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Le sorprese del passato: la rete tranviaria creata a Roma per l’Esposizione Universale del 1911

E’ passato più di un secolo da quando nel 1911 in occasione dell’Esposizione Universale di Roma venne creata una rete tranviaria per dare la possibilità ai visitatori che arrivavano da ogni parte del mondo  per questo evento, di spostarsi rapidamente e comodamente non solo tra i vari luoghi dedicati alle mostre e agli allestimenti, ma anche per visitare i monumenti più rappresentativi della città eterna. Ovviamente si partì da zero visto che i primi tram elettrici videro la luce solo negli ultimi anni del secolo XIX e  si pensò anche all’importanza pubblica successiva del progetto che avrebbe fatto di Roma una città all’avanguardia per il trasporto   su rotaia in superficie. Il Rione Esquilino per la sua valenza di quartiere urbanisticamente moderno per quell’epoca e per i suoi lunghi viali rettilinei si prestava a meraviglia per questo nuovo tipo di mobilità e difatti già allora risultava in assoluto una delle zone meglio servite e collegate di tutta Roma. Però guardando l’immagine seguente (cliccare per ingrandirla) che è un particolare della pianta di Roma del Genio Civile  pubblicata nel 1911 ci si accorge come i progettisti, che, ripetiamo, partirono da zero e lavorarono nei primissimi anni del ‘900, preferirono utilizzare quasi tutti gli assi longitudinali del Rione (via Merulana, via di Santa Croce in Gerusalemme, un tratto di via E. Filiberto, via di Porta Maggiore, via Principe Umberto) eccetto l’attuale via Giolitti (allora viale Principessa Margherita). Un caso? O più precisamente un atto di rispetto per il cd. Tempio di Mineva Medica dato che, nonostante l’assenza  di palazzi a quell’epoca nel tratto via Micca – Porta Maggiore,  non poteva essere spostato e obbligava i tram a una curva troppo pronunciata e un passaggio troppo ravvicinato al monumento.

Un’immagine del cd. Tempio di Minerva Medica prima che fosse costruita la ferrovia Roma Fiuggi

Ci si chiede per quale motivo negli anni immediatamente successivi si permise alla  linea Roma Fiuggi tra l’altro costruita da privati oltretutto promiscua (trasportava persone e  merci in particolare i cosiddetti selci per farne sampietrini) di utilizzare anche quest’ultimo viale e costringere alla chiusura (e al progressivo abbandono a causa dei continui micro crolli) il cd. Tempio di Minerva Medica. Ci piacerebbe conoscere quante “teste” saltarono prima di trovare qualcuno che fosse d’accordo con questo sconcio e desse il permesso di realizzarlo. Tra l’altro la storia di questa ferrovia è un continuo susseguirsi di fallimenti e di passaggi di proprietà, un caso anche questo? E ai giorni nostri la Regione Lazio sta facendo di tutto per regalare (e sottolineiamo questa parola) la proprietà al Comune di Roma perchè non ne vuol più sapere di questa linea mentre pensa a notevoli investimenti  per  le altre ferrovie regionali (Roma Lido e Roma Viterbo) e ai trasporti su gomma con l’acquisto di nuovi autobus per centinaia e  centinaia di milioni di euro. Tutti pazzi?

Oggi, al termine di un restauro lungo, difficoltoso e costoso la situazione del Tempio di Minerva Medica a causa della ferrovia è questa : passaggio pedonale interrotto (mai che sentissimo qualcuno di tutti quelli a cui sta a cuore la pedonalizzazione delle aree più significative di Roma elevare una protesta nei confronti delle autorità per questo autentico sconcio), turisti disorientati di fronte a tanta bellezza ma del tutto negata perchè permane la chiusura del monumennto (e chissà fino a quando)

Per chi avesse la curiosità di  conoscere le linee tranviare anche negli altri quartieri e rioni nella Roma  del 1911 e le antiche numerazioni dei tram  ecco il link. Rimarrete stupiti nel vedere che già allora erano state concepite e realizzate delle linee  che dovrebbero essere ripristinate nei prossimi anni.

