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Via Giolitti : 1 – La storia

via-giovanni-giolittiAvevamo promesso di parlare di via Giolitti nel post sui lavori di restauro del c.d. Tempio di Minerva Medica ed eccoci a parlarne. Essendo una trattazione abbastanza complessa abbiamo deciso di scinderla in tre parti : la storia, la stato attuale, le proposte. Non sembri inutile parlare dell’origine e lo sviluppo di questa via perchè anche alla luce dell’attualità (pseudo-pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali) se non si capisce l’importanza di applicare dei cambiamenti drastici, risolutivi ed armonici con altre aree limitrofe prendendo lo spunto anche dal passato si rischia solo di spostare traffico e inquinamento da un posto all’altro e rendere delle zone ancora più invivibili.

Immagine 2 : Esquilino in epoca rinascimentale
Immagine 2 : Esquilino in epoca rinascimentale

Innanzitutto via Giolitti è relativamente recente, nasce infatti con l’introduzione cittadina della ferrovia e la costruzione della prima stazione Termini. Fino ad allora, in ossequio al disegno urbanistico cinquecentesco di Papa Sisto V, nella zona,  esistevano tre strade principali che collegavano S. Giovanni a S. M. Maggiore (via Merulana), S. Croce a S. M. Maggiore (Strada Felice) e S. Bibiana a S. Eusebio grazie al progetto redatto dall’architetto Fontana (immagine 2 e questo link) . Arriviamo con questa  fisionomia urbanistica fino al 1850 ca. quando la scelta del sito della stazione ferroviaria fu al centro di aspri dibattiti e prese di posizione delle  varie autorità papaline del tempo deputate alla decisione. Vigeva infatti l’opinione ottocentesca di far entrare la modernità (la ferrovia in questo caso) direttamente nel centro delle città e di trasformare “la piazza” da luogo di origine medievale di vita in comune con le botteghe artigiane a luogo di interscambio culturale e di passaggio con i servizi necessari (alberghi, ristoranti, caffetterie etc.). Per alcuni il sito accanto alle terme di Diocleziano non era abbastanza centrale rispetto ai centri di potere dell’epoca (Vaticano, S. Pietro) per altri era il luogo adatto per una rapida trasformazione della zona alla luce delle nuove esigenze. Vinse il secondo partito e venne costruita la stazione Termini nel posto attuale con la contemporanea nascita di quella che avrebbe preso il nome  odierno di via Giolitti. La necessità di creare intorno alla stazione dei servizi dedicati ed il fatto che occorreva un nuovo quartiere per ospitare la  classe borghese  che arrivava da Torino per lavorare nei nuovi ministeri che si stavano via via costruendo convinse qualche anno più tardi. appena dopo la proclamazione di Roma capitale d’Italia (1873 ca.), l’ingegnere Alessandro Viviani a un grande progetto urbanistico  per la creazione di questo luogo.

L'esquilino all'inizio del '900
Immagine 3 : L’Esquilino all’inizio del ‘900

Nacque così l’attuale rione Esquilino con strade ortogonali, ma con dei limiti ben precisi, via Merulana ad ovest , via Giolitti (che allora si chiamava via Principe di Piemonte dalla parte di Porta Maggiore e via Principessa Margherita dalla parte della stazione) ad est e via Santa Croce in Gerusalemme-Via Conteverde – via Carlo Alberto  che ricalcavano l’antica strada Felice come asse centrale con la novità di uno spazio enorme (Piazza Vittorio) che fungeva da collettore  e distributore di vie anche non ortogonali e che originariamente doveva fungere anche come luogo rappresentativo scelto per il monumento a Vittorio Emanuele II (immagine 3). Per cui già allora il ruolo di via Giolitti appariva di grande importanza per lo sviluppo del rione. Negli anni successivi (1910 ca.) la via venne interessata da un progetto innovativo : quello di costruire una ferrovia a scartamento ridotto con il duplice scopo di collegare alcuni centri del sud del Lazio (S. Cesareo, Palestrina, Cave, Genazzano. Piglio fino a Fiuggi con le sue terme) con la capitale  e di servire come mezzo pubblico urbano tra il centro della città e la strada Casilina che avrebbe avuto un notevole sviluppo verso l’esterno.

