Ci siamo sempre chiesti se, a differenza di alcune strade storiche del Rione Esquilino come via di Porta Maggiore, via Santa Croce in Gerusalemme (l’antica Strada Felice) e via Merulana, esistesse nei secoli passati una via che potesse essere considerata l’antenata dell’attuale via Giolitti, strada costruita in tempi relativamente recenti accanto alle linee ferroviarie che portano alla Stazione Termini. Ebbene, la risposta è positiva perchè non solo c’è una traccia evidente nella pianta di Roma del Falda del 1656
ma grazie all’archivio fotografico di “Roma Ieri e Oggi” abbiamo scovato una rara fotografia della collezione Jane St. John del 1856 (vedi), quindi, prima che venisse costruita la Stazione Termini con le relative linee ferroviarie, che ritrae la via (allora ridotta a poco più di una strada di campagna) che passava attraverso degli orti e attraverso il cd. Tempio di Minerva Medica esattamente come indicato dal Falda due secoli prima.
Ma altre antiche incisioni testimoniano l’esistenza di un’ulteriore strada ancor più simile all’odierna via Giolitti visto che costeggiava sia il cd. Tempio di Minerva Medica sia la chiesa di Santa Bibiana
1629 G.B. Mercati: Tempio di Minerva Medica e Santa Bibiana
1753 G. Vasi: Tempio di Minerva Medica presso Porta Maggiore
1800 ca. E. Hearth: Tempio di Minerva Medica
Per cui anche se ha cambiato spesso aspetto e nome nei secoli passati a buon diritto via Giolitti deve essere considerata come una delle strade più antiche e più importanti del Rione Equilino
🎺 29 gennaio – ore 19:00 direzione artistica Alessandra Torrice
🎶 Green Soul Band
Un progetto che nasce dall’unione di tre artisti accomunati dalla passione per la black music il Soul ed il Funky. Lo scopo è quello di riportare queste sonorità attraverso un live che si evolve con sperimentazioni ed improvvisazioni in chiave acustica utilizzando effetti e loop station, su brani di Bill Withers, Michael Jackson, Justin Timberlake, Craig David, Stevie Wonder e molti altri attraverso un percorso che parte dagli anni d’oro della Motown ed Est Coast fino al soul moderno.
Sabato 1 dicembre 2018 si è svolta la manifestazione a via Pepe per richiamare l’attenzione sulla preoccupante situazione dell’ex cinema Apollo a via Giolitti che versa in condizioni di assoluto degrado e che ormai rappresenta un pericolo non solo per la sicurezza ma anche e soprattutto per la salute dei residenti in quanto da tempo è stata appurata la presenza di amianto sia sul tetto dello stabile che presenta diversi fori, sia nei collanti a suo tempo utilizzati per il pavimento all’interno del ex cinema.
Ormai la situazione è divenuta paradossale in quanto a differenza di qualsiasi altra richiesta della cittadinanza che in genere viene rigettata dalle istituzioni per mancanza di fondi, in questo caso la copertura finanziaria per l’intervento di bonifica è assicurata e il problema è solo di procedure burocratiche che rischiano con la loro lentezza di vanificare il finanziamento e allungare sine die l’inizio dei lavori.
In questo articolo apparso su”Il Tempo” dell’1 dicembre 2018 tutta la storia raccontata con dovizia di particolarri da Mary Tagliazucchi
Alcune foto della manifestazione e del grave problema dell’Apollo
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Alcuni filmati degli interventi e della manifestazione
Ecco il testo della PEC sottoscritto da diverse associazioni e diversi comitati del Rione Esquilino che è stato inviato alla Sindaca Virginia Raggi relativo alla disastrosa situazione dell’ex Cinema Teatro Apollo in via Giolitti che ormai rappresenta anche un serio pericolo per la salute dei residenti in quanto sono crollate da tempo intere porzioni della cupola del fabbricato che è ancora rivestita di pannelli di amianto.
Onorevole Sindaca Virginia Raggi, con la presente vorremmo portare alla Sua attenzione la preoccupazione della cittadinanza per la situazione attuale dell’ex-Cinema Teatro Apollo.
