Ecco il testo della PEC sottoscritto da diverse associazioni e diversi comitati del Rione Esquilino che è stato inviato alla Sindaca Virginia Raggi relativo alla disastrosa situazione dell’ex Cinema Teatro Apollo in via Giolitti che ormai rappresenta anche un serio pericolo per la salute dei residenti in quanto sono crollate da tempo intere porzioni della cupola del fabbricato che è ancora rivestita di pannelli di amianto.
Onorevole Sindaca Virginia Raggi, con la presente vorremmo portare alla Sua attenzione la preoccupazione della cittadinanza per la situazione attuale dell’ex-Cinema Teatro Apollo.
Sappiamo quanto Lei abbia preso a cuore il problema della contaminazione da amianto e lo stato di degrado del pregevole manufatto di Via Giolitti, tanto da battersi in prima persona per lo stanziamento della considerevole somma di un milione di euro da destinarsi alla bonifica da amianto, alla messa in sicurezza dell’edificio ed all’inizio della sua ristrutturazione.
Si era a Luglio e ricordiamo bene le Sue parole in merito nel corso di una intervista televisiva sullo sblocco di bilancio dei 125 milioni.
Oggi siamo al 17 Novembre e dopo riunioni e commissioni, l’ultima il 15 ottobre congiunta tra Cultura e Lavori pubblici, nulla di fatto è accaduto o è stato reso noto alla cittadinanza. Il 31 dicembre i fondi non utilizzati rientreranno a disposizione e dovremo ricominciare tutto daccapo.
La nostra preoccupazione cresce sia per la salute del Rione che per il pericolo di vedere sfumare un intervento di riqualificazione atteso da anni.
Nell’ottica di non veder compromesso il lavoro da Lei svolto per lo stanziamento della somma e nel supremo interesse comune di salvaguardare la salute pubblica Le chiediamo di voler esercitare la sua attenzione verso gli uffici competenti perché si sblocchi questa pericolosa situazione di stallo.
Alleghiamo la recente e mail inviata all’Assessora Margherita Gatta, alcuni recenti articoli di stampa e post Facebook che stanno comparendo in varie pagine dei Comitati di quartiere.
Certi che Lei condivida le nostre preoccupazioni La ringraziamo dell’attenzione concessaci
Con osservanza
I Comitati
Abitanti via Giolitti
Apollo 11
Arco di Gallieno
Cielo sopra Esquilino
Comitato Piazza Vittorio Partecipata
Comitato Piazza Pepe-bene comune
Esquilino in comune
Esquilino Vivo
Parolaincontro
Premesso che le perturbazioni atmosferiche di questi ultimi giorni sono state assolutamente fuori della norma e hanno causato ingenti danni in tutta Italia (e purtroppo ci sono state anche tante vittime) non possiamo non far presente che l’albero che si è schiantato all’incrocio tra viale Manzoni e via Giolitti (fortunatamente e miracolosamente senza provocare danni a persone)
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fosse malato e da tempo si erano verificati dei seri problemi al marciapiede e allo scarico fognante vicino (la foto qui sotto è tratta da un nostro post del 2011 vedi)
Foto del 2011
e questa è una una foto tratta da un altro nostro post pubblicato la scorsa estate (vedi)
Foto del 2018
Come si vede in tutti questi anni non è stato fatto assolutamente nulla, anzi l’unico intervento è stato quello di chiudere la fontanella all’angolo vicino (ben prima dei problemi della siccità) perchè le radici avevano occluso lo scarico e quindi fuorusciva l’acqua. Intervento che però non ha mai eliminato l’allagamento che si verifica successivamente ad ogni pioggia più o meno consistente
Ora la situazione è questa
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E’ perfettamente visibile il moncone del tronco quasi svuotato e il pauroso rialzo del piano del marciapiede in prossimità ad esso . A chi dobbiamo appellarci perchè venga ristabilita una situazione di sicurezza e di piena operatività dell’impianto fognante?
