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All’Esquilino i pedoni non sono affatto amati… Parte terza

Abbiamo più volte evidenziato come presso il cd. Tempio di Minerva Medica il passaggio pedonale protetto sia ostruito da un muro del monumento che, di fatto, obbliga i pedoni a passare sulle rotaie.

Fino a poco tempo fa era presente, da tempo immemore,  un limite di velocità per i convogli fissato a 15 km/h (vedi foto sopra) sia per motivi di sicurezza per i pedoni, sia per un minimo di riguardo per attutire, per quanto possibile, vibrazioni e rumori. L’Associazione abitanti di via Giolitti – Esquilino negli incontri avuti nei mesi scorsi con la Presidenza della Commissione  Mobilità di Roma Capitale ha più volte fatto presente che questo limite era continuamente disatteso dai macchinisti della linea Laziali Centocelle e ha richiesto che venisse rispettato. Sapete qual è stata la risposta? Lo hanno tolto ! (vedi foto qui sotto), quindi ora i treni possono viaggiare a qualsiasi velocità senza alcun limite fregandosene della sicurezza dei pedoni e arrecando seri problemi e danni ai monumenti e ai palazzi vicini.

Dall’altra parte della strada, dove i pedoni dovrebbero poter camminare  più sicuramente, per la mancanza di manutenzione e pulizia possiamo assistere a questi spettacoli: foglie mai rimosse che con la pioggia diventano una poltiglia viscida e pericolosa, fogne perennemente ostruite che riducono l’attraversamento pedonale in questo stato.

Infine un’ulteriore gemma dei marciapiedi disastrati di via Giolitti : ecco come è ridotto un altro tombino

Ma di interventi non se ne parla: magari in prospettiva si prevede di spendere centinaia di milioni di euro per tenere in vita questa inutile  e dannosa ferrovia  (nel tratto Porta Maggiore – Laziali) ma non si riescono a trovare pochi spiccioli per i pedoni.

 

L’Esquilino cade letteralmente a pezzi!

Non è una metafora per sottolineare i numerosi problemi che affliggono il nostro Rione, è la pura realtà di alcune costruzioni che, senza alcuna manutenzione da decenni, stanno dimostrando tutto il peso degli anni e con numerosi crolli su marciapiedi e banchine mettono in pericolo l’incolumità dei cittadini che devono passare per le strade o i luoghi in cui si trovano. E gli unici interventi che il comune è capace di programmare sono i transennamenti con la pellicola di plastica che dopo pochi giorni e/o qualche pioggia si rompono o si ritirano consentendo il passaggio anche dove sarebbe vietato per ovvi motivi di sicurezza.

Iniziamo dagli autentici orrori di via Giolitti i cui casi più eclatanti sono l’ex cinema Apollo e la pensilina alla stazione dei Laziali con dei crolli avvenuti ormai da circa  un anno e mezzo ma mai riparati

Ecco le foto :

Continuiamo con un crollo avvenuto in questi ultimi giorni a viale Manzoni: anche qui le solite recinzioni e chissà  quanto tempo  bisognerà aspettare per dei lavori di messa in sicurezza e ripristino.

A dire il vero per quanto riguarda questo ultimo evento era un crollo annunciato perchè gli intonaci di quel palazzo sono pieni di crepe e nei mesi passati qualche piccolo distacco avrebbe dovuto mettere in guardia chi di dovere. Invece si è dovuto aspettare la caduta di grossi pezzi di calcinaccio (vedi foto) con tutti i rischi che si sono corsi, per obbligare le autorità competenti a un misero intervento cautelativo.

E poi una considerazione: si tratta di edifici di proprietà pubblica (Stazione Laziali e ex Cinema Apollo) o mista (il palazzo a viale Manzoni è proprietà comunale ma negli anni passati diversi appartamenti sono stati venduti a privati). E’ evidente come l’incuria e la mancanza di qualsiasi intervento di manutenzione abbia causato queste situazioni che oltre ad essere vergognose per una città civile sono estremamente pericolose per i cittadini che vivono e lavorano nel nostro Rione.

E per finire una volta tanto vorremmo esternare un plauso a tutti quei condomini privati ( e non sono pochi) del Rione Esquilino che dal 2012, anno della grande gelata, che tanti problemi ha procurato ai vetusti edifici umbertini, con enormi sacrifici ma con grande senso di responsabilità si sono accollati le spese per la messa in sicurezza prima e il ripristino dopo senza aspettare contributi speciali o finanziamenti pubblici.

