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Ma perchè il cd. Tempio di Minerva Medica deve continuare a rimanere al buio?

Nei giorni e nelle settimane scorse c’è stata una grande enfasi per l’inaugurazione di nuovi impianti di illuminazione pensati e realizzati ad hoc per alcuni monumenti romani:

Santa Maria in Trastevere

Il Pantheon

Il Borgo di Ostia Antica

Ma c’è un monumento che ostinatamente non solo rimane chiuso al pubblico da oltre un secolo ma non ha neppure una misera lampadina che lo illumini (ci sono solo i lampioni stradali e la luna quando è piena), e indovinate qual’è?  Il cd. Tempio di Minerva Medica.

Tempio di Minerva Medica: molte persone vorrebbero visitarlo ma…

Speriamo che l’ inmmagine in evidenza (come le altre) sia destinata a rimanere solo nel mondo dei ricordi.

Molte persone, ogni giorno, al cospetto di un simile monumento si domandano perchè non sia possibile visitarlo e se lo sono chieste diverse generazioni di potenziali visitatori visto che il cd. Tempio di Minerva Medica è chiuso al pubblico da più di un secolo.

A gruppi di turisti, fotografi, semplici persone che vorrebbero visitare e vedere il monumento dall’interno, per ora, è precluso soddisfare questo desiderio.

Che il 2020 sia finalmente l’anno della svolta e il cd. Tempio di Minerva Medica sia riaperto definitivamente al pubblico e diventi meta di visitatori e appassionati di archeologia al pari di tutti gli altri tesori della città di Roma

 

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Una ulteriore opera d’arte del passato, poco nota, che ha come soggetto il cd. Tempio di Minerva Medica

Ecco un altro esempio, poco conosciuto, di un’ennesima rappresentazione eseguita nei secoli passati del cd. Tempio di Minerva Medica.

Ecco la descrizione tratta dal sito http://www.galleriatanca.it

Raffinata tempera su pergamena di pelle di cigno raffigurante al centro un paesaggio con in primo piano il cosidetto Tempio di Minerva Medica e sullo sfondo un acquedotto nella campagna romana, racchiuso da un perlinato, tipica firma dell’artista romano Tommaso Bigatti attivo nei primi anni del XIX sec. Tutto intorno decorazioni a grottesche in stile Pompeiano raffiguranti due figure femminili, uccelli, delfini e animali fantastici.

Dimensioni cm 14×20 ca. Entro cornice e passpartout dei primi del ‘900.

7 novembre 2019 presentazione del volume “Minerva Medica – Ricerche, scavi e restauri” al Planetario delle Terme di Diocleziano

SCHEDA VOLUME

Filmati e Immagini delle due giornate di apertura straordinaria del cd. Tempio di Minerva medica

Il 21 e 22 settembre 2019 il cd. Tempio di Minerva Medica in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è stato aperto al pubblico per consentire  visite guidate con l’ausilio di personale altamente qualificato. Il successo è stato superiore ad ogni più rosea aspettativa e purtroppo non poche persone sono state costrette a rimanere fuori e rimandare la visita nonostante sia stato aumentato il numero dei visitatori da 25 a 35 per ogni turno. A tal proposito ricordiamo che il monumento sarà nuovamente aperto e visitabile il 18 ottobre dalle ore 9,00 alle ore 17,00. Di seguito due filmati (uno di RAI TG2, l’altro di Marco Polimeni) con interviste alla dott.ssa Simona Morretta  della Sopraintendenza Archeologica Speciale di Roma e per finire alcune foto del fantastico monumento scattate dall’interno e delle tante persone in attesa di visitarlo.

