10 maggio 2026 dalle ore 7:30
GIARDINO NICOLA CALIPARI DI PIAZZA VITTORIO
Visioni Urbane
Contest di pittura e disegno
Il servizio del TGR Lazio
10 maggio 2026 dalle ore 7:30
GIARDINO NICOLA CALIPARI DI PIAZZA VITTORIO
Il servizio del TGR Lazio
Dal 7 marzo al 7 giugno 206
MUSEO STORICO DELLA FANTERIA DELL’ESERCITO ITALIANO
LA MOSTRA

La mostra “Caravaggio e i Maestri della Luce”, ospitata dal 14 febbraio al 28 giugno presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano a Roma, invita i visitatori a immergersi nel mondo straordinario del caravaggismo, esplorando l’influenza di Michelangelo Merisi, il Caravaggio, su un’intera generazione di artisti.
Il percorso si apre con opere che trasmettono la tensione e la drammaticità delle prime sperimentazioni caravaggesche, dove la luce diventa strumento di emozione e narrazione, trasformando il realismo in una vera e propria ideologia visiva. Qui il pubblico può confrontarsi con lavori di artisti, come Bartolomeo Manfredi e Antiveduto Gramatica, che hanno raccolto la sfida del maestro, mostrando come il suo linguaggio abbia plasmato una nuova sensibilità pittorica.

Proseguendo, la mostra presenta artisti, quali Orazio Gentileschi e Massimo Stanzione, che hanno reinterpretato il naturalismo in chiave più intima e poetica. Le opere di questa sezione rivelano gesti delicati e atmosfere liriche, in cui la luce accompagna i sentimenti dei personaggi e conferisce profondità alle scene. È una testimonianza della capacità dei seguaci di Caravaggio di mantenere vivo il suo insegnamento, adattandolo a stili e sensibilità diverse.
Il percorso si amplia con la pittura internazionale, dove artisti stranieri come Van Der Helst, Stomer e De Ribera hanno accolto e rielaborato il linguaggio caravaggesco, dimostrando quanto potente fosse l’influenza del maestro al di fuori dell’Italia. Accanto a queste interpretazioni, si possono ammirare anche i contributi della scuola bolognese (Guido Reni, Simone Cantarini), dove chiaroscuro e drammaticità dialogano con un ideale di equilibrio e armonia.
Il momento culminante della mostra è rappresentato da “L’Incredulità di San Tommaso”, capolavoro di Caravaggio, unico e inimitabile, che chiude il percorso. L’opera, fulcro emotivo e narrativo dell’esposizione, racchiude la sintesi di luce, realismo e spiritualità che ha reso il maestro un punto di riferimento imprescindibile per i suoi contemporanei e per tutta la storia dell’arte. In questo modo, la mostra permette di apprezzare un ampio panorama di opere caravaggesche, mostrando la varietà e la vitalità dei seguaci, ma sempre in dialogo con l’unicità assoluta del maestro. È un viaggio educativo e coinvolgente, pensato per far scoprire agli spettatori come la rivoluzione caravaggesca abbia cambiato per sempre il modo di vedere la pittura.

Dal 3 al 9 marzo 2026
MEDINA ART GALLERY
Mostra collettiva di artisti greci
Nel film ‘Eat, pray, love’ in una scena ambientata in Italia, Julia Roberts prova a pronunciare la parola “attraversiamo”. Che significa “fare il passaggio”, “attraversare” o anche “attraversare una strada”. La mostra collettiva di artisti greci, nel cuore di Roma, accanto al Colosseo, nella Pasqua del 2026, rappresenta l’opportunità di “passare”: per ogni visitatore, il passo sul proprio cammino sarà catturato visivamente in dipinti, fotografie e installazioni.
Sotiria Alevizou, Olga Anastasiadou, Lydia Avlonitou, Dimitrios Brakatsoulas, Elena Chatzianthanasiou, Makrina Chatzatoglou, Marina Chrisan, Maria Darla, Maria Doudouli, Ola Furmaga, Georgia Georgiadou, Kleoniki Gkioufi, Yiannis Kaminis, Yiannis Karagiannopoulos, Andromachi Kati, Thodoris Kemidis, Meropi Kiorpe, George Kotsikas, Asimina Kouzouni, Chrysovalantia Lampiri, Dimitra Laoutari, Anthie Lola, Stavros Lolas, Giorgos Makrigiannis, Christina Michalopoulou, Athanasia Nouni, Konstantina Ntziavou, Elsa Papagiannopoulou, Katerina Pavlidou, Trifoula Pavlidou, Sofia Pouli, Dorothea Samanidou, Maria Sofia, Kirsikka Soustiel, Katerina Theodorou, Kiriaki Theodorou, Nikoleta Tsikoti, Chrysa Tsiari, Evaggelia Vekiaropoulou, Efi Verikiou, Europe Yfantidou.
