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I soliti lavori che non finiscono mai nei tempi prestabiliti

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Non bastasse il fatto che i lavori Italgas a viale Manzoni siano stati pianificati nei periodi peggiori dell’anno per quanto riguarda il traffico, dimenticando che questa strada è una delle più trafficate dell’intero centro Storico di Roma, nonostante le opere di scavo e di sostituzione dei tubi  fossero terminate , quasi tutte le buche richiuse e il cartello indicasse come il 3 di marzo il termine dei lavori (foto 3), è  rimasto da asfaltare l’ultimo tratto fino al 9 marzo (foto 1) , sicuramente quello più invasivo ed anche pericoloso per veicoli e pedoni chissà per quale motivo (foto 2).  Non sono stati ritrovati reperti archeologici (o se lo sono stati è stato fatto finta di niente), c’erano i mezzi per asfaltare la strada per gli altri tratti, rimane veramente un mistero perchè sia stato lasciato da fare questo piccolo tratto di strada all’incrocio con via Principe Eugenio (foto 4). Solo il 10 di marzo finalmente si è provveduto a finire il lavoro e togliere di mezzo le reti arancioni e liberare la strada ma lasciando il WC chimico (foto 5). Poco male, anzi sarebbe una buona idea per evitare che troppe persone utilizzino secchioni, muri e alberi per espletare i loro bisogni fisiologici.

Possibile che non vengano mai rispettate le date di chiusura dei lavori e che a pagare siano sempre i residenti costretti a vivere in un autentica bolgia dantesca con l’inquinamento ambientale e acustico alle stelle e nessuno pensi che un traffico del genere ostacoli anche i mezzi di soccorso (ambulanze, vigili del fuoco e forze dell’ordine) costretti a stare in fila anche loro?


Possibile che nel terzo millennio con tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione non si riesca a pianificare un lavoro in modo da recare il minor  fastidio possibile a chi ha la sfortuna di risiedere nei luoghi interessati? E per ultimo speriamo che si attui quella metodologia di ripristino del manto stradale perchè ora viale Manzoni assomiglia a un vero e proprio patchwork con un numero esorbitante di rattoppi.

Durante i lavori Italgas a viale Manzoni ritrovati reperti archeologici

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post (vedi) sulla natura particolare del sottosuolo di via Giolitti ritenendolo del tutto inadeguato al passaggio di un treno a scartamento ridotto data la presenza dei cosiddetti “sinkholes antropogenici”,  cavità naturali ed artificiali dovute alla natura del terreno (antiche cave di tufo) e alla presenza di moltissimi reperti archeologici. Puntualmente, visti  gli scavi  che da circa  due mesi i tecnici di Italgas stanno effettuando a viale Manzoni per lavori di adeguamento della rete di trasporto del gas, sono venuti alla luce al’incrocio tra via Giolitti e viale Manzoni alcuni reperti archeologici che, se solo fossero stati ritrovati nell’area dei Fori Imperiali avrebbero riempito le pagine dei giornali, ma visto che sono stati ritrovati all’Esquilino e per giunta sotto una strada molto trafficata  non ne sarà data notizia sulla stampa che conta e dopo una frettolosa analisi sarà messo tutto a tacere come è stato fatto per altri casi del genere negli anni passati.

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E’ evidente che si tratta di un arco in laterizio e la struttura superiore  forse di una volta a botte (impossibile stabilire  con un’unica  analisi visiva se coeva  all’arco) , tra l’altro perfettamente integra, che lascia immaginare la presenza di un antico portico che risulta incredibilmente presente (la zona è quella indicata dall’ellisse rossa) anche in una ricostruzione virtuale tratta dal sito francese  http://www.maquettes-historiques.net che abbiamo pubblicato nel post “L’Esquilino come era ai tempi dell’antica Roma

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Sempre sullo stesso asse viario vogliamo ricordare i  reperti  rinvenuti durante gli anni passati:

Per esempio, quelli durante la costruzione dell’Hotel ES Radisson (gli unici che sono stati preservati ma che hanno costretto, a  suo tempo, a rivedere completamente il progetto dell’hotel);

quelli durante i lavori Acea davanti alla chiesa di Santa Bibiana nel 2001;

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quelli durante i lavori Terna a via Bixio angolo via Giolitti nel 2010/2011 (i rilevamenti durarono più di un anno, quindi i reperti erano tutt’altro che di scarsa importanza);

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ed infine la voragine di due anni fa all’incrocio di Porta Maggiore che ha riportato alla luce i resti di un tempio di epoca repubblicana, tutti con un unico comune denominatore: via Giolitti e i suoi tesori archeologici. Purtroppo non bastano  questi esempi per convincere gli amministratori a intraprendere un serio piano di riqualificazione urbanistica della via e delle strade adiacenti che parta da Porta Maggiore  e continui per l’asse viario verso la Stazione Termini con la  conseguente dismissione  del  treno  Laziali Centocelle  che  nella tratta finale (Porta Maggiore  – Laziali) è utilizzato ormai da pochi intimi e che tanti danni arreca alle strutture di via Giolitti impedendo, di fatto, qualsiasi progetto valido per riportare la via a qui livelli di vivibilità e di decoro urbano che meriterebbe.

