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16 settembre 2021 Inaugurazione del restauro della facciata di Sant’Eusebio

Agosto 2021 – Concluso il restauro della facciata della chiesa di Sant’Eusebio

Finalmente liberata dai ponteggi la facciata della chiesa di Sant’Eusebio a Piazza Vittorio. Dopo il restauro all’interno dell’affresco “il trionfo di Sant’Eusebio” sulla volta della navata centrale opera di A.R. Mengs, la riparazione del tetto opera indispensabile per le infiltrazioni di acqua piovana finalmente è giunto al termine anche il lavoro di restauro e ripristino della facciata opera di Carlo Stefano Fontana nipote del più famoso Domenico. Ecco alcune foto

Chiesa di Sant’Eusebio

Grandi novità alla Stazione Termini anche in chiave “green”

Sono diversi anni che sono iniziati dei lavori di ristrutturazione e ammodernamento alla Stazione Termini. L’opera più importante che si sta realizzando è senza dubbio la piastra sopra i binari che ospiterà un mega parcheggio, ma non solo, sarà creata anche la più grande centrale fotovoltaica di Roma e tutto questo ci consegnerà entro il 2025 (anno del giubileo) una Stazione Termini al passo con i tempi anche in chiave “green”. Tante le novità spiegate in questo post di Facebook di RailPost F.S.

La chiesa di Santa Bibiana: gli effetti speciali ancor oggi visibili e la storia della sua ricostruzione nel XVII secolo

Questa piccola chiesa non finisce mai di stupire! Verso la fine di giugno, per la prima volta, ho potuto ammirare l’eccezionale effetto luminoso del sole che, verso le 19:30, grazie a un finestrone opportunamente posizionato,  pian piano sale fino ad illuminare il volto della statua di Santa Bibiana posta sull’altare maggiore ed opera di quel genio di Gian Lorenzo Bernini. Purtroppo la fotografia  solo in parte rende il fantastico spettacolo che si può godere dal vivo ma è una testimonianza di come il genio e la maestria resistano al passare dei secoli e alle offese che nel tempo maldestri interventi architettonici e paesaggistici hanno inferto a questa chiesa stupenda.

Ma lo stupore non finisce qui perchè quasi contemporaneamente ho avuto modo di leggere un articolo di Dimitri Ticconi che descrive con dovizia di particolari, tratti da fonti storiche, le fasi e gli attori della ricostruzione  della chiesa così come è arrivata ai giorni nostri, avvenuta  nella prima parte del XVII secolo sotto il papato di Urbano VIII.

Ebbene, anche se questa trattazione ridimensiona il ruolo avuto da Gian Lorenzo Bernini nell’elaborazione e nella progettazione dell’architettura della chiesa e in seguito nella gestione del cantiere, è incredibie  come già a quel tempo fosse chiaro che per la buona riuscita di un progetto fosse necessario un lavoro di squadra (team) con compiti ben prestabiliti nell’attribuzione delle varie attività e il controllo dei tempi di realizzazione. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole ma tutto ciò deve insegnare come non sia possibile al giorno d’oggi non programmare minuziosamente le varie fasi di un progetto per evitare di avere sorprese tali da far lievitare tempi e costi.

Per scaricare il .pdf  dell’articolo cliccare sull’immagine seguente

Terminato il restauro della facciata dell’ex Zecca di Stato a via Principe Umberto

Nei giorni scorsi sono stati rimossi i ponteggi necessari per il restauro della facciata del palazzo dell’Ex Zecca di Stato a via Principe Umberto. Tale lavoro è inserito nel progetto per la creazione del prossimo centro culturale che nascerà nel grande edificio che per quasi un secolo ha coniato le monete che hanno circolato nel nostro Paese.

E’ stato ripristinato il colore simile all’originale come si evince da questa stampa degli anni ’20

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e prossimamente inizierano anche i lavori di restauro delle pareti esterne delle parti laterali e di quella posteriore. Se non ci saranno più ritardi e problemi dovuti a cause esterne dovremo vedere la conclusione dei lavori di questa importante opera per la fine del 2023 o al massimo nei prmi mesi del 2024

Per l’inaugurazione del palazzo nel 1911 venne coniata una medaglia particolare qui descritta in un post dall’account Facebook del Museo della Zecca

l’Esquilino e i diversi progetti in atto, ma si pensi anche al territorio perchè abbiano delle importanti ricadute positive per il Rione

Un articolo del “Corriere della Sera” dell’agosto del 2018

Roma, il declino e le archistar in fuga. Sparite le attenzioni internazionali

Non si parla da un po’ di tempo di progetti di una nuova grande architettura, come mancano le polemiche sulle opere

E in realtà, dopo le numerose realizzazioni a cavallo del XX e XXI secolo di nuove strutture interessanti da un punto di vista architettonico nella città di Roma non se ne sono viste più e, in genere, sembrerebbe che di progetti interessanti ce ne siano veramente pochi, ma, guarda caso, molti di questi almeno per ciò che riguarda ristrutturazioni e riutilizzazioni sono localizzati nel Rione Esquilino.

