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Municipio I: Chiesta la risoluzione appalto del giardino di via Pepe

Non vogliamo attribuirci dei meriti che non abbiamo ma qualche mese fa (per essere precisi il 6 aprile u.s.) iniziò la collaborazione con la dott.ssa Cardillo proprio con un articolo sul fermo dei lavori per il recupero del giardino di via Pepe (vedi). Alla luce di questi ultimi avvenimenti non possiamo che ripetere che qualsiasi progetto, specialmente nel campo della Pubblica Amministrazione, non può fare a meno di una attenta e meticolosa programmazione e pianificazione con particolare attenzione all’analisi dei rischi, altrimenti ci ritroveremo sempre con i soliti problemi di ritardi, richiesta di fondi supplettivi e in ultima analisi con lavori fatti male.
Ecco l’articolo apparso su “dire.it” del 21 luglio (cliccare per ingrandire)
10 luglio 2021 evento conclusivo edizione 20-21 del progetto “Albero delle identità” a Piazza Vittorio























1 luglio 2021 presentazione dell’Associazione Esquilino Poesia A.P.S. nel giardino di Piazza Vittorio


Il recupero del giardino “Willy Montero Duarte” – riflessioni su storia, rischi e opportunità
Il post pubblicato qualche giorno fa da Esquilino Chiama Roma su Facebook (link al post) ci dà lo spunto per qualche riflessione sul progetto di recupero del giardino intitolato a Willy Montero Duarte, che ha preso il via da circa quattro mesi e i cui lavori dovrebbero giungere al termine in questa primavera.

studio di G.B. Piranesi
(1720-1778)
foto d’epoca
(presumibilmente del 1870-1880)
il giardino oggi
Nel post veniva evidenziato come la parte dell’acquedotto visibile sia solo una porzione dell’opera, essendo gran parte dell’intera struttura sotterranea, a causa dello svolgersi degli eventi nel corso della storia, sia per cause naturali che per azioni umane.
Il fatto è suffragato dalle immagini, che riportiamo anche sopra: lo studio del Piranesi di circa tre secoli fa, la foto d’epoca (presumibilmente di fine ‘800) e il giardino ai giorni d’oggi.
Ogni attività di scavo prevista dal progetto nelle immediate vicinanze delle arcate avrebbe potuto portare alla luce il resto dell’acquedotto o magari altri reperti o scoperte interessanti dal punto di vista storico e artistico.
Ma se ragioniamo dal punto di vista della gestione di progetto, la questione ci induce ad alcune considerazioni.
Come ogni responsabile di progetto ben sa, scoperte inattese, sono imprevisti o rischi che, se non analizzati, pianificati e gestiti correttamente, mettono a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi di progetto e nella quasi totalità dei casi compromettono il rispetto dei tempi e dei costi previsti.
Di fronte ad un imprevisto può talvolta interrompersi il ciclo di vita del progetto in attesa di prendere decisioni sulle azioni da intraprendere.
Bisogna interpellare i soggetti competenti, impiegare risorse e tempo, per individuare lo scenario di soluzioni possibili (che si può fare?) e il piano di azione (che faremo?) per affrontare ogni rischio, o anche le opportunità da cogliere.
La disciplina del project management insegna a considerare i rischi non solo in un’accezione negativa, poiché da essi possono nascere delle opportunità. L’importante è tenerne conto già in fase di pianificazione di progetto.
Nel ciclo di vita di un progetto, la pianificazione è la fase più impegnativa; quella in cui analizzando il contesto, gli obiettivi e i risultati da raggiungere, si deve redigere un piano, con le risorse a disposizione, che eviti le insidie del fallimento del progetto.
Perciò sono da prendere in considerazione anche i rischi da gestire.
Essi vanno in primo luogo individuati, poi analizzati per prevedere strategie che includono piani di monitoraggio e azioni per mitigarli, modi di aggirarli o affrontarli di fronte al loro verificarsi.
Il fine è quello di evitare aggravi di costo o ritardi del progetto, talvolta addirittura il fallimento.
Durante il lavoro di recupero del giardino, in fase di scavo per le opere di illuminazione, pare si siano ritrovati cunicoli della vecchia Centrale del latte di cui si era persa memoria; un evento che si è trasformato nell’opportunità operativa di utilizzare un tracciato preesistente e in una riscoperta di rilievo storico-culturale sull’utilizzo che quello spazio ha avuto nel corso del tempo.
Ogni progetto è unico!
Per progetti ancora più complessi, soprattutto se di riqualificazione del territorio in siti storici come quelli del rione Esquilino, ricco di un patrimonio artistico sotterraneo, la necessità di una iniziale analisi multidisciplinare che non trascuri problematiche, rischi e opportunità, diviene ancora più pressante.
Già in fase di definizione iniziale di ogni progetto andrebbero coinvolti i soggetti con le competenze necessarie e pensiamo ad esempio ad architetti, storici dell’arte, archeologi, professionisti di gestione progetto.
Porsi le giuste domande, individuare i potenziali problemi, analizzare e valutare gli eventuali impatti, prima ancora di pensare a proposte di soluzioni, permette di partire “con il piede giusto” e giungere ad una pianificazione che pone le basi per il successo del progetto…. e talvolta tramuta rischi negativi in opportunità che creano valore.
In attesa di giungere al completamento del progetto e di fruire del giardino di Willy il prima possibile, ci piace chiudere con qualche citazione di illustri personaggi, a proposito di problemi, soluzioni e opportunità.
Se avessi solamente un’ora per risolvere un problema, passerei 55 minuti a definire bene il problema e 5 minuti a pensare alle soluzioni (Albert Einstein)
Dovunque guardiamo su questa terra, le opportunità prendono forma dentro i problemi (Nelson Rockefeller)
Nessun problema può resistere all’assalto di una riflessione approfondita (Voltaire)
La mappa dell’immagine in evidenza è tratta dal sito https://laromanatoponomastica.weebly.com/esquilino.html
8 marzo 2021: Inaugurazione di una panchina rossa nei Giardini di Piazza Vittorio contro la violenza di genere.