 

I giorni dell’inferno all’Esquilino. Errori e superficialità

Questo inizio di autunno oltre a un tempo bislacco e altri terremoti,  ha regalato, per chi abita nella parte sud-est del Rione Esquilino , un autentico inferno fatto di traffico, aria irrespirabile, rumori di ogni genere e per chi possiede un’automobile la quasi impossibilità di trovare un parcheggio

Tutto questo perchè qualcuno ha deciso che venissero eseguiti lavori Italgas  dal 24 ottobre al 18 novembre (ma perchè non ad agosto quando c’era meno della metà del traffico come è stato fatto un paio di anni  fa a via di Porta Maggiore) a viale Manzoni   strada notoriamente intasata  già di suo, Quindi  è immaginabile cosa abbia significato il restringimento  della carreggiata specialmente all’incrocio con via di Porta Maggiore con il conseguente passaggio di solo una decina di autovetture per ogni scatto semaforico, cosa che  ha determinato  l’intasamento delle vie limitrofe al punto tale da  rendere difficoltoso   il  passaggio  anche ai mezzi di soccorso.

24-26 ottobre via Principe Umberto dalle ore 7,00 alle 23,00

Oltretutto nonostante il divieto di fermata, per  i primi tre giorni  le automobili risultavano regolarmente parcheggiate  sulla parte opposta dei lavori riducendo a due sole corsie il passaggio nei due sensi a viale Manzoni con ripercussioni  pesanti per tutto il quadrante.

20161026_164334Solo al quarto giorno di questo inferno si è pensato di ristabilire le due corsie per la direzione verso via E. Filiberto  facendo finalmente rispettare il divieto e liberando   quindi anche le autovetture che dovevano andare dritte verso via E. Filiberto ma si vedevano ostruito il passaggio da quelle che giravano verso Porta Maggiore migliorando così un poco, specie la mattina, la situazione.

Ma nello stesso periodo l’uffico comunale addetto ai permessi ha pensato bene di autorizzare dei lavori di scavo per conto della Fastweb a via Cairoli a poche decine di metri da viale Manzoni (ecco il cartello dei lavori esposto degno di una bidonville)

26-10-16-16-36-office-lensE’ inutile immaginare quindi l’inferno causato da questi lavori simultanei in un periodo di pieno traffico in vie già  al limite della saturazione  anche in condizioni normali. Dobbiamo quindi ringraziare la professionalità , la programmazione e la comunicazione  con cui    gli uffici responsabili  hanno rilasciato i permessi per questi lavori.

 

2016 : anno nuovo, problemi vecchi

Non possiamo fare a meno di iniziare questo nuovo anno con un’annotazione negativa scaturita da una passeggiata, il primo di gennaio,  a via Luzzatti, una via che potrebbe essere un’autentica oasi nel caos dell’Esquilino e del centro storico di Roma ma che l’ignoranza, l’inciviltà e la cafonaggine di alcuni residenti da una parte e i continui, atavici e assurdi problemi di organizzazione e pianificazione di comune e aziende che lavorano per i servizi dall’altra,  riducono alla stessa stregua delle altre zone più problematiche e degradate del rione. Ma andiamo con ordine, ecco cosa avevano gettato presso due cassonetti della via :

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che dire, se le autorità competenti non inizieranno a fare multe anche salate a chi (residenti o commercianti che siano) scambia la strada per una discarica a cielo aperto ogni parola sarà inutile e ci dovremo rassegnare a queste scene da quarto mondo.

Ma il quadro più assurdo è sicuramente il prossimo : non sono passati 15 giorni (!) da quando, terminati i lavori dell’Italgas, via Luzzatti è stata completamente riasfaltata, che il 31 dicembre sono arrivati i mezzi dell’ACEA e hanno iniziato a scavare di nuovo in due punti distinti della via

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anche qui è una visione sconfortante, possibile che nel 2016  con tutti gli strumenti che l’odierna tecnologia mette a disposizione per la pianificazione, l’organizzazione, l’ottimizzazione e il controllo dei progetti dobbiamo ancora buttare i soldi per rifare il manto stradale per poi bucarlo di nuovo dopo solo pochi giorni, con il risultato di far lievitare i costi in maniera assurda e avere sempre strade rappezzate e a rischio buche e avvallamenti?

 

 

 

 

L’asfalto sarà pure “nuovo” ma la gestione dei lavori è vecchia

Apprendiano che il Comune di Roma ha deciso di adottare in via sperimentale nel XIV municipio  un nuovo tipo di asfalto “a freddo” che dovrebbe semplificare i lavori di ripristino, ridurre drasticamente i tempi di intervento e durare di più (vedi articolo apparso su “La Repubblica”). Se da una parte ci rallegriamo per una decisione che dovrebbe migliorare la situazione delle strade di Roma dall’altra non possiamo far altro che constatare che passano i tempi, cambiano sindaci ed assessori ma la politica dei lavori pubblici, purtroppo, rimane sempre la stessa. Ad agosto via di Porta Maggiore nella direzione verso viale Manzoni, via Pietro Micca,  via Ballilla e via Grandi a seguito di lavori dell’Italgas per l’adeguamento della rete sotterranea, sono state riasfaltate completamente, purtroppo a distanza di poche settimane dalla fine del cantiere, a via Grandi e a via Micca si è ricominciato a scavare ed ecco il risultato

 

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Il manto stradale a via Grandi è stata riaperto e a via Micca c’è  una vera e propria voragine. Possibile che non si riesca a razionalizzare il calendario dei lavori? Sul cartello del cantiere, in verità, c’è scritto che si tratta di “pronto intervento” ma se è vero, a questo punto, o l’opera non è stata realizzata con la dovuta cura e professionalità o si è sottostimata l’entità del lavoro che prevedeva ulteriori sostituzioni non preventivate. Ora ci ritroveremo con delle strade rappezzate , dei costi aumentati e, forse, nuove buche con i prossimi temporali.