5 novembre 2018 “Storie del dormiveglia” all’Apollo 11


con il sostegno di


in collaborazione con


presenta
in anteprima romana

lunedì 5 novembre ore 21.00
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

Italia, 2018, 67 min.

introduce

lo storico del cinema
ADRIANO APRÀ

che al termine della proiezione
ne discute con

il regista
LUCA MAGI

Il Rostom è una struttura di accoglienza notturna per senzatetto, situata nell’estrema periferia di una grande città. Appare come una base lunare fantasma in mezzo alla campagna, in cui fasci di luce al neon disegnano i profili degli insonni, che nel cuore della notte si alzano ed escono a fumare o per scambiare due chiacchiere. Figure che nella semioscurità si avvicendano e si raccontano, uomini e donne con disagi psichici, problemi di salute, di dipendenza, ex carcerati, che per un periodo della loro vita, come meteore, arrivano per poi scomparire di nuovo nel nulla. Alcuni di loro stanziali, altri solo di passaggio. A tessere le fila dei loro racconti è David, un inglese che da sette anni vaga per il mondo ed è approdato al Rostom esausto e desideroso di rimettersi in piedi e raccontarsi. Con un registratore a cassette tiene un diario della sua vita sui propri sogni, sull’aldilà e sugli incontri con gli altri ospiti del dormitorio. Le notti sono cadenzate da attese, silenzi, centinaia di sigarette e accompagnate da sfoghi, lacrime, risate, discussioni surreali, racconti di incubi e speranze.

Regia: Luca Magi – Sceneggiatura: Luca Magi, Michele Manzolini – Testimonianze: David Stavros Onassis, Paul Harriber, Leonardo Santucci, Alexandru Ionel Lungu, Fabio Fugazzaro, Umberto, Gennarino, Gennaro, Ktheri Kamarizamen, Assunta Jessica Romito, Pasquale Raguseo, Andreij, Marian, Emil, Blessing Omobude, Roxana Renate Rovila, Alexandru Rovila – Fotografia: Luca Magi, Andrea Vaccari – Musica e Sound Design: Simonluca Laitempergher – Montaggio: Jaime Palomo Cousido – Produzione: Kiné in associazione con: Piazza Grande; in collaborazione con: Vezfilm, Antoniano Bologna; con il contributo di: Emilia Romagna Film Commission.

Il trailer

 

*****

Il film sarà preceduto da

ore 19.00
ultima proiezione

Italia, 2018, 62 min.

Il Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo.
Umberto Eco

1938 – 2018: ottant’anni dalla Promulgazione delle Leggi Razziali Fasciste. Un anniversario importante e un tema purtroppo ancora molto attuale. Ottant’anni fa il popolo italiano, che non era tradizionalmente antisemita, fu spinto dalla propaganda fascista ad accettare la persecuzione di una minoranza che viveva pacificamente in Italia da secoli. Come fu possibile tutto questo? E quanto sappiamo ancora oggi di quel momento storico? 1938 DIVERSI vuole raccontare cosa comportò per gli ebrei italiani l’attuazione di quelle leggi, e come la popolazione ebraica e quella non ebraica vissero il razzismo e la persecuzione. In particolare, il film si concentrerà sui sottili meccanismi di persuasione messi in opera dal fascismo grazie all’efficace e pervasiva azione del Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop), centro direttivo della propaganda di regime. Mostrerà gli articoli, le vignette, i fumetti, i filmati con cui nel volgere di pochi mesi gli ebrei vennero trasformati prima in “diversi”, poi in veri e propri nemici della nazione. Racconterà le conseguenze sulla vita di ogni giorno degli ebrei italiani all’indomani della promulgazione delle leggi razziali, sia attraverso la voce di alcuni testimoni diretti, sia attraverso la ricostruzione, in animazione, di alcuni episodi di discriminazione e umiliazione realmente accaduti. Importanti studiosi (storici, sociologi, esperti in comunicazione) ci aiuteranno a rileggere questo drammatico passaggio storico sotto una luce nuova, capace di illuminare il ruolo decisivo dei mezzi di comunicazione di massa in una delle più tragiche persecuzioni razziali dell’umanità.

Regia: Giorgio Treves – Scritto da: Roberto Levi e Luca Scivoletto – Cast: Roberto Herlitzka, Stefania Rocca, Alessandro Federico – Interventi: Mario Avagliano, Roberto Bassi, Luciana Castellina, Alberto Cavaglion, Rosetta Loy, Sergio Luzzatto, Edoardo Novelli, Marcello Pezzetti, Liliana Picciotto, Michele Sarfatti, Bruno Segre, Liliana Segre, Alessandro Treves, Walter Veltroni e Aldo Zargani – Fotografia: Sammy Paravan – Montaggio: Valeria Sapienza – Musica: Lamberto Macchi – Produzione: Tangram Film in collaborazione con Sky Arte Hd, Ab Thémateques pour toute l’histoire con il sostegno di Dg Cinema – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund in collaborazione con Aamod – Archivio Audiovisivo Del Movimento Operaio E Democratico, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

al termine della proiezione
visione del cortometraggio
nomination premio OSCAR come miglior documentario

K-Z

regia di Giorgio Treves
Italia, 1972, 11 min.

Il vecchio mattatoio di Torino “raccontato” senza commento parlato, ma solo con immagini, musica, suoni e un montaggio alternato con immagini documentarie dei lagernazisti.
Il vecchio mattatoio torinese – poi demolito nel 1974 – alzava le sue lunghe mura di mattoni non intonacati nell’area compresa tra corso Vittorio Emanuele II, corso Inghilterra, via Cavalli e via Principi d’Acaja, nel luogo in cui ora sorge un giardino; una strada di discreto traffico (via Principi d’Acaja) lo separava dal Foro Boario (dove attualmente è sita la Cittadella Giudiziaria), dove il bestiame era accolto in attesa della macellazione. Più volte durante la giornata, per far passare mandrie di buoi e mucche che, scaricati dai carri bestiame, venivano portati al macello, veniva interrotto il traffico nella strada; così gli automobilisti e i passanti potevano vedere, al di là dei grandi portoni aperti, strade acciottolate e umide, cortili contornati da bassi fabbricati un po’ lugubri e inquietanti, sormontati da alte ciminiere spesso fumanti.

Al giovane Treves questo luogo evocò, sia per l’aspetto architettonico, sia soprattutto per il clima mortuario che vi si respirava, le memorie terribili dei lagernazisti. Così nel breve film la realtà del mattatoio diventa visione fantasmatica della memoria: attraverso gli occhi di un vecchio che si muove lento nel cortile, lo spettatore vede alternarsi e sovrapporsi alle immagini dei vitelliabbattuti quelle dei cadaveri ammassati nei campi di sterminio, dei forni crematori, dei reticolati.

KZ – cioè Konzentration Zenter – non è dunque propriamente un “”ocumentario”, ma una testimonianza lirica e drammatica assieme, capace di stimolare intellettualmente lo spettatore, provocando in lui emozione e fascino visivo.

Regia: Giorgio Treves – Scritto da: Giorgio Treves – Fotografia: Sergio D’Offizi – Montaggio: Carla Simoncelli – Musica: Egisto Macchi – Produzione: Nexus Film.

e incontro con

il regista
GIORGIO TREVES
l’attore
ALESSANDRO FEDERICO
il compositore
LAMBERTO MACCHI
il direttore della fotografia del corto K-Z
SERGIO D’OFFIZI

Il trailer

 

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