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Morte di Orazio (27 novembre 8 a.C.)

Et in Arcadia Ego

Il 27 Novembre dell’anno 8 a.C. moriva Quinto Orazio Flacco, considerato uno dei maggiori poeti dell’età antica.

Quinto Orazio Flacco era nato a Venosa, al confine tra Lucania e Apulia, l’8 dicembre del 65 a.C.; Venosa era abitata da coloni romani della tribus Horatia, da cui Orazio prese probabilmente il nome gentilizio. Suo padre possedeva un piccolo appezzamento di terra ed era un liberto abbastanza facoltoso da potersi permettere di trasferirsi a Roma per tentare di migliorare la propria condizione sociale. Mentre il padre si dedicava al mestiere di esattore nelle pubbliche vendite all’asta (coactor argentarius), il giovane Orazio venne mandato alla scuola del famoso Orbilio, un grammatico severo e manesco che lo costringeva a leggere l’Odissea tradotta in latinio da Livio Andronico. Dopo gli studi di grammatica e retorica, come tutti i giovani di buona estrazione sociale, a vent’anni Orazio si recò ad Atene…

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Un ottimo sito per conoscere a fondo il Rione Esquilino

Premettiamo che non è una novità ma forse pochi lo conoscono. E’ un sito realizzato per la SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA che, ovviamente, ha curato la consulenza per i contenuti. La nostra indicazione si riferisce al sito tradizionale curato e pensato per i PC ma esiste anche un’APP (iEsquilino) di cui ne parleremo in seguito.

Il link è http://www.romearcheomedia.it/esquilino

Il menu principale è costituito dai seguenti temi:

  • Percorsi Tematici
  • Luoghi del racconto
  • Percorsi nel Tempo
  • Gli scavi in corso
  • Da visitare

All’interno di ogni voce esistono dei sottomenu specifici per entrare nel dettaglio del monumento indicato o dei luoghi o del riferimento storico. Il tutto è corredato di mappe interattive per sottolineare i cambiamenti del territorio che ci sono stati nei secoli passati e per localizzare i singoli monumenti.

Insomma uno strumento efficace per comprendere la storia e scoprire i vari tesori del Rione Esquilino (da quelli più noti a quelli più nascosti e inaccessibili) che purtroppo in molti casi sono sconosciuti ai più.

Vi invitiamo a visitarlo

Questa è la presentazione dell’APP iEsquilino

“E’ imminente la pubblicazione dell’APP dedicata ad Esquilino e Viminale” spiega Mirella Serlorenzi, archeologa responsabile di quartieri in questione. “L’applicazione si caratterizza per il forte accento posto sulla lettura diacronica delle trasformazioni dello spazio urbano, del quale si legge la continua evoluzione attraverso un duplice filo conduttore, cronologico e funzionale: è possibile ripercorrere così le tante storie che si dipanano in questi due quartieri situati nel cuore del centro storico di Roma, gli abitanti, i luoghi, i momenti, attraverso un percorso cronologico che dalle origini di Roma giunge fino ai nostri giorni, oppure attraverso gli elementi monumentali che ne caratterizzano il paesaggio: le case e gli horti, le sepolture, i luoghi del culto, ma anche le strade, le mura, gli acquedotti. iEsquilino sarà collegata direttamente anche con il Sitar, permettendo così agli utenti di approfondire ulteriormente i contenuti archeologici dei contesti trattati”. La navigazione all’interno dei contenuti, possibile anche a partire dal singolo sito, non perde mai divista la mappa, per conservare il costante riferimento al contesto topografico nel quale esso era inserito. Ricco è il repertorio di carte storiche che raccontano frammenti scomparsi di questo settoredella città, e le fotografie che, nei primi decenni successivi all’Unità d’Italia, hanno immortalato la trasformazione della città appena divenuta capitale. Una distinta sezione, che sarà sottoposta a costante aggiornamento, costituirà invece una “finestra” attraverso la quale il visitatore virtuale potrà conoscere le ultime novità emerse dagli scavi in corso.

Due dipinti del cd. Tempio Minerva Medica diversi dagli altri e con una grande sorpresa

Come abbiamo ripetutamente affermato su questo blog il cd. Tempio di Minerva Medica è il monumento di epoca romana che, dopo il Colosseo, vanta il maggior numero di riproduzioni tra stampe, incisioni e dipinti. Non è facile districarsi in questa numerosissima produzione, ma, ogni tanto, quasi per caso, ci si imbatte in opere che mettono in evidenza degli aspetti di cui si è persa del tutto la memoria.

E’ il caso di questi due quadri, creati nei primi anni del XIX secolo, che ritraggono il cd. Tempio di Minerva Medica da un punto di di vista del tutto inusuale in rapporto agli altri dipinti e alle altre stampe: la veduta del monumento dalla parte oggi occupata dai binari dei treni che arrivano e partono dalla Stazione Termini e che a quel tempo, ovviamente, non potevano esistere.

