La triste storia del Cinema Apollo: quale futuro?


Da più di venti anni l’ex Cinema Apollo a via Giolitti attende che il Comune di Roma, proprietario della sala cinematografica, decida cosa fare di questo splendido esempio di architettura liberty di inizio ‘900 (unico nel suo genere). Ancora oggi non solo non è stata presa alcuna decisione in merito ma non sono ancora terminati i lavori di bonifica e messa in sicurezza del fabbricato dal momento che la terza ed ultima fase, da tempo programmata e finanziata, non è ancora iniziata.

In questi due post apparsi nei giorni scorsi su Facebook  c’è la storia dell’Apollo con tutte le vicissitudini che hanno portato all’attuale situazione.

Ma dell’Apollo se ne occupò già dieci anni fa (era il 2013) anche la Facoltà di Architettura dell’Università “La Sapienza” con alcuni filmati creati dagli studenti di allora che analizzavano il problema della chiusura e dell’abbandono di tante sale cinematografiche romane. Il primo filmato illustra con immagini e interviste la situazione dell’epoca dell’ex cinema Apollo, il secondo è una carrellata dei più importanti cinema romani che erano stati chiusi in quegli anni.

Per quanto riguarda il futuro dell’Apollo è ovvio che senza una decisione politica la situazione non può essere sbloccata. Terminata la terza fase dei lavori di bonifica, necessaria e indispensabile per ragioni di sicurezza pubblica vista la presenza di un tetto in “eternit” (amianto),  ora incapsulato, ma in attesa di essere rimosso, le autorità competenti devono decidere quanto prima il destino dell’ex cinema. Non è ammissibile che passino altri anni senza che vengano prese delle decisioni definitive. D’altro canto non mancano certo idee o addirittura progetti, c’è solo bisogno di uscire dalla logica, trita e ritrita, del “bambole, non c’è una lira”, tra PNRR e altri finanziamenti si è proceduto, per esempio, al restauro delle sedi del Museo Nazionale Romano, perchè nessuno ha pensato all’ex Cinema Apollo?

Per finire vogliamo segnalare una tesi di laurea che riguarda il recupero, il restauro e la riutilizzazione della sala cinematografica e che comprende anche uno studio per la riqualificazione urbanistica (via Giolitti, Santa Bibiana, etc.). Ci complimentamo con il neo architetto Edoardo Menon, autore della tesi,  per l’ottima analisi e le idee che hanno portato alla realizzazione di questo interessantissimo progetto (vedi) ma ora è il momento che le istituzioni battano un colpo, non è ammissibile che un simile edificio continui ad essere chiuso e abbandonato per ancora altri anni.

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