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“MINERVA MEDICA Ricerche, scavi e restauri” (Electa): presentata la prima monografia su uno dei monumenti più singolari della Roma del IV secolo

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La copertina del libro “MINERVA MEDICA Ricerche, scavi e restauri” curata per Electa da Mariarosaria Barbera e Marina Magnani Cianetti

È la prima monografia completa su uno dei più singolari e arditi monumenti del IV secolo a Roma destinato a esercitare una forte influenza nell’architettura moderna e ad essere protagonista di una straordinaria fortuna visiva nel vedutismo: il tempio di Minerva Medica a Roma. La pubblicazione “MINERVA MEDICA Ricerche, scavi e restauri” curata per Electa da Mariarosaria Barbera e Marina Magnani Cianetti è stato presentato giovedì 7 novembre 2019 al Planetario delle Terme di Diocleziano da Daniela Esposito dell’università La Sapienza di Roma, e Rita Volpe della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la partecipazione di Antonio Lampis, direttore generale Musei. Per le sue imponenti dimensioni e per la sue avveniristiche soluzioni costruttive, essendo rimasto sempre visibile nel suo stato di maestosa, isolata rovina, il cosiddetto Tempio di Minerva Medica…

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Spam

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Oggettivamente, il rapporto tra Casa dell’Architettura ed Esquilino è stato per anni, più che conflittuale, da separati in casa. Ognuno ignorava bellamente l’altro: le attività della Casa dell’Architettura erano troppo spesso autoreferenti e separata dalla realtà locale. Dall’altra, il Rione guardava l’Acquario Romano come un mondo alieno e incomprensibile, che non osava mettere il naso fuori dal giardini di Piazza Manfredo Fanti.

Da qualche tempo, però, le cose stanno cambiando: il muro di incomunicabilità tra i due mondi, degno di in film di Antonioni, si sta lentamente sgretolando, grazie a una serie di iniziative, che li stanno lentamente avvicinando.

L’ultimo di questi eventi è SPAM, il festival dell’architettura della Capitale, in cui dialogano diverse culture e si riflette sulle dinamiche di trasformazione e riqualificazione urbana. Festival con tanti momenti di riflessione.

Il primo sono le lezioni di architettura, aperte ai bambini e ai ragazzi, per avvicinarli a una disciplina…

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10-18 ottobre 2019 “Dream City – Il Festival dell’Architettura” alla Casa dell’Architettura

A Roma nasce SPAM – DREAMCITY, il festival dell’architettura dell’OAR
Anche la Capitale avrà il suo Festival dell’Architettura e sarà il prossimo autunno. Lo organizza l’Ordine degli Architetti di Roma. E’ stata presentata lo scorso 4 luglio “SPAM – DREAMCITY”, la Settimana del Progetto di Architettura nel Mondo, la cui prima edizione si terrà, alla Casa dell’Architettura, dal 10 al 18 ottobre 2019 e vedrà la partecipazione di grandi nomi del panorama nazionale e internazionale dell’architettura: personalità del calibro di Mario Bellini, Daniel Libeskind, Massimiliano Fuksas, Manuel Aires Mateus e Rudy Ricciotti. Hanno confermato la loro presenza alcuni studi come MVRDV, Mad Architects e UNStudio. Tra gli italiani, il curatore del padiglione Italia alla Biennale Architettura 2020 Alessandro Melis. Numerosi i progettisti romani che hanno aderito come Labics, Nemesi, King Roselli Architetti e Alvisi Kirimoto. Insieme a loro, rappresentanti del mondo della politica, del cinema e dell’arte.
“SPAM nasce con l’intento di riaccendere un faro su Roma, come riferimento per lo sviluppo del pensiero architettonico e delle riflessioni sulla città e sul futuro possibile, attraverso un confronto tra alcuni dei più importanti protagonisti della scena culturale internazionale” ha affermato Roberto Grio, direttore scientifico dell’iniziativa e Consigliere dell’OAR, aggiungendo: “A cosa è legato il futuro di una città vivibile? Salute, mobilità sostenibile, alimentazione e ciclo di produzione virtuoso. DreamCity, la città dei sogni, è quella che ancora non esiste ma che l’architetto prova a immaginare sulla base delle istanze di una società in continua trasformazione”.
Sarà lanciata nei prossimi giorni la call per coinvolgere, nei nove giorni di SPAM, studenti e giovani architetti in attività laboratoriali con un workshop – su temi di progettazione basati su esigenze reali, concordati con il I° Municipio del comune di Roma – che vede come tutor Gianluca Peluffo, Manuel Aires Mateus e Orazio Carpenzano.
Per scoprire il programma e seguire gli aggiornamenti vedi il sito http://www.spamroma.com

