Archivi categoria: Storia

L’Esquilino scomparso. La chiesa di San Basilide

Il Liber Pontificalis menziona, nella biografia di Leone III (795-816), un edificio dedicato al martire Basilide con la seguente espressione Verum etiamet sarta tecta beati Basilidis martyris, sita in Merulana, noviter restauravit. Il presente contributo, a partire dalle fonti testuali, propone la collocazione del suddetto edificio nel contesto topografico romano.

Federico Guidobaldi

San Basilide in Merulana: una chiesa scomparsa della Roma altomedievale e le sue implicazioni topografiche

L’Esquilino scomparso. La storia della famiglia Giustiniani e la tenuta al Laterano che non c’è più

Dall’account Facebook “Memorie di Roma” un post di Filippo Neri relativo alla storia della famiglia Giustiniani e delle sue numerose proprietà tra cui la tenuta al Laterano

Ma nel 1566 l’isola fu conquistata dai Turchi, molti furono uccisi, altri fuggirono, e loro si ritirarono in Italia. Il figlio di Giuseppe, Vincenzo (1564-1637), e il nipote adottivo Andrea (1605-76), acquistarono altri palazzi vicini e crearono una ricca collezione di opere d’arte, con 1600 pezzi di scultura e molti dipinti, tra cui opere di Caravaggio, Raffaello, Tiziano e Giorgione. Andrea sposò Annamaria Pamphili, nipote di papa Innocenzo X e figlia della famosa Donna Olimpia. Olimpia Giustiniani, figlia di Andrea, fu data in sposa, dopo molte resistenze, a Maffeo Barberini, per confermare la pace tra Pamphili e Barberini, come imposto dalla Francia di Mazzarino. In occasione del matrimonio fu realizzato l’originale Triangolo Barberini, a Palestrina, con la forma dello stemma dei Giustiniani.

I Giustiniani erano diventati tra i principali banchieri della città, il palazzo di Roma venne affrescato dagli Zuccari. Nel 1605 comperarono la tenuta davanti al Laterano, di cui è rimasto il Casino, e acquistarono il feudo di Bassano Romano. Andrea fu nominato principe di Bassano e ne ampliò il grande palazzo, ex castello medioevale degli Anguillara, facendo affrescare gli interni dal Domenichino. Un fidecommesso del 1638 proibì per molto tempo la vendita delle opere.

Ma nell’Ottocento arrivò una forte crisi economica, come per altre famiglie, l’istituto del fidecommesso fu abolito e i discendenti vendettero tutto. Nel 1826 si era estinto il ramo dei Giustiniani di Bassano. Tante opere d’arte andarono in Prussia, altre ai Torlonia, , la tenuta del Laterano fu venduta nel 1803 alla famiglia Massimo. Il palazzo di Bassano passò nel 1854 agli Odescalchi e dal 2003 è dello Stato ed è visitabile. Delle opere arrivate a Berlino alcune furono distrutte dalla guerra, nel 1945, tra cui alcuni Caravaggio. Il palazzo di Roma fu acquistato dai Grazioli nel 1859, che lo affittarono, e poi vendettero, alla Massoneria. Nel 1926 il Governo mise fuorilegge l’Associazione ed espropriò il palazzo.

Lievin Cruyl 1673 Piazza del Laterano (La tenuta Giustiniani in basso a sinistra)

L’immagine in evidenza è un particolre della pianta di Roma del Falda del 1676

21 aprile Natale di Roma: la storia leggendaria raccontata per immagini di un bassorilievio di epoca romana custodito a Palazzo Massimo

Dall’account Facebook del “Museo Nazionaale Romano”

“Si racconta che l’acqua avesse lasciato in secco il letto del fiume nel punto in cui erano stati abbandonati i bambini. Lì, cambiando percorso, si era diretta una lupa assetata, scesa dai monti circostanti, seguendo i vagiti dei piccoli. Accoccolatasi al loro fianco con mitezza li aveva allattati e fu mentre li leccava che un pastore del gregge del re la trovò. Raccontano che si chiamasse Faustolo e che da lui i bambini furono consegnati alla propria moglie Larenzia perché li allevasse.”
Questa scena, descritta dallo storico romano Tito Livio, compare su un fianco dell’ara di Ostia, esposta a Palazzo Massimo.