Roma, riapre per 2 giorni il maestoso Tempio di Minerva medica TG2 13:00 del 21/09/2019

RAI TG2 21/09/2019 Edizione delle ore 13,00

Le Giornate Europee del Patrimonio 2019: le visite e gli eventi nel Rione Esquilino

in occasione delle Giornate Europpe del Patrimonio sarà possibile visitare diversi monumenti a Roma e in tutt’Italia. A seguire i luoghi che aderiscono all’iniziativa nel Rione Esquilino:

Eleven Sounds concerto di Christian Lavernier
Roma, Museo nazionale romano – Aula ottagona delle Terme di Diocleziano
Concerto – Il 21 settembre 2019  Orario: ore 20.45 fino ad esaurimento posti
Il Museo Nazionale Romano. diretto da Daniela Porro, presenta nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano lo spettacolo Eleven Sounds, concerto di Christian Lavernier, a cura di Incinque Open Art …

Olearie delle Terme di Diocleziano
Roma, Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano
Visita guidata – Dal 21 settembre 2019 al 22 settembre 2019  Orario: 10.30 e 12.00
Visita guidata Olearie delle Terme di Diocleziano visita guidata a cura di Coopculture (max 20 persone) ore 10:30 e 12:00 appuntamento presso la biglietteria trenta minuti prima dell’inizio della …

 

Visita all’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano
Roma, Museo nazionale romano – Aula ottagona delle Terme di Diocleziano
Visita guidata – Dal 21 settembre 2019 al 22 settembre 2019  Orario: 15 e 16,30
Visita guidata a cura di Coopculture (max 10 persone) ore 15:00 e 16:30 appuntamento presso la biglietteria trenta minuti prima dell’inizio della visita

Auditorium di Mecenate

L’Auditorium di Mecenate: giardini, giochi d’acqua e poeti
Roma, Auditorium di Mecenate
Visita guidata – Il 21 settembre 2019  Orario: 15.30-17.00
L’Esquilino è conosciuto come quartiere multietnico dalla vita frenetica. In contrasto con la contemporaneità risaltano una serie di preziose testimonianze monumentali. Nel giardino pubblico in …

Antichi selfie
Roma, Museo nazionale romano – Palazzo Massimo
Visita guidata – Il 21 settembre 2019  Orario: 11.00
Divinità o esseri semiferini, muse, generali, filosofi… Quali messaggi comunicano i ritratti dei personaggi storici e delle persone comuni che ne imitavano la moda? Lo scopriremo in una visita …

Le rose di Livia
Roma, Museo nazionale romano – Palazzo Massimo
Visita guidata – Il 21 settembre 2019  Orario: 16.00
Alla scoperta dei profumi dei fiori e delle piante raffigurate nelle pitture di giardino della Villa di Livia. Visita olfattivo esperienziale per adulti a cura di Coopculture. Prenotazione …

Visite guidate e intrattenimento “al chiaro di luna” a Santa Croce in Gerusalemme
Roma, Comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme
Visita guidata – Dal 21 settembre 2019 al 22 settembre 2019  Orario: Sabato 21 settembre apertura 10.00-14.00 visite guidate alle 10.30 e alle 12.30 Apertura serale 19.00-22.00 Domenica 22 settembre apertura 10.00-14.00 visite guidate alle 10.30 e alle 12.30
La Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma realizza nelle Giornate Europee del Patrimonio 2019 un’apertura straordinaria del comprensorio archeologico di Santa Croce in …

Un chiostro tutto da dipingere
Roma, Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano
Attività didattica – Dal 21 settembre 2019 al 22 settembre 2019  Orario: 16.00-18.00
Laboratorio di acquerello per famiglie alla scoperta del Chiostro Michelangiolesco In occasione del Fabriano Festival del Disegno 2019 e delle Giornate Europee del Patrimonio, l’associazione

Un monumento da scoprire
Roma, Tempio di Minerva Medica
Visita guidata – Dal 21 settembre 2019 al 22 settembre 2019  Orario: 14.00-18.00
Un monumento maestoso, sospeso tra i binari della ferrovia e la linea del tram è il cosiddetto Tempio di Minerva Medica in via Giolitti. Per le Giornate Europee del Patrimonio 2019 , la …

Buona domenica al Museo Nazionale Romano
Roma, Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano
Visita guidata – Il 22 settembre 2019  Orario: 12.00
Visite guidate gratuite per i possessori del biglietto del Museo a cura di Coopculture Prenotazione obbligatoria in biglietteria il giorno stesso (max 30 persone)