 

Immagine n. 1 Francois Marius Granet (1775 – 1849)

Nel primo, opera di  Francois Marius Granet, si vede oltre che alcune costruzioni non più esistenti uno spaccato della vita di tutti i giorni di quell’epoca, con un viandante a dorso di mulo e una donna con i vestiti tipici della tradizione romana.

Nel secondo, opera di Daniel Dupré,  si vede chiaramente una fontana monumentale ìn prossimità del cd. Tempio di Minerva Medica di cui si sono perse completamente le tracce.

Immagine n.2 Daniel Dupré (1761 – 1817)

Purtroppo al giorno d’oggi il Tempio di Minerva Medica (che è chiuso al pubblico da oltre un secolo) versa in condizioni  fatiscenti nonostante l’accurato restaturo avvenuto tra il 2011 e il 2018 e in prossimo post pubblicheremo delle foto che attestano questo deprecabile stato.

 

Porta Maggiore, ma che male hai fatto? Parte prima

Figura 1: Plastico di Porta Maggiore in età Claudia allestito nella mostra “Claudio Imperatore – Messalina , Agrippina e le ombre di una dinastia” al Museo dell’Ara Pacis

Nella figura 1 una riproduzione di Porta Maggiore e del suo complesso monumentale negli anni immediatamente successivi alla sua costruzione voluta dall’Imperatore Claudio.

Da allora nei secoli seguenti è stato tutto un susseguirsi di interventi che ne hanno profondamente alterato la sua magnificenza e la sua struttura fino a quasi farla scomparire: qui sotto un’incisione del Vasi del XVIII secolo

Figura 2: G. Vasi secolo XVIII, veduta di Porta Maggiore

Si pensava che con gli interventi compiuti tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX Porta Maggiore ritornasse agli antichi splendori ma scellerate scelte di natura ferrotranviaria solo in parte corrette nei decenni successivi,

la mancanza di un piano generale per la mobilità che la preservasse da scene quotidiane di questo tipo

Figura 2: Piazzale Eleniano, il traffico quotidiano

e una lotta al degrado tutt’altro che incisiva

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hanno fatto sì che un sito archeologico di questa importanza e bellezza fosse ridotto in uno stato pietoso.

Continua nella seconda parte

 

 

La fantasia ha sempre caratterizzato il cd. Tempio di Minerva Medica non solo nel nome ma anche in diversi quadri che ha ispirato

Sarà che le origini di questo monumento sono tuttora incerte e tutt’altro che definite sarà che anche il nome di Tempio di Minerva Medica (e di tutti gli altri) è stato attribuito nei secoli passati più con la fantasia che con argomentazioni fondate  ma  si è fatto spesso ricorso all’immaginazione anche per il paesaggio e la collocazione in ambiti antichi di questa incredibile e bellissima costruzione

In questa prima immagine J.B. Pillement nel XVIII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica immerso in un paesaggio suggestivo e bucolico ma assolutamente inventato: lo specchio d’acqua sotto il monumento, la scalinata all’ingresso e la collinetta in secondo piano tutto molto bello ma solo nell’immaginazione dell’artista
Non è da meno G.P. Pannini che sempre nel XVIII secolo immagina scenari dell’antica Roma assolutamente fantastici accostando monumenti distanti tra loro: qui il Tempio di Minerva Medica in mezzo a molti templi, la colonna Traiana, un arco di trionfo, un obelisco e addirittura la statua di Marco Aurelio

In questo altro dipinto, sempre il Pannini immagina i cd. Tempio di Minerva Medica in un altro suggestivo scenario sempre con la presenza della statua di Marco Aurelio, un obelisco e diversi altri templi.

In quest’altro dipinto (immagine in bianco e nero) il monumento è inserito in un ulteriore ambiente inventato

In quest’altro dal nome “Capriccio di rovine romane con predicatore” il monumento appare con la piramide Cestia, un edificio a pianta circolare che unisce il Tempio di Vesta e il Tempio della Sibilla a Tivoli, l’obelisco di Augusto a Piazza del Popolo e le “colonnacce” del Foro di Nerva

G.P. Pannini Capriccio di rovine Romane con predicatore 1745

 

Ma che il Pannini amasse questo monumento e lo ritenesse tra quelli più importanti dell’antichità classica lo testimonia questa ulteriore sua opera in cui immagina una enorme struttura con molte sculture originali e i quadri di tutti i più importanti monumenti di Roma Antica, una sorta di Museo virtuale ante litteram

e il Tempio di Minerva Medica fa bella mostra di sè tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio

Anche Niccolò Codazzi già nel XVII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica accanto ad una poderosa costruzione con altissime colonne e lo ritrae in queste due opere. Nel secondo dipinto appare in secondo piano un altro misterioso monumento.

