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16 settembre 2021 Inaugurazione del restauro della facciata di Sant’Eusebio

Terminato il restauro della facciata dell’ex Zecca di Stato a via Principe Umberto

Nei giorni scorsi sono stati rimossi i ponteggi necessari per il restauro della facciata del palazzo dell’Ex Zecca di Stato a via Principe Umberto. Tale lavoro è inserito nel progetto per la creazione del prossimo centro culturale che nascerà nel grande edificio che per quasi un secolo ha coniato le monete che hanno circolato nel nostro Paese.

E’ stato ripristinato il colore simile all’originale come si evince da questa stampa degli anni ’20

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e prossimamente inizierano anche i lavori di restauro delle pareti esterne delle parti laterali e di quella posteriore. Se non ci saranno più ritardi e problemi dovuti a cause esterne dovremo vedere la conclusione dei lavori di questa importante opera per la fine del 2023 o al massimo nei prmi mesi del 2024

Per l’inaugurazione del palazzo nel 1911 venne coniata una medaglia particolare qui descritta in un post dall’account Facebook del Museo della Zecca

“La rigenerazione di Piazza Vittorio – ripartiamo dal basso” un video di “Esquilino chiama Roma”

Un video di “Esquilino chiama Roma” che illustra lo studio di analisi e preparazione fatto in questi ultimi mesi per il restauro e la valorizzazione dei portici di Piazza Vittorio. I lavori, presumibilmente, partiranno nel 2021 e saranno limitati solo ai due portici più degradati e bisognosi di interventi, ma questo approccio rappresenta sicuramente la base per qualsiasi altro lavoro di restauro per restituire  Piazza Vittorio e i suoi portici alla loro originale bellezza.

Santa Maria degli Angeli: un servizio del TG3 Lazio sui restauri dei dipinti monumentali all’interno della chiesa

Nei giorni scorsi è andato in onda su TG3 Lazio – GrandArte  un servizio di Donatella Ansovini sui restauri delle tele monumentali che ornano l’interno di Santa Maria degli Angeli costruita su progetto di Michelangelo su una parta delle Terme di Diocleziano. Tra breve, grazie ai restauri in corso, potremo ammirare queste opere nella loro originale bellezza.

Settembre 2018: Lo stato dei restauri presso il cd. Tempio di Minerva Medica

Purtroppo registriamo l’ennesimo ritardo relativo alle date del restauro del cd. Tempio di Minerva Medica a via Giolitti (in alto in una suggestiva ricostruzione grafica dello Studio Twilight).

Il cartello parla chiaro : 240 giorni dal 2 novembre 2017 data di inizio lavori di questa ultima fase: siamo a settembre 2018 e i lavori sono fermi da almeno 2 mesi tutt’altro che terminati come testimoniano le impalcature presenti all’interno del monumento

I casi sono due: o tardano ad arrivare i fondi per il pagamento dei lavori fin qui eseguiti o in sede d’opera è stato scoperto qualcosa di nuovo e di interessante e c’è bisogno di ulteriori risorse finanziarie per poter proseguire. Non è un’ipotesi peregrina perchè da questo interessantissimo articolo di  di Luisa Chiumenti del 2 dicembre del 2015 si evincono non solo notizie sugli evidenti e gravi danni che il cd. Tempio di Minerva Medica ha subito nel secolo XX ma dell’intenzione di continuare ricerche conoscitive per arrivare a notizie certe sull’origine e la funzione di questo fantastico monumento.

Abbiamo estratto alcuni passi dell’articolo; per chi volesse leggerlo integralmente è presente il relativo link in fondo alla pagina.

I restauri avvenuti nel secolo scorso, mirati a salvaguardare il monumento dai progressivi e continui cedimenti delle fondamenta, costruite in un terreno irregolare su strutture preesistenti, hanno purtroppo reso ancora più precarie le condizioni generali, determinando una progressiva riduzione della cupola superstite.

In effetti, dai primi del Novecento al 2006, già si era verificata una riduzione del volume della cupola di quasi di oltre il 50%, per cui il rischio di crolli della porzione superstite e la possibile perdita di gran parte dell’antico edificio hanno portato la Soprintendenza a prendere la decisione di effettuare un importante intervento architettonico di restauro sull’intero monumento, sia da un punto di vista strutturale che formale, tenendo conto delle criticità strutturali ma evitando di stravolgere l’immagine strutturale della costruzione

Verranno comunque continuate, dopo questo recupero preliminare della stabilità strutturale del monumento, le opere di scavo archeologico di tipo conoscitivo, tendente alla completa valorizzazione del complesso nel suo contesto urbanistico di riferimento.

