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Via Giolitti e la grande bruttezza

Due splendide immagini del cd. Tempio di Minerva Medica scattate  alla fine dell’ottocento. La prima ci mostra il monumento  quando ancora non esisteva l’attuale via Giolitti, la seconda  alla fine del XIX secolo quando non era stata ancora creata la ferrovia Roma Fiuggi.

Ed ecco come questo monumento è ridotto oggi: forse l’unico di Roma Antica nel mondo con dei tralicci arrugginiti addossati direttamente sui muri.

E non è che la situazione di Santa Bibiana, opera di G.L. Bernini, sia migliore: ecco uno scorcio della facciata con in primo piano la massicciata della ferrovia Laziali Centocelle con tralicci, pali, scambi e binari che non sarebbero accettati neanche in una stazioncina di un paese sperduto. Invece siamo nel pieno centro di Roma che molti indicano essere la città più bella del mondo

Il dramma è che ci siamo talmente abituati a tanta bruttezza che non ci facciamo più caso. Ma anche le istituzioni che dovrebbero vigilare sui monumenti di questa splendida città, almeno in questo caso, sembra che se ne siano completamente dimenticate.

Questa bruttezza favorisce anche una grande ignoranza, guardate questo tweet; il Cd. Tempio di Minerva Medica viene soprannominato “coso”, c’è chi sostiene che è il monumento dei pendolari (chissà poi perchè) ed anche chi crede che sia un esempio di archeologia industriale appartenente  alla ex Centrale del Latte

Insomma dobbiamo ringraziare chi, un secolo fa, permise che venisse costruita una ferrovia in una via che non poteva ospitarla: se si voleva che dei monumenti ammirati per secoli cadessero nell’oblio e nel degrado, beh, ci sono sicuramente riusciti.

Vi indichiamo una pagina dell’ottimo sito “Roma Ieri ed Oggi” che con elaborazioni grafiche mette ancora di più in risalto la diversità tra le vedute del cd. Tempio di Minerva Medica tra la fine del secolo XIX ed oggi vedi

E per finire il titolo di un convegno che si terrà il 26 marzo presso la sede della Fondazione Exclusiva che ci vede completamente d’accordo

Le vibrazioni procurate dal traffico al cd. Tempio di Minerva Medica: i primi risultati dei monitoraggi effettuati negli ultimi anni

L’Associazione Abitanti di Via Giolitti – Esquilino da molti anni sta cercando di portare avanti un discorso di civiltà relativo alla risoluzione dei problemi che la linea ferroviaria Laziali Giardinetti provoca nei confronti sia dei residenti che devono subire continue vibrazioni nelle loro abitazioni accompagnate da rumori spesso insopportabili sia nei confronti dei palazzi e soprattutto dei monumenti della via sottoposti a sollecitazioni che specie nel caso del cd. Tempio di Minerva si sono rivelate al di sopra di ogni ragionevole limite di sopportazione. Purtroppo in Italia, paese leader nel mondo per numero di monumenti e siti archeologici, non esiste una legislazione che tuteli il patrimonio artistico e monumentale da questo punto di vista: le vibrazioni causate dal traffico, sia esso veicolare, ferroviario o tranviario. Ma il buon senso e la ragione dovrebbero prevalere nelle decisioni di chi amministra un bene pubblico così importante e delicato come il patrimonio monumentale di Roma.

Negli ultimi anni siamo stati anche bersagliati e insultati da chi non vuol capire che la nostra posizione critica nei confronti della linea Laziali Giardinetti non scaturisce da una visione retrograda del trasporto pubblico ma dall’evidenza dei fatti. Fatti che avrebbero dovuto evitare, già un secolo fa, di far passare una ferrovia così vicina a monumenti importanti come il cd. Tempio di Minerva Medica e la Chiesa di Santa Bibiana.

Con l’eccezione di alcune rilevazioni eseguite negli anni ’90 che, pur di parte (commissionate dal Comune di Roma, vedi nostro post del 2016), avevano attestato in maniera inequivocabile delle vibrazioni anomale nel palazzo di fronte al Tempio (n. civico 401 di via Giolitti), fino ad oggi, ci si basava su sensazioni soggettive che pur non potendo essere smentite o sottovalutate rimanevano insufficienti per un’azione efficace nei confronti di chi non vuol capire o fa finta di non capire e vuole perseverare in questa assurda decisione di mantenere la ferrovia a via Giolitti.