Oltretutto gli alberi accanto sono in una situazione analoga (vedi) ed assurdo aspettare che cadano da soli rischiando di provocare altri seri danni a persone e a cose; occorre intervenire subito.
Immagine 1 – Via Giolitti altezza incrocio con Via MamianiImmagine 2 – Via Ricasoli inncrocio con via Principe Umberto (ora via Turati) e in fondo via GiolittiImmagine 3 – Via Giolitti altezza incrocio con via La Marmora (allora arrivava fino a via Giolitti)Immagine 4 – Tunnel di Santa Bibiana visto da via TiburtinaImmagine 5 – Via Giolitti nel tratto via La Marmora – Santa Bibiana con carri trainati da cavalli e a manoImmagine 6 – Via Giolitti: il cd. Tempio di Minerva Medica
Alcune rare immagini di via Giolitti prima che fosse creata la ferrovia Roma Fiuggi e uno scorcio di via Ricasoli (foto n.2) con le caserme Pepe e Sani già costruite. La foto n. 3 (incrocio con via La Marmora) evidenzia che ancor prima della Roma Fiuggi era attiva una tranvia che dopo un breve tratto su via Giolitti passava sotto il tunnel di Santa Bibiana e proseguiva per via Tiburtina. Nella foto n. 4 il tunnel di Santa Bibiana visto da via Tiburtina con i binari del tram che arrivavano da via Marsala. Nelle foto 1 e 5 appare evidente che via Giolitti era una via con molti alberi. Nella foto n.6 il cd. Tempio di Minerva Medica in tutta la sua imponenza e magnificenza architettonica non ancora deturpato da tralicci e cavi elettrici sospesi.
Invece ecco come sono stati ridotti fin dal 1916 via Giolitti, Porta Maggiore (che è un’area archeologica di inestimabile valore) e il cd. Tempio di Minerva Medica da pessimi progetti di cui ne scontiamo ancora le conseguenze
Dopo circa tre mesi di inattività, nei giorni scorsi sono tornati tecnici ed operai all’interno del cd. Tempio di Minerva Medica per smantellare i ponteggi, segno inequivocabile dell’avvenuto termine dei lavori interni di restauro. Non sappiamo se con questo ultimo lotto siano terminati del tutto i lavori di ricostruzione e di ristrutturazione del monumento iniziati nel 2012 o rimangano ancora da effettuare ulteriori interventi (cercheremo di scoprirlo nelle prossime settimane), ma già da ora si pone una domanda: che cosa ne sarà di questo monumento al termine dei ciclo dei restauri?
Dopo i milioni di euro di denaro pubblico spesi per salvarlo da un più che probabile crollo e metterlo in sicurezza dobbiamo aspettarci di vederlo ancora chiuso e privare cittadini e turisti del facoltà di visitare un monumento patrimonio dell’umanità per l’UNESCO? Cosa oltretutto sancita dalla Costituzione della Repubblica Italiana (Art.9 comma 2).
Oppure aspettare rarissime ed episodiche occasioni di aperture straordinarie come il 5 ottobre u.s. con la visita organizzata da Open House Roma?
Il #tempiodiminervamedica è il primo monumento di Roma per chi arriva in treno da nord. Da sempre stretto tra la ferrovia e il tram, tra poco termineranno i restauri, ma come valorizzarlo?#Romapic.twitter.com/fcgwXXTpXf
Ce lo chiediamo anche noi, da decenni, come valorizzarlo. Purtroppo per alcune istituzioni e per molti tecnici attuali più che una risorsa, oltre che un monumento di eccezionale importanza e bellezza, il cd. Tempio di Minerva Medica appare come un rudere che dà fastidio al continuo ed incessante via vai di treni semi vuoti della linea Laziali Centocelle a via Giolitti.