Tralasciamo le realizzazioni  terminate e inaugurate negli anni passati, comunque importanti, come i progetti di restauro e riutilizzazione di Villa Altieri e del Palazzo Merulana che a buon diritto ricadono tra quelli del precedente periodo, elenchiamo quelli in corso d’opera o di prossima realizzazione:

La piastra della Stazione Termini

E’ un progetto di notevole consistenza non solo da un punto di vista tecnico ed economico, ma, si spera, anche per i risvolti urbanistici che potrebbe generare. I 1300 posti auto potrebbero liberare dalla sosta gran parte di via Giolitti e via Marsala rendendo più fluida la circolazione e, lo spostamento dei capolinea degli autobus  sulla piastra libererebbe una parte consistente di Piazza dei Cinquecento dando la possibilità di ridisegnare questo spazio a favore dei pedoni e dei turisti (vedi). C’è però bisogno di un’attenta rivisitazione della mobilità circostatante altrimenti si rischia di creare nuovi colli di bottiglia e nuove criticità.

La ristrutturazione della ex Cabina ACEI della Stazione Termini

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La Cabina ACEI  rimasta in servizio fino al 1989, quando la sua funzione fu sostituita da impianti tecnologicamente più avanzati. Al suo interno si trovano tre banchi di manovra a due ordini di leve (730 leve in tutto), il sistema che veniva impiegato per regolare il traffico ferroviario e che sarà integrato nel percorso di visita del nuovo centro culturale. Dalla stessa stanza, si potrà osservare tutta la ferrovia sottostante attraverso la vetrata unica concepita dall’architetto Mazzoni.

Preservare la storia della tecnica e della mobilità italiana e al contempo mettere un nuovo spazio culturale al servizio della cittadinanza: è il progetto annunciato da Fondazione Fs Italiane, che raccoglie la memoria storica delle Ferrovie Italiane. Nell’attuale Cabina ACEI (ovvero Apparato Centrale Elettrico a Itinerari) di Roma Termini sorgerà luogo in cui sarà possibile consultare gli archivi della fondazione, visitare mostre, partecipare a eventi e conferenze.

Il progetto della ex Zecca di Stato

E’ un progetto ambizioso e fortemente innovativo: creare all’interno di una bellissima e grande struttura d’epoca uno spazio culturale multifunzionale per un museo, per mostre temporanee, per una biblioteca, per una sala convegni  e per mettere a disposizione ulteriori aree per l’artigianato di alta qualità e la ristorazione ferma restando la permanenza della Scuola dell’Arte della Medaglia conosciuta e rinomata in tutto il mondo (vedi nostro post). Al bando hanno risposto architetti e progettisti di chiara fama internazionale ed è risultato vincitore il gruppo Atelier Alfonso Femia/AF517 . Compito di tutti, dall’amministrazione a noi residenti, cercare di creare un ambiente urbanistico idoneo per una simile realizzazione: non è immaginabile un afflusso di turisti in un luogo con le varie criticità attuali.

Il piano archeologico sotterraneo presso la sede dell’ENPAM a Piazza Vittorio

E’ un progetto altamente innovativo tendente ad esporre pubblicamente i numerosissimi ritrovamenti archeologici venuti alla luce nel corso dei lavori di scavo per la costruzione della nuova sede dell’ENPAM a Piazza Vittorio. Si tratta di un patrimonio di grande valore e di indiscusso interesse che sarà esposto e valorizzato in un ambiente sotterraneo multifunzionale. Anche qui è necessario portare a termine un’opera di riqualificazione dell’intera piazza e non solo dei giardini.

L’esposizione dell’Aula Gatti

Piazza Dante

E’ un ulteriore, fantastico ambiente di epoca romana dell’Esquilino  facente parte del complesso degli Horti Lamiani, rinvenuto già a fine ‘800 nei sotterranei del Palazzo della Cassa Depositi e Prestiti a Piazza Dante. L’intero edificio è stato interessato da anni da un’opera di ristrutturazione. La Soprintendeza Capitolina ai Beni Culturali aveva proposto un progetto (vedi immagine) per esporre questo monumento all’interno del giardino di Piazza Dante suscitando non poche perplessità. Da oltre un anno e mezzo non abbiamo più notizie certe sulle decisioni prese. Non sarebbe una cattiva idea proporre un bando di gara magari solo per un progetto di idee per valorizzare al meglio questa opera di inestimabile valore.

