Archivi tag: Trenino

ReteSole Lazio: “Vite di Quartiere – Esquilino”

Nelle settimane passate è andato in onda su Rete Sole Lazio un servizio del programma “Vite di quartiere” imperniato sul Rione Esquilino. Molto interessante anche per le dichiarazioni della Presidente della Commissione Cultura, Lavoro e Politiche Giovanili di Roma Capitale Eleonora Guadagno relative alla questione dell’ex Cinema Apollo.

Si è parlato anche della questione del “trenino” Laziali – Centocelle. Per chi avrà la bontà di vedere tutto il filmato preghiamo di notare un fatto asssolutamente non voluto ma  in linea con la realtà quotidiana: il passaggio di numerosi convogli semivuoti!

Ecco chi ha sfidato il disagio di una giornata di fine autunno particolarmente piovosa e fredda per poter parlare di alcuni dei problemi del Rione Esquilino

Annunci

Tempio di Minerva Medica, finora una splendida opportunità sprecata per l’Esquilino e per Roma

Cliccare per ingrandire
Cliccare per ingrandire

Le immagini valgono più di centinaia di parole. Ecco come sono costretti ad osservare il cd. Tempio di Minerva Medica turisti e studenti in gita: da fuori ed alcuni praticamente sulle rotaie della linea Laziali Giardinetti a causa della chiusura del monumento e della mancanza di spazio esterno.

Ed è così da più di un secolo, da quando cioè fu inaugurata questa linea ferrotranviaria nel lontano 1916 e contemporaneamente fu chiuso al pubblico il Tempio di Minerva Medica.

Lasciamo al lettore quantificare non solo il danno culturale (in realtà incalcolabile) ma anche quello economico: quanti visitatori paganti avrebbero potuto contribuire al mantenimento della struttura e quante persone avrebbero potuto trovare un lavoro direttamente o indirettamente grazie ad essa in un secolo?

Oggi i restauri conservativi e ricostruttivi resi necessari dal pericolo di un cedimento strutturale che sarebbe stato più che probabile a causa delle pazzesche vibrazioni provocate dal passaggio dei convogli a pochi centimetri dai muri sono praticamente terminati, ma il monumento rischia di rimanere ancora chiuso per evidenti ragioni di sicurezza.

Siamo consci che quando venne costruita questa ferrovia la Costituzione della Repubblica Italiana, per ovvi motivi, non era stata nè pensata, nè tantomeno scritta, ma oggi c’è e l’articolo 9 recita “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica . Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.” (vedi note).

Secondo voi, in questo caso, è rispettato l’articolo della Costituzione?

 

C’è vibrazione e vibrazione, se trema un palazzo istituzionale, allora sì che è pericoloso…

Da decenni stiamo dicendo che a via Giolitti trema tutto quando passa il trenino della linea Laziali – Centocelle, ma, anche ora, nonostante gli inequivocabili documenti dell’ENEA al riguardo (vedi nostro post del 17/07/18) che attestano senza ombra di dubbio quale sia la causa di queste vibrazioni, da parte delle istituzioni interessate, non solo c’è un assordante silenzio ma si continua pervicacemente a prospettare soluzioni come l’ammodernamento della linea e il suo prolungamento alla Stazione Termini come se nulla fosse.

Post di Enrico Stefàno su Facebook del 02/08/18

Articolo sulle dichiarazioni della Sindaca Virginia Raggi 03/08/18

Però se trema per il traffico di mezzi pesanti un palazzo istituzionale (Municipio XIV) e la causa non è riconducibile a un mezzo su rotaie  allora partono richieste di verifiche, articoli sui quotidiani nazionali (vedi articolo da “Il Messaggero” dell’ 1/08/18) e preoccupazioni (giuste) per chi lavora all’interno.

Tutto questo però non vale per via Giolitti, le vibrazioni dovute al treno (tram, metrotram, chiamatelo come vi pare) sembrano un problema secondario o addirittura inesistente anzi, per qualcuno sono solo delle allucinazioni dei residenti perchè, secondo queste persone, un veicolo su rotaia non le può produrre.

