.

La pratica fotografica di Corso si fonda su uno sguardo intimo e continuo, capace di trasformare luoghi iconici in spazi interiori. Le sue immagini non documentano semplicemente la città, ma ne restituiscono una dimensione vissuta, in cui architetture, luci e paesaggi diventano depositi di emozioni e ricordi. La Tour Eiffel, la Senna, i giardini e le piazze parigine emergono come presenze ricorrenti, attraversate da esperienze quotidiane e momenti di forte intensità emotiva. La mostra si articola in nove nuclei tematici – Celebrazione, Sogno, Scoperta, Stupore, Malinconia, Paura, Lutto, Fascino del caos ed Essenziale – che costruiscono una mappa affettiva più che cronologica.

Ogni sezione rappresenta…

…una diversa modalità di percezione della città, riflettendo stati d’animo che vanno dalla meraviglia alla perdita, fino alla ricostruzione di un equilibrio interiore. Particolarmente significativa è la presenza di immagini legate agli eventi del 2015, che introducono una riflessione sulla fragilità e sulla resilienza collettiva. In questo contesto, la città diventa teatro di una tensione emotiva condivisa, ma anche spazio di rinascita.

Attraverso un linguaggio visivo diretto e poetico, Antonella Corso costruisce un racconto per immagini in cui il personale si apre a una dimensione universale. Lo spettatore è invitato a entrare in relazione con le opere, riconoscendo nelle fotografie tracce della propria esperienza.

La mostra si configura come un percorso immersivo e riflessivo, che accompagna il visitatore verso una dimensione essenziale fatta di memoria, consapevolezza e sguardo interiore.

Segui Antonella Corso su Instagram: clicca qui @antocorso_photography

Segui la mostra di Antonella Corso sui profili social di Medina Art Gallery:

Dal 28/5 al 10/6/26 “Vinyl Collage” Mostra di Anna Amodio al Gatsby Cafè

Dal 28 maggio al 10 giugno 2026

GATSBY CAFE’

Vinyl Collage

Mostra di

Anna Amodio

“Vinyl Collage” è un progetto espositivo che rende omaggio all’estetica senza tempo del vinile, oggetto iconico tornato al centro della cultura contemporanea.

Attraverso la creazione di copertine inedite, l’artista reinterpreta l’immaginario visivo legato a diversi generi musicali, ispirandosi alle grafiche, ai linguaggi estetici e alle atmosfere che hanno segnato epoche diverse della storia della musica.

Ogni opera nasce dalla tecnica del collage e prende forma utilizzando carta recuperata da riviste d’epoca e pubblicazioni contemporanee: frammenti visivi che attraversano il tempo e si incontrano in nuove narrazioni.

Il riuso dei materiali diventa così parte integrante della ricerca artistica, trasformando elementi destinati a essere dimenticati in opere uniche che acquisiscono una nuova identità.

“Vinyl Collage” è un dialogo tra musica, memoria e sostenibilità: un percorso visivo che celebra il fascino materico del vinile e il potere dell’arte di reinventare il passato in forme nuove e attuali.

DJ set: Daniele Flamini (Killer Groove Records)

Anna Amodio è una collagista che si circonda di bellezza e ha l’obiettivo di condividerla. Appassionata di fotografia e arte, nel corso degli anni approfondisce varie tecniche di collage e décollage, che le permettono di esplorare e portare alla luce pensieri, paure, critiche e desideri inconsci, ridando vita alle immagini e ai materiali in una nuova forma artistica.

Oltre a produrre opere, organizza e conduce workshop in cui insegna e avvicina i partecipanti al meraviglioso mondo di immagini e parole incollate tra loro.