Il Collezionista
Roma, Museo nazionale romano – Palazzo Massimo
Spettacolo teatrale – Il 22 settembre 2019  Orario: orario delle performance 11.30/12.30/13.00 prenotazione in biglietteria il giorno stesso
Il Museo Nazionale Romano. diretto da Daniela Porro, presenta la performance teatrale Il Collezionista, progetto del Leteatrocose di Artestudio. Il collezionismo, il restauro, i ritrovamenti, le …

L’elenco completo

Comunicato stampa dell’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino

 

Comunicato Stampa

 

21, 22 settembre – 18 ottobre

Apertura  straordinaria  del c.d. Tempio di Minerva Medica

Minerva Medica esce dall’oblio

Un Monumento da scoprire

 Questo prezioso sito archeologico, a lungo trascurato, ora che sono stati completati gli interventi di consolidamento e di restauro sarà aperto ai visitatori grazie all’iniziativa promossa dalla Soprintendenza  speciale per i Beni Archeologici di Roma che ha inserito il Tempio di Minerva Medica nelle giornate Europee del Patrimonio. Il c.d. Tempio di Minerva Medica si trova in Via Giolitti, dove coesistono siti archeologici della   Roma antica con la moderna ala Mazzoniana della Stazione Termini.

Queste aperture costituiscono un vero avvenimento perché, come sappiamo, il c.d. Tempio di Minerva Medica è da sempre chiuso ai visitatori. Le cittadine e cittadini del Rione Esquilino  costituitisi in Associazioni e  Comitati, sono orgogliosi di avere contribuito in questi anni, con determinazione ostinata, con l’impegno quotidiano,  con la loro denuncia,  anzitutto a salvare il Monumento così  maltrattato, al limite dell’indecenza, e di averne  rivendicato l’importanza e la bellezza. Abbiamo trovato degli alleati che non si sono arresi e che oggi più che mai sentiamo vicini. Nutriamo il convincimento che solo la fruizione assidua e sicura di  un  Bene pubblico ne faciliti il rispetto e la valorizzazione

Per dare continuità a queste prime giornate di apertura,  desideriamo che ci sia la massima informazione e partecipazione all’iniziativa promossa dalla Soprintendenza: nelle giornate del 21 e 22 settembre e il 18 ottobre, con i seguenti orari:

sabato 21 settembre, ore 14-18 (giornata Patrimonio)

domenica 22 settembre, ore 14-18 (giornata Patrimonio)

venerdì 18 ottobre, ore 9-17

Le visite saranno contingentate, per un massimo di 25 persone per volta, e guidate dal funzionario archeologo o architetto della SSABAP. Ogni visita guidata dura circa 20 minuti. Le visite si effettuano ogni 30 minuti. L’ingresso e la visita saranno gratuiti. L’appuntamento è davanti al cancello a via Giolitti. L’accesso è possibile anche a disabili.

Le cittadine e i cittadini  del Rione Esquilino

La fantasia ha sempre caratterizzato il cd. Tempio di Minerva Medica non solo nel nome ma anche in diversi quadri che ha ispirato

Sarà che le origini di questo monumento sono tuttora incerte e tutt’altro che definite sarà che anche il nome di Tempio di Minerva Medica (e di tutti gli altri) è stato attribuito nei secoli passati più con la fantasia che con argomentazioni fondate  ma  si è fatto spesso ricorso all’immaginazione anche per il paesaggio e la collocazione in ambiti antichi di questa incredibile e bellissima costruzione

In questa prima immagine J.B. Pillement nel XVIII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica immerso in un paesaggio suggestivo e bucolico ma assolutamente inventato: lo specchio d’acqua sotto il monumento, la scalinata all’ingresso e la collinetta in secondo piano tutto molto bello ma solo nell’immaginazione dell’artista
Non è da meno G.P. Pannini che sempre nel XVIII secolo immagina scenari dell’antica Roma assolutamente fantastici accostando monumenti distanti tra loro: qui il Tempio di Minerva Medica in mezzo a molti templi, la colonna Traiana, un arco di trionfo, un obelisco e addirittura la statua di Marco Aurelio

In questo altro dipinto, sempre il Pannini immagina i cd. Tempio di Minerva Medica in un altro suggestivo scenario sempre con la presenza della statua di Marco Aurelio, un obelisco e diversi altri templi.