 

 

 

All’Esquilino i pedoni non sono affatto amati….. Parte seconda

Abbiamo spesso messo in evidenza come il manto stradale a via Giolitti versi in pessimo stato, abbiamo spesso evidenziato come il passaggio pedonale protetto accanto al cd. Tempio di Minerva Medica sia di fatto completamente ostruito da un antico muro di epoca romana, abbiamo misurato la esigua larghezza del passaggio pedonale (78 cm.) dall’altra parte del monumento e alla fine abbiamo criticato l’idea di vietare l’accesso ai pedoni da un lato del tunnel di Santa Bibiana per ricavarne una pista ciclabile con la conseguente soppressione della fermata ATAC della linea 71, ma ora vorremmo far vedere in che stato versano i marciapiedi di via Giolitti.

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E mentre i poveri pedoni e ancor di più le persone diversamente abili si devono arrangiare tra buche, ostacoli, restringimenti e divieti senza che nessuno si faccia carico di questi problemi, il Comune, in questi ultimi giorni, ha trovato le risorse per effettuare dei rappezzi solo sulla sede  stradale della linea ferroviaria Laziali Centocelle proprio accanto ai marciapiedi disastrati.

Di per sè potrebbe sembrare un semplice problema di priorità ma non è così perchè a giugno l’associazione degli abitanti di via Giolitti riuscì a concordare un incontro con i responsabili della Commissione dei Lavori Pubblici di Roma Capitale per un sopralluogo attraverso i marciapiedi e le sedi stradali di via Giolitti. Il risultato fu ovvio, nessuno potè contestare il pessimo stato della strada e dei marciapiedi e la necessità di immediati lavori  di manutenzione. Ma il ritornello fu sempre lo stesso: “non ci sono le risorse e quindi bisogna aspettare il prossimo bilancio per trovare i fondi per riparare le buche”. In parole povere, campa cavallo che l’erba cresce e le buche aumentano. Poi, a sorpresa, si scoprì che il tratto stradale che va da Porta Maggiore alla Stazione dei Laziali è di competenza del I Municipio, ma non la sede stradale della ferrovia, che dovrebbe essere di competenza comunale (dovrebbe perchè, non dimentichiamolo, la proprietà della ferrovia è ancora della Regione Lazio). E i marciapiedi? In questo guazzabuglio di competenze a chi spetta ripararli?  Improvvisamente, nei giorni scorsi, le risorse per attappare le buche della sede stradale della più sgangherata ferrovia d’Italia, che nel tratto Porta Maggiore – Laziali è utilizzata da pochi intimi, si sono trovate e i rappezzi sono stati eseguiti. E i pedoni? Beh, quelli possono pure aspettare, visto che, in fin dei conti, per tanto tempo li hanno portati in giro dicendo che con l’arrivo della Metro C il trenino Laziali Centocelle sarebbe stato soppresso e che via Giolitti sarebbe finalmente rifiorita, salvo cambiare completamente idea alla vigilia del completamento della tratta della metropolitana fino a S. Giovanni. E quindi che vuoi che sia qualche buca in più o in meno……

Un’ulteriore osservazione sulla pista ciclabile di Santa Bibiana

Se qualcuno ancora non fosse al corrente della creazione della pista ciclabile ricavata all’interno del tunnel di Santa Bibiana pubblichiamo un esauriente video di “RomaFaSchifo” che evidenzia le molte contraddizioni e criticità di questa opera. Siamo assolutamente d’accordo che il cervellotico passaggio ciclabile sul marciapiede e il conseguente divieto di transito per i pedoni non può che generare una guerra tra poveri e che in ultima analisi gli unici a rimetterci sono proprio i pedoni che si vedono costretti ad autentici “giri di Peppe” per attraversare in sicurezza sia dalla parte di via Giolitti sia dalla parte di via Tiburtina.