8 marzo 2021 ore 17,00
Giardini di Piazza Vittorio
inaugurazione della panchina rossa contro la violenza sulle donne

20/02/2021 Giardino di Piazza Vittorio “Albero delle identità” Laboratorio all’aperto per bambini – prenotazione obbligatoria

GIARDINO di PIAZZA VITTORIO
Ci siamo tutti incantati davanti al bellissimo Albero delle identità, l’opera partecipata che ha valorizzato le “foglie abilità” realizzate dai ragazzi.
Sabato pomeriggio si terrà un laboratorio all’aperto per i bambini e i ragazzi per ampliare l’Albero.
Per iscriversi, cliccate su questo link:
“Be-Jesus” l’inaugurazione del presepe avveniristico a Piazza Vittorio in un servizio di TG3 Lazio
E’ andato in onda sul TG3 Lazio del 15 gennaio 2021 delle ore 14,00 il servizio di Antonella Armentano sull’inaugurazione del Presepe nel giardino di Piazza Vittorio con le interviste al suo ideatore Guillermo Mariotto, alla Sindaca Virginia Raggi e ad alcuni artisti che hanno realizzato i personaggi
Alcune immagini del presepe e un filmato con la musica originale in sottofondo
Un pò di storia del “Fritto Misto” di Piazza Vittorio

A scanso di equivoci non è un articolo che parla di gastronomia ma della fontana monumentale da poco restaurata che si trova all’interno del giardino “Nicola Calipari” di Piazza Vittorio, opera di Mario Rutelli, bisnonno dell’ex sindaco di Roma Francesco, che venne così soprannominata dal popolo romano subito dopo la collocazione provvisoria sulla fontana delle Naiadi a Piazza della Repubblica allora Piazza dell’Esedra.
Faccciamo un pò la storia di questo gruppo monumentale e della fontana delle Naiadi a Piazza della Repubblica cercando di accompagnare il tutto con delle immagini d’epoca