In quest’altro dipinto (immagine in bianco e nero) il monumento è inserito in un ulteriore ambiente inventato

In quest’altro dal nome “Capriccio di rovine romane con predicatore” il monumento appare con la piramide Cestia, un edificio a pianta circolare che unisce il Tempio di Vesta e il Tempio della Sibilla a Tivoli, l’obelisco di Augusto a Piazza del Popolo e le “colonnacce” del Foro di Nerva

G.P. Pannini Capriccio di rovine Romane con predicatore 1745

 

Ma che il Pannini amasse questo monumento e lo ritenesse tra quelli più importanti dell’antichità classica lo testimonia questa ulteriore sua opera in cui immagina una enorme struttura con molte sculture originali e i quadri di tutti i più importanti monumenti di Roma Antica, una sorta di Museo virtuale ante litteram

e il Tempio di Minerva Medica fa bella mostra di sè tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio

Anche Niccolò Codazzi già nel XVII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica accanto ad una poderosa costruzione con altissime colonne e lo ritrae in queste due opere. Nel secondo dipinto appare in secondo piano un altro misterioso monumento.

Come ultima immagine abbiamo scelto una rara incisione presumibilmente del XVII secolo che ritrae l’interno del monumento come era nellla realtà e non nell’immaginazione dei numerosi artisti che lo hanno ritratto nei secoli passati.

 

Pirro Ligorio e il Tempio di Minerva Medica

Immagine 1: Pirro Ligorio – IL Tempio di Minerva Medica e la Schola Medicorum

Templum Minervae Medicae, altramente detto Pantheum. Fu dove oggidì è detto l’edificio delle Galluzze, di forma decagona, vicino de la via Praenestina, a man sinistra, nell’andare alla porta chiamata Maggiore della città, come si vede nel disegno impiedi posto nella Roma stampata. Lo quale tempio i moderni scrittori tirati dalla poca diligenza l’hanno posto per la Basilica di Caio e di Lucio, lo quale era nel Foro Boario, talché l’hanno poste le cose dell’oriente nell’occidentale sito della città. Ma per tacere le loro sciocchezze, diremo come Antonino Pio fu l’autore d’esso tempio, come si trova nella medaglia e nella sua vita, e quivi fu accanto la Schola de’ Medici, cioè la Schola Medicorum, dalla quale fu tolta la imagine di Aesculapio e posta nell’atrio Palatino da Marco Comodo imperatore. Ora delle cose ch’erano dedicate in questo tempio si sono vedute le imagini rotte a minutuoli, e trovate da messer Cosmo Medico Iacomelli, e quantunque fussero rottissime, chi avea ingegno poteva conoscere la condizione delle cose, e per li nomi d’alcune scritti […].

Tempio di Esculapio over d’altri dei. Questa pianta è in Roma tra porta San Lorenzo e Porta Maggiore. Gli scrittori moderni, non riguardando le ragioni che si doverebbeno considerare in far iudicio di così fatte cose, ingannati dal nome, che volgarmente si chiama le Galluzze, han creduto esser la basilica di Caio e di Lucio. Noi, che non discompagnamo punto li pareri e conietture nostre da le ragioni di buoni scrittori, non discostandoci da le regole d’architettura e da l’autorità di Vitruvio, diciamo che facendosi le basiliche di forma quadrata con portichi intorno, per regola osservata ella non può esser basilica, e che la forma istessa di quello edificio, qual’è di diece ancoli, mostra ben chiaro l’errore di coloro che l’han così chiamata, onde con più ragionevoli considerazioni siamo in opinione che fosse tempio, ma a chi dedicato non sappiamo. Questa ragion di architettura mi pare che debba valere, nondimeno non lasciarò dire. Scrive Plinio che la Basilica di Lucio Paulo aveva le colonne di marmo frigio e secondo questa autorità non si può dire che questa fusse quella, perché non avea colonne così celebrate. E non ho voluto restare di porvi l’autorità di Papinio, il quale dice che la regia di Paulo era nel foro romano, pur sia come si vuole, non è basilica. L’ edificio oggi si vede assai intiero, et è coperto. La pianta era solo di diece angoli, ma per le molte aperture, cominciandosi a ruinare, si vede ch’ella fu ristaurata, e giontovi una fodra da la parte di fuori, et oltre vi fecero di più le parti segnate A. L’ornamenti di nicchi della parte aggiunta erano ornati da la parte di fuori come a quella di dentro di essa giunta, e ciò ne mostra apertamente l’istesso edificio. Le cornici che ornavano i detti nicchi le mostraremo signate A B nella seguente faccie. Le colonnette di essi nicchi erano di granito bianco schizzati di nero, e parte di esso erano di porfido, la parte del tempio di fuori nella seguente carta è segnata B. […]

