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4 marzo 2020 “SHOW ME THE PICTURE: THE STORY OF JIM MARSHALL” all’Apollo 11


presenta

Mercoledì 4 marzo alle ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma


Regno Unito – 2019 – 90 min.

Versione Italiana

Show the Picture: the story of Jim Marshall ci trasporta nei retroscena della vita del più famoso fotografo del Rock.
Un artista fuori dagli schemi e una vita passata a combattere i propri demoni interiori. Jim si è tracciato il proprio percorso fino a diventare uno dei punti di riferimento della fotografia più anticonformista, che grazie alle sue lenti ci ha permesso di vedere la storia degli anni a cavallo tra i 60 e 70 .
Il suo approccio caparbio e sincero, unito al suo incredibile talento, lo ha portato a stringere amicizia e immortalare alcune delle più importanti icone della storia della musica: Bob Dylan, the Rolling Stones, the Beatles, the Who, fino alla celeberrima immagine di Jimi Hendrix mentre infuoca la sua chitarra, o lo scatto a Johnny Cash al carcere di San Quentin, definito da Jim stesso “la fotografia più rubata della storia del Rock”.

“Io vedo la musica…”. “Quando fotografo le persone non mi piace dare alcuna indicazione. Non ci sono parrucchieri né make-up artist in giro. Sono come un giornalista, solo che uso una macchina fotografica; reagisco ai miei soggetti nel loro ambiente, e se va bene, mi immergo a tal punto nella situazione da diventare un tutt’uno con la mia fotocamera”
JimMarshall

Regia: Alfred George Bailey – Sceneggiatura: Peter Machen – Montaggio: Adam Biskupski – Fotografia: Alfred George Bailey – Musiche: Adam Biskupski – Interpreti: JJim Marshall, Michael Douglas, Galadrielle Allman, Adam Block, Anton Corbijn, Amelia Davis – Distribuzione: Zenit Distribution.

3 marzo 2020 “La seconda patria” all’Apollo 11


presenta

Martedì 3 marzo dalle ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma


Italia/Canada, 2019 80 min.

introduce

il regista e sceneggiatore
RENATO CHIOCCA

che al termine della proiezione
ne discute con

il regista
PAOLO QUAREGNA

Hanno preso una decisione radicale. Hanno scelto di lasciare la loro “amara terra”, come hanno fatto negli ultimi 100 anni poco meno di 30 milioni di italiani. Hanno fatto valigie e fagotti, attraversato frontiere, varcato l’oceano. Di tutte le terre americane, hanno scelto il Quebec, enclave dal sapore mediterraneo, dove si parla la lingua francese, provincia radicata nella tradizione cattolica, da sempre aperta al meticciato. Sono uomini e donne di grande coraggio e capacità di resilienza, disponibili a fare crescere in sé lo “spirito nomade”: hanno preferito essere padroni del loro tempo piuttosto che battersi, tra fratelli, per difendere uno spazio avaro di risorse. Alcuni di essi, spingendosi nei distretti minerari del gelido nord, hanno scoperto (grazie anche a “contaminazioni” culinarie e musicali) una speciale complicità con i “nativi” Innu, abitanti colà ben prima di ogni ondata migratoria. Il film, seguendo il cammino della famiglia Stea, da Sannicandro di Bari, prima minatori in Belgio nell’immediato dopoguerra, poi lavoratori occasionali a Toronto e a Montreal, infine lavoratori nelle miniere di ferro di Schefferville, nel Grande Nord canadese, offre i ritratti di nove “migranti economici” e dei loro figli che hanno saputo adattarsi a una nuova vita, attivando nuove radici, senza perdere il legame con la loro “italianità”.

Regia: Paolo Quaregna – Interpreti: Johnny Stea, Florent Vollant, Paul Tana, Tony Nardi, Pierre Curzi – Sceneggiatura: Paolo Quaregna – Fotografia: Jacques Desharnais, Katerine Giguère – Montaggio: Paolo Quaregna, Patrizia Penzo – Produttore: Rean Mazzone, Andrea Kerkoc, Paul Cadieux – Produzione: Ilapalma Dreamfilm, Istituto Luce Cinecittà, Avocado Pictures, con il contributo del MiBACT, Canada Media Fund.

