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Esquilino: la solita disorganizzazione nei lavori pubblici e i soliti inaccettabili sprechi

Da qualche anno a questa parte ogni volta che, come privati cittadini o come appartenenti ad associazioni, si chiede qualche miglioramento alle autorità competenti ci si sente rispondere sempre la stessa frase: avete ragione ma mancano le risorse per risolvere il problema! Ciò potrebbe far presupporre un miglioramento nella gestione dei lavori pubblici, in particolare una pianificazione che tenga conto di tempi e costi per ottenere un tangibile risparmio e che stia attenta a non  vanificare gli sforzi per rendere migliore la città e  non dia  permessi per fare dei lavori perfettamente inutili, ma non è così e quello che è successo in questi ultime settimane all’Esquilino ne è una fedele testimonianza.

A viale Manzoni all’inizio di aprile 2017 si è provveduto a riasfaltare completamente il manto stradale nel tratto compreso tra via Giolitti e via Principe Eugenio perchè erano stati effettuati dei lavori Italgas fin dall’ottobre 2016. Nell’arco di un mese ben due volte sono state aperte due buche e successivamente riattapate rendendo vano il lavoro di inizio aprile sia da un punto di vista strutturale (prossimi problemi di avallamenti) sia da un punto di vista estetico. Ecco la sequenza fotografica; da notare come la segnaletica stradale orizzontale evidenzi due buche distinte della stessa forma e dimensione fatte in tempi diversi.

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Ma se in questo caso potevamo supporre una colpevole mancanza di pianificazione e di comunicazione tra i vari uffici e dipartimenti comunali, quello che è successo in questi giorni a via di Porta Maggiore è inaccettabile e prefigura con ragionevoli dubbi scenari che, invece di aiutare la città a venir fuori dal pantano della cattiva amministrazione e della corruzione, ci sguazza ancora dentro.

Il 28 aprile è arrivato uno dei camioncini addetti alla manutenzione stradale e ha effettuato questo intervento per ovviare alla mancanza di sampietrini nella corsia preferenziale di via di Porta Maggiore

Premesso che era un lavoro che evidentemente era stato programmato da tempo perchè il problema era vecchio di anni, la rabbia per il pressapochismo e la qualità insufficiente per il rattoppo raffazzonato  era tale da costringerci a scattare una foto. Ma non  potevamo  immaginare  quello che sarebbe successo solo una settimana più tardi: infatti dall’8 maggio si è chiusa completamente la corsia preferenziale di via di Porta Maggiore per eseguire dei lavori alle rotaie e quindi i sampietrini sono stati completamente rimossi per poi riposizionarli.

Per cui il lavoro eseguito il 28 aprile è risultato non solo di pessima qualità ma perfettamente inutile. Ci piacerebbe sapere quanto verrà a costare alle casse comunali e come mai dopo anni di attesa si è provveduto ad eseguirlo solo una settimana prima che risultasse completamente inuattabile. Un caso di programmazione al contrario?

L’Esquilino dei misteri – secondo episodio – Un lavoro dimenticato a via Micca

A via Pietro Micca, poco prima delle feste natalizie alcuni operai hanno piantato dei paletti per la strada e hanno recintano due tratti della via con la rete arancione. Nessun avviso, nessun cartello di inizio lavori, nessun intervento plausibile (voragine, tombino, muro pericolante). Dopo pochi giorni la situazione era già questa

20170126_152550Dopo un paio di settimane

20170128_085041Poi così

20170226_094609Dall’altra parte della strada


e infine così

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Ci chiediamo in primo luogo perchè sono stati creati questi due recinti. Da residenti non sarebbe sbagliato conoscere anche in anticipo di che interventi si tratta e quanto tempo dovrebbero durare i lavori. Ma quello che è successo a via Micca è veramente assurdo: nessun avviso, nessun cartello,  nessun intervento, nessuna emergenza visibile e i lavori ormai dimenticati. Ma è normale tutto ciò?