1) ferrovia Laziali – Centocelle – richiesta di incontro con l’Amministrazione Comunale e Regionale. Iniziative di civile protesta
2) rifacimento manto stradale di Via Giolitti: impegni presi dal Municipio 1
3) rapporto ENEA 2017 sullo Studio e Monitoraggio della struttura del cd. Tempio di Minerva Medica e iniziative da intraprendere con la Soprintendenza
4) adesione dell’Associazione ai progetti presentati dalla Casa dei Diritti Sociali ed Esquilino Vivo
5) adesione alla mobilitazione che si sta costruendo con altre Associazioni sul tema della sicurezza, delle politiche sociali e sullo stato di incuria ambientale in cui versa il Rione
6) adesione alla rete delle Associazioni del Centro Storico di Roma “Motus” per l’iniziativa “Bus Stop” tesa ad eliminare all’interno dell’anello ferroviario (e non solo nella ZTL attuale) il transito e la sosta dei bus turistici.
7) varie ed eventuali
La riunione avrà termine alle ore 19:00
Si prega di dare la massima diffusione, di stampare ed affiggere nei condomini. C’è bisogno dell’impegno e della collaborazione di tutti/e
Da decenni stiamo dicendo che a via Giolitti trema tutto quando passa il trenino della linea Laziali – Centocelle, ma, anche ora, nonostante gli inequivocabili documenti dell’ENEA al riguardo (vedi nostro post del 17/07/18) che attestano senza ombra di dubbio quale sia la causa di queste vibrazioni, da parte delle istituzioni interessate, non solo c’è un assordante silenzio ma si continua pervicacemente a prospettare soluzioni come l’ammodernamento della linea e il suo prolungamento alla Stazione Termini come se nulla fosse.
Però se trema per il traffico di mezzi pesanti un palazzo istituzionale (Municipio XIV) e la causa non è riconducibile a un mezzo su rotaie allora partono richieste di verifiche, articoli sui quotidiani nazionali (vedi articolo da “Il Messaggero” dell’ 1/08/18) e preoccupazioni (giuste) per chi lavora all’interno.
Tutto questo però non vale per via Giolitti, le vibrazioni dovute al treno (tram, metrotram, chiamatelo come vi pare) sembrano un problema secondario o addirittura inesistente anzi, per qualcuno sono solo delle allucinazioni dei residenti perchè, secondo queste persone, un veicolo su rotaia non le può produrre.
Poi, bisogna far credere alla gente che il prolungamento della Laziali Giardinetti verso la Stazione Termini da una parte e Tor Vergata dall’altra sia il toccasana della mobilità pubblica romana quando è sotto gli occhi di tutti lo sfacelo degli autobus che si incendiano, le attese di ore alle fermate (vedi articolo de La Repubblica del 06/08/18), le metropolitane (poche) che funzionano male se non malissimo. Peccato che chi vive giornalmente i disagi che provoca questo mezzo sa benissimo che le vetture del “trenino” (con una frequenza mostruosamente elevata per la città di Roma) viaggino quasi sempre semivuote (altro che 55.000 passeggeri al giorno!) quando molti altri mezzi pubblici assomigliano a carri bestiame, che ci vorrebbe Diogene per trovare qualcuno che paga il biglietto e che udite, udite esiste una linea ferroviaria che collega Termini a Tor Vergata, la FL6, che con opportuni (ed economici) investimenti garantirebbe un tragitto più comodo, più veloce e meno impattante.
Il fatto poi che il cd. Tempio di Minerva Medica sia chiuso al pubblico da oltre un secolo a causa di questa ferrovia, che abbia rischiato di crollare, che si stiano spendendo milioni di euro di fondi pubblici per un restauro conservativo e ricostruttivo che rischia di rimanere fine a se stesso se non riapre, a chi può interessare? Il fatto che i pedoni siano costretti a camminare sulle rotaie perchè non possono fare altrimenti per mancanza di spazio, alla faccia della mobilità sostenibile, cosa importa? Che la chiesa di Santa Bibiana autentico gioiello del Barocco Romano opera di Gian Lorenzo Bernini che in ogni parte del mondo sarebbe adeguatamente valorizzata e pubblicizzata sia nascosta, svilita e oltraggiata da massicciate, binari, respingenti e tralicci peggio della più misera stazioncina di campagna non è nulla di fronte all’importanza strategica di tale ferrovia.