Il trailer

2 marzo 2020 “Tutto Jean Vigo” all’Apollo 11


presenta

lunedì 2 marzo dalle ore 19.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

TUTTO JEAN VIGO

Serata dedicata al regista francese

ore 19.00

À PROPOS DE NICE
Francia/1930, 25 min.
ZERO IN CONDOTTA
Zéro de conduite, Francia/1933, 44 min.

ore 20.15

Presentazione dei volumi

JEAN VIGO. OPERA COMPLETA
di Denis Brotto
Mimesis, 2018
L’ATALANTE. IMMAGINI DEL DESIDERIO
di Giacomo Ravesi
Mimesis, 2016

Intervengono

la docente Università Roma Tre
STEFANIA PARIGI

gli autori
DENIS BROTTO
GIACOMO RAVESI

ore 21.15

LA NATATION PAR JEAN TARIS, CHAMPION DE FRANCE
Francia/1931, 9 min.
L’ATALANTE
Francia/1934, 89 min.

Restaurati in 4K nel 2017 da Gaumont (per L’Atalante, in collaborazione con Cinémathèque française e The Film Foundation) con il supporto di CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée presso i laboratori L’Immagine Ritrovata e L’Image Retrouvée.

Versioni originali con sottotitoli italiani

À PROPOS DE NICE

“In questo film – interprete una città le cui manifestazioni sono significative – si assiste al processo di un certo mondo. In realtà, non appena indicate l’atmosfera di Nizza e lo spirito della vita che vi si conduce (e che si conduce anche altrove, purtroppo!), il film muove alla generalizzazione degli insulsi divertimenti, messi sotto l’insegna del grottesco, della carne e della morte, ultimi bruschi trasalimenti d’una società che si abbandona, fino a darvi la nausea e a farvi complici di una soluzione rivoluzionaria”.

Jean Vigo, Verso un cinema sociale, 14 giugno 1930

Regia, Sceneggiatura, Montaggio: Jean Vigo – Fotografia: Boris Kaufman – Produzione: Jean Vigo, Boris Kaufman.

*****

ZERO IN CONDOTTA

“L’infanzia. Dei fanciulli che vengono abbandonati una sera di ottobre alla riapertura delle scuole nel cortile d’onore da qualche parte in provincia sotto una bandiera qualunque, ma sempre lontano da Casa, dove si spera nell’affetto di una madre, nell’amicizia di un padre, se non è già morto.
Ed allora, mi sento stretto dall’angoscia. State per vedere Zero in condotta, io sto per rivederlo con voi. L’ho visto crescere. Come mi sembrava gracile! Neppure convalescente, come un mio stesso figlio, non è più la mia infanzia. È invano che spalanco gli occhi. Il mio ricordo si ritrova male in lui. È dunque già così lontano? Come ho potuto osare, diventato grande, percorrere tutto solo, senza i compagni di gioco e di studio, i sentieri del Gran Meaulnes? Senza dubbio, ritrovo nello scompartimento che allontana le vacanze i due amici del ritorno a scuola. Sicuramente va là, con i suoi 30 letti identici, il dormitorio dei miei otto anni d’internato, e vedo anche Huguet che noi amavamo tanto e il suo collega, il sorvegliante Pète-Sec, e questo sorvegliante generale muto dai passi leggeri di un fantasma. Alla luce della lampada a gas abbassata per la notte, il piccolo sonnambulo ossessionerà ancora il mio sogno questa notte? E forse lo rivedrò ai piedi del mio letto come ci si trovava la vigilia di quel giorno in cui la febbre spagnola lo portava via nel 1919”.