Finalmente dopo anni di misurazioni da parte di un ente, l’ENEA, la cui autorevolezza è al di sopra di qualsiasi ragionevole contestazione o dubbio, sono stati pubblicati i primi dati relativi a queste rilevazioni contestualmente ai metodi rigorosamente scientifici e rispondenti a standard internazionalmente riconosciuti e alle apparecchiature utilizzate per arrivare a  questi risultati.

Ebbene le risultanze sono sconvolgenti anche aldilà delle certezze che noi residenti avevamo da sempre: i dati certificano per quanto riguarda la parte esterna del Tempio di Minerva Medica, quella con il “trenino” che passa accanto alle mura del monumento, il superamento del limite fissato in Germania (vista l’assenza di una analoga regolamentazione italiana) per questo tipo di situazioni di circa 10 volte. E non si pensi che il limite tedesco sia quello piu gravoso da rispettare perchè in Svizzera esiste una normativa ancora più severa. E non ci sono dubbi, è il trenino a causare le vibrazioni che superano di gran lunga i limiti perche nè il traffico ferroviario da e per la Stazione Termini nè il traffico veicolare di via Giolitti originano vibrazioni che possano destare allarme come ampiamente dimostrato da questa documentazione.

Di seguito le immagini dei grafici e delle conclusioni estrapolate dagli articoli pubblicati e i link per chi volesse leggerli integralmente (in lingua inglese).

Fig. 1: La strada con la linea Laziali Centocelle che passa accanto al monumento e le linee ferroviarie che passano vicino al tempio di Minerva Medica. Le varie posizioni scelte per i sensori utilizzati per le rilevazioni.
Fig. 2: I valori PCPV (Peak Component Particle Velocity) misurati all’esterno del cd. Tempio di Minerva Medica raggiungono quasi i 20 mm/s. La normativa svizzera limita questo valore a 1,5 mm/s quella tedesca 2,5 mm/s

 

Fig 3: Fotografia aerea del cd. Tempio di Minerva Medica e un’immagine del lato nord ovest che evidenzia i restauri effettuati nella parte superiore
Fig. 4: Il grafico che confronta i valori di PCPV rilevati al passaggio del traffico veicolare, dei treni e del “trenino” chiamato tram per distinguerlo dalle altri mezzi di trasporto.. Le risultanze sono chiare e non necessitano altre spiegazioni. I picchi notevolmente più elevati sono quelli registrati al passaggio del “trenino”.
Fig. 5: Le conclusioni. “Mentre il traffico stradale non rappresenta una causa di vibrazioni,le stesse originate dal passaggio del “trenino” in via Giolitti producono notevoli valori di PCPV in alcuni punti delle fondazioni.”

 

Documento n.1: URBAN TRANSPORT VIBRATIONS AND CULTURAL HERITAGE SITES IN ROME: THE CASES OF THE TEMPLE OF MINERVA MEDICA AND OF THE CATACOMB OF PRISCILLA

Documento n.2: IMPACT OF TRAFFIC VIBRATION ON THE TEMPLE OF MINERVA MEDICA, ROME: PRELIMINARY STUDY WITHIN THE CO.B.RA. PROJECT

Documento n.3: Non-destructive tests for structural diagnosis of the so-called Temple of Minerva Medica, Rome 

Gennaio 2018, SOS strade dell’Esquilino

Ci siamo spesso preoccupati  di via Giolitti: l’assurdo passaggio di mezzi pesanti e di un treno a scartamento ridotto ha causato, causa e causerà ingenti danni a monumenti e palazzi e ha rovinato, rovina e rovinerà l’esistenza a centinaia di persone che hanno la sfortuna di abitare accanto a questo autentico castigo di Dio e convivono tutti i giorni con continue scosse telluriche al passaggio dei convogli e degli aubus turistici e di linea. E non bastano neppure le pubblicazioni scientifiche  sui “sinkholes antropogenici” di cui via Giolitti è un esempio tra i più significativi di tutta la città di Roma per far cambiare idea agli amministratori: il cosiddetto “trenino” deve passare per forza lì costi quel che costi (e oltretutto costerà ai cittadini romani più di cento milioni di Euro) e così anche i bus turistici e di linea.

