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Dal 6 al 17/5/26 “Tutti gli uomini che non sono” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 6 al 17  maggio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Paolo Calabresi

in

Tutti gli uomini che non sono

tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi

e con Carolina Di Domenico

scritto e diretto da Paolo Calabresi

produzione Nuovo Teatro di Marco Balsamo

 

LO SPETTACOLO

“Tutti gli uomini che non sono” è uno spettacolo che ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo in personaggi realmente esistenti.
Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, seguita nel corso degli anni da molte altre operazioni di trasformismo.
Ma quello che pochi sanno è che queste impressionanti performance nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Paolo ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Ha cominciato infatti a rubare l’identità di persone famose realmente esistenti nella vita reale e all’insaputa di tutti. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale che sarà interpretata da Carolina Di Domenico.

Questo spettacolo è la rappresentazione viva di questa incredibile storia.

I filmati originali e inediti girati da Paolo a documentazione dei suoi “falsi”, in cui si finge, di volta in volta, Nicolas Cage, John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano, un cardinale e via dicendo, saranno parte integrante della rappresentazione e daranno vita a una rappresentazione in cui realtà e finzione sono indistinguibili.

Potremmo descrivere “Tutti gli uomini che non sono” come una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l’ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell’ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”.

NOTA DEL REGISTA

Questo spettacolo nasce da un’esperienza personale realmente vissuta. Per alcuni anni della mia vita, parallelamente al mio lavoro “normale”, mi sono dedicato a fingermi persone realmente esistenti in situazioni reali e all’insaputa di tutti, accumulando molto materiale video che nessuno ha mai visto. Qui lo mostrerò.
Ma questo spettacolo racconta anche come è nata questa attività, come si è trasformata nel tempo, e soprattutto le conseguenze che ha avuto sulla mia vita familiare.
Ho pensato a lungo su quale destinazione dare alle tante ore di filmati che ho girato in quegli anni. Solo dopo molto tempo ho capito che non volevo soltanto raccontare le mie “imprese”, ma anche parlare della perdita di sé stessi, del gioco dell’attore, della confusione tra vero e falso, e soprattutto delle cose incredibili che possono nascere dal dolore.
Perché non c’è condizione più favorevole di quella di chi non ha nulla da perdere per tirar fuori capacità nascoste.

se incredibili che siamo in grado di fare, quando pensiamo di non aver più nulla da perdere.

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 6, giovedì 7, sabato 9, martedì 12, venerdì 15, sabato 16 maggio ore 21:00
  • venerdì 8, mercoledì 13, giovedì 14 maggio ore 19:30
  • sabato 9 maggio ore 16:30
  • domenica 10 e domenica 17 maggio ore 17:00

4/5/26 “Perestrojka e pancake” al Teatro Jovinelli

4 maggio 2026

TEATRO JOVINELLI

Daniele Gattano

Perestrojka e pancake

Ti fidi dei doccia shampoo degli alberghi? E delle suore che fanno intravedere l’attaccatura dei capelli? Errore o ribellione? Sediventassi ricco, che ricco saresti? Bruni Tedeschi o Santanchè?
Al posto dell’Inno di Mameli perché non una bella canzone di Mr.Rain? In un paese dove tutti hanno qualcosa da dire e lo fannocon un podcast, Daniele Gattano sceglie ancora una volta la povertà e lo fa a teatro. Questo spettacolo parla di tutti: patrioti, oroscopisti, Meryl Streep, Mussolini, Farfalle azzurre e di chi nel 2025 coraggiosamente decide di comprare un biglietto per uno spettacolo che nel titolo ha una parola russa e una americana insieme. Se non è avanguardia questa.
Daniele Gattano nasce e scappa da Verbania, bellissima ma non ci vivrà.
Debutta come comico a “Colorado” (Italia1), approda poi su Real Time per i “Diversity Media Awards”, dal 2017 è nel cast di “Stand Up Comedy” su Comedy Central, sempre su Sky è stato in “Zelig C-Lab” “Comedians solve world problems” e “Il Salotto di Michela Giraud”.
Su Raidue ha fatto parte del cast di “Battute?” mentre su Italia1 è tornato come monologhista a “Le iene” Ha condotto vari eventi tra i quali tre edizioni del “Milano Pride”.
Il suo primo spettacolo di stand-up comedy è stato “FUORI” finito di scriverlo ha pensato: “Basta, non ne scriverò mai un altro”. Il suo secondo è stato “Male Male” e ha pensato: “con questo ho chiuso”. Il suo terzo è “Ananassy Baby” quello con cui ha deciso proprio di
mettere un punto.
Adesso è in scena con “Perestrojka e Pancake” che è proprio l’ultimo che farà per sempre, proprio deciso deciso, irremovibile. (Irremovibile è un bellissimo titolo per un nuovo spettacolo).