Jean Vigo, discorso pronunciato il 17 ottobre 1933 in occasione della prima proiezione del film in Belgio, al Club de l’Écran di Bruxelles

Regia, Sceneggiatura, Montaggio: Jean Vigo – Fotografia: Boris Kaufman – Scenografia: Jean Vigo, Henri Storck, Boris Kaufman – Musica: Maurice Jaubert – Interpreti: Jean Dasté (sorvegliante Huguet), Robert Le Flon (sorvegliante Pète-Sec), du Verron (sorvegliante generale Bec-de-Gaz), Delphin (rettore del collegio), Louis Lefebvre (Caussat), Gilbert Pruchon (Colin), Coco Goldstein (Bruel), Gérard de Bédarieux (Tabard), Léon Larive (il professore di chimica) – Produzione: J.L. Nounez per Argui-Films, Gaumont-Franco-Film-Aubert.

*****

LA NATATION PAR JEAN TARIS, CHAMPION DE FRANCE

“Il film sul campione di nuoto Jean Taris, commissionato a Vigo da Germaine Dulac e realizzato nei primi mesi del 1931, viene spesso considerato, nel complesso dell’opera di Jean Vigo, un film minore, anzi, talvolta viene persino ignorato, quando invece reca, ben stampato, il nome ‘Vigo’, anche se il regista amava, del film, solo le sequenze girate sott’acqua. Tanto che se ne ricorderà durante la lavorazione di L’Atalante. Ma non c’è solo questo: la scena del ‘nuoto in camera’ è insolita e divertente, così come i trucchi e l’ammicco di Taris allo spettatore, quando, completamente vestito, cammina sulle acque. È la prima esperienza sonora di Vigo, in un’epoca in cui non esisteva il missaggio. Il cineasta è riuscito a creare un contrappunto tra voce umana e rumore dell’acqua in movimento”.

Luce Vigo, Jean Vigo, une vie engagée dans le cinéma, Cahiers du cinéma-CNDP, Paris 2002

Regia, Montaggio: Jean Vigo – Fotografia: G. Lafont, Lucas – Produzione: Le Journal vivant, GFFA.

*****

L’ATALANTE

“L’Atalante contiene tutte le qualità di Zéro de conduite e altre ancora quali la maturità, la maestria. Vi si trovano, riconciliate, due grandi tendenze del cinema, il realismo e l’estetismo. Ci sono stati nella storia del cinema dei grandi realisti come Rossellini e dei grandi esteti come Ejzenštejn, ma pochi cineasti si sono provati a fondere le due tendenze quasi fossero contraddittorie. Per me L’Atalante contiene nello stesso tempo À bout de souffle (Fino all’ultimo respiro, 1960) di Godard e Le notti bianche (1957) di Visconti, vale a dire due film incomparabili, che sono certamente l’uno agli antipodi dell’altro, ma che sono anche quanto di meglio si è fatto in ciascuna delle due direzioni. Nel primo si tratta di accumulare frammenti di verità che combinati assieme condurranno a una sorta di favola moderna; nel secondo invece si parte da una favola moderna per ritrovare alla fine del viaggio una verità globale. Infine ritengo che spesso si sottovaluti L’Atalante vedendovi un piccolo tema, un tema ‘particolare’ in opposizione al grande tema ‘generale’ trattato in Zéro de conduite.
L’Atalante affronta in realtà un grande tema, raramente trattato dal cinema, l’esordio nella vita di una giovane coppia, le difficoltà di adattarsi l’uno all’altra, con all’inizio l’euforia dell’accoppiamento (ciò che Maupassant chiama il brutale appetito fisico ben presto spento), poi i primi scontri, la rivolta, la fuga, la riconciliazione, e finalmente l’accettazione dell’uno da parte dell’altra”.

François Truffaut, I film della mia vita, Marsilio, Venezia 2003.

Regia: Jean Vigo – Soggetto: Jean Guinée (Robert de Guichen) – Sceneggiatura: Jean Vigo, Albert Riéra. – Fotografia: Boris Kaufman – Montaggio: Louis Chavance – Scenografia: Francis Jourdain – Musica: Maurice Jaubert – Interpreti: Michel Simon (père Jules), Dita Parlo (Juliette), Jean Dasté (Jean), Gilles Margaritis (il venditore ambulante), Louis Lefebvre (il mozzo), Raphaël Diligent (Raspoutine), Maurice Gilles (impiegato della compagnia), Fanny Clar (la madre di Juliette) – Produzione: J.L. Nounez, Gaumont-Franco-Film- Aubert.

