“Reti di ricordi”: al museo Macro di Roma una giornata di memorie, dialoghi e proposte su ciò che il museo nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” è stato nella sua sede di Palazzo Brancaccio prima del trasferimento delle collezioni all’Eur


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I preziosi interni di Palazzo Brancaccio che ha ospitato le collezioni di arte orientale

Il 31 ottobre 2017 le porte di Palazzo Brancaccio in via Merulana 248 a Roma, storica sede del museo nazionale d’Arte Orientale intitolato a Giuseppe Tucci, si sono chiuse al pubblico, ed è iniziato il trasferimento delle collezioni al museo delle Civiltà all’EUR. “Questo”, sottolinea Roberta Malasecca di Interno 14 Next, “non può lasciare indifferenti le persone che hanno frequentato e amato il museo nella sede che ha avuto per sessant’anni (dal 1957 al 2017), poiché le sue collezioni sono come un organismo vivente che ora ha cambiato le sue coordinate spaziali e, soprattutto, la sua relazione con il territorio circostante”. Nasce così “Reti di ricordi. Progetto per la memoria del Museo Tucci” a cura di Roberta Melasecca, Silvia Stucky, Michele Marinaccio, con Donatella Mazzeo, Paola D’Amore, Massimo Livadiotti, Vittoria Biasi, Paola Romoli Venturi, Donatella Pinocci…

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