#iorestoacasa. “Gli artisti del Rinascimento, tra cui Raffaello, scoprirono le pitture della Domus Aurea attraverso un’apertura. Lo stesso è capitato anche agli archeologi moderni”: così il parco archeologico del Colosseo ricorda la scoperta della Sala della Sfinge alla Domus Aurea

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Particolare di una “grottesca” della Stanza delle Maschere nella Domus Aurea (foto parco archeologico del Colosseo)

In questi giorni la Domus Aurea avrebbe dovuto ospitare la grande mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”. Così il Parco archeologico del Colosseo sui social tiene vivo il tema tornando a parlare di Raffaello in Domus Aurea. Con un paragone interessante. “Come già capitato agli artisti del Rinascimento, anche gli archeologi, gli architetti e i restauratori del Parco archeologico del Colosseo si sono imbattuti in una grande apertura all’altezza della copertura di una stanza della Domus Aurea”. È così che è stata scoperta la Sala della Sfinge. E propone il video con il sopralluogo della direttrice del Parco, Alfonsina Russo, appollaiata sopra le impalcature, a verificare la straordinaria scoperta, grazie ad un ponteggio montato per restaurare la volta della sala 72 della Domus Aurea. Al momento se ne conoscono 150.

“Rischiarate…

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L’Esquilino in età medio repubblicana: le fornaci e gli artigiani campani della ceramica

Abbiamo più volte indicato l’Esquilino come il quartiere residenziale per eccellenza nell’antica Roma in età imperiale. Ma la storia di questo luogo è molto più antica e nasce con le lontane origini della città. In questo interessantissimo articolo di Helga Di Giuseppe si analizza un aspetto assai particolare: la presenza di diversi opifici di artigiani ceramisti di origine campana in epoca medio repubblicana (III, IV secolo a.C.) che scelsero l’Esquilino come centro di produzione di vasi, statuette votive ed altri oggetti per la presenza di numerose necropoli e templi e per la facilità di approvviggionamento di materie prime come, per esempio, il legno proveniente dai numerosi boschi che popolavano l’Esquilino di allora per alimentare le fornaci e la stessa argilla. E’ possibile che sia nata addirittura una scuola con ceramiche che si distinguevano anche per dei colori originali. Il punto in cui si sono localizzati questi opifici può essere indicato nella zona di via dello Statuto tra via Merulana e via Pellegrino Rossi zona che è rimasta anche in epoca imperiale ad alta vocazione commerciale ed artigianale.

Maggiori e più interessanti notizie le potrete leggere nell’articolo originale di Helga Di Giuseppe

E’ uscito PrimoMagazine n. 11 Aprile/maggio 2020

E’ uscito PrimoMagazine n. 11 aprile / maggio 2020

Il Periodico del Primo Municipio di Roma

Il cd. Tempio di Minerva Medica continuerà ad essere il monumento più bistrattato del mondo?

Immagine n.1: Dal sito Roma Ieri ed Oggi: 1915 Fotografia di via Giolitti all’altezza del Tempio di Minerva. Notare anche il cartellone sulla destra su cui c’è scritto “Comitato Esquilino per Famiglie dei chiamati” riferendosi probabilmennte ai chiamati alla leva per la Grande Guerra 15 – 18

Questa è una rara fotografia del 1915 ed è stata scattata a via Giolitti in un momento ben preciso: appena prima che venissero distrutte le mura esterne affioranti del cd. Tempio di Minerva Medica (ben visibili nell’immagine) per preparare il terreno alla posa in opera delle rotaie della futura linea Roma Fiuggi, inaugurata nel 1916, oggi divenuta linea urbana Laziali Centocelle. In basso, nella foto,  si possono notare i sanpietrini che si stavano togliendo per il medesimo motivo.

Questa foto evidenzia senza ombra di dubbio molte cose:

  • Lo scempio perpetrato al patrimonio monumentale e archeologico nazionale nel 1915 quando sono state distrutte le mura affioranti della parte esterna  del cd. Tempio di Minerva Medica a via Giolitti per consentire il passaggio di una linea ferroviaria a scartamento ridotto ideata e costruita da un privato per soddisfare le proprie esigenze (trasporto promiscuo di persone e merci ). Tale spazio avrebbe potuto costituire parte integrante dell’area espositiva del monumento, ma addirittura, da allora (fino a tutt’oggi), lo stesso è stato chiuso al pubblico. Ciò non toglie che anche ora si potrebbe recuperare quell’area con i resti che attualmente sono sotterranei  per valorizzarli, come è stato fatto, per esempio, per le stazioni di S. Giovanni e Amba Aradam della Metro C, e non per nasconderli o peggio ancora per distruggerli completamente.
  • L’area di via Giolitti davanti al cd. Tempio di Minerva Medica è indubbiamente e incontestabilmente dello Stato Italiano proprietario del monumento e quindi anche di tutte le costruzioni annesse allo stesso anche se sotterranee (esistono anche degli ambienti sotterranei). Quindi la Regione Lazio e il Comune di Roma possono mettersi d’accordo per il passaggio di proprietà del terreno su cui insistono le rotaie di questa linea per tutta la tratta ma non per quella precisa porzione di strada che rimane proprietà inalienabile dello Stato Italiano. Per cui qualsiasi intervento anche in superficie, anche il più banale, deve ottenere l’autorizzazione della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. E il progetto del Comune attuale (vedi immagina n.4) presuppone lavori tutt’altro che banali con delle opere di scavo da eseguire praticamente per tutta via Giolitti (idea folle solo a pensarla).
  • Via Giolitti e il cd Tempio di Minerva Medica, fino a quel tempo (1915), nonostante gli sventramenti e le distruzioni operate dopo il 1870 per la costruzione del nuovo quartiere Esquilino avevano mantenuto una loro dignità: c’era addirittura un piccola area pedonale davanti al monumento (vera e non presunta come vorrebbe il nuovo progetto del Comune, vedi immagine n. 4) che anche a livello paesaggistico risultava molto più bello da vedere senza tralicci, rotaie e treni che passano accanto
Immagine n. 2: La situazione nel 2020
Immagine n.3

Questa invece è la situazione attuale (immagine n.2  ripresa nello stesso punto di quella del 1915): tralicci arruggiti addossati alle mura del monumento, rotaie e treni che passano accanto. Senza contare i numerosissimi fili elettrici e i cartelli di pericolo di morte. E che dire del passaggio pedonale interdetto per la presenza di un muro del monumento? Onestamente vorremmo chiedere a tutti i paladini del passaggio a tutti i costi di questa linea a via Gioliti compresi alcuni pseudoambientalisti: ma veramente preferite questa situazione a quella ante 1915?

Immagine n.4

E questa sarebbe la soluzione ideata dal Comune e spacciata come isola pedonale con i pedoni che dovrebbero camminare accanto ai tram ivi compresi bambini e disabili. E le possibili file di turisti e visitatori del cd Tempio di Minerva Medica, qualora come tutti ci auguriamo riaprisse, dove dovrebbero passare e sostare per accedere al monumento, accanto ai tram in movimento? Il problema è che in quel punto, che lo si voglia o no, non c’è lo spazio necessario per far passare due binari di tram (e quindi con scartamento ordinario) in sicurezza. Ma in quale parte del mondo si potrebbe mai pensare di far passare una linea tranviaria su due binari in meno di m. 10,80 di larghezza e con  palazzi d’epoca di edilizia residenziale da una parte e un monumento importantissimo ma ovviamente altrettanto fragile di quasi 2000 anni fa dall’altra?

Ben venga un’isola pedonale vera con al massimo il passaggio di biciclette e perchè no, con alberi e fioriere, ma non una presa in giro come quella prospettata dal Comune. Ci auguriamo che in sede della Conferenza dei Servizi che dovrà essere convocata prima dell’autorizzazione definitiva al progetto tra i vari attori interessati prevalga il buon senso e che vengano studiate delle alternative (largamente possibili ed attuabili) per evitare che il cd. Tempio di Minerva Medica continui ad essere dopo più di un secolo il monumento più bistrattato del mondo.

I colli di Roma nel Rinascimento – L’ Esquilino

Dal Canale Youtube Etruschannel

Dopo il successo del primo video introduttivo, entra nel vivo, con la conferenza di oggi, la passeggiata sui Colli di Roma nel Rinascimento, nostro omaggio a Raffaello.
Filippo Coarelli ci conduce innanzitutto sull’Esquilino, la cui rappresentazione, nella Sala dei Sette Colli, compare sul lato corto meridionale della stanza, al di sopra della porta che immette nell’adiacente Sala delle Arti e delle Scienze, ove sono esposte le oreficerie Castellani.
Insieme a quella di Villa Giulia, che significativamente le si contrappone sull’opposta parete corta, è la veduta più accurata della sala e nella quale nessuno degli elementi paesaggistici e monumentali selezionati dai decoratori rinascimentali per caratterizzare il colle appare casuale, come non è casuale la scelta dell’elemento “attuale” correttamente inserito nell’antico contesto topografico dell’Esquilino: il gruppo del Laocoonte scoperto nel 1506, che offre a Filippo Coarelli l’occasione per uno straordinario excursus sulla scultura, sulla domus Titi e sugli Horti di Mecenate alla luce delle più recenti scoperte e acquisizioni.​

“Le Terme di Traiano e la città ritrovata” video realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Un interessantissimo filmato della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali realizzato in occasione della mostra “Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa” e relativo alle recenti scoperte archeologiche nel complesso monumentale delle Terme di Traiano al Colle Oppio. Il filmato mostra in anteprima alcuni ambienti che saranno visitabili nel prossimo futuro con dipinti di epoca romana di eccezionale fattura e bellezza. Inoltre è visibile anche una ricostruzione virtuale del complesso monumentale che ne sottolinea la maestosità e la magnificenza.

