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Tweet da Palazzo Massimo

Alcuni tweet con filmati e foto  di Darius Arya, direttore del “American Institute for Roman Culture” dal Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo

La Domus di via Graziosa

 
Da “Roma Antica” di Angelo Mortati questo articolo su un ennesimo tesoro dell’Esquilino poco conosciuto
 
La casa di via Graziosa, sull’Esquilino a Roma, è il sito di un’abitazione dell’epoca repubblicana che si affacciava sul Vicus Patricius, nota per essere decorata da una serie di affreschi con paesaggi dell’Odissea che oggi sono conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana dei Musei Vaticani.
L’abitazione fu scoperta nel 1848. I pannelli che raffigurano episodi dell’Odissea erano collocati nella parte alta della parete dell’ambiente principale, secondo una disposizione che ha un parallelo nei rilievi nilotici dell’atrio della villa dei Misteri di Pompei.
I soggetti sono le Ulixis errationes per topia citate anche da Vitruvio, cioè i viaggi di Ulisse con sfondo di paesaggi. L’uso di questi paesaggi rompeva la monotonia di una parete, sfondandola prospetticamente in maniera illusionistica.
Uno dei pannelli più vivaci è quello dell’Assalto dei Lestrigoni, con figurette disseminate in un vasto paesaggio, comprendente una visuale aerea e riempito di rocce e alberi, con pastori ed animali.
Le tonalità scelte si armonizzano bene tra di loro e la tecnica scelta è di tipo quasi “impressionistico”, secondo un metodo che venne ampiamente usato fino a tutta l’epoca medio-imperiale nella decorazione di fregi minori e di pinakes a sportello.
La rappresentazione è altresì minuziosa, col nome di ciascun personaggio scritto vicino in greco, con un accurato filologismo che lascia supporre la presenza di modelli ben precisi, magari forniti dalle illustrazioni dei poemi effettuate nell’ambito della biblioteca di Alessandria.
La datazione degli affreschi oscilla tra il primo ellenismo e i periodi successivi. Appare più attendibile l’ipotesi della metà del I secolo a.C. circa, quando in altri monumenti si trova una certa inclinazione all’omerismo, riprendendo modelli orientali del II secolo a.C. (casa del Criptoportico, casa di Ottavio Quartione, portico del tempio di Apollo, Tabulae Iliacae.

Ripresi i lavori per il miglioramento della recinzione del cd. Tempio di Minerva Medica

Immagine n.1

Dopo la pausa estiva sono ripresi i lavori, iniziati nei mesi precedenti,  per estendere i miglioramenti della recinzione esterna (immagine n.1) anche al cancello che offre la possibilità di entrare direttamente all’interno monumento (Immagine n.2).

Immagine n.2

Speriamo che sia la parte propedeutica di un intervento più importante,  ossia la sostituzione dell’obbrobriosa recinzione (immagini n. 3 e 4) della parte sud del monumento a suo tempo creata per permettere il cantiere di restauro. Visto che i restauri ormai sono terminati da quasi due anni sarebbe ora di recuperare anche a livello ambientale e paesaggistico il cd. Tempio di Minerva Medica

Immagine n.3
Immagine n.4

“I giganti dell’acqua”; Porta Maggiore e gli acquedotti

Un breve ma interessante articolo sugli acquedotti: in particolare i ritrovamenti nell’area di Porta Maggiore in occasione degli scavi per la costruzione dell’attuale viale dello Scalo San Lorenzo.

Il tutto illustrato da alcune spendide fotografie scattate tra il 1908 e il 1912 da Thomas Ashby

Il cd. Tempio di Minerva Medica visto dall’American Institute for Roman Culture

In cd. tempio di Minerva Medica è chiuso al pubblico da oltre un secolo ma la sua imponente struttura non passa certo inosservata agli occhi di arriva a Roma in treno alla Stazione Termini o di chi passa per via Giolitti.