Dal 28 febbraio al 28 giugno 2026
MUSEO STORICO DELLA FANTERIA
Dal sito “navigaresrl.com
LA MOSTRA
La mostra “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta”, a cura di Vittoria Mainoldi, a partire dal 28 febbraio e fino al 28 giugno 2026 al Museo Storico della Fanteria di Roma, espone alcune tra le più note e preziose opere su carta del Maestro del Fauvismo, corrente caratterizzata dall’uso audace e antinaturalistico del colore.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, Matisse chiude la sua stagione fauve abbandonando gradatamente la pittura per dar vita a nuove forme espressive, che spaziano dal disegno alla grafica, dalla progettazione di scenografie e costumi teatrali, fino ai papier découpés, le famose carte colorate, che ritaglia e ricompone per creare sintesi formale nelle immagini. È il periodo nizzardo, che a ben vedere dura quasi trentacinque anni, di più in proporzione rispetto agli anni delle avanguardie parigine.
Dai suoi moltissimi libri e dalle opere su carta, tutte diverse per stile e tecnica, tanto da rendere difficile etichettare Matisse in una corrente invece di un’altra, si evince una spiccata sensibilità per linea e colore, che diventano i cardini saldi di un’architettura volta a raggiungere l’essenziale. Si tratta di un graduale rinnovamento linguistico che costituisce un’estensione della sua ricerca cromatica, ma che al tempo stesso la porta alle estreme conseguenze.
Attraverso la grafica, Matisse può lavorare sul limite, il limite della linea, su tutto. In molte opere su carta, infatti, la figura sembra nascere da una tensione interna più che da un contorno definito. I volti, i corpi, gli oggetti inanimati emergono come se fossero il risultato di una decisione improvvisa, ma che è in realtà profondamente meditata. La linea matissiana, apparentemente fluida e naturale, è spesso il prodotto di una lunga elaborazione mentale, in cui ogni segno superfluo viene eliminato.

Il bianco della carta diventa elemento costitutivo del disegno, uno spazio attivo, e a differenza delle sue opere pittoriche, che funzionavano per accumulazione, le grafiche di Matisse sembrano registrare il momento in cui l’artista riconosce l’equilibrio raggiunto e interrompe il proprio gesto. Questo è ancora più evidente quando il colore torna prepotente nel suo lavoro, come ad esempio nei gouaches découpées.
Limitato sulla sedia a rotelle dalla malattia, Matisse dipinge a guazzo su grandi fogli di carta che, una volta asciutti, verranno ritagliati ed incollati in composizioni colorate: sintesi perfetta tra coloriture e precisione dei profili, una nuova forma di espressione che diverrà nota con il nome di “cut-outs”. Materiali modesti e tecniche elementari creano in realtà opere complesse, nate da una costante ricerca e da un immenso lavoro di semplificazione, di sottrazione.
Analizzare l’opera grafica di Matisse non è solo fondamentale per comprendere appieno il corpus dell’autore, ma anche per contestualizzarla all’interno della produzione artistica del secondo dopoguerra, quando molti altri maestri scelsero l’illustrazione, l’editoria e la stampa come banco di prova e spazio autonomo di ricerca.
Dal 3 al 9 aprile 2026
MEDINA ART GALLERY – VIA POLIZIANO, 4-6
Mostra personale di
‘Battiti Silenti” è ciò che non sempre può essere espresso attraverso parole, ma che necessita di essere percepito. Il lavoro di Konstantinos Liotis emerge da paesaggi interiori in cui l’identità si frammenta, si riformula e pulsa sotto lo strato dell’esperienza. Le opere appaiono come cartografie emotive: spazi in cui il linguaggio si dissolve, il silenzio diventa pressione e il colore assume il ruolo della voce. Attraverso una vivida intensità cromatica, figure distorte e geometrie fluide, Liotis traduce stati interiori in narrazioni visive che respirano, fremono e si trasformano.
Al centro della sua esperienza artistica c’è la tensione tra frammentazione e totalità: i volti si moltiplicano, i corpi si dissolvono, le mani protendono, i cuori si spezzano e si riformano. Non identità fisse ma stati in divenire, istanti in cui l’io è sospeso tra il collasso e la creazione. Che si tratti di lotte personali, traumi collettivi, ansia tecnologica o felicità radicale, le opere insistono sull’identità: mai statica, forgiata mediante la pressione, la contraddizione e le scelte coraggiose. Il silenzio pulsa attraverso cardiogrammi, bocche serrate, mani aperte e linee elettriche. Tutto rifiuta di rimanere immobile: la creazione diviene sopravvivenza, la felicità un atto di sfida, l’amore diviene riconoscimento. Anche il dolore e l’ingiustizia non sono rappresentati come punti finali, ma come forze che richiedono memoria, responsabilità e trascendenza.