Come ultima immagine abbiamo scelto una rara incisione presumibilmente del XVII secolo che ritrae l’interno del monumento come era nellla realtà e non nell’immaginazione dei numerosi artisti che lo hanno ritratto nei secoli passati.

 

TERME DI TRAIANO E LE SETTE SALE

Sorgente: TERME DI TRAIANO E LE SETTE SALE | romanoimpero.com

Segnaliamo questo interessantissimo articolo apparso sul sito romanoimpero.com, sulle Terme di Traiano,  un complesso di edifici di enormi dimensioni che divenne un modello per le costruzioni analoghe successive (Terme di Caracalla, Terme di Diocleziano). Viene spiegata la storia, le particolarità costruttive, la struttura delle terme, il tutto corredato da ricostruzioni grafiche molto accurate e di sicuro effetto. Non mancano numerose fotografie della zona archeologica attuale che vale la pena di essere visitata.

Via Giolitti come era una volta: alcune rare immagini dell’inizio del ‘900

Immagine 1 – Via Giolitti altezza incrocio con Via Mamiani
Immagine  2 – Via Ricasoli inncrocio con via Principe Umberto (ora via Turati) e in fondo via Giolitti
Immagine 3 – Via Giolitti altezza incrocio con via La Marmora (allora arrivava fino a via Giolitti)
Immagine 4 – Tunnel di Santa Bibiana visto da via Tiburtina
Immagine 5 – Via Giolitti nel tratto via La Marmora – Santa Bibiana con carri trainati da cavalli e a mano
Immagine 6 – Via Giolitti: il cd. Tempio di Minerva Medica

Alcune rare immagini di via Giolitti prima che fosse creata la ferrovia Roma Fiuggi e uno scorcio di via Ricasoli (foto n.2) con le caserme Pepe e Sani già costruite. La foto n. 3 (incrocio con via La  Marmora) evidenzia che ancor prima della Roma Fiuggi era attiva una tranvia che dopo un breve tratto su via Giolitti passava sotto il tunnel di Santa Bibiana e proseguiva per via Tiburtina. Nella foto n. 4 il tunnel di Santa Bibiana visto da via Tiburtina con i binari del tram che arrivavano da via Marsala. Nelle foto 1 e 5 appare evidente che via Giolitti era una via con molti alberi. Nella foto n.6 il cd. Tempio di Minerva Medica in tutta la sua imponenza e magnificenza architettonica non ancora deturpato da tralicci e cavi elettrici sospesi.

Invece ecco come sono stati ridotti fin dal 1916 via Giolitti, Porta Maggiore (che è un’area archeologica di inestimabile valore) e il cd. Tempio di Minerva Medica da pessimi progetti di cui ne scontiamo ancora le conseguenze

 

L’Esquilino ai tempi di Etienne Duperàc (1575)

Etienne Duperàc (1535, 1604)

architetto, disegnatore, pittore, incisore, cartografo francese

Da “I vestigi dell’antichità di Roma raccolti e ritratti in perspettiva con ogni diligentia da Stefano Du Perac parisino1575

Alcune stampe cinquecentesche  di siti archeologici localizzati nel Rione Esquilino o nelle immediate vicinanze

Anfiteatro Castrense
Porta Maggiore
I Trofei di Mario
Terme di Traiano
Terme di Diocleziano
Terme di Diocleziano

 

Storia, religione e misteri in un tour virtuale che parte dall’Esquilino e si diffonde in tutta Roma

Misteriose linee che partono dal nostro Rione per arrivare in altre parti di Roma passando per monumenti attuali e della Roma antica. Vengono tracciati itinerari interessantissimi  da un punto di vista religioso, spirituale, storico e esoterico. Il numero quattro ricorre in maniera quasi ossessiva  e molti luoghi e monumenti dovrebbero essere riconsiderati anche sotto questo aspetto. Guardate con attenzione questi due filmati :

Seneca Morente

ilcantooscuro

Seneca

Una delle storie più strampalate relative al rione riguarda il cosidetto “Seneca Morente”, statua di cui si ignora la data di ritrovamento, precedente al 1594, in cui appare negli inventari della collezione Borghese, e che, da qualche accenno documentale, si ipotizza essere stata scavata nella Vigna de Pischini, estesa tra due chiese scomparse: San Matteo in Merulana, uno dei più antichi titolo cardinalizi di Roma, eretto circa il 112 da papa Alessandro I, situata dove adesso c’è l’incrocio tra via Alfieri e Via Merulana e San Giuliano Ospedaliere, dove adesso c’è l’incrocio tra Via Carlo Alberto e Piazza Vittorio.

Entrambe le chiese hanno due storie alquanto interessanti: San Matteo, la cui abside era Via Machiavelli, appena a sud-ovest dell’incrocio con Via Giusti, in pratica sotto l’USI, mentre la cappella di Sant’Elena all’Esquilino si trova vi era la navata, fu restaurata da Papa Pasquale II nel 1110 e poi da…

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