L’Esquilino dei misteri – prima parte, un cantiere con sospensione e fine dei lavori “ad libitum”


Non si tratta del filone esoterico (peraltro molto interessante ed intrigante) relativo al nostro Rione, ma più semplicemente di alcuni fatti  che, ai più, sono difficili da capire.

Iniziamo con il primo mistero. Lo scorso mese di ottobre abbiamo pubblicato un post (“Le incompiute del Rione Esquilino” vedi) in cui esprimevamo dei dubbi sui lavori  presso l’ala dell’Istituto Galilei con l’ingresso a  Viale Manzoni che avrebbero dovuto essere terminati ad agosto 2016 ma sono tutt’ora ben lungi dall’essere ultimati. Evidentemente qualcuno ha recepito il messaggio e ha tolto l’enorme cartello che era posizionato fuori dal cancello

20161114_151325 e al suo posto ne   è comparso un altro molto più piccolo  e non più esposto all’esterno   ma all’interno dell’edificio in ristrutturazione e quindi assai poco visibile

12-11-16-16-21-office-lensA parte la considerazione di vedere  in un cantiere quasi sempre deserto  un esercito di  professionisti con vari livelli di responsabilità   tra  cui addirittura due archeologi  per una ristrutturazione di un palazzo di inizio ‘900  ,  vorremmo però sapere quali sono i motivi di questo ritardo mostruoso:  sono stati ritrovati reperti archeologici  ?  O si tratta  semplicemente dei soliti problemi economici e  finanziari a bloccare questi lavori,  visto che la data di ultimazione  dei lavori , fissata inizialmente ad agosto del 2016,  era stata spostata al 2020 e la cosa più incredibile che la sospensione degli  stessi che in precedenza era  dal 15/12/2014 al 04/05/2015 era lasciata senza  l’anno di scadenza quindi, come si dice, “ad libitum”. Ma il cartello è stato cambiato di nuovo ed ora ce n’è uno ancora più criptico  e incomprensibile

20170128_145433dal momento che permane la sospensione “ad libitum” in questo caso senza alcuna data di  fine periodo ma, in compenso,   quella  della conclusione dei lavori  specificata ora è divenuta il 7/12/2016 (!?), cioè avrebbero dovuto essere terminati da circa due mesi mentre chiunque può constatare che l’edificio è  ancora   allo   stato iniziale del restauro. Un minimo di trasparenza e chiarezza da parte dei soggetti interessati sarebbe senz’altro auspicabile visto che si tratta di un lavoro di non piccola entità.

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