Così si esprimeva Pirro Ligorio famoso architetto del ‘500 (1513-1583) che per primo attribuì il nome di Tempio di Minerva Medica al monumento di via Giolitti. In realtà, come si può facilmente dedurre anche da questi scritti, polemizzò aspramente con molti artisti, architetti ed eruditi del suo tempo sulle origini di quasi tutti i monumenti dell’ Antica Roma allora conosciuti (vedi questo articolo di Gennaro Tallini), ma una cosa è certa, riconobbe nel cd. Trempio di Minerva Medica un monumento di eccezionale importanza e tale da essere a buon diritto inserito tra quelli più rappresentativi dell’Antichità Classica non solo da un punto di vista architettonico ma anche da un punto di vista storico e scientifico perchè immaginò che fosse anche il centro della Schola Medicorum.

Immagine 2 – Pirro Ligorio: Pianta di Roma Antica

Da “Papers of the British School at Rome © 2011 British School at Rome”

…si indaga come, quando e perché Pirro Ligorio (ca. 1513-83) scelse di legare un santuario dedicato a Minerva Medica, citato nei Cataloghi Regionari del IV secolo d.C., che elencavano i monumenti di Roma come situati sull’Esquilino, con il padiglione tardo-antico decagonale situato vicino la stazione Termini, ehe aveva la seconda più grande cupola a Roma dopo il Pantheon. Il saggio stabilisce che il catalizzatore fu la scoperta di molte statue, inclusa quella di Minerva, nel 1552. Viene esaminato il destino di questi ritrovamenti e ugualmente il tentativo di Ligorio di individuare la misteriosa Schola Medicorum sullo stesso sito.

Ecco tre pagine manoscritte di Pirro Ligorio relative al cd. Tempio di Minerva Medica e conservate presso “Bodleian Library, Oxford, MS Canon. Ital. 138, fol. 26v: exterior and interior views of the Esquiline pavilion. (Reproduced by the kind permission of The Bodleian Libraries, University of Oxford.)”

Bodleian Library, Oxford, MS Canon. Ital. 138, fol. 26v: exterior and interior views of the Esquiline pavilion. (Reproduced by the kind permission of The Bodleian Libraries, University of Oxford.)
Immagine 3 – Pirro Ligorio: Manoscritto sul Tempio di Minerva Medica

Bodleian Library, Oxford, MS Canon. Ital. 138, fol. 26r: plan. (Reproduced by the kind permission of The Bodleian Libraries, University of Oxford.)
Immagine 4 – Pirro Ligorio: Manoscritto sul Tempio di Minerva Medica

Archivio di Stato, Turin, Cod. a.III.12.J.10, fol. 136v: plan. (Reproduced by the kind permission of the Archivio di Stato, Turin.)
Immagine 5 – Pirro Ligorio: Manoscritto sul Tempio di Minerva Medica