Apollo 11 Il programma fino al 4 marzo

PROGRAMMA FINO AL 4 MARZO:

Giovedì 27 Febbraio

  • ore 19.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 per Racconti dal Vero: GRANNY PROJECT di Balint Revesz (89 min).

Venerdì 28 Febbraio

  • ore 17.00 ANDREJ TARKOVSKJ. IL CINEMA COME PREGHIERA di Andrej A. Tarkovskij (97 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 19.00 HERZOG incontra GORBACIOV di Werner Herzog e André Singer (90 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.

Sabato 29 Febbraio

  • ore 15.00 per Apollo Junior: I RACCONTI DI PARVANA – THE BREADWINNER di Nora Twomey (94 min).  Versione Italiana.
  • ore 17.00 HERZOG incontra GORBACIOV di Werner Herzog e André Singer (90 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 19.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 ANDREJ TARKOVSKJ. IL CINEMA COME PREGHIERA di Andrej A. Tarkovskij (97 min). Versione originale – Sott. ITA.

Domenica1 Marzo

  • ore 11.00 Finalmente domenica! Caffè, matinèe:
    per Apollo Junior I RACCONTI DI PARVANA – THE BREADWINNER di Nora Twomey (94 min).  Versione Italiana.
  • ore 15.00 per Apollo Junior: I RACCONTI DI PARVANA – THE BREADWINNER di Nora Twomey (94 min).  Versione Italiana.
  • ore 17.00 ANDREJ TARKOVSKJ. IL CINEMA COME PREGHIERA di Andrej A. Tarkovskij (97 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 19.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 HERZOG incontra GORBACIOV di Werner Herzog e André Singer (90 min). Versione originale – Sott. ITA.

Lunedì 2 Marzo

  • ore 19.00 Serata Tutto Jean Vigo: À PROPOS DE NICE (44 min) – ZERO IN CONDOTTA (44 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 20.15 Presentazione dei volumi:
    JEAN VIGO. OPERA COMPLETA di Denis Brotto (Mimesis, 2018) +
    L’ATALANTE. IMMAGINI DEL DESIDERIO di Giacomo Ravesi (Mimesis, 2016).
  • ore 21.00 Serata Tutto Jean Vigo: L’ATALANTE (89 min). Versione originale – Sott. ITA.

Martedì 3 Marzo

  • ore 19.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 SHOW ME THE PICTURES: THE STORY OF JIM MARSHALL di Alfred George Bailey (90 min). Versione originale – Sott. ITA.

Mercoledì 4 Marzo

  • ore 19.00 SHOW ME THE PICTURES: THE STORY OF JIM MARSHALL di Alfred George Bailey (90 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 ANDREJ TARKOVSKJ. IL CINEMA COME PREGHIERA di Andrej A. Tarkovskij (97 min). Versione originale – Sott. ITA.

 

27 febbraio 2020 “Granny Project” all’Apollo 11

in collaborazione con

presenta

un piccolo ciclo di proiezioni, attraverso alcuni dei documentari più interessanti degli ultimi tre anni, che intende mostrare quanto spesso l’identità sia anche il frutto di una ricerca, dell’inseguimento di tracce scomparse per l’accanirsi degli eventi o per infinite peripezie personali. Ogni film a suo modo mette al centro l’identità ebraica in un contesto relazionale, in cui il mondo circostante è uno specchio attraverso il quale uscire rafforzati

in anteprima romana

giovedì 27 febbraio ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

Gran Bretagna/Ungheria, 2018, 89 min.

Al termine della proiezione

il regista
BALINT REVESZ

incontrerà il pubblico insieme a

CARLO S. HINTERMANN
ALBERTO CAVIGLIA

Tre nonne e tre nipoti. Tre amici che scoprono di avere nella propria famiglia un passato diametralmente opposto. Invece di cancellare le tracce di questa distanza i tre decidono di mettere a confronto le rispettive nonne in un viaggio a più tappe. Come si può instaurare un dialogo tra una agente dei servizi segreti inglesi, una attivista della gioventù nazista e una sopravvissuta ai campi di sterminio? L’intero film è costruito per dare una risposta a questo quesito, e lo fa con la forza irrefrenabile della vita stessa.