Poi, bisogna far credere alla gente che il prolungamento della Laziali Giardinetti verso la Stazione Termini da una parte e Tor Vergata dall’altra sia il toccasana della mobilità pubblica romana quando è sotto gli occhi di tutti lo sfacelo degli autobus che si incendiano, le attese di ore alle fermate (vedi articolo de La Repubblica del 06/08/18), le metropolitane (poche) che funzionano male se non malissimo. Peccato che chi vive giornalmente i disagi che provoca questo mezzo sa benissimo che le vetture del “trenino” (con una frequenza mostruosamente elevata per la città di Roma) viaggino quasi sempre semivuote (altro che 55.000 passeggeri al giorno!) quando molti altri mezzi pubblici assomigliano a carri bestiame, che ci vorrebbe Diogene per trovare qualcuno che paga il biglietto e che udite, udite esiste una linea ferroviaria che collega Termini a Tor Vergata, la FL6, che con opportuni (ed economici) investimenti garantirebbe un tragitto più comodo, più veloce e meno impattante.

Il fatto poi che il cd. Tempio di Minerva Medica sia chiuso al pubblico da oltre un secolo a causa di questa ferrovia, che abbia rischiato di crollare, che si stiano spendendo milioni di euro di fondi pubblici per un restauro conservativo e ricostruttivo che rischia di rimanere fine a se stesso se non riapre, a chi può interessare? Il fatto che i pedoni siano costretti a camminare sulle rotaie perchè non possono fare altrimenti per mancanza di spazio, alla faccia della mobilità sostenibile, cosa importa? Che la chiesa di Santa Bibiana autentico gioiello del Barocco Romano opera di Gian Lorenzo Bernini che in ogni parte del mondo sarebbe adeguatamente valorizzata e pubblicizzata sia nascosta, svilita e oltraggiata da massicciate, binari, respingenti e tralicci peggio della più misera stazioncina di campagna non è nulla di fronte all’importanza strategica di tale ferrovia.

In altri ambiti e con altre culture dove non esiste solo una mera e cieca ragione ideologica si costruiscono da decenni strade ferrate in tutt’altra maniera: guardate questa realizzazione statunitense per far passare un treno tra alcuni edifici in un ambiente urbano cercando da preservarli da pericolose vibrazioni

Photo by Jan Kroon on Pexels.com

E parliamo di strutture di edifici in cemento armato e/o acciaio di scarso valore architettonico  e non di una costruzione in laterizio di 18 secoli fa (unica al mondo e patrimonio dell’Umanità) come il cd. Tempio di Minerva Medica! Ecco qual’è la risposta a via Giolitti

E’ normale che un mezzo su rotaia passi così vicino a un monumento? Ma non esistono delle distanze minime da rispettare?
Notare quanti viaggiatori sono presenti sulla vettura. Ed è così per quasi tutto il giorno: in pratica il 90% delle corse

Badate bene questa situazione rimarrebbe inalterata anche con i cento e passa milioni di euro che ci vorrebbero per rimodernare la linea

Ma senza andare troppo lontano anche in Italia ci sono dei seri professionisti che studiano i problemi dovuti alle vibrazioni superficiali e sotterranee causati da mezzi su rotaia senza preconcetti ma con il dovuto rigore e la dovuta serietà

Guardate questo articolo di Altroprogetto

A via Giolitti, ci sembra che si vada avanti a forza di postulati e dogmi: non si può discutere nè tantomeno criticare un mezzo su rotaia, non si può prendere in considerazione nessuna alternativa, la ferrovia deve continuare a passare lì costi quel che costi.

Evviva la democrazia!

La documentazione ufficiale dell’ENEA relativa alle vibrazioni rilevate sulla struttura del cd Tempio di Minerva Medica

L’Associazione Abitanti Via Giolitti – Esquilino mette a disposizione di tutti lo “Studio e Monitoraggio della struttura del Tempio di Minerva Medica- Roma, eseguito dall’ENEA.