La situazione della strada è a dir poco allarmante: ad ogni pioggia si aprono buche molto pericolose per chi ha la sventura di passarci sopra.  Ma è tutta la via a destare allarme,  avvallamenti sempre più lunghi e profondi, sia sulla sede stradale sia in quella ferroviaria, dovrebbero allertare le autorità competenti. C’è assoluto bisogno ad avviare un discorso per programmare lavori seri di consolidamento e non semplici rattoppi che lasciano il tempo che trovano.

Qui sotto alcune fotografie di buche a via Giolitti scattate in questi giorni (non è una città appena bombardata) e un filmato della buca “storica” davanti al Tempio di Minerva Medica di cui si occupò anche “L’Unità” in un articolo del 29 dicembre del 2004 purtroppo non più disponibile on-line.

Ma non c’è solo via Giolitti,  vorremmo spostare l’attenzione anche su un’altra via del Rione martoriata da un traffico incessante di mezzi pubblici (tram e autobus) e mezzi privati: via di Porta Maggiore. Nei giorni scorsi si è aperta una buca abbastanza profonda nella carreggiata in direzione  di Porta Maggiore. Certo non era comparabile alle voragini che si aprono periodicamente a via Giolitti e impongono lo stop al passaggio del “trenino” per settimane se non addirittura mesi (anche qui per gli amministratori, che problema c’è?), ma era talmente profonda da richiedere l’intervento dei Vigili Urbani per segnalarla prima che fosse riparata.

A lavoro effettuato ci siamo recati sul posto ed abbiamo avuto una spiacevole sorpresa: a parte la qualità mediocre del rattoppo, infatti dopo poche ore la buca (anche se ovviamente meno profonda) era già ricomparsa, ci siamo accorti che un precedente intervento era già stato compiuto alla stessa altezza sulla corsia del tram e c’è una crepa che attraversa tutta la strada da marciapiede a marciapiede.

Tenendo presente che anche nella carreggiata opposta c’è una situazione che si trascina da anni, con crepe e buche che si aprono periodicamente in prossimità di un tombino all’altezza dell’incrocio con viale Manzoni chiediamo alle autorità di non procrastinare ulteriormente le decisoni perchè c’è bisogno di interventi non solo al manto stradale ma anche all’intera viabilità del Rione. I prossimi provvedimenti infatti rischiano di peggiorare la situazione ancor di più di quanto non lo sia oggi: lo smantellamento di una parte delle sopraelevata e lo spostamento di diversi posteggi per i bus turistici verosimilmente all’interno del nostro Rione rischiano di paralizzare intere zone dell’Esquilino e peggiorare ancor di più  la qualità della vita dei residenti. L’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino si è fatta carico, all’inizio della scorsa estate, di un sopralluogo con alcuni amministratori del Comune per far vedere sul posto lo stato di alcune strade del Rione. C’era stato assicurato, in tempi brevi, l’istituzione di un tavolo per discutere di questi problemi con gli attori interessati (Comune, Municipio, Ministero dei Beni Culturali e residenti), ma stiamo ancora aspettando. Chi non aspetta, sono le buche.

Dicembre 2017 : il punto sui restauri del cd. Tempio di Minerva Medica

Terminati restauri all’interno del monumento dalla parte di via Giolitti è partito l’ennesimo lotto che riguarda il restauro delle absidi e delle arcate dalla parte opposta.

Come si evince dal cartello l’inizio dei lavori è stato fissato per il 02/11/2017 e avrà una durata complessiva di 240 giorni. Quindi per maggio 2018 si dovrebbe porre la parola fine ai lavori di restauro, ripristino e messa in sicurezza del monumento.

Abbiamo utilizzato il condizionale per diversi motivi: in primo luogo non conosciamo lo stato della parte esterna situata dal lato delle linee ferroviarie che partono e arrivano alla Stazione Termini e quindi non possiamo affermare se sono stati eseguiti già dei lavori oppure è necessario un ulteriore bando di gara per un altro lotto, e poi se, come tutti auspichiamo, venisse presa la decisione di riaprirlo al pubblico c’è assolutamente bisogno di creare un arredo interno (giardini, viali, alberi e box informativi) consono all’importanza e alla mole del monumento.

Ci auguriamo che il 2018 sia finalmente un anno di svolta  perchè è inconcepibile che per colpa di un progetto dissennato del 1910, anno in cui venne dato il permesso di costruire una ferrovia che passa  non a pochi metri ma addirittura a pochi centimetri, il Tempio di Minerva Medica, amato ed apprezzato nei secoli passati tanto da essere il monumento di Roma Antica più riprodotto dai pittori e dagli incisori dopo il Colosseo, sia chiuso al pubblico.