In più vorremmo aggiungere una cosa che nessuno ha fatto notare e che rende ulteriormente più difficoltosa la vita dei pedoni che utilizzano un mezzo pubblico per recarsi al lavoro o comunque per spostarsi in città: per realizzare questo capolavoro è stata soppressa (non spostata) la fermata della linea 71 che fermava all’imbocco del tunnel di Santa Bibiana costringendo quindi chi ha bisogno di utilizzare questo autobus a recarsi o alla fermata davanti al teatro Jovinelli a via Giolitti oppure proseguire per prenderlo a via Tiburina. Lasciamo a voi ogni commento…

In ultima analisi vorremmo far notare come a via Giolitti i pedoni siano assolutamente bistrattati e dimenticati: ricordate il passaggio pedonale davanti al cd. Tempio di Minerva Medica ostruito da sempre da un muro del monumento? Beh, qualcuno ha pensato bene di ostruirlo completamente per ricavarci un ambiente protetto per il bivacco.

Ecco come valorizziamo i nostri tesori!

Lo strano concetto della sicurezza a via Giolitti

A parte i soliti problemi legati all’incuria e all’assenza di qualsiasi controllo di cui la foto qui sotto è una testimonianza probante (un pezzo di guard rail d’annata che giace a terra da tempo immemorabile)

vorremmo ritornare sull’annoso problema delle rotaie a via Giolitti che  riescono non solo ad ostacolare il cammino dei pedoni ma anche il lavoro dei mezzi di emergenza, di soccorso e di servizio. E tutto questo per un semplice motivo: perchè lì le rotaie (e men che meno i treni) non avrebbero mai dovuto esserci per dei meri motivi di spazio. Senza usare perifrasi, la legge impone alle rotaie di un treno di essere poste a una distanza di sicurezza dagli edifici e ovviamente dai monumenti. Nel caso di via Giolitti  questa legge viene completamente disattesa e non si capisce per quale motivo da cento anni a questa parte tutte le amministrazioni che si sono succedute hanno sempre soprasseduto e fatto finta di niente. Ecco cosa sono costretti a fare i pedoni che decidono di transitare dal lato del cd. Tempio di Minerva Medica

Praticamente camminare sulle rotaie (con tutti i rischi che ciò comporta) perchè il passaggio pedonale protetto è completamente ostruito da un muro del monumento.

Ma non basta, la sede stradale è talmente stretta che quando un veicolo di soccorso o di servizio ha necessità di fermarsi per poter espletare il proprio lavoro non ha scelta, o invade la sede rotabile o la strada. Nella foto del 4 settembre 2017 un mezzo impegnato nella riparazione della conduttura d’acqua che si era rotta nei mesi scorsi a via Giolitti ostacola il passaggio del treno Laziali Centocelle senza avere colpe ma solo per motivi di spazio dal momento che il problema era sulla sede stradale.

Non solo, tralasciando le vibrazioni e i rumori,  chi abita a via Giolitti e ha bisogno di trasportare oggetti volumunosi e pesanti (traslochi, materiali edili vari etc.) deve per forza di cose utilizzare il marciapiede, ostacolando così ulteriormente il transito dei pedoni, che si vedono costretti a passare sulle rotaie, perchè non esiste alternativa.

Quello che sconcerta è che anche l’attuale amministrazione non solo fa orecchie da mercante,  ma addirittura sbandiera ai quattro venti l’intenzione di rimodernare la linea lasciando insoluti questi gravi problemi che non si possono risolvere se non distruggendo una parte del Tempio di Minerva ( hanno provato a farlo lasciandolo per decenni nel più assoluto abbandono, ma non ci sono riusciti) o qualche palazzo. E’ normale tutto questo per continuare ad offrire un servizio a poche centinaia di persone al giorno nel tratto Porta Maggiore – Stazione Laziali?

4 settembre 2017 “Il maestro, l’allievo e l’amico” al Mercato Centrale Roma


Il Mercato Centrale Roma insieme allo chef Oliver Glowig page organizza “Il maestro, l’allievo e l’amico”, un ciclo di cene a quattro mani.

Lo chef preparerà 4 portate con l’aiuto di alcuni dei suoi più affermati ex allievi. Ogni cena sarà accompagnata da una selezione di vini fatta dal nostro artigiano Luca Boccoli di Selezione Boccoli, che sera dopo sera presenterà una cantina diversa.

Quinto ed ultimo appuntamento fissato per lunedì 4 settembre, nella cucina del ristorante “La Tavola, il Vino e la Dispensa” ci sarà Valentino Palmisano del ristorante Vespasia Palazzo Seneca, i vini proposti saranno di Leonardo Bussoletti Viticoltore in Narni

L’allievo riuscirà a superare il maestro?