Immagine 4 : Treno che passa soto gli archi a Porta Maggiore
Immagine 4 : Treno che passa soto gli archi a Porta Maggiore

Idea lodevole e in anticipo con i  tempi (si ipotizzava una sorta di metropolitana di superficie) ma che non teneva conto dei grossi problemi di natura statica che avrebbe arrecato nel tratto Stazione Laziali – Porta Maggiore a monumenti ed edifici oltre a problematiche di inquinamenti vari (acustico e ambientale, immagine 4) che ne rendono difficilmente sostenibile l’utilizzo nei tempi attuali. Negli anni ’30 visto il progressivo aumento dellle linee ferroviarie che arrivavano alla Stazione Termini che ne facevano una delle più grandi  d’Europa e l’intersezione del traffico dei viaggiatori con il traffico cittadino con tutti i relativi problemi si pensò ad un suo ampliamento e ammodernamento e si affidò il progetto all’architetto Angiolo Mazzoni specialista di ristrutturazioni  di stazioni ferroviarie. Da un punto di vista architettonico  progettò un sito con alcune idee avveniristiche con due corpi di fabbrica laterali (via Giolitti e via Marsala) che avrebbero dovuto ospitare dei servizi vari con passaggi sotterrranei per collegare le due ali della stazione. Il progetto ebbe notevoli ritardi per l’interpretazione dell’entrata principale dalla parte di piazza dei Cinquecento : le alte gerarchie fasciste volevano un ‘entrata di grande impatto tale da ricordare i fasti dell’antichità classica.

Palstico della Stazione Termini presentato all'Esposizione Universale di New York del 1939
Immagine 5 : Plastico della Stazione Termini presentato all’Esposizione Universale di New York del 1939
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Di diverso avviso gli alti funzionari delle Ferrovie dello Stato che preferivano un edificio più funzionale e meno rappresentativo. Solo nel 1939 l’architetto Mazzoni dopo diversi rifacimenti fu in grado di presentare il plastico dell’opera definitiva all’esposizione Universale di New York del 1939 (immagine 5). Il ritardo per il progetto definitivo e le tragiche vicende della seconda guerra mondiale interruppero i lavori che per la parte più contestata e controversa vennero ripresi nel primo dopoguerra con un’ulteriore  gara  per un nuovo progetto dell’ entrata principale con annessa galleria. La spuntò lo studio dell’architetto Vitellozzi che progettò la celeberrima pensilina chiamata anche “Il dinosauro”. Ma l’aspetto più interessante e più intrigante di questa vicenda è forse anche quello meno conosciuto. Contestualmente al progetto architettonico, il Mazzoni aveva ideato anche un maestoso rifacimento urbanistico in linea con i dettami del periodo fascista : l’attuale via Giolitti doveva diventare l’ideale congiunzione tra i fasti del passato (Porta Maggiore) e quelli del presente (Stazione Termini) in un’ enfasi trionfalistica che si traduceva in una via larghissima in linea con il porticato dell’attuale piazza della Repubblica sul tipo di via della Conciliazione e via dei Fori Imperiali (immagine 6). Per fare ciò era necessario abbattere alcuni dei palazzi che erano stati costruiti solo qualche decennio prima : operazione meno dolorosa di quelle effettuate per la costruzione delle altre due vie sopracitate ma altrettanto onerosa e disagiata per i proprietari degli edifici interessati . Si iniziò con i primi espropri ed anche con i primi abbattimenti : forse non ci avete mai fatto caso, ma davanti alla galleria principale della stazione dalla parte di via Giolitti è rimasto solo il piano terra con i negozi al posto del palazzo di diversi piani che è ancora presente in via Amendola. E solo negli anni ’90 si risolse la querelle tra i proprietari degli altri stabili espropriati ma mai abbattuti per il sopravvento della seconda guerra mondiale e quindi risarciti per i danni subiti. Tanto è vero che solo da pochi anni questi edifici sono stati restaurati e ancora oggi ci sono alcuni immobili uso ufficio da vendere o affittare. Finisce qui l’analisi storica di via Giolitti, nel prossimo post analizzeremo l’attuale stato con tutti i problemi che con le varie segmentazioni create nei decenni scorsi rendono difficile la vita ai residenti.

Un esempio da seguire

Troppo spesso si parla, si parla ma poi si demanda ad altri l’onere di far qualcosa o di prendere qualche decisione. Questi cittadini hanno  dimostrato che con un pò di buona volontà invece di aspettare tempi biblici da parte delle istituzioni, laddove è possibile far qualcosa, si possono prendere delle iniziative e migliorare l’aspetto e il decoro della nostra città e del nostro rione. Questo fazzoletto di terra a via Giolitti davanti alla chiesa di S. Bibiana negli ultimi anni è stato violentato più di una volta prima dagli extracomunitari che ne avevano fatto una discarica a cielo aperto (vedi) poi dalla Terna che, con i suoi interminabili lavori per ACEA,  lo aveva praticamente distrutto. Ora grazie all’impegno di queste persone l’aspetto è decisamente migliorato e migliorerà ancor di più con l’arrivo della primavera e l’esplosine dei colori delle piante e dei fiori. Non ci resta che ringraziare chi ha avuto questa idea e sperare che altre persone ne seguano l’esempio.