 

Dedicato alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma

Da sempre abbiamo dedicato diversi post su questo blog relativi allo scempio che si è perpetrato a via Giolitti da oltre un secolo, da quando, cioè,  si decise di far passare un treno a scartamento ridotto accanto al cd. Tempio di Minerva Medica. Da allora non solo  è calato il sipario su uno dei monumenti dell’antichità classica più conosciuti e apprezzati nei secoli passati  (per chi non lo sapesse  dal 1916 è chiuso al pubblico) , ma  sono iniziati anche dei seri problemi di stabilità che ne hanno messo addirittura a rischio la sua stessa esistenza. Ora vorremmo chiedere alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma come possa accettare che dei tralicci orrendi, per giunta arrugginiti dal tempo, siano addirittura addossati alle mura del monumento (cliccare sulle foto per ingrandirle) : crediamo che in nessun altra parte non solo di Roma ma del mondo intero, non si sia mai arrivati a tanto. E come mai un Ente così attento nelle sue varie emanazioni, tanto da comunicare l’avvio di dichiarazione di interesse per un sito che praticamente non esiste più come la pista (sì, la pista!) dell’ex Ippodromo di Tor di Valle ormai ridotta a una giungla di sterpaglie e rifiuti, manifesta il suo distacco e disinteresse per un problema così evidente nei confronti di un monumento il cui restauro è costato (e costa perchè ancora non è terminato) milioni di euro? Non sarebbe stato più utile mettere questo restauro al centro di un progetto più ampio di rivalutazione dell’intera area archeologica di Porta Maggiore e Santa Croce in Gerusalemme cercando quindi la sponsorizzazione di qualche azienda privata? Ma scherziamo? La ferrovia Laziali Centocelle non si può toccare e quindi si abortiscono tutti i progetti di trasformazione in tranvia che avrebbero finalmente visto la dismissione delle rotaie (e dei tralicci) a Porta Maggiore e a via Giolitti aprendo finalmente alla possibilità di una vera riqualificazione urbanistica oltre che ambientale. Bisogna mantenere questo monumento allo spreco di una ferrovia che oltre che poco utilizzata (i dati ufficiali dell’ATAC parlano chiaro il numero dei viaggiatori è meno di un terzo di quelli che utilizzano le linee tranviarie parallele sulla Prenestina)  ha un tasso di evasione tariffaria enorme. Ma per avere delle ragioni valide per tenere in vita questo autentico obbrobrio con tutti i problemi che causa non ci si vergogna a mettere in giro notizie false , assurde e  fuori da qualsiasi  logica   addirittura sulla stampa nazionale (Corriere della Sera 19 luglio 2017 vedi) che  parla di centomila viaggiatori al giorno (neanche fosse una metropolitana) e 35 milioni l’anno(!!) più di mezza Italia. Agli intellettuali sempre attivi  e pronti quando c’è da parlare del Colosseo e l’area dei Fori Imperiali vorrei domandare, ma se ci fossero dei tralicci del genere addossati all’Anfiteatro Flavio con un treno che passa accanto per poi continuare la sua corsa attraverso l’Arco di Costantino,  rimarreste zitti? E che differenza c’è, forse che il Tempio di Minerva Medica e Porta Maggiore   sono reputati come  monumenti di serie Z,   perchè se fossero ritenuti di serie B sarebbero trattati sicuramente molto meglio? Forse questi intellettuali non sanno che dopo il Colosseo il cd. tempio di Minerva Medica è il monumento di Roma Antica più rappresentatato dai vedutisti ed incisori del passato? Forse non sanno che ha rappresentato una autentica e importantissima svolta nelle storia dell’architettura romana? Forse non sanno che è  stato preso a  modello da  architetti ed artisti che nel corso dei secoli hanno realizzato capolavori come la Chiesa (ora Moschea) di Santa Sofia a Instambul e la cupola del Duomo di Firenze? Forse non sanno neanche che, insieme a tutti noi contribuenti, stanno pagando di tasca propria  un restauro che dura da quasi sei anni eseguito con dei fondi pubblici e che ha delle ottime possibilità di rimanere fine a se stesso se il cd. Tempio di Minerva Medica, complice questa assurda ferrovia, non riaprirà al pubblico o pur riaprendo, viste le enormi difficoltà per il traffico pedonale (sì, proprio pedonale) a causa delle rotaie, sarà visitato da un numero esiguo di turisti e non attrarrà quindi alcun imprenditore per utilizzarlo anche per iniziative culturali collaterali (concerti o sfilate di alta moda) . Il rischio che da eccezionale risorsa si tramuti in un ennesimo ramo secco per lo Stato è veramente grande.