 

Video sulla chiesa di Santa Bibiana: la storia #3

Alcune notizie su un aspetto assai poco conosciuto della storia della chiesa di Santa Bibiana. Come dice autore di questo video “Storie Leggende e bugie per sorridere e riflettere un po”

 

Roma. Anticipazioni della mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” (per ora bloccata dall’emergenza coronavirus) promossa da Parco archeologico del Colosseo ed Electa nei suggestivi ambienti della reggia neroniana in occasione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio: ricostruzioni virtuali, riletture, e giochi di specchi

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La pagina del sito di Electa che pone tra gli eventi futuri la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: l’immagine (foto De Agostini) mostra “Il Laocoonte nella Domus Aurea”, tela dipinta da George Chedanne e conservato al museo di Rouen

Era tutto pronto per il grande evento alla Domus Aurea promosso dal Parco archeologico del Colosseo per il cinquecentenario dalla morte di Raffaello Sanzio: la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”. Ma l’emergenza coronavirus con la chiusura per decreto governativo di musei e parchi archeologici ha bloccato tutto. Lunedì 6 aprile 2020, in occasione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, il Parco archeologico del Colosseo insieme a Electa ha presentato una speciale maratona dedicata al maestro urbinate, in attesa della mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”, mostrando sotto una nuova luce i suggestivi ambienti della residenza neroniana, con anticipazioni…

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Per le piccole imprese: ecco il modulo per richiedere fino a 25000 euro alle banche

Crediamo di fare cosa utile pubblicare il modulo (scaricabile in formato .pdf) dedicato alle piccole imprese per richiedere un prestito agevolato fino a 25000 euro alle banche. Il momento è difficile per tutti e una iniezione di liquidità in presenza di mancati incassi e mancati guadagni è sicuramente un viatico per poter sopravvivere a questa immane crisi economica e guardare al futuro con qualche apprensione in meno.

“Facciamoci contagiare solo dalla solidarietà”

Comunicato stampa della Polizia Roma Capitale

“Facciamoci contagiare solo dalla solidarietà”, rete solidale creata dagli agenti del  I Gruppo Centro: un aiuto concreto alle persone  in difficoltà. Una parte del ricavato donato alle famiglie con bambini affetti da distrofia muscolare.

È stata un’iniziativa di solidarietà nata pensando a chi poteva aver bisogno maggiormente di aiuto in questo momento: persone in difficoltà e famiglie con bambini affetti da patologie gravi sono stati tra i destinatari degli aiuti offerti dal I Gruppo Trevi della Polizia Locale .

Alcuni agenti del Gruppo, con sede in via della Greca,hanno lanciato qualche giorno fa una colletta tra i colleghi, non immaginando che in pochissimo tempo sarebbero arrivati a raccogliere oltre 1.000 euro che il personale ha voluto tradurre in aiuti concreti,  coinvolgendo più fondazioni e associazioni di volontariato per poter aiutare il maggior numero di persone possibili.

Ne è nata una rete di solidarietà che ha portato, con una parte dei fondi raccolti, all’acquisto di generi alimentari da parte delle pattuglie. Prodotti che, con la collaborazione del parroco della Basilica di San Marco Evangelista, sono stati donati ad una fondazione che si prende cura di senza fissa dimora e di persone in difficoltà: proprio in questi giorni saranno distribuiti  ai più bisognosi i pasti realizzati con i generi  acquistati dalle pattuglie, permettendo anche ai più fragili di passare momenti sereni durante queste festività pasquali.

Parte del denaro raccolto inoltre è stato utilizzato per l’acquisto di uova di cioccolato da un’associazione di volontariato che sostengono le famiglie con bambini affetti da distrofia muscolare: il ricavato permetterà l’acquisto di carrozzine e dispositivi medici indispensabili ai bambini colpiti da questa malattia degenerativa. Le uova acquistate dall’associazione, unitamente alle colombe pasquali comprate con il restante dei fondi raccolti, infine sono diventate oggetto  di un’altra donazione: ad un gruppo di volontari che si occupa di famiglie più fragili ed in difficoltà. Ieri mattina la consegna dei beni da parte degli agenti che hanno ricevuto i ringraziamenti dei volontari. La più grande speranza è quella di aver donato un po’ di felicità e conforto a chi ne ha più bisogno.

 
Roma, 11 aprile 2020
 
   


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