7/3/26 “Gli eserciti romani tra mito e realtà” Lezione di storia a cura di Romano Del Valli presso il Polo Civico Esquilino

7 marzo ore 16:00

POLO CIVICO ESQUILINO – VIA GALILEI, 57

Gli eserciti romani tra mito e realtà

Lezione di storia a cura di Romano Del Valli

“Il segreto sotto i binari” Storia, curiosità ed enigmi della Basilica sotterranea di Porta Maggiore spiegati in 15 schede

Pubblichiamo con grande piacere dall’ account Facebook “Casa dell’amicizia Esquilino APS”  l’interessante e notevole lavoro che ci ha inviato l’amico Piefelice Licitra relativo alla storia della Basilica sotterranea di Porta Maggiore. Si tratta di 15 schede che con una grafica chiara ed accattivante aiutano a conoscere questo monumento unico al mondo: dalla metodologia costruttiva alle ipotesi della sua funzione, dalla sua spoliazione e il seguente interramento alla scoperta casuale.

Cliccando sull’immagine seguente potrete aprire le schede e sfogliarle come fosse una vera pubblicazione. Ogni pagina può essere facilmente ingrandita con lo strumento “+”. Buona lettura a tutti

11/10/25 Apertura staordinaria del cd. Tempio di Minerva Medica. Prenotazione obbligatoria

11 ottobre 2025

cd. TEMPIO DI MINERVA MEDICA

Apertura straordinaria

Prenotazione obbligatoria

Il primo ad intuire la funzione del monumento è stato Stendhal nel suo Promenades dans Rome.

L’11 ottobre riaprirà al pubblico il Tempio di Minerva Medica, uno dei monumenti che meglio caratterizza il paesaggio urbano del rione Esquilino. 

Tre turni alle ore 10.00 , alle ore 11.00 e alle ore12.00. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria per gruppi di 30 persone per turno.

Compila il modulo per prenotare le visite dell’ 11 ottobre

Esquilino perduto: la chiesa di San Matteo

Una delle chiese più antiche edificate nel Rione Esquilino situata tra le basiliche di Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano e demolita nel 1799 nel periodo napoleonico. 

La sua storia in questo articolo tratto da Wikipedia

La chiesa, la cui fondazione è tradizionalmente attribuita a papa Cleto, esisteva già nel V secolo e vi insisteva un titolo cardinalizio: il prete Andrea, titolare di San Matteo, è tra i sottoscrittori degli atti del sinodo romano indetto da papa Simmaco nel 499.

Fu riedificata sotto il pontificato di Pasquale II, che il 25 marzo 1110 la riconsacrò assistito da sette cardinali,[2] e nuovamente restaurata sotto quello di Innocenzo III (1212). Quando i papi dimoravano in Laterano, vi era annesso un ospedale destinato alla famiglia pontificia.

La chiesa è assente dal Catalogo di Cencio Camerario, il più antico catalogo delle chiese romane, risalente alla fine del XII secolo, mentre compare nel Catalogo di Torino redatto da un autore anonimo intorno al 1320, con questa dicitura: Hospitale sancti Matthei de Merulana habet priorem et fratres ordinis Cruciferorum VIII.[3]

In origine si affacciava su via Merulana e l’ingresso era preceduto da un portico su colonne, ma quando nel 1575 papa Gregorio XIII fece aprire una via da San Giovanni a Santa Maria Maggiore la pianta della chiesa fu ridisegnata.

Appartenne ai crocigeri, ai quali fu tolta da papa Sisto IV che la diede, in commendam, ai suoi famigliari; nel 1477 fu assegnata agli eremitani di Sant’Agostino, che vi collocarono la venerata immagine della Madre del Perpetuo Soccorso. Il 2 luglio 1656 passò agli agostiniani irlandesi, che ne vennero espulsi definitivamente nel 1798, durante l’occupazione francese. La chiesa, devastata e abbandonata, fu abbattuta nel 1799.[1]

Perdette già nel VI secolo il carattere di chiesa titolare in favore di Santo Stefano Rotondo al Celio. Il titolo cardinalizio fu brevemente restituito a San Matteo da papa Leone X, che lo conferì all’agostiniano Egidio da Viterbo, e poi da papa Sisto V, che lo diede al cardinale Decio Azzolini. Il 23 dicembre 1801 papa Pio VII soppresse definitivamente il titolo e lo trasferì a Santa Maria della Vittoria.

Descrizione

Prima della demolizione, l’edificio era a navata unica, con tre altari; il soffitto era ornato con gli stemmi di papa Clemente VII e del cardinale agostiniano Egidio da Viterbo, che ebbe il titolo presbiterale di San Matteo; il pavimento era cosmatesco con epigrafi sepolcrali.