Sappiamo quanto Lei abbia preso a cuore il problema della contaminazione da amianto e lo stato di degrado del pregevole manufatto di Via Giolitti, tanto da battersi in prima persona per lo stanziamento della considerevole somma di un milione di euro da destinarsi alla bonifica da amianto, alla messa in sicurezza dell’edificio ed all’inizio della sua ristrutturazione.
Si era a Luglio e ricordiamo bene le Sue parole in merito nel corso di una intervista televisiva sullo sblocco di bilancio dei 125 milioni.
Oggi siamo al 17 Novembre e dopo riunioni e commissioni, l’ultima il 15 ottobre congiunta tra Cultura e Lavori pubblici, nulla di fatto è accaduto o è stato reso noto alla cittadinanza. Il 31 dicembre i fondi non utilizzati rientreranno a disposizione e dovremo ricominciare tutto daccapo.
La nostra preoccupazione cresce sia per la salute del Rione che per il pericolo di vedere sfumare un intervento di riqualificazione atteso da anni.
Nell’ottica di non veder compromesso il lavoro da Lei svolto per lo stanziamento della somma e nel supremo interesse comune di salvaguardare la salute pubblica Le chiediamo di voler esercitare la sua attenzione verso gli uffici competenti perché si sblocchi questa pericolosa situazione di stallo.
Alleghiamo la recente e mail inviata all’Assessora Margherita Gatta, alcuni recenti articoli di stampa e post Facebook che stanno comparendo in varie pagine dei Comitati di quartiere.
Certi che Lei condivida le nostre preoccupazioni La ringraziamo dell’attenzione concessaci
Con osservanza
I Comitati
Abitanti via Giolitti
Apollo 11
Arco di Gallieno
Cielo sopra Esquilino
Comitato Piazza Vittorio Partecipata
Comitato Piazza Pepe-bene comune
Esquilino in comune
Esquilino Vivo
Parolaincontro
Premesso che le perturbazioni atmosferiche di questi ultimi giorni sono state assolutamente fuori della norma e hanno causato ingenti danni in tutta Italia (e purtroppo ci sono state anche tante vittime) non possiamo non far presente che l’albero che si è schiantato all’incrocio tra viale Manzoni e via Giolitti (fortunatamente e miracolosamente senza provocare danni a persone)
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fosse malato e da tempo si erano verificati dei seri problemi al marciapiede e allo scarico fognante vicino (la foto qui sotto è tratta da un nostro post del 2011 vedi)
Foto del 2011
e questa è una una foto tratta da un altro nostro post pubblicato la scorsa estate (vedi)
Foto del 2018
Come si vede in tutti questi anni non è stato fatto assolutamente nulla, anzi l’unico intervento è stato quello di chiudere la fontanella all’angolo vicino (ben prima dei problemi della siccità) perchè le radici avevano occluso lo scarico e quindi fuorusciva l’acqua. Intervento che però non ha mai eliminato l’allagamento che si verifica successivamente ad ogni pioggia più o meno consistente
Ora la situazione è questa
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E’ perfettamente visibile il moncone del tronco quasi svuotato e il pauroso rialzo del piano del marciapiede in prossimità ad esso . A chi dobbiamo appellarci perchè venga ristabilita una situazione di sicurezza e di piena operatività dell’impianto fognante?
Oltretutto gli alberi accanto sono in una situazione analoga (vedi) ed assurdo aspettare che cadano da soli rischiando di provocare altri seri danni a persone e a cose; occorre intervenire subito.
Immagine 1 – Via Giolitti altezza incrocio con Via MamianiImmagine 2 – Via Ricasoli inncrocio con via Principe Umberto (ora via Turati) e in fondo via GiolittiImmagine 3 – Via Giolitti altezza incrocio con via La Marmora (allora arrivava fino a via Giolitti)Immagine 4 – Tunnel di Santa Bibiana visto da via TiburtinaImmagine 5 – Via Giolitti nel tratto via La Marmora – Santa Bibiana con carri trainati da cavalli e a manoImmagine 6 – Via Giolitti: il cd. Tempio di Minerva Medica
Alcune rare immagini di via Giolitti prima che fosse creata la ferrovia Roma Fiuggi e uno scorcio di via Ricasoli (foto n.2) con le caserme Pepe e Sani già costruite. La foto n. 3 (incrocio con via La Marmora) evidenzia che ancor prima della Roma Fiuggi era attiva una tranvia che dopo un breve tratto su via Giolitti passava sotto il tunnel di Santa Bibiana e proseguiva per via Tiburtina. Nella foto n. 4 il tunnel di Santa Bibiana visto da via Tiburtina con i binari del tram che arrivavano da via Marsala. Nelle foto 1 e 5 appare evidente che via Giolitti era una via con molti alberi. Nella foto n.6 il cd. Tempio di Minerva Medica in tutta la sua imponenza e magnificenza architettonica non ancora deturpato da tralicci e cavi elettrici sospesi.
