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Video sulla chiesa di Santa Bibiana: la storia #3

Alcune notizie su un aspetto assai poco conosciuto della storia della chiesa di Santa Bibiana. Come dice autore di questo video “Storie Leggende e bugie per sorridere e riflettere un po”

Video sulla chiesa di Santa Bibiana: la storia #2

La seconda parte della storia della chiesa di Santa Bibiana. Si parla della vita della Santa e della sua famiglia in relazione al periodo storico in cui visse. Cenni anche  sui diversi papi che in epoche diverse decisero di restaurare o ricostruire la chiesa fino all’ultimo intervento eseguito da Gian Lorenzo Bernini in occasione del Giubileo del 1625.

Video sulla chiesa di Santa Bibiana: la storia, l’architettura e le opere d’arte #1

Un video molto interessante di Gennaro Berger che ha come tema la chiesa di Santa Bibiana a via Giolitti. Una chiesa piccola nelle dimensioni ma grande per la storia millenaria che ha alle spalle, per la sua architettura opera di G.L.Bernini e per le eccezionali opere d’arte che ha al suo interno. E’ uno dei tanti tesori del Rione Esquilino che purtroppo sono sconosciuti ai più perchè nascosti, non adeguatamente valorizzati se non addirittura chiusi al pubblico

La strada che univa Santa Bibiana a Sant’Eusebio di cui si parla nel filmato in un’incisione di G. B. Falda del 1676

Ripulito il muro esterno della chiesa di Santa Bibiana

La scorsa settimana avevamo postato delle foto (vedi) che testimoniavano come i soliti imbecilli a poche settimane dall’ultima ripulitura avessero di nuovo imbrattato il muro esterno della chjesa di Santa Bibiana.

Ora non sappiamo chi abbia ripulito ancora una volta il suddetto muro esterno  ma lo ringraziamo pubblicamente anche perchè lo ha fatto in un momento tutt’altro che facile.

Contestualmente non possiamo che tornare ad esortare chi di dovere  ad attuare qualsiasi metodo possibile per prevenire e se serve punire tutti i dementi che insozzano la città con inguardabili graffiti: è intollerabile che, specie in momenti di emergenza come questi che stiamo vivendo, delle risorse umane che potrebbero essere  impiegate in servizi ben più importanti ed utili alla cittadinanza, debbano perdere del tempo prezioso a ripulire e/o riparare i danni causati da questi emeriti imbecilli che non sanno che cosa sia la civile convivenza. E se oggi, se non fermati, sporcano i  muri rimanendo impuniti domani potrebbero rendersi artefici di azioni ben più gravi.

Per finire, nonostante il coronavirus e tutti i problemi connessi, la primavera sta arrivando e ce lo annuncia con tutta la sua forza quel bellissimo albero in fiore nell’aiuola davanti alla chiesa. Che sia un messaggio di speranza.

Marzo 2020: di nuovo completamente imbrattato il muro esterno della chiesa di Santa Bibiana

Non sono passati neanche tre mesi da quando è stato ripulito tutto il muro della chiesa di Santa Bibiana a via Giolitti che i vandali imbrattatori sono tornati (impunemente) all’opera insozzando di inguardabili graffiti tutta  la parete esterna del monumento.  Quello che è un gioiello dell’architettura e dell’arte barocca (per i pochi che non lo sapessero opera di G.L. Bernini) non solo non  è adeguatamente valorizzato e salvaguardato ma è alla mercè di questi dementi che si divertono a insozzare tutti i muri che capitano a tiro compresi quelli di monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Possibile che non si possa far nulla? Dobbiamo rassegnarci a vedere tutti i muri e le serrande segnati da questi orrendi segnacci e ingaggiare una guerra infinita tra chi pulisce e chi deturpa sottraendo risorse che potrebbero essere utilizzate per lavori ben più utili. E’ tanto difficile o costoso installare delle telecamere di sorveglianza per smascherare  questi dementi che stanno insozzando tutta Roma? E  non si venga a dire che queste sono espressioni d’arte: sono solo vandalismi compiuti da balordi che sicuri dell’impunità rovinano e deturpano le superfici di beni pubblici e privati solo per il gusto di fare qualcosa di trasgressvo magari per postarlo sui social network.

Delle piccole, buone notizie per Santa Bibiana

Anche quest’anno la chiesa di Santa Bibiana ha beneficiato di un’operaziane di “maquillage” in occasione della festa della Santa (2 dicembre) e del Natale.