IG: @anna.mobbene_collages

le mostre del Gatsby Café sono a cura di Séverine Queyras

10/5/26 “Visioni urbane – Contest di pittura” a Piazza Vittorio

10 maggio 2026 dalle ore 7:30

GIARDINO NICOLA CALIPARI DI PIAZZA VITTORIO

Visioni Urbane

Contest di pittura e disegno
Prima Estemporanea Internazionale di Pittura e Disegno nei Giardini Nicola Calipari, nel cuore di Piazza Vittorio Emanuele II!
Non perdere tempo, la partecipazione è gratuita e aperta a tutti, Amatoriali e professionisti, categorie Open e Under 25.
Non hai fatto in tempo a iscriverti online? Nessun problema! Sarà possibile registrarsi direttamente in loco il mattino del 10 maggio, dalle 7:30 alle 9:30, con timbratura dell’opera e assegnazione del numero identificativo.
Giardini Nicola Calipari – Piazza Vittorio Emanuele II, Roma
Domenica 10 maggio 2026
Un’occasione unica per dipingere en plein air uno dei luoghi più vivaci e multiculturali della Capitale. Condividi e passa parola
 

Il servizio del TGR Lazio 

Dal 7/3 al 7/6/26 “Caravaggio e i maestri della luce” Mostra al Museo Storico della Fanteria

Dal 7 marzo al 7 giugno 206

MUSEO STORICO DELLA FANTERIA DELL’ESERCITO ITALIANO

Caravaggio e i maestri della luce

LA MOSTRA

La mostra “Caravaggio e i Maestri della Luce”, ospitata dal 14 febbraio al 28 giugno presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano a Roma, invita i visitatori a immergersi nel mondo straordinario del caravaggismo, esplorando l’influenza di Michelangelo Merisi, il Caravaggio, su un’intera generazione di artisti.

Il percorso si apre con opere che trasmettono la tensione e la drammaticità delle prime sperimentazioni caravaggesche, dove la luce diventa strumento di emozione e narrazione, trasformando il realismo in una vera e propria ideologia visiva. Qui il pubblico può confrontarsi con lavori di artisti, come Bartolomeo Manfredi e Antiveduto Gramatica, che hanno raccolto la sfida del maestro, mostrando come il suo linguaggio abbia plasmato una nuova sensibilità pittorica.

Il percorso si amplia con la pittura internazionale, dove artisti stranieri come Van Der Helst, Stomer e De Ribera hanno accolto e rielaborato il linguaggio caravaggesco, dimostrando quanto potente fosse l’influenza del maestro al di fuori dell’Italia. Accanto a queste interpretazioni, si possono ammirare anche i contributi della scuola bolognese (Guido Reni, Simone Cantarini), dove chiaroscuro e drammaticità dialogano con un ideale di equilibrio e armonia.

Dal 3 al 9/4/26 “Attraversiamo” Mostra collettiva di artisti greci al Medina Art Gallery

Dal 3 al 9 marzo 2026

MEDINA ART GALLERY

Attraversiamo

Mostra collettiva di artisti greci

Nel film ‘Eat, pray, love’ in una scena ambientata in Italia, Julia Roberts prova a pronunciare la parola “attraversiamo”. Che significa “fare il passaggio”, “attraversare” o anche “attraversare una strada”. La mostra collettiva di artisti greci, nel cuore di Roma, accanto al Colosseo, nella Pasqua del 2026, rappresenta l’opportunità di “passare”: per ogni visitatore, il passo sul proprio cammino sarà catturato visivamente in dipinti, fotografie e installazioni.

Artisti in mostra:

Sotiria Alevizou, Olga Anastasiadou, Lydia Avlonitou, Dimitrios Brakatsoulas, Elena Chatzianthanasiou, Makrina Chatzatoglou, Marina Chrisan, Maria Darla, Maria Doudouli, Ola Furmaga, Georgia Georgiadou, Kleoniki Gkioufi, Yiannis Kaminis, Yiannis Karagiannopoulos, Andromachi Kati, Thodoris Kemidis, Meropi Kiorpe, George Kotsikas, Asimina Kouzouni, Chrysovalantia Lampiri, Dimitra Laoutari, Anthie Lola, Stavros Lolas, Giorgos Makrigiannis, Christina Michalopoulou, Athanasia Nouni, Konstantina Ntziavou, Elsa Papagiannopoulou, Katerina Pavlidou, Trifoula Pavlidou, Sofia Pouli, Dorothea Samanidou, Maria Sofia, Kirsikka Soustiel, Katerina Theodorou, Kiriaki Theodorou, Nikoleta Tsikoti, Chrysa Tsiari, Evaggelia Vekiaropoulou, Efi Verikiou, Europe Yfantidou.