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Considerazioni su una vecchia fotografia del 1890

Foto tratta dall’archivio di “Roma Ieri ed Oggi”

In quasi tuttte le fotografie  il cd. Tempio di Minerva Medica veniva e viene ripreso dalla parte di via Giolitti (e non fa eccezione neanche il modernissimo Google Maps) ed è quindi una rarità vederlo dalla parte opposta specie in una foto scattata nel lontano 1890. Aldilà dei pensieri romantici che un’immagine vintage come questa può suscitare, in realtà si possono considerare alcuni fatti che si manifestano in tutta la loro evidenza.

    • Immagine n.1

      Fin dalla costruzione della prima ferrovia da e per la Stazione Termini nel 1860 ca., i progettisti si tennero a una distanza di circa 20 metri dal monumento, distanza che è rimasta praticamente invariata nei decenni e ancora oggi è possibile riscontrare da una foto tratta da Google Maps (immagine n.1). Tale accortezza venne drasticamente rigettata quando nel 1911 venne creata la Ferrovia Roma Fiuggi che passava e passa tuttora a una distanza minima dal Tempio di Minerva Medica (vedi la medesima immagine). A tal proposito

      Immagine n.2

      vorremmo anche evidenziare come i  tecnici che nei primi anni del ‘900 progettarono le prime linee tranviarie della città di Roma evitarono accuratamente di far passare i  tram accanto al monumento in questione (l’immagine  n.  2  è un particolare della pianta di Roma pubblicata dal Genio Civile nel 1911 con tutte le linee tranviarie realizzate fino a quel momento).

    • Anche se all’epoca della foto   del 1890 non esistevano fabbricati dalla parte del cd. Tempio  di Minerva  Medica a via Giolitti  (allora viale Principessa Margherita) erano senz’altro previsti dal Piano Regolatore esistente. Ma indipendentemente da ciò i progettisti delle prime linee ferroviarie che arrivavano e partivano dalla Stazione Termini si preoccuparono di costruire un terrapieno su cui posizionare i binari (facilmente riconoscibile nella foto d’epoca in basso a destra) evitando di posare le rotaie sul terreno senza una specifica preparazione che attutisse le vibrazioni che erano causate dal passaggio dei treni e che lo rendesse più compatto e resistente al peso dei convogli. Anche  in questo  caso  chi  progettò la Roma Fiuggi se ne infischiò di tutto ciò e  si costruì la ferrovia direttamente sulla strada senza alcuna preparazione preventiva pur ben sapendo che il luogo era di natura particolare, pieno cioè dei cosiddetti “Sinkhloles Antropogenici” cioè delle cavità  sotterranee  originate dalle cave  conosciute già in età pre romana e dai numerosissimi fabbricati e monumenti che caratterizzavano l’Esquilino  in epoca imperiale, prima distrutti per ricavarne materiale da costruzione e successivamente interrati. Non è affatto un caso che nel corso di questo ultimo secolo, da quando è partito il servizio di questa linea ferroviaria si siano aperte numerose voragini sotto le rotaie: le ultime in ordine di tempo nel 2010 e nel 2014 (Il Messaggero, Roma Today la voragine del 2010)
    • Immagine n.3

      Anche una persona a digiuno di qualsiasi cognizione tecnica al solo vedere il cd. Tempio di Minerva Medica avrebbe pensato che la parte verso via Giolitti  fosse quella con i maggiori problemi statici visti i crolli che avevano caratterizzato il monumentio nel 1829 in occasione di una forte scossa tellurica. Ed il fatto che mancassero completamente non solo la porzione di cupola ma anche le arcate che la sorreggevano (nella foto il monumento ritratto ai primi del ‘900) doveva far pensare che non era il caso di esporlo ad altre sollecitazioni di natura statica. Ma così non fu, e vinsero le considerazioni economiche che portarono alla costruzione della ferrovia da parte di un privato (ing. Clementi) la cui  premura era quella di creare una linea che trasportasse il materiale per  la posa in opera dei sampietrini,  le maestranze addette al carico e allo scarico dei questa merce e gli operai specializzati per preparali e   posizionarli sulle strade. Solo negli anni ’20 quando la società privata che la gestiva fallì, la proprietà della ferrovia passò all’amministrazione pubblica.