 

Le “incompiute” del Rione Esquilino

A viale Manzoni,  nei pressi dell’incrocio con via Emanuele Filiberto c’è  in bella mostra questo cartello presso un’entrata secondaria dell’Istituto  Tecnico Galileo Galilei-Palazzzina E (cliccare per ingrandire).

office-lens-20160921-172224Si riferisce a dei lavori regolarmente assegnati dopo un bando di gara per “il consolidamento, messa in sicurezza e riqualificazione funzionale”  e  finanziati (almeno si spera) dalla “Città Metropolitana di Roma Capitale” in pratica la ex Provincia di Roma. Ma leggendo le date i conti non tornano : a fronte di un lavoro non certo misero (€ 1.823.383,87) notiamo queste specifiche “Data consegna lavori – 25/11/2014”, “Data ultimazione lavori – 22/03/2016”, “sospensione dei lavori – dal15/12/2014 al 04/05/2015″ ” Data ultimazione lavori – 09/08/2016″

La situazione a ottobre  2016 è questa:

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i lavori ci sembrano ben lungi dall’essere terminati, anzi per dirla tutta il cantiere sembra abbandonato . Non vorremmo che andasse a finire come l’emblema dei progetti incompiuti, anzi mai iniziati, all’Esquilino : l’ex cinema teatro Apollo.

cairoli2 Dal 2005, infatti, per circa quattro anni questo cartello è rimasto appeso   a via Cairoli sopra una delle porte dell’ex cinema  specificando dei lavori per creare  all’inizio un edificio da destinare ad un’ipotetica “Casa dei Comici” per cambiare idea in seguito e  ricavarne un “Centro Polifunzionale”  avveniristico (vedi progetto) . Purtroppo  i lavori non iniziarono mai e nel 2009 venne tolto anche il cartello. Da allora è sceso l’oblio su questa struttura : autorità, attori, registi e artisti in genere sempre pronti a scendere in campo per altre situazioni analoghe (per esempio l’ex cinema America)   si sono completamente dimenticati di questo edificio (tra l’altro bellissimo e raro esempio di liberty) che ormai è chiuso da più di 15 e anni ed è stato spesso oggetto di occupazioni e versa, attualmente, in uno stato di vergognoso degrado e abbandono.

Le  foto testimoniano come gli stessi graffitari abbiamo più volte cambiato gli scarabocchi nel corso di tutti questi anni e  il  terrificante degrado di una porta secondaria a via Giolitti con dei rifiuti che sono lì da anni e aumentrano continuamente. Sarebbe ora che alle parole seguissero i fatti; se il Comune o chi per esso non è in grado di provvedere alla riqualificazione di questi immobili abbia il coraggio di fare delle scelte e di coinvolgere dei privati per dei progetti seri. A che serve  tenere questi edifici  chiusi e abbandonati?

Saggi archeologici? Ma servono a qualcosa?

E’ di questi giorni la notizia di un sensazionale ritrovamento archeologico nei cantieri a viale Ipponio della sfortunata Metro C. Ce ne rallegriamo tutti perchè si tratta di uno spaccato della vita militare del II secolo d.C. con molteplici ambienti pavimentati e riccamente affrescati da aggiungere al già incomparabile patrimonio capitolino ma nel contempo non possiamo non essere preoccupati perchè tutto questo si tradurrà in ulteriori ritardi per la consegna del tronco della metro  che arriva a Piazza Venezia con immancabili diatribe  di ordine economico che rischieranno di far lievitare il prezzo complessivo di questa opera a livelli astronomici. E tutto questo per rimarcare l’assoluta inadeguatezza delle procedure odierne utilizzate quando si tratta di operare degli scavi in zone ad altà densità archeologica come appunto il centro di Roma.

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Gia sei anni fa pubblicammo un post su questo argomento (Sull’inutilità dei saggi archeologici all’Esquilino- vedi) relativo a dei lavori eseguiti dalla società Terna che dopo mesi di saggi archeologici in loco, iniziati alcuni scavi a via Bixio per la posa di cavi elettrici, trovò interessanti reperti  a non più di dieci metri da  un  foro di prova  e carotaggio effettuato solo qualche  settimana prima e  infatti i lavori vennero interrotti per più di un anno. Questo per dire che è inutile spendere cifre ingenti per saggiare il sottosuolo di Roma specialmente nelle zone centrali, perchè ogni metro può riservare delle sorprese incredibili e del tutto inattese. Se si vuole proseguire su questa strada c’è bisogno di nuove procedure che utilizzino in fase progettuale delle discipline ormai consolidate da tempo (project management, risk management) e largamente utilizzate in altri paesi e vengano costituite a priori delle squadre composte da tecnici e archeologi specializzati in grado, nel minor tempo possibile, di stabilire l’importanza del rinvenimento e programmare tutte le necessarie modifiche al progetto di partenza ma tutto secondo metodologie, tempi e risorse stimate dal piano generale dell’opera in costruzione precedentemente presentato e concordato.  Tempi, costi e risorse possono essere preventivati e stabiliti a priori, solo eventi eccezionali e del tutto imprevedibili come terremoti, maremoti o alluvioni, per esempio, possono inficiare le previsioni e stravolgere il cosiddetto cronoprogramma. Se vogliamo che Roma diventi una moderna capitale europea e mondiale c’è bisogno di una concreta svolta nella gestione dei lavori pubblici: siamo tutti d’accordo che l’onestà debba essere considerata al primo posto ma da sola non basta per portare a termine sfide difficili ma al contempo affascinanti come la costruzione di opere in territori di grande importanza archeologica e storica come il centro di questa meravigliosa città.