Chi vorrà potrà leggerlo e studiarlo con attenzione, con la mente sgombra da teorie preconcette o patetiche nostalgie, solamente comprenderlo, rispettando l’impegno e le competenze di chi ha studiato in scienza e coscienza le condizioni in cui versa il Monumento.

Gli Abitanti di Via Giolitti hanno trovato conferme alle preoccupazioni e  agli allarmi lanciati, finora inutilmente, sulla necessità di trovare soluzioni a breve, medio e lungo termine.

Pertanto torniamo a ribadire che è necessario intervenire subito fermando il treno a scartamento ridotto Laziali – Centocelle a Porta Maggiore.

Pubblichiamo anche i dati rilevati nel mese di giugno 2018 dal lunedì al venerdì  del numero dei passeggeri del trenino da Porta Maggiore alle Laziali e dalle Laziali a Porta Maggiore, conteggio eseguito alla fermata di Santa Bibiana.

I dati sono stati rilevati da Cristina Torelli dell’Associazione Abitanti Via Giolitti.

Maria Prassede Capozio

Presidente dell’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino

A questo punto ci chiediamo: cosa bisogna ancora produrre per scongiurare l’idea di continuare a perpetrare questo autentico scempio ai danni di un monumento unico ed importante come il cd. Tempio di Minerva Medica chiuso al pubblico da quando è stata inaugurata la linea ferrotranviaria Roma Fiuggi (1916) oggi divenuta Laziali Centocelle?

Vogliamo mettere in discussione anche i risultati a cui è pervenuto L’ENEA, ente pubblico la cui autorevolezza è riconosciuta in tutto il mondo?

Per chi lo volesse può leggere i dati a disposizione in questi documenti ma, in estrema sintesi, le conclusioni sono riportate nella seguente slide

Ora si può capire per quale motivo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX chi progettò le prime linee tranviarie di Roma si guardò bene di far passare i tram a via Giolitti (allora, in quel tratto si chiamava via Principe di Piemonte) accanto al cd. Tempio di Minerva Medica inventandosi un giro tortuosissimo per andare da Porta Maggiore alla Stazione Termini quando avrebbe potuto utilizzare un percorso rettlineo più corto, più agevole e più economico da realizzare.

Pianta delle linee tranviarie di Roma (zona dell’Esquilino) del 1911

Ma negli anni successivi (1910) gli interessi economici ebbero il sopravvento e si concesse ad un privato (ing. Clementi) la facoltà di costruire questa ferrovia che passava per via Giolitti per il suo uso e consumo: era stata infatti ideata per trasportare, insieme al personale addetto, le pietre dalle cave del basso Lazio da cui si ricavavano i sanpietrini con i quali si era pavimentata quasi l’intera città di Roma. Per la sfortuna dell’ingegnere il progressivo e notevole sviluppo dei mezzi su ruote di gomma mise in crisi l’industria del sanpietrino perchè bisognava costruire strade con metodi di pavimentazione più rapidi ed economici e la società creata per la gestione della ferrovia fallì dopo solo pochi anni dalla sua creazione. Da allora iniziò una lunga storia di fallimenti e  cambi di proprietà  che continua ancora oggi: è notizia di questi giorni infatti che la Regione Lazio stia facendo di tutto per regalare al Comune di Roma la proprietà della Laziali Centocelle e non ne voglia più sapere di questa linea. E’ forse un caso?

Lo strano concetto della sicurezza a via Giolitti

A parte i soliti problemi legati all’incuria e all’assenza di qualsiasi controllo di cui la foto qui sotto è una testimonianza probante (un pezzo di guard rail d’annata che giace a terra da tempo immemorabile)

vorremmo ritornare sull’annoso problema delle rotaie a via Giolitti che  riescono non solo ad ostacolare il cammino dei pedoni ma anche il lavoro dei mezzi di emergenza, di soccorso e di servizio. E tutto questo per un semplice motivo: perchè lì le rotaie (e men che meno i treni) non avrebbero mai dovuto esserci per dei meri motivi di spazio. Senza usare perifrasi, la legge impone alle rotaie di un treno di essere poste a una distanza di sicurezza dagli edifici e ovviamente dai monumenti. Nel caso di via Giolitti  questa legge viene completamente disattesa e non si capisce per quale motivo da cento anni a questa parte tutte le amministrazioni che si sono succedute hanno sempre soprasseduto e fatto finta di niente. Ecco cosa sono costretti a fare i pedoni che decidono di transitare dal lato del cd. Tempio di Minerva Medica