Ora, nonostante che in un secolo questa ferrovia nel tratto Porta Maggiore – Stazione Laziali abbia prodotto dei danni incalcolabili a persone (invivibilità per rumori e vibrazioni e per decenni danni ambientali  tuttora visibili) e a cose (monumenti e palazzi con crolli e crepe),  dopo 15 anni di  assicurazioni delle amministrazioni comunali precedenti (“appena pronta la Metro C la Laziali Giardinetti scomparirà”) quella attuale vorrebbe non solo mantenerla ma addirittura farla arrivare alla Stazione Termini. E tutto  questo ben conoscendo i problemi che   questa linea causa non solo ai residenti del tratto di via Giolitti preso in considerazione ma anche a chi abita nei palazzi di via Prenestina situatti appena prima Porta Maggiore. E’ evidente che le parole del Presidente della Commissione Mobilità del Comune di Roma Enrico Stefano pubblicate su Facebook nei giorni scorsi

…”Le pedonalizzazioni producono ovunque solo benefici per tutti, dal punto di vista sociale, ambientale,
economico, di qualità della vita, dei valori immobiliari.”
non valgono per gli abitanti di via Giolitti che forse  perchè  brutti e cattivi sono costretti a convivere con scosse telluriche perenni e rumori assordanti che minano la salute e deprezzano il valore degli immobili.

I tesori nascosti (o quasi) dell’Esquilino. Parte prima: via Giolitti e zone limitrofe

Un interessante filmato che mette in evidenza solo una parte dei tesori archeologici dell’asse via Giolitti, Porta Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme. Lasciamo alla vostra  immaginazione come questa zona potrebbe diventare se solo, invece di lasciare queste fantastiche opere all’abbandono e al degrado, fossero adeguatamente valorizzate come meritano.

Il cd. Tempio di Minerva Medica era un monumento talmente famoso ed importante  che fin dai tempi antichi venne preso a modello per le sue forme e la sua tecnica architettonica rivoluzionaria per la costruzione di altri monumenti divenuti a loro volta patrimonio universale della cultura.

Questa immagine è una ricostruzione grafica di Stephen Biesty della basilica (ora moschea) di Santa Sofia ad Instabul (antica Costantinopoli) voluta  nella sua terza riedificazione (che è poi quella attuale) dall’Imperatore Giustiniano I nel 532 d.C.

E’ evidente la somiglianza con il cd. Tempio di Minerva Medica (nella foto un’accurata ricostruzione) costruito circa tre secoli prima e completamente ristrutturato ai tempi dell’Imperatore Costantino I.

E per chi non la conoscesse (d’altro canto, come dice anche il filmato, è letteralmente nascosta da altre costruzioni) un filmato sulla Chiesa di Santa Bibiana a via Giolitti

L’assurda e interminabile Odissea del Tempio di Minerva Medica

L’Associazione abitanti via Giolitti – Esquilino nella persona della prof.ssa Maria Prassede Capozio si è fatta carico di interpellare l’Arch. Marina Magnani Cianetti responsabile  negli anni passsati dei lavori di restauro del cd. Tempio di Minerva Medica, ormai giunti quasi al termine, riguardo all’annoso problema dei danni che arreca il passaggio dei treni della ferrovia Laziali Centocelle sia ai monumenti di via Giolitti sia ai palazzi. Interessante la risposta dell’Arch. M. Magnani Cianetti che si presta ad ulteriori considerazioni. Ecco  il testo integrale delle e-mail .