Riqualificazione dell’area della Stazione Termini – La mappa e le date

Riqualificazione dell’area della Stazione Termini

Dal 7 settembre 2015 cominciano i lavori di riqualificazione dell’area della Stazione Termini: via Giovanni Giolitti, viale Enrico De Nicola e via Marsala. I lavori termineranno lunedì 7 dicembre.

I Lavori

Rifacimento del manto stradale e dei marciapiedi, pulizia delle caditoie, misure contro la sosta selvaggia e spostamento delle postazioni del commercio fisso e ambulante dell’area della stazione Termini.

Con i lavori di riqualificazione in via Giovanni Giolitti, viale Enrico De Nicola e via Marsala si vuole rendere tutta la zona della stazione Termini più accogliente, più sicura e più efficiente.

I lavori prevedono l’installazione di rastrelliere per le biciclette, l’estensione in tutta l’area dei percorsi per non vedenti, l’accesso facilitato per i disabili e l’ampliamento del parcheggio di piazza dei Cinquecento con 45 nuovi posti di sosta fruibili gratuitamente per i primi 15 minuti (Kiss&Ride).

lavori termini 2015

Lavori su viale Enrico De Nicola

La strada resterà aperta, chiudendo di volta in volta solo una delle tre carreggiate, facendo transitare il traffico pubblico/privato su quelle aperte. Resterà in funzione l’accesso al Parcheggio di Grandi Stazioni di piazza dei Cinquecento con il servizio Kiss&Ride.

Lavori su via Giovanni Giolitti nel tratto compreso tra il sottopasso Pettinelli (altezza via Rattazzi) e via Cavour

La strada resterà aperta, chiudendo al traffico una sola corsia alla volta e facendo transitare il traffico pubblico/privato su quella libera.

Lavori su via Marsala, nel tratto compreso tra viale De Nicola e via del Castro Pretorio

Dal 9/9 al 7/10: chiusura al traffico da viale Enrico De Nicola a via del Castro Pretorio. Il servizio taxi non subirà interruzioni.

Per raggiungere via del Castro Pretorio dal 9/9 al 7/10 si consigliano i seguenti percorsi:

  • proseguire da viale Enrico De Nicola verso Piazza Indipendenza, continuare su via San Martino della Battaglia per imboccare, con svolta a destra, via Palestro raggiungendo così via del Castro Pretorio all’altezza dell’incrocio con viale dell’Università e viale Pretoriano
  • proseguire da viale Enrico De Nicola verso Piazza Indipendenza, continuare su via San Martino della Battaglia superando l’incrocio con via Palestro per imboccare, con svolta a destra, viale Castro Pretorio raggiungendo via del Castro Pretorio all’altezza dell’incrocio con viale dell’Università e viale Pretoriano

Dall’8/10 il tratto di via Marsala tornerà fruibile compresa l’area Kiss&Ride dedicata.

Le modifiche del trasporto pubblico

A causa del cantiere nella carreggiata centrale di viale Enrico De Nicola le linee 16, 38, 60L, 75, 90, 92, 223, 310, 360, 649, C2, C3, N2, N2L e N13 deviano su viale Einaudi, piazza della Repubblica e viale delle Terme di Diocleziano per poi tornare sul loro normale percorso in direzione piazza dei Cinquecento. Le fermate 80748 e 73699 su viale Enrico De Nicola saranno soppresse per la durata dei lavori sulla carreggiata centrale.

Servizi per i turisti

Le aree di sosta individuate dal Piano pullman turistici in via Giovanni Giolitti e via Marsala verranno temporaneamente spostate in viale Einaudi fino a fine lavori in via Marsala.