Segnalazioni lavori a via Giolitti dal 12 al 20 ottobre

Dalle ore 7,00 del 12/10 alle ore 24 del 20/10 difficoltà di circolazione nel tratto di via Giolitti tra piazza di Porta Maggiore e via di Santa Bibiana per il rifacimento del manto stradale. Nei giorni  venerdì e sabato chiusura totale al traffico.

Continuano i disagi al traffico veicolare anche a Viale Manzoni e via Principe Eugenio per il restringimento della carreggiata causa lavori di posa cavi (vedi)

Una buona notizia, ma ……

Ninfeo degli Horti Liciniani

E’ da qualche tempo che  sulla recinzione del Ninfeo degli Horti Liciniani in via Giolitti appare   questo cartello. E’ della Presidenza del Consiglio dei Ministri e indica l’inizio dei lavori di “consolidamento e restauro per la messa in sicurezza e miglioramento sismico” del monumento. Fin qui tutto bene salvo due particolari : il primo è l’esiguità della somma messa a disposizione, 530.000 euro sono equiparibili a ciò che servirebbe, al giorno d’oggi, per la tinteggiatura e la  manutenzione straordinaria (intonaci. cortina, balconi, cornicioni etc.) di un palazzo di media grandezza e non per delle opere che abbisognano grande professionalità e tecnologia all’avanguardia come quelle necessarie per il Ninfeo (ricordiamo che si tratta della terza cupola per ampiezza di quelle arrivate a noi dall’epoca romana). Il secondo punto è che a tutt’oggi, nonostante l’inizio indichi il 19 dicembre 2011 i lavori non sembrano iniziati e dovrebbero terminare il 14/10/2012. Non vorremmo che finisse come l’ex cinema  teatro Apollo con un cartello che è rimasto appeso per circa sei anni senza che nessuno abbia mai iniziato a lavorare  con il risultato attuale di un immobile del comune abbandonato e con il rischio reale di occupazioni varie . Vedremo e riferiremo i prossimi sviluppi.

Sorpresa di Pasqua 2011

 
Parapedonale sradicato con bicicletta 1

L’anno scorso all’indomani della Pasqua trovammo un frigorifero vicino a un cassonetto (vedi). Quest’anno, in un luogo non nuovo a fenomeni di questo tipo, a via Giolitti angolo via Pietro Micca, abbiamo trovato un parapedonale sradicato con tanto di bicicletta incatenata.

Parapedonale sradicato con bicicletta 2

Non c’è che dire, evidentemente è un luogo che ispira gli automobilisti a una sorta di “fai da te” per parcheggiare …….

Stazione Termini, Arte, Musica e tanto Vintage

DOMENICA 6 MARZO L’ASSOCIAZIONE CULTURALE FUTURA PROPONE IL SUO PIU’ FORTUNATO EVENTO ALLA SALA CAPPA DELLA STAZIONE TERMINI

Domenica 6 Marzo

l’Associazione Culturale FUTURA torna a proporre il fortunato evento “Il Mercato dell’Artigianato Artistico e del Vintage”, con il patrocinio di Roma Capitale e la partnership con Radio Centro Suono (l’evento è già  pubblicizzato con vari passaggi radiofonici giornalieri).

La manifestazione, giunta al suo primo anno di vita, coniuga la promozione e la valorizzazione dell’artigianato artistico con la passione per il Vintage, attraverso una formula di grande successo che premia l’arte a 360 gradi.
Dalle 11.00 di mattina fino alle 23.00, i visitatori potranno curiosare fra i vari stand dell’artigianato artistico e del Vintage, assistere ad un live concert dal repertorio anch’esso “retrò”, gustare l’aperitivo ed usufruire dei servizi bar, ristorante e pizzeria; il tutto, all’interno di una struttura dal grande prestigio storico, artistico ed architettonico.

Il Concerto:
Lo spazio “musica dal vivo” ospiterà  un live acustico diretto da Manola Moslehi e dedicato alle grandi Donne della musica ed, in generale, al mondo femminile. Un’occasione per divertirsi e per riflettere su un tema, quello della dignità  femminile, che si sta trasformando in vera e propria battaglia culturale.

Dress Code:
Sarà  gradito l’utilizzo di un abbigliamento appartenente al genere Vintage dagli anni ‘20 ai ’90, in virtù anche della concomitanza con l’ultima settimana di Carnevale.

Appuntamento:
DOMENICA 6 MARZO dalle 11.00 alle 23.00

CONVOGLIA‛
Via Giolitti, 36 – Stazione Termini – Roma

CONTATTI:
Potete trovarci su Facebook al profilo (Futura Ac) o contattando il nostro Ufficio Stampa.