Alla cortese attenzione dell’ Arch.Marina Magnani Cianetti
Soprintendenza Speciale per il Colosseo,
il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma
Piazza delle Finanze, 1 00185 Roma
Gentile Architetto,
sono Maria Prassede Capozio e le scrivo a nome dell’Associazione Abitanti Via Giolitti -Esquilino.
Ho avuto modo di incontrarla, qualche tempo fa, in occasione dell’apertura al pubblico del c.d. Tempio di Minerva Medica,dove siete impegnati in una importante opera di restauro e conservazione del monumento.
Mi rivolgo a lei per chiedere un sostegno ai nostri, purtroppo finora vani, tentativi di “liberare”
Minerva Medica dall’abbraccio mortale del trenino Centocelle- Laziali.
Le condizioni di Via Giolitti si sono aggravate per il cattivissimo stato in cui versano la tranvia e
il manto stradale, le vibrazioni dei palazzi di cui soffriamo da anni sono ormai insopportabili.
Immaginiamo lo stato di sofferenza a cui viene sottoposto quotidianamente il monumento
dal passaggio frequentissimo dei treni che rischia di compromettere e vanificare il risultato
dei lavori di recupero lunghi e costosi.
Lei e la Soprintendenza potete far sentire la vostra autorevole voce perché si ponga fine a
questa situazione pericolosa e snervante.
Liberiamo il c.d. Tempio di Minerva Medica, salviamolo da questi insulti quotidiani, rendiamolo visitabile.
I nostri appelli rivolti agli organi Comunali preposti continuano a restare inascoltati.
Confidiamo in voi.
Grazie per il suo impegno.
Un cordiale saluto
Maria Prassede Capozio

e questa è la risposta

Gentile dottoressa Capozio
rispondo alla sua mail anche a nome della dottoressa Mariarosaria Barbera.
Mi ricordo la piacevole giornata in cui abbiamo potuto presentare a Lei e a molti abitanti dell’Associazione l’impegnativo  restauro che avevamo eseguito e che ora si sta concludendo anche nella parte interna di Minerva Medica.
Io sono in pensione da qualche mese ma comunque con la dott.ssa Barbera sto ancora seguendo le sorti del monumento e Le posso assicurare che stiamo eseguendo 2 tipi di monitoraggi (condotti da Enti distinti) mirati proprio alla verifica delle vibrazioni e agli eventuali danni sul monumento.
La nostra attenzione  è sempre molto costante e continua e siamo sempre disponibili a coinvolgere di nuovo gli Enti pubblici di competenza.
Teniamoci in contatto.
Distinti saluti
Marina Magnani
Vorremmo far notare la frase  “Le posso assicurare che stiamo eseguendo  2 tipi di monitoraggi (condotti da Enti distinti) mirati proprio alla verifica  delle vibrazioni e agli eventuali danni sul monumento.”
Quanti monumenti a Roma, anche di valore inestimabile, sono soggetti a questo tipo di controlli? E perchè solo il cd. Tempio di Minerva Medica è stato monitorato anche prima dei restauri e   nel 2007 si arrivò alla decisione di ricostruire alcune parti in modalità antisismica? Perchè da quando è stata inaugurata la Ferrovia Roma Fiuggi  nel 1916 il monumento è stato chiuso al pubblico dopo che da sempre ha rappresentato   un esempio da imitare   per architetti ed ingegneri tanto da ispirare opere che a loro volta sono diventate patrimonio  universale UNESCO? Perchè nei secoli passati pittori ed incisori lo hanno eletto a uno dei monumenti più riprodotti di tutta Roma e da  cento anni è caduto nel più assoluto oblio? Vorremmo che a queste domande rispondessero tutti coloro che nonostante la realtà (facilmente verificabile) di una linea ferroviaria che nel tratto Porta Maggiore – Stazione Laziale è utilizzata solo da pochi intimi (spesso è addirittura possibile vedere vetture completamente vuote) vorrebbero  investire decine di milioni di euro per farla arrivare alla Stazione Termini invece di trasformarla in una moderna tranvia e liberare palazzi e monumenti di via Giolitti “dall’abbraccio mortale” .

Due novità per il 2017 all’Esquilino

Vogliamo iniziare l’anno 2017 con due buone notizie per il Rione Esquilino:

  1. La fine del restauro del cd. Tempio di Minerva Medica
  2. L’apertura del Museo della Fondazione Cerasi a via Merulana

