Archivi categoria: Archeologia

I ‘Trofei di Mario’ a Piazza Vittorio: una delle tante meraviglie del Rione Esquilino

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Forse molti non conoscono la storia di  questa antica costruzione edificata, presumibilmente, al tempo di Alessandro Severo. Un’attenta lettura di questa esauriente ed interessante pubblicazione ricca di immagini ed anche di ricostruzioni virtuali aiuterà a scoprire non solo le meraviglie della tecnica idraulica di quei tempi ma anche la bellezza e la maestosità di questo monumento che era visibile praticamente da tutta la città di Roma. I  ‘Trofei di Mario‘ a Piazza Vittorio è l’unica fontana monumentale dell’antichità arrivata ai nostri giorni (un altro dei primati del Rione) purtroppo è anche uno  dei tanti monumenti dell’Esquilino troppo spesso sottovalutati e non adeguatamente valorizzati. Speriamo che l’attuale restauro dei giardini ne sottolinei l’eccezionale valore storico, artistico ed archeologico e ne faccia un luogo capace di attrarre turisti e amanti dell’antica Roma. In appendice un articolo sul monumento ai tempi di Pirro Ligorio

I ‘Trofei di Mario’,  Mostra dell’Acqua Claudia – Anio Novus: il percorso dell’acqua
di
Giuseppina Pisani Sartorio, Leonardo Lombardi e Henrique Rossi Zambotti
Appendice:
Pirro Ligorio e i ‘Trofei di Mario’
di
Edoardo Gautier di Confiengo

Altre immagini antiche che ritraggono i Trofei di Mario insieme ad altri monumenti del Rione Esquilino (il cd. Tempio di Minerva Medica e Santa Croce in Gerusalemme)

Annunci

La Volta Gatti

ilcantooscuro

Gatti

Stasera avrei voluto parlare di alcuni dei protagonisti della disfida di Barletta, ma purtroppo, dato che non so stare zitto, mi sono lasciato trascinare daa RomafaSchifo in una discussione relativa a Piazza Dante.

Uno dei social manager, immagino si possano chiamare così, ha pubblicato un intervento sulla sua pagina facebook del blog, in cui si definiva feccia un gruppo di cittadini che si opponeva alla creazione di un ulteriore parcheggio sotterraneo, spero aperto anche ai residenti e non solo ai servizi segreti, che avrebbe impattato sulla fruibilità del giardino.

Ora, sapete bene, che non avendo l’automobile per scelta di vita, il mio tasso di interesse sui parcheggi di piazza Dante è meno che nullo; in più, non ho problema dirlo, io sono uno dei sostenitori dell’idea della monumentalizzazione della Volta Gatti. In più non sono per nulla entusiasta del realizzare un parcheggio nel ben mezzo degli Horti Lamiani.

Però, data…

View original post 594 altre parole

Tempio di Minerva Medica: dalle statue ai materassi

Al tempo del suo massimo fulgore nelle nicchie del cd. Tempio di Minerva Medica c’erano statue meravigliose,  poi nei secoli successivi anche se spogliato di queste e dei rivestimenti preziosi aveva sempre mantenuto una sua dignità anche nei periodi peggiori tanto da essere preso a modello da numerosi artisti  per la realizzazione di altri monumenti a loro volta divenuti patrimonio dell’umanità e per innumerevoli stampe e dipinti.

Oggi al posto delle statue troviamo i materassi

 

e la situazione generale peggiora sempre di più come testimoniano le fotografie seguenti

Questo slideshow richiede JavaScript.

Piange il cuore vedere un monumento del genere ridotto in questo stato  oltretutto tenendo presente che un’altra delle concause che contribuisce a tenere il cd. Tempio di Minerva Medica in queste condizioni è ben lungi dall’essere risolta

La fantasia ha sempre caratterizzato il cd. Tempio di Minerva Medica non solo nel nome ma anche in diversi quadri che ha ispirato

Sarà che le origini di questo monumento sono tuttora incerte e tutt’altro che definite sarà che anche il nome di Tempio di Minerva Medica (e di tutti gli altri) è stato attribuito nei secoli passati più con la fantasia che con argomentazioni fondate  ma  si è fatto spesso ricorso all’immaginazione anche per il paesaggio e la collocazione in ambiti antichi di questa incredibile e bellissima costruzione

