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Il Monte di Giustizia

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Uno dei luoghi perduti dell’Esquilino, che appare sullo sfondo delle vicende de Il Canto Oscuro, è il cosiddetto Monte di Giustizia, una “maxi collina” artificiale, dovuta alla terra di sterro dovuta alla costruzione delle Terme di Diocleziano.

Collina alta ben 72 metri, il che la rendeva la più alta di Roma e si trovava esattamente dove oggi c’è la Stazione Termini, sulla cui sommità gli eredi di Sisto V, che aveva qui la sua immensa villa, fecero collocare in cima alla collina la Statua Romana di una donna seduta, ritrovata nelle Terme di Costantino al Quirinale, subito ribattezzata dal, popolo la “GIUSTIZIA”, e che fu ovviamente spianata tra il 1868 e il 1870 in occasione dei travagliati lavori per la costruzione della stazione ferroviaria.

Lavori di sbancamento che portarono al recupero di un tratto delle mura serviane e alla scoperta e contestuale distruzione di numerosi tesori archeologici, da una…

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Durante i lavori Italgas a viale Manzoni ritrovati reperti archeologici

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post (vedi) sulla natura particolare del sottosuolo di via Giolitti ritenendolo del tutto inadeguato al passaggio di un treno a scartamento ridotto data la presenza dei cosiddetti “sinkholes antropogenici”,  cavità naturali ed artificiali dovute alla natura del terreno (antiche cave di tufo) e alla presenza di moltissimi reperti archeologici. Puntualmente, visti  gli scavi  che da circa  due mesi i tecnici di Italgas stanno effettuando a viale Manzoni per lavori di adeguamento della rete di trasporto del gas, sono venuti alla luce al’incrocio tra via Giolitti e viale Manzoni alcuni reperti archeologici che, se solo fossero stati ritrovati nell’area dei Fori Imperiali avrebbero riempito le pagine dei giornali, ma visto che sono stati ritrovati all’Esquilino e per giunta sotto una strada molto trafficata  non ne sarà data notizia sulla stampa che conta e dopo una frettolosa analisi sarà messo tutto a tacere come è stato fatto per altri casi del genere negli anni passati.

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E’ evidente che si tratta di un arco in laterizio e la struttura superiore  forse di una volta a botte (impossibile stabilire  con un’unica  analisi visiva se coeva  all’arco) , tra l’altro perfettamente integra, che lascia immaginare la presenza di un antico portico che risulta incredibilmente presente (la zona è quella indicata dall’ellisse rossa) anche in una ricostruzione virtuale tratta dal sito francese  http://www.maquettes-historiques.net che abbiamo pubblicato nel post “L’Esquilino come era ai tempi dell’antica Roma

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Sempre sullo stesso asse viario vogliamo ricordare i  reperti  rinvenuti durante gli anni passati:

Per esempio, quelli durante la costruzione dell’Hotel ES Radisson (gli unici che sono stati preservati ma che hanno costretto, a  suo tempo, a rivedere completamente il progetto dell’hotel);

quelli durante i lavori Acea davanti alla chiesa di Santa Bibiana nel 2001;

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quelli durante i lavori Terna a via Bixio angolo via Giolitti nel 2010/2011 (i rilevamenti durarono più di un anno, quindi i reperti erano tutt’altro che di scarsa importanza);

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ed infine la voragine di due anni fa all’incrocio di Porta Maggiore che ha riportato alla luce i resti di un tempio di epoca repubblicana, tutti con un unico comune denominatore: via Giolitti e i suoi tesori archeologici. Purtroppo non bastano  questi esempi per convincere gli amministratori a intraprendere un serio piano di riqualificazione urbanistica della via e delle strade adiacenti che parta da Porta Maggiore  e continui per l’asse viario verso la Stazione Termini con la  conseguente dismissione  del  treno  Laziali Centocelle  che  nella tratta finale (Porta Maggiore  – Laziali) è utilizzato ormai da pochi intimi e che tanti danni arreca alle strutture di via Giolitti impedendo, di fatto, qualsiasi progetto valido per riportare la via a qui livelli di vivibilità e di decoro urbano che meriterebbe.

 

2 ottobre 2016 “Roma per Amatrice” visite guidate a cura di AGTAR

Vi aspettiamo domenica prossima, 2 Ottobre, per la visita di Santa Maria Antiqua al Foro Romano.
Un’occasione per contribuire alla raccolta fondi finalizzata al restauro di un’opera d’arte tra quelle danneggiate dal terremoto e, allo stesso tempo, ammirare un monumento unico al mondo, riaperto dopo 30 anni, prima che venga di nuovo chiuso al pubblico.
Nella locandina qui sotto trovate altri dettagli.
Non perdetevi questa visita!

