Il 2026 segna un cambiamento nella dimensione live di Benji & Fede, che scelgono per la prima volta il teatro per raccontare la fase più matura del loro percorso. Uno spettacolo pensato per mettere al centro canzoni e racconto, dove l’immediatezza melodica del loro pop si arricchisce di nuove profondità e sfumature, lasciando emergere la crescita artistica e umana di due amici che hanno imparato a scegliersi di nuovo e a condividere il palco con una nuova consapevolezza.
Proprio al Teatro Storchi di Modena hanno girato il videoclip del loro ultimo singolo “Zero” una ballad intensa che nasce dall’azzeramento dei ruoli, delle difese, delle aspettative. Un brano diretto e profondamente emotivo, costruito su immagini semplici ma potenti, che si apre in modo essenziale per poi crescere gradualmente, lasciando entrare nuovi elementi musicali che ampliano l’atmosfera e ne accentuano la carica emotiva.
Benji & Fede ripartono da “Zero”: un nuovo inizio che guarda avanti, senza dimenticare il percorso fatto.
prodotto e organizzato da Friends&Partners e Color Sound
Mr.Rain torna dal vivo nel 2026 e, per la prima volta, sceglie l’atmosfera dei teatri per raccontarsi in una veste nuova, più intima e intensa, in un tour che si preannuncia unico nel suo percorso artistico.
Uno spettacolo inedito, capace di mettere al centro le emozioni, le parole e il legame diretto con il pubblico, in un contesto raccolto che esalterà l’anima più autentica del suo repertorio.
Il tour è prodotto e organizzato da Friends&Partners e Color Sound,
Con all’attivo 24 dischi di platino e 5 dischi d’oro, Mr.Rain ha pubblicato i singoli EFFETTO MICHELANGELO e CASA IN FIAMME prodotto da DARDUST, dopo un anno di lavoro in studio dove l’artista si è preso il tempo necessario per raccontare il suo mondo nel modo più autentico possibile. Singoli che rappresentano l’inizio di un nuovo percorso.
Ripensare il mandolino: tradizione, stereotipi e nuovi repertori
Ripensare il mandolino: tradizione, stereotipi e nuovi repertori Con Salvatore della Vecchia Dalle sue origini tra Sei e Settecento fino alla contemporaneità, il mandolino ha attraversato contesti sociali e artistici molteplici: dai salotti aristocratici alle piazze, dalla musica colta alle tradizioni popolari. Presente nelle opere di compositori come Vivaldi, Beethoven, Mahler e Prokof’ev, esso racconta una storia ben più ampia e complessa di quella suggerita dall’immaginario comune. Il programma alternerà brani del repertorio storico ad arrangiamenti e composizioni originali, mostrando come la tradizione mandolinistica continui ancora oggi a rinnovarsi tra ricerca, innovazione e dialogo interculturale.
ore 17:00
Itinerari Cameristici
Concerto
“Due pianisti e due flautisti per la Francia Fin de Siecle”
Marco Cilona: flauto
Roberto Cilona: flauto
Antonella Frabotta e Marco Grisanti: pianoforte
C. Debussy – “Petite Suite” versione per due flauti e pianoforte
G. Faurè – “Dolly suite” Opera 56 per pianoforte a quattro mani
Mondi Sonori Festival Popolare Italiano XIII edizione
Malutempu in concerto
progetto ideato dal polistrumentista e compositore
Antonio Olivo
La proposta intreccia la tradizione popolare calabrese con suggestioni mediterranee e sensibilità contemporanee. Il concerto inaugura il percorso del Festival all’interno di Mondi Sonori, dedicato alle diverse espressioni della musica popolare e d’autore.
Sonate per flauto e basso di autori milanesi del XVIII secolo
Maestri Enrico Casularo (flauto) e Andrea Coen (basso continuo / tastiera)
Musiche e sonate per flauto traverso e basso continuo del Settecento di area milanese e lombarda (con opere di autori come i Sammartini e altri compositori lombardi dell’epoca)
Il Settecento milanese e lombardo ha visto una straordinaria fioritura di musica strumentale e cameristica, in particolare per flauto traverso e basso continuo. Tra i principali autori attivi a Milano o legati a questa tradizione figurano: [1]
Giovanni Battista Sammartini (1700–1775): celebre figura milanese, pioniere dello stile classico e sinfonico.
Giuseppe Ferdinando Brivio (1699–1758): compositore, violinista e direttore d’orchestra attivo a Milano.
Lo spettacolo ripercorre la vita della Callas attraverso lo sguardo degli uomini che l’hanno amata e segnata, da Meneghini a Pasolini e Onassis, in un viaggio tra musica, amori, fragilità e successo.
