7-16 dicembre 2016 “Stanze del tempo” di Massimo Livadiotti presso Interno 14

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Il giorno 6 dicembre 2016 alle ore 18.30 Interno 14

presenta

“Stanze del tempo” di Massimo Livadiotti

a cura di Lori Adragna

Interno 14 è a Roma in Via Carlo Alberto 63.

La mostra è visitabile dal 7 al 16 dicembre 2016 tutti i giorni (festivi inclusi) dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle 20,00. Per appuntamento telefonare al 06/49382757.

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione. L’evento sarà strettamente su invito e prenotazione: mandare una mail a uffstampaaiac@presstletter.com

Associazione Italiana di Architettura e Critica
www.architetturaecritica.it

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Maggiori informazioni

6 dicembre 2016 “Sant’Ivo, il Sanremo degli avvocati” al Teatro Brancaccio

sant-ivo-al-brancaccio-77316-660x3686 dicembre 2016 ore 21,00

Teatro Brancaccio

Evento di beneficenza

Fondazione Ordine degli Avvocati Onlus

presenta

Sant’Ivo il Sanremo degli avvocati

Avvocati have got talent oppure, se preferite, l’X Factor degli avvocati. Merito di Sant’Ivo, santo protettore di chi esercita la professione forense ma adesso anche festival canoro delle toghe, giunto alla sua seconda edizione. Una kermesse nella quale ogni anno si affrontano 12 avvocati cimentandosi con le proprie capacità sul palco.

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5 dicembre 2016 “Natale è qui 3” al Teatro Brancaccio

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5 dicembre 2016

TEATRO BRANCACCIO

“NATALE E’ QUI 3”
CONCERTO DI NATALE

Si svolgerà il prossimo 5 Dicembre a Roma il concerto-evento “NATALE E’ QUI 3”, presso il Teatro Brancaccio di Roma – h.21.00. Dopo il successo ottenuto gli scorsi anni, torna l’imperdibile evento musicale di solidarietà. Una serata all’insegna dell’amicizia, del sorriso per riscoprire attraverso la musica, la magia del Natale.

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5 dicembre 2016 “Regalo d’autore …. Arte Vini e Delizie” al Palazzo Brancaccio

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Da “Il Messaggero”

Il CoViRo, Consorzio dei Vinattieri Romani che associa da oltre trent’anni i negozi specializzati di Roma (pasticcerie e botteghe storiche) e le 20 enoteche storiche, promuove il 5 Dicembre una iniziativa per divulgare ai romani le eccellenze enologiche e le specialità dolciarie romane e italiane.

Lo fa in un momento di sofferenza per il commercio di prossimità, acuìto dalla mancanza di una programmazione natalizia da parte delle Istituzioni e di un momento non molto felice per la città per quanto riguarda gangli strategici come il turismo e commercio.

Per divulgare le eccellenze romane, e dare un segnale di vitalità del settore, il Coviro ha organizzato una manifestazione aperta al pubblico il 5 dicembre a Palazzo Brancaccio.

Il Consorzio dei Vinattieri Romani vuole promuovere e divulgare la qualità, la ricerca, il lavoro e lo studio che si cela dietro ai prodotti enologici e gastronomici delle aziende che fanno parte del Consorzio.

Lo scopo è quello di far degustare gratuitamente ai romani la Qualità e l’Eccellenza romana del settore dolciario ed enologico, cercando così di risvegliare l’attenzione dei consumatori verso determinati prodotti e stimolare l’attenzione verso l’enogastronomia e l’artigianato italiano di qualità.

La manifestazione ha una vocazione divulgativa e non commerciale, perché la filosofia del Consorzio Vinattiero Romani, guidato da Claudio Arcioni, è che fuori dal negozio si faccia divulgazione e non business.

Lunedì 5 Dicembre 2016
Banchi d’Assaggio – dalle 17 alle 21,30
Palazzo Brancaccio – Via del Monte Oppio 7

Consueto e piacevole appuntamento organizzato dall’Arte dei Vinattieri, con tante delizie dolciarie, vini, spumanti e distillati.
Tel. 06 68301041 – informazionicontatto email

L’Esquilino come era ai tempi dell’antica Roma

Da sempre l’Esquilino essendo uno dei colli su cui venne edificata  in origine la città di Roma, ha solleticato la curiosità di archeologi ed aritisti per avere un’idea di come fosse in epoca romana, dato che, nei secoli successivi alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, ha subito una devastazione pressochè totale e solo pochissimi monumenti sono rimasti in piedi a testimoniare un passato di eccezionale importanza e splendore.