In altri ambiti e con altre culture dove non esiste solo una mera e cieca ragione ideologica si costruiscono da decenni strade ferrate in tutt’altra maniera: guardate questa realizzazione statunitense per far passare un treno tra alcuni edifici in un ambiente urbano cercando da preservarli da pericolose vibrazioni
E parliamo di strutture di edifici in cemento armato e/o acciaio di scarso valore architettonico e non di una costruzione in laterizio di 18 secoli fa (unica al mondo e patrimonio dell’Umanità) come il cd. Tempio di Minerva Medica! Ecco qual’è la risposta a via Giolitti
E’ normale che un mezzo su rotaia passi così vicino a un monumento? Ma non esistono delle distanze minime da rispettare?Notare quanti viaggiatori sono presenti sulla vettura. Ed è così per quasi tutto il giorno: in pratica il 90% delle corse
Badate bene questa situazione rimarrebbe inalterata anche con i cento e passa milioni di euro che ci vorrebbero per rimodernare la linea
Ma senza andare troppo lontano anche in Italia ci sono dei seri professionisti che studiano i problemi dovuti alle vibrazioni superficiali e sotterranee causati da mezzi su rotaia senza preconcetti ma con il dovuto rigore e la dovuta serietà
A via Giolitti, ci sembra che si vada avanti a forza di postulati e dogmi: non si può discutere nè tantomeno criticare un mezzo su rotaia, non si può prendere in considerazione nessuna alternativa, la ferrovia deve continuare a passare lì costi quel che costi.
Ci siamo già occupati del problema dei pedoni che debbono camminare sulle rotaie per passare accanto al cd. tempio di Minerva Medica (post 1 – post 2) . Vogliamo aggiungere solo delle immagini che testimoniano che oltre ai pedoni anche i turisti attratti dalla grandezza e dalla magnificenza di questo monumento, visto che è chuso al pubblico da oltre un secolo, siano costretti ad ammirarlo e fotografarlo dalle rotaie. E’ se un giorno finalmente, come tutti auspichiamo, riaprisse e venisse visitato da gruppi di centinaia di turisti, dove dovrebbero passare e aspettare per entrare, sulle rotaie?
Una foto al monumento sui binari
Camminando sui binari
Con la spesa sulle rotaie e c’è chi bivacca
Il jogging sulle rotaie
Ammirare la bellezza sulle rotaie
Verso la Stazione Termini con valigia
E se passasse il treno all’improvviso da dietro come te ne accorgi?
Interruzione archeologica
E’ normale che un mezzo su rotaia passi così vicino a un monumento? Ma non esistono delle distanze minime da rispettare?
C’è chi tenta di scavalcare
Che dire di un traliccio arrugginito addossato al muro di un simile monumento?
Si può fotografare sulle rotaie?
Ancora sulle rotaie per andare alla Stazione Termini
Foto, che passione ma anche che pericolo
C’è chi corre e chi cammina, ma sempre sulle rotaie
E’ passato poco più di un mese da quando, in occasione del ritorno della statua di Santa Bibiana nella chiesa omonima a via Giolitti, si procedette ad una parziale ripulitura dei muri esterni del monumento opera di Gian Lorenzo Bernini e splendido esempio del barocco romano.
Purtroppo i vandali che imperversano in tutta Roma si sono fatti di nuovo vivi ed hanno imbrattato il muro come si può vedere nelle foto.
Possibile che non si riesca a venire a capo di questo problema e non si salvino neppure i monumenti oltre che tutti i palazzi del Rione Esquilino?