10/02/17 “Idee per Roma” al Mercato Centrale

16473509_702198983318249_5792985966217299903_nAppuntamento il 10 febbraio  alle 18:30, nel nostro Spazio Fare, con “Idee per Roma”.
Un’occasione di dialogo tra le realtà già attive nella capitale per fare rete e per sviluppare insieme nuovi progetti per la città.

Durante i lavori Italgas a viale Manzoni ritrovati reperti archeologici

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post (vedi) sulla natura particolare del sottosuolo di via Giolitti ritenendolo del tutto inadeguato al passaggio di un treno a scartamento ridotto data la presenza dei cosiddetti “sinkholes antropogenici”,  cavità naturali ed artificiali dovute alla natura del terreno (antiche cave di tufo) e alla presenza di moltissimi reperti archeologici. Puntualmente, visti  gli scavi  che da circa  due mesi i tecnici di Italgas stanno effettuando a viale Manzoni per lavori di adeguamento della rete di trasporto del gas, sono venuti alla luce al’incrocio tra via Giolitti e viale Manzoni alcuni reperti archeologici che, se solo fossero stati ritrovati nell’area dei Fori Imperiali avrebbero riempito le pagine dei giornali, ma visto che sono stati ritrovati all’Esquilino e per giunta sotto una strada molto trafficata  non ne sarà data notizia sulla stampa che conta e dopo una frettolosa analisi sarà messo tutto a tacere come è stato fatto per altri casi del genere negli anni passati.

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E’ evidente che si tratta di un arco in laterizio e la struttura superiore  forse di una volta a botte (impossibile stabilire  con un’unica  analisi visiva se coeva  all’arco) , tra l’altro perfettamente integra, che lascia immaginare la presenza di un antico portico che risulta incredibilmente presente (la zona è quella indicata dall’ellisse rossa) anche in una ricostruzione virtuale tratta dal sito francese  http://www.maquettes-historiques.net che abbiamo pubblicato nel post “L’Esquilino come era ai tempi dell’antica Roma

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Sempre sullo stesso asse viario vogliamo ricordare i  reperti  rinvenuti durante gli anni passati:

Per esempio, quelli durante la costruzione dell’Hotel ES Radisson (gli unici che sono stati preservati ma che hanno costretto, a  suo tempo, a rivedere completamente il progetto dell’hotel);

quelli durante i lavori Acea davanti alla chiesa di Santa Bibiana nel 2001;

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quelli durante i lavori Terna a via Bixio angolo via Giolitti nel 2010/2011 (i rilevamenti durarono più di un anno, quindi i reperti erano tutt’altro che di scarsa importanza);

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ed infine la voragine di due anni fa all’incrocio di Porta Maggiore che ha riportato alla luce i resti di un tempio di epoca repubblicana, tutti con un unico comune denominatore: via Giolitti e i suoi tesori archeologici. Purtroppo non bastano  questi esempi per convincere gli amministratori a intraprendere un serio piano di riqualificazione urbanistica della via e delle strade adiacenti che parta da Porta Maggiore  e continui per l’asse viario verso la Stazione Termini con la  conseguente dismissione  del  treno  Laziali Centocelle  che  nella tratta finale (Porta Maggiore  – Laziali) è utilizzato ormai da pochi intimi e che tanti danni arreca alle strutture di via Giolitti impedendo, di fatto, qualsiasi progetto valido per riportare la via a qui livelli di vivibilità e di decoro urbano che meriterebbe.

 

Richiesta urgente dell’Associazione abitanti di via Giolitti-Esquilino

Oggetto: richiesta urgente di ordinare ai responsabili del “trenino” Laziali – Centocelle      la drastica diminuzione della velocità di percorrenza di Via Giolitti, a causa delle  forti e continue vibrazioni provocate alle abitazioni dal passaggio dei treni.