Praticamente camminare sulle rotaie (con tutti i rischi che ciò comporta) perchè il passaggio pedonale protetto è completamente ostruito da un muro del monumento.

Ma non basta, la sede stradale è talmente stretta che quando un veicolo di soccorso o di servizio ha necessità di fermarsi per poter espletare il proprio lavoro non ha scelta, o invade la sede rotabile o la strada. Nella foto del 4 settembre 2017 un mezzo impegnato nella riparazione della conduttura d’acqua che si era rotta nei mesi scorsi a via Giolitti ostacola il passaggio del treno Laziali Centocelle senza avere colpe ma solo per motivi di spazio dal momento che il problema era sulla sede stradale.

Non solo, tralasciando le vibrazioni e i rumori,  chi abita a via Giolitti e ha bisogno di trasportare oggetti volumunosi e pesanti (traslochi, materiali edili vari etc.) deve per forza di cose utilizzare il marciapiede, ostacolando così ulteriormente il transito dei pedoni, che si vedono costretti a passare sulle rotaie, perchè non esiste alternativa.

Quello che sconcerta è che anche l’attuale amministrazione non solo fa orecchie da mercante,  ma addirittura sbandiera ai quattro venti l’intenzione di rimodernare la linea lasciando insoluti questi gravi problemi che non si possono risolvere se non distruggendo una parte del Tempio di Minerva ( hanno provato a farlo lasciandolo per decenni nel più assoluto abbandono, ma non ci sono riusciti) o qualche palazzo. E’ normale tutto questo per continuare ad offrire un servizio a poche centinaia di persone al giorno nel tratto Porta Maggiore – Stazione Laziali?

“Roma-Giardinetti, la ferrovia con i treni vecchi di ottanta (no, novanta) anni”.

Lo scorso 22 agosto è apparso sul Corriere della Sera edizione romana un articolo con questo titolo “Roma-Giardinetti, la ferrovia con i treni vecchi di ottanta anni“.

Come l’articolista afferma   “È la terza tappa – dopo Roma-Viterbo e Roma-Lido – del tour sulle ferrovie gestione Atac, proprietà Regione” e ne fa una disanima desolante sullo stato del servizio divenuto ormai anacronistico e non degno di una città civile. Vorremmo soffermarci su tre punti:

  1. Lo stato dei treni, della ferrovia e delle stazioni. Vi invitiamo a leggere per intero l’articolo e vedere il filmato : scene di degrado, stazioni e fermate abbandonate al loro destino da decenni, convogli antidiluviani che, addirittura, a detta dell’articolista, offrono queste peculiarità “Tutto sembra a un passo dal disfacimento e dalla rottura. Gli scalini dei vagoncini, alti e scomodi (ovvio ostacolo per gli utenti disabili) si piegano sotto il peso del passeggero, le porte a soffietto dei mezzi sbattono con violenza (anche con viaggiatore in mezzo), pezzi di pannelli staccati o riattaccati con lo scotch, sporcizia e rifiuti. ” e poi il rumore “gli storici «trenini gialli» quando partono sembrano decollare. Il brontolìo del motore in accelerazione delle elettromotrici somiglia a quello di un aereo
  2. Alcune inesattezze : in realtà l’età delle motrici in questione è di 90 anni e non di 80 come afferma il titolo avendo iniziato il loro servizio negli anni ’20, l’ultimo incidente al semaforo di Porta Maggiore non è dello scorso ottobre ma di appena un mese fa a luglio 2016 e il numero di 40.000 passeggeri giornalieri ci sembra alquanto velleitario e smentito dagli stessi dati ufficiali ATAC.
  3. Il  passo che ne magnifica il percorso ” Eppure il «trenino dei romani» ha un tragitto affascinante (come il tratto sotto le mura di Porta Maggiore)” è scritto senza pensare che è l’unico treno al mondo che passa attraverso un monumento di eccezionale valore storico e artistico (Porta Maggiore) e  accanto ad altri due altrettanto importanti come la Chiesa di Santa Bibiana e il cd. Tempio di Minerva Medica procurando con le vibrazioni danni incalcolabili. Cosa direste se un treno passasse sotto l’Arco di Costantino? Qualcuno ci spieghi qual’è la differenza.