Orario spettacolo
  • lunedì 4 maggio ore 21:00
credit fotografico Sara Sabatino 

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Dal 22/4 al 3/526 “Le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 22 aprile al 3 maggio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Paola Minaccioni in

Le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow

di Julia May Jonas

traduzione di Marta Salaroli

con
MONICA NAPPO
VALENTINA SPALETTA TAVELLA
scena MARCO ROSSI e FRANCESCA SGARIBOLDI
costumi ALESSANDRO LAI
luci LUIGI BIONDI
musiche originali ROSSANO BALDINI
aiuto regia ELVIRA BERARDUCCI
regia CRISTINA SPINA

una produzione degli Ipocriti di Melina Balsamo

Durata: 1 ora e 35 minuti, atto unico

Le Stravaganti Dis-avventure di Kim Sparrow è una Dark Comedy che segue tre eccentriche intrappolate in una spirale di disperazione e tradimento.
Kim, hipster quarantenne e manager di un negozio vintage, fa da mentore a Tussie, aspirante fashion designer non-binario sulla ventina. Il loro piano per rubare abiti di alta moda a una ricca cliente si complica quando Blatta, la più vecchia amica di Kim e ladra di professione, si inserisce con prepotenza nello schema. Ne segue una commedia degli errori che porta a violenza inaspettata e a un duro confronto con l’identità.

Note di regia
Questa pièce offre uno spaccato di New York attraverso lo sguardo di tre protagoniste femminili insolite, stravaganti, ridicole, violente, a volte volgari, che incarnano una società contemporanea in declino. Può risultare scomodo, irriverente e provocatorio vederle rappresentate in questo modo, ma penso che intercettino una verità e una rabbia che ci appartiene.
Julia May Jonas è un’autrice e drammaturga americana contemporanea le cui opere sono state rappresentate in teatri prestigiosi di New York come il Lincoln Center, The Bushwick Starr, Prelude, Incubator Arts Center, The Brick e PS122. Fondatrice del collettivo Nellie Tinder, ha ricevuto il sostegno della Mental Insight Foundation e della Rockefeller Foundation. Il suo romanzo d’esordio, Vladimir, è stato inserito tra i “Migliori libri del 2022” da Time Magazine, New York Magazine ed Entertainment Weekly, oltre a essere scelto come New York Times Editor’s Pick. Il romanzo è stato adattato in una serie televisiva con protagonista Rachel Weisz, che debutterà su Netflix il 5 marzo 2026.
La narrazione si sviluppa in due parti: nella prima assistiamo alla pianificazione della rapina, dove si definiscono le dinamiche di potere e le motivazioni delle protagoniste; nella seconda le alleanze si spostano e i personaggi affrontano conseguenze brutali. Questa struttura costruisce una tensione crescente e rivela le verità più profonde sulle tre donne mentre le loro facciate crollano.
L’opera esplora l’obsolescenza in una cultura ossessionata dalla giovinezza, le relazioni intergenerazionali e il modo in cui la disperazione spinge le persone oltre i confini morali. La domanda centrale è: cosa succede quando persone che si sentono scartate dalla società cercano di prendere ciò che credono di meritare? La storia cattura quella sensazione familiare a chiunque arrivi a New York: aspettare l’opportunità giusta, sperando che porti al successo. Ma Kim, Blatta e Tussie, stanche di aspettare che il destino bussi alla loro porta, decidono di prendere in mano la situazione. Rubare abiti vintage pregiati diventa il loro tentativo disperato di crearsi un’opportunità, un futuro, la possibilità di avviare finalmente l’attività commerciale tanto sognata.
Per essere considerato “vintage”, un capo deve avere almeno 25 anni: è il passaggio del tempo che lo rende prezioso e unico. Questa dinamica crea un paradosso affascinante: mentre i vestiti acquisiscono valore invecchiando, Kim vive nel terrore del tempo che passa, sentendosi perennemente fuori sincronia con il presente, in una sorta di eterno ritardo. Il vintage, fenomeno ormai diffuso globalmente ma con un forte epicentro nelle metropoli contemporanee, è diventato più di una tendenza: è una filosofia di vita, una risposta consapevole allo spreco dell’industria dell’abbigliamento. Indossare i vestiti di qualcun altro è un gesto performativo che genera speranza, desiderio di fuga, illusione di potere.
Questa dark comedy è anche una riflessione sul mondo capitalistico in cui viviamo: sulla differenza di classe, sui ricchi e sui poveri, un esame spietato sull’essere umano e su un sistema che ci vuole usare, comprare e mettere in costante confronto per stabilire chi è il migliore o il peggiore. La storia si concentra sulle relazioni tra queste tre donne, sui loro legami di dipendenza e sul bisogno disperato di una rivalsa contro la società che le ha escluse. Nelle metropoli la gentrificazione avanza inesorabile: le città si trasformano in luoghi esclusivi per ricchi, costringendo i poveri a spostarsi sempre più lontano verso le periferie, o a ritrovarsi a 45 anni ancora coinquiline in appartamenti condivisi.
È una pièce provocatoria che nasce dalla necessità di dare spazio a personaggi femminili non convenzionali. Siamo abituati a vedere uomini cattivi, falliti, volgari, violenti, inetti sulla scena, ma è tempo di ampliare lo sguardo e rappresentare le donne in tutte le loro sfaccettature.
Cristina Spina