Vorremmo ricordare che “La tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione” è sancito  dall’art. 9 comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana e chiunque agisca in direzione opposta è passibile di denuncia penale. Ci auguriamo quindi che si ripensi alle prese di posizione di questa amministrazione riguardo all’ammodernamento della linea Laziali Giardinetti che non tiene conto delle ormai oggettive e inoppugnabili prove delle vibrazioni e dei relativi danneggiamenti che provoca il passaggio del “trenino” e dei danni al paesaggio  derivanti dai tralicci e dalle rotaie accanto al monumento. Il fatto che questa ferrovia sia stata costruita prima che entrassero in vigore leggi ad hoc per la salvaguardia del patrimonio artistico e monumentale non esime a prendere in considerazione azioni che verrebbero intraprese in qualsiasi altro paese civile.

Restauri a Roma: il tempio di Minerva Medica in via Giolitti

 

Agosto 2016 : il punto sui restauri del cd. tempio di Minerva Medica

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Innanzitutto una comparazione tra come era ridotto il monumento ad inizio restauri e come è oggi.  Come è facile vedere è stata ricostruita l’intera parte superiore del lato sud per evitare il pericolo di ulteriori e disastrosi crolli. E’ evidente la ripultura delle strutture sottostanti .

Attualmente si sta completando il restauro dei muri esterni del lato nord e del lato ovest contestualmente a saggi archeologici all’interno e all’esterno della struttura. Le fotografie seguenti attestano in pratica la fine dei lavori relativi al lato nord con lo smontaggio dei ponteggi e il ripristino del suolo calpestabile all’interno

In un precedente post (vedi) abbiamo pubblicato un saggio del prof. Guidobaldi del 1998 in cui si giunge a delle interessanti conclusioni sul cd. Tempio di Minerva Medica. Vorremmo continuare a presentare degli articoli e delle pubblicazioni scientifiche che hanno come soggetto questo monumento in modo da  offrire un panorama quanto più possibile vasto intorno alle sue origini e intorno alla zona in cui è collocato  e, quindi,  sottolinearne la sua importanza e  bellezza. Di seguito pubblichiamo il link di un articolo in lingua  inglese che tenta di ricostruire non solo il complesso monumentale di cui faceva parte il cd. Tempio ma tutta la zona circostante,

http://www.quondam.com/90/9073p.htm

 

Slitta la riapertura del Tempio di Minerva Medica

La mattina del 28/05/2015 è stato cambiato il cartello all’entrata del cantiere per i lavori di restauro del Ninfeo degli Horti Liciniani meglio conosciuto come Tempio di Minerva Medica a via Giolitti. Credevamo che fosse finalmente la notizia della fine del cantiere e magari una data per la riapertura del monumento, in realtà si tratta di un ulteriore lotto per lavori di “scavo e restauro di superfici murarie” con una fine fissata al 7/10/15.

20150528_172834Il fatto che si parli di scavo è sicuramente un sintomo che sono stati localizzati dei nuovi reperti che potrebbero rivelarsi importantissimi per una esatta collocazione (e rivalutazione) del monumento nello scenario dell’arte e della storia antica. Cercheremo di saperne di più cercando di incontrare i responsabili di questo restauro che ormai si protrae da diversi anni.

Le ultime sul Ninfeo degli Horti Liciniani

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In questa incipiente primavera, finalmente, dopo diverso tempo, si cominciano a vedere gli effetti del restauro del Ninfeo degli Horti Liciniani conosciuto anche come Tempio di Minerva Medica iniziato nel 2012. In realtà sono subito piovute critiche (vedi post facebook del 19/03/2015) sull’aspetto finale del lavoro e anche noi  abbiamo raccolto diverse voci di dissenso. Vorremo però tener presente alcune argomentazioni prima di sparare a zero su un lavoro aspettato da decenni da tutti i residenti dell’Esquilino e da tutti coloro che hanno a cuore i monumenti dell’antica Roma specie se importanti come questo :

