Ci siamo già occupati del problema dei pedoni che debbono camminare sulle rotaie per passare accanto al cd. tempio di Minerva Medica (post 1 – post 2) . Vogliamo aggiungere solo delle immagini che testimoniano che oltre ai pedoni anche i turisti attratti dalla grandezza e dalla magnificenza di questo monumento, visto che è chuso al pubblico da oltre un secolo, siano costretti ad ammirarlo e fotografarlo dalle rotaie. E’ se un giorno finalmente, come tutti auspichiamo, riaprisse e venisse visitato da gruppi di centinaia di turisti, dove dovrebbero passare e aspettare per entrare, sulle rotaie?
Una foto al monumento sui binari
Camminando sui binari
Con la spesa sulle rotaie e c’è chi bivacca
Il jogging sulle rotaie
Ammirare la bellezza sulle rotaie
Verso la Stazione Termini con valigia
E se passasse il treno all’improvviso da dietro come te ne accorgi?
Interruzione archeologica
E’ normale che un mezzo su rotaia passi così vicino a un monumento? Ma non esistono delle distanze minime da rispettare?
C’è chi tenta di scavalcare
Che dire di un traliccio arrugginito addossato al muro di un simile monumento?
Si può fotografare sulle rotaie?
Ancora sulle rotaie per andare alla Stazione Termini
Foto, che passione ma anche che pericolo
C’è chi corre e chi cammina, ma sempre sulle rotaie
E’ passato poco più di un mese da quando, in occasione del ritorno della statua di Santa Bibiana nella chiesa omonima a via Giolitti, si procedette ad una parziale ripulitura dei muri esterni del monumento opera di Gian Lorenzo Bernini e splendido esempio del barocco romano.
Purtroppo i vandali che imperversano in tutta Roma si sono fatti di nuovo vivi ed hanno imbrattato il muro come si può vedere nelle foto.
Possibile che non si riesca a venire a capo di questo problema e non si salvino neppure i monumenti oltre che tutti i palazzi del Rione Esquilino?
Possibile, almeno per quanto riguarda Santa Bibiana, che non si riesca a programmare l’installazione di un sistema di video sorveglianza che, se non altro, agirebbe anche da deterrente?
Non pensiamo che verrebbe a costare somme impossibili o tali da creare problemi anche alle disastrate casse del Comune.
L’Associazione Abitanti Via Giolitti – Esquilino mette a disposizione di tutti lo “Studio e Monitoraggio della struttura del Tempio di Minerva Medica- Roma, eseguito dall’ENEA.
Chi vorrà potrà leggerlo e studiarlo con attenzione, con la mente sgombra da teorie preconcette o patetiche nostalgie, solamente comprenderlo, rispettando l’impegno e le competenze di chi ha studiato in scienza e coscienza le condizioni in cui versa il Monumento.
Gli Abitanti di Via Giolitti hanno trovato conferme alle preoccupazioni e agli allarmi lanciati, finora inutilmente, sulla necessità di trovare soluzioni a breve, medio e lungo termine.
Pertanto torniamo a ribadire che è necessario intervenire subito fermando il treno a scartamento ridotto Laziali – Centocelle a Porta Maggiore.
Pubblichiamo anche i dati rilevati nel mese di giugno 2018 dal lunedì al venerdì del numero dei passeggeri del trenino da Porta Maggiore alle Laziali e dalle Laziali a Porta Maggiore, conteggio eseguito alla fermata di Santa Bibiana.
I dati sono stati rilevati da Cristina Torelli dell’Associazione Abitanti Via Giolitti.
Maria Prassede Capozio
Presidente dell’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino
A questo punto ci chiediamo: cosa bisogna ancora produrre per scongiurare l’idea di continuare a perpetrare questo autentico scempio ai danni di un monumento unico ed importante come il cd. Tempio di Minerva Medica chiuso al pubblico da quando è stata inaugurata la linea ferrotranviaria Roma Fiuggi (1916) oggi divenuta Laziali Centocelle?
Vogliamo mettere in discussione anche i risultati a cui è pervenuto L’ENEA, ente pubblico la cui autorevolezza è riconosciuta in tutto il mondo?
