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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo – IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937). S.v., Carlo Pavia (08/11/2019) & (26/11/2018); Andrea Felice (26/08/2018); IL MESSAGGERO (23|01|2015); Alvaro de Alvariis (2012); Dr. Anna M. Liberati (2003); James E. Packer (2008 & 1979); Giornale Luce B1131 / Istituto Luce Cinecittà (21/07/1937) & Pierino Di Carlo (1935).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA 2020.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo – IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937). S.v., Carlo Pavia (08/11/2019) & (26/11/2018); Andrea Felice (26/08/2018); IL MESSAGGERO (23|01|2015); Alvaro de Alvariis (2012); Dr. Anna M. Liberati (2003); James E. Packer (2008 & 1979); Giornale Luce B1131 / Istituto Luce Cinecittà (21/07/1937) & Pierino Di Carlo (1935).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas - Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 - 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo - IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937).

1). ROMA – Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città; Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020).

La cultura romana si è radicata nei territori conquistati militarmente attraverso il modello di vita urbano, che si esprime negli edifici che qualificano la città come tale.

La mostra intende descrivere questo processo affiancando edifici dalle funzioni analoghe distribuiti nelle città dell’impero. Una mostra dedicata alla relazione fra città, cittadinanza e…

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Roma e L’Esquilino nel Medioevo: i 10 itinerari di Einsiedeln

Einsiedeln

Città del cantone Schwyz (Svizzera), 13.370 ab. (stima 2006), 15 km a NE della capitale, nella valle dell’Alp, a W del lago di Sihl. Industrie editoriali e del legno.  La città sorse intorno all’abbazia benedettina fondata nel 934 da Benno ed Eberardo di Strasburgo. Dopo un periodo di grande splendore (sec. X-XV) il convento decadde con la Riforma, ma nel sec. XVII tornò ad acquistare importanza e a partire dal 1704 venne completamente ricostruito su pianta simmetrica ideata dal frate Caspar Moosbrugger, diventando così il maggiore complesso conventuale barocco della Svizzera.

Questa cittadina deve la fama oltre che per l’abbazia anche perchè da diversi secoli si trova presso l’annessa biblioteca il manoscritto “Itinerari di Einsiedeln” una guida di un anonimo scritta per visitare Roma nel periodo carolingio in dieci itinerari ideati per conoscere non solo le chiese più importanti ma anche molti degli antichi monumenti ancora esistenti in quel periodo

Tra i tanti edifici di culto e i tanti monumenti vengono citate anche diverse chiese dell’Esquilino, segno inequivocabile che anche in quel periodo il Rione fosse luogo di pellegrinaggi e visite nei monumenti di epoca romana (Terme di Diocleziano, Terme di Traiano, Trofei di Mario, cd Tempio di Minerva Medica etc.)

Da Wikipedia

L’Itinerario Einsiedlen è una descrizione sommaria della città di Roma fatta nel VIIIIX secolo.

Il manoscritto dell’Itinerario appartenne un tempo alla abbazia di Pfeffers e si trova presso la biblioteca dell’abbazia benedettina di Einsiedeln, in Svizzera. Il manoscritto è attribuito ad un Anonimo di Einseldeln, detto anche Anonimo di Mabillon dal nome del monaco benedettino che lo ha rinvenuto, lo storico Jean Mabillon[1][2]. Il manoscritto fu esaminato e descritto da Haenel, Jordan, De Rossi[3] e dall’archeologo Rodolfo Lanciani. Il testo è stato composto con le scritte di una pianta della città di Roma dell’epoca di Carlo Magno e preparato ad uso dei pellegrini[1], per condurli verso i principali centri religiosi che erano interessanti dal punto di vista della fede cristiana oltre che turistici.

La lista degli itinerari infra Moenia erano i seguenti:

  • Da ponte Aelius all’Esquilino, per Santa Lucia in Selce;
  • Da Ponte Aelius a Porta Salaria; Da Ponte Aelius alla Porta Asinaria (oggi Porta San Giovanni in Laterano);
  • Da Ponte Aelius a San Paolo fuori le Mura;
  • Da Porta Nomentana al Foro Romano;
  • Da Porta Flaminia (Piazza del Popolo) al Campidoglio;
  • Da Porta Tiburtina (San Lorenzo) alla Suburra, per la Porta Esquilina di Servio;
  • Da Porta Tiburtina per la Porta Viminale di Servio;
  • Da porta Aurelia (San Pancrazio) alla Porta Preneste (Porta Maggiore);
  • Dal Circo Massimo a Porta Metronia per il Celio;
  • Dalla Porta Appia (Porta San Sebastiano) alla Schola Greca presso Bocca della Verità.