Regia: Bàlint Rèvèsz – Interpreti: Rosanne Colchester, Gudrun Dechamps, Livia Rèvèsz, Meredith Colchester, Ruben Woodin Dechamps, Bàlint Rèvèsz – Sceneggiatura: Meredith Colchester, Ruben Woodin Dechamps, Bàlint Rèvèsz – Fotografia: Ruben Woodin Dechamps – Montaggio: Kàroly Szalay – Musica: Albert Màrkos – Sound Design: Gàbor Erdlyi Jr. – Post Supervisor: Balàzs Budai – Produttore: Làszlò Kàntor, Bàlint Rèvèsz – Co-Produttore: Mariann Kiss, Meredith Colchester, Ruben Woodin Dechamps – Produttore Associato: Horvàth Szabô Àgnes, Patricia D’intino, Orban Wallace – Produzione: Company Gallivant Film (Uk) Új Budapest Filmstúdiò (Hu).

26 febbraio 2020 “Di chi è Roma? Città merce vs bene comune” al Palazzo Merulana

26 febbraio 2020 ore 18,00

PALAZZO MERULANA

Di chi è Roma? Città merce vs bene comune | Con la proiezione di “Le case che eravamo” di Arianna Lodeserto

Proseguono gli incontri di Collettiva!
In questo secondo appuntamento del 2020  rifletteremo su trasformazioni urbanistiche, accumulazione immobiliare e finanziaria, “overturism” e “gentrification”, a partire dal documentario di Arianna Lodeserto Le case che eravamo (2018).

Attraverso materiali d’archivio, il cortometraggio ripercorre i primi cinquant’anni di attività dell’Istituto Autonomo Case Popolari e le lotte per il diritto all’abitare.
La pellicola offre una panoramica sui primi cinquant’anni di attività dell’Istituto, che avevano creato a partire dalla fine degli anni 40 una vera e propria «città nella città»,  per far fronte a quello che si presentava e si presenta ancora come il problema “più grave, tra quelli che si prospettano alla città di Roma”: il problema edilizio.
E come si compone la città, oggi? Chi ne resta escluso? Chi resiste esplorando rotte alternative?

Uguaglianza, diritti e libertà nell’abitare la città e gli spazi pubblici: durante l’incontro ci interrogheremo sul come dare vita a città aperte e porose, dinamiche, che favoriscano la cooperazione e le trasformazioni urbanistiche a misura e in favore del cittadino.

Proiezione del documentario Le case che eravamo, di Arianna Lodeserto

A discuterne ci saranno:

Paolo Berdini, urbanista, già assessore all’Urbanistica e ai lavori pubblici
Alessandro Coppola, ricercatore Politecnico di Milano, curatore di Roma in transizione
Sarah Gainsforth, giornalista e autrice di Airbnb città-merce
Lorenzo Romito, architetto, Stalker/NoWorking

modera
Giuliano Battiston, Collettiva

 

Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti disponibili
Info allo 0639967800
info@palazzomerulana.it

22 febbraio – 4 aprile 2020 “Roma Fotografia 2020” a Palazzo Merulana

Dal 22/02/2020 al 04/04/2020
PALAZZO MERULANA

Roma Fotografia 2020: EROS

Cosa accende i nostri sogni, pensieri e azioni? Come fa a coglierlo il nostro sguardo? E quello sguardo come matura in noi?

Roma Fotografia propone un grande evento per la Capitale che delinea i contorni e le sfumature della forza straordinaria che muove il mondo: il Desiderio.

Se tutta l’arte è erotica, come diceva Gustav Klimt, in fondo, è perché l’erotismo caratterizza la natura stessa: dalla forma di un’orchidea in fiore ad un frutto aperto a metà, l’eros è lo sguardo di chi riesce a cogliere l’essenza e ogni forma di bellezza e di pathos nell’esistenza.
Il continuo esercizio delle emozioni con cui stimoliamo i nostri sensi che diventa una chiave di lettura con cui interpretare ciò che viviamo.