 Gentile Enrico Stefàno,

le invio, a nome degli Abitanti di Via Giolitti, la richiesta di voler urgentemente provvedere a dare disposizioni di una immediata riduzione (a passo d’uomo) della velocità di percorrenza, ai conducenti dei treni Laziali – Centocelle, lungo tutta Via Giolitti.

Da anni denunciamo “l’effetto terremoto” che il passaggio dei  treni provoca alle nostre case, ormai piene di crepe, sottoponendo ad un  continuo e forte stress chi ci abita.

Dopo i recenti terremoti, soprattutto quello di domenica trenta ottobre, questa situazione è diventata ancora più insostenibile e pericolosa. Pertanto chiediamo che da subito si provveda a far ridurre la velocità di percorrenza.

Ci preoccupa l’incoscienza con cui i conducenti si lanciano a velocità pazzesca, considerato che guidano vagoni obsoleti, su una linea gravemente dissestata.

Se ciò non dovesse avvenire, le comunichiamo che ci metteremo in strada e fermeremo, noi abitanti, i treni. Consideriamo questo non un atto illegale, ma una legittima difesa.

Dopo vent’anni di iniziative, a tutti i livelli, portate avanti dall’Associazione degli Abitanti di Via Giolitti, per risolvere adeguatamente e una volta per tutte la “questione trenino”, di fronte all’incapacità e inettitudine delle varie Amministrazioni, abbiamo il dovere morale verso noi stessi di cautelarci. Molte delle cosiddette tragedie che accadono nel nostro Paese non sono tragedie, ma gravi responsabilità di chi dovrebbe governare. Questa mail è un atto ufficiale di denuncia e come tale chiediamo sia considerato.

Cordiali saluti

Maria Prassede Capozio

Presidente Associazione Abitanti Via Giolitti – Esquilino

24 settembre 2016 dalle 14 alle 20 manifestazione con corteo per le vie del Rione

24 Settembre 2016
MANIFESTAZIONE CON CORTEO da Piazzale di Porta Pia a piazza Vittorio Emanuele il giorno 24 Settembre 2016 dalle ore 14.00 alle ore 20.00

Difficoltà di circolazione – dalle 14.00 alle ore 20.00 del 24 Settembre avrà luogo una manifestazione per “protestare contro il massacro del popolo curdo e contro la politica del governo turco e per chiedere la fine della guerra in Siria”, che si svolgerà con un corteo che partendo da piazza di Porta Pia giungerà a piazza Vittorio Emanuele II percorrendo il seguente itinerario:

viale del Policlinico, viale Castro Pretorio, via San Martino della Battaglia, via Palestro, viale Pretoriano, via dei Frentani, via dei Marrucini, via Tiburtina, piazza di Porta San Lorenzo, via di Santa Bibiana, Via Giovanni Giolitti, viale Manzoni e via Principe Eugenio.
Possibili chiusure e deviazioni al passaggio dei partecipanti

“Roma-Giardinetti, la ferrovia con i treni vecchi di ottanta (no, novanta) anni”.

Lo scorso 22 agosto è apparso sul Corriere della Sera edizione romana un articolo con questo titolo “Roma-Giardinetti, la ferrovia con i treni vecchi di ottanta anni“.

