Porta Maggiore, ma che male hai fatto? Parte seconda

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Nelle scorse settimane abbiamo notato con grande piacere che dopo anni di attesa erano iniziati i lavori per la definitiva ristrutturazione dei bagni pubblici a Piazza di Porta Maggiore.  Un atto doveroso nei confronti della cittadinanza e dei numerosi turisti che giornalmente passano per questa piazza dal momento che, praticamente, erano spariti da tutto il Rione Esquilino e in genere da quasi tutta Roma.

In realtà si pensava che fossero ripristinati e, ovviamente, migliorati quelli già esistenti che essendo sotterranei avevano un basso impatto con la realtà archeologica circostante.

Ed invece, all’improvviso ci siamo ritrovati  questa ingombrante struttura che non solo oscura la visuale della Porta ma è un pugno in un occhio in un’area archeologica che dovrebbe essere tutelata non solo dal degrado ma anche e soprattutto da un punto di vista paesaggistico.

Insomma, non basta il traffico incessante, il trenino che passa sotto i suoi archi, il degrado, la sporcizia, il buio, dato che Porta Maggiore non gode di una propria illuminazione, ora dobbiamo anche ringraziare i tecnici che con grande acume e sensibilità per il patrimonio archeologico hanno realizzato questa struttura.

Lasciamo a voi qualsiasi giudizio vorremmo solo ricordare il IX articolo della Costituzione della Repubblica Italiana:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34].

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

6 maggio 2019 “DIAMOCI UN TONO – A SPECIAL SHOW” al Teatro Brancaccio

6 maggio 2019

TEATRO BRANCACCIO

Edoardo Ferrario

DIAMOCI UN TONO – A SPECIAL SHOW

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