Roma Fotografia 2020 EROS è una proposta culturale che indaga il rapporto tra la fotografia e l’arte in generale con il tema del desiderio, della passione e della bellezza e stimola la ricerca sulle motivazioni e le spinte più profonde che animano i sogni e le azioni quotidiane che puntano alla realizzazione di essi.
Per riscoprire il talento, le capacità, le potenzialità, le aspirazioni che trovano nell’arte lo strumento ideale di espressione.

L’evento si svolgerà a Roma dal 22 febbraio al 6 aprile in collaborazione con diverse istituzioni culturali tra le quali CoopCulture, Fondazione Cerasi, Istituto Luce – Cinecittà, Stadio di Domiziano, con il patrocinio di Regione Lazio e Roma Capitale.

Inaugurazione a Palazzo Merulana sabato 22 febbraio alle 18.30

In concomitanza con l’inaugurazione di Roma Fotografia 2020 EROS, la programmazione espositiva parte a Palazzo Merulana con un ciclo di tre personali tutte al femminile.
Un racconto sull’Eros che percorre il secolo scorso sino all’oggi. Dalle Dive Divine del cinema muto agli anni Venti fiammeggianti di innovazione e spirito rivoluzionario nelle fotografie di Tina Modotti, sino alla contemporaneità intrisa di classicismo delle opere di Chiara Caselli.

 

Donne che rappresentano forza, indipendenza, coraggio e emancipazione e diventano portatrici di un messaggio importante che Roma Fotografia vuole amplificare: la presenza incisiva, attenta, competente e innovativa delle donne in un settore spesso declinato al maschile come la fotografia;

Il 22 febbraio inaugura la prima delle tre mostre, Tina Modotti “L’Eros della rivoluzione.

Un viaggio in quattro tappe che parte con le immagini iconiche che hanno portato Tina Modotti ad essere la fotografa più influente dell’inizio del secolo.

Il suo splendido sguardo mostra una straordinaria capacità di raccontare la complessità di una rivoluzione senza mai perdere la delicatezza di porgere attenzione ad un particolare, ad un fiore.

Una donna, una artista oltre le definizioni, oltre il suo tempo, che proietta verso una modernità che trova nella “Desiderio” la scintilla per muoversi verso un ideale imprescindibile, una passione irrinunciabile, una volontà tenace, nell’esplorazione di sé e della stessa vita per lei già immortale. nelle altre aree che scopriamo un’interpretazione insolita del suo lavoro, che per essere inserita nel progetto Roma Fotografia 2020 “EROS” aveva bisogno di isolare i suoi sguardi non dal punto di vista specifico o ideologico, ma simbolico. Ed ecco che le fotografie di mani diventano fiori e fiori che diventano mani, da sempre simboli di amore e sensualità. Un progetto inedito frutto di un lavoro approfondito di ricerca a cura dei fotografi di Roma Fotografia: Maria Cristina Valeri e Alex Mezzenga.

La mostra, organizzata in collaborazione con Associazione Culturale onlus 8 Marzo, prevede 38 opere che provengono dall’Instituto de Investigaciones Estéticas (IIE), dal Fondo “Manuel Toussaint” dell’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) di Città del Messico e dalla Collezione della Fototeca Nazionale dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) della Città di Pachuca Hidalgo, Messico

Modalità di partecipazione

Inaugurazione 22 febbraio ore 18.30
Ingresso libero

Mostra Tina Modotti “L’Eros della rivoluzione”
Dal 23 febbraio all’8 marzo 2020
L’accesso è incluso nel biglietto di ingresso alla Collezione Cerasi di Palazzo Merulana
Intero
10.00 €
Ridotto 8.00 € (Giovani under 27, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2)
Gratuito (bambini under 7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Palazzo Merulana Pass e Palazzo Merulana Pass Young)   online

+ BIGLIETTO “EROS CARD”
15.00 €

Il biglietto consente l’accesso illimitato dal 23 febbraio al 4 aprile alla Collezione Cerasi, alle mostre di Roma Fotografia 2020, e ai talk in occasione di RF2020, con la possibilità di prenotare il proprio posto agli incontri (nei limiti della disponibilità prevista).