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Tempio di Minerva Medica: autentica superstar per gli artisti del passato

Per secoli il cd. Tempio di Minerva Medica è stato uno dei soggetti   preferiti per i paesaggisti e i vedutisti di tutta Europa che venivano a Roma per immortalare le magnificenze della città. E per secoli è stato uno dei monumenti più conosciuti, più ammirati e più studiati da tanti illustri artisti e architetti che ci hanno donato capolavori sparsi in tutto il mondo. Poi, all’inizio del ‘900, la scellerata decisione di fargli passare una ferrovia accanto (all’inizio per meri scopi economici) ha costretto  le autorità competenti dell’epoca  a  chiuderlo al pubblico e a decretarne  un lento ma inesorabile  declino. Vogliamo con questa breve ma significativa carrellata di immagini rendere omaggio e giustizia a questa fantastica testimonianza del periodo costantiniano sperando che, finalmente, vengano prese delle decisioni che non solo ne preservino le strutture ma lo valorizzino e lo facciano conoscere di nuovo e apprezzare in tutto il mondo.

Paolo Anesi : Veduta con il Tempio di Minerva Medica e un acquedotto
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Bartholomeus Breenbergh : 1627 Panorama con il Tempio di Minerva Medica
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Knip Josephus Augugstus – Il Tempio di Minerva Medica in Roma
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Rovine del Tempio di Minerva Medica
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Jean-Baptiste Pillement, olio su tela (1765-1767)
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Veduta con il cosiddetto Tempio di Minerva Medica a Roma attribuibile a Carlo Labruzzi (1748-1817)

mine_med2015img20151123115930645_900_700In un prossimo post faremo una carrellata delle altrettante numerose incisioni.

Agosto 2016 : il punto sui restauri del cd. tempio di Minerva Medica

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Innanzitutto una comparazione tra come era ridotto il monumento ad inizio restauri e come è oggi.  Come è facile vedere è stata ricostruita l’intera parte superiore del lato sud per evitare il pericolo di ulteriori e disastrosi crolli. E’ evidente la ripultura delle strutture sottostanti .

Attualmente si sta completando il restauro dei muri esterni del lato nord e del lato ovest contestualmente a saggi archeologici all’interno e all’esterno della struttura. Le fotografie seguenti attestano in pratica la fine dei lavori relativi al lato nord con lo smontaggio dei ponteggi e il ripristino del suolo calpestabile all’interno

In un precedente post (vedi) abbiamo pubblicato un saggio del prof. Guidobaldi del 1998 in cui si giunge a delle interessanti conclusioni sul cd. Tempio di Minerva Medica. Vorremmo continuare a presentare degli articoli e delle pubblicazioni scientifiche che hanno come soggetto questo monumento in modo da  offrire un panorama quanto più possibile vasto intorno alle sue origini e intorno alla zona in cui è collocato  e, quindi,  sottolinearne la sua importanza e  bellezza. Di seguito pubblichiamo il link di un articolo in lingua  inglese che tenta di ricostruire non solo il complesso monumentale di cui faceva parte il cd. Tempio ma tutta la zona circostante,

http://www.quondam.com/90/9073p.htm

 

25 giugno 2016 “Saltatempo tra horti e ville” visita guidata gratuita

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Sabato 25 giugno, prima di entrare nella pausa estiva, un ultimo appuntamento con le visite guidate in collaborazione con il progetto “Per monti e per valli” del Servizio Civile Nazionale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Visita guidata gratuita – Saltatempo tra horti e ville
(L’Esquilino tra l’età imperiale e la moderna)

Appuntamento alle ore 9:30 in Largo Leopardi (Auditorium di Mecenate). E’ gradita la prenotazione con una mail a ilcielosopraesquilino@gmail.com oppure chiamando il 3298439594.

Condividete. Condividete. Condividete.
Partecipate. Partecipate. Partecipate.

Un’interessante pubblicazione sul cd. Tempio di Minerva Medica

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Publlichiamo un interessante studio sul cd. Tempio di Minerva Medica scritto da Federico Guidobaldi dal titolo “Il Tempio di Minerva Medica e le strutture adiacenti: settore privato del Sessorium Costantiniano”  estratto dalla Rivista di Archeologia Cristiana n.2 del 1998.