Dal 30 settembre al 4 ottobre 2026 dalle ore 19:00
ACQUARIO ROMANO – CASA DEL’ARCHITETTURA
Far Nights – DJ Set
30 settembre | DJ-SET E VISUAL a cura di UnFauno + Mondocane Giardino
2 ottobre | DJ-SET a cura di UnFauno + Colas Giardino
3 ottobre | DJ-SET a cura di UnFauno + Funk Pope Giardino FAR + ROMADIFFUSA
4 ottobre | DJ-SET a cura di Virginia WWW Sala centrale FAR + ROMADIFFUSA
4 ottobre | PERFORMANCE AUDIOVISIVA ULTRAVIOLETTO – DUALITIES Casa dell’Architettura
ogni giorno DRINK&FOOD
UnFauno — Creator, cantautore e dj, UnFauno è un artista romano indietronico e post-romantico. Fine osservatore delle dinamiche digitali, porta in consolle lo stesso sguardo ironico e pungente con cui ha conquistato il web. Mondocane — Mondocane è un producer, musicista e dj romano attivo da quasi vent’anni con un percorso che unisce elettronica, visione psichedelica e dancefloor. La sua identità sonora mescola ritmi della bass music globale e pulsazioni tribali ed ipnotiche. Colas — Emiliano Colasanti è giornalista musicale, scrittore e cofondatore di 42 Records, etichetta indipendente tra le più importanti della scena italiana. Ha collaborato con Rolling Stone e GQ. Funk Pope — Funk Pope è un esploratore di groove e sonorità molto differenti fra loro, dal funk alla disco, dal dub alla bass music, passando per hip hop, afrobeat, elettronica. I suoi set sono un mix eclettico di suoni accomunati dalla presenza di massicce basslines. Virginia WWW — Virginia WWW, scrittrice, sceneggiatrice, ex direttrice dell’edizione italiana di Noisey, è una music curator, promoter e DJ di molti eventi di sperimentazione sonora. Ultravioletto — Lo studio di interaction design e arte multimediale Ultravioletto porta in scena una performance audiovisiva ispirata alla dualità onda-particella, al cuore della meccanica quantistica. Audio e visual sono generati in tempo reale
I biglietti per il concerto previsto il 6 Marzo sono posticipati al 30 Settembre 2026 Eventuali rimborsi della data del 6 Marzo potranno essere richiesti entro e non oltre il giorno 13 MARZO 2026 Per i biglietti acquistati attraverso il circuito TICKETONE,le richieste di rimborso dovranno essere inoltrateesclusivamente a TICKETONE seguendo le indicazioni su https://www.rimborso.info/ I biglietti acquistati presso il botteghino del teatro Brancaccio potranno essere rimborsati recandosi in biglietteria.
Roberto Vecchioni, dopo il successo dell’ultimo libro “L’Orso bianco era nero. Storia e leggenda della parola” (Piemme), continua con “Tra il Silenzio e il Tuono Tour” che prende il nome da uno dei suoi lavori letterari (“Tra il silenzio e il tuono”, Einaudi 2024). Lo spettacolo, prodotto da DM Produzioni, in programma nei luoghi più suggestivi d’Italia, nella prima parte è dedicato ai brani dell’ultimo album “L’Infinito” (2018, Etichetta DME), per poi lasciare spazio ad alcuni classici del repertorio del cantautore, in una narrazione che tiene insieme la musica e la parola. Già dal titolo, autocitazione di “Chiamami ancora amore”, emerge il rimando autobiografico insieme all’analisi dei grandi temi che animano la passione dell’autore: la letteratura, la filosofia, la musica e il cinema. Il 6 marzo sarà al Teatro Brancaccio di Roma, data organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci.
«Tra il silenzio e il tuono Tour è un grande spettacolo di canti e monologhi. Il silenzio appartiene all’immaginazione, allo spirito, all’anima, mentre il tuono invece appartiene a quello che ho fatto e mi è stato fatto cioè alla vita, che pulsa molto: l’unico modo per acquietarla è rivolgersi allo spirito– spiega Vecchioni – tutta la prima parte dello spettacolo è giocata sull’ultimo disco e sui personaggi che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Emerge un mio concetto recente, nuovo, di grande amore per tutto ciò che si fa e si vive. La seconda parte dello spettacolo, invece, è una specie di ritorno, uno sguardo sul passato con le canzoni di prima, che mostrano come si è arrivati al concetto di Infinito attraverso pensieri particolari sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità… e come poi tutte queste piccole cose si siano ricomposte in un’unica idea, che è quella di amare la vita comunque sia, bella o brutta perché in realtà è sempre bella. Siamo noi che a volte la immaginiamo in un altro modo».
Roberto Vecchioni è accompagnato dalla “band storica”, costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Antonio Petruzzelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).
Prendi due cantanti giovani, belle e cattive, un cantante chitarrista con la passione per i bassi, un folle pianista di ragtime e un batterista che suona anche senza batteria.
E poi dagli un obiettivo: trovare e suonare lo Swing… anche quando non c’è!