20 febbraio 2020 “KEMP, MY BEST DANCE IS YET TO COME” all’Apollo 11

presenta
in anteprima romana

giovedì 20 febbraio ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

Italia, 2019 63 min.

Al termine della proiezione

DANIELA MACCARI
prima ballerina,interprete, coreografa
e prima assistente di Lindsay Kemp

incontrerà il pubblico

Lindsay Kemp, ballerino, mimo, coreografo, regista, recentemente scomparso, è stato un’icona della danza contemporanea; sperimentatore eccentrico e provocatorio, fonte d’ispirazione per altrettante grandi personalità, che vanno ben oltre i suoi campi d’azione, come la sua influenza nella musica di David Bowie e Kate Bush e anche nel cinema con l’amico e genio dell’avanguardia inglese, Derek Jarman. Il documentario racconta l’ultimo anno di vita di Lindsay Kemp a Livorno, tra memorie e tentativi di mettere in scena il suo ultimo spettacolo dedicato a Nosferatu.

Regia e Sceneggiatura: Edoardo Gabbriellini – Montaggio: Andrea Di Fede – Fotografia: Daria D’Antonio – Suono in presa diretta: Alberto Batocchi – Aiuto regia: Jacopo Bonvicini – Assistente artistica: Daniela Maccari – Collaboratore: Mr. Kemp David Haughton – Musiche originali: Stefano Pilia – Operatori alla macchina: Francesco Merini, Daria D’Antonio – Ricerche d’archivio: Giulia Simi – Audio editing e Mix: Alessio Festucci – Color Correction: Andrea Orsini, Grande Mela Digital Film – Produttori: Ilaria Malagutti, Edoardo Gabbriellini – Produttore creativo: Francesco Merini – Produzione: Mammut Film con il sostegno della DG Cinema, realizzato nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema in collaborazione con Sky Arte.

Il trailer

 

Apollo 11 Il programma fino al 26 febbraio 2020

PROGRAMMA FINO AL 26 FEBBRAIO:

Giovedì 20 Febbraio

  • ore 19.00 ANDREJ TARKOVSKJ. IL CINEMA COME PREGHIERA di Andrej A. Tarkovskij (97 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 per Racconti dal Vero: KEMP, MY BEST DANCE IS YET TO COME di Edoardo Gabbriellini (63 min).

Venerdì 21 Febbraio

  • ore 17.30 ANDREJ TARKOVSKJ. IL CINEMA COME PREGHIERA di Andrej A. Tarkovskij (97 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 19.30 per Racconti dal Vero: SELFIE di Agostino Ferrente (78 min).
  • ore 21.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.

Sabato 22 Febbraio

  • ore 15.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 17.00 HERZOG incontra GORBACIOV di Werner Herzog e André Singer (90 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 19.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 per Racconti dal Vero: SELFIE di Agostino Ferrente (78 min).

Domenica 23 Febbraio

  • ore 11.00 Finalmente domenica! Caffè, matinèe: IN ANTEPRIMA NAZIONALE: LOURDES di Thierry Demaizière e Alban Teurlai (97 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 15.30 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 17.30 per Racconti dal Vero: SELFIE di Agostino Ferrente (78 min).
  • ore 19.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 HERZOG incontra GORBACIOV di Werner Herzog e André Singer (90 min). Versione originale – Sott. ITA.

Lunedì 24 Febbraio

  • ore 19.00 LOURDES di Thierry Demaizière e Alban Teurlai (97 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 per Racconti dal Vero: GAZA di Garry Keane e Andrew McConnell (90 min).Versione originale – Sott. ITA. Dibattito a seguire.