Come l’articolista afferma   “È la terza tappa – dopo Roma-Viterbo e Roma-Lido – del tour sulle ferrovie gestione Atac, proprietà Regione” e ne fa una disanima desolante sullo stato del servizio divenuto ormai anacronistico e non degno di una città civile. Vorremmo soffermarci su tre punti:

  1. Lo stato dei treni, della ferrovia e delle stazioni. Vi invitiamo a leggere per intero l’articolo e vedere il filmato : scene di degrado, stazioni e fermate abbandonate al loro destino da decenni, convogli antidiluviani che, addirittura, a detta dell’articolista, offrono queste peculiarità “Tutto sembra a un passo dal disfacimento e dalla rottura. Gli scalini dei vagoncini, alti e scomodi (ovvio ostacolo per gli utenti disabili) si piegano sotto il peso del passeggero, le porte a soffietto dei mezzi sbattono con violenza (anche con viaggiatore in mezzo), pezzi di pannelli staccati o riattaccati con lo scotch, sporcizia e rifiuti. ” e poi il rumore “gli storici «trenini gialli» quando partono sembrano decollare. Il brontolìo del motore in accelerazione delle elettromotrici somiglia a quello di un aereo
  2. Alcune inesattezze : in realtà l’età delle motrici in questione è di 90 anni e non di 80 come afferma il titolo avendo iniziato il loro servizio negli anni ’20, l’ultimo incidente al semaforo di Porta Maggiore non è dello scorso ottobre ma di appena un mese fa a luglio 2016 e il numero di 40.000 passeggeri giornalieri ci sembra alquanto velleitario e smentito dagli stessi dati ufficiali ATAC.
  3. Il  passo che ne magnifica il percorso ” Eppure il «trenino dei romani» ha un tragitto affascinante (come il tratto sotto le mura di Porta Maggiore)” è scritto senza pensare che è l’unico treno al mondo che passa attraverso un monumento di eccezionale valore storico e artistico (Porta Maggiore) e  accanto ad altri due altrettanto importanti come la Chiesa di Santa Bibiana e il cd. Tempio di Minerva Medica procurando con le vibrazioni danni incalcolabili. Cosa direste se un treno passasse sotto l’Arco di Costantino? Qualcuno ci spieghi qual’è la differenza.

Detto questo vorremmo aggiungere  alcune nostre considerazioni anche in virtù del fatto che si paventa una trasformazione del trenino in Metrotram allungandone il tragitto da una parte verso la Stazione Termini e dall’altra verso Tor Vergata.

Noi siamo da sempre contrari a questa ipotesi e a favore di una trasformazione sì, ma in semplice tram con l’innesto nella rete preesistente in via Prenestina (la circolare sud) con la relativa riqualificazione di Porta Maggiore (o è giusto che rimanga così?) e di via Giolitti squallidamente abbandonata e degradata da decenni.

E’ uscito un documento ufficiale datato agosto 2016 che analizza lo stato del trasporto pubblico a Roma e, relativamente alla ferrovia Laziali Centocelle, afferma (cliccare per ingrandire):

Noi confutiamo sia nel merito che nelle cifre il tenore di questo studio ritenendolo la solita arruffata, cervellotica ed estemporanea  maniera di giustificare spese ingenti senza pensare alle conseguenze che ne deriverebbero

  • Non cambierebbe nulla, nè a Porta Maggiore nè a via Giolitti vanificando qualsiasi intervento di riqualificazione urbanistica e mantenendo tutte le criticità locali che, volutamente, in questo studio non  vengono  nè menzionate nè tantomeno analizzate .
  • Via Giolitti diverrebbe ancora più caotica e invivibile con un semaforo in uscita dal sottopassaggio Cappellini che aggiungerebbe un altro punto critico agli altri già esistenti.
  • In quel tratto di strada si verificherebbe l’assurdo di ben tre diverse corsie per mezzi differenti (autobus con capolinea, autoveicoli, metrotram) con  direzioni   di marcia diverse in una carreggiata  di  neanche 10  metri di larghezza.
  • Si renderebbe la vita più difficile alle attività commerciali esistenti (Supermercato alla Stazione dei Laziali) e a quelle di prossima apertura (Cappa Mazzoniana) con relativi e ingenti danni economici
  • A proposito di criticità tacitate  esistono documenti ufficiali attestanti    le vibrazioni con relative conseguenze   che subiscono i palazzi , i monumenti e gli abitanti di via Giolitti. Inoltre nessuno tiene nella  giusta considerazione la natura geologica della sede ferroviaria della via in questione con le innumerevoli voragini apertesi in questi ultimi cento anni e il rumore assordante oltre alle vibrazioni, a cui sono sottoposti i residenti tutti i giorni e a tutte le ore.