A questi progetti si aggiungono quelli già portati a termine come la riqualificazione dei giardini di Piazza Vittorio e di  Piazza Dante e quello ancora in fase di realizzazione  del giardino di Piazza Pepe con la rivalutazione del tratto di acquedotto romano del’Anio Vetus.

Tutti progetti assai interessanti ma bisognosi di una cabina di regia che sappia valorizzare il territorio su cui insistono per evitare che diventino tante cattedrali nel deserto

I vandali di nuovo in azione sul muro esterno della chiesa di Santa Bibiana

Di nuovo imbrattato il muro esterno della chiesa di Santa Bibiana a via Giolitti. Non si fa in tempo ad abituarsi al muro ripulito che i soliti vandali (che restano sempre impuniti) ricominciano con i loro assurdi graffiti insozzandolo dopo che era stato ripulito per l’ennesima volta alla fine dello scorso anno

La scorsa estate è stato ripulito il tunnel accanto alla chiesa ( che ne prende anche il nome) visto che era ridotto in uno stato pietoso (vedi articolo di Diario Romano) ma solo dopo pochi giorni la situazione è di nuovo precipitata come risulta da questo post dall’account Facebook di “Roma fa schifo”

Il Comune è corso ai ripari e all’inizio di maggio è apparso questo post sull’account ufficiale Facebook della Sindaca Virginia Raggi che illustrava la posa in opera di ben 16 videocamere nel tunnel di Santa Bibiana per prevenire ulteriori atti vanadalici.

A questo punto ci si chiede ma chi deve ripulire ogni volta questo muro della chiesa, il Comune, la Soprintendenza, il Vicariato? Ma non si potrebbe pensare ad installare un paio di videocamere (non ne servono di più) per porre una volta per tutte la parola fine a questo autentico sconcio?

Non dimentichiamo che stiamo parlando di una delle chiese più antiche di tutta Roma, prima opera architettonica di G.L. Bernini. E’ possibile chiedere un minimo di salvaguardia in più per un gioiello che in tutte le altre città del mondo sarebbe valorizzato e tutelato come merita?

A tal proposito un estratto di un articolo di Tomaso Montanari, uno dei maggiori esperti contemporanei del Barocco, pubblicato su °L’ora d’arte”, che fotografa in maniera esaustiva l’importanza e la non felice situazione attuale della chiesa

“La chiesa più bella di Roma

Tra le mille, meravigliose, chiese di Roma, forse la mia preferita è Santa Bibiana.
Non c’è altro luogo in cui la sopravvivenza del passato tra noi appaia altrettanto struggente.  […]
La chiesa è antichissima (…) quando fu costruita, essa si trovava in campagna, tra ville, alberi e prati incantati. E tutto, lì intorno, era così – meravigliosamente intatto – più di mille anni dopo quando fu improvvisamente ritrovato il corpo della santa martire Bibiana. 
Regnava allora Papa Urbano VIII, che chiese al suo artista preferito – lo scultore Gian Lorenzo Bernini  – di diventare anche architetto per restaurare, abbellire, reinventare la casa di Bibiana, di sua sorella Dafrosa, di sua mamma Demetria.
Gian Lorenzo lo fece […] Tutto questo c’è ancora. Dentro, intendo: perchè fuori tutto è diverso. Come una scialuppa sbattuta dal mare in tempesta, la chiesa è in balia del traffico e del caos della città moderna. La lambisce la Stazione Termini, i binari le passano quasi sul tetto, la sovrasta una torre moderna, a cilindro,  e davvero sembra una barchetta speronata da una portaerei. Quando poi passa il tram, il rumore è così forte che non riesci ad ascoltare i tuoi stessi pensieri. I muri sono coperti di scritte, le strade fangose, i cassonetti aperti, stracolmi.