Un anomino nel XVIII secolo immaginò il cd. Tempio di Minerva Medica con accanto l’Arco di Costantino ed altri templi. Ricostruzione non solo fantasiosa ma sicuramente impossibile visto che il celeberrimo arco è da sempre posizionato accanto al Colosseo distante diverse centinaia di metri in linea d’area dal luogo dove si trova il tempio all’Esquilino.

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Un altro autore ha immaginato un ambiente simile ma se possibile ancor più fantasioso con statue , obelischi e colonne commemorative.

ashampoo_snap_2016-11-20_18h31m02s_002_roma-antica-su-tela-ancient-rome-on-canvas-youtube-mozilla-firefoxMa una cosa era sicuramente conosciuta fin dai secoli  passati: l’importanza che questa splendida costruzione rivestiva nel periodo Costantiniano e che non era affatto isolata come risulta praticamente da tutti i quadri e le incisioni dal Medioevo in poi, ma contornata da altri edifici di grande importanza e bellezza.

Recentemente con l’ausilio di nuove tecnologie e tenendo presente i risultati di rilievi archeologici eseguiti negli ultimi decenni si è proceduto a ricostruzioni molto più vicine a quella che doveva essere la realtà e lasciamo a voi giudicare i risultati : l’Esquilino era praticamente una sorta di vero e proprio Eden con residenze fastose e monumenti fantastici!

Cliccare per ingrandire le immagini tratte dal sito http://www.maquettes-historiques.net

Per approfondire e avere più  notizie su  alcuni degli edifici riprodotti nelle immagini vi rimandiamo alle pagine

L’Esquilino ovest e il Viminale

L’Esquilino Sud Est

L’Esquilino Nord Est

Nynphaeum Hortorum Licinianorum

 

Consigliamo a tutti i residenti dell’Esquilino di leggere attentamente queste spiegazioni perchè potrebbero scoprire di abitare sopra quella che fu la dimora di Virgilio , dell’imperatore Tito o di qualche altro personaggio di primissimo piano nella storia e nella cultura dell’antica Roma.

4 dicembre 2016 “Per quello che vale” al Teatro Brancaccio

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TEATRO BRANCACCIO

GIORGIO MONTANINI
PER QUELLO CHE VALE

di Giorgio Montanini
Maggiori informazioni

3/12/16 Presentazione del libro di poesie “In piena”di Nora Grumvalsky presso la libreria “Pagina 2”

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Sabato 03 dicembre, alle ore 18,00

presso la libreria Pagina 2

presentazione del libro
IN PIENA di Nora Grumvalsky
(Mincione Edizioni, 2016)

Presentazione del libro che raccoglie i componimenti di una giovane poetessa, nata a Bologna e trasferitasi a Roma all’età di 11 anni, dove frequenta il liceo prima di affrontare la vita di strada e, in seguito, un difficile periodo di detenzione. E’ proprio durante questo periodo che comincia a scrivere e a pubblicare alcune poesie, inserite nel libro dedicato al Concorso Castelli, per cui ottiene un riconoscimento, e altri lavori pubblicati nell’antologia “Frustando l’acqua non si arresta il fiume” (Mincione Edizioni). “In piena” è il suo primo libro.

Libreria Pagina 2
00185 Roma – Italy
Via Cairoli, 63
Tel: +39064464956
Fax: +390644362693
http://www.libreriapagina2.it
info@libreriapagina2.it

2-9 dicembre 2016 Mostra “Eco Lab Revival” presso lo Studio Medina

15181663_257681197980068_9043855476140643819_nContinua la serie di eventi Studio Medina incontra gli Artisti.

Dal 2 al 9 dicembre sarà con noi l’Associazione ECO LAB con la mostra REVIVAL l’altra vita del cartone
Vi aspettiamo venerdì 2 dicembre in via Guicciardini 3, dalle 18:30 alle 21:00, per l’aperitivo.