In questa prima immagine J.B. Pillement nel XVIII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica immerso in un paesaggio suggestivo e bucolico ma assolutamente inventato: lo specchio d’acqua sotto il monumento, la scalinata all’ingresso e la collinetta in secondo piano tutto molto bello ma solo nell’immaginazione dell’artista
Non è da meno G.P. Pannini che sempre nel XVIII secolo immagina scenari dell’antica Roma assolutamente fantastici accostando monumenti distanti tra loro: qui il Tempio di Minerva Medica in mezzo a molti templi, la colonna Traiana, un arco di trionfo, un obelisco e addirittura la statua di Marco Aurelio

In questo altro dipinto, sempre il Pannini immagina i cd. Tempio di Minerva Medica in un altro suggestivo scenario sempre con la presenza della statua di Marco Aurelio, un obelisco e diversi altri templi.

In quest’altro dipinto (immagine in bianco e nero) il monumento è inserito in un ulteriore ambiente inventato

Ma che il Pannini amasse questo monumento e lo ritenesse tra quelli più importanti dell’antichità classica lo testimonia questa ulteriore sua opera in cui immagina una enorme struttura con molte sculture originali e i quadri di tutti i più importanti monumenti di Roma Antica, una sorta di Museo virtuale ante litteram

e il Tempio di Minerva Medica fa bella mostra di sè tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio

Anche Niccolò Codazzi già nel XVII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica accanto ad una poderosa costruzione con altissime colonne e lo ritrae in queste due opere. Nel secondo dipinto appare in secondo piano un altro misterioso monumento.

Come ultima immagine abbiamo scelto una rara incisione presumibilmente del XVII secolo che ritrae l’interno del monumento come era nellla realtà e non nell’immaginazione dei numerosi artisti che lo hanno ritratto nei secoli passati.

 

Il mondo dei sogni e la dura realtà di via Giolitti – raccolta firme per fermare temporaneamente il “trenino” a Porta Maggiore

Ecco come dovrebbe diventare nei progetti, ma più realisticamente nei sogni,  la  linea Laziali Centocelle a via Giolitti. Chi la vorrebbe così non conoscendo appieno le criticità della strada dovrebbe saper ascoltare e valutare le istanze di chi ci vive, ci lavora o ha conoscenze che purtroppo molti amministratori e progettisti non hanno, e non trincerarsi dietro stereotipi improponibili o delle crude valutazioni di costi e ricavi.

Creare dei progetti che costano centinaia di milioni di euro alla collettività senza conoscere la storia e i monumenti di via Giolitti ci sembra francamente inaccettabile: qui non si tratta di costruire un plastico per i trenini elettrici ma di avere a che fare con la storia millenaria, la cultura e il benessere dei cittadini.

Nel corso di numerosi incontri e numerose discussioni i fautori di questa linea non hanno mai tenuto nel giusto conto questi dati oggettivi:

  • Documenti ufficiali dell’ENEA comprovanti senza ombra di dubbio che il cd. Tempio di Minerva Medica (ma anche i palazzi vicini e la chiesa di Santa Bibiana) è sottoposto a vibrazioni con dei valori elevatissimi, tali da metterne a repentaglio  la sua stessa struttura, a causa esclusivamente del passaggio dei convogli della suddetta linea ferrotranviaria. (vedi doc.1, doc.2, doc.3)
  • Documento ufficiale dell’ISPRA comprovante la natura particolare del sottosuolo di via Giolitti in maniera specifica dalla chiesa di Santa Bibiana a Porta Maggiore popolato da numerosi “sinkholes antropogenici” (“cavità sotterranee”) vedi
  • L’esistenza di una precisa legge dello Stato Italiano che impone delle distanze minime tra rotaie ed edifici (a maggior ragione se si tratta di monumenti di così grande valore) vedi.
  • L’articolo della Costituzione Italiana (il nono vedi) che indica come lo Stato debba preservare il paesaggio e il patrimonio artistico e monumentale della Nazione in maniera che possa essere fruito dal singolo cittadino così come da gruppi interessati. E il cd. Tempio di Minerva Medica è chiuso al pubblico da oltre un secolo a causa di questa ferrovia.
  • La carreggiata a senso unico adibita al traffico veicolare accanto al monumento larga appena 3,6 m e quindi ai limiti della legge che prescrive 3,5 m di larghezza minima (riducibili a 3,25 m) per il passaggio dei mezzi di soccorso e dei mezzi pubblici collettivi. Ciò impedisce qualsiasi spostamento significativo delle rotaie (vedi REGOLAMENTO VIARIO E CLASSIFICA FUNZIONALE
    DELLE STRADE URBANE DI ROMA CAPITALE pag. 54)

Basterebbero (e avanzerebbero) queste considerazioni per porsi dei seri dubbi sull’opportunità di continuare a far passare questi convogli a  pochi cm. da  monumenti così importanti ma i fautori di questa linea ferrotranviaria  continuano imperterriti a sminuire o addirittura ad ignorare questi fatti e ad indicare esempi di realizzazioni in altre città che sono assolutamente improponibili per la situazione presente a via Giolitti.

