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Inadempienze, abusivismo e disobbedienza civile

Nelle scorse settimane abbiamo pubblicato un post in cui si sottolineavano le carenze e i ritardi del Comune per porre rimedio a crolli in edifici di sua proprietà nel Rione Esquilino. Ci si limita a delimitare le aree pericolose con recinzioni di reti di plastica e in queste condizioni si va avanti per mesi e mesi. E’ chiaro che, agenti atmosferici e inciviltà, favoriscono dopo qualche tempo la distruzione di simili protezioni a tutto svantaggio della sicurezza e dell’incolumità di chi è costretto a passare in questi luoghi. Vorremo far vedere a livello esemplificativo, con un corredo fotografico, quello che sta accadendo a viale Manzoni nel tratto tra via Principe Umberto e via Principe Eugenio interessato da un paio di mesi da un problema di questo tipo.

Questa era la situazione che si era venuta a creare nei primi giorni dell’anno in corso: recinzioni completamente abbattute e una sorta di box office dei pulivetro che agiscono all’incrocio con via di Porta Maggiore. Una sedia dattilo, un ombrello e una scatola con gli attrezzi del lavoro. Il resto (scarti alimentari, bacinelle e bastoni) sul marciapiede accanto ai monconi di alberi abbattuti.

A metà del mese una squadra incaricata dal Comune  è venuta per la seconda volta a ripristinare la situazione di sicurezza e ha ricostruito le recinzioni. Tra l’altro per sottolineare la pericolosità, sono tuttora visibili diversi mucchi di calcinacci anche di notevoli dimensioni addossati al muro dello stabile. Quanto sarebbe durata questa situazione? Poco, perchè evidentemente  non piaceva ai pulivetro. Nonostante mille raccomandazioni hanno prima cominciato a togliere la rete dietro il box office e poi pian piano hanno ripristinato la vecchia situazione rendendo dopo solo pochi giorni completamente inutile l’intervento che era stato eseguito a metà del mese. Ecco la sequenza fotografica

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Un consiglio al Comune: perchè non procedere non diciamo alla riparazione e al ripristino delle facciate che sarebbero operazioni costose per le casse anemiche del Campidoglio ma almeno alla messa in sicurezza? Ciò consentirebbe di ristabilire in breve una forma di decoro urbano decente e a conti fatti non verrebbe a costare  tanto di più dei reiterati ed inutili interventi di ricostruzione delle recinzioni di plastica.

Ecco poi come è attualmente la situazione a via Giolitti all’altezza dall’ex cinema Apollo a 18 mesi dal crollo di pezzi di cornicione. Non è necessario alcun commento.

 

 

Saggi archeologici? Ma servono a qualcosa?

E’ di questi giorni la notizia di un sensazionale ritrovamento archeologico nei cantieri a viale Ipponio della sfortunata Metro C. Ce ne rallegriamo tutti perchè si tratta di uno spaccato della vita militare del II secolo d.C. con molteplici ambienti pavimentati e riccamente affrescati da aggiungere al già incomparabile patrimonio capitolino ma nel contempo non possiamo non essere preoccupati perchè tutto questo si tradurrà in ulteriori ritardi per la consegna del tronco della metro  che arriva a Piazza Venezia con immancabili diatribe  di ordine economico che rischieranno di far lievitare il prezzo complessivo di questa opera a livelli astronomici. E tutto questo per rimarcare l’assoluta inadeguatezza delle procedure odierne utilizzate quando si tratta di operare degli scavi in zone ad altà densità archeologica come appunto il centro di Roma.

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Gia sei anni fa pubblicammo un post su questo argomento (Sull’inutilità dei saggi archeologici all’Esquilino- vedi) relativo a dei lavori eseguiti dalla società Terna che dopo mesi di saggi archeologici in loco, iniziati alcuni scavi a via Bixio per la posa di cavi elettrici, trovò interessanti reperti  a non più di dieci metri da  un  foro di prova  e carotaggio effettuato solo qualche  settimana prima e  infatti i lavori vennero interrotti per più di un anno. Questo per dire che è inutile spendere cifre ingenti per saggiare il sottosuolo di Roma specialmente nelle zone centrali, perchè ogni metro può riservare delle sorprese incredibili e del tutto inattese. Se si vuole proseguire su questa strada c’è bisogno di nuove procedure che utilizzino in fase progettuale delle discipline ormai consolidate da tempo (project management, risk management) e largamente utilizzate in altri paesi e vengano costituite a priori delle squadre composte da tecnici e archeologi specializzati in grado, nel minor tempo possibile, di stabilire l’importanza del rinvenimento e programmare tutte le necessarie modifiche al progetto di partenza ma tutto secondo metodologie, tempi e risorse stimate dal piano generale dell’opera in costruzione precedentemente presentato e concordato.  Tempi, costi e risorse possono essere preventivati e stabiliti a priori, solo eventi eccezionali e del tutto imprevedibili come terremoti, maremoti o alluvioni, per esempio, possono inficiare le previsioni e stravolgere il cosiddetto cronoprogramma. Se vogliamo che Roma diventi una moderna capitale europea e mondiale c’è bisogno di una concreta svolta nella gestione dei lavori pubblici: siamo tutti d’accordo che l’onestà debba essere considerata al primo posto ma da sola non basta per portare a termine sfide difficili ma al contempo affascinanti come la costruzione di opere in territori di grande importanza archeologica e storica come il centro di questa meravigliosa città.