Invece ecco come sono stati ridotti fin dal 1916 via Giolitti, Porta Maggiore (che è un’area archeologica di inestimabile valore) e il cd. Tempio di Minerva Medica da pessimi progetti di cui ne scontiamo ancora le conseguenze
Dopo circa tre mesi di inattività, nei giorni scorsi sono tornati tecnici ed operai all’interno del cd. Tempio di Minerva Medica per smantellare i ponteggi, segno inequivocabile dell’avvenuto termine dei lavori interni di restauro. Non sappiamo se con questo ultimo lotto siano terminati del tutto i lavori di ricostruzione e di ristrutturazione del monumento iniziati nel 2012 o rimangano ancora da effettuare ulteriori interventi (cercheremo di scoprirlo nelle prossime settimane), ma già da ora si pone una domanda: che cosa ne sarà di questo monumento al termine dei ciclo dei restauri?
Dopo i milioni di euro di denaro pubblico spesi per salvarlo da un più che probabile crollo e metterlo in sicurezza dobbiamo aspettarci di vederlo ancora chiuso e privare cittadini e turisti del facoltà di visitare un monumento patrimonio dell’umanità per l’UNESCO? Cosa oltretutto sancita dalla Costituzione della Repubblica Italiana (Art.9 comma 2).
Oppure aspettare rarissime ed episodiche occasioni di aperture straordinarie come il 5 ottobre u.s. con la visita organizzata da Open House Roma?
Il #tempiodiminervamedica è il primo monumento di Roma per chi arriva in treno da nord. Da sempre stretto tra la ferrovia e il tram, tra poco termineranno i restauri, ma come valorizzarlo?#Romapic.twitter.com/fcgwXXTpXf
Ce lo chiediamo anche noi, da decenni, come valorizzarlo. Purtroppo per alcune istituzioni e per molti tecnici attuali più che una risorsa, oltre che un monumento di eccezionale importanza e bellezza, il cd. Tempio di Minerva Medica appare come un rudere che dà fastidio al continuo ed incessante via vai di treni semi vuoti della linea Laziali Centocelle a via Giolitti.
1) ferrovia Laziali – Centocelle – richiesta di incontro con l’Amministrazione Comunale e Regionale. Iniziative di civile protesta
2) rifacimento manto stradale di Via Giolitti: impegni presi dal Municipio 1
3) rapporto ENEA 2017 sullo Studio e Monitoraggio della struttura del cd. Tempio di Minerva Medica e iniziative da intraprendere con la Soprintendenza
4) adesione dell’Associazione ai progetti presentati dalla Casa dei Diritti Sociali ed Esquilino Vivo
5) adesione alla mobilitazione che si sta costruendo con altre Associazioni sul tema della sicurezza, delle politiche sociali e sullo stato di incuria ambientale in cui versa il Rione
6) adesione alla rete delle Associazioni del Centro Storico di Roma “Motus” per l’iniziativa “Bus Stop” tesa ad eliminare all’interno dell’anello ferroviario (e non solo nella ZTL attuale) il transito e la sosta dei bus turistici.
7) varie ed eventuali
La riunione avrà termine alle ore 19:00
Si prega di dare la massima diffusione, di stampare ed affiggere nei condomini. C’è bisogno dell’impegno e della collaborazione di tutti/e
Da decenni stiamo dicendo che a via Giolitti trema tutto quando passa il trenino della linea Laziali – Centocelle, ma, anche ora, nonostante gli inequivocabili documenti dell’ENEA al riguardo (vedi nostro post del 17/07/18) che attestano senza ombra di dubbio quale sia la causa di queste vibrazioni, da parte delle istituzioni interessate, non solo c’è un assordante silenzio ma si continua pervicacemente a prospettare soluzioni come l’ammodernamento della linea e il suo prolungamento alla Stazione Termini come se nulla fosse.