In termini di castramentazione romana, il nono itinerario che va da est ad ovest della città formerebbe il Decumanus Majior; il terzo itinerario invece, nella sua direzione Nord-Sud, rappresenterebbe il Cardo. Il redattore dell’Itinerario si prometteva di condurre i pellegrini, oltre che per le vie della fede anche per i monumenti, gli edifici più importanti, sacri o profani, che ancora esistevano nel IX secolo[4]. La cartografia usata dal redattore fa pensare ad una consultazione di mappe anteriori a quelle dell’epoca carolingia per la presenza di nomi come Vicus Patricius, Minervium, Hadrianum, che appaiono troppo classici per il IX secolo.

Le strade per le quali l’Itinerario conduce sono quelle della Roma imperiale. Un esempio legato alle condizioni della città lo abbiamo dal primo Itinerario[5]. Alla sinistra del percorso, i pellegrini potevano ammirare il Circo Flaminio, la Rotonda, le terme di Agrippa[6], il Foro di Traiano e la sua colonna, l’arco di Settimio Severo nel Foro, la chiesa di Sant’Adriano (non era altro che la sede dell’antico Senato), la chiesa di Sant’Agata, e poi nella Suburra potevano ammirare le terme di Costantino, la chiesa di San Vitale, la chiesa di Sant’Eufemia. Alla destra, invece, a partire dal ponte Aelius davanti a Castel Sant’Angelo, si potevano ammirare la chiesa di San Lorenzo in Damaso, il teatro di Pompeo, la basilica di San Lorenzo, il Campidoglio, la chiesa di San Sergio (dove si trova l’ombelico di Roma)[7], la statua equestre di Costantino, la basilica di Santa Pudenziana nella Suburra, la chiesa di San Lorenzo in Formosa, e infine le terme di Traiano ad Vincula[8].

Il Manoscritto di Einsiedlen include in totale quattro sezioni: una raccolta di iscrizioni dell’Urbe, l’itinerario per i pellegrini, un’antologia liturgica e dei carmi latini[9]. La sezione dei carmi è attribuibile ad un altro autore, probabilmente appartenente al monastero di Reichenau[9], mentre le iscrizioni sono riprese da molti monumenti romani e parlano di personaggi non noti, sebbene importanti, ed edifici ormai non più esistenti[10].

1883 – 1888: in soli 5 anni quanti cambiamenti all’Esquilino!

Se qualcuno pensa che le varianti ai vari Piani Regolatori siano figlie dei nostri tempi si sbaglia di grosso. Guardate questi  particolari di due mappe di Roma, i primi relativi a quella del P.R. ufficialmente approvato nel 1883 i secondi di un’altra mappa pubblicata nel 1888 con qualche opera in più  realizzata ma con non poche variazioni rispetto a diverse  idee e linee guida di solo 5 anni prima

Immagine 1 Piazza Virroeio Emanuele II

Nell’immagine 1 c’è la pianta di Piazza Vittorio a sinistra quella del P.R. del 1883 con la piazza divisa in quattro grandi quadranti con una rotonda in mezzo per collocare la statua monumentale del re Vittorio Emanuele II. L’asse viario che da Santa Croce in Gerusalemme arrivava a Santa Maria Maggiore non era interrotto dalla Piazza. Nella seconda immagine a destra scompaiono i quadranti e la statua commemorativa e l’asse viario viene interrotto.

Immagine 2. Particolare della zona sud dell’Esquilino

Nell’immagine a sinistra c’è l’idea di creare un tunnel alla fine di viale Manzoni per oltrepassare la ferrovia,  in quella di destra, del 1888, scompare questo tunnel di viale Manzoni, rimane quello di Santa Bibiana (che sarà realizzato qualche anno dopo) ma ne viene immaginato un altro che da Porta San Lorenzo arriva a via Mamiani. In realtà diversi decenni dopo (1938) sarà realizzato con la nuova Stazione Termini il sottopassaggio Turbigo ma in asse con via Cappellini

Esquilino: Una cavalcata nella storia dal 1612 al 1826

Roma Ieri ed Oggi (cliccare per ingrandire)

Un particolare dell’Esquilino nella mappa di Roma di George Braun del 1612. Oltre ad una impronta decisamente artistica sono facilmente riconoscibili tutti i monumenti dell’Esquilino dell’epoca. Due menzioni per l’Anfiteatro Castrense e il cd. Tempio di Minerva Medica che appaiono in condizioni decisamente migliori di quanto non siano oggi

La mappa “Urbis Romae” completa di Geaorge Braun del 1627

Roma Ieri ed oggi (cliccare per ingrandire)

Particolare dell’Esquilino nella mappa di Roma di John Senex del 1721 sicuramente più accurata della precedente. Perfettamente riconoscibili diversi monumenti dell’Esquilino: da S. Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore da Santa Croce in Gerusalemme a Sant’Eusebio da Santa Bibiana al cd. Tempio di Minerva Medica.