Notizie utili su cantieri e manifestazioni dal 20 al 25 ottobre 2014

Per la manutenzione del manto stradale di via dei Reti, dal 20 al 24 ottobre ottobre si lavorerà  in orario notturno, dalle ore 21 alle 4.30, dal lunedì al venerdì, costringendo i tram delle linee 2 e 3 ad essere sostituiti da bus, la linea 19 ad essere limitata a Porta Maggiore e affidata a bus sino a piazza Risorgimento, mentre la linea notturna n11 sarà deviata.

La linea tram 2, a partire dalle 20 sarà sostituita da navetta piazza Mancini/piazzale Flaminio, che copre tutte le fermate del percorso.

La linea tra 3, a partire dalle ore 18.30 sarà sostituita da navetta in servizio tra Valle Giulia e la stazione di Trastevere, ma intorno alle pre 21, l’avvio dei lavori a San Lorenzo devia anche il percorso della navetta che da Trastevere, arrivata a Porta Maggiore, proseguendo per viale Manzoni, via Giolitti, piazza di Porta San Lorenzo, via Tiburtina, piazzale del Verano. Al ritorno sarà deviata per via De Lollis, via dei Marrucini, via dei Sardi, viale dello Scalo di San Lorenzo e piazza di Porta Maggiore.

La linea tram 19, dalle ore 20 farà capolinea a Porta Maggiore, proseguendo sino a piazza Risorgimento con i bus sostitutivi.

Le notti di cantiere deviano anche il percorso della linea notturna contrassegnata n11 in arrivo da Ostiense, che raggiunto piazzale Labicano, proseguirà per viale Manzoni, via Giolitti, piazza di Porta San Lorenzo, via Tiburtina e piazzale del Verano.

Estendendo lo sguardo al resto della settimana,  tutto quello che riguarda lo sciopero generale di 24 ore proclamato per venerdì 24 ottobre, che promette di bloccare il trasporto pubblico e di conseguenza quello privato, sarà trattato a parte, mentre tra le 9.30 e le 14, in Centro sfilerà il corteo organizzato dall’Usb tra piazza dell’Esquilino, piazza Venezia e Santi Apostoli.

Cortei che affollano la giornata di sabato, a partire dai centomila manifestanti stimati dal doppio corteo della manifestazione nazionale della Cgil, che tra le ore 8 e le 14, parte da piazza della Repubblica e piazzale dei Partigiani (Ostiense) per confluire a San Giovanni, con le inevitabili ricadute per il trasporto pubblico della zona, mentre dalle ore 12, chiude la fermata metro di San Giovanni.

Dalle ore 10 alle 14, i circa duemila i partecipanti del corteo dell’Ugl sfileranno invece tra piazza Bocca della Verità, via del Teatro Marcello e Santi Apostoli.

Continua sino a sabato 25 anche la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, che chiude completamente al traffico il tratto compreso tra piazza del Colosseo e piazza Venezia, dalle ore 9 alle 19, deviando il percorso delle linee 53, 75, 80, 85, 87, 117, 186, 271 e 810.

La coerenza della Terna

Cantiere Terna a via Bixio
Cantiere via Bixio 2

Ci hanno fatto stare con le voragini aperte sotto casa per più di un anno senza che nessuno da parte della Terna, dell’Acea, della Sovraintendenza ai beni culturali o del Comune si degnasse di dire  il perchè;  i tanto importanti ritrovamenti archeologici sono statii abbandonati al sole. all’acqua, al gelo, alla neve e alla mondezza per tutto questo periodo ed ora che finalmente si fa sul serio per terminare il lavoro dell’adeguamento delle linee elettriche la Terna copre la voragine. Che dire, grazie, per il trattamento riservato a noi comuni residenti, evidentemente i nostri disagi erano l’ultima cosa  a cui pensare. Speriamo solo che questa sia l’ultima volta che sia necessario scavare a via Bixio e zone limitrofe per eseguire lavori sulle linee dei servizi, perchè se dopo la fine di questa odiosa odissea qualsiasi altra società per qualsiasi motivo dovesse sfasciare di nuovo la strada sarà la volta buona per intentare una Class Action nei confronti di chi se ne frega dei diritti dei residenti, se ne frega della programmazione e della pianificazione dei lavori e pensa solo al proprio tornaconto.

La Luna all’Esquilino

Non è il nome di un nuovo locale aperto nel nostro rione, nè una citazione parafilosofica, è solo l’esatta constatazione di quello che avviene nella parte sud est dell’Esquilino e in modo particolare a via Giolitti dove troviamo crateri naturali (fenomeno manifestatosi venerdì 26 novembre)

e artificiali (lavori iniziati cinque mesi fa dalla soc. Terna e ancora oggi ben lungi dall’essere terminati)

Da considerare che via Giolitti oltre ad essere una delle direttrici per la stazione Termini è una via ad altissima concentrazione alberghiera con un’ offerta che varia dall’extra lusso (Hotel Radisson) agli alberghi a due stelle. Bella figura che facciamo nei confronti dei turisti e delle persone che vengono a Roma per lavoro e transitano in questa parte dell’Esquilino !