Ennesima ripulitura di tutto il muro esterno vandalizzato dai soliti deficienti che non trovano di meglio da fare

Riparata la porzione di tetto che causava infiltrazioni di acqua piovana all’interno della chiesa

Purtroppo, come testimoniano anche le altre immagini rimane il “palo della morte” davanti all’ingresso della chiesa, ma questa è un’altra storia…

 

Tg2, Sì Viaggiare: il servizio andato in onda il 15/11/19 sul cd. Tempio di Minerva Medica e Santa Bibiana

Ecco il bellissimo servizio andato in onda il 15 novembre scorso   inserito nel programma “Sì Viaggiare” curato dalla redazione del TG2.

Si parla del cd. Tempio di Minerva Medica e della chiesa di Santa Bibiana, due monumenti, a via Giolitti, che dovrebbero essere più conosciuti e valorizzati e divenire insieme all’area archeologica di Porta Maggiore un punto di riferimento culturale per l’intera città di Roma.

Di nuovo vandali in azione a Santa Bibiana

Santa Bibiana

E’ passato poco più di un mese da quando, in occasione del ritorno della statua di Santa Bibiana nella chiesa omonima a via Giolitti, si procedette ad una parziale ripulitura dei muri esterni del monumento opera di Gian Lorenzo Bernini e splendido esempio del barocco romano.

 

Purtroppo i vandali che imperversano in tutta Roma si sono fatti di nuovo vivi ed hanno imbrattato il muro come si può vedere nelle foto.

Possibile che non si riesca a venire a capo di questo problema e non si salvino neppure i monumenti oltre che tutti i palazzi del Rione Esquilino?

Possibile, almeno per quanto riguarda Santa Bibiana, che non si riesca a programmare l’installazione di un sistema di video sorveglianza che, se non altro, agirebbe anche da deterrente?

Non pensiamo che verrebbe a costare somme impossibili o tali da creare problemi anche alle disastrate casse del Comune.

Santa Bibiana, la statua, il restauro e le sorprese

Guardando la statua di Santa Bibiana prima che venisse retaurata si può notare quello che spinse, dopo un attento esame del gruppo di restauratori guidato dalla prof.ssa M. Grazia Chilosi, a spostarla per analizzarla accuratamente ed operare un restauro che le ridonasse la posizione originale che risultava evidentemente alterata da quella che G.L.Bernini aveva pensato nel 1625. Mai e poi mai un genio perfezionista come lui avrebbe accettato che la colonna del martirio non fosse perpendicolare alla base e che la statua fosse visibilmente spostata sulla sinistra e non al centro del basamento come evidenziato nella figura 1

Figura 1

E la sorpresa fu enorme quando si potè constatare che la statua aveva subito diversi interventi ricostruttivi nei secoli precedenti frutto di problemi  causati da spostamenti e riposizionamenti mal riusciti

Segni inconfondibili di leve e puntelli (Figura 2) oltre che vere e proprie ricostruzioni (Figura 3) effettuate in epoche diverse e con materiali diversi per ripristinare pezzi di marmo andati distrutti (Figura 4): tutto ciò aveva determinato una rotazione e una evidente inclinazione anomala della statua (Figura 5).

Figura 6

Importante il reperimento e lo studio di stampe d’epoca (Figura 6) che “fissavano” la posizione originaria della statua prima che fosse spostata una prima volta presumibilmente nel ‘700 per farne un calco e che subisse i primi danni.

Figura 7

Ma le sorprese nel restauro e cantiere aperto nella Galleria Borghese (Figura 7)  non erano finite: studiando e analizzando accuratamente la statua si è scoperto che il Bernini l’aveva realizzata pensando ad una posizione ben precisa all’interno della nicchia sull’altare maggiore della chiesa di Santa Bibiana. Il retro della statua appare appena sgrossato da una parte e rifinito dall’altra segno di una rotazione e una posizione ben precisa su di un lato affinchè  fosse possibile ammirarla  con un effetto scenografico curato fin nei minimi particolari (Figura 8).

Figura 8

E addirittura la levigatura del marmo appare diversa e più accurata su alcune zone della statua (in giallo nella figura 9) rispetto ad altre perchè evidentemente l’artista voleva che la luce si riflettesse in maniera non omogenea e alcune parti risaltassero di più di altre.

Figrura 9

Già, ma quale luce visto che all’epoca non esisteva l’energia elettrica e quindi non esistevano fari e/o riflettori?