Di seguito un tweet e un filmato dell’American Institute for Roman Culture che illustrano questo momumento con notizie ed immagini aggiornate

Le trasformazioni delle Terme di Diocleziano

Le Terme di Diocleziano erano uno dei complessi monumentali più grandiosi dell’antichità. Inevitabile che nei secoli successivi le sue imponenti strutture siano state utilizzate per diversi scopi ed anche Michelangelo si cimentò in diverse ristrutturazioni di questo eccezionale monumento.

In questi brevi post del Museo Nazionale Romano  varie storie che hanno portato alle trasformazioni  delle Terme di Diocleziano  (in particolare quelle del XVI secolo) ancora oggi visibili e godibili corredate da diverse stampe d’epoca di Etienne Dupérac

A proposito di Porta Maggiore..

Ecco cosa ha pubblicato su Twitter, insieme ad un breve filmato,  un turista che è passato per Porta Maggiore (nella foto in evidenza una cartolina degli anni ’40 del secolo scorso) ed è rimasto incantato dalla bellezza e dall’importanza del monumento e della sua area archeologica

Un filmato che esprime ammirazione per questo monumento

Sarebbe ora che tutti riconoscessero a questo monumento quell’importanza che purtroppo da troppo tempo gli è stata negata. Abbandono, sporcizia, prati incolti, traffico incessante e buio alla sera, possibile che da decenni non si riesca a fare nulla per valorizzare Porta Maggiore e la sua area archeologica?

la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo come non l’avete mai vista e la storia del suo rinvenimento

Ecco la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo  in una moderna riproduzione in 3D. Utilizzare il mouse per ammirare l’opera a 360°

La storia del suo rinvenimento  sottolinea come l’Esquilino sia stato (e sia tuttora) un’autentica miniera di capolavori dell’antichità. In questo caso la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo, una delle più famose e più fotografate di Roma Antica, che si trova al Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano, venne ritrovata nel 1910 in una proprietà privata tra via Mecenate e via Labicana.

Di seguito il post di Facebook  a cura del Museo Mazionale Romano con la storia del rinvenimento e le fotografie d’epoca

Monumenti del periodo tardoantico e dell’alto Medioevo

Un interessante documento ricco di immagini del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara  relativo al corso di Architettura Antica e Medievale  che elenca in ordine cronologico diversi monumenti antichi  mettendoli in relazione con il periodo storico della loro costruzione. Non possono mancare alcune realtà archeologiche ed architettoniche  del Rione Esquilino con con interessanti ricostruzioni (a livello di piante e assonometrie) dell’aspetto originario delle basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore,  del cd. Tempio di Minerva Medica e delle Terme di Diocleziano

Un capitolo a parte è riservato alla chiesa (ora moschea) di Santa Sofia ad Instanbul: chiara la somiglianza e la dipendenza con altri monumenti che hanno preceduto la sua costruzione (tra cui anche il cd. Tempio di Minerva Medica), ma anche una interessante e simpatica dimostrazione della metodologia di costruzione della struttura e della cupola

Il cd. Tempio di Minerva Medica tra Horti e Palatia

Il cd. Tempio di Minerva Medica

Pianta settecentesca dell’area all’interno delle Mura Aureliane tra I Trofei di Mario e Porta Maggiore

Enrico Gallocchio

Abitare nel Mediterraneo Tardoantico

Il cd. Tempio di Minerva Medica a Roma: tra Horti e Palatia

Un articolo di Enrico Gallocchio che ha per tema il cd. Tempio di Minerva Medica alla luce dei rilievi effettuati in occasione del recente restauro del monumento. Dalle diverse fasi della sua costruzione alle ipotesi di uso del monumento: da edificio panoramico a sede di incontri di alta rappresentanza. In ogni caso un monumento di eccezionale importanza per la storia dell’architettura e assolutamente unico. L’articolo è corredato di numerose immagini molto interessanti perchè ritraggono non solo il monumento prima del 1828 anno in cui ci fu un crollo di notevole entità ma anche la zona dell’Esquilino vicina a Porta Maggiore come appariva nella seconda metà del ‘700