Per chi lo volesse può leggere i dati a disposizione in questi documenti ma, in estrema sintesi, le conclusioni sono riportate nella seguente slide
Ora si può capire per quale motivo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX chi progettò le prime linee tranviarie di Roma si guardò bene di far passare i tram a via Giolitti (allora, in quel tratto si chiamava via Principe di Piemonte) accanto al cd. Tempio di Minerva Medica inventandosi un giro tortuosissimo per andare da Porta Maggiore alla Stazione Termini quando avrebbe potuto utilizzare un percorso rettlineo più corto, più agevole e più economico da realizzare.
Pianta delle linee tranviarie di Roma (zona dell’Esquilino) del 1911
Ma negli anni successivi (1910) gli interessi economici ebbero il sopravvento e si concesse ad un privato (ing. Clementi) la facoltà di costruire questa ferrovia che passava per via Giolitti per il suo uso e consumo: era stata infatti ideata per trasportare, insieme al personale addetto, le pietre dalle cave del basso Lazio da cui si ricavavano i sanpietrini con i quali si era pavimentata quasi l’intera città di Roma. Per la sfortuna dell’ingegnere il progressivo e notevole sviluppo dei mezzi su ruote di gomma mise in crisi l’industria del sanpietrino perchè bisognava costruire strade con metodi di pavimentazione più rapidi ed economici e la società creata per la gestione della ferrovia fallì dopo solo pochi anni dalla sua creazione. Da allora iniziò una lunga storia di fallimenti e cambi di proprietà che continua ancora oggi: è notizia di questi giorni infatti che la Regione Lazio stia facendo di tutto per regalare al Comune di Roma la proprietà della Laziali Centocelle e non ne voglia più sapere di questa linea. E’ forse un caso?
Due splendide immagini del cd. Tempio di Minerva Medica scattate alla fine dell’ottocento. La prima ci mostra il monumento quando ancora non esisteva l’attuale via Giolitti, la seconda alla fine del XIX secolo quando non era stata ancora creata la ferrovia Roma Fiuggi.
Ed ecco come questo monumento è ridotto oggi: forse l’unico di Roma Antica nel mondo con dei tralicci arrugginiti addossati direttamente sui muri.
E non è che la situazione di Santa Bibiana, opera di G.L. Bernini, sia migliore: ecco uno scorcio della facciata con in primo piano la massicciata della ferrovia Laziali Centocelle con tralicci, pali, scambi e binari che non sarebbero accettati neanche in una stazioncina di un paese sperduto. Invece siamo nel pieno centro di Roma che molti indicano essere la città più bella del mondo
Il dramma è che ci siamo talmente abituati a tanta bruttezza che non ci facciamo più caso. Ma anche le istituzioni che dovrebbero vigilare sui monumenti di questa splendida città, almeno in questo caso, sembra che se ne siano completamente dimenticate.
Questa bruttezza favorisce anche una grande ignoranza, guardate questo tweet; il Cd. Tempio di Minerva Medica viene soprannominato “coso”, c’è chi sostiene che è il monumento dei pendolari (chissà poi perchè) ed anche chi crede che sia un esempio di archeologia industriale appartenente alla ex Centrale del Latte
Insomma dobbiamo ringraziare chi, un secolo fa, permise che venisse costruita una ferrovia in una via che non poteva ospitarla: se si voleva che dei monumenti ammirati per secoli cadessero nell’oblio e nel degrado, beh, ci sono sicuramente riusciti.
Vi indichiamo una pagina dell’ottimo sito “Roma Ieri ed Oggi” che con elaborazioni grafiche mette ancora di più in risalto la diversità tra le vedute del cd. Tempio di Minerva Medica tra la fine del secolo XIX ed oggi vedi
E per finire il titolo di un convegno che si terrà il 26 marzo presso la sede della Fondazione Exclusiva che ci vede completamente d’accordo
Bellezza, creatività e immaginazione generano salute: medici, architetti, urbanisti, psicologi, politici, comunicatori e cittadini. Lunedì 26 marzo incontro a Roma presso la sede di Fondazione Exclusiva.
A via Giolitti, all’incrocio con piazza di Porta Maggiore, c’è questo cartello stradale che parla chiaro “Zona traffico limitato” dalle ore 5,00 alle 24,00 con divieto di transito per gli autobus e gli autocarri di lunghezza superiore ai 7,5 metri non autorizzati.
Ora, visto che c’è un passaggio continuo specie di autobus, i casi sono due: o sono tutti autorizzati o nessuno controlla e quindi entrano a qualsiasi ora in barba al divieto.
Il bello è che esiste anche una telecamera puntata sull’incrocio con un’installazione molto “fai da te” che si presume funzionante ma, evidentemente, assolutamente inutile.