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 22, giovedì 23, sabato 25, martedì 28 aprile, venerdì 1, sabato 2 maggio ore 21:00
  • venerdì 24, mercoledì 29, giovedì 30 aprile ore 19:30
  • sabato 25 aprile ore 16:30
  • domenica 26 aprile e domenica 3 maggio ore 17:00
credit foografico

Azzurra Primavera

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Dall’8 al 19/4/26 “Ditegli sempre di sì” al Teatro Ambra Jovinelli

Dall’8 al 19 aprile 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Ditegli sempre di sì

di

Eduardo De Filippo

con 

Mario Autore
Anna Jodice
Domenico Pinelli
e con
 
GIANLUCA CANGIANO, MARIO CANGIANO, LUIGI LEONE
ANTONIO MIRABELLA, LAURA PAGLIARA, VITTORIO PASSARO
LUCIENNE PERRECA, SIMONA PIPOLO, ELENA STARACE
scena LUIGI FERRIGNO / SARA PALMIERI
costumi VIVIANA CROSATO, ANTONIETTA RENDINA
musiche MARIO AUTORE
regia DOMENICO PINELLI
 
 
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io, col pronto e santo sostegno di Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel, due colleghi che – non a caso – definisco fratelli, ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.
Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.
In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo. Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia … ditegli sempre di si!
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
 
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.
La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
 
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
Eppure, continua:
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
 
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.
Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.
Domenico Pinelli
 
Orari spettacolo
  • mercoledì 8 giovedì 9, sabato 11, martedì 14 aprile, venerdì 17, sabato 18 aprile ore 21:00
  • venerdì 10, mercoledì 15, giovedì 16 aprile ore 19:30
  • sabato 11 aprile ore 16:30
  • domenica 12 e domenica 19 aprile ore 17:00
credit fotografico

Oreste Lanzetta

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Dal 4 al 15/3/26 “People, Places & Things” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 4 al 15 marzo 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Anna Ferzetti

People. Places & Things

 

di DUNCAN MACMILLAN
traduzione MONICA CAPUANI

con BETTI PEDRAZZI, THOMAS TRABACCHI, TOTÒ ONNIS

LUCA MASSARO, MARIA GIULIA TOSCANO, GIORGIO STEFANI, SOFIA CAPO, GABRIELE BADAGLIALACQUA, MARTA VIRGINIA MORGAVI

scena LUIGI FERRIGNO
costumi ROBERTO CHIOCCHI
luci BIANCA PERUZZI
maestro di voce SUSAN MAIN
aiuto regia LUCA BARGAGNA
movimenti scenici MARCO ANGELILLI

regia
PIERFRANCESCO FAVINO

Per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay

Produzione Gli Ipocriti di Melina Balsamo diretta da Pierfrancesco Favino

Emma è in scena, è Nina nel Gabbiano di Cechov.
Kostja le parla, lei risponde, non sa dove mettere le mani, è Nina, non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri.
Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà?
Nina sta per cadere giù dal palco … o forse è Emma che sta scivolando via.
Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto.
_______________________
Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra.
A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare.
In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura.
Pierfrancesco Favino