E veniamo alle cifre :

  • Studi approfonditi attesterebbero il deficit di offerta del 36%” ma sono ATAC e Comune a contraddirsi visto che appena due anni fa (2014) affermavano (dal documento edito a cura di Roma Servizi per la Mobilità S.r.l.”Ferrotranviario- Rapporto 1.0″ pag. 110 )  : numero passeggeri/ora nelle ore di punta 1213 verso Termini, 442 verso Giardinetti (non era stata ancora limitata a Centocelle, ora sicuramente di meno). Il nuovo documento prevede, con il metrotram, un incremento di 1.716.000 passeggeri / anno. Ora se dividiamo 1.716.000 per i giorni dell’anno (365) il risultato è 4701 passeggeri in più al giorno e in media (dividendo per 18 le ore effettive del servizio)  261 passeggeri in più/ora.  Non si capisce  come  venga giustificato questo deficit di offerta visto che i passeggeri non arriverebbero mai a 2000/ora anche nei periodi di punta nel verso più utilizzato oltretutto con una frequenza di un tram ogni 3 minuti  (come da progetto della circolare sud) e in considerazione del fatto  che  nella parte della via Prenestina già oggi si arriva, senza problemi,  a punte di 3523 passeggeri / ora (dati ATAC sempre pag. 110 dello stesso documento)
  • I medesimi studi approfonditi determinerebbero l’incremento delle spese di gestione del 58%  del tram rispetto al metrotram !!!! E’ evidente che questa cifra è figlia del 36% del precedente capoverso perchè chi ha eseguito questi calcoli ci deve spiegare come sia possibile che una linea perfettamente integrata (stessi tram, stesse rotaie, stessa corrente elettrica, stesse risorse umane, minor peso e quindi minori consumi energetici) venga a costare il 58% in più di una che prevede proprie rotaie, propria centrale di trasformazione di energia elettrica, proprio personale addetto e specifico (e quindi più remunerato) e ovviamente propri treni con tutto quello che ne consegue (pezzi di ricambio esclusivi, contratti di manutenzione differenziati etc.).  Essendo poi una metropolitana di superficie non è pensabile ad una frequenza superiore ai 6/7 minuti per convoglio altrimenti sarebbe assai poco funzionale.
  • I preventivi di spesa sono coincidenti e a una lettura disattenta sembrerebbe più economica la trasformazione in Metrotram che prevede l’allungamento verso Termini da una parte e  verso Tor Vergata dall’altra. Ma attenzione, nel preventivo non  c’è traccia di un solo centesimo di spesa per dei lavori non  solo necessari ma indispensabili come l’adeguamento delle rotaie e della linea elettrica esistente, la riqualificazione delle stazioni e delle fermate, e cosa importantissima la sostituzione di tutti i semafori con dei modelli più moderni e funzionali. Tutto questo comportebbe una spesa ben più elevata mentre molte di queste voci sonono comprese nel preventivo per la trasformazione in semplice tram.
  • Il progetto della circolare sud prevede anche l’allungamento verso il passante di Via Togliatti  e quindi anche verso Tor Vergata ma in più  questa aggiunta  consentirebbe  di utilizzare direttamente il tram anche a tutti gli abitanti della via Prenestina che invece sarebbero costretti a uno o più trasbordi perchè il metrotram passerebbe solo sulla via Casilina.
  • La costruenda Stazione del Pigneto dovrebbe essere completamente riprogettata specie  per ciò che riguarda  la seconda fase con evidenti aggravi di costi e di tempi di realizzazione (è evidente che le vicissitudini della Metro C non hanno insegnato nulla) e in più  risulterebbe problematica    l’integrazione  del metrotram con le altre  realtà ferrotranviarie  sia per i progettisti che per gli utenti che si vedrebbero costretti a fare centinaia di metri per poter usufruire della Metro C e dei treni regionali.
  • In più c’è da considerare la svalutazione che si determinerebbe della martoriata Metro C in quanto non esiste al mondo un tragitto  che veda in concorrenza una metro di superficie con una   tradizionale   e che, quindi, invece di essere adeguatamente supportata, rischierebbe un tracollo economico specie se non venisse approvato il prolungamento verso Ottaviano .