Prendiamo, ad esempio, quello che è stato fatto a Nizza, bellissima città del sud della Francia ma non paragonabile neppure lontanamente a Roma. Analizziamo questa fotografia

Innanzitutto c’è un percorso perfettamente rettilineo dei binari, marciapiedi su ambedue i lati della strada di circa 3/4 metri di larghezza, superficie rotabile su prato larga circa 7 metri, spartitraffico su prato e con alberi largo almeno 3 metri, strada per il traffico veicolare a doppio senso di circolazione (almeno altri 8 metri) e infine nessun traliccio a lati della strada . A chi non piacerebbe una realizzazione del genere? Ma per realizzarla occorre lo spazio necessario, e non è certo via Giolitti la sede più idonea per un progetto del genere.

Guardate ora questa foto: sapete quanto è la distanza tra il monumento e il palazzo di fronte? 0,78 m il passaggio pedonale + 3,6 m la carreggiata per il traffico veicolare + 6,4 m la parte adibita ai binari e in un punto nulla più per cui in totale 10,78 m tra il muro del palazzo e il muro del cd Tempio di Minerva Medica!

E analizziamo poi gli edifici di Nizza accanto alle rotaie: edilizia di fattura abbastanza recente (50-60 anni al massimo) nella quasi totalità in cemento armato (e quindi molto più resistenti alle vibrazioni) e di scarso valore architettonico eppure c’è stata un’attenzione notevole sotto l’aspetto paesaggistico. Niente di lontanamente paragonabile alla situazione di via Giolitti con uno dei monumenti più importanti di Roma Antica databile intorno al 250 d.C. e quindi con ben 1800 anni sulle spalle (senza considerare la chiesa di Santa Bibiana, opera del Bernini del 1625, sullo stesso percorso).

Ma non basta perchè di fatto il cd. Tempio di Minerva Medica è in mezzo alla strada (vedi foto accanto, cliccare per ingrandirla)  e obbliga il cosiddetto “trenino” ad una curva  a bassissimo raggio  ostruendo di fatto la visibilità  in maniera da infrangere delle precise regole per la sicurezza ferrotranviaria: ci siamo divertiti a fare un fotomontaggio per ricreare una situazione simile a quella di via Giolitti a Nizza e secondo voi  i tecnici francesi non avrebbero pensato a un itinerario alternativo?

Dobbiamo aspettare che crolli una porzione del monumento appena restaurato (ma ancora chiuso) o che si apra un’ennesima voragine sotto i binari perchè finalmente si riesca a ragionare?

Ecco l’unica tavola del mega progetto della ferrovia Termini Tor Vergata che siamo riusciti ad ottenere

Dal 19 febbraio scorso l’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino ha iniziato la raccolta di firme per attestare il capolinea della linea Laziali Centocelle a Porta Maggiore in attesa di conoscere e poter valutare il progetto definitivo dell’opera. Valutando le difficoltà amministrative e i tempi (lunghi) di una eventtuale realizzazione non è pensabile che la situazione attuale possa proseguire ancora per anni continuando ad arrecare danni ai monumenti e mantenendo tutte le altre criticità. Ecco il testo che vi preghiamo di leggere attentamente

TERME DI TRAIANO E LE SETTE SALE

Sorgente: TERME DI TRAIANO E LE SETTE SALE | romanoimpero.com

Segnaliamo questo interessantissimo articolo apparso sul sito romanoimpero.com, sulle Terme di Traiano,  un complesso di edifici di enormi dimensioni che divenne un modello per le costruzioni analoghe successive (Terme di Caracalla, Terme di Diocleziano). Viene spiegata la storia, le particolarità costruttive, la struttura delle terme, il tutto corredato da ricostruzioni grafiche molto accurate e di sicuro effetto. Non mancano numerose fotografie della zona archeologica attuale che vale la pena di essere visitata.

L’odierna via Giolitti esisteva anche in passato?

