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All’incrocio tra viale Manzoni e via Giolitti addio all’albero che era lì da decenni

Premesso che le perturbazioni atmosferiche di questi ultimi giorni sono state assolutamente fuori della norma e hanno causato ingenti danni in tutta Italia (e purtroppo ci sono state anche tante vittime) non possiamo non far presente che l’albero che si è schiantato all’incrocio tra viale Manzoni e via Giolitti (fortunatamente e miracolosamente senza provocare danni a persone)

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fosse malato e da tempo si erano verificati dei seri problemi al marciapiede e allo scarico fognante vicino (la foto qui sotto è tratta da un nostro post del 2011 vedi)

Foto del 2011

e questa è una una foto  tratta da un altro nostro post pubblicato la scorsa estate (vedi)

Foto del 2018

Come si vede in tutti questi anni non è stato fatto assolutamente nulla, anzi l’unico intervento è stato quello di chiudere la fontanella all’angolo vicino (ben prima dei problemi della siccità) perchè le radici avevano occluso lo scarico e quindi fuorusciva l’acqua. Intervento che però non ha mai eliminato l’allagamento che si verifica successivamente ad ogni pioggia più o meno consistente

Ora la situazione è questa

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E’ perfettamente visibile il moncone del tronco quasi svuotato e il pauroso rialzo del piano del marciapiede in prossimità ad esso . A chi dobbiamo appellarci perchè venga ristabilita una situazione di sicurezza e di piena operatività dell’impianto fognante?

Oltretutto gli alberi accanto sono in una situazione analoga (vedi) ed assurdo aspettare che cadano da soli rischiando di provocare altri seri danni a persone e a cose; occorre intervenire subito.

Considerazioni sulle buche e sul traffico all’Esquilino

Parlare di buche a Roma in questo momento potrebbe sembrare inutile e ripetitivo tanto se ne parla e se ne scrive. Vorremmo solamente prendere in considerazione, partendo da questo problema, due argomenti accessori: la quantità e la qualità delle buche dell’Esquilino e il traffico.

Bene, guardiamo l’immagine sottostante, si tratta della mappa con le segnalazioni di buche che arriva dal sito “Decoro Urbano” forte di milioni di iscritti in tutta Italia. Come vedete la densità di queste segnalazioni all’Esquilino è impressionante e superiore a quella di altre zone: segno della presenza di numerosissime buche.

Ma non basta; la natura di queste buche, specie in alcune strade come via Giolitti, è da ricercare non solo  nella modesta qualità dei lavori di asfaltatura eseguiti negli anni precedenti ma soprattutto per la presenza dei cosiddetti “Sinkholes antropogenici”, cioè delle cavità sotterranee dovute all’intensa attività di estrazione di materiali da costruzione risalenti addirittura ad epoche pre-romane  e dalla presenza di numerosissimi reperti archeologici.

Ci siamo già occupati di questo problema in tempi non sospetti (vedi  post del 2016) ma, finalmente, anche a livello giornalistico, in questi ultimi giorni, si è scoperta questa importante particolarità del sottosuolo di Roma (vedi articolo de “Il Tempo” del 28 marzo 2018). Di seguito la mappa stilata da alcuni studiosi del problema dell’ Università La Sapienza pubblicata nel 2015 (Memorie descrittive della Carta Geologica d’Italia XCIX 2015, pp. 167-188 figg 27; 1 tav ft. Analisi della suscettibilità ai sinkholes antropogenici nel centro urbano di Roma – G. Ciotoli, S. Nisio, R. Serafini).Cliccando sull’immagine è possibile accedere  al documento completo.

Ormai anche le istituzioni hanno capito che alcune strade come via Giolitti hanno bisogno di interventi strutturali e non semplici rattoppi (il 30 marzo scorso c’è stato un incontro su questo tema presso i locali del I Municipio) : il filmato e le foto illustrano una buca “storica” e resistente a qualsiasi tentativo di rattoppo presente, ormai da decenni, davanti al cd. Tempio di Minerva Medica

E il traffico? A  parte il fatto che le buche peggiorano la sicurezza (già notevolmente precaria) sulle strade di Roma essendo delle vere e proprie trappole per cicli e motocicli ed essendo causa di frenate e repentini cambi di direzione per gli autoveicoli, vorremmo mostrare gli effetti causati dalla chiusura del breve tratto di via Cairoli che va da via Giolitti a via Principe Umberto a causa della presenza di questa buca davanti all’ex Cinema Apollo avvenuta sabato 24 marzo e protrattasi fino al lunedì successivo. Ecco, il lunedì mattina, gli effetti di questa decisione: nelle foto come si presentavano viale Manzoni e via di Porta Maggiore completamente intasate e via Principe Umberto incredibilmente quasi libera dal traffico a causa della parziale chiusura di via Cairoli.

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Tutto questo per affermare che quando si tratterà di mettere mano alla viabilità del Rione Esquilino viste le grosse novità che ci attendono nei prossimi anni non si potrà procedere con dei semplici colpi di spugna: basta vedere quello che succede con una chiusura di 30 metri di una strada o dei semplici restringimenti di carreggiata per lavori. C’è bisogno di considerazioni realistiche e analitiche sui flussi del traffico insieme a una visione complessiva del problema che tenga presente le varie componenti senza retorica ma con grande pragmatismo.

 

Marzo 2018: dopo l’ex cinema Apollo altri crolli all’Esquilino

Per la quarta volta sono state ricondizionate le reti di plastica che delimitano l’area che è stata interessata da diversi crolli nello scorso mese di novembre a viale Manzoni. Vedremo questa volta quanto dureranno, ma sarebbe ora che venissero iniziati i lavori di riparazione e ripristino.

Nello stesso palazzo  il primo marzo si è verificato  un altro crollo all’incrocio tra viale Manzoni e via Principe Umberto

Prima della messa in sicurezza
I calcinacci caduti sul marciapiede

Ma questa volta si è proceduto in maniera più razionale, demolendo  i pezzi pericolanti, alla messa in sicurezza  piuttosto che alla creazione di un’ulteriore area interdetta al passaggio dei pedoni. Resta però evidente una copiosa perdita d’acqua causata molto probabilmente da una fuoriuscita  dal tubo della grondaia.

Dopo la messa in sicurezza

Sarebbe però ora che il Comune si facesse carico di riparare e mantenere in uno stato dignitoso gli stabili di sua proprietà: non è possibile vedere che un patrimonio del genere sia abbandonato all’incuria e ai guasti del tempo. Ad ogni evento atmosferico fuori dalla norma si susseguono crolli e problemi. Gli altri edifici che sono stati curati e riparati in tempi recenti hanno retto benissino alla neve e al gelo di questi ultimi giorni.

Domenica 4 marzo si è verificato un nuovo crollo a via Bixio. Questa volta è interessato un fabbricato privato e non di proprietà comunale, ma il fatto non fa che avvalorare la nostra tesi, infatti non erano mai stati eseguiti dei lavori di ripulitura, controllo  e  ripristino da almeno cinquant’anni e le avverse condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni hanno causato danni di non poco conto. Per fortuna, anche questa volta, non si sono registrati danni a persone.

Per finire vorremmo ancora ribadire l’assurda situazione dell’ex cinema Apollo, infatti ci è giunta una notizia che definire allarmante è poco (vedi commenti del post): i recenti crolli hanno interessato anche il tetto dell’edificio che è costituito da lastre di eternit (amianto) e si sta sgretolando. Pensiamo che ogni altra considerazione sia del tutto superflua.