Il progetto nasce dalle macerie dei Gipsy Italien con un disco all’attivo dal titolo omonimo e numerosi concerti e partecipazioni a festival in tutta la penisola. Musica semplice e diretta che da gli anni ’30 ad oggi si afferma grazie alla sua energica ed originale espressività tra swing e ritmo gitano. Un viaggio etereo ma al contempo terreno tra le note della poesia francese, gli chansonnier (Brel, Trenet, Piaf, Aznavour, Brassen, Chaplin) e gli accenti della melodia nord americana.
Danilo Cucurullo: Voce
Lorenzo Bucci: Chitarra manouche
Emiliano Pallottii: Fisarmonica
Opportunità di visitare – accompagnati da audioguide in 4 lingue – il Museo che – allestito nelle celle dell’ex carcere nazista – racconta la resistenza della popolazione romana per contrastare l’oppressione e la repressione nazista dal 12 settembre 1943 al 4 giugno 1944
Museo Storico della Liberazione
Via Tasso 145, Roma
Uno dei luoghi dove coltivare la memoria e l’impegno civile per non dimenticare le vittime di quei mesi di battaglie intestine è sicuramente il Museo Storico della Liberazione.
Allestito nei locali dell’edificio che nei mesi dell’occupazione nazista di Roma venne utilizzato come carcere dal Comando della Polizia di sicurezza, era il luogo dove si veniva portati, anche senza motivo, interrogati, detenuti e torturati e da cui si poteva uscire destinati al carcere di Regina Coeli, al Tribunale di guerra (condanne al carcere in Germania o alla fucilazione a Forte Bravetta), alla deportazione, oppure, come accadde per molti, alle Fosse Ardeatine.
Le celle di detenzione sono ancora come furono lasciate dai tedeschi in fuga. Queste stanze sono oggi dedicate alla memoria di coloro che vi furono detenuti, e ricordano le più drammatiche e significative vicende nazionali e romane dell’occupazione.
Ingresso libero (è gradito un contributo volontario alle spese del Museo, da versare direttamente nella cassetta all’ingresso del Museo).
Orari:
Da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13.15 e dalle 14.15 alle 20
Dal 25 al 28 aprile la Regione apre gratuitamente al pubblico 80 siti della Rete delle Dimore Storiche del Lazio con spettacoli e percorsi enogastronomici su tutto il territorio regionale.
Un’occasione unica per scoprire luoghi solitamente inaccessibili al pubblico e rivivere il fascino della storia, il fulgore della natura, la bellezza dell’arte, le geometrie e gli spazi di edifici dalle linee arcaiche, classiche e moderne. Dimore che raccontano vicende di personaggi, artisti, architetti, mecenati, imperatori, papi e re. Un percorso che attraversa l’intera la regione, in un territorio che racchiude grandissima bellezza.
Visitare tutto questo è possibile dal 25 al 28 aprile: quattro giorni in cui la Regione Lazio offre a tutti l’opportunità di scoprire una serie di perle dell’immenso patrimonio di dimore, ville, parchi e giardini storici del suo territorio, decine di luoghi di grande fascino e incanto. Un’apertura straordinaria e gratuita che propone anche un ricco programma di spettacoli con cinquantacinque eventi, cinque percorsi alla scoperta delle tipicità enogastronomiche del Lazio.
Visitare gratuitamente gli 80 siti che aderiscono è semplice: basta prenotare la visite entro il 26 aprile, scrivendo un’email a dimorestoriche@tosc.it (l’apposito form è scaricabile dal sito http://www.retedimorestorichelazio.it) o telefonando al numero 06.32.81.09.61 (lun-ven ore 9-18; sab ore 9-13; gio 25 e ven 26 aprile ore 9-13; chiuso 14, 21, 22 aprile). La prenotazione è obbligatoria e ogni persona può prenotare al massimo 4 ingressi per ciascun luogo. Per effettuare le visite è necessario rispettare tassativamente orario e condizioni comunicati al momento della prenotazione.
La “Rete delle dimore storiche del Lazio” è stata costituita nel 2017 in applicazione della Legge regionale n. 8 del 2016. Ai 109 siti pubblici e privati selezionati attraverso il primo avviso pubblico, si sono aggiunti quest’anno 21 nuovi luoghi per un totale di 130 tra castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e dimore storiche, parchi e casali.
Orari e modalità di visita sono differenti, la prenotazione è obbligatoria attraverso il call center dedicato entro il giorno 26 aprile:
Una formazione dal sound originale, in cui il dialogo tra strumenti fa da vero solista, attraverso un repertorio unico di gemme rare, standard celebri e tempi insoliti che attraversano il tempo: dallo swing degli anni 30 al jazz più moderno.