Questa è Piazza della Repubblica come si presentava nel 1880. In realtà allora si chiamava Piazza delle Terme e praticamente non c’era nulla, nè la fontana nè i palazzi progettati in seguito dall’architetto Koch (Fig. n. 1). In realtà l’architetto francese Nenot aveva appena vinto un concorso per erigere in questa piazza un monumento celebrativo a Vittorio Emanuele II, ma si cambiò idea e si pensò di spostare il monumento commemorativo accanto al Campidoglio avviando un nuovo concorso per la costruzione dell’odierno “Vittoriano”. Quindi si decise di spostare la fontana che era stata costruita un centinaio di metri prima dalla parte della stazione Termini (fig. n.2) al centro della piazza delle Terme (ora Piazza della Repubblica) anche perchè dopo solo pochi anni la fontana aveva bisogno di interventi per ripristinare molti zampilli che non funzionavano più (Fig. n. 3 e n.4)



Per cui si decise di costruire una fontana monumentale al centro della Piazza che sarebbe stata rinominata Piazza dell’Esedra.
Ecco una foto di un avvenimento nella nuova piazza con la fontana appena costruita (Fig. n.5)

Ma la fontana era spoglia e sicuramente aveva bisogno di qualche ornamento per far bella mostra di sè specialmente per il 1888 quando arrivò a Roma in visita ufficiale Guglielmo II, re di Germania, Per pensare di ornarla con gruppi monumentali non c’era il tempo necessario e quindi si affidò il progetto ad Alessandro Guerrieri che pensò ad una soluzione temporanea con l’alto zampillo centrale e 4 leoni laterali da sostituire in seguito con delle statue (fig. n.6).

Nella figura n. 6 oltre alla fontana con i 4 leoni si nota la recinzione che veniva adottata a quei tempi per salvaguardare i monumenti e il secondo palazzo di Koch ancora da costruire.
Infine, tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, si affidò ad un artista siciliano, Mario Rutelli, il compito di eseguire i gruppi monumentali delle naiadi (la Naiade degli Oceani, la Naiade dei Fiumi, la Naiade dei Laghi e la Naiade delle Acque Sotterranee) che avrebbero sostituito i leoni e quello centrale che comprendeva tre figure umane, un delfino e un polpo, avvinghiati in una lotta. Ecco la fontana al termine dei lavori (Fig. n.7 e Fig. n. 8)


Purtroppo per quanto successo ebbero le “Naiadi” che finirono addirittura per diventare un caso perchè l’esibizione di corpi femminili nudi era una assoluta novità per la Roma post papalina, il gruppo centrale non riscosse il consenso popolare che anzi lo etichettò come “fritto misto” e le autorità del tempo decisero di rimuoverlo (Fig. n. 9).

Successivamente venne commissionato alla stesso Rutelli un nuovo gruppo più semplice e più sobrio (una sola figura maschile con un delfino) che poi è quello che ancora è al centro della fontana (Fig. n. 10)

E il “fritto misto” che fine fece? Si decise di collocarlo in una fontana appositamente costruita nel nuovo giardino di Piazza Vittorio Emanuele II (Fig. n. 11)

Finalmente questo gruppo monumentale trovò la sua collocazione definitiva e con la ristrutturazione del giardino di Piazza Vittorio da poco terminata nel mezzo di una rinnovata fontana è divenuto una delle attrazioni del luogo (Fig. n. 12)

Il comunicato del Comitato Piazza Vittorio Partecipata (CPVP) relativo a notizie e approfondimenti sul giardino recentemente rinnovato
Il documento del Comitato Piazza Vittorio Partecipata con le notizie e gli aggiornamenti relativi al rinnovato giardino di Piazza Vittorio Emanuele II