Chiediamo quindi, alle autorità competenti (Comune e/o Municipio) che questa ZTL venga fatta rispettare altrimenti è assolutamente inutile tappezzare le vie con dei cartelli che non servono a nulla.
Inoltre, nelle settimane scorse in alcuni incroci del Rione sono apparse delle telecamere installate temporaneamente (anche queste in maniera molto amatoriale) e poi subito rimosse. A cosa saranno servite?
L’Associazione Abitanti di Via Giolitti – Esquilino da molti anni sta cercando di portare avanti un discorso di civiltà relativo alla risoluzione dei problemi che la linea ferroviaria Laziali Giardinetti provoca nei confronti sia dei residenti che devono subire continue vibrazioni nelle loro abitazioni accompagnate da rumori spesso insopportabili sia nei confronti dei palazzi e soprattutto dei monumenti della via sottoposti a sollecitazioni che specie nel caso del cd. Tempio di Minerva si sono rivelate al di sopra di ogni ragionevole limite di sopportazione. Purtroppo in Italia, paese leader nel mondo per numero di monumenti e siti archeologici, non esiste una legislazione che tuteli il patrimonio artistico e monumentale da questo punto di vista: le vibrazioni causate dal traffico, sia esso veicolare, ferroviario o tranviario. Ma il buon senso e la ragione dovrebbero prevalere nelle decisioni di chi amministra un bene pubblico così importante e delicato come il patrimonio monumentale di Roma.
Negli ultimi anni siamo stati anche bersagliati e insultati da chi non vuol capire che la nostra posizione critica nei confronti della linea Laziali Giardinetti non scaturisce da una visione retrograda del trasporto pubblico ma dall’evidenza dei fatti. Fatti che avrebbero dovuto evitare, già un secolo fa, di far passare una ferrovia così vicina a monumenti importanti come il cd. Tempio di Minerva Medica e la Chiesa di Santa Bibiana.
Con l’eccezione di alcune rilevazioni eseguite negli anni ’90 che, pur di parte (commissionate dal Comune di Roma, vedi nostro post del 2016), avevano attestato in maniera inequivocabile delle vibrazioni anomale nel palazzo di fronte al Tempio (n. civico 401 di via Giolitti), fino ad oggi, ci si basava su sensazioni soggettive che pur non potendo essere smentite o sottovalutate rimanevano insufficienti per un’azione efficace nei confronti di chi non vuol capire o fa finta di non capire e vuole perseverare in questa assurda decisione di mantenere la ferrovia a via Giolitti.
Finalmente dopo anni di misurazioni da parte di un ente, l’ENEA, la cui autorevolezza è al di sopra di qualsiasi ragionevole contestazione o dubbio, sono stati pubblicati i primi dati relativi a queste rilevazioni contestualmente ai metodi rigorosamente scientifici e rispondenti a standard internazionalmente riconosciuti e alle apparecchiature utilizzate per arrivare a questi risultati.
Ebbene le risultanze sono sconvolgenti anche aldilà delle certezze che noi residenti avevamo da sempre: i dati certificano per quanto riguarda la parte esterna del Tempio di Minerva Medica, quella con il “trenino” che passa accanto alle mura del monumento, il superamento del limite fissato in Germania (vista l’assenza di una analoga regolamentazione italiana) per questo tipo di situazioni di circa 10 volte. E non si pensi che il limite tedesco sia quello piu gravoso da rispettare perchè in Svizzera esiste una normativa ancora più severa. E non ci sono dubbi, è il trenino a causare le vibrazioni che superano di gran lunga i limiti perche nè il traffico ferroviario da e per la Stazione Termini nè il traffico veicolare di via Giolitti originano vibrazioni che possano destare allarme come ampiamente dimostrato da questa documentazione.
Di seguito le immagini dei grafici e delle conclusioni estrapolate dagli articoli pubblicati e i link per chi volesse leggerli integralmente (in lingua inglese).