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 4 giovedì 5, sabato 7, martedì 10, venerdì 13, sabato 14 marzo ore 21:00
  • venerdì 6, mercoledì 11, giovedì 12 marzo ore 19:30
  • sabato 7 marzo ore 16:30 
  • domenica 8 e domenica 15 marzo ore 17:00
credit fotografico Natale De Fino

Dal 18/2 all’1/3/26 ” Art!” diretto e interpretato da Michele Riondino al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 18 febbraio all’1 marzo 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

ART!

di Yasmina Reza

diretto ed interpretato da

Michele Riondino

con Daniele Parisi, Michele Sinis
scene Vito Giuseppe Zito
costumi Silvia Segoloni
una produzione Argot Produzioni e Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo
e Fondazione Sipario Toscana onlus – La città del Teatro

“Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc, MICHELE RIONDINO da solo in scena, ad apertura di sipario. «È una tela di circa un metro e venti per un metro, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche».
Inizia così Art, la commedia francese contemporanea più recitata al mondo.
Tre amici di vecchia data si organizzano per passare una serata insieme, e il citato quadro bianco a righe bianche si trasforma, battuta dopo battuta, nel catalizzatore che porta alla luce nevrosi, rancori, rivalità rimasti finora sopiti.
In questa commedia crudele e divertente sull’ amicizia gli scambi di battute, sempre più velenose e taglienti, arrivano a smascherare la fragile impalcatura della relazione tra Marc, Serge e Yvan, costruita su egoismo, vanità e ipocrisia. Yasmina Reza in questa commedia nera tocca picchi di crudele comicità, si diverte e ci fa divertire, perchè ridiamo molto, anche se il sorriso è sempre più tirato, man mano che emerge la malinconia.”

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 18 giovedì 19, sabato 21, martedì 24, venerdì 27, sabato 28 febbraio ore 21:00
  • venerdì 20, mercoledì 25, giovedì 26 febbraio ore 19:30
  • sabato 21 febbraio ore 16:30
  • domenica 22 febbraio e domenica 1 marzo ore 17:00

Dal 4 al 15/2/26 “A casa tutti bene” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 4 al 15 febbraio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

A casa tutti bene

Scritto da GABRIELE MUCCINO
con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison

 

Tratto dal film “A casa Tutti bene”
Scritto da Gabriele Muccino e Paolo Costella
Prodotto da Lotus Production- una società del gruppo Leone Film Group
con Rai Cinema
regia di Gabriele Muccino

con
Giuseppe Zeno Anna Galiena
Alice Arcuri, Ilaria Carabelli, Maria Chiara Centorami,
Lorenzo Cervasio, Simone Colombari, Vera Dragone,
Sandra Franzo, Alessio Moneta, Celeste Savino
Musiche Nicola Piovani
Coproduzione Best Live e Teatro Stabile d’Abruzzo

Scritto da Gabriele Muccino
con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison
Musiche a cura di Pasquale Filastò – Edizioni Lodus Production
Scene Roberto Crea, Costumi Angelica Russo, Luci Marco Macrini
Video grafica Mirko Ruggiero – Jacopo Reale Aiuto regia Martina Glenda
Casting Marita D’Elia, Direttore di Produzione Francesca Chiappetta
Produzione esecutiva Elisabetta Nepitelli Alegiani

Una famiglia si riunisce nella casa storica per festeggiare l’ottantesimo compleanno della madre, Alba. Questo incontro farà deflagrare antichi conflitti e nuove tensioni.
Conosceremo gli 11 personaggi e le loro articolate relazioni attraverso le dinamiche che si svilupperanno in scena, e ci rispecchieremo nelle loro speranze, nei loro innamoramenti, nei loro tradimenti, nel loro affannarsi e credere in un futuro migliore.

Portare “A Casa Tutti Bene” a teatro è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo, concentrata nella casa di famiglia, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari.
Il teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi, rendendo il pubblico partecipe delle loro fragilità e tensioni. È un racconto universale in cui ognuno può riconoscersi, trovando nei complessi legami familiari un riflesso delle proprie esperienze.
Con questo adattamento voglio offrire un’esperienza intima e profonda, che catturi l’essenza della famiglia, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti.