Ci siamo sempre chiesti se, a differenza di alcune strade storiche del Rione Esquilino come via di Porta Maggiore, via Santa Croce in Gerusalemme (l’antica Strada Felice) e via Merulana, esistesse nei secoli passati una via che potesse essere considerata l’antenata dell’attuale via Giolitti, strada costruita in tempi relativamente recenti accanto alle linee ferroviarie che portano alla Stazione Termini. Ebbene, la risposta è positiva perchè non solo c’è una traccia evidente nella pianta di Roma del Falda del 1656

ma grazie all’archivio fotografico di “Roma Ieri e Oggi” abbiamo scovato una rara fotografia della collezione Jane St. John del 1856 (vedi), quindi, prima che venisse costruita la Stazione Termini con le relative linee ferroviarie, che ritrae la via (allora ridotta a poco più di una strada di campagna) che passava attraverso degli orti e attraverso il cd. Tempio di Minerva Medica esattamente come indicato dal Falda due secoli prima.

Ma altre antiche incisioni  testimoniano l’esistenza di un’ulteriore strada ancor più simile all’odierna via Giolitti visto che costeggiava sia il cd. Tempio di Minerva Medica sia la chiesa di Santa Bibiana

 

Per cui anche se ha cambiato spesso aspetto e nome nei secoli passati a buon diritto via Giolitti deve essere considerata come una delle strade più antiche e più importanti del Rione Equilino

20 gennaio 2019 Passeggiata archeologica attraverso l’Esquilino

Questo slideshow richiede JavaScript.

ESQUILINO
Dalle Sepolture arcaiche agli edifici Imperiali

Domenica 20 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio, si svolgerà una passeggiata archeologica attraverso l’Esquilino.

La partecipazione è gratuita, l’appuntamento è fissato alle ore 15.30 davanti alla chiesa di Sant’Eusebio.

Questa volta parleremo di acque ed in particolare:
– Il tratto di acquedotto in Via Turati
– Il castellum aquae di Piazza Vittorio (Trofei di Mario)
– La cisterna delle Sette Sale
– Le terme di Traiano
Come sempre si parlerà anche di tante altre cose.
La passeggiata si concluderà nella Chiesa di Sant’Eusebio dove si visiteranno i sotterranei (Insula romana, fognolo, ipogeo sepolcrale del III sec. a.c.)

Il cd. Tempio di Minerva Medica come non l’avete mai visto

Clicca per aprire
cd. Tempio di Minerva Medica

Cliccare sull’immagine, poi sul pulsante 3D model e poi aspettare il tempo necessario perchè vengano caricati i driver per la visione in 3D.

Appena disponibile il visore 3D potrete ammirare il cd. Tempio di Minerva Medica da tutte le angolazioni possibili spostandovi semplicemente  con il mouse tenendo premuto il tasto sinistro

Buona visione!

 

Tempio di Minerva Medica, finora una splendida opportunità sprecata per l’Esquilino e per Roma

Cliccare per ingrandire

Cliccare per ingrandire

Le immagini valgono più di centinaia di parole. Ecco come sono costretti ad osservare il cd. Tempio di Minerva Medica turisti e studenti in gita: da fuori ed alcuni praticamente sulle rotaie della linea Laziali Giardinetti a causa della chiusura del monumento e della mancanza di spazio esterno.

Ed è così da più di un secolo, da quando cioè fu inaugurata questa linea ferrotranviaria nel lontano 1916 e contemporaneamente fu chiuso al pubblico il Tempio di Minerva Medica.

Lasciamo al lettore quantificare non solo il danno culturale (in realtà incalcolabile) ma anche quello economico: quanti visitatori paganti avrebbero potuto contribuire al mantenimento della struttura e quante persone avrebbero potuto trovare un lavoro direttamente o indirettamente grazie ad essa in un secolo?

Oggi i restauri conservativi e ricostruttivi resi necessari dal pericolo di un cedimento strutturale che sarebbe stato più che probabile a causa delle pazzesche vibrazioni provocate dal passaggio dei convogli a pochi centimetri dai muri sono praticamente terminati, ma il monumento rischia di rimanere ancora chiuso per evidenti ragioni di sicurezza.

Siamo consci che quando venne costruita questa ferrovia la Costituzione della Repubblica Italiana, per ovvi motivi, non era stata nè pensata, nè tantomeno scritta, ma oggi c’è e l’articolo 9 recita “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica . Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.” (vedi note).

Secondo voi, in questo caso, è rispettato l’articolo della Costituzione?