4/12/16 DOMENICA GRATUITA NEI MUSEI E NEI SITI ARCHEOLOGICI STATALI

4 DICEMBRE 2016 DOMENICA GRATUITA NEI MUSEI E NEI SITI ARCHEOLOGICI STATALI

#DomenicalMuseo, giornata in cui tutti i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili gratuitamente, in applicazione della norma del decreto Franceschini, in vigore dal primo luglio 2014, che stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

Vedi l’elenco dei luoghi nazionali

[nota 1] si segnala che l’ingresso all’Anfiteatro Flavio (Colosseo), sarà contingentato. L’accesso al Monumento potrà essere rallentato fino al raggiungimento degli standard di sicurezza (max 3000 unità).


[nota 2] L’ingresso alla Domus Aurea sarà possibile solo su prenotazione al n. +39.06.39967700 (lun.-ven. 9:00-18:00 / sab. 9:00-14:00) o sul sito http://www.coopculture.it fino al raggiungimento del numero massimo di visitatori previsto

A Roma saranno aperti anche i musei civici e saranno gratuiti per tutti i residenti.

La lista dei musei civici che aderiscono all’iniziativa:

Maggiori informazioni su eventi e laboratori nei Musei Civici

Non rientrano nelle gratuità: la mostra    Picasso images presso lo Spazio Espositivo Ara Pacis che delinea, con circa duecento fotografie, un inedito e intimo ritratto dell’eccezionale artista; la mostra    Artemisia Gentileschi, al Museo di Roma in Palazzo Braschi, un percorso che svela gli aspetti più autentici dell’artista, attraversando un arco temporale che va dal 1610 al 1652. Le attività del    Planetario Gonfiabile presso Technotown.

Musei in Comune

2 dicembre festa di Santa Bibiana

Ecco alcuni cenni biografici della Santa tratti dal sito dell’omonima chiesa

SANTA BIBIANA  VERGINE E MARTIRE

cenni

Brevi cenni biografici

Il martirio della Santa Vergine Bibiana è avvenuto, insieme a quello dei genitori e della sorella, durante la persecuzione scatenata dall’Imperatore Giuliano (331-363), per questo detto l’Apostata, che concluse il periodo di pace religiosa, succeduto al famoso Editto di Milano (313) promulgato da Costantino, che concedeva libertà di culto ai cristiani.

Come per molti martiri, anche per S. Bibiana esiste un testo, denominato “Passio”, scritto nel VI secolo, la Santa era figlia di Flaviano, Prefetto di Roma (carica corrispondente all’incirca a quella odierna di Sindaco) e della nobile Dafrosa e nacque, presumibilmente. nel 347.