Bando alle chiacchiere, sarebbe ora di dare l’esempio prima di chiedere risparmi e sacrifici ai cittadini

Ecco quel che è apparso oggi 21 agosto sui social neworks da parte del Comune

Sia ben chiaro, siamo perfettamente d’accordo sui suggerimenti atti a risparmiare acqua, però, vorremmo ricordare al Comune e all’Acea,  che in molti stabili dell’Esquilino questo elemento sempre più prezioso manca  per diverse ore al giorno da  molti mesi e questo per una scellerata gestione delle reti di trasporto che vedono una dispersione  sotterranea ben al di sopra delle medie europee. E come credere ai comunicati, se, da almeno due mesi a via Giolitti ci sono queste perdite  praticamente negli stessi punti in cui si sono verificati copiosi versamenti di acqua alla fine dello scorso anno?

L’Acea è perfettamente al corrente della situazione ma fino ad oggi non ha fatto  nulla. Le infiltrazioni sotterranee all’altezza del cd. Tempio di Minerva Medica sono arrivate a tal punto che da qualche giorno è  percettibile una fastidiosa puzza di fogna. Quanto bisognerà attendere perchè si ripari questa perdita? Ed è lecito chiedere risparmi e sacrifici alla popolazione senza aver fatto prima il proprio dovere di amministrazione pubblica?

Via Giolitti e Il barbiere della “meluccia”

Dl sito www.laboratorio roma.it

Le botteghe dei barbieri a Roma erano dei veri e propri centri culturali, i ritrovi dove si apprendevano le ultime notizie, dove si discuteva dei temi correnti della politica, dell’arte, dei fatti ed intrighi della Curia.

Il barbiere aveva una sua autorità, un suo prestigio nel rione, perché era colui che sapeva tutto, dava consigli: passava insomma per un uomo colto.

Ma oltre ai barbieri di riguardo, con tanto di salone, c’erano anche i “barbieri de la meluccia”: a piazza Montanara, a Foro Boario, a Campo Vaccino e sotto Portico d’Ottavia, nei luoghi insomma dove si radunavano i contadini che si offrivano  per il “mercato delle opere” (nell’800 le “opere” erano i lavori dei campi), accanto ai muri delle case mettevano in file quattro-cinque sedie che facevano da bottega all’aperto e soprattutto a chi facevano la barba mettevano una piccola mela in bocca, per tendere le guance alla rasatura.

La meluccia doveva servire per tutti gli avventori della giornata: l’ultimo dei clienti aveva il diritto di mangiarsela e, a volte, erano botte per arrivare ultimi.

Si pagava un bajocco (nome della moneta che nell’Ottocento era l’unità base dello Stato pontificio), per farsi radere una barba vecchia anche di due settimane.

Il barbiere con due dita stringeva la punta del naso e lo tirava su e giù secondo il verso con cui faceva la barba; ogni tanto lasciava il cliente con il naso per aria, per avere il tempo di affilare il rasoio alla striscia di cuoio attaccata alla spallina della sedia, oppure per rispondere alle domande degli altri clienti o per emanare sentenze sull’argomento di discussione.

In quel momento il cliente stava rassegnato con gli occhi che si perdevano pera aria, senza neanche respirare, per paura di andarsi a procurare un taglio alla gola.

Poi, quando sbarbato si alzava, un altro si andava a mettere al posto suo, mentre il barbiere strillava: sotto a chi tocca!………….e la meluccia cambiava bocca.

Ovviamente una simile tradizione non poteva mancare all’Esquilino

Ecco in una fotografia tratta dall’archivio di Roma Sparita un barbiere al lavoro davanti alla chiesa di Santa Bibiana

Foto storiche di Roma – Via Giolitti. Un ambulante era pure il barbiere della “meluccia”, qui accampato di fronte alla chiesa di Santa Bibiana. Due asciugamani, una sedia, un rasoio, una bottiglia di acqua e voilà ! Sullo sfondo il rilevato ferroviario. La meluccia, una vera e piccola mela, serviva a far rigonfiare le guancie per permettere al rasoio di lavorare meglio Anno: 1910

Le sorprese del passato: la rete tranviaria creata a Roma per l’Esposizione Universale del 1911