…caos e struttura, intuizione e intenzione. Il colore non è decorativo ma viscerale, qualcosa che si assapora, si respira e si sopporta. Le linee si piegano e si fondono come correnti emotive, mentre i simboli ricorrono come incipit: bocche che parlano e urlano, mani che si tendono e combattono, occhi che testimoniano, semi che si schiudono, cuori che resistono. Konstantinos Liotis approccia la pittura sia come esplorazione di sé che come narrazione aperta. Le sue opere non dettano il significato, ma lo stimolano. “Battiti silenti” è in definitiva una mostra sul recupero: il recupero della voce, dell’emozione, della presenza. È un promemoria: anche nel silenzio, qualcosa pulsa… e se ascoltiamo attentamente, potremmo sentire noi stessi in divenire.
Dal 3 al 9 aprile 2026
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
Mostra personale di
Art Curator
Georgia Trouli
Comunicato stampa
Dal 25 marzo al 14 maggio 2026
MUSEO NAZIONALE ROMANO – TERME DI DIOCLEZIANO
Mostra di

Il comunicato stampa
Dal 14 marzo al 24 aprile 2026
HYUNNART STUDIO
In mostra una serie di dipinti ad olio, realizzati sin dal 1993 fino alle più recenti tele del 2026, in cui si denota una progressiva predilezione per l’astrazione lirica e per il tema del paesaggio, divenuto protagonista assoluto della sua poetica. “La natura è percepita, non come realtà statica e stabile, ma come fenomeno in continuo movimento. Rita Angelotti Biuso si compenetra con il paesaggio, attraverso pennellate rapide di colore, nervosamente sovrapposte in una spuma materica luminosa che si espande dalle ombre. Il colore giocato su variazione timbriche dense si fa segno ritmico, si apre su squarci di luce verticali decentrati, o scontorna un centro di spazio- luce”.
La ricerca dell’artista si fonda sulla necessità di arrivare in modo anarchico alla pittura, attraverso ripetute stesure di colore, continuamente ripensate, annullate, sperimentando anche linguaggi differenti: la scrittura (nel 2018 pubblica un piccolo libro “Scritti Incompiuti”), la poesia, l’assemblage, l’incisione. “Posso essere anarchica a trasformare la mia idea in corso d’opera e dopo mille ripensamenti tornare alla primigenia”, afferma l’artista.
Nelle opere di Rita Angelotti Biuso la vita e l’arte si sono fuse in una progressiva sedimentazione di emozioni e sovrapposte in una costante sperimentazione quotidiana del fare, che si rivelano anche nella sua abitazione/studio, dove sono raccolti numerosi oggetti realizzati con scarti del quotidiano, bottiglie di plastica, pezzi di legno, frammenti di carte colorate, ecc. Il percorso espositivo dello Hyunnart Studio cercherà di restituire alcune atmosfere dello studio dell’artista.
Rita Angelotti Biuso, Roma 1934, si diploma in scenografia nel 1957 con Toti Scialoja e Mario Rivasecchi.
Mostre in Italia, Germania, Romania. Vive a Roma.
Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: 3355477120, pdicapua57@gmail.com

Dal 21 al 27 marz 2026
MERCATO CENTRALE ROMA
L’esposizione “Giovani d’Oggi”
L’esposizione raccoglie 15 opere realizzate da giovani migranti e rifugiati, protagonisti della OPS! Academy 2025/26, che attraverso linguaggi artistici e narrazioni personali affrontano i temi delle discriminazioni, degli stereotipi e dell’inclusione.
Il titolo “Giovani d’Oggi” restituisce l’immagine di una generazione contemporanea consapevole, creativa e capace di incidere nel dibattito sociale. Le opere invitano il pubblico a riflettere sui meccanismi del pregiudizio e sull’importanza di includere pienamente nell’immaginario e nelle politiche giovanili anche chi vive in Italia dopo un percorso migratorio.
Il percorso espositivo propone un’esperienza immersiva che permette ai visitatori di ascoltare le voci dei giovani protagonisti e immaginare, attraverso l’arte, possibili cambiamenti sociali.
Le opere nascono dal contest “DiscriminAZIONE”, promosso da UNICEF sulla piattaforma U-Report On The Movenel 2025, e sono state successivamente sviluppate con il supporto di tutor e studenti dell’Istituto Europeo di Design e della Scuola Holden.
La campagna OPS!