Il cd. Tempio di Minerva Medica e gli effetti della luce solare dorata del tramonto

Stonehenge è un grande henge o cerchio di pietre nel Wiltshire e una destinazione di viaggio riconosciuta a livello internazionale. Enormi pietre erette furono trascinate nel sito e collocate nel paesaggio nell’era del 2.500 a.C. È un sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Dalla notte dei tempi la luce solare ha avuto un’importanza notevole nella progettazione e nella costruzione di edifici e monumenti. Un esempio classico e famosissimo è Stonehenge in Inghilterra che al sorgere del sole nel giorno del solstizio di estate regala atmosfere uniche e magiche. E parliamo di una costruzione databile intorno al 2500 a. C. periodo in cui l’Italia era abitata ancora da popolazioni primitive. Ma il sole ha sempre rappresentato nell’ immaginario collettivo la fonte di vita più importante e senza di esso si è capito che non era possibile vivere. La luce e l’illuminazione solare sono stati sempre degli argomenti che hanno accompagnato il cammino dell’umanità e anche delle menti eccelse nel corso dei secoli  hanno realizzato opere in cui la luce solare giocava un ruolo di primaria importanza. Anche il sommo Michelangelo Buonarroti per il gruppo monumentale del Mosè a San Pietro in Vincoli pensò ad un gioco di luci che mettesse in evidenza ora l’una ora l’altra statua in maniera che ne amplificasse l’espressione e la drammaticità. In questo splendido video curato dal MIBACT il gioco delle luci voluto e cercato dall’artista

Ma anche nel nostro Rione, nella chiesa di Santa Bibiana, Gian Lorenzo Bernini  ideò un finestrone che lasciasse entrare la luce dell’alba in modo da illuminare in maniera particolare la statua della santa posta sull’altare maggiore in una posizione attentamente studiata e solo recentemente, al termine di accurati restauri, ripristinata. Non solo, ricorrendo a diverse modalità  di levigatura arrivò all’effetto di far risaltare  alcune parti del corpo in maniera più marcata rispetto ad altre (vedi nostro post sull’argomento)

Ma anche il cd. Tempio di Minerva Medica poco prima del tramonto, nelle giornate di pieno sole, con quel che resta della cupola e alcuni muri interni viene illuminato  con degli effetti di luce molto suggestivi e viene creato un contrasto notevole (tanto che sembra quasi artificiale) tra le varie parti del monumento . Credevamo che fosse il risultato di condizioni metereologiche particolari ma il fatto che  tali effetti siano visibili in più occasioni,   ci ha fatto pensare che, in realtà, sia il risultato di precise tecniche costruttive con particolare riferimento all’esposizione tanto importante per i popoli antichi.  Immaginiamo per un attimo la cupola al completo magari rivestita di materiale riflettente e immaginiamo i muri interni ricoperti di pasta vitrea e marmi policromi pregiati: pensate la meraviglia di questo monumento che magari era visibile anche a distanze notevoli e chi era all’interno grazie agli enormi finestroni poteva godere di uno spettacolo unico.

Ecco oggi lo spettacolo è sicuramente ridotto rispetto a quello che doveva essere nei periodo di maggior fulgore del monumento ma ciò non toglie che sia comunque un’ulteriore attrattiva quindi è una ragione in più per aprirlo al pubblico e farlo visitare tutti i giorni.

L’interno della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme come non l’avete mai visto

Una spettacolare creazione di “360 VISIO” che ci mostra  l’interno della Basilica  di Santa Croce in Gerusalemme a 360° grazie alla particolare tecnologia della foto panoramica. Il pavimento, l’abside, il soffitto e le cappelle laterali non avranno più segreti. Utilizzare il mouse tenendo premuto il pulsante di sinistra  per ruotare il punto di vista in qualsiasi direzione. Cliccare sull’immagine per ottenere una visione a tutto schermo

Una tesi di Laurea sulla riqualificazione della zona di Piazza Pepe: una base interessante per ulteriori spunti e idee

Presentiamo il filmato tratto dal lavoro effettuato per la tesi di laurea di Elisa Labellarte sotto la guida del relatore arch. Andrea Grimaldi, Professore Associato di Architettura degli Interni dell’Università degli Studi ” La Sapienza”. La tesi è relativa alla riqualificazione della zona intorno a Piazza Pepe con particolare riguardo al Nuovo Mercato Esquilino.

E’ sicuramente un’ipotesi suggestiva, certamente di non facile realizzazione, ma non mancano spunti assai interessanti che potrebbero essere presi in considerazione anche per interventi di minore portata ma non per questo meno importanti.

Un aspetto che riteniamo fondamentale nella trattazione è l’importanza che viene riservata alla riqualificazione intesa come intervento globale: ogni progetto deve essere armonizzato con il contesto urbano e storico della zona e non deve essere fine a se stesso.

Per finire, questo è uno dei primi frutti degli incontri e dei seminari che sono stati fatti nei mesi e negli anni passati nel contesto del progetto “Esquilino chiama Roma”, che ci auguriamo dopo oltre un anno di sosta per le note vicissitudini relative alla pandemia possa riprendere quanto prima per affrontare nuovi temi sempre relativi non solo alla riqualificazione ma anche alla rivalutazione del Rione Esquilino con la fruizione di nuovi spazi già realizzati o in via di realizzazione

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