La Mappa completa di Roma di John Senex del 1721



Roma Ieri ed Oggi (cliccare per ingrandire)

Questa invece è una mappa del Rione Monti del 1826. Come è facile vedere, all’epoca i Rioni Monti ed Esquilino erano uniti tra di loro  dato che, ufficialmente e formalmente, solo con la delibera comunale del 20 agosto 1921  l’Esquilino divenne il Rione XV con gli attuali confini.

Roma Ieri ed Oggi (cliccare per ingrandire)

Nell’immagine accanto un particolare dell’Esquilino: oltre ai monumenti, perfettamente riconoscibili Villa Negroni (odierna Stazione Termini) e Villa Altieri (viale Manzoni)

La mappa dinamica del Rione Monti del 1826

Il Laocoonte dei Musei Vaticani e il suo scopritore Felice de Fredis

Di Hagesandros, Athenedoros, and Polydoros – LivioAndronico (2014), CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36412978

In un articolo di Claudia Viggiani dal titolo “Il Laocoonte dei Musei Vaticani e il suo scopritore Felice de Fredis” la storia del ritrovamento di questo gruppo marmoreo trasportato a Roma per volere di Tiberio nel 2d.C.  ed inserito negli Horti di Mecenate che erano divenuti la sua dimora.  Già nell’antichità veniva definito come “l’opera più bella di tutte ” da Plinio il Vecchio e nel 1506 si occuparono del suo recupero personalità del calibro di Giuliano da Sangallo e lo stesso Michelangelo Buonarroti.

Santa Croce in Gerusalemme: un compendio di storia, arte ed architettura

Alcuni cenni storici sulla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme apparsi sull’account Facebook “Appioh Appio e dintorni” come descrizione di una splendida fotografia d’epoca (1880 ca.) che ritrae la chiesa insieme al cd. Tempio di Venere e Cupido (altro monumento archeologico di eccezionale importanza del Rione Esquilino) prima che venissero costruiti tutti gli edifici limitrofi.

In fondo alla pagina una immagine dell’aspetto della basilica prima della ristrutturazione operata sotto il pontificato di Benedetto XIV nel ‘700 e il link per un tour virtuale della Basilica curato dal sito lookrome.com

 

Tour virtuale in 3D della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

2 giugno 2020: Il Palazzo del Quirinale: la storia e la visita virtuale

Oggi 2 giugno Festa della Repubblica Italiana: un pò di storia del Palazzo del Quirinale dall’account Faceboobk di “Roma: capitale d’arte, di bellezza e di cultura” e una completa visita virtuale dello stesso curata  direttamente  dalla Presidenza della Repubblica Italiana

Visita virtuale del Palazzo del Quirinale

Villa Wolkonsky un altro dei tesori dell’Esquilino poco conosciuto, praticamente nascosto e chiuso al pubblico

Un articolo su Villa Wolkonsky tratto dall’account Facebook di “Appioh Appio e dintorni” con una fotografia d’epoca di rara bellezza con il panorama  della basilica di S. Giovanni in Laterano che era possibile ammirare da uno dei terrazzi della villa

Diverse immagini della villa le potrete ammirare su questo articolo del Messaggero (vedi)

Un nuovo video di Gennaro Berger “Dalle terrazze dell’Esquilino un’altra via Giolitti?”

Un nuovo video di Gennaro Berger che questa volta illustra la situazione di via Giolitti: un pò di storia e i problemi attuali. Già a settembre del 2019 ci eravamo interessati di questo argomento in un nostro post (vedi). Buona visione

Floralia e Ludi Florales (28 aprile – 3 maggio)

Et in Arcadia Ego

Dal 28 aprile al 3 maggio si celebravano a Roma i Floralia, in onore della dea Flora, e contemporaneamente si svolgevano i Ludi Florales, consistenti in spettacoli teatrali (ludi scaenici) allestiti presso le scalinate del tempio e giochi circensi (ludi circenses) nel Circo Massimo.

1200px-Prosper_Piatti_and_workshop_Floralia “Floralia” Prospero Piatti, 1899

Le feste erano state istituite nel 241 o 238 a.C., in occasione della fondazione del tempio di Flora (Aedes Florae) sull’Aventino, presso il Circo Massimo, che si aggiungeva al più antico santuario sul Quirinale; la decisione di costruire il nuovo tempio e istituire i Ludi era stata presa dagli edili Marco e Lucio Publicio, in seguito alla consultazione dei Libri Sibillini, per scongiurare una grave carestia. Il culto di Flora aveva però origini italiche ben più arcaiche: troviamo infatti la dea già tra i Sabini; i Sanniti la adoravano come Fluusai Kerriiai (Flora di Cerere), e a Roma…

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