Gabriele Muccino

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 4 giovedì 5, sabato 7, martedì 10, venerdì 13, sabato 14 febbraio ore 21:00
  • venerdì 6, mercoledì 11, giovedì 12 febbraio ore 19:30
  • sabato 7 febbraio ore 16:30
  • domenica 8 e domenica 15 febbraio ore 17:00
credit fotografico Riccardo Ghilardi

2/2/26 Esquilino, tempestivo intervento della Polizia Locale per fermare un 30enne in escandescenza: prima inveisce contro un commerciante e poi ferisce un agente. Arrestato

2 febbraio 2026

Comunicato della Polizia Roma Capitale

Erano in servizio di presidio e controllo del territorio nell’area compresa tra via Guglielmo Pepe e Via Filippo Turati, Rione Esquilino, gli agenti del I Gruppo Centro della Polizia Locale di Roma Capitale,   intervenuti per fermare un cittadino camerunense di 30 anni, che stava inveendo nei confronti di un esercente della zona. Violenta la reazione del 30enne contro gli operanti, i quali sono stati subito supportati da un’ulteriore pattuglia, sopraggiunta tempestivamente.  Nonostante il comportamento sempre più aggressivo del soggetto, che ha danneggiato il veicolo di servizio e sferrato calci e pugni contro gli agenti, ferendone uno, è stato bloccato e arrestato. In queste ore il processo con rito direttissimo,  nel corso del quale l’uomo , con diversi precedenti a suo carico, dovrà rispondere dei reati di porto abusivo di arma, in quanto trovato in possesso di un coltello, nonché di danneggiamento, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.
 
Roma, 2 febbraio 2026
 
 

21/1/26 La situazione di Piazza Pepe approda a Buongiorno Regione Lazio

Il 21 gennaio 2026 è andato in onda a Buongiorno Regione Lazio un servizio in diretta da Piazza Pepe per parlare delle problematiche che da tempo sono presenti in questo luogo. Ne parlano esponenenti del Polo Civico Esquilino, del I Municipio, dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia e di altri comitati di zona.

Dal 21/1 al l’1/2/26 “Migliore” al Teatro Jovinelli

Dal 21 gennaio all’1 febbraio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Valerio Mastrandrea

Migliore

Scritto e diretto da

Mattia Torre

Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente (di cui è causa, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo,
il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare.

Mattia Torre
Biografia
Mattia Torre è nato a Roma il 10 giugno 1972.
Frequenta il Lycee Chateaubriand dove conosce Giacomo Ciarrapico, Pietro Sermonti e Andrea Sartoretti.
Si diploma in Francia nel 1991 e si iscrive alla facoltà di sociologia di Roma. Nel 1994, insieme a Giacomo Ciarrapico scrivono il loro primo spettacolo, “Io non c’entro” che debutta al teatro Tordinona. Nasce la Compagnia del Cianti e negli anni successivi scrivono e mettono in scena “Tutto a posto” (1996), “Piccole anime” (1998) e “L’Ufficio” (2001). Nel 1998 partecipa come attore nel film di Giacomo Ciarrapico “Piccole anime”, una sorta di making of dello spettacolo, presentato poi al Torino film festival di quell’anno.
Nel 1999, poco dopo il servizio civile all’Arci, parte per l’Albania come volontario in un campo profughi kosovaro. Scrive quindi “Faleminderit” (“Grazie” in albanese), una sorta di diario e di appunti sull’esperienza vissuta.
Nel 1999 insieme a Giacomo Ciarrapico partecipa alla scrittura della serie “Baldini e Simoni” andata in onda su Raidue.
Nel 2000, con Luca Vendruscolo e Massimo De Lorenzo, partecipa alla riscrittura del film “Piovono mucche”, la cui precedente versione vinse il Premio Solinas nel 1996. Il film sarà poi girato nel 2001 con la regia di Luca Vendruscolo e Mattia interpreterà uno dei protagonisti.
Nel 2003 scrive “In mezzo al mare” e vince la rassegna “Attori in cerca d’autore” ideata da Ennio Coltorti. Il monologo è interpretato da Valerio Aprea. Nel 2004, per la stessa rassegna scrive “Sopra di Noi” con Cristina Pellegrino e Carlo De Ruggieri.
Lo stesso anno scrive “Infernetto” con Giorgio Tirabassi e Daniele Costantini, spettacolo che andrà poi in
scena al teatro Brancaccio.