Crebbe, con la sorella Demetria, nel sereno ambiente della famiglia cristiana. Con l’avvento al potere di Giuliano l’Apostata (361), il Prefetto Flaviano, cristiano fervente, venne destituito ed al suo posto venne nominato il pagano Aproniano.
A Flaviano non dispiacque ritirarsi ad una serena vita privata e si dedicò con solerte premura all’assistenza dei fratelli bisognosi e perseguitati, provvedendo alla sepoltura dei martiri.
Questo apostolato, fecondo di bene e di cristiana carità, giunse all’orecchio di Aproniano, che fece chiamare Flaviano e, dall’aperta professione di fede del nobile cavaliere, trasse motivo di condanna.
Inviatolo in esilio alle Acque Taurine, nei pressi dell’odierna Montefiascone, gli fece imprimere sulla fronte il marchio di schiavo ed i carnefici lo fecero con tanta violenza da provocarne la morte, avvenuta nella serenità della fede e nella gloria del martirio, dopo tre giorni di agonia, il 22dicembre 361.
Con la morte del padre, private dei loro beni di fortuna, le due figlie insieme alla madre, si ritirarono ad una vita di più intensa preghiera, distaccando i loro cuori da ogni bene terreno e preparandosi a sopportare la persecuzione che si andava iniziando contro di loro.
Infatti, al rifiuto opposto ad Aproniano di sacrificare agli dei, vennero rinchiuse nella loro stessa casa, per dodici giorni, senza acqua e senza viveri. Il supplizio risultò vano, poiché al termine prefissato le tre donne furono trovate in perfetta salute.
Risultate vane ulteriori sollecitazioni ad abiurare la fede cristiana, Aproniano fece arrestare Dafrosa che, dopo un ennesimo rifiuto a sacrificare agli dei, venne decapitata il 6 gennaio del 362.
Le fanciulle ormai orfane, rimasero nella casa paterna, mentre Aproniano sperava che si sarebbero convinte a sacrificare agli dei. Dopo cinque mesi le fece chiamare per invitarle ad offrire agli idoli. Alla presenza di Aproniano Demetria, la sorella di Bibiana, cantò con vivo slancio le glorie di Dio e rapita nella contemplazione di quella suprema felicità, inginocchiatasi a terra, esalò il suo spirito tra le braccia della sorella.
Benché non toccata dai tormenti del corpo, la Chiesa attribuisce a Demeiria il titolo di “Martire” per questo suo martirio d’amore, per il suo desiderio vivissimo di unirsi allo Sposo celeste.
Aproniano, turbato dalla morte veramente singolare di Demetria, non osò infierire subito verso Bibiana, ma con diabolica astuzia, la pose nel pericolo della tentazione continua, affidandola ad una matrona di nome Rufina, che con tutti i mezzi cercò di corrompere la fanciulla.
Vista inutile ogni lusinga, la perfida matrona, dopo aver inflitto numerosi supplizi alla Santa, la ricondusse dopo cinque mesi ed undici giorni al crudele Aproniano. Il feroce tiranno, irritato per tanta fermezza di una giovanetta quindicenne, ordinò che la Santa venisse flagellata con le terribili corde piombate romane, fino alla morte. Era il 2 dicembre 362.
lI corpo della Santa, per ordine di Aproniano, venne esposto alle porte della città, per essere divorato dai cani randagi.
Lo Sposo Celeste, però, non permise che le sacre spoglie venissero profanate: dopo tre giorni, un pio prete di nome Giovanni, poté di notte sottrarre il corpo incorrotto e deporlo nella vicina casa della Santa, dove, al termine della persecuzione, riunì le salme della Madre e delle due Sorelle, affidandole alla cura devota di una parente di S. Flaviano, la matrona Olimpia, che visse in santità nel santuario eretto sopra la tomba gloriosa.
Il corpo di S. Flaviano è, invece, venerato nell’omonima chiesa di Montefiascone, che l’ha eletto protettore della città.
In meno di un anno, dal 22 dicembre del 361 al 2 dicembre del 362, si compì così il destino di questa gloriosa famiglia di Martiri.

La Chiesa

Un’antica tradizione, non documentata, vuole che la chiesa sia stata costruita nel 363 dalla matrona romana Olimpina (o Olimpia) sulla casa dove avrebbero subito il martirio, durante la presunta persecuzione dell’imperatore Giuliano (361363), Bibiana martire assieme alla madre Dafrosa e alla sorella Demetria, mentre il padre Flaviano sarebbe stato esiliato e martirizzato ad Aquas Taurinas (forse l’attuale Montefiascone). La chiesa sorgeva nell’area degli Horti Liciniani, poco distante dal ninfeo comunemente noto come tempio di Minerva Medica. Nei pressi della chiesa sorgeva un antico cimitero, detto dalle fonti ad ursum pileatum.

Secondo il Liber Pontificalis invece, la chiesa fu costruita nel 467 sotto il pontificato di papa Simplicio. Papa Leone II (682683) vi trasferì le reliquie dei martiri Simplicio, Faustino e Viatrice dalle catacombe di Generosa. Lo stesso papa fece costruire nei pressi (iuxta Sanctam Vivianam) una chiesa dedicata a Paolo di Tarso, oggi scomparsa.

L’edificio fu restaurato da papa Onorio III nel 1224: in questa occasione il papa fece erigere accanto alla chiesa un monastero femminile, occupato fino alla metà del XV secolo, e poi distrutto da Urbano VIII, che agli inizi del Seicento ordinò il rifacimento completo della chiesa: i lavori, durati due anni, furono eseguiti in occasione del Giubileo del 1625 (come ricordano le iscrizioni sulle porte d’ingresso) sotto la direzione di Gian Lorenzo Bernini. I suoi interventi consistettero nel rifacimento della facciata, nella costruzione di due cappelle in fondo alle navate laterali, nella chiusura delle finestre della navata centrale e nella costruzione del nuovo presbiterio in luogo dell’antica abside; al Bernini si deve anche la statua della santa che oggi domina l’altare maggiore.

La chiesa è sede della parrocchia omonima, eretta il 30 maggio 1953 con il decreto del cardinale vicario Clemente Micara “Cum in illa regione”, ed officiata dai religiosi della congregazione dei Figli della Sacra Famiglia.