Fig. 1: La strada con la linea Laziali Centocelle che passa accanto al monumento e le linee ferroviarie che passano vicino al tempio di Minerva Medica. Le varie posizioni scelte per i sensori utilizzati per le rilevazioni.Fig. 2: I valori PCPV (Peak Component Particle Velocity) misurati all’esterno del cd. Tempio di Minerva Medica raggiungono quasi i 20 mm/s. La normativa svizzera limita questo valore a 1,5 mm/s quella tedesca 2,5 mm/s
Fig 3: Fotografia aerea del cd. Tempio di Minerva Medica e un’immagine del lato nord ovest che evidenzia i restauri effettuati nella parte superioreFig. 4: Il grafico che confronta i valori di PCPV rilevati al passaggio del traffico veicolare, dei treni e del “trenino” chiamato tram per distinguerlo dalle altri mezzi di trasporto.. Le risultanze sono chiare e non necessitano altre spiegazioni. I picchi notevolmente più elevati sono quelli registrati al passaggio del “trenino”.Fig. 5: Le conclusioni. “Mentre il traffico stradale non rappresenta una causa di vibrazioni,le stesse originate dal passaggio del “trenino” in via Giolitti producono notevoli valori di PCPV in alcuni punti delle fondazioni.”
A scanso di equivoci plaudiamo all’iniziativa di Airbnb di pubblicare delle mappe di diversi luoghi di Roma elencando i punti di interesse culturale e le varie “eccellenze” nel campo della ristorazione, ma non possiamo evitare di menzionare alcune “dimenticanze eccellenti” che risultano dalla mappa del nostro Rione, guarda caso, tutte comprese non solo nel quadrante est ma addirittura in una sola strada, via Giolitti. Non vorremmo che tutto ciò fosse una conseguenza dello stato di questa zona che sicuramente avrebbe bisogno di una vasta opera di riqualificazione viste le condizioni di degrado e di assoluto abbandono in cui versa.
Per quanto riguarda i monumenti si sono dimenticati della chiesa di Santa Bibiana, opera del Bernini ed autentico gioiello del Barocco Romano (praticamente nascosta), e del cd. Tempio di Minerva Medica monumento oltre che importante per la storia dell’architettura tutt’altro che insignificante per le sue dimensioni visti i suoi 28 metri di diametro e gli oltre 30 di altezza (chiuso da oltre un secolo). Non solo, ma non si è fatta menzione nel campo della ristorazione del Mercato Centrale e, onestamente, ci sembra una svista troppo grossa per passare inosservata.
A chi ha creato questa mappa chiediamo di porre rimedio a queste dimenticanze eccellenti, alle autorità competenti di prestare più attenzione a questa zona da troppo tempo abbandonata a se stessa.
Dopo aver utilizzato il servizio “Io segnalo” venerdì scorso per avvisare la Polizia Locale della presenza di una buca grossa e profonda in via Giolitti (ed è stata tappata in giornata) domenica 14 gennaio, (come i lettori più attenti del nostro blog ricorderanno) abbiamo pubblicato le foto delle altre numerosissme buche presenti nella via (vedi). Ebbene, nella giornata di lunedì, sono state tappate quasi tutte come testimoniano le fotografie. Certo con questo intervento non si risolvono i problemi atavici di via Giolitti e, sicuramente, con le prossime piogge si apriranno altre buche, ma è un primo passo almeno per evitare temporaneamente e per quanto possibile sicure cadute e guasti meccanici.
Che dire, siamo rimasti stupiti da tanta solerzia visto che il problema era presente da mesi e le autorità competenti ne erano perfettamente a conoscenza. A questo punto non possiamo che esortare tutti i residenti del Rione ad utilizzare il servizio “Io segnalo” sul sito istituzionale del Comune di Roma e in seconda battuta ad inviarci foto di buche e di altre situazioni pericolose esistenti su strade e marciapiedi dell’Esquilino. Evidentemente le segnalazioni servono a qualcosa!
Ci siamo spesso preoccupati di via Giolitti: l’assurdo passaggio di mezzi pesanti e di un treno a scartamento ridotto ha causato, causa e causerà ingenti danni a monumenti e palazzi e ha rovinato, rovina e rovinerà l’esistenza a centinaia di persone che hanno la sfortuna di abitare accanto a questo autentico castigo di Dio e convivono tutti i giorni con continue scosse telluriche al passaggio dei convogli e degli aubus turistici e di linea. E non bastano neppure le pubblicazioni scientifiche sui “sinkholes antropogenici” di cui via Giolitti è un esempio tra i più significativi di tutta la città di Roma per far cambiare idea agli amministratori: il cosiddetto “trenino” deve passare per forza lì costi quel che costi (e oltretutto costerà ai cittadini romani più di cento milioni di Euro) e così anche i bus turistici e di linea.