Martedì 25 Febbraio

  • ore 17.00 LOURDES di Thierry Demaizière e Alban Teurlai (97 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 19.00 IL MISTERO HENRI PICK di Rémi Bezançon (100 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 LOURDES di Thierry Demaizière e Alban Teurlai (97 min). Versione originale – Sott. ITA.

Mercoledì 26 Febbraio

  • ore 19.00 LOURDES di Thierry Demaizière e Alban Teurlai (97 min). Versione originale – Sott. ITA.
  • ore 21.00 HERZOG incontra GORBACIOV di Werner Herzog e André Singer (90 min). Versione originale – Sott. ITA.

17 febbraio 2020 ” La Memoria del condor” all’Apollo 11

presenta

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

lunedì 17 febbraio ore 21.00


Italia, 2018, 80 min.

al termine della proiezione

la regista
EMANUELA TOMASSETTI

incontrerà il pubblico
insieme a

CECILIA RINALDINI
giornalista e inviata giornale RadioRai

PATRICIA MAYORGA
giornalista e scrittrice

MARTA LUCISANO
avvocato nel processo Condor

JORGE ITHURBURU
presidente Associazione 24 marzo onlus

Il Piano Condor (o “Operazione Condor”) è una alleanza nata negli anni ’70 tra forze militari e di polizia di diversi paesi sudamericani, con il benestare degli Stati Uniti e del Segretario di Stato Henry Kissinger. Ha interessato in particolare Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Brasile, Bolivia e in ultimo anche il Perù. Una vera e propria organizzazione politico-militare nata con il compito di eliminare oppositori e dissidenti, oltre i confini dei singoli stati. Il 12 febbraio 2015 inizia a Roma il Processo Condor. 43 vittime latinoamericane, di cui 23 di origine italiana, uccisi o scomparsi in Sudamerica negli anni delle dittature. Imputati 36 militari e civili di quattro diversi paesi latinoamericani: Uruguay, Bolivia, Perù e Cile. La sentenza arriva due anni più tardi. Nel frattempo sei imputati sono morti. 8 sono condannati all’ergastolo, uno solo è dichiarato innocente, per 18 di loro viene dichiarato estinto il reato perché ormai prescritto. Tutte le parti hanno impugnato la sentenza e ora è in corso il Processo d’Appello. Quello di Roma è il primo processo in Europa a emettere delle condanne per reati commessi nell’ambito dell’Operazione Condor.
Partendo dal processo, seguito nelle tante udienze del primo grado, il film racconta le storie personali di alcune delle vittime. Sullo sfondo scorre il drammatico periodo storico in cui avvengono i fatti, riletto e ripercorso alla luce dei racconti privati e di una attenta analisi storica. Le testimonianze dei protagonisti, in Tribunale e durante le interviste, si alternano perciò alle immagini di repertorio, proveniente sia da archivi italiani, argentini e uruguayani, sia dagli archivi privati dei sopravvissuti. I familiari e gli amici delle vittime ripercorrono quelle storie ancora oggi per loro così dolorose, regalandoci testimonianze intense e intime che fanno riflettere su quanto sia importante salvaguardare la memoria.

Regia: Emanuela Tomassetti – Interpreti: María Campiglia, Martín Almada, Alejandro Montiglio, Tamara Montiglio, Juan Osses, Rina Belvederessi, Julio Soto, Gloria Torres, Pablo Adriazola, Carlos Montes, Aurora Meloni, Zelmar Michelini Jr, Mariana Zaffaroni, Macarena Gelman, Victoria Moyano Artigas, Estela Carlotto – Voce: Valentina Carnelutti Riprese Paolo Palermo – Montaggio: Massimiliano Cecchini – Collaborazione al montaggio: Emanuele Redondi – Riprese seconda unità: Milena Fiore – Organizzazione: Valeria Adilardi – Prodotto da: Luca Criscenti – Produzione: Land Comunicazioni in associazione con Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio con il contributo di Regione Lazio e con il patrocinio di Amnesty International – Archivi: Archivio Audiovisivo Movimento Operaio e Democratico, Archivo Difilm – Argentina, Telemundo Teledoce Uruguay, Izquierda Diario, Ir Frente Amplio.

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