Secondo la descrizione fattane da Filippo Titi, nell’altare maggiore, terminato per la generosità del cardinale titolare Francesco Nerli il Giovane, c’era una piccola immagine di Maria Vergine; l’altare di destra era sormontato da un dipinto raffigurante Maria Vergine, Gesù, Sant’Anna e San Gioacchino, attribuito a Giovanni Antonio Lelli, mentre nell’altare di sinistra un San Matteo e un altro santo.[4]

Le reliquie conservate nella chiesa, tra le quali quella del braccio di san Matteo, furono trasferite in Santa Maria Maggiore già sotto il pontificato di papa Innocenzo X; alcuni dei marmi della chiesa si trovano nel chiostro lateranense.

Particolare interesse la storia dell’icona trecentesca di scuola cretese “Madre del Perpetuo Soccorso” (nell’immagine in basso) trasferita dopo la demolizione  nella chiesa di Santa Maria in Posterula a Tor di Nona ed infine collocata definitavamente nella odierna chiesa di Sant’Alfonso a via Merulana

L’Esquilino e il Giubileo. Cenni storici, tradizioni ed eventi del passato. Episodio #3 – La solenne processione dell’Acheropita

Molte tradizioni secolari si sono perse nel tempo e tra queste alcune processioni solenni che vedevano l’Esquilino protagonista. Non c’è da meravigliarsi perchè in fondo la Santa Romana Chiesa è nata proprio qui con la basilica di San Giovanni in Laterano e il Patrarchio sede papale per circa mille anni. Senza contare il fiorire di numerose chiese tra le più antiche della città di Roma. 

La processione dell’Acheropita ((icona) non fatta da mano umana) si svolgeva nella notte tra il 14 e il 15 agosto, partendo da San Giovanni in Laterano, attraversando i Fori imperiali per arrivare a Santa Maria Maggiore dove avveniva il ricongiungimento dell’icona del Cristo custodita nel Sancta Sanctorum nel Palazzo Lateranense (Acheropita ) e l’icona della Vergine Salus Populi Romani venerata a Santa Maria Maggiore, per rievocare la cosiddetta dormizione cioè l’incontro di Maria Vergine con Gesù prima della Sua Assunzione in cielo. Per trovare più notizie storiche riguardo a questa processione dalle sue origini fino al termine delle celebrazioni pubblichiamo il li link di un intessantissimo articolo di Maria Teresa Natale postato sul blog “Appasseggio” tra l’altro corredato da spendide fotografie delle numerose opere d’arte relative al culto delle due icone protagoniste della processione

L’Esquilino e il Giubileo. Cenni storici, tradizioni ed eventi del passato. Episodio #2 – Santa Maria Maggiore e la neve sull’Esquilino

Continua il nostro viaggio intorno alle basiliche papali e attraverso il tempo. Con Quattro passi nel Giubileo, il podcast realizzato dai Servizi educativi della Soprintendenza Speciale di Roma e del Parco archeologico di Ostia Antica, facciamo tappa nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Come appariva il rione Esquilino nel Medioevo? Era quasi disabitato, con splendide chiese, come quella di Santa Prassede e la basilica di San Pietro in Vincoli, immerse in un paesaggio rurale.
🎙Buon ascolto
Lo scopriremo insieme con la terza puntata del podcast Quattro Passi nel Giubileo realizzato dai Servizi educativi della Soprintendenza Speciale di Roma e del Parco Archeologico di Ostia Antica.
 
Di seguito il podcast realizzato sull’argomento  con interessanti  notizie storiche sull’Esquilino
 
 
Grande pianta di Roma di Mario Cartaro, stampata nel 1576, dettaglio di via Merulana (al tempo “Gregoriana”)

L’Esquilino e il Giubileo. Cenni storici, tradizioni ed eventi del passato. Episodio #1 – L’area Lateranense

Il primo Giubileo della storia fu indetto da Bonifacio VIII dalla loggia di un grandioso palazzo papale nei pressi della basilica di San Giovanni in Laterano, il Patriarchio. Cosa resta di questo sontuoso edificio inaugurato da Silvestro I nel 324?
Lo scopriremo insieme con la seconda puntata del podcast Quattro Passi nel Giubileo realizzato dai Servizi educativi della Soprintendenza Speciale di Roma e del Parco Archeologico di Ostia Antica.
 
Di seguito il podcast realizzato sull’argomento  con interessanti  notizie storiche sula vita dei pellegrini a Roma nel medioevo