Ufficio Stampa FUTURA
Renato Scattarella
Press Office/Pr & Founder
Mob.: 347 6821479
Mail.: acfutura@gmail.com

Come volevasi dimostrare, luce rossa !

Nel precedente post avevamo indicato come nel sito “Luceverde – Infomobilità Roma” ci fosse la data del 5 febbraio come fine dei lavori eseguiti a via Giolitti – via Bixio dalla soc. Terna per la posa dei cavi ad alta tensione . Siamo al 7 febbraio ed è tutto rimasto come prima. Sul sito Luceverde hanno addirittura tolto l’iconcina dei lavori in corso come se fossero realmente terminati.

Ma la situazione attuale è questa

http://qik.com/video/34202322

Oltre l'immagine di estremo degrado che offriamo ai numerosi turisti che passano per via Giolitti vista la presenza dei tanti alberghi e i molteplici disagi per i residenti, sorge spontanea una domanda : ma se queste mura romane sono tanto importanti da bloccare un lavoro così urgente e improcastinabile come la sostizione dei cavi elettrici da Roma Nord al Centro (Piazza Dante), è questa la maniera di procedere ai rilievi ? In mezzo alla mondezza come se si lavorasse in una discarica, come si può ben vedere dal filmato ? Oltretutto, a differenza del 7 dicembre, precedente data non rispettata per la fine dei lavori, prima del 5 di febbraio non si è visto nessuno come se fosse dato per scontato che quella data era stata indicata solo per un pro forma. Insomma l'ennesima beffa ! 

 

Fine lavori, luce verde o luce rossa?

A malavoglia, perchè sinceramentte non ci va tanto di parlarne per quanto ne abbiamo parlato nei mesi scorsi, ritorniamo sui lavori che la soc. Terna sta eseguendo nel nostro rione. Non perchè ci siano delle novità ma solo per testimoniare che siamo di fronte, forse, all’ennesima beffa. L’anno scorso apparve sul sito “Luceverde – Infomobilità Roma” la notizia che il termine dei lavori a via Giolitti di fronte al sottopassaggio di S. Bibiana era stato fissato per il 7 dicembre. Nei giorni precedenti tale data si vide qualche lavorante fare qualcosa all’interno dei recinti dove sono le buche aperte da sette mesi  e poi nulla più. Come per incanto il sito in questione dal 9 dicembre evidenziò questa nuova segnalazione che è tuttora presente :

Ora siamo prossimi alla data di fine lavori e, forse, vedremo di nuovo dopo due mesi di assenza qualcuno all’interno dei recinti ma vogliamo scommettere che le buche rimarranno come sono e lunedì prossimo sara possibile vedere sul sito “Luceverde” una nuova data per la fine dei lavori ? Tra l’altro non sarebbe sconveniente se tali notizie fossero  reperibili non solo su internet ma anche sui cartelli nelle vicinanze delle buche non fosse altro per rispetto dei residenti che stanno con le voragini aperte da mesi sotto il portone di casa.

Rumori molesti a via Giolitti e a via Rattazzi

Un nostro lettore lamenta un problema che sta letteralmente togliendo il sonno (e non metaforicamente) a diverse persone che abitano in via Giolittl in prossimità dell’incrocio con via Rattazzi e ovviamente anche a chi risiede in questa via.
Visualizzazione ingrandita della mappa

Queste le sue parole

               “Le Ferrovie dello Stato hanno posizionato un climatizzatore sul tetto del palazzo della     Stazione     Termini che  emette un forte rumore particolarmente fastidioso sul lato di via Giolitti. Durante la notte il ronzio é tale da sovrastare il rumore dei treni. Mi sembra improbabile che tale impianto possa rispettare le
norme di inquinamento acustico e sarei curioso di poterlo verificare.Spero che si possa inoltrare una richiesta per un controllo che stabilisca se l’impianto é in regola. Sarebbe auspicabile poter otternere una riduzione del rumore almeno durante la notte.”

E questa è la foto dell’impianto incriminato

Inutile dire che nonostante si sia cercato di contattare gli uffici preposti a questo tipo di problematica non si è ottenuta fino ad ora alcuna risposta. Non è certamente questo il modo di trattare dei cittadini che pongono all’attenzione un problema serio con civiltà ed educazione e che avrebbero tutti i diritti di veder riconosciute le proprie ragioni.  Via Giolitti che con un’oculata gestione urbanistica e amministrativa per i suoi monumenti, i suoi alberghi, i suoi teatri potrebbe divenire un fiore all’occhiello non solo per il rione Esquilino ma per tutta la città vede accrescere i problemi invece di vedere risolti quelli più annosi.