Detto questo vorremmo aggiungere  alcune nostre considerazioni anche in virtù del fatto che si paventa una trasformazione del trenino in Metrotram allungandone il tragitto da una parte verso la Stazione Termini e dall’altra verso Tor Vergata.

Noi siamo da sempre contrari a questa ipotesi e a favore di una trasformazione sì, ma in semplice tram con l’innesto nella rete preesistente in via Prenestina (la circolare sud) con la relativa riqualificazione di Porta Maggiore (o è giusto che rimanga così?) e di via Giolitti squallidamente abbandonata e degradata da decenni.

E’ uscito un documento ufficiale datato agosto 2016 che analizza lo stato del trasporto pubblico a Roma e, relativamente alla ferrovia Laziali Centocelle, afferma (cliccare per ingrandire):

Noi confutiamo sia nel merito che nelle cifre il tenore di questo studio ritenendolo la solita arruffata, cervellotica ed estemporanea  maniera di giustificare spese ingenti senza pensare alle conseguenze che ne deriverebbero

  • Non cambierebbe nulla, nè a Porta Maggiore nè a via Giolitti vanificando qualsiasi intervento di riqualificazione urbanistica e mantenendo tutte le criticità locali che, volutamente, in questo studio non  vengono  nè menzionate nè tantomeno analizzate .
  • Via Giolitti diverrebbe ancora più caotica e invivibile con un semaforo in uscita dal sottopassaggio Cappellini che aggiungerebbe un altro punto critico agli altri già esistenti.
  • In quel tratto di strada si verificherebbe l’assurdo di ben tre diverse corsie per mezzi differenti (autobus con capolinea, autoveicoli, metrotram) con  direzioni   di marcia diverse in una carreggiata  di  neanche 10  metri di larghezza.
  • Si renderebbe la vita più difficile alle attività commerciali esistenti (Supermercato alla Stazione dei Laziali) e a quelle di prossima apertura (Cappa Mazzoniana) con relativi e ingenti danni economici
  • A proposito di criticità tacitate  esistono documenti ufficiali attestanti    le vibrazioni con relative conseguenze   che subiscono i palazzi , i monumenti e gli abitanti di via Giolitti. Inoltre nessuno tiene nella  giusta considerazione la natura geologica della sede ferroviaria della via in questione con le innumerevoli voragini apertesi in questi ultimi cento anni e il rumore assordante oltre alle vibrazioni, a cui sono sottoposti i residenti tutti i giorni e a tutte le ore.

E veniamo alle cifre :