Però se trema per il traffico di mezzi pesanti un palazzo istituzionale (Municipio XIV) e la causa non è riconducibile a un mezzo su rotaie allora partono richieste di verifiche, articoli sui quotidiani nazionali (vedi articolo da “Il Messaggero” dell’ 1/08/18) e preoccupazioni (giuste) per chi lavora all’interno.
Tutto questo però non vale per via Giolitti, le vibrazioni dovute al treno (tram, metrotram, chiamatelo come vi pare) sembrano un problema secondario o addirittura inesistente anzi, per qualcuno sono solo delle allucinazioni dei residenti perchè, secondo queste persone, un veicolo su rotaia non le può produrre.
Poi, bisogna far credere alla gente che il prolungamento della Laziali Giardinetti verso la Stazione Termini da una parte e Tor Vergata dall’altra sia il toccasana della mobilità pubblica romana quando è sotto gli occhi di tutti lo sfacelo degli autobus che si incendiano, le attese di ore alle fermate (vedi articolo de La Repubblica del 06/08/18), le metropolitane (poche) che funzionano male se non malissimo. Peccato che chi vive giornalmente i disagi che provoca questo mezzo sa benissimo che le vetture del “trenino” (con una frequenza mostruosamente elevata per la città di Roma) viaggino quasi sempre semivuote (altro che 55.000 passeggeri al giorno!) quando molti altri mezzi pubblici assomigliano a carri bestiame, che ci vorrebbe Diogene per trovare qualcuno che paga il biglietto e che udite, udite esiste una linea ferroviaria che collega Termini a Tor Vergata, la FL6, che con opportuni (ed economici) investimenti garantirebbe un tragitto più comodo, più veloce e meno impattante.
Il fatto poi che il cd. Tempio di Minerva Medica sia chiuso al pubblico da oltre un secolo a causa di questa ferrovia, che abbia rischiato di crollare, che si stiano spendendo milioni di euro di fondi pubblici per un restauro conservativo e ricostruttivo che rischia di rimanere fine a se stesso se non riapre, a chi può interessare? Il fatto che i pedoni siano costretti a camminare sulle rotaie perchè non possono fare altrimenti per mancanza di spazio, alla faccia della mobilità sostenibile, cosa importa? Che la chiesa di Santa Bibiana autentico gioiello del Barocco Romano opera di Gian Lorenzo Bernini che in ogni parte del mondo sarebbe adeguatamente valorizzata e pubblicizzata sia nascosta, svilita e oltraggiata da massicciate, binari, respingenti e tralicci peggio della più misera stazioncina di campagna non è nulla di fronte all’importanza strategica di tale ferrovia.
In altri ambiti e con altre culture dove non esiste solo una mera e cieca ragione ideologica si costruiscono da decenni strade ferrate in tutt’altra maniera: guardate questa realizzazione statunitense per far passare un treno tra alcuni edifici in un ambiente urbano cercando da preservarli da pericolose vibrazioni
E parliamo di strutture di edifici in cemento armato e/o acciaio di scarso valore architettonico e non di una costruzione in laterizio di 18 secoli fa (unica al mondo e patrimonio dell’Umanità) come il cd. Tempio di Minerva Medica! Ecco qual’è la risposta a via Giolitti
E’ normale che un mezzo su rotaia passi così vicino a un monumento? Ma non esistono delle distanze minime da rispettare?Notare quanti viaggiatori sono presenti sulla vettura. Ed è così per quasi tutto il giorno: in pratica il 90% delle corse
Badate bene questa situazione rimarrebbe inalterata anche con i cento e passa milioni di euro che ci vorrebbero per rimodernare la linea
Ma senza andare troppo lontano anche in Italia ci sono dei seri professionisti che studiano i problemi dovuti alle vibrazioni superficiali e sotterranee causati da mezzi su rotaia senza preconcetti ma con il dovuto rigore e la dovuta serietà
A via Giolitti, ci sembra che si vada avanti a forza di postulati e dogmi: non si può discutere nè tantomeno criticare un mezzo su rotaia, non si può prendere in considerazione nessuna alternativa, la ferrovia deve continuare a passare lì costi quel che costi.