Figura 10

Ebbene il Bernini escogitò un abile stratagemma perchè la luce dell’alba illuminasse il viso della santa: ideò un finestrone (nella figura  10 in alto a sinistra) che attraverso un complesso e geniale sistema di squinci riuscisse a far passare la luce e ottenesse l’effetto scenografico di Santa Bibiana in estasi mentre guarda Dio Onnipotente (al centro della volta nella figura 10).

Ora la statua , grazie al minuzioso e accurato restauro a cui è stata sottoposta, è di nuovo ricollocata nella sua posizione originale ed è possibile ammirarla nella chiesa omonima a via Giolitti in tutto il suo splendore.

Di seguito due altri articoli che si sono occupati nelle scorse settimane di questo problema

Mostra di Bernini alla Galleria Borghese: numeri e un’importante statua restaurata e restituita – Artribune Mariacristina Ferraioli

Non solo il dito, restaurata una ciocca di capelli alla statua di Santa Bibiana del Bernini – Fanpage.it

 

 

Il dito e la Santa (Bibiana) ora anche sul New York Times

Il problema del dito della statua di Santa Bibiana ha varcato anche i confini europei approdando sulle pagine del prestigioso quotidiano americano “The New York Times”. Questo il titolo dell’articolo con il relativo link

The Risk of Moving Artworks: A Broken Finger and Public Outcry

Ma la polemica infuria anche dalle nostre parti: ricordiamo il post di Tomaso Montanari che abbiamo ospitato nei giorni scorsi (vedi), questo post di twitter relativo ad un articolo di Maria Sole Garacci

Il post del nostro amico Alessio Brugnoli sul suo blog (vedi)

Vorremmo solo far presente che, forse, il problema principale è stato solo sfiorato e non è la statua ma è la chiesa di Santa Bibiana disastrata da circa 160 anni a causa di interventi urbanistici e architettonici che ne hanno profondamente modificato in senso negativo la collocazione paesagistica in cui il Bernini aveva creato questo autentico gioiello del barocco romano.

Ma andiamo con ordine elencando i momenti salienti di questa storia:

  • 1862 – Si inizia la costruzione della prima Stazione Termini contestualmente alle linee ferroviarie che vi arrivavamo. Viene costruito un terrapieno alle spalle della chiesa per livellare la quota dei binari tra la stazione e Porta Maggiore.

  • 1873 – Viene ideato il primo Piano Regolatore (ufficioso) di  Roma Capitale d’Italia (vedi). Il nuovo quartiere Esquilino (la qualifica di Rione arriverà molti anni più tardi) appare già delineato e si decide di eliminare il viale storico alberato che collegava la chiesa di Santa Bibiana a quella di Sant’Eusebio qui sotto in una  stampa del Falda della fine del ‘600 ma rilevabile anche in una pianta di Roma del 1843 (vedi)

  • 1910 – Viene rilasciata ad un privato la concessione  per la costruzione ad uso promiscuo (trasporto persone e merci) della linea ferroviaria a scartamento ridotto Roma – Fiuggi che passa accanto alla chiesa deturpandone la vista prospettica e causando  notevoli problemi statici. Nel corso dei restauri dell’esterno della chiesa eseguiti tra il 2014 e il 2015 vengono rilevate delle gravi lesioni al porticato dovute alle vibrazioni causate dall’incessante passaggio dei treni .

  • 1939 – Iniziano i lavori per la nuova Stazione Termini e alcuni edifici che vengono costruiti in seguito oscurano in parte l’esposizione solare voluta dal Bernini  rendendo la chiesa  ancora più nascosta.

Ci auguriamo che tutto questo clamore che è nato intorno al dito della statua di Santa Bibiana si tramuti in una maggiore attenzione nei confronti della chiesa omonima e della via in cui è situata. Decenni di abbandono hanno fatto sì che la direttrice della Galleria Borghese, Anna Coliva, pronunciasse in un’intervista al Corriere della Sera queste parole:

«Peccato che alla fine della mostra la Santa Bibiana debba tornare in una posizione per lei così punitiva: sarebbe fantastico poter trovare il modo di valorizzarla»

Ebbene siamo perfettamente d’accordo nel voler valorizzare un simile capolavoro, ma nella sua sede originale perchè se è divenuta punitiva è dovuto solo agli scellerati interventi che ha dovuto subire negli ultimi 160 anni.