  • Studi approfonditi attesterebbero il deficit di offerta del 36%” ma sono ATAC e Comune a contraddirsi visto che appena due anni fa (2014) affermavano (dal documento edito a cura di Roma Servizi per la Mobilità S.r.l.”Ferrotranviario- Rapporto 1.0″ pag. 110 )  : numero passeggeri/ora nelle ore di punta 1213 verso Termini, 442 verso Giardinetti (non era stata ancora limitata a Centocelle, ora sicuramente di meno). Il nuovo documento prevede, con il metrotram, un incremento di 1.716.000 passeggeri / anno. Ora se dividiamo 1.716.000 per i giorni dell’anno (365) il risultato è 4701 passeggeri in più al giorno e in media (dividendo per 18 le ore effettive del servizio)  261 passeggeri in più/ora.  Non si capisce  come  venga giustificato questo deficit di offerta visto che i passeggeri non arriverebbero mai a 2000/ora anche nei periodi di punta nel verso più utilizzato oltretutto con una frequenza di un tram ogni 3 minuti  (come da progetto della circolare sud) e in considerazione del fatto  che  nella parte della via Prenestina già oggi si arriva, senza problemi,  a punte di 3523 passeggeri / ora (dati ATAC sempre pag. 110 dello stesso documento)
  • I medesimi studi approfonditi determinerebbero l’incremento delle spese di gestione del 58%  del tram rispetto al metrotram !!!! E’ evidente che questa cifra è figlia del 36% del precedente capoverso perchè chi ha eseguito questi calcoli ci deve spiegare come sia possibile che una linea perfettamente integrata (stessi tram, stesse rotaie, stessa corrente elettrica, stesse risorse umane, minor peso e quindi minori consumi energetici) venga a costare il 58% in più di una che prevede proprie rotaie, propria centrale di trasformazione di energia elettrica, proprio personale addetto e specifico (e quindi più remunerato) e ovviamente propri treni con tutto quello che ne consegue (pezzi di ricambio esclusivi, contratti di manutenzione differenziati etc.).  Essendo poi una metropolitana di superficie non è pensabile ad una frequenza superiore ai 6/7 minuti per convoglio altrimenti sarebbe assai poco funzionale.
  • I preventivi di spesa sono coincidenti e a una lettura disattenta sembrerebbe più economica la trasformazione in Metrotram che prevede l’allungamento verso Termini da una parte e  verso Tor Vergata dall’altra. Ma attenzione, nel preventivo non  c’è traccia di un solo centesimo di spesa per dei lavori non  solo necessari ma indispensabili come l’adeguamento delle rotaie e della linea elettrica esistente, la riqualificazione delle stazioni e delle fermate, e cosa importantissima la sostituzione di tutti i semafori con dei modelli più moderni e funzionali. Tutto questo comportebbe una spesa ben più elevata mentre molte di queste voci sonono comprese nel preventivo per la trasformazione in semplice tram.
  • Il progetto della circolare sud prevede anche l’allungamento verso il passante di Via Togliatti  e quindi anche verso Tor Vergata ma in più  questa aggiunta  consentirebbe  di utilizzare direttamente il tram anche a tutti gli abitanti della via Prenestina che invece sarebbero costretti a uno o più trasbordi perchè il metrotram passerebbe solo sulla via Casilina.
  • La costruenda Stazione del Pigneto dovrebbe essere completamente riprogettata specie  per ciò che riguarda  la seconda fase con evidenti aggravi di costi e di tempi di realizzazione (è evidente che le vicissitudini della Metro C non hanno insegnato nulla) e in più  risulterebbe problematica    l’integrazione  del metrotram con le altre  realtà ferrotranviarie  sia per i progettisti che per gli utenti che si vedrebbero costretti a fare centinaia di metri per poter usufruire della Metro C e dei treni regionali.
  • In più c’è da considerare la svalutazione che si determinerebbe della martoriata Metro C in quanto non esiste al mondo un tragitto  che veda in concorrenza una metro di superficie con una   tradizionale   e che, quindi, invece di essere adeguatamente supportata, rischierebbe un tracollo economico specie se non venisse approvato il prolungamento verso Ottaviano .

In conclusione vorremmo consigliare a tutti coloro che sono a favore, a prescindere, del metrotram,  in primo luogo di documentarsi adeguatamente, e poi chiedersi  per quale motivo tutti i professionisti nel  campo dell’Urbanistica che si sono cimentati nei tempi passati (Mazzoni, Ugolotti, Coppedè) e in quelli recenti (Premio Catel 2011) relativamente alla riqualificazione del settore sud – est dell’Esquilino si sono  trovati d’accordo nell’eliminazione della ferrovia a via Giolitti e a Porta Maggiore. Tutti scemi ?