Le mostre

Il programma completo

 

Filmati e Immagini delle due giornate di apertura straordinaria del cd. Tempio di Minerva medica

Il 21 e 22 settembre 2019 il cd. Tempio di Minerva Medica in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è stato aperto al pubblico per consentire  visite guidate con l’ausilio di personale altamente qualificato. Il successo è stato superiore ad ogni più rosea aspettativa e purtroppo non poche persone sono state costrette a rimanere fuori e rimandare la visita nonostante sia stato aumentato il numero dei visitatori da 25 a 35 per ogni turno. A tal proposito ricordiamo che il monumento sarà nuovamente aperto e visitabile il 18 ottobre dalle ore 9,00 alle ore 17,00. Di seguito due filmati (uno di RAI TG2, l’altro di Marco Polimeni) con interviste alla dott.ssa Simona Morretta  della Sopraintendenza Archeologica Speciale di Roma e per finire alcune foto del fantastico monumento scattate dall’interno e delle tante persone in attesa di visitarlo.

Roma, riapre per 2 giorni il maestoso Tempio di Minerva medica TG2 13:00 del 21/09/2019

RAI TG2 21/09/2019 Edizione delle ore 13,00

La Stazione Termini e i progetti mai realizzati

All’inizio del 2015 pubblicammo il post “Le grandi sorprese dei vecchi progetti (1883) all’#Esquilino e non solo” analizzando il Piano Regolatore di Roma del 1883 e sottolineando che già a quel tempo, tra le altre cose,  era stato previsto un sottopassaggio per prolungare viale Manzoni oltre i binari dei treni che transitavano da e verso la Stazione Termini fino ad un suo eventuale congiungimento con la via Tiburtina.

In realtà, in quel documento,  il tutto era racchiuso all’interno delle  mura aureliane e l’uscita non era neache abbozzata anche perchè, al pari dell’Esquilino, il quartiere di San Lorenzo era ancora in costruzione e quindi l’Ing. Viviani, il responsabile del progetto, si era limitato più che altro ad indicare questa soluzione che poi, in effetti, non ebbe alcun seguito negli anni successivi.

Immagine n.1

Ma nel 1938 l’arch. Angiolo Mazzoni nel presentare il suo progetto per il rinnovamente della Stazione Termini oltre che la parte architettonica ideò anche diverse soluzioni urbanistiche per rivoluzionare la mobilità di tutta la zona intorno alla nuova Stazione Termini.

Abbiamo finalmente trovato la riproduzione della tavola originale in cui si indicavano le diverse demolizioni da effettuare per realizzare strade più larghe e facilitare la mobilità evitando colli di bottiglia e tortuose deviazioni che, ahinoi, sono tuttora presenti e causano ogni giorno ingorghi e rallentamenti.

Ecco il documento tratto dal libro “Termini. Dalle Botteghe di Farfa al Dinosauro” di G.Angeleri e U.M. Bianchi (cliccare per ingrandirlo)

Immagine 2

Abbiamo cercato di evidenziare i punti salienti di questo progetto indicandoli in quattro zone ben definite:

  1. Demolizione degli edifici che si affacciano su via Giolitti da Piazza dei Cinquecento a via Mamiani. Demolizione iniziata (palazzo davanti alla galleria della stazione di cui è rimasto solo il pian terreno) ma mai portata a termine. Demolizione edifici che si affacciano su via Cappellini per ingrandire la strada e renderla di fatto un prolungamento del sottopassaggio Tubingo senza restrizioni.
  2. Demolizioni parziali di edifici militari tra via Marsala e viale Pretoriano per la creazione di vie per il collegamento da e per la Stazione Termini e piazzali.
  3. Demolizioni di edifici che si affacciano su via Marsala da Piazza dei Cinquecento a via del Castro Pretorio per allargare la strada in prossimità delle entrate della Stazione e degli ambienti facenti parte dell’intero complesso architettonico
  4. Creazione del sottopassaggio per prolungare viale Manzoni oltre le linee ferroviarie con le demolizioni in via dei Sabelli a S.Lorenzo per allargare la strada e renderla di fatto un prolungamento  di viale Manzoni con la sua stessa larghezza.

Immagine n.3

In questa rara fotografia (immagine n.3) scattata alla fine degli anni ’30 del secolo scorso mentre si stavano costruendo gli edifici di servizio della Stazione Termini accanto al cd. Tempio di Minerva Medica si può notare in basso a sinistra l’apertura che avrebbe dovuto diventare l’ingresso del gemello del sottopasso Tubingo e che avrebbe prolungato il flusso del traffico di viale Manzoni ben oltre le Mura Aureliane. Tale apertura è ancora ben visibile al giorno d’oggi: in Immagine 4 risulta evidente la differenza sostanziale della muratura e del rivestimento esterno rispetto all’insieme del fabbricato perchè nel corso degli anni, nel secondo dopoguerra, quello spazio venne chiuso e adibito a tutt’altro uso.

Immagine n. 4

La speranza è che finalmente i progetti creati per questa parte dell’Esquilino (e via Giolitti in particolare) siano portati a termine e finalmente tutta la zona venga valorizzata per quello che è: un vero e proprio museo a cielo aperto con tutti i suoi monumenti di inestimabile valore.

Due dipinti del cd. Tempio Minerva Medica diversi dagli altri e con una grande sorpresa

Come abbiamo ripetutamente affermato su questo blog il cd. Tempio di Minerva Medica è il monumento di epoca romana che, dopo il Colosseo, vanta il maggior numero di riproduzioni tra stampe, incisioni e dipinti. Non è facile districarsi in questa numerosissima produzione, ma, ogni tanto, quasi per caso, ci si imbatte in opere che mettono in evidenza degli aspetti di cui si è persa del tutto la memoria.

E’ il caso di questi due quadri, creati nei primi anni del XIX secolo, che ritraggono il cd. Tempio di Minerva Medica da un punto di di vista del tutto inusuale in rapporto agli altri dipinti e alle altre stampe: la veduta del monumento dalla parte oggi occupata dai binari dei treni che arrivano e partono dalla Stazione Termini e che a quel tempo, ovviamente, non potevano esistere.

 

Immagine n. 1 Francois Marius Granet (1775 – 1849)

Nel primo, opera di  Francois Marius Granet, si vede oltre che alcune costruzioni non più esistenti uno spaccato della vita di tutti i giorni di quell’epoca, con un viandante a dorso di mulo e una donna con i vestiti tipici della tradizione romana.

Nel secondo, opera di Daniel Dupré,  si vede chiaramente una fontana monumentale ìn prossimità del cd. Tempio di Minerva Medica di cui si sono perse completamente le tracce.

Immagine n.2 Daniel Dupré (1761 – 1817)

Purtroppo al giorno d’oggi il Tempio di Minerva Medica (che è chiuso al pubblico da oltre un secolo) versa in condizioni  fatiscenti nonostante l’accurato restaturo avvenuto tra il 2011 e il 2018 e in prossimo post pubblicheremo delle foto che attestano questo deprecabile stato.

 

“Piazza Vittorio e i suoi portici”

L’intervento tenuto dal Prof. Andrea Grimaldi, Ph.D.Professore Associato di Architettura degli Interni Sapienza, Università di Roma, in occasione del terzo incontro del forum Esquilino Chiama Roma del 24 Giugno 2019.