In conclusione vorremmo consigliare a tutti coloro che sono a favore, a prescindere, del metrotram,  in primo luogo di documentarsi adeguatamente, e poi chiedersi  per quale motivo tutti i professionisti nel  campo dell’Urbanistica che si sono cimentati nei tempi passati (Mazzoni, Ugolotti, Coppedè) e in quelli recenti (Premio Catel 2011) relativamente alla riqualificazione del settore sud – est dell’Esquilino si sono  trovati d’accordo nell’eliminazione della ferrovia a via Giolitti e a Porta Maggiore. Tutti scemi ?

Via Giolitti 3 : il futuro

Negli anni passati ci siamo occupati di questa via sia per  la parte storica sia per la situazione attuale. Vorremmo chiudere questa trilogia con uno sguardo augurale al futuro, sperando che,  finalmente, ci si renda conto che lasciare una  strada così importante nel caos e nel degrado non giova nè al Rione Esquilino nè alla città di Roma. E’ ovvio che per ottenere una riqualificazione di via Giolitti c’è bisogno non solo di interventi spot ma di una vera e propria pianificazione urbanistica: non ha senso intervenire solo su un aspetto e lasciare tutto il resto inalterato, tempo al massimo qualche anno e tutto ritornerebbe come prima. Vorremmo anche sottolineare come urbanisti, progettisti, ingegneri e architetti siano stati sempre concordi nell’attribuire alla parte sud-est dell’Esquilino un’importanza strategica per tutto il Rione e stupisce il fatto che, specie dal secondo dopoguerra in poi, si sia agito in maniera opposta relegando questo settore in una situazione di progressivo abbandono che ormai appare drammaticamente evidente a chiunque.

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http://linkis.com/www.diarioromano.it/d4Gnn

E il futuro? Noi vorremmo partire dal concorso architettonico  indetto nel 2011 dalla Casa dell’Architettura riguardo alla riqualificazione del Rione Esquilino: molti progettisti di tutte le parti del mondo hanno presentato elaborati interessanti e moderni con analisi attente e profonde sui problemi storici ed attuali ed ognuno di essi  ha ipotizzato rimedi in sintonia con l’importanza del luogo ma anche con la sostenibilità ambientale e la qualità della vita dei residenti. La maggior parte di questi progetti concentrano l’attenzione proprio sul quadrante sud est del Rione sottolinendone l’importanza per una vera riqualificazione di tutta la zona. Potremmo pubblicare decine di tavole (se qualcuno volesse approfondire l’argomento ne troverete diverse al seguente link) ma ci limitiamo a proporne  alcune del progetto vincitore presentato dall’arch. Silvia Guzzini :

Premio_Catel_2011_Primo_Premio_01Punti salienti :

  • I Mezzi Pubblici : Abolizione del tratto della linea Laziali Centocelle che parte dalla stazione dei Laziali e arriva a Porta Maggiore (un’anticipazione del progetto della circolare sud), corsie preferenziali protette, studio sui flussi del traffico.
  • Cura del verde: ripristino di giardini e aiuole esistenti e creazione di nuovi punti. Ripristino di viali alberati e piantumazione di nuovi alberi in vie che attualmente ne sono sprovviste. Grande cura nella scelta delle piante  e dei fiori da inserire in apposite fioriere
  • Creazione di piste ciclabili protette in tutti gli assi principali del Rione
  • Massima cura negli arredi urbani non solo  per migliorare l’estetica  del luogo ma anche  per disciplinare o proibire il parcheggio selvaggio.