17-12-16-13-49-office-lensIniziamo con la prima notizia. Da un paio di settimane sono ripresi i lavori all’interno del cd. Tempio di Minerva Medica. Verosimilmente dovrebbe trattarsi dell’ultima parte del lungo ma accurato restauro iniziato nel 2012 e che dovrebbe concludersi entro l’agosto del 2017. Questa ultima  fase riguarda il “Restauro delle superfici murarie interne pareti e nicchie” e potrebbe riservare delle grandi sorprese: non solo il rinvenimento di qualche pezzo del rivestimento originale in pasta vitrea, ma, tenendo presente il fatto che verranno utilizzate le stesse tecniche del recente restauro al Colosseo, potrebbero  comparire scritte ed incisioni coperte da secoli che aiuterebbero sicuramente a determinare con più certezza il ruolo avuto da questo monumento tra la metà del III secolo d.C. e la fine dell’Impero Romano d’occidente.20161231_140629 Terminati  i restauri  rimarranno da fare solo i lavori di arredo (percorsi, aiuole, biglietteria etc.) necessari per riaprire dopo un secolo il cd. Tempio di Minerva Medica al pubblico. Ma si aprirà sicuramente un contenzioso con Roma Capitale per l’annoso e mai risolto problema del treno Laziali Centocelle che non solo nei decenni passati ha causato danni gravissimi alla struttura del monumento ma è assolutamente incompatibile con un  itinerario   archeologico Costantiniano che la Sopraintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma nella persona del suo direttore arch. Franceso Prosperetti vorrebbe creare partendo da questo monumento, passando per l’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme per finire al Mausoleo di Sant’Elena. A tal proposito vedi le dichiarazioni rilasciate a novembre del 2015.

 

 

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Foto Artribune

La seconda buona notizia riguarda la fine dei restauri e l’apertura nel corso dell’anno 2017 della cosiddetta “Fondazione Claudio ed Elena Cerasi” un vero e proprio Museo privato ricavato  nel palazzo abbandonato dell’ex Ufficio d’Igiene all’angolo tra viale Manzoni e via Merulana. Si tratta di una collezione di opere d’arte unica nel suo genere e specializzata in pitture della prima parte del ‘900 con speciale riferimento alla celeberrima scuola romana.

Foto Artribune
Foto Artribune

De Chirico, Capogrossi, Mafai, Depero, Balla sono solo alcuni degli artisti le cui opere potremo ammirare in questo palazzo ristrutturarto da cima a fondo e, a detta di chi ha potuto visitarlo in anteprima, veramente molto bello. In più sul terrazzo  aprirà un ristorante, si presume, di buon livello. Maggiori informazioni su questo articolo del Corriere della Sera e su quest’altro pubblicato su Artribune.

L’Esquilino come era ai tempi dell’antica Roma

Da sempre l’Esquilino essendo uno dei colli su cui venne edificata  in origine la città di Roma, ha solleticato la curiosità di archeologi ed aritisti per avere un’idea di come fosse in epoca romana, dato che, nei secoli successivi alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, ha subito una devastazione pressochè totale e solo pochissimi monumenti sono rimasti in piedi a testimoniare un passato di eccezionale importanza e splendore.

Un anomino nel XVIII secolo immaginò il cd. Tempio di Minerva Medica con accanto l’Arco di Costantino ed altri templi. Ricostruzione non solo fantasiosa ma sicuramente impossibile visto che il celeberrimo arco è da sempre posizionato accanto al Colosseo distante diverse centinaia di metri in linea d’area dal luogo dove si trova il tempio all’Esquilino.

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Un altro autore ha immaginato un ambiente simile ma se possibile ancor più fantasioso con statue , obelischi e colonne commemorative.

ashampoo_snap_2016-11-20_18h31m02s_002_roma-antica-su-tela-ancient-rome-on-canvas-youtube-mozilla-firefoxMa una cosa era sicuramente conosciuta fin dai secoli  passati: l’importanza che questa splendida costruzione rivestiva nel periodo Costantiniano e che non era affatto isolata come risulta praticamente da tutti i quadri e le incisioni dal Medioevo in poi, ma contornata da altri edifici di grande importanza e bellezza.

Recentemente con l’ausilio di nuove tecnologie e tenendo presente i risultati di rilievi archeologici eseguiti negli ultimi decenni si è proceduto a ricostruzioni molto più vicine a quella che doveva essere la realtà e lasciamo a voi giudicare i risultati : l’Esquilino era praticamente una sorta di vero e proprio Eden con residenze fastose e monumenti fantastici!

Cliccare per ingrandire le immagini tratte dal sito http://www.maquettes-historiques.net

Per approfondire e avere più  notizie su  alcuni degli edifici riprodotti nelle immagini vi rimandiamo alle pagine

L’Esquilino ovest e il Viminale

L’Esquilino Sud Est

L’Esquilino Nord Est

Nynphaeum Hortorum Licinianorum

 

Consigliamo a tutti i residenti dell’Esquilino di leggere attentamente queste spiegazioni perchè potrebbero scoprire di abitare sopra quella che fu la dimora di Virgilio , dell’imperatore Tito o di qualche altro personaggio di primissimo piano nella storia e nella cultura dell’antica Roma.