Un’analisi innovativa dello stato della piazza con proposte interessanti e sostenibili affinchè il restyling del giardino non rimanga fine a se stesso ma sia solo un primo passo per la completa riqualificazione di questo splendido luogo di Roma

18 giugno 2019 – Presentazione del progetto di recupero e valorizzazione dell’ex Zecca di Stato a via Principe Umberto

Dall’account Facebook @virginia.raggi.m5sroma

 

Riqualificare gli spazi della città significa restituire ai cittadini luoghi di aggregazione, di confronto culturale e sociale.

È un approccio che stiamo portando avanti come Amministrazione e oggi ne abbiamo visto un esempio molto importante grazie alla valorizzazione scelta dall’Istituto Poligrafico per il recupero della prima Zecca d’Italia nel quartiere Esquilino, che diventerà un Polo Culturale delle Arti e dei Mestieri.

L’intervento è pensato per creare una connessione con il territorio e con la vita dei cittadini, grazie al connubio tra tutela del patrimonio edilizio storico-industriale e sguardo rivolto al futuro.

È un progetto frutto di un concorso di progettazione, una procedura che la nostra Amministrazione predilige perché consente di scegliere la migliore proposta mediante bando pubblico e di aprire un confronto ad altissimo livello per la riqualificazione dei tanti immobili che vogliamo possano presto tornare a disposizione dei cittadini.

Lo stesso approccio è alla base del progetto “ReinvenTIAMO Roma”, attraverso cui si vuole creare una sinergia tra pubblico e privato per la rigenerazione di aree abbandonate presenti in tutta la città, sempre con gli stessi obiettivi: regole chiare e attenzione alle attuali esigenze dei cittadini che vivono in quei luoghi per creare così una rigenerazione che vada a dare un contribuito reale in termini di benessere.

È una visione d’insieme che lega il recupero degli immobili al contesto sociale, culturale e produttivo dei quartieri. È la rigenerazione urbana di cui Roma ha bisogno, inclusiva e aperta alla cittadinanza.


Da sito http://www.ipzs.it – Istituto Poligrafico dello Stato Zecca

La prima Zecca d’Italia diventa un polo cuturale polifunzionale nel cuore del Rione Esquilino

il Comunicato stampa ufficiale

 

 

Porta Maggiore, ma che male hai fatto? Parte seconda

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Nelle scorse settimane abbiamo notato con grande piacere che dopo anni di attesa erano iniziati i lavori per la definitiva ristrutturazione dei bagni pubblici a Piazza di Porta Maggiore.  Un atto doveroso nei confronti della cittadinanza e dei numerosi turisti che giornalmente passano per questa piazza dal momento che, praticamente, erano spariti da tutto il Rione Esquilino e in genere da quasi tutta Roma.

In realtà si pensava che fossero ripristinati e, ovviamente, migliorati quelli già esistenti che essendo sotterranei avevano un basso impatto con la realtà archeologica circostante.

Ed invece, all’improvviso ci siamo ritrovati  questa ingombrante struttura che non solo oscura la visuale della Porta ma è un pugno in un occhio in un’area archeologica che dovrebbe essere tutelata non solo dal degrado ma anche e soprattutto da un punto di vista paesaggistico.

Insomma, non basta il traffico incessante, il trenino che passa sotto i suoi archi, il degrado, la sporcizia, il buio, dato che Porta Maggiore non gode di una propria illuminazione, ora dobbiamo anche ringraziare i tecnici che con grande acume e sensibilità per il patrimonio archeologico hanno realizzato questa struttura.

Lasciamo a voi qualsiasi giudizio vorremmo solo ricordare il IX articolo della Costituzione della Repubblica Italiana:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34].

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

TERME DI TRAIANO E LE SETTE SALE

Sorgente: TERME DI TRAIANO E LE SETTE SALE | romanoimpero.com

Segnaliamo questo interessantissimo articolo apparso sul sito romanoimpero.com, sulle Terme di Traiano,  un complesso di edifici di enormi dimensioni che divenne un modello per le costruzioni analoghe successive (Terme di Caracalla, Terme di Diocleziano). Viene spiegata la storia, le particolarità costruttive, la struttura delle terme, il tutto corredato da ricostruzioni grafiche molto accurate e di sicuro effetto. Non mancano numerose fotografie della zona archeologica attuale che vale la pena di essere visitata.