Ed ecco un particolare di via Giolitti

Premio_Catel_2011_Primo_Premio_02Da considerare :

  • Eliminata la ferrovia Laziali Centocelle, ripristino di aree verdi esistenti e creazione di nuove specialmente a Porta Maggiore e nei pressi del cd. Tempio di Minerva Medica e della chiesa di Santa Bibiana.
  • Creazione di un grande punto di informazione turistica
  • minmedcatel 11Riqualificazione totale del cd. Tempio di Minerva Medica non solo da un punto di vista turistico con la riaperura al pubblico ma anche da un punto di vista culturale con allestimenti scenici di grande impatto.
  • Creazione di una zona a traffico limitato e isole pedonali in prossimità dei monumenti
  • Creazione di una pista ciclabile protetta
  • Creazione di  luoghi per la socializzazione con panchine e aree dedicate ai bambini

In conclusione ci rendiamo conto che tutto questo in un momento come quello attuale appartenga più al mondo dei sogni che alla realtà. Ma ciò che chiediamo è che finalmente l’amministrazione pubblica capisca che non si può continuare a lasciare nell’abbandono e nel degrado una zona così importante di Roma e auspichiamo che, finalmente,  vengano formulati degli interventi a medio e lungo termine con una strategia precisa e non frutto di improvvisazione o peggio d’ignoranza.

Via Giolitti : l’unica strada che si allaga anche se non piove !

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Non c’è una via di mezzo per il nasone a via Giolitti presso l’incrocio con viale Manzoni : o rimane all’asciutto per mesi o allaga la strada. Già ci già siamo occupati di questa fontanella più volte (29/09/14 e 17/10/14) segno di un guasto che  non sono mai riusciti a riparare.  Ma in questi giorni la situazione era diventata veramente disastrosa : ecco come era ridotta la porzione di strada interessata dal problema. Da notare che l’acqua aveva anche superato il gradino del marciapiede e dunque, allertata da numerose chiamate il 4 dicembre l’ACEA ha chiuso il nasone e chissà per quanto tempo rimarrà in questo stato. Possibile che non si riesca a risolvere il problema? Molto probabilmente entreranno in ballo anche le radici dell’albero vicino che in qualche modo ostruiscono lo scarico dell’acqua ma è assurdo offrire simili spettacoli specie ora in vista del Giubileo con tutti gli alberghi e ristoranti della zona.

Cronaca di una visita straordinaria (in tutti i sensi) al cd. Tempio di Minerva Medica

La paura che domenica 22 novembre piovesse (o meglio diluviasse) era tanta, ed invece da un cielo coperto siamo passati ad una bella mattinata di sole, fredda (ma siamo quasi a dicembre!) ma splendida. Dopo gli adempimenti burocratici del caso (non dimentichiamo che il tempio attualmente è un cantiere) ed aver indossato il casco di sicurezza canonico abbiamo iniziato la visita al monumento con delle “guide” di eccezione, dalla prof.ssa M. R. Barbera ex sovraintendente ai beni culturali del Comune di Roma al nuovo sovraintendente arch. F. Prosperetti, dall’arch. M. Magnani responsabile degli attuali restauri iniziati nel 2011 ad altri tecnici e archeologi. Presente anche la presidente del  I Municipio S. Alfonsi.