Possibile, almeno per quanto riguarda Santa Bibiana, che non si riesca a programmare l’installazione di un sistema di video sorveglianza che, se non altro, agirebbe anche da deterrente?
Non pensiamo che verrebbe a costare somme impossibili o tali da creare problemi anche alle disastrate casse del Comune.
L’Associazione Abitanti Via Giolitti – Esquilino mette a disposizione di tutti lo “Studio e Monitoraggio della struttura del Tempio di Minerva Medica- Roma, eseguito dall’ENEA.
Chi vorrà potrà leggerlo e studiarlo con attenzione, con la mente sgombra da teorie preconcette o patetiche nostalgie, solamente comprenderlo, rispettando l’impegno e le competenze di chi ha studiato in scienza e coscienza le condizioni in cui versa il Monumento.
Gli Abitanti di Via Giolitti hanno trovato conferme alle preoccupazioni e agli allarmi lanciati, finora inutilmente, sulla necessità di trovare soluzioni a breve, medio e lungo termine.
Pertanto torniamo a ribadire che è necessario intervenire subito fermando il treno a scartamento ridotto Laziali – Centocelle a Porta Maggiore.
Pubblichiamo anche i dati rilevati nel mese di giugno 2018 dal lunedì al venerdì del numero dei passeggeri del trenino da Porta Maggiore alle Laziali e dalle Laziali a Porta Maggiore, conteggio eseguito alla fermata di Santa Bibiana.
I dati sono stati rilevati da Cristina Torelli dell’Associazione Abitanti Via Giolitti.
Maria Prassede Capozio
Presidente dell’Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino
A questo punto ci chiediamo: cosa bisogna ancora produrre per scongiurare l’idea di continuare a perpetrare questo autentico scempio ai danni di un monumento unico ed importante come il cd. Tempio di Minerva Medica chiuso al pubblico da quando è stata inaugurata la linea ferrotranviaria Roma Fiuggi (1916) oggi divenuta Laziali Centocelle?
Vogliamo mettere in discussione anche i risultati a cui è pervenuto L’ENEA, ente pubblico la cui autorevolezza è riconosciuta in tutto il mondo?
Per chi lo volesse può leggere i dati a disposizione in questi documenti ma, in estrema sintesi, le conclusioni sono riportate nella seguente slide
Ora si può capire per quale motivo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX chi progettò le prime linee tranviarie di Roma si guardò bene di far passare i tram a via Giolitti (allora, in quel tratto si chiamava via Principe di Piemonte) accanto al cd. Tempio di Minerva Medica inventandosi un giro tortuosissimo per andare da Porta Maggiore alla Stazione Termini quando avrebbe potuto utilizzare un percorso rettlineo più corto, più agevole e più economico da realizzare.
Pianta delle linee tranviarie di Roma (zona dell’Esquilino) del 1911
Ma negli anni successivi (1910) gli interessi economici ebbero il sopravvento e si concesse ad un privato (ing. Clementi) la facoltà di costruire questa ferrovia che passava per via Giolitti per il suo uso e consumo: era stata infatti ideata per trasportare, insieme al personale addetto, le pietre dalle cave del basso Lazio da cui si ricavavano i sanpietrini con i quali si era pavimentata quasi l’intera città di Roma. Per la sfortuna dell’ingegnere il progressivo e notevole sviluppo dei mezzi su ruote di gomma mise in crisi l’industria del sanpietrino perchè bisognava costruire strade con metodi di pavimentazione più rapidi ed economici e la società creata per la gestione della ferrovia fallì dopo solo pochi anni dalla sua creazione. Da allora iniziò una lunga storia di fallimenti e cambi di proprietà che continua ancora oggi: è notizia di questi giorni infatti che la Regione Lazio stia facendo di tutto per regalare al Comune di Roma la proprietà della Laziali Centocelle e non ne voglia più sapere di questa linea. E’ forse un caso?