Componenti di sezioni ritmiche di rinomate band della scena swing e jazz, sideman affidabili di solisti affermati, i JAZZ RUSSELL si sono riuniti in una propria formazione, forti dell’affiatamento musicale e personale costruito in anni di collaborazioni comuni.
Con arrangiamenti rigorosamente “espresso” e in movimento, i JAZZ RUSSELL fanno sempre un po come gli pare, e si rivolgono a chi ascolta con spontaneità, sincerità e con un solo obiettivo: il gioco!
Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma
LA DONNA ELETTRICA
un film di Benedikt Sterlingsson
Islanda/Francia/Ucraina 2018 101′
Accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Cannes, La donna elettrica è una commedia travolgente e fuori dagli schemi, capace di unire emozione, impegno e divertimento. La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande… Già regista dell’acclamato Storie di cavalli e di uomini, Benedikt Erlingsson colpisce al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio islandese di struggente bellezza.
Il 24 aprile alle 18.00 ci sarà la presentazione del libro Cantieri e città. La pubblicazione intende documentare con gli occhi dei giovani allievi dei Corsi di Fattibilità del Progetto e sotto forma di carnets de voyages alcune opere che furono “in via di realizzazione” (2013-2015). Una testimonianza di come tali opere siano vissute e fruite oggi, oramai tutte funzionanti. Attraverso 15 casi studio, Cantieri e città permette di “toccare con mano” che esiste una possibile condotta del cantiere, praticata da tecnici (architetti, ingegneri, geometri, imprese, maestranze) che rifiuta la ricerca affannosa del tornaconto e della convenienza personale e che produce, viceversa, qualità edilizia e architettonica.
Cantieri e città racconta, nei progetti e nelle realizzazioni sopra elencate, queste virtuose esperienze.
All’incontro del 24 aprile 2019, ore 18.00 nella Sala delle Sculture, foyer di Palazzo Merulana parteciperanno:
Prof. Mario Panizza, Architetto, Rettore Roma Tre (2013-2017)
Ing. Gioia Gorgerino, Vice Presidente ANCE giovani
Arch. Fabrizio Zamponi, Libero professionista e progettista.
Sarà presente l’autore Prof. Alfredo Passeri.
Modalità di partecipazione
Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti
Info
+39 0639967800
info@palazzomerulana.it www.palazzomerulana.it
Sarà che le origini di questo monumento sono tuttora incerte e tutt’altro che definite sarà che anche il nome di Tempio di Minerva Medica (e di tutti gli altri) è stato attribuito nei secoli passati più con la fantasia che con argomentazioni fondate ma si è fatto spesso ricorso all’immaginazione anche per il paesaggio e la collocazione in ambiti antichi di questa incredibile e bellissima costruzione
In questa prima immagine J.B. Pillement nel XVIII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica immerso in un paesaggio suggestivo e bucolico ma assolutamente inventato: lo specchio d’acqua sotto il monumento, la scalinata all’ingresso e la collinetta in secondo piano tutto molto bello ma solo nell’immaginazione dell’artista Non è da meno G.P. Pannini che sempre nel XVIII secolo immagina scenari dell’antica Roma assolutamente fantastici accostando monumenti distanti tra loro: qui il Tempio di Minerva Medica in mezzo a molti templi, la colonna Traiana, un arco di trionfo, un obelisco e addirittura la statua di Marco Aurelio
In questo altro dipinto, sempre il Pannini immagina i cd. Tempio di Minerva Medica in un altro suggestivo scenario sempre con la presenza della statua di Marco Aurelio, un obelisco e diversi altri templi.
In quest’altro dipinto (immagine in bianco e nero) il monumento è inserito in un ulteriore ambiente inventato
In quest’altro dal nome “Capriccio di rovine romane con predicatore” il monumento appare con la piramide Cestia, un edificio a pianta circolare che unisce il Tempio di Vesta e il Tempio della Sibilla a Tivoli, l’obelisco di Augusto a Piazza del Popolo e le “colonnacce” del Foro di Nerva
G.P. Pannini Capriccio di rovine Romane con predicatore 1745
Ma che il Pannini amasse questo monumento e lo ritenesse tra quelli più importanti dell’antichità classica lo testimonia questa ulteriore sua opera in cui immagina una enorme struttura con molte sculture originali e i quadri di tutti i più importanti monumenti di Roma Antica, una sorta di Museo virtuale ante litteram
e il Tempio di Minerva Medica fa bella mostra di sè tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio
Anche Niccolò Codazzi già nel XVII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica accanto ad una poderosa costruzione con altissime colonne e lo ritrae in queste due opere. Nel secondo dipinto appare in secondo piano un altro misterioso monumento.
Come ultima immagine abbiamo scelto una rara incisione presumibilmente del XVII secolo che ritrae l’interno del monumento come era nellla realtà e non nell’immaginazione dei numerosi artisti che lo hanno ritratto nei secoli passati.