La lettura di queste pagine ci convince ancora di più dell’eccezionale importanza storica, architettonica e archeologica di questo monumento così maltrattato in questo ultimo secolo e ci rende ancor più determinati per chiederne non solo il termine del restauro (che è in corso di esecuzione ma con scarsità di fondi) ma una vera e propria rivalutazione che ne renda giustizia e ne faccia uno tra i monumenti più visitati e ammirati della città di Roma.

L’OBELISCO DI SAN GIOVANNI. Che storia……

Saggi archeologici? Ma servono a qualcosa?

E’ di questi giorni la notizia di un sensazionale ritrovamento archeologico nei cantieri a viale Ipponio della sfortunata Metro C. Ce ne rallegriamo tutti perchè si tratta di uno spaccato della vita militare del II secolo d.C. con molteplici ambienti pavimentati e riccamente affrescati da aggiungere al già incomparabile patrimonio capitolino ma nel contempo non possiamo non essere preoccupati perchè tutto questo si tradurrà in ulteriori ritardi per la consegna del tronco della metro  che arriva a Piazza Venezia con immancabili diatribe  di ordine economico che rischieranno di far lievitare il prezzo complessivo di questa opera a livelli astronomici. E tutto questo per rimarcare l’assoluta inadeguatezza delle procedure odierne utilizzate quando si tratta di operare degli scavi in zone ad altà densità archeologica come appunto il centro di Roma.

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Gia sei anni fa pubblicammo un post su questo argomento (Sull’inutilità dei saggi archeologici all’Esquilino- vedi) relativo a dei lavori eseguiti dalla società Terna che dopo mesi di saggi archeologici in loco, iniziati alcuni scavi a via Bixio per la posa di cavi elettrici, trovò interessanti reperti  a non più di dieci metri da  un  foro di prova  e carotaggio effettuato solo qualche  settimana prima e  infatti i lavori vennero interrotti per più di un anno. Questo per dire che è inutile spendere cifre ingenti per saggiare il sottosuolo di Roma specialmente nelle zone centrali, perchè ogni metro può riservare delle sorprese incredibili e del tutto inattese. Se si vuole proseguire su questa strada c’è bisogno di nuove procedure che utilizzino in fase progettuale delle discipline ormai consolidate da tempo (project management, risk management) e largamente utilizzate in altri paesi e vengano costituite a priori delle squadre composte da tecnici e archeologi specializzati in grado, nel minor tempo possibile, di stabilire l’importanza del rinvenimento e programmare tutte le necessarie modifiche al progetto di partenza ma tutto secondo metodologie, tempi e risorse stimate dal piano generale dell’opera in costruzione precedentemente presentato e concordato.  Tempi, costi e risorse possono essere preventivati e stabiliti a priori, solo eventi eccezionali e del tutto imprevedibili come terremoti, maremoti o alluvioni, per esempio, possono inficiare le previsioni e stravolgere il cosiddetto cronoprogramma. Se vogliamo che Roma diventi una moderna capitale europea e mondiale c’è bisogno di una concreta svolta nella gestione dei lavori pubblici: siamo tutti d’accordo che l’onestà debba essere considerata al primo posto ma da sola non basta per portare a termine sfide difficili ma al contempo affascinanti come la costruzione di opere in territori di grande importanza archeologica e storica come il centro di questa meravigliosa città.

Ma i monumenti dell’Esquilino perchè non rientrano nei fondi del CIPE recentemente stanziati ?

Nei giorni scorsi vasta eco è stata sollevata dalla notizia che  il CIPE ha approvato un PIANO DA UN MILIARDO DI EURO PER I BENI CULTURALI Ci saremmo aspettati che qualche spicciolo  di questa cifra ingente venisse speso sia a favore della conclusione del restauro del cd. Tempio di Minerva Medica a via Giolitti che ormai è giunto al quinto anno  e che purtroppo è spesso fermo per mancanza di fondi, sia per la definitiva apertura (dopo oltre dieci anni di lavori) della basilica Neopitagorica sotterranea a Porta Maggiore con un impianto di climatizzazione studiato ad hoc per la preservazione degli stucchi originali presenti all’interno. Ma si è preferito dirottare somme anche ingenti (40 milioni di euro sugli 84 complessivi destinati a Roma) per dei progetti del tutto nuovi come il “Recupero e valorizzazione del complesso ex militare Cerimant” che in pratica è un enorme capannone industriale lasciando al loro triste destino i due monumenti sopra citati che, se adeguatamente valorizzati, sarebbero un vanto non solo per l’Esquilino ma per  tutta la città di Roma.

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