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“Flussi e varchi della Stazione Termini”

Uno dei problemi che spesso causa  il fallimento di un progetto è la mancata analisi preventiva di tutte quelle componenti che concorrono alla programmazione, alla realizzazione e alla fruizione futura del bene che si è progettato. Nel caso della Stazione Termini spesso in sede di progetto ci si dimentica che in tempi normali è un luogo che vede il transito di oltre 400.000 persone ogni giorno (una intera città di medie dimensioni) e quindi non possono essere lasciati al caso i flussi dei viaggiatori e di tutti coloro che passano per la stazione anche per altri motivi (negozi e punti di ristorazione). Ne va della sicurezza, ma anche e soprattutto della stessa ottimizzazione di tutti i servizi che gravitano nell’area. Come vedremo in un prossimo articolo proprio l’agevolazione dei flussi dei passeggeri in entrata e in uscita era stato uno dei problemi principali nel progetto originale del Mazzoni della nuova Stazione Termini.

Tenendo presente che attualmente tutti i flussi pedonali all’interno della stazione sono stati stravolti a causa delle norme restrittive anti coronavirus, per la ripresa della normale attività proponiano uno studio del 2007 di Riccardo Esposito e Maria Elena Indelicato che si occupa proprio di questo problema: i flussi di tutti coloro che transitano per  la Stazione Termini in determinate fasce orarie. Potrebbe sembrare un documento un pò datato ma in realtà l’unico grande cambiamento da allora è lo spostamento del terminal delle linee di autobus per gli aeroporti da via Marsala (allora era piccolo e quasi ininfluente per la vita della Stazione) all’attuale sede a via Giolitti con un traffico che è aumentato in maniera esorbitante (centinaia di corse ogni giorno)  con un conseguente aumento di flusso di viaggiatori all’esterno della Stazione.

Questo per sottolineare che qualsiasi progetto che preveda un aumento del numero delle persone che transitano nell’area della stazione non può prescindere da un’analisi del genere per non correre il pericolo di peggiorare una situazione già molto problematica.

Non tutti sono d’accordo sul progetto del Comune relativo alla nuova linea tranviaria Termini Tor Vergata

Da qualche giorno è nato un nuovo gruppo su Facebook “Abitare a Termini” che nutre molte perplessità sul progetto del nuovo tratto della tranvia che dovrebbe collegare la Stazione dei Laziali con la Stazione Termini lungo via Giolitti. Riportiamo il loro appello consigliando di leggerlo attentamente senza preconcetti sperando che non si creino inutili e sterili polemiche come nel passato ma che si apra un serio e fattivo dibattito che tenga presente le ragioni di tutti (senza nessuno escluso) per arrivare a delle conclusioni e soluzioni realmente condivise.

Dal gruppo Facebook ABITARE A TERMINI

SOS Esquilino. Fermiamo il progetto del tram su via Giolitti!
Il progetto dell’Amministrazione comunale relativo alla linea ferroviaria Laziali – Centocelle ha subito in queste ultime settimane un’accelerazione: il progetto di massima, presentato dal Comune di Roma al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per accedere ai relativi finanziamenti, prevede la trasformazione dell’attuale linea ferroviaria (trenino giallo) in tramvia e il prolungamento dell’attuale capolinea dalle Laziali fino a Termini.
I rendering circolati in questi giorni ipotizzano il capolinea a via Giolitti, angolo via Gioberti, praticamente a ridosso degli edifici i cui civici 101, 119, 137 sono residenziali, pubblici e privati. Questo comporterebbe un eccessivo affollamento dei marciapiedi in prossimità di portoni e negozi; il pericoloso aumento delle vibrazioni alle quali gli edifici sarebbero sottoposti, in aggiunta a quelle già provocate dalla metropolitana (edifici che già in passato hanno richiesto interventi di consolidamento, solo in parte realizzati); l’eliminazione di tutti i parcheggi e delle aree di carico e scarico – anche temporanei. Da anni i residenti di via Giolitti lamentano i disagi e i danni causati agli edifici privati e ai monumenti dall’attuale linea ferroviaria. Anziché eliminare tale disagio e avviare un progetto per la riqualificazione della via, l’Amministrazione comunale decide di estendere tale disagio anche all’area di Termini, già gravata da problematiche complesse.
Via Giolitti, primo impatto per chi arriva a Roma con il treno e quindi asse viario di importanza nevralgica anche sul piano dell’immagine della città, avrebbe bisogno di interventi di valorizzazione delle presenze architettoniche e archeologiche, investendo su arredo urbano, verde, riqualificazione commerciale assieme ad un grande impegno a sostegno delle fragilità sociali e per la sicurezza della zona. Una valorizzazione e una riqualificazione urgentemente necessarie, che l’Amministrazione non può rimandare oltre se non vuole calpestare la dignità dei residenti e di tutti gli attori che operano in ambito turistico, culturale, economico e religioso in quest’area.
In un momento in cui si dovrebbe puntare a ripopolare il centro storico, il Comune di Roma persevera in un progetto che renderà ancora più difficile la vita ai residenti e impedirà quella riqualificazione dell’intero percorso di via Giolittidi cui ci sarebbe assoluto bisogno. L’alternativa al progetto del Comune esiste ed è quella di far proseguire il tram da Porta Maggiore sulla rete già esistente (quella per Piazza Vittorio) opportunamente ammodernata in termini di mezzi e infrastruttura. Una soluzione che eviterebbe di mettere in contrapposizione i bisogni degli utenti del trasporto pubblico con quelli dei residenti dell’area di Termini.
Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale di Roma di ripensare il progetto, tenendo conto anche delle nostre legittime esigenze, e di coinvolgere gli abitanti dell’area di Termini in decisioni che potrebbero avere un così grave impatto sulla sicurezza degli edifici e sulla già compromessa vivibilità della zona.
 
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