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2 dicembre 2020 Santa Bibiana

Statua di Santa Bibiana – Gian Lorenzo Bernini 1625

Ricorre il 2 dicembre la festa di Santa Bibiana, patrona della chiesa omonima a via Giolitti. Per chi non conoscesse la storia della Santa rimandiamo al seguente link che descrive con dovizia di particolari la tristissima sorte di Bibiana e della sua famiglia decimata nell’arco di un anno al termine di atroci sofferenze al tempo dell’imperatore Giuliano l’apostata.
Per ciò che riquarda l’aspetto religioso rimandiamo al bollettino ufficiale per il mese di dicembre 2020 della chiesa di Santa Bibiana con tutti gli orari delle celebrazioni, ma vorremmo sottolineare e ricordare ancora una volta l’eccezionale valore artistico della chiesa che vanta ben due primati: la chiesa è la prima opera architettonica di G.L. Bernini, la statua all’interno sull’altare maggiore è la prima a tema religioso sempre del Bernini.

Maggiori informazioni sulla chiesa e sulle sue antiche origini le potete trovare al seguente link

Facciata della chiesa di Santa Bibiana – G.L. Bernini 1625

Informazioni sugli affreschi e sui dipinti di Pietro da Cortona e Agostino Ciampelli presenti all’interno della chiesa al seguente link

Agostino Ciampelli
Chiesa di Santa Bibiana

Pietro da Cortona
Chiesa di Santa Bibiana

Il cd. Tempio di Minerva Medica tra Horti e Palatia

Il cd. Tempio di Minerva Medica

Pianta settecentesca dell’area all’interno delle Mura Aureliane tra I Trofei di Mario e Porta Maggiore

Enrico Gallocchio

Abitare nel Mediterraneo Tardoantico

Il cd. Tempio di Minerva Medica a Roma: tra Horti e Palatia

Un articolo di Enrico Gallocchio che ha per tema il cd. Tempio di Minerva Medica alla luce dei rilievi effettuati in occasione del recente restauro del monumento. Dalle diverse fasi della sua costruzione alle ipotesi di uso del monumento: da edificio panoramico a sede di incontri di alta rappresentanza. In ogni caso un monumento di eccezionale importanza per la storia dell’architettura e assolutamente unico. L’articolo è corredato di numerose immagini molto interessanti perchè ritraggono non solo il monumento prima del 1828 anno in cui ci fu un crollo di notevole entità ma anche la zona dell’Esquilino vicina a Porta Maggiore come appariva nella seconda metà del ‘700

I tesori nascosti nel sottosuolo del Rione Esquilino – #5

Un interessantissimo articolo del Prof. Federico Guidobaldi dal titolo:

Horti nominis sui: considerazioni sulla residenza esquilina di Licinio Gallieno e sulla topografia degli Horti nell’area sud-est di Roma

Si tratta di un’analisi storico-topografica sugli antichi Horti che erano situati nella parte est dell’Esquilino (grosso modo via Giolitti e vie limitrofe, dalla Stazione Termini a Porta Maggiore). Inoltre viene trattata con dovizia di particolari storici l’origine del cd. Tempio di Minerva Medica anche alla luce degli ultimi rilievi effettuati in occasione dei recenti lavori di restauro e consolidamento del monumento.

Esquilino, offresi opportunità : il Ninfeo degli Horti Liciniani

E’ dei giorni scorsi la notizia di accordi stipulati per la sponsorizzazione dei lavori di restauro del Colosseo e dei Fori Imperiali. Ci permettiamo di suggerire a qualche coraggioso ed intraprendente  imprenditore che nel rione Esquilino ci sono tanti monumenti, non certo al livello di quelli sopracitati, ma sicuramente importanti e prestigiosi che aspettano da anni di essere restaurati, valorizzati e ridonati all’interesse turistico.

Ninfeo degli Horti Liciniani

Iniziamo con il Ninfeo degli Horti Liciniani (conosciuto anche come Tempio di Minerva Medica), splendido monumento del IV secolo d. C., unica parte arrivata fino ai giorni nostri dell’immenso complesso edilizio che era la dimora dell’imperatore Licinio Gallieno. E’ la terza cupola dell’antica Roma per ampiezza di diametro  dopo quelle del Pantheon e di Santa Maria degli Angeli . E’ un monumento conosciutissimo da sempre e immortalato nei secoli passati da svariati artisti primo tra tutti il Piranesi.

Tempio di Minerva Medica - G.B. Piranesi

Restaurarlo e aprirlo al pubblico (è chiuso da decenni) non solo darebbe alla zona un impulso turistico non indifferente ma potrebbe essere utilizzato anche per altri eventi. A tal proposito riproponiamo un ottimo studio in 3D realizzato da mywaay46 che pubblicammo in uno dei primi post di questo blog : è un esempio di come il Ninfeo potrebbe essere utilizzato per ambientazioni scenografiche di grande effetto e quindi di grande impatto mediatico.

Anche se può sembrare incredibile attualmente è sempre chiuso e in stato di quasi abbandono con una ferrovia (Laziali – Giardinetti) che passa a pochi centimetri e che reca danni considerevoli per i continui microsismi dovuti alle vibrazioni causate dal passaggio dei convogli. Un restauro mirato e una riquaificazione urbanistica della porzione di strada (via Giolitti) su cui insiste, con la relativa dismissione dell’ormai obsoleta ferrovia in vista anche dell’ormai prossima apertura della nuova Metro C, donerebbe non solo al rione ma alla città di Roma un altro monumento capace di attrarre migliaia e migliaia di turisti.