Dedicato alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma

Da sempre abbiamo dedicato diversi post su questo blog relativi allo scempio che si è perpetrato a via Giolitti da oltre un secolo, da quando, cioè,  si decise di far passare un treno a scartamento ridotto accanto al cd. Tempio di Minerva Medica. Da allora non solo  è calato il sipario su uno dei monumenti dell’antichità classica più conosciuti e apprezzati nei secoli passati  (per chi non lo sapesse  dal 1916 è chiuso al pubblico) , ma  sono iniziati anche dei seri problemi di stabilità che ne hanno messo addirittura a rischio la sua stessa esistenza. Ora vorremmo chiedere alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma come possa accettare che dei tralicci orrendi, per giunta arrugginiti dal tempo, siano addirittura addossati alle mura del monumento (cliccare sulle foto per ingrandirle) : crediamo che in nessun altra parte non solo di Roma ma del mondo intero, non si sia mai arrivati a tanto. E come mai un Ente così attento nelle sue varie emanazioni, tanto da comunicare l’avvio di dichiarazione di interesse per un sito che praticamente non esiste più come la pista (sì, la pista!) dell’ex Ippodromo di Tor di Valle ormai ridotta a una giungla di sterpaglie e rifiuti, manifesta il suo distacco e disinteresse per un problema così evidente nei confronti di un monumento il cui restauro è costato (e costa perchè ancora non è terminato) milioni di euro? Non sarebbe stato più utile mettere questo restauro al centro di un progetto più ampio di rivalutazione dell’intera area archeologica di Porta Maggiore e Santa Croce in Gerusalemme cercando quindi la sponsorizzazione di qualche azienda privata? Ma scherziamo? La ferrovia Laziali Centocelle non si può toccare e quindi si abortiscono tutti i progetti di trasformazione in tranvia che avrebbero finalmente visto la dismissione delle rotaie (e dei tralicci) a Porta Maggiore e a via Giolitti aprendo finalmente alla possibilità di una vera riqualificazione urbanistica oltre che ambientale. Bisogna mantenere questo monumento allo spreco di una ferrovia che oltre che poco utilizzata (i dati ufficiali dell’ATAC parlano chiaro il numero dei viaggiatori è meno di un terzo di quelli che utilizzano le linee tranviarie parallele sulla Prenestina)  ha un tasso di evasione tariffaria enorme. Ma per avere delle ragioni valide per tenere in vita questo autentico obbrobrio con tutti i problemi che causa non ci si vergogna a mettere in giro notizie false , assurde e  fuori da qualsiasi  logica   addirittura sulla stampa nazionale (Corriere della Sera 19 luglio 2017 vedi) che  parla di centomila viaggiatori al giorno (neanche fosse una metropolitana) e 35 milioni l’anno(!!) più di mezza Italia. Agli intellettuali sempre attivi  e pronti quando c’è da parlare del Colosseo e l’area dei Fori Imperiali vorrei domandare, ma se ci fossero dei tralicci del genere addossati all’Anfiteatro Flavio con un treno che passa accanto per poi continuare la sua corsa attraverso l’Arco di Costantino,  rimarreste zitti? E che differenza c’è, forse che il Tempio di Minerva Medica e Porta Maggiore   sono reputati come  monumenti di serie Z,   perchè se fossero ritenuti di serie B sarebbero trattati sicuramente molto meglio? Forse questi intellettuali non sanno che dopo il Colosseo il cd. tempio di Minerva Medica è il monumento di Roma Antica più rappresentatato dai vedutisti ed incisori del passato? Forse non sanno che ha rappresentato una autentica e importantissima svolta nelle storia dell’architettura romana? Forse non sanno che è  stato preso a  modello da  architetti ed artisti che nel corso dei secoli hanno realizzato capolavori come la Chiesa (ora Moschea) di Santa Sofia a Instambul e la cupola del Duomo di Firenze? Forse non sanno neanche che, insieme a tutti noi contribuenti, stanno pagando di tasca propria  un restauro che dura da quasi sei anni eseguito con dei fondi pubblici e che ha delle ottime possibilità di rimanere fine a se stesso se il cd. Tempio di Minerva Medica, complice questa assurda ferrovia, non riaprirà al pubblico o pur riaprendo, viste le enormi difficoltà per il traffico pedonale (sì, proprio pedonale) a causa delle rotaie, sarà visitato da un numero esiguo di turisti e non attrarrà quindi alcun imprenditore per utilizzarlo anche per iniziative culturali collaterali (concerti o sfilate di alta moda) . Il rischio che da eccezionale risorsa si tramuti in un ennesimo ramo secco per lo Stato è veramente grande.

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