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Possiamo riassumere in tre punti di sintesi la bellissima mattinata passata tra notizie archeologiche in anteprima, programmi futuri e una lettura di opere letterarie quanto mai appropriate per l’evento. Ma andiamo con ordine

  1. Il Monumento : finalmente tutti, cittadini, professionisti del settore e politici concordano sull’importamza eccezionale che questa costruzione ha avuto nel passato e riavrà nel futuro. All’interno si rimane rapiti da tanta maestosità e non si può non viaggiare con la mente per immaginare i marmi policromi, i mosaici e le statue che adornavano il monumento facendone un punto di riferimento nella storia dell’architettura e dell’arte antica. Permane il mistero della sua origine e del suo utilizzo (che lo rende ancora più unico e affascinante) anche se, grazie alle più recenti indagini archeologiche, sta prendendo sempre  più piede la convinzione di ritenerlo un monumentale edificio di alta rappresentanza (forse imperiale ai tempi di Licinio Gallieno) ad uso dei Prefetti in epoca costantiniana. Pare accertato che sia stato costruito su un monumento preesistente di epoca più antica, forse un vero e proprio tempio.
  2. I programmi futuri : i restauri esterni stanno volgendo al termine e a breve inizieranno quelli interni. E’ inutile sottolineare che ci si aspetta qualche sorpresa clamorosa visto che sarannoo utilizzate le medesime tecniche che ultimamente hanno ridonato al Colosseo la sua imponente bellezza. A restauri ultimati non solo è prevista la riapertura del cd. Tempio di Minerva Medica al pubblico ma la sua inclusione in un itinerario Costantiniano che prevederà anche l’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme e il Mausoleo di Sant’Elena sulla Casilina. Queste novità obbligheranno le autorità cittadine a rivedere completamente non solo la viabilità della zona ma parlare (finalmente) di un assetto urbanistico differente e più rispettoso dei monumenti (non dimentichiamo Santa Bibiana e Porta Maggiore) e si prenderanno, quindi, anche decisioni sull’annoso problema del treno Laziali-Centocelle che con le sue vibrazioni e il suo rumore ha disturbato non poco e in maniera evidente anche chi parlava di archeologia e programmi futuri.
  3. L’atmosfera magica del posto : delle semplici letture di testi appropriati all’evento da parte del gruppo di lettura  Parolincontro hanno lasciato immaginare che palcoscenico di spettacoli di alto valore artistico potrebbe diventare in futuro questo monumento. Dalla musica classica al teatro greco e latino fino ad eventi importanti da un punto di vista  culturale quante manifestazioni potrebbero svolgersi in un incredibile scenario di altri tempi? E’ forse vietato sognare ?

Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo  monumento pubblichiamo un testo del 2007 scritto da Maria Rosaria Barbera, Sabina Di Pasquale e Paola Palazzo per la rivista “Fasti on Line Documents & Research” che fa il punto sulle conoscenze acquisite fino a quel periodo. E’ un saggio per addetti ai lavori ma vi assicuriamo che offre degli spunti veramente interessanti.

Illuminiamoli !

Nel week-end del 21 e 22 novembre in occasione di “Esquilindo” nel rione Esquilino si svolgeranno diversi eventi di varia natura. A tempo debito vi daremo tutte le informazioni, ma già da ora vorremmo iniziare a formulare alle autorità competenti una semplice, banale ma importantissima  richiesta : illuminiamo i monumenti dell’Esquilino che sono quasi tutti al buio : lo è Porta Maggiore nella parte interna e in quella esterna è illuminata solo indirettamente dai lampioni stradali, lo è il cd. Tempio di Minerva Medica e lo è la chiesa di Santa Bibiana e tanti altri. Lo chiediamo perché dove è stata realizzata un’illuminazione all’altezza (Santa Maria Maggiore) il monumento ha acquisito ancor più fascino e chi la vede di sera o di notte non può fare a meno di esclamare un “Oh” di ammirazione. Ma è importante anche per combattere il degrado e il vandalismo : è assurdo che, per esempio, Santa Bibiana a soli tre mesi scarsi dalla fine dei restauri sia ridotta in questo modo.

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Un’illuminazione adatta e delle videocamere esterne (non c’è bisogno di spendere follie per comprarle e installarle) forse avrebbero evitato questo autentico scempio.