Il documento finale del processo partecipato per la riqualificazione di via Carlo Alberto

Pubblichiamo il documento finale del processo partecipato per il progetto di riqualificazione di via Carlo Alberto presentato ufficialmente  il 17 giugno nei locali di via della Greca. Purtroppo a causa dei problemi arcinoti del Comune di Roma l’evento è stato disertato dai principali protagonisti (assessori comunali interessati e presidente del I Municipio) e quindi è venuto a mancare il dialogo con chi avrebbe dovuto esporre i tempi e i modi per la realizzazione di questo progetto. A tutt’oggi non è iniziato alcun lavoro nè a via Carlo Alberto nè a Piazza Vittorio interessata anch’essa alla riqualificazione dei giardini. Purtroppo visto l’avvicinarsi del Giubileo straordinario con la priorità di altre opere anche nel nostro rione specialmente nell’area della Stazione Termini si iniziano ad avere dei dubbi sull’effettuazione di questi lavori in tempi rapidi.

Gli strani lavori che si fanno da un pò di tempo all’Esquilino

Già a febbraio scorso manifestammo più di una  perplessità su alcuni lavori svolti a via Principe Umberto e in altre vie del rione (vedi post) con modalità non del tutto chiare. Ora siamo addirittura stupiti da quello che è accaduto nei giorni scorsi. Sabato 6 giugno, di buon mattino,  sono arrivati, senza (come al solito) alcun preavviso, dei camion che hanno scaricato un piccolo cingolato che ha iniziato a grattare l’asfalto proprio sopra il rattoppo (che non presentava nè buche, nè altri problemi) del precedente lavoro a via Principe Umberto. Fatto questo, così come erano arrivati se ne sono andati. Si pensava ad un intervento propedeutico ad un altro scavo anche se non era stato esposto alcun cartello ed invece lunedì mattina è arrivata un’altra squadra (anch’essa senza alcun preavviso) e ha ricoperto di asfalto l’area che era stata grattata.

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Non sappiamo più cosa pensare : lavori completamente inutili, anonimi e chissà quanto costosi ! Se questa è la maniera di riconquistare la fiducia dei cittadini, non ci siamo proprio.

Slitta la riapertura del Tempio di Minerva Medica

La mattina del 28/05/2015 è stato cambiato il cartello all’entrata del cantiere per i lavori di restauro del Ninfeo degli Horti Liciniani meglio conosciuto come Tempio di Minerva Medica a via Giolitti. Credevamo che fosse finalmente la notizia della fine del cantiere e magari una data per la riapertura del monumento, in realtà si tratta di un ulteriore lotto per lavori di “scavo e restauro di superfici murarie” con una fine fissata al 7/10/15.

20150528_172834Il fatto che si parli di scavo è sicuramente un sintomo che sono stati localizzati dei nuovi reperti che potrebbero rivelarsi importantissimi per una esatta collocazione (e rivalutazione) del monumento nello scenario dell’arte e della storia antica. Cercheremo di saperne di più cercando di incontrare i responsabili di questo restauro che ormai si protrae da diversi anni.