  1. Prima di eprimere giudizi estetici aspettiamo di valutare l’impatto visivo dell’opera a lavori ultimati per avere uno sguardo d’insieme che non può sussistere in questo momento essendo il Ninfeo ancora parzialmente ricoperto da impalcature.
  2. Trattandosi di un monumento in laterizi appare evidente la scelta compiuta dallo staff che ne cura il restauro : dove la muratura originale non presentava problemi strutturali che pregiudicassero la statica dell’edificio, è rimasta inalterata, viceversa si è dovuto intervenire con operazioni di ripristino completo nel caso di strutture non più in grado di reggere alle sollecitazioni naturali e non (eventi atmosferici e problemi statici).
  3. La natura stessa del momumento : non dimentichiamo che in origine era ricoperto da marmi pregiati e da stucchi policromi andati irrimediabilmente perduti da secoli. La ricostruzione di parti in laterizio senza una adeguata copertura è ovvio che può risultare meno accattivante da un punto di vista estetico rispetto all’originale impreziosito dalla patina del tempo ma è molto diffficile operare in altro modo. Simili considerazioni devono necessariamente essere estese anche alle parti rimaste della cupola.

Aspettiamo quindi la fine di questo lotto di restauri e la conseguente conferenza stampa che ne evidenzi le metodologie che sono state scelte per esprimere un giudizio quanto più obiettivo possibile.

Il punto sul Ninfeo degli Horti Liciniani

Qualche tempo fa (in realtà quasi due anni fa) scrivemmo che avremmo monitorato i lavori di restauro del Ninfeo degli Hortii Liciniani a via Giolitti per constatarne l’avanzamento. In questi giorni siamo testimoni di una buona notizia : sono state rimosse le impalcature esterne dalla parte che guarda verso la stazione Termini ed è quindi già visibile la porzione della cupola messa in sicurezza e mondata dalle erbacce che nel corso dei decenni erano cresciute sopra. Già in questa fase è possibile ammirare l’imponenza e la bellezza del monumento che risalterà ancor di più a lavori ultimati. Non sappiamo se la data del 2015 sarà rispettata per la fine del restauro anche perchè la parte interna presenta delle particolarità che abbisognano di maggior attenzione e cura da parte dei restauratori e degli archeologi, ma l’importante è che il monumento venga ridonato alla cittadinanza e a tutti coloro che verranno per visitarlo dopo oltre un secolo di chiusura e abbandono. Contestualmente alla riapertura del Ninfeo dovranno anche essere prese delle decisioni importanti riguardo alla linea ferroviaria Laziali – Giardinetti : non è possibile che un treno passi a pochi centimentri dalle fondamenta del monumento procurando dei danni irreparabili (il 50% della cupola che aveva resistito nel corso dei secoli a terremoti e intemperie, si è sbriciolata negli ultimi cento anni per l’incessante presenza dei microsismi causati dal passaggio dei convogli). Perdurando questa situazione, tra qualche anno ci ritroveremmo nella medesime condizioni rendendo vano il restauro e sprecando in malo modo tutti i fondi che sono stati necessari per effettuarlo.

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Esquilino, offresi opportunità : la Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Un altro sito archeologico che aspetta da sempre (perchè non è mai stato aperto completamente  al pubblico) di essere restaurato e valorizzato. Anche se la basilica è collocata appena al di fuori dei confini dell’ Esquilino è parte integrante del complesso archeologico di Porta Maggiore che è uno dei monumenti più importanti del rione.  Qui oltre ai restauri specifici per la salvaguardia degli stucchi di grande valore si tratta di terminare i lavori per dotare il sito di un impianto di climatizzazione efficiente e particolare che non stravolga ma mantenga costante il microclima creatosi durante i secoli di interramento e che verrebbe compromesso da un’apertura indiscriminata. E’ inutile dire che immessa in un circuito turistico ad hoc (Roma Segreta?) la basilica (neopitagorica?) potrebbe divenire un punto di riferimento importantissimo e tappa quasi obbligata. Attualmente risulta quasi sempre chiusa ed è visitabile solo su richiesta e previa prenotazione e comunque a un ristrettissimo numero di persone. Oltre all’architettura particolare all’interno sono visibili degli stucchi di rara bellezza e affreschi molto interessanti.

Affreschi
Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Gli stucchi

da http://esoterismografico.blogspot.com