Tra il 2003 e il 2004 scrive la serie tv “Cuori rubati” (insieme a Luca Vendruscolo) e “Love bugs”.
Nel 2004, all’interno della rassegna teatrale “LET – Liberi esperimenti teatrali” Mattia propone “In mezzo al mare” in versione lunga, sempre con Valerio Aprea, e i due monologhi brevi “Il topo” e “Il figurante” con Carlo De Ruggieri e Massimo De Lorenzo.
Tra il 2004 e il 2005 scrive il monologo “Migliore” per Valerio Mastandrea che debutterà al teatro Piccolo Jovinelli.
A partire dal 2004 entra a far parte della squadra di autori del programma di Serena Dandini “Parla con me” per Raitre.
Nel 2006 scrive con Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico la serie “Buttafuori” con Marco Giallini e Valerio Mastandrea per Raitre.
Dal 2007 al 2009 le prime tre stagioni di Boris prodotte da Lorenzo Mieli. Per la seconda stagione Mattia firmerà anche la regia.
Nel 2010, con Giacomo e Luca, scrivono e dirigono “Boris – il fim” che uscirà nelle sale l’1 Aprile di quell’anno, prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani.
Nel 2011 scrive “456” che andrà in scena al teatro Piccolo Eliseo, interpreti Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri, Massimo De Lorenzo e Franco Ravera. Lo spettacolo è prodotto da Pietro Sermonti e Ninni Bruschetta. Negli anni successivi sarà prodotto da Velia Papa per Marche Teatro.
Traendo spunto da questo spettacolo Mattia scrive e dirige un sequel televisivo che va in onda all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini su LA7.
Nel 2012 pubblica con Dalai editore la raccolta di tutti i monologhi teatrali nel libro “In mezzo al mare” e il libro “456” che contiene il testo teatrale e le sceneggiature del sequel televisivo.
Nel 2013 scrive e dirige “Qui e ora”. Il debutto ha come interpreti Valerio Aprea e Valerio Mastandrea, poi nel 2017, al posto di quest’ultimo ci sarà Paolo Calabresi.
Nel 2014, con Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo scrivono e dirigono “Ogni maledetto Natale”, prodotto da Lorenzo Mieli.
Nel 2015 scrive con Corrado Guzzanti la serie Sky “Dov’è Mario?” che andrà in onda nel 2016. In quello stesso anno, scrive e dirige “La linea verticale”, il racconto della sua esperienza in ospedale in seguito ad un importante intervento chirurgico. La serie andrà in onda su Raitre nel 2018 prodotta Lorenzo Mieli.
Dalla serie verrà tratto il romanzo “La linea verticale”, edito da Baldini&Castoldi nello stesso anno. Nel 2017 scrive e dirige il monologo “Perfetta” con Geppi Cucciari.
Nel Gennaio 2017 al teatro Ambra Jovinelli va in scena una rassegna dedicata al teatro di Mattia con la messa in scena di Qui e ora, 456 e Migliore.
Nel 2018 scrive la sceneggiatura di “Figli”. Nel 2019 inizia la preparazione del film ma la regia sarà poi firmata da Giuseppe Bonito ed uscirà nel 2020.
Nel 2019 pubblica per Mondadori una riedizione della raccolta “In mezzo al mare” integrata dal monologo “Perfetta”.
Mattia muore a Roma il 19 Luglio 2019.
Nel 2021 viene pubblicato da Mondadori “A questo poi ci pensiamo”, una raccolta di racconti e monologhi inediti.
Ottobre 2022 esce Boris 4 su Disneyplus, scritta senza Mattia ma dedicata a lui.
Nel 2022, Lorenzo Mieli produce per Raitre “Sei pezzi facili – tutto il teatro di Mattia Torre” per la regia televisiva di Paolo Sorrentino. Gli spettacoli vengono girati nel Teatro Ambra Jovinelli e vanno in onda tra novembre e dicembre 2022 sul Raitre e Raiplay.

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 21, giovedì 22, sabato 24, martedì 27, venerdì 30, sabato 30 gennaio ore 21:00
  • venerdì 23, mercoledì 28, giovedì 29 gennaio ore 19:30
  • domenica 25 gennaio e domenica 1 febbraio ore 17:00
credit fotografico Filippo Manzini