2015 : Lavori pubblici all’#Esquilino, stessa musica di sempre

La pioggia di gennaio ha evidenziato in maniera evidente l’annoso e mai risolto problema delle strade di Roma che si sgretolano al contatto con l’acqua provocando buche e voragini  causa di incidenti a non finire. Il Comune ha annunciato l’ennesimo piano straordinario con interventi mirati d’urgenza, ma i risultati di queste task force negli ultimi anni sono stati del tutto insufficienti . Consideriamo alcuni fatti accaduti nel nostro rione relativi ai lavori pubblici in queste ultime settimane per cercare di capire ciò che succede e il perchè di questa situazione. Nei mesi scorsi venne dato ampio spazio mediatico a un paio di notizie che ci avevano fatto credere che finalmente le cose fossero cambiate nell’ambito dei lavori pubblici nel territorio urbano: prima il Comune dichiarava che nel caso di cantieri che avessero bisogno di scavi le ditte interessate avrebbero dovuto ripristinare il manto stradale come era prima dell’intervento anche con una riasfaltatura integrale, poi l’utilizzo di un nuovo asfalto (e un simile concetto è stato ribadito anche per la polemica sorta per la rimozione dei sampietrini) più resistente, più isolante e più rapido nella posa in opera. Purtroppo la realtà a tutt’oggi è ben diversa e ve lo dimostriamo con le foto che documentano  modi e tempi per alcuni interventi effettuati in queste ultime settimane all’Esquilino.20150125_100304 La prima fotografia è relativa a un lavoro effettuato a via A. Grandi angolo via di Porta Maggiore : è la terza volta in solo sei mesi  che quel pezzo di strada viene aperto e poi richiuso (come si vede chiaramente nella seconda fotografia che evidenzia rappezzi realizzati in tempi diversi) , è ovvio che qualsiasi dissertazione sulla qualità del manto stradale sia assolutamente inutile e che la politica dei rappezzi, perdurando questo stato di cose, sia destinata, purtroppo,  a protrarsi nel tempo. 20150220_170217Un altro esempio è a viale Manzoni (vedi terza fotografia), anche qui tra fine novembre e inizio dicembre ci sono stati dei lavori di scavo per la manutenzione di sottoservizi, ed ecco a distanza di circa due mesi, come si presenta il rappezzo all’incrocio con via Conteverde20150125_084913. E’ facile presagire che prima dell’arrivo della primavera le buche si faranno più grandi e più profonde e  che, quindi,  arriverà il solito camioncino che metterà un’ulteriore toppa così da far sembrare la strada un enorme patchwork. Un chiaro esempio di come procedono i lavori lo mostriamo in una slide-show anche quello che è successo in via Principe Umberto all’altezza del numero civico 59 tra il 7 e il 17 gennaio. Il 7 gennaio nel pomeriggio, senza alcun preavviso, dopo che una persona ha prima  aspettato che si liberassero un paio di posti sulle strisce blu, per poi impedire che altre autovetture potessero parcheggiare, arriva un camion con un paio di operai e un piccolo escavatore. Viene recintata la zona e fatto un primo scavo. All’inizio viene esposto un cartello molto malridotto “Roma per Roma” e quasi illeggibile, il dubbio che sia sempre lo stesso per qualsiasi altro lavoro è più che plausibile anche perchè dopo qualche ora, alla fine della giornata (il 7 sera) il cartello viene rimosso e non ne viene messo alcun altro fino alla fine dei lavori. Quindi nessun preavviso (cosa plausibile solo per le emergenze, ma era un’emergenza?),  nessun cartello che indichi di che lavoro si tratti, quale sia la ditta che li esegue, chi sia il direttore dei lavori e quale sia la data della fine del cantiere. Il giorno seguente arriva un’altra squadra e allarga sia l’area sia lo scavo stesso. Nei due giorni seguenti viene eseguito il lavoro (?), chiusa la fossa, praticato il rappezzo  in maniera assolutamente tradizionale e poi la zona rimane recintata con la buca ricoperta e un cumulo di terra da portare via. Per cinque giorni l’area rimane transennata senza nessun avviso o cartello di fine dei lavori e senza nessun addetto fino a che finalmente il 17 gennaio arriva un altro camion più grande e un camioncino e caricano la terra rimasta e le transenne liberando finalmente l’area.

Sarebbe questo il nuovo corso dei lavori pubblici ?

A maggior ragione speriamo che le dichiarazioni che il  sindaco I. Marino ha rilasciato il 26/01/2015 (vedi) e il 27/01/2015 (vedi) non si risolvano nel solito spot mediatico di grande effetto ma di scarsi (se non inesistenti) risultati: iniziamo a mettere i cartelli obbligatori e poi pensiamo a quelli elettronici con il count down e i controlli  sulla qualità dei lavori vengano effettuati sempre e in qualsiasi zona .

 

L’Acea e i “Workaround” sui nasoni all’Esquilino

20140916_074245Questa era la situazione  del “nasone” (fontanella per i non romani) lo scorso 15 settembre all’incrocio tra via Giolitti e viale Manzoni. Ostruito lo scarico, l’acqua aveva formato una vera e propria piscina per defluire verso la fogna più vicina a circa dieci metri di distanza. Allertata l’ACEA da numerose chiamate telefoniche, un paio di giorni dopo arrivavano i tecnici e operavano un cosiddetto “workaround” (soluzione alternativa). Visto che non era facile riparare il guasto dello scarico,  quale soluzione migliore di chiudere il rubinetto interno e sospendere l’erogazione dell’acqua ?

20140922_174905A tutt’oggi la situazione è quella evidenziata dalla fotografia qui sopra : l’acqua non c’è più.

20140927_172954Purtroppo si insinua il ragionevole dubbio che il “nasone” in oggetto seguirà il triste destino20140927_120623 di quello che a via Principe Eugenio da più di un anno eroga con un rubinetto a pressione un filino di acqua (calda) talmente esiguo  che ormai lo non usa più nessuno o di quello che a via Guglielmo Pepe è stato addirittura rimosso !

P.S.

Ovviamente lo scarico ostruito del nasone a via Giolitti causerà allagamenti anche con la pioggia e non sarà possibile impedire che cada l’acqua dal cielo !