E’ passato più di un secolo da quando nel 1911 in occasione dell’Esposizione Universale di Roma venne creata una rete tranviaria per dare la possibilità ai visitatori che arrivavano da ogni parte del mondo  per questo evento, di spostarsi rapidamente e comodamente non solo tra i vari luoghi dedicati alle mostre e agli allestimenti, ma anche per visitare i monumenti più rappresentativi della città eterna. Ovviamente si partì da zero visto che i primi tram elettrici videro la luce solo negli ultimi anni del secolo XIX e  si pensò anche all’importanza pubblica successiva del progetto che avrebbe fatto di Roma una città all’avanguardia per il trasporto   su rotaia in superficie. Il Rione Esquilino per la sua valenza di quartiere urbanisticamente moderno per quell’epoca e per i suoi lunghi viali rettilinei si prestava a meraviglia per questo nuovo tipo di mobilità e difatti già allora risultava in assoluto una delle zone meglio servite e collegate di tutta Roma. Però guardando l’immagine seguente (cliccare per ingrandirla) che è un particolare della pianta di Roma del Genio Civile  pubblicata nel 1911 ci si accorge come i progettisti, che, ripetiamo, partirono da zero e lavorarono nei primissimi anni del ‘900, preferirono utilizzare quasi tutti gli assi longitudinali del Rione (via Merulana, via di Santa Croce in Gerusalemme, un tratto di via E. Filiberto, via di Porta Maggiore, via Principe Umberto) eccetto l’attuale via Giolitti (allora viale Principessa Margherita). Un caso? O più precisamente un atto di rispetto per il cd. Tempio di Mineva Medica dato che, nonostante l’assenza  di palazzi a quell’epoca nel tratto via Micca – Porta Maggiore,  non poteva essere spostato e obbligava i tram a una curva troppo pronunciata e un passaggio troppo ravvicinato al monumento.

Un’immagine del cd. Tempio di Minerva Medica prima che fosse costruita la ferrovia Roma Fiuggi

Ci si chiede per quale motivo negli anni immediatamente successivi si permise alla  linea Roma Fiuggi tra l’altro costruita da privati oltretutto promiscua (trasportava persone e  merci in particolare i cosiddetti selci per farne sampietrini) di utilizzare anche quest’ultimo viale e costringere alla chiusura (e al progressivo abbandono a causa dei continui micro crolli) il cd. Tempio di Minerva Medica. Ci piacerebbe conoscere quante “teste” saltarono prima di trovare qualcuno che fosse d’accordo con questo sconcio e desse il permesso di realizzarlo. Tra l’altro la storia di questa ferrovia è un continuo susseguirsi di fallimenti e di passaggi di proprietà, un caso anche questo? E ai giorni nostri la Regione Lazio sta facendo di tutto per regalare (e sottolineiamo questa parola) la proprietà al Comune di Roma perchè non ne vuol più sapere di questa linea mentre pensa a notevoli investimenti  per  le altre ferrovie regionali (Roma Lido e Roma Viterbo) e ai trasporti su gomma con l’acquisto di nuovi autobus per centinaia e  centinaia di milioni di euro. Tutti pazzi?

Oggi, al termine di un restauro lungo, difficoltoso e costoso la situazione del Tempio di Minerva Medica a causa della ferrovia è questa : passaggio pedonale interrotto (mai che sentissimo qualcuno di tutti quelli a cui sta a cuore la pedonalizzazione delle aree più significative di Roma elevare una protesta nei confronti delle autorità per questo autentico sconcio), turisti disorientati di fronte a tanta bellezza ma del tutto negata perchè permane la chiusura del monumennto (e chissà fino a quando)

Per chi avesse la curiosità di  conoscere le linee tranviare anche negli altri quartieri e rioni nella Roma  del 1911 e le antiche numerazioni dei tram  ecco il link. Rimarrete stupiti nel vedere che già allora erano state concepite e realizzate delle linee  che dovrebbero essere ripristinate nei prossimi anni.

10/02/17 “Idee per Roma” al Mercato Centrale

16473509_702198983318249_5792985966217299903_nAppuntamento il 10 febbraio  alle 18:30, nel nostro Spazio Fare, con “Idee per Roma”.
Un’occasione di dialogo tra le realtà già attive nella capitale per fare rete e per sviluppare insieme nuovi progetti per la città.