Dal 2021 la campagna OPS! – la tua Opinione, oltre ogni Pregiudizio e contro gli Stereotipi promuove inclusione, partecipazione ed empowerment giovanile attraverso percorsi formativi, arte e strumenti digitali.
Con OPS! Academy, oltre 500 adolescenti e giovani – in particolare migranti, rifugiati e minorenni stranieri non accompagnati – hanno partecipato negli anni a laboratori creativi e formativi dedicati al contrasto delle discriminazioni. La mostra rappresenta il momento pubblico conclusivo di questo percorso.
Dal 2 marzo al 3 maggio 2026
PALAZZO MERULANA
a cura di Umberto Croppi e Paolo Asti
La mostra si terrà dal 20 marzo al 3 maggio 2026 ed è prodotta dall’associazione Startè, fortemente voluta e condivisa dalla famiglia, propone una lettura del maestro e della sua poetica, tessuta da un intimo rapporto tra corporeità, spazio fisico e memoria storica.
Formatosi in principio nella città d’origine, La Spezia, approda a Roma agli inizi degli anni Settanta e apre uno studio in via delle Zoccolette, cominciando anche a frequentare la Stamperia Il Cigno, crocevia di artisti come Burri, Capogrossi e Afro, Marini, Gentilini, Guttuso e Fieschi e punto di riferimento per la Scuola Romana.
Roma rappresenta quindi il luogo della maturazione artistica e la mostra non è solo un tributo dovuto a un artista che ha lavorato nella capitale, imparato e, probabilmente, trasmesso esperienze e suggestioni, ma è anche un tassello che va a riempire un vuoto importante nel mosaico della storia dell’arte del Novecento.
Per la capacità di dialogo con i movimenti di pensiero, Vaccarone infatti occupa senz’altro un ruolo di primissimo piano nella storia dell’arte italiana e per la sua proiezione nel mondo. I riconoscimenti che gli sono stati attribuiti da suoi insigni colleghi (che in questo volume in parte riportiamo), oltre che dai maggiori critici, sono il riscontro dell’importanza della sua opera. Un’opera generosa, abbondante, come la sua carica umana, sorprendente ma sempre coerente, capace di assorbire le tendenze senza rimanerne prigioniera. Una storia, nella storia, che vale la pena essere raccontata e imparata.
Nella selezione delle opere esposte, dovuta anche alla meticolosa ricerca del suo amico e cultore, Paolo Asti, si è tentato di dar conto del suo percorso, concentrandosi sul suo periodo romano.
Esempi di opere giovanili introducono alla sua poetica: le Mitofanie, in cui rivela una capacità di trarre visioni dai materiali, con una precoce intuizione rispetto a ciò che avverrà, e un esempio di assemblage che testimonia il suo incontro con la poesia visiva.
Alcuni quadri in transizione (Adamo, 1971; Pescatore, 1971; Mosca cieca, 1972; Ermafrodito 1975) introducono alle esperienze successive, nelle quali vi è chiara tutta la sua maturità, non estranea all’ambiente culturale in cui questa parte della sua formazione si svolge. Il colore diventa materia, capace di conferire quel volume che, in altre creazioni, ha reso attraverso strati e spessori; l’individuazione dei temi è una sorta di dichiarazione del suo universo interiore e del suo sentire. I Gabbiani del suo Golfo e i Clochard dei margini della città ne sono i risvolti più densi di significato.
A testimoniare il suo impegno di incisore, viene esposta una rara copia della cartella In articulo amoris, emblematica tanto per la tecnica, quanto per il calembour del titolo, che attesta la sua inclinazione per il gioco semantico e il sentimento che lo anima.
Del suo passaggio romano e delle sue frequentazioni son prova i ritratti di personaggi famosi che esegue al tratto, cogliendone i caratteri con pochi, decisi segni.
Mostra visitabile con biglietto d’ingresso Palazzo Merulana
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Just another WordPress.com site
"Al tempo la sua arte/ All'arte la sua libertà."
da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
il quotidiano on line di Roma e provincia
Visite guidate ed aperture speciali a Roma
«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
Art'immagine. Arte è immagine! Arte è immagine? Immagine è arte? Immagin'arte, Immaginare è un'arte.
All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
Rete Economia Sociale e Solidale
Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
Ricordi, fotografie e viaggi
Just another WordPress.com site
"Al tempo la sua arte/ All'arte la sua libertà."
da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
il quotidiano on line di Roma e provincia
Visite guidate ed aperture speciali a Roma
«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
Art'immagine. Arte è immagine! Arte è immagine? Immagine è arte? Immagin'arte, Immaginare è un'arte.
All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
Rete Economia Sociale e Solidale
Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
Ricordi, fotografie e viaggi