La situazione della strada è a dir poco allarmante: ad ogni pioggia si aprono buche molto pericolose per chi ha la sventura di passarci sopra. Ma è tutta la via a destare allarme, avvallamenti sempre più lunghi e profondi, sia sulla sede stradale sia in quella ferroviaria, dovrebbero allertare le autorità competenti. C’è assoluto bisogno ad avviare un discorso per programmare lavori seri di consolidamento e non semplici rattoppi che lasciano il tempo che trovano.
Qui sotto alcune fotografie di buche a via Giolitti scattate in questi giorni (non è una città appena bombardata) e un filmato della buca “storica” davanti al Tempio di Minerva Medica di cui si occupò anche “L’Unità” in un articolo del 29 dicembre del 2004 purtroppo non più disponibile on-line.
Ma non c’è solo via Giolitti, vorremmo spostare l’attenzione anche su un’altra via del Rione martoriata da un traffico incessante di mezzi pubblici (tram e autobus) e mezzi privati: via di Porta Maggiore. Nei giorni scorsi si è aperta una buca abbastanza profonda nella carreggiata in direzione di Porta Maggiore. Certo non era comparabile alle voragini che si aprono periodicamente a via Giolitti e impongono lo stop al passaggio del “trenino” per settimane se non addirittura mesi (anche qui per gli amministratori, che problema c’è?), ma era talmente profonda da richiedere l’intervento dei Vigili Urbani per segnalarla prima che fosse riparata.
A lavoro effettuato ci siamo recati sul posto ed abbiamo avuto una spiacevole sorpresa: a parte la qualità mediocre del rattoppo, infatti dopo poche ore la buca (anche se ovviamente meno profonda) era già ricomparsa, ci siamo accorti che un precedente intervento era già stato compiuto alla stessa altezza sulla corsia del tram e c’è una crepa che attraversa tutta la strada da marciapiede a marciapiede.
Tenendo presente che anche nella carreggiata opposta c’è una situazione che si trascina da anni, con crepe e buche che si aprono periodicamente in prossimità di un tombino all’altezza dell’incrocio con viale Manzoni chiediamo alle autorità di non procrastinare ulteriormente le decisoni perchè c’è bisogno di interventi non solo al manto stradale ma anche all’intera viabilità del Rione. I prossimi provvedimenti infatti rischiano di peggiorare la situazione ancor di più di quanto non lo sia oggi: lo smantellamento di una parte delle sopraelevata e lo spostamento di diversi posteggi per i bus turistici verosimilmente all’interno del nostro Rione rischiano di paralizzare intere zone dell’Esquilino e peggiorare ancor di più la qualità della vita dei residenti. L’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino si è fatta carico, all’inizio della scorsa estate, di un sopralluogo con alcuni amministratori del Comune per far vedere sul posto lo stato di alcune strade del Rione. C’era stato assicurato, in tempi brevi, l’istituzione di un tavolo per discutere di questi problemi con gli attori interessati (Comune, Municipio, Ministero dei Beni Culturali e residenti), ma stiamo ancora aspettando. Chi non aspetta, sono le buche.
Terminati restauri all’interno del monumento dalla parte di via Giolitti è partito l’ennesimo lotto che riguarda il restauro delle absidi e delle arcate dalla parte opposta.
Come si evince dal cartello l’inizio dei lavori è stato fissato per il 02/11/2017 e avrà una durata complessiva di 240 giorni. Quindi per maggio 2018 si dovrebbe porre la parola fine ai lavori di restauro, ripristino e messa in sicurezza del monumento.
Abbiamo utilizzato il condizionale per diversi motivi: in primo luogo non conosciamo lo stato della parte esterna situata dal lato delle linee ferroviarie che partono e arrivano alla Stazione Termini e quindi non possiamo affermare se sono stati eseguiti già dei lavori oppure è necessario un ulteriore bando di gara per un altro lotto, e poi se, come tutti auspichiamo, venisse presa la decisione di riaprirlo al pubblico c’è assolutamente bisogno di creare un arredo interno (giardini, viali, alberi e box informativi) consono all’importanza e alla mole del monumento.
Ci auguriamo che il 2018 sia finalmente un anno di svolta perchè è inconcepibile che per colpa di un progetto dissennato del 1910, anno in cui venne dato il permesso di costruire una ferrovia che passa non a pochi metri ma addirittura a pochi centimetri, il Tempio di Minerva Medica, amato ed apprezzato nei secoli passati tanto da essere il monumento di Roma Antica più riprodotto dai pittori e dagli incisori dopo il Colosseo, sia chiuso al pubblico.